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Economia cattolica: strangolata un’altra volta
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In Italia nessuno conosce chi sia il Rev. Robert Sirico; ciononostante la NBQ il 19 giugno ha pubblicato un articolo intervistando questo sacerdote, che è direttore di un istituto statunitense che promuove la piena conciliazione tra fede cattolica e libertà di mercato, e che negli anni si è anche distinto quale attivista per i diritti degli omosessuali negli USA. Visto che i cattolici possono essere tratti in inganno leggendo la Bussola, pubblichiamo un articolo di E. Michael Jones che perfettamente mette in luce il contesto in cui, in America, si muove questo sacerdote newyorkese (La Redazione)

Kerry Noonan è un cinquantenne padre di otto ragazzi. Cresciuto a New York e dintorni, poi vissuto in vari altri posti – tra cui Steubenville, dove incontrò sua moglie – si trasferì a Grand Heaven, una località turistica sulla sponda orientale del lago Michigan. La moglie, cresciuta lì, era figlia di tre generazioni di farmacisti; Kerry iniziò a lavorare per suo suocero, e poi per l’azienda che acquistò la farmacia istituzionale di famiglia. Il nuovo lavoro da dipendente prevedeva molte ore dietro al volante per frequenti spostamenti in tutto lo Stato.

Da classico cattolico etnico qual è, Kerry comprende pienamente la fondamentale importanza che comporta un buon salario in un Paese come l’America. I lunghi viaggi e la bassa retribuzione della nuova posizione lavorativa diedero occasione per meditare su questioni di natura economica a partire dal 2013. Sulla East Coast, durante il periodo migliore in cui le paghe erano ancora decenti, ricorda con nostalgia come suo padre fosse in grado di mantenere una famiglia in un posto come New York grazie al solo salario di un impiego ordinario. Oggi Kerry vede l’America eclissarsi giorno dopo giorno sotto i colpi di martello della propaganda capitalista cominciata nel 1979, quando la FED con Paul Volcker, l’Inghilterra con Margaret Thatcher e gli USA di Ronald Reagan gettarono le basi per la tempesta perfetta. L’usura rialzava la testa; la FED alzava il tasso di interesse al 20% uccidendo ogni incentivo per gli investimenti e Wall Street calava in un’orgia di acquisti speculativi (leveraged buy-outs) che sventrarono l’infrastruttura manifatturiera delle ex grandi potenze industriali (Inghilterra e Stati Uniti). Mentre i figli sono ormai prossimi all’età del college, l’eredità acquisita sono i nuovi lavori sottopagati, a cui tutti i cittadini dovettero assoggettarsi con gravissime conseguenze, specialmente per cattolici come Kerry Noona, padri responsabili di famiglie molto numerose.

A peggiorare le cose – siccome Kerry guidava per giornate intere, di città in città, tra il Michigan e l’Indiana e la radio era l’unica compagna di viaggio – ebbe modo di tristemente apprendere che i Cattolici non solo erano le principali vittime di questa spinta a distruggere posti di lavoro produttivi ed abbattere i salari, ma erano al tempo stesso i principali promotori di questa campagna.

Michael Novak avviò tale tendenza quando iniziò a lavorare per gli ebrei che dirigevano l’American Enterprise Institute. Il frutto di quella malvagia collaborazione fu Lo Spirito del Capitalismo Democratico, un’arringa pro-Capitalista al cui confronto le invettive di Ayn Rand apparirono giudiziose e misurate.

Nel suo “Cattolicesimo e protestantesimo nella formazione storica del capitalismo”, un libro scritto negli anni in cui Papa Pio XI inaugurava la Quadragesimo Anno, Amintore Fanfani affermava che “c’è un abisso incolmabile tra la Chiesa Cattolica e la concezione capitalistica della vita”. Se questo concetto cade nel vuoto ai giorni nostri, specialmente tra i cattolici, la causa principale è Michael Novak, “l’uomo che” – secondo IHS (editore negli USA del libro di Fanfani) – “è venuto a rappresentare tutto ciò che il pensiero Cattolico ha da dire in materia economica”. Se c’è un soggetto responsabile dell’ignoranza e dell’ostilità verso la dottrina sociale della Chiesa, in particolare tra i cattolici, questi è proprio Michael Novak. Se la maggior parte dei cattolici pensano che Quadragesimo Anno sia un gobbo che vive nella torre campanaria della Cattedrale di Notre Dame, la ragione principale di tale malinteso è proprio Michael Novak.

Michael Novak
  Michael Novak
Il libro di Novak apparve quando il nostro Kerry Noonan era ancora uno studente di college. All’epoca non era in grado di rendersi conto dell’impatto devastante che tale lettura avrebbe rappresentato, perché ancora troppo giovane, troppo occupato nello sport e in altre attività, e soprattutto intellettualmente disarmato dal coinvolgimento di suo padre nel conservatorismo newyorkese. Il padre era un abbonato alla rivista National Review, e Kerry fu portato a credere che “in politica e religione la famiglia Buckley rappresentasse il bene e i Kennedy fossero il male”.

