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A favore di Francesco: alcuni argomenti
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Caro Maurizio,

le riflessioni che seguono scaturiscono da una visione che vuole essere generale e non ideologica. Tiene conto di quello che ho imparato dai tuoi scritti in merito alla vera lezione della civiltà romana ed al vero buongoverno nel dominio di questo mondo (dove la chiesa opera per sua natura e missione).

Bisogna innanzitutto leggere i testi completi delle interviste rilasciate sia a Civiltà Cattolica che a Repubblica e non basare le proprie valutazioni sugli estratti veicolati dai media (di cui tutti sappiamo quale sia l’infimo livello di onestà intellettuale). Quando dicono “il papa apre ai gay, ai divorziati, all’aborto” si tratta di mistificazioni.

Il papa apre (come hanno sempre fatto tutti i predecessori) ai peccatori ma non al peccato. Basta leggere con attenzione i testi per rendersene conto. Il papa guarda alle miserie dei contemporanei e li incoraggia a seguire la loro coscienza (perché sa che se la coscienza non è ottenebrata dal male, riesce più facilmente a riconoscere il bene autentico). I moderni la coscienza la tacitano e la asservono all’ideologia dominante. Temere che, invitando a seguire la propria coscienza, ci sia il rischio di scadere nel relativismo significa non tener conto che l’uomo contemporaneo è purtroppo già relativista al 100% (spesso anche quelli che suppongono non esserlo). Ogni contatto costruttivo nel dialogo richiede di stabilire un punto d’incontro da cui procedere. Per papa Francesco il punto di incontro è l’attenzione ad ogni essere umano indipendentemente dal suo “stato”.

L’atteggiamento è inclusivo ed offre ai peccatori una riconciliazione con il creato e con se stessi. Da qui, in molti casi almeno l’inibizione a reiterare il male. Il messaggio che pronunciò al primo Angelus e ripetuto più volte è stato che non vi è peccato che Dio non possa perdonare, da qui l’invito a ricorrere alla misericordia di Dio non stancandosi di chiedere perdono.

Mediante la consolazione del perdono ognuno può ritrovare la retta via. Non c'è assoluzione del modo di vita vizioso, ma la semplice affermazione che non vi è peccato che Dio non possa perdonare. E' anche l'atteggiamento che ha ogni padre verso il figlio che ha sbagliato.

Il figlio che pensa "L'ho fatta troppo grossa e mio padre non me la perdonerà mai" di solito scivola sempre di più verso il baratro e si perde perché interrompe il legame con i genitori e decide di cavarsela da se. Ogni padre e madre sa quanto è importante che il figlio possa accostarsi a loro qualsiasi casino abbiano combinato, per i figli di solito questa fiducia nel padre e nella madre sono la vera ancora di salvezza e di recupero.

Nella società nichilista contemporanea, questa buona novella risuona come nuovissima e dirompente.

E va bene così perché forse è proprio quello che serve dopo le ubriacature di onnipotenza dei moderni. Presunzione di onnipotenza che ha lasciato relitti umani ovunque.

Quello che urta i “tradizionalisti” od i credenti cui non riesce piacevole il modo di papa Francesco, riguarda la sua sfrontatezza e disinvoltura nel trattare con gli acerrimi nemici del cattolicesimo.

Non percepiscono come si tratti di evangelizzazione. Scivolano in atteggiamenti da farisei (quelli che criticavano Gesù perché parlava ai pubblicani, alle prostitute, ai gentili). Per noi quelli più lontani dalla verità sono gli atei, i materialisti, gli abortisti, gli eutanasisti, gli intolleranti pro-gay ecc.. Io non sono un prete, mi sembra però naturale che proprio verso loro il papa debba parlare (sono la stragrande maggioranza, hanno tutte le leve del potere e stanno portando a rapida annichilazione l’umanità intera).
Con autorevolezza non dissimulata il papa ha la capacità di disarmare in molti il livore irrazionale che da tanto tempo viene veicolato contro la chiesa cattolica.

E’ una sfida molto pericolosa questa, ma il pericolo è ovunque intorno e dentro alla chiesa e crescerebbe comunque anche se il papa si limitasse a confermare le verità di sempre (come piacerebbe ai “tradizionalisti”). Tu mi hai spiegato come tanti nella chiesa siano andati incontro alla modernità senza sapere come muovercisi, ammaliati da uno stato d’animo collettivo, con il risultato di perdersi od essere “fatti a pezzi” dai nemici di Dio. Almeno papa Francesco sa come muoversi e lo fa senza timidezza riattualizzando anche concetti che altri prelati considerano desueti (ad es. il demonio).

