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Ottusità teutonica, irresponsabilità italica
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Gentile Blondet,

leggo e condivido solo in parte le Sue critiche verso la Germania circa il ruolo di essa nel deprimere le economie degli stati del meridione d'Europa. Tenga presente che la Germania odierna è, come l' Italia, un satellite degli U.S.A. che cerca, come ogni nazione la cui base sociale e classe dirigente sono ancora provvisti d' un barlume di sensibilità verso l' interesse comune, di sopravvivere al nuovo ordine mondiale imposto dall' imperialismo anglosassone. In breve, quando giungono qui notizie come quella che ho di recente appreso e cioè che una signora calabrese sperperava in articoli di lusso, da tipica narcisista italica, i fondi che riceveva come eroina della lotta alla criminalità organizzata, la reazione del popolo tedesco, a cui i politici devono rispondere, è quella di rifiutarsi di dare il suo denaro, pagando interessi sul debito maggiori tramite creazione dei cosiddetti EuroBond, a gente simile. Anche qui in Germania ci sono sprechi di denaro pubblico, ma non arrivano alla bassezza, alla sfrontatezza e all' entità astronomica che assumono in Italia e abbiamo la sensazione che nessuno, nell' ambiguo "Bel Paese", voglia seriamente intervenire per ridimensionarli. Poi, i miei connazionali che vengono in vacanza in Italia, osservano e mi riferiscono le loro sensazioni: percepiscono un degrado, che sembra irreversibile, del paesaggio, dell' ambiente, dell' elemento umano, un' involuzione caotica, che li rende inconsciamente sempre più riluttanti a condividere il destino con gli Italiani. Come tedesco che, per parte di madre, ha radici italiane, mi spiace di dire queste cose, ma non si possono negare: spero solo di non attirarmi i Suoi strali e

La prego di perdonare l' asprezza delle mie parole, ma non sono riuscito a trattenerle.

Con Stima

Manfred Riemann
(Braunschweig, Bassa Sassonia)



Non avrà i miei strali, caro amico. Anzi, quel che dice lei degli italiani è una piccola parte di quel che denuncio io da anni. In modo, ahimè, sempre più disperato. Quando ho visto che il Nord Italia ha provato a dare al Paese una classe di governo, e con Berlusconi e Bossi ha prodotto l’ennesima e più caricaturale versione di incapaci furbastri, ignoranti ladri e familisti, insomma “terroni” nel peggio, mi sono cascate definitivamente le braccia. Questo Paese non sa auto-governarsi, e anzi: non vuole. Siamo stati, noi italiani, i più europeisti di tutti ,nella speranza che l’Unione ci avrebbe liberato dei nostri governati stupidi e corrotti, e invece (come ho già scritto in un articolo) è successo che i politici sono diventati ancora più corrotti, e persino più irresponsabili di prima: non devono rispondere a noi elettori ma a Bruxelles, e non hanno più bisogno di pensare politicamente, essendo la legislazione tutta indicata dalle normative europee (che loro si limitano a ratificare), avendo portato all’ammasso la sovranità e la libertà, e sgovernando, oggi, su mandato europoide. Si sono accomodati benissimo, ritagliandosi porzioni sempre più scandalose della ricchezza pubblica - 23 miliardi l’anno ci costa, la “politica” col suo milione e passa di mantenuti . E si sono resi inamovibili, governandoci (ossia tartassandoci) per conto della UE.

Del resto, il popolo italiano (ed io fra questi) li abbiamo votati. Chissà perché, da noi le persone serie non diventano mai popolari e mai il “popolo” affida loro la responsabilità di governo. Quel che le dicono i suoi amici turisti in Italia è purtroppo vero, ed anche questo ho già denunciato: degrado del paesaggio, dell’elemento umano, della legge, della classe amministrativa, di tutto.

