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Perché serve il default simultaneo della zona euro
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«Governare per non cambiare nulla»: oggi, questa è la cifra di tutti i poteri politici nel mondo, secondo la geniale intuizione di Fedor Lukianov, eccezionale analista della Novosti. «L’aspirazione al potere per non fare nulla è un fenomeno nuovo della politica internazionale», per giunta in un mondo che invece cambia freneticamente.

Il presidente Obama è un modello addirittura caricaturale di questo immobilismo: ha chiesto per la seconda volta i voti per governare, e dopo non aver fatto nulla la prima, non sta facendo nulla nella seconda (1). L’indecisionismo, la timorosa incertezza di Francois Hollande in Francia è diventato oggetto di satire e vignette. Ma per Lukianov, anche Putin «nelle sue azioni mette l’accento soprattutto sui molteplici rischi da cui occorre proteggersi. I suoi tentativi di assicurare la stabilità interna s’incagliano sull’instabilità estera; ma questa dipende da fattori innumerevoli su cui Mosca non può influire». Per cui il governo «cerca soltanto di minimizzare i rischi». Non è solo un limite di «capacità», ma «di comprensione»: eccesso di complessità globale, ormai indominabile intellettualmente.

E non parliamo delle oligarchie che hanno preso il potere senza voto in Europa. Un’Europa, dice Lukianov: «dove gli uomini politici non osano neppure parlare di cambiamenti strutturali in seno allUnione Europea, preferendo tappare i buchi indefinitamente. LEuropa ha perduto la sua forza innovatrice e il desiderio di cambiamento» (Gouverner pour ne rien changer).

Ahimè, quanto la politica italiana entra perfettamente in questo modello. Il Paese ha bisogno di una riforma fondamentale dello Stato, della costituzione e dell’amministrazione pubblica, ma non c’è una voce che ne delinei almeno i contorni, e nessun politico che la vuole, né che sia capace intellettualmente di porre il tema. Berlusconi chiede per la sesta volta voti per non far nulla, nemmeno fà finta di avere un programma. Il Pd sta per andare al potere ma tutto quel Bersani sa dire delle sue intenzioni è: «Servono più equità, più lavoro» (d’accordo: ma come? In che modo, nella pratica? Non lo dice), e per il resto gli va bene «l’agenda Monti». Ma anche l’agenda Monti, come Monti stesso (e i suoi reggicoda del «centro») è non far nulla, oltre che il «tappare i buchi – del debito, e delle banche a livello europeo – ordinatoci dall’eurocrazia e da Berlino, cura che tutti sanno peggiorare il male, ma che nessuno fa nulla per cambiare.

Si può dire che la democrazia terminale, la lunga egemonia del «pensiero unico», i disegni sovrannazionali oligarchici tipo UE che hanno avuto l’effetto di de-responsabilizzare il politici nazionali, sia il potere su di essi del turbo-capitalismo letale (che i politici li compra e congiura alla stessa de-responsabilizzazione), hanno ottenuto questo risultato: «politici» che chiedono voti e mancano delle tre qualità elementari necessarie all’uomo di stato: audacia, visione e previsione, e decisione esecutiva. Gli aspiranti a governarci sono invece vigliacchi, e mancano di ogni forza intellettuale per concepire visioni alternative a quelle, rovinose, dello status quo imposto dai profittatori. Questa deficienza intellettuale vien prima della loro disonestà e corruzione, e ne è la causa: non avendo una visione complessiva da proporre ed attuare, cedono a tutti gli interessi particolari che li premono, a tutte le lobby. Persino risibili, come la lobby dei gestori di spiagge in Italia; figurarsi se possono resistere alla lobby bancaria mondiale e locale e imporre, poniamo, la separazione fra l’attività commerciale e quella speculativa. Mancando di idee alternative, accontentano tutti i gruppi che hanno qualche interesse da difendere, che li pagano o in cui sperano di trovare un elettorato.