Il tuo articolo sul papa che mobilita le sue divisioni è illuminante al riguardo, e quello sul Kairos si applica benissimo secondo me anche all’attuale pontificato.

Benedetto XVI aveva provato a riformare le magagne vaticane ed è stato boicottato dall’interno e bersagliato continuamente dai media. Le sue equivoche posizioni filo mondialiste (e non universaliste) lo ponevano in posizione di pedina di burattinai la cui abilità riusciamo forse solo ad immaginare.

Ognuno fa quello che può, perciò non lo biasimo, ma senz’altro la chiesa terrena ha oggi più bisogno di un abile comandate che di un dotto professore.

Ci possono essere, e ci saranno inevitabilmente degli errori, ma la direzione generale di marcia è, secondo il mio modesto parere ortodossa rispetto alla Dottrina e secondo il Vangelo.

Secondo la sua natura Scalfari inizialmente (quando scrisse al papa in agosto) voleva forse creare difficoltà al papa mascherando il suo attacco con le buone intenzioni, ma ritengo che invece sarà nel complesso più difficile per il più subdolo e potente dei giornali radical chic attaccare la chiesa visto che il papa ha stabilito un ponte diretto con i lettori di Repubblica (e noi non sapremo mai se da questa lettura inizierà per qualcuno degli atei lettori di Repubblica un cammino di conversione).

Io vedo questa risposta come un atto di evangelizzazione verso un pubblico di lettori miscredenti pronti a vomitare odio giacobino verso la Chiesa. Inibire quest'odio richiede abilità (che il papa dimostra ripetutamente).

Già nella successiva intervista pubblicata ieri l’atteggiamento di Scalfari sembra più deferente e addirittura sincero.

Inoltre a chi è aduso al linguaggio istituzionale e diplomatico, non sarà sfuggito il tono autorevole con cui il papa si rivolge a Scalfari pur usando termini umili, come di chi spiega bonariamente il senso delle cose ad un alunno con delle difficoltà. A me sembra già un mezzo miracolo che lo strapotente Repubblica abbia fatto da megafono, per mezzo del suo guru, al papa. Nell’intervista Scalfari spiega il suo “credo” e vicino alle risposte del papa, la debolezza del pensiero ateo si mostra nuda. Sarei pronto a scommettere che molti giacobini duri e puri sono oggi a disagio con le loro convinzioni.

Nell’intervista a Civiltà Cattolica in un passaggio il papa dice “..ma io non sono mai stato di destra”. Questa era l’accusa che i progressisti facevano a Bergoglio visto il suo operato che loro etichettavano di destra. Questa accusa riflette l’incapacità di superare le categorie ideologiche da parte sia degli accusatori di allora che di quelli di destra che si sentissero feriti dalla frase pubblicata oggi.

Sai come la penso in politica, eppure non vorrei assolutamente un papa di destra (ovviamente neanche di sinistra, ne di centro). Ogni governo laico saggio non tiene conto di queste categorie post illuministe, figuriamoci trattandosi di religione. Eppure qualcosa mi dice che molti di noi sono incapaci di comprendere effettivamente il senso di una funzione universale (quella del papa lo è), accettando ciò che riguarda noi ma non soltanto noi.

Quanto sono miseri i tentativi di far coincidere l'universale con il proprio punto di vista particolare. L'universalità è anche il grande lascito di Roma. Il punto di vista universale include, non negandolo, anche il mio punto di vista particolare nonché quelli di tutti gli altri (che dal primo derivano). E' una questione di gerarchia nella manifestazione.

Molti si smarriscono leggendo che per il papa Francesco il Vetus Ordo è un aiuto offerto a chi ha una particolare sensibilità. Ma se ci pensiamo è proprio così, il Vetus Ordo risponde a chi ha una particolare sensibilità. Chi ha questo amore e sensibilità per la liturgia antica è solo un certo tipo umano tra i tanti. Questa consapevolezza non dovrebbe turbarci.

Tutti vorrebbero che il papa facesse il tifo per le proprie particolari convinzioni. Questo vale per tutti, anche per i modernisti nella chiesa che sono maggioranza e che non riescono ad ottenere tutto quello che vorrebbero.