Hanno ben ragione, i tedeschi, a non voler condividere il destino con noi. Ma è qui appunto che si mostra – ahimè – la doppia morale tedesca. Se nella UE ormai non esiste più una volontà di destino comune, Berlino soltanto ha il peso, la forza e la energia intellettuale di denunciarlo, e di trarne le conclusioni: separare la moneta – che è l’immagine stessa del “destino comune” – e mantenere una lasca integrazione economica. Perché non lo fa? Perché sta godendo della svalutazione che l’euro porta all’export tedesco, simmetrica alla iper-valutazione che soffrono le nostre industrie. Con tutta la confusione e pressapochismo noi italiani, eravamo concorrenti dell’industria tedesca, più temibili che la Francia ad esempio. Nelle macchine utensili, per esempio, eravamo in tre o quattro: Stati Uniti, Giappone Germania, Italia. Sotto la moneta non nostra e sopravvalutata, la nostra industria migliore sta morendo. E solo quando saremo tutti morti come concorrenti, Berlino – temo – ci lascerà come un guscio secco. Come ha fatto con la Grecia, dopo che le banche tedesche l’hanno indebitata in modo delirante...

Guardi che non accuso la Germania, la compiango. La doppia morale che le ho descritto è il motivo vero e profondo per cui questo popolo splendido, di eccezionali qualità, vince tutte le battaglie e perde le guerre; per cui la sua strategia si riduce alla sua tattica. È lo spirito di bottegaio, che in fondo alberga ad ogni tedesco, che ostacola la sua grandezza, e le fa perdere tutti gli appuntamenti con la storia. Non si può “comandare”, con lo spirito del pizzicagnolo.

Hitler perse la guerra perché, per non farne sentire il peso economico ai cittadini tedeschi, ne mise a carico la spesa ai popoli occupati ed invasi. Fu un bel risparmio, ma ciò gli impedì di porsi come “liberatore” dei popoli oppressi; li si doveva considerare in modo permanente come “nemici”, per poterli tenere “legalmente” sotto occupazione, con i marchi d’occupazione e le requisizioni dell’oro nelle Banche Centrali, delle materie prime… È questo il motivo profondo per cui i tedeschi hanno suscitato tanta ammirazione quanto odio e revulsione. E loro, oggi, se la raccontano battendosi il petto per un altro motivo...non quello giusto.

E ripetono lo stesso errore oggi: sono chiamati a “comandare” l’Europa, che ha un disperato bisogno di “comando” (nel senso di Ortega y Gasset: “La chiamata di genti diverse e potenzialmente ostili a fare qualcosa di grande insieme”), e il tedesco non ne è capace, perché – con la matita all’orecchio come il salumiere, o col ditino alzato come il maestro di scuola – fa i conti di quel che le conviene. É una parte di quella “impoliticità” del tedesco, che Thomas Mann riconosceva così magistralmente.

Personalmente, vi direi: venite qui a governarci. Spazzate via i politici da cui non sappiamo liberarci. Datevi un compito, magari facendovi compensare con una parte delle tasse che paghiamo ai farabutti nostrani: rendere di nuovo vivace e produttivo questo paese che ha perso la strada per colpa sua. Ma non lo fareste mai: non vi conviene contabilmente, ridare vita a un concorrente. Del resto, ahimè, vi abbiamo già provati: nell’occupazione dopo l’8 settembre, eravate inappuntabili, perfetti, giusti anche nelle rappresaglie, avevate i “tecnici” che ci volevano per farci cooperare alla vittoria (certi tecnici con le mostrine nere) e per sedare gli insubordinati e fancazzisti...ebbene, è stato forse il solo momento della storia in cui gli italiani sono stati uniti – nel detestarvi.

Abbiate almeno il coraggio di dire: basta, l’euro non funziona, l’Europa può essere salvata solo con un preordinato smantellamento della superfetazione illuministica (francese, unità tedesca, di una “unità” studiata a tavolino e imposta dietro le quinte). Ma sapete chi lo denunciò? Il generale De Gaulle, mica voi, Voi, allora, eravate sotto occupazione e senza alcun peso; De Gaulle coprì il vostro Adenauer , se lo fece alleato nella battaglia contro il potere transnazionale e oligarchico, finanziario (“apatride, una sinarchia”, diceva il Generale) che voleva questa Comunità Europea a-sovrana. Insomma, fu De Gaulle a indicare la politica, che voi eravate incapaci di esprimere. Allora non avevate la forza. Oggi, non avete l’audacia e la grandezza. Peccato.