Paul Jorion
  Paul Jorion
In questo panorama moralmente e intellettualmente desolato, è salutare l’idea esplosiva avanzata da Paul Jorion, economista, antropologo e pensatore, già docente in università americane prestigiose, per il quale la Vrije Universitet di Bruxelles ha creato la cattedra di «Stewardship on Finance» . M’è già capitato di citare Jorion e la sua tesi: Il capitalismo ultimo è una «macchina per concentrare ricchezza» impazzita, che va smontata perché mette ormai in pericolo la vita della specie umana.

Oggi, contro all’austerità suicida per rientri impossibili dei debiti pubblici imposta ai deboli della zona euro, Paul Jorion sostiene che non esiste più alcun’altra soluzione che questa: «Che tutti i 17 Paesi della zona euro facciano default simultaneo su una parte del loro debito».

Anche lui fa appello al «coraggio» che manca ai politici (ed alle eurocrazie non meno). Al disastro, dice, rispondono con «l’attendismo; nel frattempo hanno trasformato la Banca Centrale Europea in una ‘bad bank, sperando di guadagnare tempo finché qualcosa cambierà. Le misure prese vanno tutte nella stessa direzione. Hollande dice: è un ciclo economico negativo, ne usciremo. Ma ciò è, nella pratica, criminale. Non è un ciclo, è una spirale discendente».

«Un default generale della zona euro», sostiene Jorion, è la sola cosa da fare. «È il salvataggio dell’euro, il solo ancora fattibile. Non serve a niente attendere che i Paesi cadano l’uno dopo l’altro», come sicuramente accadrà, dice. «Grecia, Irlanda e Portogallo sono già nel burrone. Domani toccherà alla Spagna, dopodomani all’Italia. È come una lunga cordata di scalatori. Su 17 alpinisti, ce ne sono già 5 che penzolano nel vuoto; e ci si aspetta che la situazione si aggiusti da sé? Non si può aspettare. Ma si vuol credere che i dodici che restano riescano a tirare verso di sé i cinque già caduti. Intanto, la Francia ha perso un punto di rating. Lo riacquisterà? No, Moody’s ha detto: prospettiva negativa. Si perderà un altro punto, e un altro ancora. E intanto si aspetta la prossima elezione...».

Ma un default generalizzato provocherebbe un effetto-valanga incontrollabile, si obietta.

Jorion smentisce: «Sei mesi dopo il default dell’Argentina, gli investitori prestavano di nuovo a quel Paese perché aveva sanato la sua situazione. E l’economia è ripartita. Bisogna farlo anche in Europa».

«Non che questo basti, ovviamente. Bisogna anche spostare l’accento dalla remunerazione del capitale alla remunerazione del lavoro. Non si può continuare ad abbassare i salari della gente che deve contribuire al potere d’acquisto in una società dove si continuano ad aumentare i dividendi anche quando i profitti delle società calano, o continuare a dare emolumenti miliardari ai mega-dirigenti, (o in Italia, ai ricchi di Stato, i parassiti pubblici improduttivi, ndr). All’inizio del ‘900, lo stipendio del dirigente più pagato era 40 volte quello del lavoratore meno pagato, oggi è di 450 volte. Ciò non ha alcuna giustificazione. S’è avuto un aumento di produttività grazie all’informatica; e invece di distribuirne il beneficio all’insieme della popolazione, si sono aumentati dividendi ed emolumenti già elevatissimi. Nel 1929-33, i ricchi di allora hanno perso molti quattrini. Oggi, avete sentito di qualche ricco che ha perso molti soldi? Nessuno. Tra il 2008 e il 2012, il 90% della ricchezza che è stata creata è andata all’1% più ricco, e sono cifre ufficiali. Come volete reintegrare nella produzione industriale questa montagna di denaro inchiodata al vertice? La macchina è bloccata».

Attenzione: qui si capisce che Jorion, quando propone il default generalizzato (anche dei Paesi «virtuosi») ha di mira lo sblocco della montagna di denaro in mano ai pochi. Per questo, dice, «bisogna farlo in una sola volta, tutti quanti. Bisogna realizzare l’equivalente dell’operazione Gutt in Belgio nel 1944».