Ho anche io alcune perplessità; ad esempio nella prima lettera a Scalfari sono perplesso circa l'esattezza della risposta sulla fedeltà alla alleanza da parte degli Ebrei (avendo rigettato il Messia che era l'adempimento della promessa di Dio secondo l'alleanza) e sulla consapevolezza recuperata nel Concilio II del fatto che il Nazareno fosse nato nel seno del popolo ebreo (come se qualcuno potesse aver mai trascurato questa evidenza). Poiché però la domanda era deliberatamente insidiosa, mi consolo sperando che il papa abbia risposto cercando anche di non offrire appigli su un tema dove domina una intolleranza isterica. Ma tutto lascia intendere che invece il papa pensasse esattamente come si è espresso. Pazienza la pensiamo in modo diverso. Le considerazioni sopra esposte si applicano evidentemente anche alle mie opinioni personali verso le quali non è ovviamente necessario che quelle del papa coincidano (anche qui non si tratta di relativismo). Ad ogni modo qualsiasi altra risposta sarebbe stata devastante e usata come una mazza ferrata contro la chiesa cattolica.

Non sono affatto ottimista per i destini del mondo (e pertanto della chiesa che del mondo fa parte), ma nutro fiducia in quest'uomo e sono convinto che la bilancia dei meriti sia largamente sovrabbondante rispetto agli errori (che tra l’altro non sta a me giudicare).

Non mi turbo più di tanto (pur provando forte fastidio) quando vedo un prete fare la messa nel canale di scolo per attirare l'attenzione dei giornali sullo stato d'indigenza e carenza sanitaria del popolo in Brasile. O vedendo altri cialtroni laici e/o consacrati che durante la GMG maneggiano l'ostia consacrata come le mentine usando bicchieri di plastica. Ma sono sicuro che ci sia molto di peggio dentro e fuori la chiesa. Se mettono l'ostia nei bicchieri di plastica è perché probabilmente, al pari di molti preti, non credono nella transustansiazione (e pensano che sia solo un simbolo "fate questo in memoria di me"). Altrimenti la devozione e l'attitudine sarebbero ben diverse. Bisogna pregare perché ricevano la grazia di credere nell'eucarestia come sacrificio rinnovato e non come simbolo. Quindi pur notando l'errore, non mi scandalizzerei più di tanto perché è il segno di una umanità ferita e degradata. A Dio sono fatte offese ben più grandi.

La presente umanità è purtroppo educata a focalizzare tutto verso l’esteriore, ne consegue che è intrinsecamente dipendente dalla multiformi apparenze. Ognuno abbarbicato alla forma che gli è più congeniale. Attaccamento alle forme che non sempre corrisponde ad un reale radicamento nel principio di cui la forma è manifestazione.

Il formalismo (inteso come attaccamento eccessivo alla forma con timore che la sostanza scompaia se le forme non sono perfette) ci fa, qualche volta, assumere l'atteggiamento interiore dei farisei.

Un esempio, i lefreviani negano con sovrana certezza che la messa nuova sia gradita a Dio. Mi sembra che si pecchi un tantino di presunzione e superbia. Lo dico preferendo, quando posso, assistere al Vetus Ordo.

Faccio un altro esempio, che derivo dalle letture dei tuoi scritti. Oltre alla liturgia, una delle forme per eccellenza è l'architettura del tempio.

Poiché la forma è violata totalmente con l'oscenità delle chiese moderne e delle relative pitture sculture in esse contenute, potremmo mai dire che lì non si abbia la presenza reale del Santissimo? Lo dico pensando che gli obbrobri moderni andrebbero demoliti e ricostruiti.

Infine una provocazione: cosa saprebbero fare i “tradizionalisti” (meglio sarebbe definirli conservatori) al governo della chiesa? Pedine del nuovo ordine mondiale in difesa del predominio della civiltà occidentale? Probabilmente.

Lo dico tenendo la Tradizione come punto fermo della mia esistenza.

Anche l’Ecumenismo pone parecchi problemi ai “tradizionalisti”, mentre proprio coloro che attingono agli insegnamenti tradizionali dovrebbero essere quelli meglio attrezzati per questo tema.

Secondo me sbaglia sia chi lo rifiuta, sia i progressisti che lo abbracciano sconsideratamente senza criterio (di nuovo è l’ideologia che li muove).

Anche qui tornerebbe utile la lezione della romanità ma anche quella di imperi cattolici come quello Asburgico che erano multietnici e multi-confessionali. Lezione che i Gesuiti conoscono sicuramente.

