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Monti è un grande economista. Presto sarà grandissimo
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Non dimentichiamo – non dimentichiamo mai – che il grande economista, il bocconiano, bilderbergheriano, trilateralista e commissario europeo Mario Monti, quando andò al governo, credeva che il solo vero ostacolo allo sviluppo economico italiano fossero i tassisti non liberalizzati, seguiti dai farmacisti. Insomma seguiva il programma suggeritogli da Bersani con le sue «liberalizzazioni» dei piccolissimi imprenditori.

Monti – i media ce lo ripetono ogni giorno – è un grande economista. Abbiamo bisogno di un economista ancora più grande: uno, magari, che s’accorga che un forte intoppo alla competitività italiana è il fatto che l’elettricità qui da noi costa alle imprese il 30% in più che in Germania.

Mario Monti sta diventando un economista ancora più grande. Grazie al fatto che i lavoratori sardi sono in agitazione, perchè la multinazionale Alcoa sta per chiudere la sua fabbricona in Sardegna e la trasporta in Arabia Saudita, dove l’eneregia costa niente, ha scoperto che non solo i taxisti sono il problema, ma anche il costo dell’elettricità.

L’alluminio si estrae per elettrolisi, e il costo dell’elettricità è dunque cruciale per questa industria. Ma allora come mai – si dovrebbe chiedere un grandissimo economista, ma non ancora un economista solo grande – l’Alcoa per tanti anni ha prodotto alluminio in Sardegna, dove l’elettricità costa il 30% più che in Germania?

La risposta è: per i sussidi pubblici. La canadese Alcoa ha ricevuto per decenni sussidi dalla politica italiana, perchè producesse alluminio anti-economico e «salvasse i posti di lavoro». Quanto? Secondo i vari media, noi contribuenti abbiamo pagato all’Alcoa, negli anni, oltre 3 miliardi di euro. Lo stesso vale per la miniera del Sulcis.

«Se tutti i soldi spesi in sussidi in questi anni fossero stati messi in mano ai singoli minatori e lavoratori di Sulcis e zone limitrofe, sarebbero stati abbastanza per finanziare una casa, una seria formazione e una nuova attività economica a ciascuno di loro. E ne sarebbero avanzati per bonificare l´intera area» (da Repubblica).

La miniera fu aperta ai tempi del Duce quando l’autarchia e le inique sanzioni (come quelle imposte oggi all’Iran) obbligarono a usare qualunque risorsa energetica: il carbone del Sulcis è così ricco di zolfo da essere quasi inutilizzabile. Centinaia e centinaia di miliardi (di lire) sono stati spesi in passato «per salvare i posti di lavoro» dei minatori. A fondo perduto. In cambio dei quali i nostri politici obbligano l’ENEL, per decreto, a comprare «per otto anni lelettricità del Sulcis a 160 lire per kwh, quando il costo medio di produzione dellEnte è di 72 lire. Saranno i consumatori a pagare per le miniere, sotto forma di sovrapprezzo in bolletta. Il Decreto stabilisce infatti che il carbone del Sulcis dovrà essere utilizzato per fornire almeno il 51% del fabbisogno termico richiesto nella produzione di elettricità, perché possa essere venduta a 160 lire» (dai giornali).

Ora, i minatori del Sulcis vogliono continuare a fare i minatori, e propongono (coi loro sindacati) di trasformare la miniera «in magazzino geologico per lo stoccaggio di anidride carbonica», cioè di buttarvi dentro le emissioni che fanno l’effetto-serra – che bello, la green economy! E arriva proprio in Sardegna!

Il che però richiede un investimento di 250 milioni (di euro) per 8 anni. Tanto quanto basterebbe per dare ad ognuno dei 40 minatori un assegno da 4 milioni e 250 mila euro, con cui potrebbero, che so, aprire dei grand hotel.

Mario Monti è un grande economista, infatti pensava che liberalizzati i tassisti, i problemi d’Italia si sarebbero risolti. Adesso sta diventando un economista ancora più grande, perché ha scoperto che la canadese Alcoa, finiti i sussidi pubblici che compensavano la produzione anti-economica, se ne va e lascia a spasso migliaia di lavoratori. Forse anche Monti si sta accorgendo che l’elettricità che ci costa il 30% in più che in Germania c’entra qualcosa con la nostra «bassa competitività»?

Speriamo, ma frattanto il governo dei tecnici – tutti grandi economisti – sta cercando di tenere aperta la miniera di zolfo-carbone e rifilare la ex Alcoa a un concorrente dell’Alcoa (1), promettendo i soliti sussidi perché se li accolli. «Per salvare i posti di lavoro».

«Salvare posti di lavoro» improduttivi è quel che in Italia si è sempre chiamata «politica industriale», almeno da 50 anni. I tecnici, e quel grande economista che si chiama Mario Monti, la stanno facendo di nuovo, anche se i soldi, disperatamente, mancano. A noi, resta un dubbio che esprimiamo con il più profondo rispetto: ma i nostri tecnici, il nostro grande economista, non sono dei fieri «liberisti»? Non esaltano il «libero mercato»? Non si insegna alla Bocconi la più intransigente, la più fiera contrarietà allo «statalismo»? All’«intervento pubblico nell’economia»?

Lo domandiamo non per criticare, ma per imparare. Noi non siamo economisti. La Bocconi l’abbiamo vista da fuori. I Commissari europei, non ci conoscono. Per questo vogliamo capire com’è che, a forza di «privatizzazioni», in Italia il settore pubblico s’ingoia ancora il 52% della ricchezza nazionale, ed è ancora, anzi sempre di più, il massimo pagatore dell’economia, che ne viene distorta e resa inefficiente appunto come in un Paese comunista? Non si dice: «Meno Stato e più mercato?». Allora chiuda Carbosulcis, chiuda Alcoa e vada dove l’elettricità costa un decimo della nostra. O no?

Come non-economista, mi chiedo se non viga da noi una concezione sbagliata dell’intervento dello Stato nell’economia. Ossia: sussidi per «salvare posti di lavoro» che non devono essere salvati, creazione di «posti di lavoro» nella scuola, nella burocrazia, nelle tante attività parassitarie del pubblico impiego. È questo lo «statalismo» contro cui si scagliano le anime eccelse di Von Mises e della Bocconi?

Giusto. Giustissimo. Ma non vorrei che – da noi in Italia – l’adozione del liberismo di mercato sia una scusa per fregarsene dell’economia, per non studiare i problemi, per lasciare che vada a pallino da sè a forza di costi impropri, perchè «provvede il mercato». Insomma, ho il vago sospetto che il liberismo sia una delle solite maschere della irresponsabilità dei nostri politici. L’auto-esenzione dalla difficile responsabilità di fare politica industriale, che richiede competenze e studio (2).

Perchè qui, sospetto, c’è un equivoco: si crede – si vuol credere che l’alternativa al «libero mercato» sia lo «statalismo», con lo Stato che gestisce direttamente le fabbriche. Ma c’è una terza via?

C’è. Nei giorni in cui si è appreso che la Apple ha fatto una causa miliardaria contro la Samsung, accusandola di aver scopiazzato diversi brevetti del suo iPhone, ho chiesto in giro: sapete di dov’è la Samsung? I più ipotizzavano: giapponese. Alcuni: cinese.

No. Ovviamente, la Samsung è sud-coreana. Come la Hyundai, che per chi non lo sapesse è la quarta casa automobilistica per vendite mondiali, e la prima al mondo per i profitti. La domanda è dunque: com’è che la Hyundai funziona mentre la Fiat fa schifo e presto chiuderà, lasciando a piedi decine di migliaia di lavoratori? Com’è che la Samsung riempie il mondo di TV a schermo piatto e milioni di smartphone Galaxy che rubano il mercato al gigante Apple, mentre da noi ci facciamo portar via dai cinesi il mercato dei divani Natuzzi (che, con tutto il rispetto, non è il massimo della tecnologia)?

Eppure anche noi avevamo industrie elettroniche, facevamo TV e radio; tutto perduto, ora qualunque schermo in tutte le nostre case è Samsung o Sony. Perchè là fanno i computer e i tablet, e noi divani e carbone con lo zolfo? Perchè là hanno vinto con la tecnologia avanzata mentre da noi facciamo mestieri di poco valore aggiunto, che sanno fare in tutto il mondo?

Eppure la Corea del Sud è un paesetto di 48 milioni di abitanti. Rimasto fino al 1945 sotto occupazione giapponese, che non era esattamente caritatevole; subito dopo, dal 1950 al 1952, devastato dalla guerra che americani e cinesi si scatenarono nel territorio coreano, che portò un paio di milioni di morti civili e regalò alla fine al Paese un PIL pro-capite pari alle contrade africane più derelitte.

Voi credete che Hyundai, che Samsung siano fiori nati spontaneamente nelle selvagge praterie del «libero mercato»? Nient’affatto, amici miei. Sono il risultato vincente del più puro e duro «dirigismo», criticato più volte da Washington per la sua purezza e durezza anti-liberista. I governi coreani hanno «diretto» lo sviluppo: hanno fatto vera «politica industriale».

Hanno scelto i settori più promettenti, hanno fatto scommesse su quelli che avevano più futuro, ed hanno agevolato le industrie che vi si dedicavano. Le industrie, là, sono conglomerati familiari tutt’altro che «trasparenti» al mercato, detti chaebol. Si occupano di tutto un po’ (la Samsung ha anche un settore-moda). Una volta scelto su come e cosa puntare, lo Stato ha favorito gli investimenti nei settori del futuro e li hanno aiutati con legislazione funzionale allo scopo, crediti diretti, restrizioni delle importazioni concorrenziali ed altri metodi non tutti trasparenti perchè assumessero le dimensioni di colossi capaci, appunto, di misurarsi con Apple e General Motors o Ford.

I coreani sono simpatici, ma di origine contadina, come mostra la loro cucina che è una delle più saporose del mondo (se vi piace l’aglio). Bisognò elevare la loro istruzione al livello delle tecnologie in cui si intendeva trionfare. Sono state create università collegate alle grandi imprese, e mica per studiare «scienze politiche» o «scienze della comunicazione» o altri traccheggi per perdere tempo. Io le ho viste quelle università, a Seul, accompagnato da un simpatico studente che s’era offerto di farmi da guida: nella biblioteca, schiere di studenti dormivano sulle dure panche – cinque minuti di sonno (erano esausti) e poi via di nuovo a studiare, notte come il giorno, non c’era differenza: alle 2 del mattino, la biblioteca era egualmente sovraffollata, metà studiavano e metà erano crollati sfiniti sulle panche.