Maurizio Blondet




 
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Commenti  

 
# Centuri 2013-12-17 18:00
Condivido il Direttore.
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# Indaco 2013-12-17 18:12
Bisogna tener presente che alla Germania sono state imposti, mi riferisco solo al secondo dopoguerra e alla testimonianza di un vecchio emigrante, gravami estremamente pesanti e ha dovuto pagarli.
Necessariamente , l'ottica dei tedeschi sui sacrifici è diversa.
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# Antonio_1234 2013-12-17 19:46
Berlino non è e non sarà mai Roma.
Tutto qua, caro amico lettore tedesco.
Per questo, i Tedeschi stanno mancando per l'ennesima volta l'appuntamento con la Storia, come giustamente ha osservato il direttore.
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# Gnari 2013-12-17 22:45
Egregio Direttore Blondet, Thomas Mann era J. e non poteva capire i Tedeschi, i quali sono diventati bottegai dopo Norimberga. E, se non erro, non è del tutto vero che manchino gli appuntamenti con la Storia e non rendano partecipi altri popoli ai loro disegni: con la Triplice Alleanza, intendevano proporre un' alternativa agli odiosi anglo-francesi della "Entente Cordiale" ma noi Italiani ( c' era di mezzo il ministro J. Sonnino ) gli abbiamo traditi.

Massimo
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# Milo Dal Brollo 2013-12-18 00:13
Sta storia della triplice alleanza, però, fa sempre a meno del Giappone per spiegare gli eventi. Il Giappone non fece mai guerra alla Russia durante il periodo di validità del Patto Tripartito, e con la scusa che la guerra russo-giapponese non è mai stata conclusa con un trattato di pace, poteva dichiararsi sempr ein guerra pur non facendola. Grazie a questa sua distanza (altro che doppia morale tedesca...) Stalin potè riversare tutte le armate siberiane contro di noi. Ad ognuno la sua colpa, visto che andavamo a braccetto.
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# musicus barocchus 2013-12-18 20:55
Citazione Milo Dal Brollo:
Sta storia della triplice alleanza, però, fa sempre a meno del Giappone per spiegare gli eventi. Il Giappone non fece mai guerra alla Russia durante il periodo di validità del Patto Tripartito, e con la scusa che la guerra russo-giapponese non è mai stata conclusa con un trattato di pace, poteva dichiararsi sempr ein guerra pur non facendola. Grazie a questa sua distanza (altro che doppia morale tedesca...) Stalin potè riversare tutte le armate siberiane contro di noi. Ad ognuno la sua colpa, visto che andavamo a braccetto.

Questo è falso. Nell'agosto del'39 gli eserciti russi e nipponico si scontrarono sulla frontiera tra Mongolia e Manciuria; i giappi le presero di brutto a Khalkhin Gol dal maresciallo Zukov, all'epoca comandante del 1° Gruppo di Armate nella Russia asiatica.
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# Gianni-84 2013-12-18 12:03
Citazione Gnari:
Egregio Direttore Blondet, Thomas Mann era J. e non poteva capire i Tedeschi, i quali sono diventati bottegai dopo Norimberga. E, se non erro, non è del tutto vero che manchino gli appuntamenti con la Storia e non rendano partecipi altri popoli ai loro disegni: con la Triplice Alleanza, intendevano proporre un' alternativa agli odiosi anglo-francesi della "Entente Cordiale" ma noi Italiani ( c' era di mezzo il ministro J. Sonnino ) gli abbiamo traditi.

Massimo


La verità è verità, anche se viene da un "J" come dice lei. Pensiamo invece ai tanti presunti "C" che dicono scemenze dalla mattina alla sera.
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# Giuseppe 2013-12-18 09:19
il bottegaio di Thomas Mann puo essere il tipo tedesco; ma noi ne sud, siamo Karenin ( Tolstoi), inutili e cornuti
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# Gnari 2013-12-18 10:41
Signor dal Brollo, la Triplice Alleanza fu stipulata nel 1882 ed è da correlare agli eventi che precedono la prima Guerra Mondiale.

m.
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# Gio66 2013-12-18 15:59
Gentile Sig. Riemann,
pur da italiano riconosco ed approvo in pieno il sentimento tedesco da Lei descritto nei confronti del paese Italia. Come dargli torto?