Chi ha una forte identità non ha problemi nell’incontrarsi con altre identità (il mondialismo vuole eliminare ogni possibile incontro mediante l’imbastardimento e livellamento in basso di ogni identità). La resistenza intellettuale verso l’Ecumenismo è la stessa che alcuni lettori hanno opposto in passato ai tuoi articoli sulla spiritualità islamica o buddista.

I fautori del nuovo ordine mondiale faranno molta più fatica ad avere ragione di questo papa di quanta ne abbiano fatto per tirare dalla loro parte il suo predecessore.

I modi esteriori del precedente papa corrispondevano in parte ai nostri gusti tradizionalisti, alcuni modi esteriori di questo papa vi corrispondono meno. L'aggettivo "esteriore" è auto-esplicativo.

Quel che più conta e che di certo il papa attuale sa meglio del predecessore e di noi come resistere e tentare di rompere l'accerchiamento che i sovversivi stanno tessendo intorno ai cattolici.

Non è affatto uno sprovveduto e l'impostazione che ha dato ai gesuiti in Argentina è diversa da quella che altrove ha visto i gesuiti abbracciare la teologia della liberazione ecc.

Questo non impedisce inciampi nell'espletamento della sua alta funzione (la storia della chiesa a partire dai primordi ne è costellata), ma ciò non deve essere causa di turbamento ne deve impedire di vedere le cose da un punto di vista generale e superiore invece che da punti di vista particolari ed inferiori.

Se non lo tolgono di mezzo (magari usando un fanatico “di destra”) forse questo pontificato darà grandi frutti inclusa la possibilità di ricomporre lo scisma con i fratelli ortodossi.

Speriamo in bene.

Grazie per la pazienza verso di me e tutti gli altri lettori.

Un abbraccio
Stefano



Tutte le tue considerazioni a favore di Papa Francesco sono notevoli, e in grandissima parte le condivido: capisco che l’intenzione è - quella stessa dei padri conciliari benintenzionati - di rompere il bozzolo calcificato, impedire che la Chiesa cattolica diventi una sorta di Chiesa Copta o armena, dagli splendidi rituali, ma senza più spinta missionaria,, andare incontro al mondo così com’è e non restare chiusi fra i “puri”. Tutto vero, tutto giusto o giustificabile. E tuttavia, Stefano, condivido anche le critiche di un Mastino: ed è questo il problema, e non solo il mio problema. E’ angosciante questa ambiguità.

Come sai, come ho detto, non sono “tradizionalista” nel senso farisaico. Ma duemila anni di cultura, di tomismo e di latino, tradizione, liturgia non sono una scoria da buttar via; soprattutto, non da discutere o beffeggiare sulle pagine di Repubblica, di cui aumenta le vendite con la sua “collaborazione abituale”. Ma lo sa che cosa è Repubblica? Perché una scelta così di parte? Perché non conversa, che so, anche con il direttore del Corriere? E poi: ripetere (per ben due volte) che il non credente basti che segua la sua coscienza, è soggettivismo individualista al massimo grado, è il contrario di quel che viene chiesto a noi credenti (“Non sia fatta la mia, ma la Tua volontà”), e inoltre conferma un tipo come Scalfari nella sua farisaica convinzione di essere “giusto” – dato che la sua coscienza non gli ha mai rimproverato niente, visto che si crede Dio – come a qualsiasi ateo pratica e progressista oggigiorno. E’ per lo stesso motivo che il cardinal Martini era tanto acclamato ed ammirato dai radicalchic. Mai ne ha indotto uno a cambiar vita.

Vedi, i Papi possono sbagliare. Il primo fu proprio san Pietro, che evitava di pranzare con i pagani convertiti quando c’erano presenti degli ebrei convertiti; San Paolo non esitò ad accusarlo per quella debolezza: “Mi opposi a lui a viso aperto, perché aveva evidentemente torto” (Atti, 2, 11). La domanda è: può un laico credente opporsi “a viso aperto”, oppure deve essere per forza un san Paolo? Non ho una risposta, e non voglio intervenire io di persona, per non farmi corresponsabile di eventuali scismi e rotture dell’unità.

Queste mie osservazioni non vanno intese come un giudizio definitivo. Ci devo ancora pensare a lungo, con timore e tremore.

Maurizio Blondet



 
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# Milo Dal Brollo 2013-10-05 14:28
Questo scambio di battute è veramente saggio.