Il sistema di studi – come quello nipponico, come quello di Taiwan – è terribilmente competitivo; si studia senza fiato per passare esami su esami; si seguono corsi complementari e ripetizioni con tutor; ci si batte con numeri chiusi spietati, severissimi concorsi a ghigliottina per le università più stimate, altrimenti si resta indietro nella scala sociale; è un sistema di terrore organizzato che farebbe ululare di dolore le mamme italiane, per «come trattano i nostri figli». Ma è un sistema che ha dato Samsung e Hyundai, mentre da noi il nostro, molto materno, dà disoccupati in Scienze della Comunicazione. Aziende sempre troppo piccole, troppo sottocapitalizzate, troppo arretrate tecnologicamente per competere con le multinazionali mondiali. E cos’altro? Ah sì, Grandi Economisti tipo Mario Monti, che non sapevano l’importanza del costo dell’elettricità come palla al piede dell’economia.

Lo stesso tipo di scelta politica è stato fatto a Taiwan: diventare leader di mercato mondiale nella produzione di microprocessori. Anche lì, il governo ha creato università che sono tutt’uno con le grandi fabbriche di microchips, e sfornano il personale di cui hanno bisogno. Notoriamente si dice che se Taiwan sprofondasse nell’oceano, tutta l’industria elettronica, dai cellulari ai portatili, si bloccherebbe.

Il dirigismo corre il rischio di sbagliare? Di puntare le risorse umane e finanziarie di un intero Paese su un settore che potrebbe rivelarsi un vicolo cieco? Certo. È per questo che esercitando la politica industriale, i governi dirigisti non solo sviluppano una cultura della lungimiranza, ma un senso di responsabilità verso la nazione che noi, qui, nemmeno ci sognamo: da noi i politici sono campioni di leggerezza, dei veri capiscarichi: troppi soldi e non sanno che fare, si annoiano. In Corea, quegli stessi studenti che ho visto crollare sulle panche dell’università, sono i primi a scendere in piazza a battersi contro governi che disprezzano, con bastoni di bambù affilati come lance.

Naturalmente anche in Corea sono stati commessi errori, soprattutto un forte indebitamento rispetto al PIL, però non – come in Italia – allo scopo di pagare i lussi dei parassiti di Stato, bensì per l’importazione di tecnologia e materie prime. Ha preso in pieno la crisi del 1997-99 (anche quella nata in USA). Alcune fabbriche d’auto come la Daewoo, sono state acquisite (da General Motors) o fuse (la Kia con Hyundai); la cantieristica conosce alti e bassi. Ma nel complesso, il dirigismo statale, coltivato con costanza e coerenza, ha funzionato bene: un terzo e meno noto gigante, LG Group (già Lucky Goldstar) è tra i leader mondiali negli schermi al plasma e LCD, e sta sperimentando una tecnologia 3D di propria concezione. È il terzo produttore al mondo di cellulari, dopo Samsung e Sony Ericsson.

Ovviamente la politica coreana ha agevolato i processi in altri modi: con 3 mila chilometri di autostrade, una vasta rete di treni ad alta velocità, energia a basso costo prodotta col nucleare: il 45% dell’elettricità viene dalle centrali, e il nucleare è diventato un business d’esportazione, grazie ad un attivissimo settore di ricerca-sviluppo in reattori avanzati, fra cui un reattore modulare di piccole dimensioni e un tipo a metallo liquefatto. È stato il primo Stato a dotare le scuole, primarie e secondarie, con banda larga a fibra ottica; l’anno prossimo distribuirà a tutti i suoi scolari il primo libro di testo digitale del mondo. I risultati dei suoi studenti nei concorsi di valutazione internazionali sono una sorta di campionato seguito con ansia da tutta la nazione, il governo ci tiene moltissimo che i suoi figurino ai primi posti – come regolarmente avviene in matematica e problem solving.

Non si tratta di «intervento statale nell’economia» per «salvare i posti di lavoro». Si tratta di una politica industriale a cui l’amministrazione si applica coerentemente, a forza di lungimiranza e per intero. Con una conoscenza profonda a ravvicinata delle risorse della nazione, delle sue forze e delle sue debolezze da correggere.

È un vero peccato che da noi il grande economista e i suoi tecnici siano «liberisti», ossia ignoranti di come funziona l’economia nazionale privata, perchè «ci pensa il mercato». È un vero peccato che il loro liberismo si consideri il contrario dello «statalismo», e nemmeno sappia in cosa consista il dirigismo economico, che senza sostituirsi al mercato e all’iniziativa privata, la guida verso scopi nazionali (3). Sicchè manchiamo di una politica industriale – i nostri tecnici non sanno nemmeno che cosa e dove sono le industrie italiane produttive (e quando ne identificano una, la stroncano con burocrazia e tasse) – e oscilliamo ogni tanto, sotto la spinta dei manifestanti e dei sindacati, in «difese dei posti di lavoro» tipo Sulcis, difese «spot», che durano ormai lo spazio di un mattino.

Mi viene persino un dubbio: che le misure prese dai tecnici, su indicazione degli altri grandi economisti europei, per uscire dalla crisi (o anche solo per salvare l’euro) siano tutte sbagliate. E producano l’effetto contrario: le tasse più feroci riducono, anzichè accrescere, il gettito fiscale (infatti il gettito, in Italia, sta flettendo). I tagli alle pensioni e alle prestazioni sociali provocano un immediato aumento della propensione al risparmio nelle famiglie, il che contrae i consumi ancora di più, invece di rilanciarli – con conseguente flessione del gettito tributario, aumento dei disoccupati e chiusura di imprese per mancanza di consumatori solvibili. Il grande economista ha aumentato l’imposta sulla casa proprio mentre il mercato dell’immobile è stato paralizzato dalla mancanza di credito delle banche (quando lo fanno, le banche italiane chiedono il 4,8, in Germania il 3), con quel che ne deriva per l’indotto parimenti paralizzato.

L’idea che a forza di tagli sociali e inasprimenti fiscali si possa ottenere la famosa «crescita» e il «rilancio», pare suggerita da un grande economista detto il Cappellaio Matto in Alice nel Paese delle Meraviglie. Tra luglio ed agosto hanno chiuso altre 41 mila imprese, altri 150 mila a spasso. Il nostro grande economista vuole «salvare l’euro» mentre Bulgaria e Turchia non ci vogliono più entrare. Il ministro bulgaro delle Finanze Djankov ha detto: «La Bulgaria vede nellEuropa e nella crisi attuale, un vero e proprio fallimento politico ed economico con prospettive di crescita nulla e sacrifici richiesti per milioni di cittadini europei, costretti a vedere peggiorare la propria situazione economica a spese di istituzioni incapaci di governare».

Questo Djankov, certamente, non è un grande economista. Il nostro, Mario Monti, ha detto: «L’Italia è fuori dalla crisi. La ripresa non si vede nei numeri, ma è dentro di noi». Dentro di noi, come insegna Scientology.

Vuoi vedere che ci porta dalla recessione alla Grande Depressione? Tipo 1929?

L’economista francese Jacques Sapir (non è un grande economista, è solo normale: chiede l’uscita dall’euro) ha allestito una tabella che paragona le politiche di rigore che il cancelliere Bruening applicò in Germania (Allemagne) tra il 1930 e il 32 – e che provocarono la deflazione più tragica, i milioni di disoccupati e infine la vittoria di Hitler alle elezioni, e le austerità imposte oggi come «compiti a casa».



Come si vede, è vero che Monti non ha fatto tutti i compiti a casa. Del resto, non è colpa sua: non ha tagliato gli assegni familiari (allocations familiales) perchè in Italia praticamente non esistono (prima, bisogna pagare i 15 mila euro a Rosy Bindi). Non ha tagliato d’autorità i salari, perchè i nostri sono già tra i più bassi d’Europa (e poi non vuole tagliare i salari dei parassiti politici, quelli sì molto grassi). Non è ancora un grandissimo economista, ma sta per diventarlo. Come Bruening.

Post Scriptum. Mentre concludo questo articolo, giovedì sera, la finanza, la Borsa, le banche, la speculazione e i TG esultano perché Draghi ha annunciato che la BCE comprerà i Buoni del Tesoro spagnoli e italiani a 3 anni senza limiti prefissati. Lo spread cala! Meraviglia, la ripresa è dentro di noi! L’EURforia delle banche è ben spiegabile: Draghi gli ricompra i titoli ubblici che queste hanno comprato a strafottere con il miliardo che Draghi ha prestato loro all’1%, da restituire – guarda la coincidenza – entro 3 anni. Quei soldi le banche non li avevano, ora li avranno. A pagare saranno Stati e cittadini, a cui le BCE imporrà dure «condizionalità», ossia altro rigore e altre cessioni di sovranità. L’esultanza dei media è dunque meno spiegabile. Quanto alla cosa in sè, un acquisto massiccio di debiti pubblici non darà che un respiro temporaneo, che durerà – ad essere ottimisti – sei mesi. Non è una cura della crisi, è morfina data al malato. Come ha notato non ricordo quale tedesco, la BCE si sta trasformando in una «bad bank» strapiena di titoli-spazzatura, invendibili: Grecia, Portogallo, Spagna non potranno mai rimborsare i titoli che la BCE comprerà: quei Paesi sono insolventi all’attuale tasso di cambio dell’euro-marco. E l’Italia? Con Monti ci proverà, costi quel che costi (a noi, mica a lui e nemmeno ai politici). Poi fallirà come gli altri, manon prima di aver fatto terra bruciata di quel che resta delle nostre imprese. Un grande economista sta diventando grandissimo.