Breve O.T.

Leggo che Lei è di Braunschweig, una bella cittadina che proprio quest'estate io e la mia Famiglia abbiamo visitato in compagnia di nostri conoscenti tedeschi di Wolfenbuttel, il cui padre, essendo nativo di Braunschweig, ci ha fatto da cicerone.
Siamo stati loro ospiti per 2 giorni, ed abbiamo passato, noi ed i ns. figli, dei bei momenti insieme.
Un cordiale saluto a Lei ed alla sua città.

Giovanni
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# Annhilus 2013-12-20 15:52
Ammazza che bella vacanza... niente a che vedere con Siena, Firenze o magari Palermo o Napoli o Venezia... che sono piatte, prive di attrattiva e soprattutto piene di italiani e di traffico... ahahahahahaha

Io a Riemann dico: invece di menare la solfa a noi stè vaccate andate a dirle ai vostri politicanti culo frollo, così ci cacciano dall'euro una volta per tutte e si trona ognunio padrone a casa sua no? Tanto ci vuole?

ahahahaha
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# gjovi 2013-12-18 18:14
Grande Articolo. Grazie.
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# Annhilus 2013-12-18 18:16
Abbiamo già abbastanza guai con l'unità democratico-massonica italiana e tutti i parassiti annessi e connessi, adesso ci manca pure l'unità democratica europea col commissariament o dei crucchi alcoolizzati ed eretico culattizzati.

Basta con questa farsa!!!
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# Andrea V. 2013-12-18 19:32
senza dimenticare che prima che partisse l'euro, i tedeschi e altri paesi nordici avevano più volte intimato ai paesi del sud di non entrare nella moneta unica.

I paesi del sud reagirono chiamandoli razzisti e truccando i conti pur di entrarci, e ora che dopo aver avuto per anni denaro a bassissimo costo non abbiamo più vantaggi diamo la colpa della moneta unica a chi non voleva che ci entrassimo.

Strana la vita.
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# Annhilus 2013-12-20 15:45
A quel che mi risulta non c'è mai stato nessuna intimazione a non entrare, tutt'altro... c'è stato invece l'invito più che insistente ad entrare ma con tanto di condizioni pro-domo e stringenti condizioni finalizzate a creare danni sin dall'inizio.
Cerchiamo di non reinventare almeno i fatti che tutti abbiamo vissuto.
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# Andrea V. 2013-12-22 12:03
Citazione Annhilus:
A quel che mi risulta non c'è mai stato nessuna intimazione a non entrare, tutt'altro... c'è stato invece l'invito più che insistente ad entrare ma con tanto di condizioni pro-domo e stringenti condizioni finalizzate a creare danni sin dall'inizio.
Cerchiamo di non reinventare almeno i fatti che tutti abbiamo vissuto.



http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/09/07/un-faccia-faccia-tra-carli-waigel-sulla.html?ref=search

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/09/05/poehl-frena-dodici-sulla-moneta-unica.html?ref=search

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/09/21/la-vestale-monetaria.html?ref=search

http://archiviostorico.corriere.it/1995/novembre/11/Europa_non_vuole_come_partner_co_0_9511118982.shtml
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# Annhilus 2013-12-23 11:12
Guardi che le "chiacchiere" da dare in pasto ai gonzi che leggono repubblica sono una cosa, gli atti ufficiali e con valore normativo e con effetto attuativo
sono un'altra cosa. Trovo prosaico postare articoletti del 95 in cui le chiacchiere da baretto giornalistico si rincorrevano dicendo tutto e il contrario di tutto. Bisognerebbe trovare
un documento ufficiale in cui la BCE (e non certo la Bundesbank che non aveva alcuna competenza al riguardo) "intima" all'italia di non entrare nella moneta unica, ma non è possibile perché non esistono. Delle ciarle di repubblica o di questo o quel politicante italico o crucco non c'è proprio di che farsene.
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# Andrea V. 2013-12-23 20:47
Citazione Annhilus:
Guardi che le "chiacchiere" da dare in pasto ai gonzi che leggono repubblica sono una cosa, gli atti ufficiali e con valore normativo e con effetto attuativo
sono un'altra cosa. Trovo prosaico postare articoletti del 95 in cui le chiacchiere da baretto giornalistico si rincorrevano dicendo tutto e il contrario di tutto. Bisognerebbe trovare
un documento ufficiale in cui la BCE (e non certo la Bundesbank che non aveva alcuna competenza al riguardo) "intima" all'italia di non entrare nella moneta unica, ma non è possibile perché non esistono. Delle ciarle di repubblica o di questo o quel politicante italico o crucco non c'è proprio di che farsene.