Quando diventò adulto, Kerry si rese conto che quella era una grottesca distorsione della situazione che si trovavano a dover affrontare i cattolici americani. I conservatori in realtà furono dissidenti ancor prima dei liberali. Kerry negli anni a venire avrebbe realizzato che il famigerato ed organizzato pubblico dissenso al Magistero, non solo precedette il Concilio ma fu avviato proprio da William F. Buckley e dalla National Review. Nel 1961, quando Papa Giovanni XXIII emanò l’enciclica Mater et Magistra, la risposta della National Review fu: “Mater sì, Magistra no” — una beffarda e sarcastica negazione dell’autorità della Chiesa ad insegnare in materia di fede e morale se tale insegnamento contraddiceva le idee libertarie degli editorialisti. Dissidenti di questo tipo erano spesso orgogliosi della propria ortodossia religiosa, ma ciechi della propria slealtà rispetto alla pienezza dell’insegnamento sociale della Chiesa.

Mentre guidava tra la zona sud-ovest del Michigan e il nord-est dell’Indiana cercando di ignorare i dolori all’anca e domandandosi come avrebbe fatto a risolvere la questione delle tasse scolastiche del suo figlio maggiore, Kerry cercava di dimenticare i dolori (sia di mente che di corpo) ascoltando la radio, in particolare i programmi cattolici trasmessi dalla EWTN. Non riusciva però ad ottenere consolazione dai fratelli nella fede, perlomeno su questioni economiche, perché lo speaker della radio che spiegava l’insegnamento della Chiesa in materia economica non era altri che Padre Robert Sirico, capo dell’Acton Institute di Grand Rapids, appartenente alla stessa diocesi di Kerry.

Robert Sirico
  Robert Sirico
Per chi non lo conoscesse, Robert Sirico (il sacerdote da cui oggi la Nuova Bussola Quotidiana prende lezioni di economia, nde), anche lui cattolico etnico di New York, iniziò la sua carriera pubblica come sfegatato attivista omosessuale. Thomas J. Herron (1) mise già anni fa in evidenza attraverso due articoli (prima nel 2005 ed poi nel 2007) come la carriera di Sirico sia stata quella di un crociato omosessuale, un rivoluzionario sociale e cerimoniere di matrimoni gay.

Subito dopo essere diventato Direttore Esecutivo del Gay Community Center di Los Angeles, nel cui parcheggio fumava gli spinelli con Jane Fonda, Sirico fece la storia del movimento omosessualista quando, il 12 aprile 1975, celebrò il primo matrimonio tra persone dello stesso sesso negli Stati Uniti, unendo in matrimonio civile due uomini nella First Unitarian Church di Denver, Colorado.

Un anno più tardi il Rev. Sirico, con tanto di talare nera e collarino, finì in un articolo sul Seattle Post Intelligencer sotto il titolo “L’incursione al mercato degli schiavi a Los Angeles, tutto un equivoco(2). Il 10 aprile del 1976, la polizia di Los Angeles in tenuta anti sommossa arrestò 40 persone che partecipavano ad un “male slave market” omosessuale (mercato degli schiavi maschi, una vera e propria asta con “schiavi volontari”, ndr), tenutosi al Mark IV Health Club a Hollywood. Tutta la faccenda era gestita da un’associazione cult del sadomasochismo chiamata Leather Fraternity: schiavi maschi nudi venivano condotti sul palco da un banditore ed esaminati da potenziali acquirenti. I prezzi degli schiavi andavano dai 10 ai 75 $. Il poliziotto sotto copertura riferì alla stampa che aveva acquistato all’asta un uomo per 16 $, dopo le assicurazioni del banditore che il “volontario benefattore” (cioè lo schiavo, ndr) avrebbe eseguito determinati atti sessuali su di lui. L’evento era sponsorizzato dalla Los Angeles Gay Community guidata dal Rev. Sirico, che dichiarò ai reporter come il Dipartimento di Polizia di Los Angeles “aveva nel mirino” la comunità gay. Il Reverendo definì l’evento “una innocua raccolta fondi” organizzata per trovare soldi per la clinica di malattie veneree del Centro.