1) Il bello è che la Alcoa non vuole cedere la fabbrica sarda alla Glencore, appunto perchè è sua concorrente diretta: dopotutto, la fabbrica è ancora di sua proprietà e non vuole danneggiarsi. Ma il governo dei tecnici, per la precisione il ministro Passera, fa pressione. Da parte di un fiero assertore del «mercato», un bell’esempio di «intervento dello Stato sull’economia» e calpestio della proprietà privata, che certo invoglierà altre imprese straniere a insediarsi da noi.
2) È superfluo ricordare che l’Italia ebbe una politica industriale. Nacque ai tempi del Male Assoluto, ed una delle sue massime realizzazioni fu l’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale). Per questo la democrazia italiana si trovò tra le mani un Paese che produceva radio, TV, registratori, aerei, chimica... tutto andato. La democrazia dopo aver trasformato l’IRI in un organismo per «salvare posti di lavoro» (e distribuire tangenti ai partiti), se l’è fatta privatizzare da quelli del Britannia: anche le competenze per fare una politica industriale sono svanite da quel dì. Come dobbiamo chiamare il nuovo regime che ci è stato imposto da fuori, ma è sostenuto dai partiti che noi abbiamo eletto: il Peggio Assoluto?
3) La differenza l’ha spiegata limpidamente Friedrich List (1789-1846), l’inventore dell’economia politica. «Lo Stato non solo ha il diritto, ma il dovere di imporre dazi sul commercio estero nel miglior interesse della nazione Coi dazi protettivi non detta agli individui come debbano usare il loro potere produttivo e il loro capitale (come sostiene Adam Smith che List considerò il grande avversario ideologico, ndr): non ordina a questotu devi investire il tuo denaro in navi o edifici impone allaltrotu devi essere un capitano navale o un ingegnere’. Lo Stato lascia ad ogni individuo il giudizio su come investire il suo capitale e impiegare il suo lavoro. Semplicemente, esso dice: ‘È a vantaggio della nostra nazione che noi fabbrichiamo questo o questaltro bene; ma siccome per libera competizione con i Paesi stranieri non potremo mai giungere a disporre di questo vantaggio, abbiamo imposto restrizioni a questa concorrenza, finché ci parrà necessario, per dare a quelli tra noi che investono i loro capitali in questi nuovi settori dellindustria, e a quelli che dedicano ad essi le loro capacità fisiche e mentali, la garanzia che non perderanno il loro capitale e la loro vocazione di vita».


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Commenti  

 
# CptHook 2012-09-07 14:23
Grande, come sempre, lucidissimo e a prova di cretini..., purtroppo non di quei cretini che in quel modo ci campano e prosperano...

Grande, grande Direttore!

Cordialmente,

A.deA.
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# Carriola 2012-09-07 15:16
Grazie direttore,
Come sempre una lucida analisi, ancorchè sconsolante. No, la luce alla fine del tunnel proprio non si vede, ma si vede ormai chiaramente come lo sfascio sia lento ma inesorabile. Per fortuna abbiamo i grandi economisti, Monti, Prodi, Bersani...
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# astrorosa1 2012-09-07 15:34
Egregio Direttore, le segnalo anche se suppongo ne sia al corrente, la grande idea di bloccare tutti i pagamenti in contanti al massimo a 50 euro.
Questa è la società della menzogna ipocrita
purtroppo i pensionati e gli statali credono che perdendo la dignità ma avendo
la pancia piena la vita abbia lo stesso valore di coloro che lottano per la giustizia e la libertà che solo in DIO
si può trovare.
DIO è bontà infinita ma anche giustizia infinita.
La coscienza popolare italiana è rivolta prevalentemente al proprio interesse, abbiamo crocefisso l'amore, la giustizia,
la verità.
Le conseguenze saranno la perdita di dignità.
Spero d'avere la forza di lottare sino alla fine.
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# licio 2012-09-07 16:33
Da mo' è che abbiamo perso la dignità !!!
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# entronauta 2012-09-07 15:41
egregio .... d'accordo su tutto quanto
unica riserva...
per favore smettiamo di dire che Mister monti sta prendendo decisioni sbagliate....
Mister monti sta prendendo le decisioni giuste per metterci in ginocchio davanti alle famose "entità finanziarie"... siamo noi che stiamo sbagliando a non fare nulla....
forse la gente pensa ancora che tutto si risolverà a vino e tarallucci....
purtroppo se aspettiamo ancora un po quando ci muoveremo, sarà solo per una guerra tra poveri.... come sempre...

gigip
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# Pietro G 2012-09-07 16:18
Analisi spietata e condivisibile in toto.
Una politica industriale non esiste e forse non è mai esistita in Italia, una poltica enegetica e un piano energetico nazionale nemmeno. L'articolo mette il dito nella piaga del declino (forse) irreversibile dell'Italia come nazione industriale.
Noi siamo i perdenti della globalizzazione , esportiamo aziende, e quindi ricchezza, e importiamo gente disperata e per lo più analfabeta, impossibile da integrare. Io non sono liberista, sono convinto che lo Stato dovrebbe gestire le industrie strategiche delle quali non possiamo fare a meno. Queste industrie dovrebbero essere protette dalle scalate di borsa e amministrate con metodi meritocratici.
Già, la meritocrazia, insieme alla sconfitta definitiva della criminalità organizzata, sarebbe la vera rivoluzione capace di trasformare il Paese . Per fare questo però occorre gente al potere con gli attributi, non le mezze cartucce che governano, e hanno governato il Paese in questo periodo storico.
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# gabriele1962 2012-09-07 16:36
Complimenti direttore, la leggo in gran forma. Continui così. Spero di leggerla al più presto da un paese estero.
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# cgdv 2012-09-07 17:02
Caro Maurizio sono felice che puoi festeggiare da casa scrivendo questo bellissimo articolo. Per non ripetere quello che vi è già abbondantemente contenuto farò solo due considerazioni:
- praticamente sei l'unico che svela il gioco di Draghi, io sospettavo che ci fosse ma non capivo l'inghippo;

- non sarà che Corea del Sud, Taiwan e Giappone sono riusciti a fare tutte queste belle cose perché non hanno avuto tra i piedi i comunisti e non hanno tra i piedi i loro rimasugli e cariatidi inquinanti?
Giuliano
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# aloisius 2012-09-07 17:04
Ma direttore lei è cattivo, vuole lasciare i grandi comis di stato senza lavoro?

Infine Draghi fa benissimo volendo riempirci di Q.E. (li fornirà in microchip?), finalmente avremo soldi a palate a un tasso bassissimo, e staremo con la pancia all'aria.
Sui giornali tedeschi qualcuno ha già fatto un ironico commento in questo
senso. In Germania infuria una polemica furiosa contro l'ESM: 190 miliardi sarebbe il contributo tedesco, e il resto? Draghi per salvare la faccia ha detto oggi, domani non si sa, che chi vuole soldi dalla BCE deve prima accettare i rigori imposti dalla ESM .
Il vero gioco delle tre carte, da casinò di Tijuana.
C'è chi dice che ha vinto la politica,
c'é che dice siano le banche. In verità
ha vinto il Grande Distruttore, secondo programma, ma è pensabile si stia annoiando vedendo quanto sia manipolabile e assuefatta la gente.
Comunque la grande truffa continua, nè più, nè meno come prima.
In quanto a Monti, ma lei lo saprà già,
è momentaneamente troppo occupato nei suoi traffici con Napolitano per salire sul Colle.
Pare questa sia vera: un rozzotto
arricchito fu coinvolto in una discussione su argomenti che non conosceva. A un certo punto spazientito intervenne:"Sapete che vi dico, se non fotto non mi diverto".
Cambiando il denominator comune il risultato attuale non cambia.
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# raff 2012-09-07 23:11
Citazione aloisius:
finalmente avremo soldi a palate a un tasso bassissimo, e staremo con la pancia all'aria.


Sì! avremo soldi a palate... a loro i soldi e a noi le palate!
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# Hermann 2012-09-07 17:35
Grandissimo e straordinario articolo, grazie Direttore, di politica economica non capisco un accidente ma i Suoi articoli chiariscono tutto. Provo sinceramente pena per tutti quei giovani che intraprendono percorsi universitari in materia economica, e ancora piu' pena per coloro ai quali viene raccontato che il Male Assoluto ha gettato l'Italia nel baratro e che questo è il migliore dei mondi possibile.
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# giannizzero 2012-09-07 17:58
Quello che scrive Blondet è giusto - anzi giustissimo. Anche negli aneddoti utilizzati nell'articolo. Direi addirittura - considerato che gli studenti coreani li vedo in azione ogni giorno- quasi quasi non ne sottolinea a sufficienza l'intelligenza individuale di cui sono dotati. Assieme alla voglia di riuscire che li muove.
D'altronde , è ingiusto comparare l'Italia con la Corea di Seul : l'Italia al momento è un paese fortemente mediterraneizza to. E' un paese di mangiatori di pizza quattro stagioni, di gnocchi alla sorrentina, di polvorones, di tortillas mexicanas, di tapas al pimiento choricero, di moussaka , di cevapcici, di babaghannoush hommos e shawarma . Conoscessi un piatto tipico irlandese, aggiungerei pure quello.
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# Milo Dal Brollo 2012-09-07 18:01
Condivido tutto, tranne il fatto che bisognerebbe utilizzare le centrali nucleari. Abbiamo visto più volte quanto sono rischiose, sono anche obiettivi militari troppo sensibili. Pazienza se non utilizzeremo una certa tecnologia, ma è sempre meglio che avere la sicurezza di ritrovarsi radioattivi: basta che manchino i fondi necessari e la manutenzione mancante rende già di per sé mortale la struttura di una centrale. Non è un caso che nessuna centrale nucleare sia assicurata. Hanno assicurato le Torri Gemelle contro attacchi aerei (poco prima che ci si schiantassero, e si sono intascati un sacco di soldi), ma le centrali manco una. Ci sarà un motivo...
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# montecrap 2012-09-08 22:17
Citazione Milo Dal Brollo:
Condivido tutto, tranne il fatto che bisognerebbe utilizzare le centrali nucleari. Abbiamo visto più volte quanto sono rischiose, sono anche obiettivi militari troppo sensibili. Pazienza se non utilizzeremo una certa tecnologia, ma è sempre meglio che avere la sicurezza di ritrovarsi radioattivi: basta che manchino i fondi necessari e la manutenzione mancante rende già di per sé mortale la struttura di una centrale. Non è un caso che nessuna centrale nucleare sia assicurata. Hanno assicurato le Torri Gemelle contro attacchi aerei (poco prima che ci si schiantassero, e si sono intascati un sacco di soldi), ma le centrali manco una. Ci sarà un motivo...