Le pare che potessero intimare a un paese di non entrare? e con quale autorità?

Al massimo potevano consigliare di non entrare, e lo hanno fatto in parecchie occasioni sia i politici che i giornalisti tedeschi, e per cosa? per sentirsi dire che è colpa loro se siamo nell'euro.

Un po di dignità non guasterebbe a questo staterello peninsulare.
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# Annhilus 2013-12-28 10:13
La dignità non è questione di politica né di bilancio, ma di status, di eredità, di cultura e di esistenza e di storia ergo la dignità di qualunque italiano o italiota sarà sempre enormemente maggiore di quella di qualsivoglia patetico crucco con la puzza sotto il naso.
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# Tannhauser 2014-01-02 18:26
Citazione Andrea V.:
Citazione Annhilus:
A quel che mi risulta non c'è mai stato nessuna intimazione a non entrare, tutt'altro... c'è stato invece l'invito più che insistente ad entrare ma con tanto di condizioni pro-domo e stringenti condizioni finalizzate a creare danni sin dall'inizio.
Cerchiamo di non reinventare almeno i fatti che tutti abbiamo vissuto.



http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/09/07/un-faccia-faccia-tra-carli-waigel-sulla.html?ref=search

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/09/05/poehl-frena-dodici-sulla-moneta-unica.html?ref=search

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/09/21/la-vestale-monetaria.html?ref=search

http://archiviostorico.corriere.it/1995/novembre/11/Europa_non_vuole_come_partner_co_0_9511118982.shtml

A beh, viste le fonti di informazione a cui attinge....Pensieri sereni...
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# laviga 2013-12-19 06:25
Quando sente espressioni come "Destino comune,appuntam ento con la storia" e simili,consigli o al signore germanico di controllare istintivamente se ha ancora il portafoglio e se sì di tenerlo ben stretto...Sono discorsi,quelli ,che a noi abitanti della penisola italica suonano sinistramente familiari.


Perché li populi [I popoli tedeschi] in privato sieno ricchi, la ragione è questa: che vivono come poveri, non edificano, non vestono e non hanno masserizie in casa; e basta loro abundare di pane, di carne, e avere una stufa dove rifuggire il freddo; e chi non ha dell'altre cose, fa sanza esse e non le cerca. Spendendosi in dosso [spendendo per il proprio vestire] due fiorini in dieci anni, e ognuno vive secondo il grado suo a questa proporzione; e nessuno fa conto di quello che li manca, ma di quello ha di necessità; e le loro necessità sono assai minori delle nostre. (Niccolò Machiavelli)


http://www.archiviostorico.info/libri-e-riviste/5366-la-toscana-sacro-romano-impero-di-nazione-germanica
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# Annhilus 2013-12-19 09:27
Citazione laviga:
Quando sente espressioni come "Destino comune,appuntam ento con la storia" e simili,consigli o al signore germanico di controllare istintivamente se ha ancora il portafoglio e se sì di tenerlo ben stretto...Sono discorsi,quelli ,che a noi abitanti della penisola italica suonano sinistramente familiari.