Poco dopo aver difeso il “Mercato degli Schiavi Maschi” di Los Angeles, padre Sirico si spostò a San Francisco, dove si convertì al Libertarismo e divenne il portavoce dei Libertari per i diritti dei gay. Herron documentò come nel 1976 Sirico:

Sentì che c’era la necessità di una nuova filosofia per arrivare alla liberazione omosessuale, piuttosto delle stantie invettive sinistrorse contro la ‘brutalità della polizia’. I leader gay più accorti si sarebbero resi conto che c’era una filosofia conosciuta come ‘Libertarismo’ (Libertarianism) che sosteneva che lo Stato non aveva alcuna autorità sui privati scambi tra individui, così gli attivisti gay sarebbero passati a questa filosofia che stava fortunatamente sviluppando una base intellettuale in un’altra città della California, San Francisco, negli ultimi anni ’70. Come molti omosessuali di San Francisco in quegli anni, Sirico si convertì al Libertarismo perché era compatibile con l’omosessualità, non perché era compatibile con la fede Cristiana, tantomeno Cattolica”.

In uno dei già menzionati programmi radiofonici, Kerry udì pronunciare da Padre Sirico tutta una lunga lista di invettive contro la Santa Sede con l’unico scopo di minare alla base gli insegnamenti economici della Chiesa. Ricordiamo che la moderna rinascita di questi insegnamenti cominciò nel 1891, quando Papa Leone XIII promulgò l’enciclica Rerum Novarum.

Durante i suoi lunghi spostamenti per la consegna dei farmaci, Kerry poté ascoltare numerose trasmissioni in cui Padre Sirico promuoveva il suo libro “Defending the Free Market”, e sentì ripetutamente demoliti i princìpi della dottrina sociale della Chiesa da questo sacerdote omosessualista, libertario e devoto della Scuola economica austriaca. Kerry apprese ascoltando Padre Sirico che la proprietà privata è “sacra”, ma quando si tratta di lavoro, di manodopera, il principio sovrano è la “distruzione creativa”, che Sirico nel suo libro definisce come:

Il fenomeno per cui le vecchie competenze, le aziende, a volte interi settori industriali sono rimpiazzati da nuovi metodi e attività che prendono il loro posto. ‘Distruzione creativa’ significa cassa integrazione, ridimensionamenti, obsolescenza delle imprese e talvolta un grave danno alle comunità che dipendono da esse. Sembrerebbe orribile [...] (3).

Infatti è orribile, ma solo se sei uno di quelli che perdono il lavoro. Sirico è favorevole ad un “mercato del lavoro veramente libero”, perché in questo mercato i lavoratori non possono organizzarsi in sindacati o impegnarsi in contrattazioni collettive. O, come afferma sempre nel suo libro: “Escludendo l’intervento di regolatori e funzionari sindacali, i lavoratori negozieranno i propri termini contrattuali a loro vantaggio”.

Durante la campagna pubblicitaria per la promozione della sua opera, Padre Sirico venne coinvolto nel fallimento sindacale della Duquesne University, sostenendo che “l’importanza delle associazioni sindacali nella dottrina cattolica è storicamente contingente”. “La questione”, continua Padre Sirico, “è che la Rerum Novarum è stata scritta nel 1891, non oggi. Durante la rivoluzione industriale, la Chiesa si è occupata del comunismo e del capitalismo selvaggio, ma non del solo capitalismo. La gente all’epoca veniva brutalizzata, ma non è il caso odierno”.

Dato il suo curriculum di sovvertitore della legge morale, non dovrebbe sorprendere che la visione di Sirico del lavoro e del sindacato sia l’opposto di quanto insegna la Chiesa Cattolica. I punti di vista che Sirico esprime nel suo libro e sul New York Times contraddicono il Compendio di Dottrina Sociale della Chiesa, che sostiene al punto 305: Il Magistero riconosce il ruolo fondamentale svolto dai sindacati dei lavoratori, la cui ragion d’essere consiste nel diritto dei lavoratori a formare associazioni o unioni per difendere gli interessi vitali degli uomini impiegati nei vari lavori.

“Un mercato del lavoro veramente libero” è un valore non negoziabile dell’Acton Institute, perché è un valore non negoziabile per i Calvinisti che lo hanno fondato, gente come Betsy DeVos (4), che ha notoriamente affermato in un comunicato stampa dell’aprile 2004: “Molti, se non la maggior parte dei problemi economici in Michigan sono il risultato di alti salari e una struttura di tasse e regolamenti che rende questo Stato non competitivo”.

A differenza di Betsy DeVos, Adam Smith pensava che salari alti fossero un incentivo al lavoro produttivo. Contrariamente ad Adam Smith, Sirico favorisce i “lavori in fabbrica sottopagati”, perché essi “possono rappresentare la migliore e più brillante opportunità per i poveri stessi”.

Coloro che sono alla ricerca di coerenza e consistenza nel libro di Sirico in difesa del libero mercato, continueranno a cercare invano perché Sirico, che è a favore dei “lavori in fabbrica sottopagati”, è anche a favore dei salari illimitati per gli Amministratori Delegati. “I tetti sul reddito sono controproducenti”, ci dice Sirico, “se ciò che vogliamo è di più per i poveri”, senza dimenticare che lui è a favore del tetto quando si tratta di mettere un limite al reddito dei poveri.