Le centrali sono assicurate...
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# Andrea V. 2012-09-07 19:09
Direttore, dopo pochissime ore dalla mossa di Draghi Prodi ha dichiarato che il sud può svilupparsi ma non deve essere lasciato solo, e i sindaci delle città del sud ( fonte mattino di Napoli) hanno dichiarato che al sud servono più risorse.

A questa gente la Grecia gli fa un baffo.
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# ulisse 2012-09-07 19:14
1)Domenico Marotta, Direttore dell'Istituto Superiore di Sanità, che all'epoca annoverava tra i propri Collaboratori tre Premi Nobel:Daniel Bovet,Rita Levi Montalcini,Alex ander Fleming, era all'avanguardia ...nel mondo,nel 1962 viene denunciato per irregolarità amministrativo-gestionali,otta ntenne,viene arrestato!!!! I grandi ricercatori lasciano l'Istituto Superiore di Sanità, che non ritornerà più a quel livello: risultato ottenuto!
2) Felice Ippolito, Direttore del CNEN, viene attaccato nel 1963 da Saragat, di ritorno da un viaggio ...negli USA: fine del programma nucleare italiano, e siamo ancora alla Sulcis e...all'Alcoa;
3) Marotta e Ippolito vengono processati nello stesso anno (1964), per la gioia degli USA e dei tagliagole di allora;
4) Giulio Natta vince nel 1963 il Premio Nobel per la Chimica, per la sintesi del Polipropilene Isotattico(Mopl en)"..la prima molecola di sintesi chimica, che riproduca la struttura della sostanza vivente" (Stefano Righi: "Reazione Chimica").
Cos'hanno in comune queste vicende? La perdita della sovranità italiana.
Pensate che un certo Ziegler, che aveva compiuto gli studi preliminari sulla molecola, e che comunque vinse ex aequo con Natta, fece il diavolo a quattro contro Natta, con le accuse più sciocche, ma non ottenne quanto chiedeva, e cioè che Natta fosse escluso dal Premio Nobel. Secondo voi,oggi, cosa succederebbe? Un avviso di garanzia a Natta, e chi si è visto , si è visto.
Hic sunt leones.
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# amsicora 2012-09-09 13:42
OGGI un mattei sarebbe in carcere sepolto da una valanga di intercettazioni .
ormai la poliitica viene fatta da magistrati e banchieri non eletti da nessuno...
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# Gilles 2012-09-07 20:40
C’è in rete, liberamente accessibile, un rendiconto della Federal reserve, da cui risulta che la banca ha distribuito, in america e anche in giro per il mondo, la spaventosa cifra di circa 16 mila miliardi di dollari (spero di aver scritto bene), molti di più del pil americano, che è intorno ai 14 mila miliardi di dollari all’anno. Il sistema usato, se non ho capito male, è in gran parte basato sull’acquisto di titoli di stato, specie quelli di Stati poco affidabili, in possesso delle banche in crisi. In Europa ne hanno usufruito, con somme notevoli soprattutto banche tedesche,ingles i, svizzere, francesi, ma anche altre. La storia non è nuova, se non fosse che anche Bernanke ha dovuto ammettere che la federal reserve è diventata di fatto una bad bank ovvero, un mondezzaio di titoli finanziari. Questi flussi di denaro non giustificano certo la totale assenza di politica industriale dei nostri tecnici, ma è chiaro che, prima di ogni altra cosa, si dovrebbe capire il senso di queste politiche sovranazionali. Certo, se non sbaglio Passera ha parlato di politica industriale con la riapertura delle concessioni per ricerche e trivellazioni del petrolio in Italia, roba da anni 50, con tutte le energie alternative sulle quali fare ricerca, sembra di sentire parlare Mattei, solo che all’epoca si trattava di un’Italia disperata che, dopo la guerra, non poteva permettersi di andare tanto per il sottile. Pare proprio che verranno tutti spazzati via, da Grillo o chi per lui, o la gente finirà per ignorarli sempre di più.
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# zara 2012-09-08 08:11
Paragonare Passera a Mattei è blasfemo.
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# aloisius 2012-09-08 16:45
@Gilles

Certo, se non sbaglio Passera ha parlato di politica industriale con la riapertura delle concessioni per ricerche e trivellazioni del petrolio in Italia.

Ma bravo, perché fino ad ora cosa hanno fatto? Così a quanto saliranno le accise sul petrolio, visto che l'ultima
maggiorazione rapinatrice serve a "pagare i danni dei terremoti in Emilia e all'Aquila" causati dalle perforazioni, in parte abusive,
delle ditte americane con il metodo del
Fracking (ormai proibiti quasi dovunque) proprio per cercare gas e petrolio?
Attualmente ci sono in Italia 630 luoghi dove si perfora, anche in zone a rischio.
Pensasse a pagare le tasse.


Monti trasformerà l’Italia nel Bangladesh d’Europa?
 
“Mario Monti, un pericolo mortale”. Intervista ad Augusto Grandi uno dei tre autori del libro "Il Grigiocrate", dove gli autori non vanno affatto per il sottile,a partire da Monti nominato ma mai eletto, facendo un ritratto anche di alcuni componenti di questo "governo provvisorio", tipo la Fornero definita il braccio armato del governo.

Qui Italia si può fare di tutto, con tutti, contro tutti nella totale indifferenza e ignoranza di una gran parte della popolazione.

Provate a chiedere in giro a qualcuno se sa cosa è l'ESM? In Germania c'è un dibattito furioso, non solo nell'ambito parlamentare, ma anche da parte dei cittadini che si sono riuniti in comitati
pronti a denunciare il Bundestag, includendo anche l'ESFS, perché là hanno capito, e non solo là, che il torchio dell'ESM per accedere ai crediti della BCE, incluso l'ESFS serve a una cosa sola: eseguire gli ordini di Bruxelles, o CHI per loro con la conseguente perdita della sovrananità nazionale.

Qui faranno come al solito faranno spallucce, dicendo che non l'abbiamo mai avuta, appunto sempre al servizio di qualche straniero.
BAH
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# Marcel 2012-09-07 20:41
Mi pare che tra Von Mises e il mondo dei liberisti (Monti) esita una grande differenza. Concretamente: gli eredi di Von Mises sono a favore di prezzi che rispecchino il reale, i liberisti, come Monti truccano i valori di mercato x gestire in modo dirigistico la societa' economica e civile, ad esempio comprando titoli di stato e fornendo alla gente prezzi continuamente distorti che inducono a nuovi errori.
Personalmente nn credo alla favola dello stato che educa o produce ricchezza. E nememno alle universita' di stato. Ci vorrebbe vera liberta' di insegnamento come nel 500 quando i vari ordini religiosi fondavano universita' e gareggiavano in qualita'. Sostanzialmente credo che vada lasciato spazio al privato di pensare, progettare, costruire.Ovviamente in una cornice comunitaria. Ma questo e' impossibile con una pressione fiscale del 70 per cento.
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# Pietro G 2012-09-07 20:49
Notare il cambiamento dei rapporti di forza : ora ogni stato europeo è nelle mani di un personaggio non eletto che non deve rendere conto a nessuno, se non forse a Goldman Sachs. Draghi può infatti decidere del tasso di interesse che gli stati indebitati devono pagare, semplicemente annunciando che acquisterà o meno (potrebbe anche venderli) i bonds di quel Paese. Praticamente li tiene per gli "attributi". Deciderà lui della politica che questi stati dovranno fare, elezioni o non elezioni, governo o non governo, Alla faccia della democrazia.
Vado a rileggermi i famosi Protocolli.
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# calzo57 2012-09-07 21:18
A proposito di tecnici e grandi economisti, i due premi Nobel Myron Scholes e Robert Merton sedevano nel consiglio di amministrazione del famigerato Long Term Capital Management, l'hedge fund che oltre a saltare per aria nel 1998 costrinse la Federal Reserve ad intervenire per evitare fallimenti a catena. Perchè? Avevano creato bellissimi modelli matematici, che avevano il piccolo difetto di non rappresentare adeguatamente la realtà.
Morale: Dio ci scampi dai tecnici.
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# Sergio64 2012-09-07 21:36
Anche l'Italia, se avesse una sua politica economica, dovrebbe puntare su un settore strategico: le fonti di energia alternative e rinnovabili.
Naturalmente non parlo del fotovoltaico e dell'eolico attuali, che sono pressapoco una mezza truffa.
Parlo di una fonte di energia ancora tutta da scoprire, su cui investire in ricerca una grossissima percentuale del nostro PIL, da reperire tagliando selvaggiamente la nostra elefantiaca spesa pubblica.
Ma è solo un sogno...
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# mescal 2012-09-07 22:24
Lei e' sempre una boccata d'aria.
Grazie
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# Karl 2012-09-07 23:10
Parafrasando Guzzanti : "La ripresa è dentro di noi...e però è sbagliata !"
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# pelzen 2012-09-07 23:17
Bravo Blondet, bellissimo articolo al quale vorrei aggiungere un paio di cose.
In Romania un amico terzista ha affittato 2000 ettari di terra per coltivarli. Tutto normale, pare. No, totalemtne diverso.
Mi spiego: alla fine del raccolto, mi racconta questa persona, portano il prodotto all'ammasso, vengono pesati i camion in entratat ed in uscita. L'autista aspetta fuori dell'area di pesa ed entra in ufficio dove si conteggia il netto delle pesate, dopo di che viene staccato un assegno in euro per l'importo del consegnato (prezzo di mercato di quel momento). In Italia si fanno le stesse cose solo che al'uscita dalle pese il camionista se ne va. I soldi, se va bene si vedranno dopo 12/18 mesi e senza interessi.
Economia di mercato? Guarda Blondet, anche se l'età non è più quella di un ventenne brandirei volentieri una mannaia per staccare qualche testa e non avrei nemmeno il senso di colpa cristiano, tanto questi parassiti hanno infettato la parte buona della nostra Italia.
Quindi, giusto per dare un suggerimento al quel noiso, pesante, infido e acqua cheta di Monti lo invito a leggersi quanto segue:

Elenco parziale delle BUONE cose che iol fascismo fece e che la massoneria e il bigottismo opportunista di certe fazioni clerico-comnuniste disfecero:

Tutela lavoro donne e fanciulli – (Regio Decreto n° 653 26/04/1923)
Maternità e infanzia – (Regio Decreto n° 2277 10/12/1923)
Assistenza ospedaliera per i poveri – (Regio Decreto n° 2841 30/12/1923)
Assicurazione contro la disoccupazione – (Regio Decreto n° 3158 30/12/1923)
Assicurazione invalidità e vecchiaia – (Regio Decreto n°3184 30/12/1923)
Riforma “Gentile” della scuola – (Regio decreto n°2123 31/12/1923)
Assistenza illegittimi e abbandonati – (Regio Decreto n° 798 08/05/1927)
Assicurazione obbligatoria contro la tubercolosi – (Regio Decreto n° 2055 27/10/1927).
Esenzioni tributarie famiglie numerose – (Regio Decreto n° 1312 14/06/1928 )
Assicurazione obbligatoria contro malattie professionali – (Regio Decreto n° 928 13/05/1929)
Opera nazionale orfani di guerra – (Regio Decreto n° 1397 26/07/1929)
Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro I.N.A.I.L. – (Regio Decreto n° 264 23/03/1933)
Istituzione libretto di lavoro – (Regio Decreto n°112 10/01/1935)
Istituto nazionale per la previdenza sociale I.N.P.S. – (Regio Decreto n°1827 04/10/1935)
Riduzione settimana lavorativa a 40 ore – (Regio Decreto n° 1768 29/05/1937)
Ente comunale di assistenza E.C.A. – (Regio Decreto n° 847 03/06/1937)
Assegni familiari – (Regio Decreto n° 1048 17/06/1937)
Casse rurali ed artigiane – (Regio Decreto n° 1706 26/08/1937)
Tessera sanitaria per addetti servizi domestici – (Regio Decreto n° 1239 23/06/1939)
Istituto nazionale per le assicurazioni contro le malattie I.N.A.M. – (Regio Decreto n° 318 11/01/1943)
In ogni azienda (industriale, privata, parastatale, statale) le rappresentanze dei tecnici e degli operai coopereranno intimamente – attraverso una conoscenza diretta della gestione – all’equa fissazione dei salari, nonché all’equa ripartizione degli utili tra il fondo di riserva, il frutto al capitale azionario e la partecipazione agli utili stessi per parte dei lavoratori. (Art.12 del Manifesto di Verona)
Decreto legislativo del Duce – 12 Febbraio 1944 – XXII, n. 375. Socializzazione delle imprese.


Ad maiora!
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# cangrande 2012-09-08 12:30
... E dopo i 18 Punti di Verona sono cominciati i bombardamenti a tappeto sulla R.S.I.
Coincidenza..................
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# Hermann 2012-09-08 22:11
Citazione pelzen:
Bravo Blondet, bellissimo articolo al quale vorrei aggiungere un paio di cose.
In Romania un amico terzista ha affittato 2000 ettari di terra per coltivarli. Tutto normale, pare. No, totalemtne diverso.
Mi spiego: alla fine del raccolto, mi racconta questa persona, portano il prodotto all'ammasso, vengono pesati i camion in entratat ed in uscita. L'autista aspetta fuori dell'area di pesa ed entra in ufficio dove si conteggia il netto delle pesate, dopo di che viene staccato un assegno in euro per l'importo del consegnato (prezzo di mercato di quel momento). In Italia si fanno le stesse cose solo che al'uscita dalle pese il camionista se ne va. I soldi, se va bene si vedranno dopo 12/18 mesi e senza interessi.
Economia di mercato? Guarda Blondet, anche se l'età non è più quella di un ventenne brandirei volentieri una mannaia per staccare qualche testa e non avrei nemmeno il senso di colpa cristiano, tanto questi parassiti hanno infettato la parte buona della nostra Italia.
Quindi, giusto per dare un suggerimento al quel noiso, pesante, infido e acqua cheta di Monti lo invito a leggersi quanto segue:

Elenco parziale delle BUONE cose che iol fascismo fece e che la massoneria e il bigottismo opportunista di certe fazioni clerico-comnuniste disfecero:

Tutela lavoro donne e fanciulli – (Regio Decreto n° 653 26/04/1923)
Maternità e infanzia – (Regio Decreto n° 2277 10/12/1923)
Assistenza ospedaliera per i poveri – (Regio Decreto n° 2841 30/12/1923)
Assicurazione contro la disoccupazione – (Regio Decreto n° 3158 30/12/1923)
Assicurazione invalidità e vecchiaia – (Regio Decreto n°3184 30/12/1923)
Riforma “Gentile” della scuola – (Regio decreto n°2123 31/12/1923)
Assistenza illegittimi e abbandonati – (Regio Decreto n° 798 08/05/1927)
Assicurazione obbligatoria contro la tubercolosi – (Regio Decreto n° 2055 27/10/1927).
Esenzioni tributarie famiglie numerose – (Regio Decreto n° 1312 14/06/1928 )
Assicurazione obbligatoria contro malattie professionali – (Regio Decreto n° 928 13/05/1929)
Opera nazionale orfani di guerra – (Regio Decreto n° 1397 26/07/1929)
Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro I.N.A.I.L. – (Regio Decreto n° 264 23/03/1933)
Istituzione libretto di lavoro – (Regio Decreto n°112 10/01/1935)
Istituto nazionale per la previdenza sociale I.N.P.S. – (Regio Decreto n°1827 04/10/1935)
Riduzione settimana lavorativa a 40 ore – (Regio Decreto n° 1768 29/05/1937)
Ente comunale di assistenza E.C.A. – (Regio Decreto n° 847 03/06/1937)
Assegni familiari – (Regio Decreto n° 1048 17/06/1937)
Casse rurali ed artigiane – (Regio Decreto n° 1706 26/08/1937)
Tessera sanitaria per addetti servizi domestici – (Regio Decreto n° 1239 23/06/1939)
Istituto nazionale per le assicurazioni contro le malattie I.N.A.M. – (Regio Decreto n° 318 11/01/1943)
In ogni azienda (industriale, privata, parastatale, statale) le rappresentanze dei tecnici e degli operai coopereranno intimamente – attraverso una conoscenza diretta della gestione – all’equa fissazione dei salari, nonché all’equa ripartizione degli utili tra il fondo di riserva, il frutto al capitale azionario e la partecipazione agli utili stessi per parte dei lavoratori. (Art.12 del Manifesto di Verona)
Decreto legislativo del Duce – 12 Febbraio 1944 – XXII, n. 375. Socializzazione delle imprese.


Ad maiora!




Elenco da diffondere nelle scuole di ogni ordine e grado, nei posti di lavoro, ovunque. Se ancora l'Italia riesce a galleggiare, lo deve a questi provvedimenti. Peccato che stiano smantellando tutto, proprio tutto.
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# prodigus 2012-09-07 23:24
La Bce una bad bank? e perchè mai?
Se anche fallisse che problemi ci potrebbero essere? Forse qualche centinaio di posti di lavoro in meno ma per il resto nessuno scossone.
Vediamo perchè.
In economia una qualsiasi azienda che non riesce più ad incassare i suoi crediti diviene essa stessa insolvente nei confronti dei suoi fornitori; il suo fallimento trascina con sé i suoi dipendenti e naturalmente i suoi fornitori.
Nel caso della Bce non mi risulta che ci siano fornitori, nel momento in cui draghi acquista bonos e btp lo fa stampando denaro e creando debito nei confronti di se stessa.
Cosa diversa sono l'Fmi e a quanto pare l'Esm che si muovono sui mercati a fronte di denaro messo a disposizione dai paesi aderenti; in questi casi è chiaro che se l'organismo dovesse fallire nessuno si vedrebbe restituiti i suoi finanziamenti.
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# geppino 2012-09-08 00:19
Mi spiega una cosa: Se un capo del governo oggi decidesse d'autorità di uscire dall'euro come si potrebbe fare..? intendo per via legislativa...occorre un decreto legge,un decreto legislativo..? ma in tal caso quando un Parlamento avallerebbe una scelta del genere..quindi credo che l'idea di uscire dall'Euro sia tanto camapata in aria quanto impraticabile per via legislativa...Lei che ne pensa direttore..? Grazie
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# raff 2012-09-08 01:40
Blondet scrive:

" La domanda è dunque: com’è che la Hyundai funziona mentre la Fiat fa schifo e presto chiuderà, lasciando a piedi decine di migliaia di lavoratori?"

La risposta è semplice, perché i capitali e di conseguenza le produzioni, si concentrano là dove gli utili e i rendimenti monetari sono più elevati. Nella logica della globalizzazione , considerando che le capacità produttive si sono moltiplicate esponenzialment e per effetto della tecnologia, non è necessario che le produzioni dei beni siano distribuite localmente in maniera diffusa, al contrario, per il capitalismo (cioè per la realizzazione del massimo utile, che non dimentichiamo è sempre monetario), tutto ciò costituisce una diseconomia. Perciò le produzioni di tutti i tipi tendono a concentrarsi in pochi produttori (multinazionali ) sempre più grandi. Così è, ad esempio, per l’automobile, dove la produzione mondiale e la distribuzione sarà quasi interamente nelle mani di pochi soggetti in grado di saturare il mercato mondiale e fra questi appunto giapponesi (Toyota, Nissan), tedeschi come VW, Mercedes ecc., che pur con marchi diversi costituiscono un “sistema” unico, sud coreani (Hyundai, Daewoo) e pochi altri. Fra questi non c’è la FIAT (o meglio gli Agnelli) che nella fase critica hanno preferito vivacchiare con gli aiuti di stato, anziché investire in R&S e in strategie di mercato, confidando, come i francesi del resto, sulla tenuta sul mercato europeo.
Ma se le produzioni si trasferiscono nei paesi in via di sviluppo per i minori costi, e i capitali di controllo si concentrano in poche mani, sempre più libere da qualsiasi controllo e/o condizionamento statale, come potranno gli Stati e i governi nazionali praticare politiche industriali ed economiche nei rispettivi paesi? Semplicemente non potranno! Ed è esattamente quello che sta accadendo. Ma allora che fine fanno i milioni di operai e impiegati che ancora per poco lavorano nelle produzioni nei paesi del cosiddetto 1° mondo? Risposta: la fine che stiamo vedendo, disoccupazione, sottoccupazione , precariato ecc. ecc.
Ma si possono riconvertire in qualcosa d’altro? Certo, in attività del terziario (cuochi, camerieri, giardinieri, ecc. ecc.) per quel poco disponibile, data la crisi economica, ma non si potranno certamente riconvertire tutti in scienziati e ricercatori, anche perché mancano le infrastrutture e soprattutto i soldi per tali investimenti, che anch’essi si concentrano in poli d’eccellenza (università e centri di ricerca)in gran parte negli Stati Uniti e in pochi altri centri Europei.
Si manifesta quindi un conflitto che oppone in maniera drammatica le potenze globali dell’alta finanza apolide e delle imprese multinazionali o delocate, alla grande massa dei produttori, lavoratori e imprese territoriali (nazionali), conflitto che non ha trovato finora una linea aggregante di forze locali (nazionali) tali da contrastare le strutture di potere consolidate del capitalismo globalista, come l’EU, la BCE, ecc. e recuperare in primis la sovranità monetaria e nazionale dello stato.