L’operazione Gutt: assorbire leccesso di moneta

Camille Gutt
  Camille Gutt
Camille Gutt (nato Guttenstein) era il ministro delle Finanze nel governo belga in esilio a Londra durante la Seconda Guerra Mondiale. Alla fine del '44 il governo, tornato nel Belgio liberato, trovò un Paese nel caos monetario e finanziario. I tedeschi avevano inondato il Belgio della moneta d’occupazione (Reichskreditkassenscheine), che la truppa del Reich poteva spendere solo in Belgio e non in Germania, stampandola a tutto spiano. Inoltre, le spese d’occupazione imposte al Tesoro dall’occupante (2) (1,5 miliardi di franchi al mese), il rallentamento dell’industria nazionale (300 mila lavoratori erano stati deportati in Germania), l’aumento del debito pubblico, e la borsa nera avevano provocato un’inflazione galoppante. Il mercato nero era stato una necessità per la gente delle città, senza il quale sarebbero morti di fame. Ma data la scarsità dei prodotti agricoli rispetto alla domanda, aveva reso i prezzi della borsa nera smisurati, rispetto ai salari correnti, salari per giunta bloccati. Il mercato nero aveva funzionato come la «macchina per concentrare ricchezza» che è oggi (per Jorion) il capitalismo finanziario speculativo: i salari e anche i capitali degli abitanti di città a reddito fisso erano finiti agli agricoltori, e ancor più ai borsaneristi «grossisti» e dettaglianti, che facevano arrivare gli alimentari nelle città per i loro canali clandestini, estraendone però grandi, scandalosi margini.

Alla fine dell’occupazione, il ministro Gutt si trovò di fronte al problema di sanare queste ricchezze di guerra viste come un prelievo indebito sulla comunità generale, stroncare l’inflazione assorbendo la massa monetaria eccedente, e rimettere in sesto le finanze; e ciò tutto in una volta.

Ecco come fece: il 9 ottobre 1944, il governo «liberatore» per prima cosa bloccò tutti i conti bancari (li avrebbe liberati gradualmente via via che l’economia reale e le industrie riprendevano il loro ritmo, assorbendo la liquidità per scopi utili); poi annunciò che i franchi belgi correnti non avevano più corso legale, e dovevano essere sostituiti da nuove banconote (stampate segretamente già a Londra); bisognava presentarsi coi propri liquidi nelle banche, che avrebbero cambiato le banconote vecchie con le nuove. Però il cambio era permesso per un massimo di 2 mila franchi a testa; le somme eccedenti andavano dichiarate. Chi possedeva titoli al portatore doveva parimenti farli rimpiazzare, o regolarizzare presso l’Institut Belgo-Luxembourgeois du Change. I titoli nuovi dovevano portare la stampigliatura seguente: «Titre créé après le 6 octobre 1944». Quelli privi di tale stampigliatura non potevano essere negoziati, e dunque non avevano valore in Borsa. Eccezioni furono previste per titoli di modesto importo o appartenenti ad organizzazioni caritative ed ordini religiosi.

In tal modo Gutt riuscì a intaccare gli indebiti arricchimenti di guerra. Di fatto, si ritiene che il 4% della massa monetaria circolante durante l’occupazione non sia mai stato dichiarato, i suoi proprietari preferendo perderli volontariamente piuttosto che dare spiegazioni su come li avevano avuti. Ma non bastò: Gutt creò una imposta straordinaria «di risanamento» veramente spoliatrice: un prelievo dal 70% al 95% colpì i profitti realizzati sotto l’occupazione, e fino al 100% per i guadagni su «forniture e prestazioni al nemico». Inoltre, fu imposto un tributo sui patrimoni del 5% (3).