Vorrei spedere alcune parole riguardo alla dichiarazione del papa sulla coscienza, che secondo me non dovrebbe fare temere la catastrofe (ameno fino ad ora). Egli dice semplicemente che "la misericordia di Dio non ha limiti se ci si rivolge a lui con cuore sincero e contrito, la questione per chi non crede in Dio sta nell'obbedire alla propria coscienza [...] Ascoltare e obbedire ad essa significa, infatti, decidersi di fronte a ciò che viene percepito come bene o come male. E su questa decisione si gioca la bontà o la malvagità del nostro agire". Io la leggo così: Non credi? Un punto in meno, ma sappi che anche per te vale sempre la questione di avere coscienza di stare facondo deliberatamente il BENE oppure il MALE. Se sai che ciò che stai facendo comporta per lo più MALE, ebbene la giustizia di Dio deve applicarsi anche a te.

Semplice, no? Non si tratta di seguire ciò che più ci piace, come se la nostra coscienza fosse slegata dal mondo e, soprattutto, dal nostro cuore.

Per il cattolicesimo, ma oserei dire per tutte le grandi religioni che puntano alla salvezza dell'anima, sia che siano monoteiste, sia che siano atee, sia che siano politeiste (ovvero: cristianesimo, ebraismo, islam; buddismo e taoismo; induismo, che è l'ultimo paganesimo originario rimasto), di assoluto NON hanno la coscienza individuale. La coscienza individuale non è MAI slegata ed indipendente dal mondo o addirittura dalle risonanze della propria anima (che sono il linguaggio di Dio), totalmente libera; anzi, per ognuna di queste grandi religioni c'è sempre una corrente che è deterministica, che addirittura concepisce la volontà come non libera ma totalmente assoggettata al volere della Provvidenza (o del Dharma, o del Tao per parlare come gli estremorientali ), che la forza tramite delle "incursioni" nel cuore. Potrei dire che sant'Agostino è un determinista quasi totale, e Martin Lutero - che era agostiniano - checché se ne possa dire per tutt'altri versi, parla addirittura di servo arbitrio invece che di libero arbitrio, attinendosi alla lettura della Bibbia che effettivamente non concepisce la libertà individuale, bensì la liberazione (nel De servo arbitrio, porta argomenti teologici a favore di questa sua tesi implacabile). Solo noi della modernità pensiamo di essere completamente liberi. A causa del suo determinismo implacabile, infatti sostengo che neppure il protestantesimo luterano è causa del relativismo moderno (più probabilmente alcuni rivoli del protestantesimo in versione pauperista e popolana, che Lutero stesso combattè non senza rinunciare poco cristianamente alla pietà, lo sono - perché Lutero "protestava" teologicamente, non umanisticamente ). Come ci siamo inventati questa menata della libertà totale, che non cocepisce limiti ma anzi solo diritti ad osare qualunque cosa e a fregarsene delle conseguenze, dando importanza solo ai propri vantaggi?

Per me la questione è quasi semplice, per quanto oscura. Semplicemente, abbiamo "deciso" (?) di non credere più a nessuna cosa. Alla fine c'erano rimaste delle idee secolari, come Popolo e Patria, adesso sono andate via pure quelle. Rimane l'individuo da non frenare in alcun modo, altrimenti commettiamo un delitto; c'è diritto a suicidarsi per qualsiasi motivo, ma frenarci sarebbe peggio che buttarsi giù da un crepaccio. La libertà totale non deve essere violata, è sacra.

Detto in poche parole: siamo rimasti soli, e mo' sono cazzi nostri.

Purché la nostra coscienza risuoni di bene da accondiscendere , Dio può chiamarci per quello. Siamo soli, cos'altro ci rimane se non il nostro cuore? Quello non lo possiamo chiudere, al massimo possiamo ignorarlo. Bè, è proprio quello che non dobbiamo fare! Probabilmente Dio ci sbatterà all'ultimo gradino del Purgatorio con Satana che ci scodinzola di fianco dietro una cancellata ardente, ma alla fine noi non possiamo saperlo. Possiamo SOLO rispondere alla risonanza fondamentale del Bene, della Verità che ci cerca, mentre noi possiamo cercare Lei. Se non riusicamo a trovare nella Chiesa cattolica, possiamo farci qualcosa? Meglio un uomo in ricerca, che un nullafacente, o no? Che se ne fa degli ignavi, Dio? Aiutati che il Ciel t'aiuta; vai incontro a Dio, provaci anche se pieno di dubbi, basta che tu non sia superficiale... tanto anche Dio ti cerca.

Penso che il papa volesse dire questo. Ci sta invitando ad ascoltare la voce della Verità, che è al di là della Chiesa. Dio c'era prima della Chiesa. Penso che intendesse dire questo, il papa, dicendo che Dio non è "cattolico". Semmai, è il cattolicesimo che si rifà a Dio.