Perciò, damose da fa!
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# pelzen 2012-09-08 10:06
@raff
Condivido quanto hai scritto, ma nell'ottica di una nazione seria e di uno stato, sano tutte le società dovrebbero avere quella che io chiamo "responsabilità economica sociale". In altri termini ogni società, anche se di piccole o gradi dimensione, deve essere responsabile di ciò che fa nel luogo (stato) in cui opera. Da questo nasce un altro punto di vista molto interessante, ovvero la definizione di società che secondo la moda anglosassone altro non è che un associazione a delinquere che lavorano in leva sul mercato del lavoro. E' proprio qui che uno stato dovrebbe agire come contro peso: ogni società è responsabile delle azioni che compie e ogni socio risponde singolarmente di fronte alla legge per le attività, così come patrimonialment e. L'esempio della British Petrolium cacciata da Putin dalla Russia è molto calzante, ma non esaustivo. Gia' accadde infatti, qualche anno fa, che la nota casa del fa-da-te Ikea, volesse insediare un centro produttivo nel trevisano e contattati alcuni produttori iniziò subito a gettare le basi per una "proficua" attività commerciale. Le commesse erano di svariati miliardi all'anno e le aziende che potevano eseguire queste attività si contavano sulle dita di una mano. Una di queste raccolse il testimone e si mostro disponibile per iniziare le attività. Gli incontri erano febbrili, ma i fatti non si concretizzavano . Dopo qualche mese il direttore generale di Ikea scese in Italia per vedere a che punto stavano gli investimenti di questa industria, scoprendo che nulla era stato fatto. Il titolare, guardandolo negli occhi sornionamente, gli disse che lui era prontissimo e che se non vedeva nessuna linea produttiva la causa andava cercata proprio in Ikea, poiché se non c'è la condivisione del rischio (e in quel momento gli investimenti erano altissimi) è troppo facile fare affari con la tasca degli altri lasciandoli poi nel mezzo del guado.
Ikea se ne andò sbattendo la porta e riparò nei paesi dell'est dove avvolse nella sua ragnatele molte piccole aziende fino a farle soffocare, facendole chiudere e spostando di conseguenza le attività in altri mercati di schiavi.
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# Catello 2012-09-08 06:34
Al popolo italiano dovrebbe essere riconosciuto da parte di tutti il diritto alla sopravvivenza. Anche perché così tutti avrebbero anche in futuro una maggior ricchezza in campo artistico, culturale e scientifico.
Attualmente siamo strangolati dalle tasse, che si aggiungono allo spread che opprime tutti i PIIGS, ora un po' meno grazie alle decisioni della BCE, e all'alto prezzo del petrolio, che opprime tutti gli Stati non produttori.
Ma la mancanza di sovranità impedisce sistematicament e che si abbassino le tasse, che venga rinnovata l'Università, o diminuita la burocrazia, o che si brevettino nuove tecnologie, specialmente per produrre energia.
Quindi occorrerebbero un governo che avesse in programma questi punti, ma anche un metodo che assicuri che questi punti verranno attuati.
Perciò, prima di andare alle elezioni, bisognerebbe che vengano istituiti tre provvedimenti:
1. Un vincolo di mandato che impedisca ai parlamentari di cambiare casacca e di votare in maniera difforme da quello deciso dalla maggioranza del proprio gruppo, ma solo eventualmente di dimettersi da parlamentare.
2. Una verifica almeno biennale che consenta all'elettorato di esprimersi con un SI o con un NO e mandare il governo a casa, e procedere a nuove elezioni, nel caso non avesse attuato il programma col quale era stato eletto.
3. Incominciare ad alleggerire le tasse immediatamente, prima che sia troppo tardi.
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# adelauro 2012-09-08 07:06
Non disperi Direttore l'economia italiana ripartirà a razzo quando ci sarà il matrimonio dei finocchi. Ormai è questione di mesi.
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# bibo10 2012-09-08 07:41
grande

bibo
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# markus.mann 2012-09-08 08:31
Beh, il quadro della Corea raffigurato nell'articolo è abbastanza orripilante.
Va bene che poi i "conti tornano", ma quello descritto è un autentico inferno da società criptomaoista in salsa neocapitalistic a.
Del resto non credo ci giungano molti esempi da seguire dall'oriente (Giappone a parte).
Circa il ruolo guida che uno stato sovrano dovrebbe assumere nell'economia di una nazione, le considerazioni di Blondet sono da applauso a scena aperta.
Temo però che sarà difficile attendersi nuovamente simili "iniziative" dalle nostre parti, in europa intendo.
Almeno sino a quando saremo governati da questa miscellanea oligarchica di bastardi (in senso tecnico).
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# Der Beobachter 2012-09-08 08:46
Interessante, da segnalare e certamente impensabile fino ad 1 anno fa, il pensiero sempre piu' comune qui in Germania dove non solo il popolo, ma anche l'informazione ormai, ritengono piu' che probabile la fine imminente dell'Euro. Si sta facendo tutto e di piu' per salvarlo, certo, ma nell'ippocampo collettivo e' gia' presente e si sviluppa stabilmente un piano B… nocchiero di un pensiero che dalla inconsapevolezz a, si muove in navigazione costante verso la consapevolezza.
Notizia della radio di l'altro ieri: "da voci di corridoio della BCE, si carpisce che non esista gia' piu' una politica finanziaria congiunta a livello europeo". Un messaggio del genere si puo' leggere in tanti modi, sono d'accordo, ma la reazione del popolo e' comunque sempre di piu' quella di prepararsi al dopo. Sembra addirittura, lo leggevo qualche giorno fa, che aziende di grosso calibro stiano gia' organizzandosi per affrontare e controbattere il problema tecnico dell'immissione di una nuova valuta.
Saluti dalla Baviera.
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# krsna 2012-09-08 10:26
Caro Direttore,
interessantissi ma analisi della situazione economica, tuttavia non credo che il modello da seguire sia quello che viene dall'oriente, ricordo un libro nel quale un prete della Roma pre-risorgimentale sosteneva la superiorità della vita morale nella città eterna contro la Londra delle folli spese, invasata dalla produzione che si sarebbe disciolta come il fumo delle sue industrie, le industrie dei padroni e degli schiavi. Il primo modo per risolvere il problema energetico è ridurre i consumi, molto di ciò che produciamo non ci serve e non mangeremo i tablet o gli iphone quando le nostre terre diverranno sterili. Per questo credo che l'economia debba prima di tutto ritrovare una condizione umana e non proliferare come un cancro, per questo credo che l'università non abbia il semplice compito di formare l'Homo economicus, ma di formare nel senso più alto del termine. La critica la comprendo, ma le prospettive che implicitamente lei indica mi spaventano... Cari saluti!
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# Giuseppe 2012-09-08 08:57
Davvero e un articolo sull'Italia?, per un pezzeto ho pensato che parlava della Spagna...
saluti da Barcellona
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# eLahi 2012-09-08 09:05
Dobbiamo uscire dall'Europa o ci porteranno alla rovina...

http://it.notizie.yahoo.com/corte-ue-italia-non-pu%C3%B2-impedire-coltivazioni-autorizzate-174438342.html

http://www.youtube.com/watch?v=kHq1e7BAMGI

http://www.youtube.com/watch?v=oCYUCf4SUO8&feature=share

http://www.youtube.com/watch?v=mEfJO0-cTis&feature=youtu.be
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# ares 2012-09-08 11:33
Interessanti osservazioni del direttore nei confronti di questo presidentucolo del consiglio, classico esemplare di vecchio trombone moralista servo di mammona.
A tal proposito volevo segnalare gli interventi invece di economisti che mi son parsi molto seri per l'analisi dei dati reali e non fittizi da carta stampata e le loro deduzioni, come il prof. Alberto Bagnai e Giulio Sapelli.