Perché li populi [I popoli tedeschi] in privato sieno ricchi, la ragione è questa: che vivono come poveri, non edificano, non vestono e non hanno masserizie in casa; e basta loro abundare di pane, di carne, e avere una stufa dove rifuggire il freddo; e chi non ha dell'altre cose, fa sanza esse e non le cerca. Spendendosi in dosso [spendendo per il proprio vestire] due fiorini in dieci anni, e ognuno vive secondo il grado suo a questa proporzione; e nessuno fa conto di quello che li manca, ma di quello ha di necessità; e le loro necessità sono assai minori delle nostre. (Niccolò Machiavelli)


http://www.archiviostorico.info/libri-e-riviste/5366-la-toscana-sacro-romano-impero-di-nazione-germanica



In altre parole sono dei micragnosi taccagni e avari, mi viene in mente anche un altra definizione di popolo che calza a pennello con la descrizione di Machiavelli e riguarda proprio i "fratelli maggiori"... ahahahahahaha

è evidente che su questo i due "popoli" sono accomunati da tempo.
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# Andrea V. 2013-12-19 12:53
Citazione Annhilus:
In altre parole sono dei micragnosi taccagni e avari, mi viene in mente anche un altra definizione di popolo che calza a pennello con la descrizione di Machiavelli e riguarda proprio i "fratelli maggiori"... ahahahahahaha

è evidente che su questo i due "popoli" sono accomunati da tempo.


Si sbaglia, sono spartani con carattere indoeuropeo, badano al sodo, sono pragmatici e seri, se ne fregano delle apparenze.

Come popolo li ammiro.
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# Annhilus 2013-12-20 15:42
Gli spartani vivano in una città stato militarizzata in cui l'etica collettiva e l'etica personale erano la stessa cosa solidissima e fondante, come si conviene ad un vero regime militare. I crucchi odierni non hanno nulla di spartano per il semplice fatto che sono privi di etica, per loro i bisogni materiali e quelli spirituali sono coincidenti, sono una massa di alcoolizzati senza individualità che lavorano solo perché non sanno inventarsi nient'altro da fare tra una sbornia e l'altra. Il loro essere popolo è basato sull'essere tutti talmente privi di individualità e tutti talmente omologhi nella banalità da pensare bene o male tutti allo stesso modo.
Ovviamente sono pragmatici come lo è qualunque porcello di fronte al trogolo quando ha fame, ovviamente sono seri, non hanno certo niente di cui ridere... anzi.... ahahahahaha ed ovviamente sono disinteressati alle "apparenze", è perché non sanno neppure cosa sia il concetto di bello, per loro l'estetica è qualcosa di incomprensibile così come sarebbe incomprensibile al porco un trogolo intarsiato. Che dire se c'è chi li ammira... de gustibus...
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# Andrea V. 2013-12-20 17:31
Citazione Annhilus:
Gli spartani vivano in una città stato militarizzata in cui l'etica collettiva e l'etica personale erano la stessa cosa solidissima e fondante, come si conviene ad un vero regime militare. I crucchi odierni non hanno nulla di spartano per il semplice fatto che sono privi di etica, per loro i bisogni materiali e quelli spirituali sono coincidenti, sono una massa di alcoolizzati senza individualità che lavorano solo perché non sanno inventarsi nient'altro da fare tra una sbornia e l'altra. Il loro essere popolo è basato sull'essere tutti talmente privi di individualità e tutti talmente omologhi nella banalità da pensare bene o male tutti allo stesso modo.
Ovviamente sono pragmatici come lo è qualunque porcello di fronte al trogolo quando ha fame, ovviamente sono seri, non hanno certo niente di cui ridere... anzi.... ahahahahaha ed ovviamente sono disinteressati alle "apparenze", è perché non sanno neppure cosa sia il concetto di bello, per loro l'estetica è qualcosa di incomprensibile così come sarebbe incomprensibile al porco un trogolo intarsiato. Che dire se c'è chi li ammira... de gustibus...


se lei scrive queste cose e vive nel sud Italia farebbe meglio a tacere.
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# Annhilus 2013-12-23 11:16
Perché per scrivere cose del genere è necessaria l'autorizzazione sua?

Oppure è una questione di latitudine?

Mi dica di grazia a chi debbo chiedere il certificato allora per poter scrivere quello che scrivo....

suvvia stia sereno, e se l'italia non le piace perché afflitta dai terroni che scrivono senza certificato quello che pesnsano della feccia tedesca chieda asilo a berlino ehehehehe vedrà come l'accolgono ... metteranno i tappeti rossi.