Quando si tratta di economia (eccetto naturalmente quando si tratta della proprietà dei ricchi, che è “sacra”) Sirico vuole che regni la “distruzione creativa”. Ciò significa che aziende come la GM dovrebbero essere libere di terminare i lavori di produzione a Fling (Michigan), e poter rilocare i propri impianti in Messico, dove potranno pagare gli operai 1 dollaro l’ora; e quegli operai lasciati a casa non possono organizzarsi, perché andrebbero ad interferire con un “mercato del lavoro veramente libero”.

Dopo aver ascoltato, una trasmissione radiofonica dopo l’altra, Padre Sirico promuovere il laissez-faire della Scuola Austriaca fino alla nausea, Kerry Noonan non poté più sopportare oltre. Il 14 gennaio 2014 scrisse al Vescovo David Walkowiak, Ordinario della diocesi di Grand Rapids, per lamentarsi della deliberata sovversione dell’insegnamento della Chiesa in materia economica da parte di Padre Sirico.

“La caparbietà e le deviazioni di questo prete dissidente”, scrisse Kerry, “sono fonte di grande pericolo per i fedeli. L’Acton Institute ha acquisito una grande influenza, sebbene abusiva. Occorre fare qualcosa...”.

Sette mesi più tardi, il Vescovo Walkowiak rispose alla lettera di Kerry sostenendo che la Chiesa non ha insegnamenti in materia economica.

“Il Papa”, scrisse Walkowiak, “non è un economista. La Chiesa ha autorità in fede e morale, non in economia. Ci sono dimensioni etiche in economia e in ogni settore della società. Il Papa agisce come pastore e guida in queste aree”.

Qualcuno ha mai sostenuto che il Papa è un economista? Kerry Noonan certamente no quando ha scritto la sua rispettosa lettera al Vescovo, né ha meritato una sarcastica, sdegnosa risposta di questo tipo. Papa Pio XI non ha mai sostenuto che il suo predecessore fosse “un economista” quando avviò la moderna dottrina sociale della Chiesa con la Rerum Novarum, ma la mancanza di laurea in economia non ha impedito a Leone XIII di “esprimere un giudizio sul moderno sistema economico” (5).

Il Vescovo Walkowiak proseguiva la lettera difendendo il capitalismo, sostenendo che la Chiesa non lo aveva mai condannato, dimenticando di nuovo (se mai lo avesse saputo) che Papa Pio XI elogiò la Rerum Novarum precisamente perché “aveva coraggiosamente attaccato e rovesciato gli idoli del liberalismo” (6).

E cos’era questo liberalismo? Pio XI si stava forse riferendo all’agenda politica di Ted Kennedy? No, si riferiva alla giustificazione filosofica del capitalismo laissez-faire, che era divenuto un dogma nel mondo anglosassone e in gran parte dell’Europa alla fine del XIX secolo.

Ai tempi della carestia delle patate in Irlanda nel 1847, il capitalismo laissez-faire era divenuto così prepotente che una reazione era inevitabile. Papa Pio XI lo riconobbe quando scrisse: “Il padre di questo socialismo culturale fu il liberalismo, e la sua prole sarà il bolscevismo”. La Rerum Novarum, secondo Papa Pio XI, “ha rovesciato completamente quei traballanti princìpi del liberalismo che avevano a lungo ostacolato un efficace intervento dei Governi”. Quando Leone XIII scrisse la Rerum Novarum, “i governanti di non poche nazioni erano profondamente contagiati dal liberalismo e le associazioni di lavoratori venivano viste con sfavore, quando non con aperta ostilità”.

Il Vescovo Walkowiak aderisce solo a parole ai tentativi di Papa Francesco di ravvivare l’insegnamento sociale della Chiesa, quando scrive:

La visione economica di Papa Francesco rimane un tema caldo. Nella sua Evangelii Gaudium, il Papa non dice che il capitalismo è un sistema economico inaccettabile. Noi sappiamo dall’insegnamento di San Giovanni Paolo II nell’enciclica sociale Centesimus Annus che una tale interpretazione è lontana dalla realtà.

Appare chiaro come la visione economica del Vescovo Walkowiak derivi dal tentativo di Michael Novak di resuscitare la defunta ideologia del liberalismo ne “Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo” e non dall’insegnamento sociale della Chiesa. Secondo la lettura di Novak della Centesimus Annus, la Chiesa avrebbe finalmente approvato il capitalismo dopo un secolo di atteggiamento sospettoso delle encicliche Rerum Novarum e Quadragesimo Anno. Secondo questa lettura distorta, la Chiesa avrebbe ripudiato la condanna degli “idoli del liberalismo” di Leone XIII… peccato che il vero contenuto su questa materia della Centesimus Annus è ben lontano dal rappresentare una decisa approvazione del capitalismo.