http://www.youtube.com/watch?v=gEhZMldT-FE

http://www.youtube.com/watch?v=Mu0Gpqbt3qg

http://www.youtube.com/watch?v=fD-MXEn4XCI&feature=related
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# milvus 2012-09-08 11:43
Preferisco l'Occidente, decisamente.
Ciò che manca a certi popoli a stampo mediterraneo, è la rieducazione alla Volontà. Le civiltà Orientali, sono già dolcemente morte da secoli, purtroppo! Questo accanimento produttivo senza controllo, distruggerà ancor di più la Volontà Occidentale, di vivere seremamente la "vecchiaia" del contimente. Meglio tutto il Sud America, ricchissimo di risorse.
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# Pompili 2012-09-08 12:05
Buongiorno a tutti
Mi scusi Direttore, ma per quel che io ne sò (ed è davveropoco), è tutto un disegno delle grandi lobby, e cioè: se la Fiat è americana (Chrysler) e la Samsung anche (gruppo AT&T), mi viene da pensare che gli interessi si sono spostati in altre parti del mondo, e non per nostra incapacità ma meri interessi della "loro" bottega. E cioè qui in Europa servirà manodopera a bassisssimo costo, e dove altro Vi sarà tale situazione se non in Italia? Quale altro paese a subìto una tale devastazione grazie all'afflusso di clandestini che hanno contribuito al crollo del costo del lavoro? Certo non parlo della Nostra classe politica messa li dalla fine della IIGM(ma buona parte c'era da prima grazie alla masoneria piemontese), dai nostri cari alleati, sarebbe come sparare sull'ambulanza (anche se io gli sparerei volentieri). Comunque eccellenze ve ne sono anche quì, ad esempio la Mivar...
Tutto questo per dire che noi non siamo scemi e gli altri intelligenti.
Vedrà Direttore, quando a "loro" non farà più comodo anche i coreani cadranno, i francesi saranno invasi dai clandestini, i tedeschi assaporeranno la carenza dei servizi con pressioni fiscali altissime, ecc. ecc.
Saluti
Marco
In gamba Direttò!
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# Luigi B. 2012-09-08 14:36
Ho appena rinnovato l'abbonamento. Convintissimo.
Bentornato Direttore!
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# mariano 2012-09-08 15:19
Uno degli articoli piu' lucidi ed intelligenti letti negli ultimi anni. Da sottoporre all'attenzione degl innumerevoli liberisti da salotto (alla Oscar Giannino, per intenderci). Purtroppo, i nostri economisti (la coppia fissa delle banalita' Alesina - Giavazzi, Baldassarri, Brunetta, Boeri, quello che prevedeva il sorpasso della Grecia sull'Italia - vedi prova TV), fanno parte di quel mondo che ci sta portando alla rovina, quello accademico. Assieme a politica e burocrazia, e' il settore dal quale dovremmo ......"liberalizzarci", per usare un'espressione cara a questi inutili dissipatori di risorse. Adesso piu' che mai l'Italia avrebbe bisogno di una nuova IRI, per tutelare e sviluppare quel che resta della nostra industria, e di qualcuno che la proponga e promuova apertamente. L'alternativa, inevitabile, sarebbe il terzo mondo. Siamo pronti e rassegnati a farne parte?
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# aloisius 2012-09-08 15:47
Citazione Milo Dal Brollo:
Condivido tutto, tranne il fatto che bisognerebbe utilizzare le centrali nucleari. Abbiamo visto più volte quanto sono rischiose, sono anche obiettivi militari troppo sensibili. Pazienza se non utilizzeremo una certa tecnologia, ma è sempre meglio che avere la sicurezza di ritrovarsi radioattivi: basta che manchino i fondi necessari e la manutenzione mancante rende già di per sé mortale la struttura di una centrale. Non è un caso che nessuna centrale nucleare sia assicurata. Hanno assicurato le Torri Gemelle contro attacchi aerei (poco prima che ci si schiantassero, e si sono intascati un sacco di soldi), ma le centrali manco una. Ci sarà un motivo...



Ma certo, quando altre centrali hanno perdite o altri danni, per esempio ai nostri confini o quasi,Noi non avendo le
centrali rimaniamo immuni, vero?
Le conseguenze terribili di quello che è successo in Giappone (le 4 centrali fino ad ora! non sono sotto controllo) si vedranno tra venti anni.
Ma per favore...
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# winston1984 2012-09-08 15:57
Sì, però, a ben guardare,.
sarebbero da valorizzare,.
sia il Sulcis che l’Iglesiente:.
per mandarci i banditi del supra.monti,.
la miniera come colonia di lavoro,.
e poi magari un ripasso nelle solfatare.
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# western300b 2012-09-08 16:34
'il carbone del Sulcis è così ricco di zolfo da essere quasi inutilizzabile. '

Però leggo anche da 'http://www.minerva.unito.it/Storia/Articoli/Bergius.htm', che potrebbe essere la materia prima ottimale per essere sottoposta a idrogenizzazion e con processo Fischer-Tropsch per la produzione di benzina sintetica, come faceva la IG Farben nei pressi di Auschwitz
Chissà che a conti fatti con la benzina a 2 e passa non potrebbe essere conveniente?
Ma forse questo non fa piacere ai soliti noti gruppi.

Oramai si è persa la capacità di fare le cose, tipica dell'inventiva italiana.
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# Gilles 2012-09-08 19:04
Caro Zara, infatti il paragone tra Mattei e Passera era ironicamente blasfemo. Ma voglio precisare meglio: che tipo di politica industriale si può fare, anche in Italia, quando nel mondo c'è una fonte che distribuisce enormi quantità di denaro a certe banche ed aziende, piuttosto che ad altre, falsando il cosidetto libero mercato, ma soprattutto ogni tipo di normale attività finanziaria degli Stati? Io non credo che un governo come il nostro, già del resto totalmente assente di suo, possa fare granchè, se si attiene al programma stabilito in altre sedi. Ciò non toglie che In Italia ci sarebbe comunque spazio per altre tipologie di politiche industriali, un misto di innovazione (es energie alternative) e tradizione (turismo agricoltura e quello che rimane delle nostre capacità di inventiva). Chiaro che è una semplificazione , molte sono le idee da discutere, ma dovremmo prima riprenderci l'Italia, come dice Grillo.
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# nicolas 2012-09-08 19:19
Questa analisi comparative tra la nostra economia e quella degli altri paesi sono scontate e deprimenti e ci ricordano che per noi italiani la 2 guerra mondiale non è mai cessata del tutto.
A parte le numerose basi militari e le (300?) bombe atomiche dislocate sul bel suol d'Italia è sempre utile tenere a mente alcune vicende di fondamentale importanza ai fini della nostra sudditanza.
Ulisse ha menzionato gli scienziati Ippolito, Natta e Marotta ma la carrellata prosegue con L'ingegnere De Benedetti inviato dalla Ibm in Italia a distruggere una grande concorrente come l'Olivetti agli albori della rivoluzione informatica e tecnologica relativa.Mattei, qualche annetto prima, ormai è personaggio da fiction.
Britannia nel 92 con Prodi che conferisce laurea honoris causa a Soros nostro cortese affamatore.
La Fiat dove non è riuscito il solito ingegnere svizzero ha sopperito Elkann con a margine il salto nel vuoto del povero Edoardo Agnelli.
La magistratura con giudici del calibro di Di Pietro Boccassini, Ingroia, Woodkock(la perfida albione non manca mai) che ha tenuto la politica nei binari tracciati dal "Principale".
Il goverco tecnico Dini con lo scoppiettante Scalfaro mattatore e sempre bacchettone.
Adesso ci abbiamo nientedimeno l'alieno androide con voce calda ,suadente e uniforme che ammalia tutti gli italiani come il famoso pifferaio. Privattizzazion i ancora all'orizzonte,ossia uteriori razzie dei patrimoni accumulati negli anni dagli evasori fiscali italiani. quelli da sterminare senza pietà.
Inutile ricordare l'obbligo da parte dell'Onu di importare disperati e per contro distruggere l'istituto famigliare con divorzio aborto e finocchismo legalizzato.
Una volta c'era "Roma città aperta " adesso abbiamo l'Italia aperta ad ogni vandalismo. Siamo qui a raccontarcela ed è già tanto.
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# CESCO 2012-09-08 21:40
Ma perchè ve la prendete con i politici?Loro non fanno altro che approffittare del popolo ignorante e cafone.Quindi ben ci sta
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# Jacopo89 2012-09-08 22:43
Direttore,
ma non sarebbe più facile adottare l'Antropocrazia?
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# nicolas 2012-09-09 10:47
Nel commento precedente ,scritto mentre lavoravo da schiavo in ottemperanza alle disposiziono montiane, ho omesso l'assassinio di Moro, l'esilio di Craxi, il processo Andreotti, il duomino in faccia al Berlusca. Tutte queste vicande vanno interpretate come "avviso ai naviganti"! I nostri politici hanno recepito per cui nella nota dicitura , Italiani popolo di santi, navigatori ecc. ecc. va depennata la parolina "eroi" e sostituita con "schiavi".

Stoccaggio di anidride carbonica!?
Forse mi sfugge qualche cognizione scientifica in ogni caso ricordo che il vituperato gas è parte "fondamentale e vitale" della vita del pianeta per via di tale funzione chiamata clorofilliana.
Sarebbe il caso che quelli che credono ciecamente nell'effetto serra si ripassino questa quisquilie scientifiche da terza media
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# drugie 2012-09-09 13:19
Ottimo Direttore!
A proposito dell'aumento delle imposte e della corrispondente diminuzione delle entrate, ho appreso da qualche parte che il giorno in cui all'università hanno fatto la lezione sulla teoria della curva di Laffer, probabilmente il giovane studente Monti Mario era assente....c'è un punto oltre il quale l'aumento delle imposte (soprattutto se utilizzato, come in tutti i paesi a moneta straniera Euro e privi di autonomia monetaria, unicamente per incassare e non per dimunuire l'eccesso di moneta circolante) determina una diminuzione delle entrate. Ma anche mio nonno lo sapeva. Cordiali saluti
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# amsicora 2012-09-09 13:56
@MAURIZIO BLONDET