Buone feste caro amico.
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# umberto64ok 2013-12-19 12:00
Averne uno di politico capace di pensare così; viene in soccorso il salmista: "nella prosperità l'uomo non comprende è come gli animali che periscono".
L'ottusità e la regressione (anche zoologica) tante volte denunciate dal Direttore stanno tutte lì, nel dominio di mammona che ci rende ottusi e incapaci di guardare in alto, come i maiali.
Grazie Direttore ogni intervento una Lezione.
Cordiali saluti alla redazione
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# Zacalufla 2013-12-20 12:35
Caro Maurizio, non voglio apparire saputello ma dico il vero per quanto mi riguarda: non ho mai votato questi politici italioti che ci hanno sgovernato perchè da sempre ho capito quello che tu scrivi oggi. Ti faccio un esempio: avendo abitato e lavorato a Bolzano per vent'anni (anni 70 e 80) gli italiani per difendere la loro posizione avrebbero dovuto votare allora MSI o destra spinta in Alto Adige, come feci io e pochi altri. Invece votavano DC e Andreotti e regalare quella ricca provincia nelle mani dei sudtirolesi che sanno amministrarla, eccome, con i soldi italiani.
A cose fatte, ossia dopo la presa del potere della Volkspartei, con gli italiani minoranza eterna e senza capacità benchè minima di incidere, gli italioti di là votano a destra. Non serve più a nulla. Concordo anche col fatto che fare politica in Italia è "arte" che spetta a persone per gran parte incapaci sia tecnicamente che moralmente: ali italiani vanno bene dei mediocri ipocriti purchè non si montino la testa e diano dei benefits a chi li vota. Non importa poi che non facciano nulla! E proprio per questo - io che avrei fatto volentieri politica - sono sempre rimasto fuori dal gioco. L'avrei invece fatta volentieri se fossi nato sudtirolese, austriaco o tedesco, perchè per questi popoli la politica è altra cosa rispetto a noi.
Buon Natale di cuore a Te e ai Tuoi cari e alla Redazione tutta.
Luciano.
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# laviga 2013-12-21 03:40
L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, / ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole. / Onestà tedesca ovunque cercherai invano, / c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; / ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida, / e i capi dello Stato, pure loro, pensano solo per sé.

Johann Wolfgang Goethe, Epigrammi veneziani, 1790

...con i soldi italiani.
quote

Si tengono I LORO soldi,non chiedono di campare con quelli degli altri.
Tutte le regioni dovrebbero essere regioni autonome.

"Autonomia fiscale

Le province trattengono per sé oltre il 90% dei tributi. Grazie a questa forte autonomia fiscale, il Trentino-Alto Adige con circa un milione di abitanti dispone di un budget considerevole."

http://it.wikipedia.org/wiki/Trentino-Alto_Adige#Autonomia_fiscale


... Alto Adige
quote

Sud Tirolo: si chiama così da sempre,essendo Da sempre terre tedesche, solo gli italiani nel ventennio lo hanno chiamato “Alto Adige” per far contento Graziadio Isaia Ascoli, un individuo che che ha rotto per decenni ai governi italioti affinché accettassero di applicare ufficialmente le sue deliranti etichette italianizzatric i.




fratelli maggiori...
quote


"Venezie

Le Venezie sono tre regioni inventate e così battezzate da Graziadio Isaia Ascoli nel 1863, per comprendere in un’unica denominazione tutto il territorio dell’antica Venetia et Histria, che lui voleva rivendicare all’Italia Le tre regioni ascoliane si chiamano oggi Veneto [Venezia propria], Trentino Alto Adige [Venezia Tridentina o Retica: l’Alto Adige o Tirolo del sud fu aggiunto dopo la prima guerra mondiale]"
http://www.istitutladinfurlan.it/daf/venezie/137

Non contento di aver scassato abbondantemente ai bravi veneti cancellandone la toponomastica,l a storia e dunque l identità, evidentemente anche la lingua di Dante gli appariva troppo...nordica.
voleva che tutti gli italici parlassero come alberto sordi o aldo fabrizi.