Infatti, qualsiasi approvazione è condizionata. Sensibile alla nuova situazione a cui aveva portato la caduta del comunismo nei primi anni ’90, Papa Giovanni Paolo II provò a definire il termine Capitalismo nella Centesimus Annus, l’enciclica che celebrava il centesimo anniversario della Rerum Novarum, la quale diede il via al moderno pensiero sociale cattolico in materia economica. Sirico menziona ripetutamente la Centesimus Annus ma non cita mai il tentativo del Papa di definire il termine chiave al cuore della discussione. Tenendo presente la questione semantica attorno al termine “Capitalismo”, il Papa cerca di rispondere alla domanda: “È forse questo il modello che bisogna proporre ai Paesi del Terzo Mondo, che cercano la via del vero progresso economico e civile?” definendone i termini:

Se con ‘capitalismo’ si indica un sistema economico che riconosce il ruolo fondamentale e positivo dell’impresa, del mercato, della proprietà privata e della conseguente responsabilità per i mezzi di produzione, della libera creatività umana nel settore dell’economia, la risposta è certamente positiva, anche se forse sarebbe più appropriato parlare di «economia d’impresa», o di «economia di mercato», o semplicemente di «economia libera».

Ma se con «capitalismo» si intende un sistema in cui la libertà nel settore dell’economia non è inquadrata in un solido contesto giuridico che la metta al servizio della libertà umana integrale e la consideri come una particolare dimensione di questa libertà, il cui centro è etico e religioso, allora la risposta è decisamente negativa.

Nove anni dopo la Centesimus Annus si arriva all’abrogazione del Glass-Steagall Act nel 1999. Il capitalismo – così com’è praticato in quel casinò chiamato Wall Street diventa – senz’ombra di dubbio è “un sistema in cui la libertà nel settore dell’economia non è inquadrata in un solido contesto giuridico che la metta al servizio della libertà umana integrale”. E questa è la causa del collasso dei mercati nel 2008.

Oggi, alla luce della catastrofe del 2008, è giunto il tempo di definire il Capitalismo nei termini di ciò che è diventato nel momento in cui tutte le limitazioni che lo trattenevano dalla sua propensione verso sciagurati eccessi sono state rimosse.

Il Capitalismo, secondo il pensiero dell’economista cattolico Heinrich Pesch SJ (7), è usura patrocinata dallo Stato.

Per i vescovi è ancora un peccato l’usura? Rappresenta l’usura una stretta mortale per il popolo cattolico? Lo è se sei Kerry Noonan e ti trovi di fronte alla prospettiva di una scuola superiore per i tuoi figli e la schiavitù del debito a vita che comportano i prestiti per gli studenti oggigiorno.

È il momento di ammettere che non otterremo nessun aiuto in questo progetto da parte intellettuali in vendita come quelle dell’Acton Institute, che si alimentano alla mangiatoia delle fondazioni e dei pensatoi capitalisti producendo favole economiche per mantenere il popolo nell’ignoranza di ciò che accade realmente. Ignorando incautamente gli avvertimenti di Roma, Robert Sirico prova da anni a resuscitare il pacchetto fallito di idee-zombie conosciuto come Capitalismo grazie ad una serie di svolazzi retorici senza nessuna cornice logica a sostenerli.

Mons. Walkowiak
  Mons. Walkowiak
La lettera di Mons. Walkowiak ha messo in chiaro che cattolici come Kerry Noonan non possono rivolgersi al proprio Vescovo per avere una guida su questioni economiche, anche perché le menti dei vescovi americani sono state colonizzate dagli intellettuali mantenuti da queste fondazioni. I Vescovi americani sono come “l’uomo pratico” criticato da John Maynard Keynes: “credono di essere del tutto esenti da influenze intellettuali”, ma di solito “sono schiavi di qualche economista defunto”, come avviene nel caso di Michael Novak e Robert Sirico.

Il Vescovo Walkowiak conclude la sua lettera spiegando a Kerry che Padre Sirico “è un prete in piena regola nella diocesi di Grand Rapids, dove serve come pastore”. “Per quanto riguarda l’Acton Institute”, conclude il Vescovo, “sto leggendo materiale che l’istituto mi ha mandato in modo da poter meglio comprenderne gli obiettivi”.

Che un Vescovo assecondi il tentativo di Sirico di sovvertire la Dottrina Sociale della Chiesa è più che demoralizzante: è scandaloso. Kerry era scoraggiato ed indignato dalla risposta del Vescovo che difendeva “l’arroganza, l’ignoranza e le smentite” di pensatoi come l’Acton Institute, l’American Enterprise Institute e i cattolici venduti che scrivono per questi enti.