Saluti
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# belloniluca 2013-10-05 16:18
Gentile Direttore,
pur non essendo un esperto di temi teologici, anche andando a puro buon senso mi permetto di farle notare come senza l'assenso della coscienza la frase di Nostro Signore da lei citata non sarebbe stata possibile.
Il sacrificio libero di Cristo per me e per lei (come per il resto del mondo) non sarebbe libero senza il libero assenso della coscienza che, come insegnavano i vecchi manuali di teologia dogmatica, è "un atto di conoscenza riflessa su ciò che si è fatto o su ciò che si deve fare (S. Tommaso)".
L'anima dell'uomo (quella in cui è indelebilmente impressa l'impronnta di Dio) può corrispondere liberamente all'infinito amore divino solo attraverso il libero assenso della coscienza (attratta dalla Grazia che la precede, ca va sans dire, Grazia alla quale comunque l'uomo può, coscientemente opporsi, come quando io faccio una cosa che SO essere male per me o per altri, in questo caso NON seguendo la mia coscienza integrale, quella che tiene cioè conto di TUTTI i fattori in gioco in un atto).
D'altro canto il cristianesimo è l'unico vero difensore della ragione (non del razionalismo, che è altro, è un concetto CHIUSO di ragione come misura della realtà), facoltà che, liberamente dando [in coscienza] l'assenso a ciò che vede può arrivare fino alle soglie dell'atto di Fede che è invece reso possibile dalla Grazia (donata/domandata).
L'insistenza di Papa Francesco sul "seguire la propria coscienza" è dunque da intendersi secondo una retta interpretazione del termine "coscienza".
Addirittura i vecchi manuali di teologia dogmatica (in questo caso mi riferisco a un testo, del 1952, di Piolante - Parente - Garofalo, il "Dizionario di Teologia Dogmatica") asserivano che "L'uomo è obbligato a seguire sempre il dettame della coscienza certa, anche se essa fosse erronea (invincibilment e)".
Questa è dottrina cattolica preconciliare (il testo ha l'imprimatur e siamo sotto il pontificato di Pio XII) id est è la cosiddetta (strumentalment e) "dottrina di sempre" dei tradizionalisti (??).
Il problema è che in un'epoca, come diceva Péguy, "dopo Gesù, senza Gesù", anche la ragione è stata anchilosata dall'eccessivo (forzato) riposo e le parole cristiane vengono interpretate facendo ricorso alle categorie mondane corrispondenti (ma per nulla coincidenti!!).
Ringraziandola sempre per il suo lavoro prezioso, e scusandomi per la lunghezza dell'intervento, la saluto con stima e simpatia.

Luca Belloni
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# Annhilus 2013-10-07 04:59
Lei ha ragione: se fosse certa (e non necessitante del dubbio come dice bergoglio) ed "invincibilmente erronea".

E' questo il punto vede?

Lei ha detto quello che il Papa non dice.

Se avesse detto quello che dice lei (anche dovendo ben approfondire il concetto di coscienza certa e invincibilmente erronea perchè altrimenti il lettore medio di repubblica non capisce niente) il problema non ci sarebbe, invece non lo ha detto e converrà bene che il problema è enorme.

Non è questione di "ragione anchilosata", è questione che se dici una cosa ha un significato se non la dici, quel significato non può averlo lo stesso.

E' vero che le categorie mondane spesso
non coincidono coi concetti cristiani, specie quando si toccano questioni teologiche complesse, ma allora se lo si sa perchè si usano le categorie mondane, i quotidiani mondani, gli interlocutori mondani, i comportamenti e le banalizazioni mondane, e si omettono le definizioni necessarie a dare il necessario e retto significato ai concetti cristiani?