Siccome banconote, titoli e conti a vista sono «promesse di pagamento», l’operazione Gutt equivalse ad un massiccio ripudio del debito dell’amministrazione (nazista) precedente. L’operazione fu impopolarissima. Ma bisogna ammettere che, come una gigantesca carta assorbente prosciugò l’eccesso inflazionistico (e i crediti indebiti) , e pareggiò sostanzialmente ricchi e poveri. Fu il grande «reset», risanò la moneta e i conti pubblici belgi con rapidità eccezionale. Piaccia o no, il ministro Gutt era il contrario di quelli dei giorni nostri, che vogliono «governare per cambiare nulla». Ebbe coraggio, visione, e l’audacia di imporla.

Jorion dunque vorrebbe una «operazione Gutt» come carta assorbente che prosciughi i miliardari per mera speculazione, le finanze speculative e l’eccesso di pseudo-liquidità, pseudo-capitale e crediti fasulli e inesigibili, impoverendo i ricchi che sono gli attuali «profittatori di guerra».

La misura «default simultaneo dell’eurozona» dovrebbe associarsi alla «mutualizzazione dei debiti» della zona. «Si può fare in un week end. Il lunedì mattina, si dichiara che esiste un debito mutualizzato (comune, ndr) europeo, e si fa default su quel debito. Siccome ci sono ancora dei Paesi ricchi nella zona, non credo che i mercati scatenerebbero una svalutazione massiccia. Ma piuttosto che abbassare i salari come avviene adesso, sarebbe davvero un male vedere abbassare un po’ l’euro? E si farebbe contemporaneamente quella cosa che tutti dicono necessaria, «l’unificazione fiscale della zona euro, di cui parlano da 50 anni e che non hanno mai fatto».

Certo, ammette, «è una cura da cavallo. Ma non per questo non è da utilizzare. Non bisogna continuare a dirci che il ripudio del debito è una cosa da Russia, Argentina o Indonesia, ma noi no. Anziché aspettare che gli alpinisti della cordata cadano uno dopo l’altro, rimettiamo i contatori a zero fin d’ora, e per tutti i membri».

La Germania ovviamente non accetterebbe. Ma chissà, quando altri alpinisti finiscono nel burrone e lei resta la sola in parete, con gli altri che spenzolano...

Naturalmente ci sono le obiezioni della ortodossia finanziaria. Già il default di Lehman Brothers ha scatenato il caos globale che soffriamo. Una ristrutturazione dell’intero debito europeo non getterebbe a terra tutto il sistema di banche d’Europa?

«Ma le banche sono già a terra», replica Jorion. «Sono sostenute dalla stampella del prestito all’1% della BCE, i mille miliardi che la BCE ha prestato loro accettando in cambio come garanzie titoli fittizi come debito greco, irlandese, portoghese…». «Così la BCE è diventata la bad bank, piena di titoli spazzatura, e le banche sono già sott’acqua comunque. Guardate Dexia in Belgio. Si può permettere il Paese di gettare nel suo salvataggio 2,9 miliardi oggi, forse 4 miliardi domani? No. Perché per farlo si dovrà tagliare tutto il resto, l’istruzione pubblica, le cure agli invalidi, le classi di recupero, lo Stato sociale... Qui c’è una scelta di società da fare, non si può gettare tutto questo nei rifiuti».

È precisamente ciò che impone l’austerità ai Paesi periferici, e ciò che su istruzioni ricevute fa Monti: sacrificare la società al pagamento del debito, al rientro, e per giunta al salvataggio delle banche.

«Il solo modo di uscirne è noto nella storia: ripudiare il debito, e rimettere a zero i contatori».

In realtà, Monti (e chi gli crede) sta tagliando i salari e il potere d’acquisto, perché l’ortodossia liberista dice che i PIIGS non sono competitivi per via del costo del lavoro troppo alto.

«Non esiste alcun ‘costo del lavoro’, è un’invenzione della contabilità», replica Jorion: «Preferisco usare i termini impiegati nel 19° secolo: il lavoro è l’anticipo per realizzare, per produrre. In contabilità ci si è abituati a mettere questo nella colonna dei costi, come qualcosa che potrebbe essere risparmiato. Ma senza il lavoro, nulla può essere fatto.