Kerry Noonan ha il diritto di essere arrabbiato. Suo figlio è ora di fronte alla poco invidiabile alternativa di essere schiacciato dai debiti o non ricevere alcuna istruzione superiore. Università come la Notre Dame erano originariamente sorte per fornire un’istruzione cattolica di qualità e a basso costo per i figli e i nipoti di immigrati irlandesi come i nonni di Kerry.

Ma dopo aver consentito ai college e alle università cattoliche di diventare pozzi neri del vizio sessuale sulla scia della dichiarazione “Land o’ Lakes” del Rev. Theodore Hesburgh (8), i vescovi americani ora siedono passivamente, mentre un’intera nuova generazione di cattolici viene schiavizzata dall’usura a causa del massiccio debito che devono accumulare per avere un’istruzione cattolica. Oggi frequentare l’università di Notre Dame costa 60 mila dollari l’anno. Da dove potrebbe mai tirare fuori una tale somma da destinare all’istruzione un salariato cattolico come Kerry Noonan?

La risposta è semplice: l’usura. I suoi figli necessitano di soldi in prestito. Kerry potrebbe mandare i suoi figli nei collegi locali a rata ridotta, ma rimarrebbe comunque un peso formidabile, specialmente col mercato del lavoro odierno. Se il figlio di Kerry si ritrovasse con 100 mila dollari di debito, avrebbe bisogno di un salario annuo di 91.600,80 $ per potersi permettere di ripagarlo. Questa è una stima calcolata considerando che il 10% del suo reddito lordo mensile sarà destinato a ripagare il prestito, e ciò corrisponde ad un rapporto debito/reddito di 1,1. Secondo il calcolatore di mutui sul web, “se usi il 15% del tuo reddito lordo mensile per ripagare il debito, avrai bisogno solo di 61.067,20 $, ma potresti incontrare difficoltà finanziarie” — pessima notizia, perché lo stipendio base di un laureato di primo livello da nessuna parte si avvicina ai 91.600,80 $ che il calcolatore indica come adeguati per ripagare questo prestito relativamente modesto. Il salario medio di partenza per un insegnante (il tipo di lavoro che puoi ottenere con la laurea di primo livello) nello Stato dell’Indiana è di 33.574 $. Ciò significa che il tuo salario è grossomodo la metà di quello che ci vorrebbe per ripagare il tuo debito da studente, anche se sei disposto a soffrire “un po’ di difficoltà finanziarie” per rimborsarlo.

Ma supponiamo che il figlio di Kerry abbia deciso di andare a Notre Dame per la sua laurea di primo e secondo livello. Dato questo percorso di studi, la sua istruzione a Notre Dame al prezzo corrente costerebbe 452.440 $. Se dovesse prendere in prestito i soldi all’8% – che è il tasso corrente dei prestiti Federal PLUS e prestiti privati – per 20 anni cumulerebbe un debito di 910.262,28 $, dei quali 456.822,28 sarebbero interessi sul prestito. Questo considerando naturalmente che egli esegua il suo pagamento mensile di 3.784,39 $ puntualmente ogni mese per 20 anni. Se rimanesse indietro nei pagamenti, il nostro studente in legge finirà per pagare un debito fluttuante che, se ammortizzato su tutta la sua carriera lavorativa, mettiamo 40 anni, arriverebbe ad un pagamento cumulativo di 1.513.358,26 $, dei quali 1.059.000 interessi. Per ripagare il suo prestito da studente senza andare in sofferenza, il figlio di Kerry dovrebbe guadagnare almeno 454.126,80 $ all’anno dal momento in cui lascia la scuola per i 20 anni successivi senza interruzioni; il che non è una buona notizia perché il salario medio nazionale dei laureati in legge nel 2010 impiegati a tempo pieno era di 63.000 $.

La brutta notizia peggiora quando si apprende che il salario d’ingresso per gli avvocati è diminuito del 20% dal 2009, in buona parte a causa della recessione e del fatto che molti studenti pensano di dover ottenere lavori ben retribuiti presso studi legali per giustificare il costo dell’istruzione universitaria. Di male in peggio. Anche se il figlio di Kerry destina il 15% del suo introito lordo mensile per ripagare il prestito ed è disposto ad “affrontare le difficoltà finanziarie” che questo comporta, avrà ancora bisogno di un salario annuo di 302.751,20 $ per destreggiarsi tra una rata del mutuo di queste dimensioni e le altre spese, come cibo e affitto. Visto che il salario medio d’ingresso per una professione in ambito legale è di 63.000 $ (al 2010), il nostro giovane avvocato guadagnerà solo un quinto di quanto avrebbe bisogno per pagare la sua rata mensile, sempre “sopportando difficoltà finanziarie”. Ciò significa che probabilmente rimarrà indietro coi suoi pagamenti, e se questo accade, il suo debito diverrà a tutti gli effetti un debito fluttuante, che non potrà mai essere estinto, e rimarrà con lui fino al giorno della sua morte, che ci porta allo scenario #4, che è simile allo scenario #3 ma calcolato su 40 anni, vale a dire l’intera carriera lavorativa dell’avvocato.