Aggiunga anche che oltre alla significazione linguistica i concetti cristiani si esprimono attraverso i simboli e i rituali(che non sono tradizionalismi ideologici come ben comprende), che non sono indifferenti nè possono esserlo. Anche in tal senso Bergoglio stà facendo macelleria di quello che è sempre stato il significato ed il linguaggio simbolico tipicamente cristiano, ritenendo probabilmente di ottenerne beneficio mediatico. Indossare da Papa cappelli di piume di pappagallo o consentire la distribuzione del Corpo di Cristo nei bicchiari di plastica, rifiutare riti e paramenti specifici, titoli e comportamenti che hanno uno specifico simbolico e significante, è una scelta voluta e non è ascrivibile ad una questione di ragione anchilosta, o ad uno scollamento tra linguaggio e significato, anzi è esattamente il contrario ed aggiungo "purtroppo".
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# Macchinina 2013-10-05 18:26
Questo cosiddetto papa non sta sbagliando, ma sa benissimo quello che fa, e perchè lo fa. Costui sta scientemente distruggendo quel poco che rimane della Chiesa. Sta completando l'opera iniziata dal massone rosacroce Roncalli (il papa buono!...). La sua catena, ormai lunghissima, di picconate alla tradizione cattolica, in neppure 7 mesi, lascia poco adito a dubbi, a mio modesto parere. Vorrei sbagliarmi, ma temo proprio che ci troviamo di fronte al falso profeta, il lupo vestito da agnello dell'Apocalisse di Giovanni. E' giusto, da parte vostra, cercare qualcosa di positivo in lui, non arrendersi e vedere il "buono" nel suo operato, nonostante tutto. Io non riesco ad essere così possibilista, e garantista, nei suoi confronti. Mi spiace tantissimo, vorrei sbagliarmi, chiedere ammenda, ma non posso proprio non vedere in lui quel sinistro personaggio profetizzato a Patmos. E i "tempi" sono questi: non c'è dubbio, e credo che, su questo, si sia tutti d'accordo...
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# Giulio 2013-10-06 11:03
Citazione Macchinina:
Sta completando l'opera iniziata dal massone rosacroce Roncalli (il papa buono!...).

Ed ha pure fretta di farlo santo: nel processo di canonizzazione ha dispensato il "papa buono" dal secondo miracolo dopo la beatificazione: santo subito (accento a piacere su "subito").
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# Milo Dal Brollo 2013-10-06 14:34
Ma papa Giovanni XXIII non individuava le «cinque piaghe d'oggi del Crocifisso» nell'imperialismo, nel marxismo, nella democrazia progressista, nella massoneria e nel laicismo? Adesso, dire che fosse massone, non è troppo?
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# arduino 2013-10-06 22:19
Pare che in Turchia sia stato iniziato a non si sa bene che cosa, certamente a qualcosa di nettamente eterodosso rispetto al cattolicesimo. Ben noti sono invece i suoi legami col famoso barone Marsaudon, gran "33" e gran zelatore dello "sdoganamanto" della massoneria in ambito cristiano (abolizione della scomunica, etc.). La storia delle "cinque piaghe" mi giunge nuova, e gradirei conoscerne la fonte.
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# arduino 2013-10-06 22:08
Ottima battuta.
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# Centuri 2013-10-05 18:54
E' vero che i mass madia travisano le parole del Papa. Però, a mio avviso, anche lui dovrebbe stare più attento a quello che dice.
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# Gotico 2013-10-06 01:35
con meno timore e meno tremore ribadiamo: le chiese ortodosse sono dall'altra parte della strada. Un'altra buffonata con Scalfari e il passaggio ai Vescovi d'Oriente, successori degli apostoli esattamente come il Vescovo di Roma è fatto. Già il Vaticano non ha più il mio 8 per mille.
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# stivintrigo82 2013-10-06 09:36
da incorniciare, lettera e risposta. grazie. buona domenica
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# cgdv 2013-10-07 00:18
Caro Stefano conoscendo lo scopo del disegno sottinteso alle pur molte parole di Papa Francesco non occorrono molte parole per rendersi conto che esse vi corrispondono come una giusta chiave alla sua serratura.
Non conoscendolo od avendo timore di conoscerlo ne occorrono migliaia per spiegarne il significato e tentare per lo più vanamente di riportarle nell'ambito della Tradizione (termine questo che per me potrebbe anche non esistere avendo lo stesso significato di Giusto Assoluto).
Ovviamente tutto questo è assurdo e siamo solo all'inizio.
Giuliano
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# Annhilus 2013-10-07 04:39
Caro Direttore, se la chiesa diverrà il luogo dove ognuno segue la propria coscienza perchè (parole del vescovo di roma dalle omelie pro-scalfari): "l'ingerenza (della chiesa) nelle questioni spirituali non è possibile", allora la chiesa cattolica è distrutta e siamo alla inaugurazione di una nuova setta proto-protestante dove si può stare anche essendo atei.
E' la religione unica mondiale, dove possono stare tutti, musulmani, atei, agnostici e chi più ne ha più ne metta. Una specie di organizzazione mondiale ben più terrificante di una "onlus pietosa".