«Il problema oggi è che i salari sono troppo bassi. Congelarli, tagliarli non migliora le cose. L’austerità adottata è la peggiore delle opzioni; storicamente non ha mai funzionato. Si dice che si aumenta la competitività diminuendo i salari, e dunque che all’estero compreranno di più delle nostre merci perché i nostri costi sono calati? È ridicolo. Il commercio internazionale è paralizzato, basta vedere il Baltic Dry Index (l’indice dei noli navali, in tragico crollo): le navi non circolano più. L’idea che si venderà più agli altri fuori, è una idea da capitalismo di due secoli fa. Se si vuol far ripartire l’industria, bisogna tornare al proprio mercato, dove la gente del Paese compra i suoi beni. Il problema è che c’è stata la deindustrializzazione, che tanti, troppi beni non sono più prodotti in Europa. Ma bisogna tornare a quello».

Ciò che sta avvenendo, dice l’economista, «non è che il lavoro è troppo caro, è che sta scomparendo. Storicamente. Sempre più, gli operai sono sostituiti da macchine, i cervelli da computer. Ma si confondono due cose che non hanno alcun rapporto fra loro. La questione che si deve porre è: poiché il lavoro scompare, come si possono generare dei redditi? Si producono merci, ma non ci sarà più nessuno a comprarle...».

Nel suo ultimo libro, «Misère de la pensée économique» (Fayard), Jorion propone dieci riforme della finanza: sulla speculazione pura, sui paradisi fiscali, sulle stock options…

«Bisogna farle tutte insieme, perché si tengono insieme. Farle separatamente creerebbe altri problemi. Propongo che si torni alle leggi del 19° secolo che vietavano la speculazione – intesa nel senso ben preciso di scommesse sull’evoluzione dei prezzi (tutta la finanza speculativa non è altro, qualunque nome adotti, derivati, eccetera, ndr) – come la legge del 1867 in Belgio e del 1885 in Francia. Se si fa questo e solo questo, ci sono somme colossali che, non sapendo più dove andare, si butteranno a comprare l’immobiliare, terreni agricoli, materie prime... e si avrà un’iper-inflazione indomabile. Se si lasciano aperti i paradisi fiscali, il denaro andrà là. Dunque bisogna vedere le misure che propongo tutte insieme».

La famosa visione ampia che manca ai politici attuali.

«La misura più importante però – continua Jorion – è la redistribuzione dei redditi. Ripeto: l’attuale struttura squilibrata alimenta la ‘macchina per concentrare ricchezza’, bisogna fermarla. In tutte le legislazioni europee si usa tassare i redditi da capitale meno di quelli da lavoro: è follia! Si deve fare esattamente il contrario. Il lavoro va incoraggiato, vista tutta la disoccupazione che c’è. Bisogna defiscalizzare il lavoro quanto possibile, e scoraggiare i redditi da capitale. Mi capita spesso di tenere seminari a banchieri, e mai nessuno rifiuta l’argomento della concentrazione di ricchezza e dei problemi che essa produce. È una bomba ad orologeria, bisogna disinnescarla al più presto».

Perché se non si fa nulla (e Draghi, Monti, l’eurocrazia e i politici euro-americani non fanno null’altro che rappezzare la situazione presente), Jorion prevede una nuova catastrofe finanziaria nel 2013.

«Come l’abbiamo avuta nel 2008, sarà una catastrofe alla quale non sè pensato. Nel settembre 2008, dopo il fallimento Lehman Brothers, si sapeva che ciò avrebbe provocato problemi nei credit default swaps (i derivati che sono le «assicurazioni» contro i rischi di credito, ndr) di AIG; ma nessuno aveva immaginato che i mercati monetari, quelli che si basano sui debiti emessi a meno di un anno, si sarebbero paralizzati com’è avvenuto».