È impossibile calcolare tutte le variabili coinvolte in un prestito che non viene pagato in tempo, ma fingeremo in modo un po’ irrealistico che il nostro avvocato lotterà per ripagare il debito e finalmente riuscirà dopo 40 anni di sforzi eroici. In altre parole, l’importo che il figlio di Kerry dovrà ripagare per la sua istruzione a Notre Dame sarà superiore di 1,4 milioni di dollari rispetto a quanto un laureato può aspettarsi di guadagnare in tutta la vita. Gli avvocati probabilmente guadagneranno di più della media dei laureati, ma anch’essi devono mangiare ed avere un posto in cui dormire, cosa che non saranno in grado di fare dovendo destinare praticamente ogni dollaro che guadagnano a ripagare il prestito studenti.

Invece di affrontare la questione della schiavitù del debito, il Vescovo Walkowiak sostiene “gli idoli del liberalismo”, come vengono sponsorizzati da Padre Sirico e dall’Action Institute. Quando il Vescovo sostiene che “il Papa non è un economista”, significa che Papa Benedetto XIV ha sbagliato condannando l’usura nella Vix Pervenit? Non è forse parte del Magistero della Chiesa Cattolica la Vix Pervenit? E la Rerum Novarum? Se lo sono, Padre Sirico non è un buon sacerdote, perché la sua intera “carriera di sacerdote” è stata fondata sulla sovversione dell’insegnamento della Chiesa.

Lungi dal concludere l’argomento, la lettera del Vescovo Walkowiak solleva più questioni di quante non ne risolva. Il 23 ottobre 2013, monsignor Franz-Peter Tebartz-van Elst è stato sospeso dal suo incarico di Vescovo di Limburg a causa dei costi lievitati su ristrutturazioni all’interno della diocesi. Sei mesi più tardi Papa Francesco accetta le dimissioni del Vescovo.

Ci domandiamo: permettere la sovversione della Dottrina Sociale della Chiesa è forse meno grave che spendere più soldi del previsto per una vasca da bagno? Come si spiega il rifiuto di intervenire contro Sirico e l’Acton Institute (entrambi noti a Roma)? Com’è possibile che un uomo che ha utilizzato la prima parte della sua carriera come promotore della sodomia e attualmente si dedica a promuovere l’usura sia un sacerdote in piena regola della Chiesa Cattolica? Non sono forse la sodomia e il defraudare la mercede agli operai peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio? Anche Wikipedia conosce meglio la teologia cattolica.

Come può un prete che ha fatto carriera come promotore di due dei quattro peccati che gridano vendetta, essere un prete in piena regola della Chiesa Cattolica? Come può la Chiesa tollerare una tale situazione? Roma ha la volontà di intervenire quando il Vescovo locale non lo fa? È peggiore pagare troppo una vasca da bagno che tollerare peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio?

La storia di Kerry Noonan e del suo Vescovo mostra quando disperata sia la situazione. Non è successo tutto in una notte, è stato realizzato in 30 anni. Grazie a gente come Michael Novak, Robert Sirico e Robbie George, l’intera Chiesa Americana (e una vasta parte del Vaticano) sono stati erroneamente indotti a pensare che la Chiesa non detenga l’autorità per pronunciarsi su questioni economiche.

Il problema principale, almeno a Roma, non è la mancanza di volontà, ma la mancanza di supporto intellettuale. L’accademia cattolica è stata completamente corrotta su entrambi i fronti: sessuale ed economico. I professori che una volta venivano corrotti dalla liberazione sessuale sono stati sostituiti da un gruppo di colleghi che sono stati letteralmente acquistati dai soldi dell’Acton Institute, dell’American Enterprise Institute, dell’Atlas Foundation, dei fratelli Koch, della Bradley Foundation, e una miriade di altri troppo numerosi da menzionare.

Questo è il motivo principale per cui ho scritto Barren Metal (9). Questo mio libro non è solo la più attuale storia dell’economia scritta da una prospettiva cattolica, ma bensì è l’unica storia dell’economia cattolica scritta da una prospettiva cattolica.

  La copertina del libro
Il libro si basa sul “Lehrbuch der Nationaloekonmie” di Heinrich Pesch, che come indica il titolo è un manuale – qualcuno lo ha chiamato la ‘Summa Economica’ – ma non è una storia. Barren Metal invece è, tra le altre cose, la storia dell’ascesa e della caduta dell’economia intesa come meccanismo autoregolatore. È la storia dell’ascesa del capitalismo come regime usuraio sostenuto dallo Stato. È la storia del risveglio dell’intelligenza germanica di fronte a questa minaccia e della creazione della Cattolico-Germanica alternativa al modello economico Inglese-Newtoniano. È la storia del furto del lavoro. Barren Metal in definitiva è la prosecuzione logica del mio precedente lavoro dal titolo: The Jewish Revolutionary Spirit.