Se questa è la nuova chiesa voluta da Bergoglio, bè non può essere la chiesa di un cattolico.

Anche io prego per il Papa, e dentro di me (la mia coscienza mi dice... SIC) so che se ne avessi la possibilità farei proprio come San Paolo pur essendo l'ultimo inutile servo del Signore.

So anche però che purtroppo non avrò questa occasione perchè non sono direttore di Repubblica e perchè se pure scrivessi lettere in vaticano non sarebbero certo "mediaticamente spendibili", quindi? Cestino!
Temo infine che già molti piccoli emuli di San Paolo abbiano provato ma non sono e probabilmente non saranno ascoltati; (la lettera dal messico della professoressa di matematica madre di 9 figli è solo un esempio).
Per questo prego e digiuno e non lo nascondo, tremo!!!

Continuiamo a pregare perchè le palesi eterodossie proclamate da Bergoglio non divengano mai atti di magistero solenne,
(anche se è inesorabile che a prescindere dalle intenzioni che non giudico quando parla un papa esprime un magistero ordinario che a rigor di logica non può essere erroneo e che invece nel caso in questione lo è purtroppo).

E' inutile poi continuare a nascondersi dietro il dito della asincronia tra detto e inteso, tra intento e risultato, tra significato oggettivo e significato intenzionale. Bergoglio ha già più volte esternato pubblicamente concetti teologicamente tanto chiari quanto contrari al depositum fidei irreformabile; se questo avverrà anche in atti di magistero solenne, di fatto (e non serve essere San Paolo) non avremmo più il Papa e per la chiesa sarebbe il disastro.

E' pur vero aggiugno che se anche non avverranno (come prego da mesi) dichiarazioni solenni che negano verità di fede, continuare così, per anni magari, con ambiguità e dichiarazioni eterodosse e atti di governo ingiustificabil i sul piano logico (quali omosessuali esperti di ricettività allo ior e censure per i francescani dell'Immacolata), comporterà tali e tanti danni alla già vacillante Santa Madre Chiesa di Roma, che dopo Bergoglio resterà in piedi ben poco temo.

Questa è la vera tragedia del nostro tempo, questa la nostra vera prova.

Che il Signore ci sostenga che lo Spirito Santo ci illumini e che San Michele Arcangelo difenda la Cattedra di Pietro dagli assalti del male.

Che Dio (quello Vero, Unico e Trinitario)abbi a pietà di noi e che la Vergine Immacolata ricacci nell'abisso le malignità del Diavolo.

Rosari e digiuni e preghiere.

Mala tempora currunt.
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# ducadegliabruzzi 2013-10-07 18:19
Anche l'intervento di Ratzinger nella lettera a Odifreddi e' il segno che qualcosa sta cambiando. Il Papa parla con Scalfari e Ratzinger scrive allo scienziato ateo. Bene ha detto Stefano che non c'e' una volonta' di convertire i singoli interlocutori ma c'e' una volonta' di far sentire la propria voce a tutte le pecorelle come noi che sono spaventate da attacchi mediatici senza precedenti. I due Papi ci danno delle risposte e leggendo bene la lettera di Ratzinger ci si accorge della profondita' di uomo, che seppur vecchio e stanco, azzanna come un Pastore Tedesco.
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# zampano 2013-10-09 22:07
sono d'accordo con lei direttore, ma più bella è la sua posizione umana di onestà conoscitiva
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# Militiaceleste1 2013-10-17 11:57
Scusa Duca Ratzinger scrive allo "scienziato ateo". Ma quale scienziato? Che ha inventato? Che ricerche ha fatto! Sti personaggi non meriterebbero alcuna menzione e invece...
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# antaratman 2013-10-17 15:19
Citazione arduino:
Pare che in Turchia sia stato iniziato a non si sa bene che cosa, certamente a qualcosa di nettamente eterodosso rispetto al cattolicesimo. Ben noti sono invece i suoi legami col famoso barone Marsaudon, gran "33" e gran zelatore dello "sdoganamanto" della massoneria in ambito cristiano (abolizione della
scomunica, etc.). La storia delle
"cinque piaghe" mi giunge nuova, e gradirei conoscerne la fonte.


E' stato iniziato ai Rosacroce, di fatto
Marsaudon è stato accontentato, così come è stato accontentato il KGB di togliere la scomunica ai comunisti...altrimenti, invitato da Roncalli, non avrebbero partecipato alla
apertura del Conc.Vat. II. cosa avvenuta.
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