"Inoltre nello stesso testo l'Ascoli prese posizione riguardo alla questione della lingua italiana, opponendosi alla soluzione di Alessandro Manzoni dell'adozione del fiorentino colto (al quale semmai preferiva l'italiano regionale di Roma)[4]"

http://it.wikipedia.org/wiki/Graziadio_Isaia_Ascoli


è perché non sanno..
quote

cè verità...ma prima guardiamo le rogne nostre.
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# Gio66 2013-12-21 22:34
@ Annhilus
non si preoccupi di come e dove ho passato le mie vacanze, piuttosto si occupi della sua salute mentale, che da quello che posso capire dalle sue scritture, non mi pare essere in buono stato.

Berrò una birra alla sua salute....
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# Annhilus 2013-12-23 11:20
Se lei può preoccuparsi della da lei decisa salute mentale mia, bevendo birra perché io non posso preoccuparmi delle sue scialbe vacanze mi scusi?
Tra l'altro io manco brindo alle sue disgrazie.... quindi... che dire????

Buona birra a lei dunque e buone feste .
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# driver 2013-12-21 23:05
I tedeschi non hanno niente da insegnare, anzi, hanno pure legalizzato le unioni gay, e sono semplicemente nel viale del declino come noi, sicuramente il nostro livello di corruzione e inettitudine attuale velocizzerá la nostra autodistruzione ma la Germania ci seguirà, il sistema è troppo interconnesso. In Europa di leader come Putin non se ne vedono
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# Rex 2014-01-03 14:39
D'accordo tutto vero. Ma vale anche il contrario: a Berlino oggi si respira un'aria di decadenza, dietro la maschera fasulla di una creatività artistoide sovvenzionata dallo stato, che non ha forse uguali in Europa. Interi quartieri sono a rischio, ad esempio, per via dei conflitti etnici, a volte sfocianti nella guerriglia urbana, tra bande di immigrati. Ci sono centinaia di case occupate da ragazzotti senza un lavoro e senza una funzione sociale, il cui unico sport è sfogarsi di continuo contro la polizia, organizzando manifestazioni senza senso, e lanciando fumogeni e bottiglie. La droga scorre a fiumi ovunque senza controllo anche tra i minorenni e la prostituzione è un fenomeno visibile ovunque, appena cala la sera. Spopola a Berlino un genere di musica rap dai contenuti razzisti, e dietro il paravento della tolleranza molti berlinesi si dedicano a tempo pieno alla discriminazione razziale, se non verso gli immigrati di colore, verso i turchi, gli italiani o i mediterranei, e addirittura verso i tedeschi del sud. Sporcizia, graffiti, edifici sul punto di crollare sono la regola appena fuori dalla zona ricca. Molti giovani berlinesi vivono di sussidi di disoccupazione, da parassiti, senza lavorare né studiare. Nessuna città italiana è ancora arrivata a questo livello, malgrado tutti i problemi che abbiamo. La situazione a Monaco di Baviera o nella provincia tedesca è decisamente migliore, ma non è certo ridente. Il paesaggio e l'ambiente sono molto più curati, questo è vero, ma non altrettanto si può dire dell'architettura squallida e deprimente di cui le città tedesche si sono riempite negli ultimi 50 anni. Insomma, la Germania ha i suoi problemi, e l'Italia ha i suoi, problemi che potremmo elencare ad uno ad uno, ma non credo si possa fare un paragone così netto, che si possa dire 'l'Italia è in decadenza, la Germania sta benone'. Ad esempio non credo che il contenuto umano sia degenerato solo in Italia negli ultimi anni. Parliamo sempre di fenomeni che coinvolgono tutto l'occidente e che assumono forme, contenuti e dimensioni diverse in relazione alla diversità culturale, economica e sociale dei paesi coinvolti e in relazione ai loro problemi storici, ai loro vizi e alle loro virtù di popolo. Oggi nell'Europa occidentale, non vedo nazioni in ripresa. A prescindere dalle dimensioni del loro Pil o dal tasso di crescita della loro economia.
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