In una delle sue passeggiate per Parigi, Honore de Balzac, il romanziere francese, incontrò l’uomo più ricco di Francia passeggiare a braccetto con Heinrich Heine, il rivoluzionario che fece del suo meglio per rovesciare il Capitalismo durante la rivoluzione del 1848. Visti da una prospettiva economica e politica, i due uomini avrebbero dovuto stare su lati opposti delle barricate rivoluzionarie, ma Balzac fu abbastanza accorto da capire che il sangue dell’etnia era più spesso dell’acqua della politica, non importa quanto turbolenta fosse.

Heine il rivoluzionario e Rothschild il finanziere potevano passeggiare a braccetto perché entrambi ebrei e perché insieme incarnavano “tout l’esprit et tout l’argent des Juifs.” In America, sia lo spirito che i soldi si danno appuntamento in pensatoi come l’American Enterprise Institute. Ricchi ebrei finanziano ebrei rivoluzionari, e i loro movimenti non rappresentano nulla di nuovo. Jacob Shiff fondò il Bolscevismo, Lloyd Blankfein sostiene il matrimonio gay, il principale movimento rivoluzionario dei nostri giorni. Ricchi ebrei, come David Rubenstein, co-fondatore del Gruppo Carlyle, ha finanziato l’American Enterprise Institute, che ha stampato il libro di Michael Novak. Libro che ha corrotto la mente di ogni singolo Vescovo americano, se non direttamente attraverso iniziative come la Dichiarazione di Manhattan, orchestrata da Robbie George, un’altra bocca che si nutre alla mangiatoia dell’AEI.

Come scrittore non posso far nulla per cambiare la fibra morale dei Vescovi Americani, ma insieme ai miei lettori posso fornire agli uomini di buona volontà all’interno delle gerarchie e ai cattolici etnici come Kerry Noonan l’antidoto cattolico alle bugie di Robert Sirico.

Il mio The Jewish Revolutionary Spirit è stato un best-seller clandestino. A causa dell’inesorabile legge della domanda e dell’offerta, è arrivato ad essere venduto per 1.000 $ su Amazon. Quel libro tuttavia racconta solo metà della storia. Racconta la storia di Heinrich Heine ma non quella di James Rothschild o dei suoi fratelli. Barren Metal completa ciò che The Jewish Revolutionary Spirit aveva iniziato.

Garrick Small, professore di economia alla Queensland University (Australia), dopo aver letto Barren Metal, ha dichiarato:

Più leggevo e più era evidente che tutto il tempo trascorso studiando la storia del pensiero economico era stato una quasi totale perdita di tempo. In questa impresa studenti si cimentano con le teorie di ‘questo’ o ‘quello’ senza mai capire la situazione politica che li ha motivati o il contesto filosofico in cui si trovavano. Il risultato è uno studio di aringhe rosse (completamente inutile, ndr). Le relazioni tra gli ebrei e il popolo tedesco fino alla prima guerra mondiale è un argomento abbondantemente assente dalla formazione occidentale contemporanea. L’importanza del suo progetto continua a impressionarmi.

Se un professore di economia la pensa così in merito a Barren Metal, pensate cosa potrebbe imparare un vescovo leggendolo. Immaginate cosa potrebbe fare una nazione piena di ‘Kerry Noonan’ armati di questo libro.

E. Michael Jones

Articolo originale: Catholic Economics: Strangled Once Again

Si ringrazia per la traduzione Marco Manfredini




1) Collaboratore, oggi defunto, del magazine americano “Culture wars”, diretto da E. Michael Jones.
2)Male Slave Mart Raid in LA called a Mistake”, articolo originale allegato in fondo.
3) Sirico, Defending the Free Market, p. 66.
4) Ricca e potente imprenditrice cristiana evangelica, donna d’affari, politica, filantropa, esponente dell’ala ultraliberista e finanziatrice del Partito Repubblicano, tesoriera dell’Acton Institute.
5) Quadragesimo Anno, para 15.
6) Quadragesimo Anno, para 14.
7) Heinrich Pesch (1854-1926), gesuita, economista e sociologo cattolico della scuola solidarista, generalmente riconosciuto come ispiratore della Quadragesimo Anno.
8) Dichiarazione con cui Hesburgh mise l’università di Notre Dame sotto un consiglio di amministrazione laico.
9) Barren Metal: A History of Capitalism as the Conflict between Labor and Usury”, cioè “Metallo sterile: una storia del Capitalismo quale conflitto tra lavoro e usura”, libro recente di E. Michael Jones.


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