Il Governo Monti (in realtà un Prodi ter mascherato) contrariamente a quanto sostiene l'ottimo Copertino, è formato per lo più da statali che non si sono mai confrontati col libero mercato (di cui tuttavia inopinatamente sproloquiano) e mostra un odio teologico contro tutto ciò che è privato: non ha fatto altro che aumentare le tasse , mentre la spending review si è rivelata ridicola (4 mld, ovvero lo 0,5% della spesa!) malcelando l'intento di non toccare nulla nel settore pubblico: quieta non movere et mota quietare
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# amsicora 2012-09-09 14:01
ps

in realtà monti non è affatto un liberista (a meno che non si parli di tassisti o farmacisti) ma, piuttosto un sinarchico sfegatato che sta deliberatamente portando l'italia al caos (e prendendoci pure per in culo: se la battuta sulla "ripresa dentro di noi" l'avesse fatta il salame i giornaloni e le tv starebbero ancora ridendo...) per giustificare ulteriori cessioni di sovranità all'ue
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# Catone 2012-09-10 10:00
Al "grandissimo" cancelliere Bruening, in Germania, sono dedicate strade su strade!
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# Catello 2012-09-11 08:28
L'austerità causa depressione. Se si vuole la depressione bisogna aumentare le tasse e tagliare le spese; poi la depressione fa aumentare il deficit vertiginosament e e quindi anche il debito, come sta succedendo in Italia.
Se invece si vuole lo sviluppo bisogna abbassare le tasse e riqualificare le spese, da improduttive a produttive, senza abbassarle.
Così lo sviluppo aumentando le entrate produce un avanzo, che lentamente diminuisce il debito. Invece una diminuzione rapida del debito si può ottenere solo vendendo beni immobili non necessari, oppure offrendoli in garanzia per ottenere finanziamenti ricapitalizzant i, cioè a lungo termine e con interessi possibilmente inferiori all'inflazione.
Perché allora i tromboni moralistici dell'austerità vogliono usarla per diminuire il debito? Perché non capiscono nulla di economia, come fu il caso di Bruening o dell'attuale opinione pubblica tedesca, oppure perché vogliono rifilare agli altri una ricetta sbagliata per farli andar male e trarne un vantaggio economico o politico.
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# raffaele.giovanelli 2012-09-10 19:07
Vorrei completare il racconto di Blondet. Una decina di anni fa ho conosciuto un prete coreano che era presso il santuario di Montallegro, sopra Rapallo. Mi raccontò la sua storia. Quando il Nord Corea invase il Sud era poco più di un bambino, figlio di una ricca famiglia. Quando i nord coreani arrivarono sterminarono tutti i suoi parenti. Fu l’unico a salvarsi perché si finse morto restando immobile tra i cadaveri. Raggiunta la maggiore età entrò nell’esercito degli Stati Uniti. Andò a combattere in Vietnam compiendo azioni coraggiose. Ebbe qualche medaglia e si congedò con una ricca pensione. A questo punto decise di farsi prete. Venne destinato al santuario di Montallegro, dove si distinse nel saper trasci-nare i giovani. Ricordo che con una grande croce alla testa di una processione percorreva l’impervio sentiero da Rapallo a Montallegro. Lo chiamavano Padre Pio, lui scherzava sull’omonimia. Gli chiesi come aveva fatto la Corea a compiere lo spettacolare progresso in pochi anni. All’epoca della guerra di Corea ricordo che dai filmati appariva un paese molto povero, che viveva di una magra agricoltura. Tra ragazzi, per dire di uno che appari-va trasandato, lo si chiamava: “a coreano”. Padre Pio mi disse che subito dopo la fine del-la guerra gli americani aprirono le porte per soggiorni di studio ai giovani coreani, che ac-corsero con le migliori intenzioni per imparare. Tornati in patria il governo e le istituzioni provvidero a sistemarli nella nascente industria, dove potevano mettere a frutto le loro co-noscenze. In Italia avveniva e avviene il contrario, chi tornava dall’America si vedeva so-pravanzato da chi era rimasto in Italia a coltivare le amicizie giuste e la propria ignoranza.
I coreani andarono avanti sino ai giorni nostri a compiere viaggi studio in America, di solito senza farsi impressionare dalle offerte che ricevevano per restare negli USA. Da qualche anno dovrebbero essere i giovani americani a compiere viaggi studio in Corea, che dispo-ne di laboratori e centri i ricerca all’avanguardia .
Intanto Padre Pio (il coreano) disponeva di una considerevole rendita perché era diventato erede di tutti i beni della famiglia, beni che, essendo stati investiti in attività produttive, da-vano un reddito molto alto. Con questa considerevole rendita mi disse che aveva offerto la possibilità di specializzarsi all’estero ad una decina di ragazzi italiani. Ma i risultati non e-rano stati del tutto positivi. Inoltre si era attirato le ire delle alte gerarchie della Chiesa.
Cambiamo ambiente. Da Rapallo alla Sicilia. Mi trovo a conversare amabilmente con la moglie di un mio parente acquisito, una simpatica ed ancor giovane signora che è diventa-ta un dirigente nella elefantiaca Regione Sicilia. Le ripeto: quando tra ragazzi per sfotterci ci si chiamava coreano, la Sicilia era molto più ricca della Corea. Nel frattempo la Sicilia ha ricevuto una bella fetta del bilancio dello Stato italiano. Oggi la Corea è un paese industria-le con grandi aziende che sono tecnologicament e all’avanguardia . In questo mezzo secolo la Sicilia invece è andata un po’ indietro. Perché? La bella signora non ha saputo che co-sa rispondere.
Giovanelli
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# celtico 2012-09-10 21:16
Direi però che un motivo che ha spinto ad avere una mentalità vincente i coreani e i taiwanesi è stata proprio l'invasione giapponese i quali hanno costruito autostrade e portato istruzione. Quindi direi proprio che i giapponesi sono stati caritatevoli.
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# r1348 2012-09-11 10:16
Articolo che condivido, ma non credo che la Corea del Sud sia l'esempio più calzante di sviluppo che si possa fare, in quanto è forse il miglior esempio di dirigismo trita-tutto asiatico. Questa triste classifica, d'altronde, la dice lunga: https://en.wikipedia.org/wiki/Suicide_rates
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# Robert De Zan 2012-09-12 15:48
Il direttore si "inalbera" quando si mette a decantare quelle nazioni, dove si stramazzano sui banchi per studiare. Con questo non voglio giustificare il nostro sistema (italiano, intendo) che anzi sarei per il: una bella atomica e ripartire, da nord a sud. Oramai il male è in tutta la penisola. Faccio notare che la Nokia, fino ad un paio di anni fa era il massimo produttore mondiale di telefonini, per cui anche la Samsung potrebbe presto trovarsi nelle stesse condizioni, soprattutto se è vero che ha scopiazzato la Apple. Sono bravi a costruire le macchine, perfetto, ma ai cinesi e indiani non le venderanno in quanto se le costruiranno di più economiche, adatte alle loro tasche. Da noi c' la VW che si è messa a vendere a prezzi interessanti, con il vantaggio che poi l'usato ha ancora un valore, Produrre auto che funzionano con il petrolio, non mi sembra abbiano un gran futuro se non tirano fuori qualche altro sistema di propulsione, meno inquinante e più economico. Terrei a ribadire il fatto che, le nostre piccole e medie imprese, come ha più volte sottolineato il nostro direttore, soffrono di costi e tasse che i competitori esteri non hanno, le nostre imprese soffrono di una burocrazia addirittura inimmaginabile per loro, ed ottenere giustizia in cause civili o penali in breve tempo è un sogno che non si avvererà mai.
Chi ha modo di lavorare all'estero, constata il fatto che le nostre PMI hanno ingegno e professionalità da non sentirsi secondi a nessuno. Anzi spesso e volentieri riescono a muoversi meglio fuori di casa. Sempre la Apple sta progettando la nuova sede a Cupertino, circa ventimila uffici, all'inizio le ditte partecipanti alla gara erano una ventina, adesso sono rimaste in quattro, una di queste è di Padova.
Vorrei anche sottolineare un problema, uno dei tanti della scuola. Se uno studente di un liceo scientifico ha capacità e voglia di studiare e gli capita un prof. che non spiega matematica e fisica, che a fine anno rimanda a settembre quasi la metà della classe, che per avere delle ripetizioni all'altezza non è sufficiente un neolaureato in matematica e poi si scopre che la prova di riparazione a settembre è copiata pari pari da un libro di una scuola americana dove hanno metodi ben diversi di fare scuola, che il suddetto prof. a differenza dei suoi colleghi non si è neanche presentato alla sessione di riparazione perchè doveva rimanere in Sicilia fino all'ultimo giorno possibile, che genere di studenti possono uscire dalla scuola; purtroppo i direttori scolastici, anche se avessero la volontà, non hanno poi la possibilità di rimuovere certi lavativi.
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# BULEGH 2012-09-12 18:16
Alcune settimane orsono, in una delle mie ultime scansioni psicoanalitiche dei telegiornali raiosi e mediasettosi, mi capitò d'intravvedere il Prof Mario Monti mentre s'esibiva in non so quale programma.

Sembrava stesse rispondendo a qualche intervistatore. O forse stava ripetendo una sua lezione bocconiana sulle più sofisticate tecniche di comunicazione orale e facciale da usare in occasione d'importanti convegni politici.

Egli spiegava la possibilità di modificare la propria espressione in modo da renderla molto più gradevole agli ascoltatori e agli osservatori, a condizione d'essere equipaggiati di opportuni strumenti microelettronic i guidati da un "algoritmo ad-hoc".

Qualcuno gli chiese: "Con un algoritmo? Ma che roba è? E come funziona esattamente?"

Il prof Mario Monti s'affrettò a fornirne lui stesso un'imitazione orale e gestuale, abbassando la voce a livello metallico, ruotando la testa e le mani (i piedi non erano visibili), a scatti come spesso fanno i robot apprendisti.

A quel punto, improvvisamente scattò la censura televisiva totale e il suo spettacolo fu sostituito da generiche immagini pubblicitarie.

Fortunatamente, un videotelefono l'aveva segretamente registrato, e ne consentì poi la ripetizione in YouTube.

Mario Monti s'era messo a parlare seriamente, ruotando di 15 gradi la testa e di 90 gradi le mani, prima in una direzione, poi in quella opposta, con queste dichiarazioni:

«... tic-tac ... No! No! Io NON essere professore. Io essere PROCESSORE ... tic-tac --- I am not a professor! ... tic-tac ... Io essere PROCESSORE Zintel QuadCore con memoria RAM virtuale di 1000 terabyte ... tic-tac ... mi servono per elaborare tutti gli ordini della banking organization Goldman-Sex ... tic-tac ... io essere PROCESSORE per la spending-review-disaster ... tic-tac- ... anche per la Salva IMU (International Monetary Usurpation) ... tic-tac ... per migliore immagine di nostra porzione ... tic-tac ... ma no ... di nostra nazione ... tic-tac ... ma no! io non volere andare sotto PROCESSO ... tic-tac ... io NON essere il più SINISTRO ... »

E così M.M. continuò, con rotazioni continue, di 15 gradi geometrici, sino a quando l'algoritmo non si stancò!

Ma che cosa avrà realmente voluto significare dicendo "io non essere il più SINISTRO"?
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# lollus 2012-09-14 00:08
Monti è un povero pippaiolo e questo articolo non gli fa abbastanza male purtroppo...
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