«Oggi, ci sono problemi prevedibili: ad esempio, la Spagna dovrà un giorno o l’altro fare appello alla Banca Centrale Europea. Ma attenti alle catastrofi imprevedibili. Data la fragilità del sistema economico, è come una diga che si è usurata con gli anni; non si sa dove apparirà la crepa che la farà esplodere. Prendiamo i prestiti a tre anni della BCE (i mille miliardi all’1%, ndr): hanno dato alle banche un po’ di tempo per respirare, ma bisognerà un giorno rimborsarli. Ora, a cosa serve questo oceano di denaro? A finanziare l’economia? No, serve ad adempiere alle norme di Basilea (le normative che mirano ad aumentare il capitale delle banche, ndr). Sono soluzioni di breve termine, per guadagnare tempo. Ci occorre invece una visione complessiva, ampia. Il default generalizzato della zona euro, quale io lo propongo, è il solo modo di salvare l’euro. Il solo ancora praticabile».





1) Salvo sorprese, che sarebbero benvenute. Obama ha nominato segretario di Stato il senatore John Kerry, a cui si attribuiscono tendenze più concilianti verso Mosca e verso il regime siriano (è stato ospite personale degli Assad). E potrebbe nominare alla Difesa (Pentagono) Chuck Hagel, a cui la lobby ebraica è ostilissima, al punto da scatenargli contro un’offensiva ferocissima in Senato, bollandolo come «antisemita» e (per giunta) «omofobo»: il che è buon segno. Hagel non vuole la guerra contro l’Iran, è contrario ad ulteriori avventure militari per Sion... Inoltre, sia Kerry sia Hagel sono stati personalmente in guerra in Vietnam, quindi detestano i guerrafondai da salotto tipo neocon. Ma le ultime notizie dicono che Obama ancora una volta dando prova della sua viltà, sta cedendo su Hagel.
2
) Nota importante. Questa politica di Terzo Reich, di mettere a carico della popolazione occupata i costi dell’occupazione, fu il più grave errore politico del nazismo, il suo vero «delitto». A Berlino sembrò una buona idea: Hitler, attentissimo a non perdere il favore della sua opinione pubblica interna, cercò di risparmiare al suo popolo il più a lungo possibile i costi e le durezze della guerra e delle conquiste. La tassazione in Germania restò modesta, le forniture alimentari più che sufficienti fino al 1943 avanzato; ciò però a spese dei Paesi occupati, dalla Francia al Belgio all’Olanda, e Grecia e Ucraina, che furono di fatto spogliati e ridotti alla fame, dato che la truppa germanica si accaparrava i beni scarsi con una moneta fittizia, che non valeva nulla. Così, per risparmiare la popolazione tedesca, il regime continuò a ritenere sul piano giuridico i Paesi occupati come «nemici belligeranti», anziché come «alleati» – nonostante vi si fossero insediati governi collaborazionisti, ideologicamente fraterni. Unica eccezione, la Repubblica di Salò: il ministro Pellegrini Giampietro, con coraggio inaudito, pretese dai tedeschi il ritiro della moneta doccupazione dal territorio della Repubblica, usando appunto l’argomento: siamo alleati adesso, o no? Questa politica del Terzo Reich rese odiosi i governi collaborazionisti alla popolazione, e impedì al regime nazionalsocialista l’unica politica vincente: quella di porsi come «liberatore» dei popoli dal comunismo o dal pluto-capitalismo (si pensi agli Stati Uniti che si atteggiarono a «liberatori», imponendo il loro sistema in Europa). Tale politica fu la causa ultima della sconfitta germanica: come al solito, per inadeguatezza di visione politica. Non sfuggirà che lo stesso errore, in così mutate circostanze, sta compiendo la Cancelliera Merkel, facendo una politica approvata dal popolo tedesco: i partner europei meno efficienti non sono trattati da «alleati» e men che meno da soci alla pari, ma come «nemici» sconfitti.
3
) Le patrimoniali che il governo Monti ha imposto (IMU, prelievo sui depositi) sono il contrario della patrimoniale di Gutt: colpiscono i piccoli e medi patrimoni privati per salvare banchieri-speculatori e miliardari parassiti pubblici, che andrebbero invece espropriati. Gutt smontò la macchina per concentrare ricchezze indebite; Monti l’ha resa più «efficiente» nella spoliazione dei produttori. La patrimoniale che è nel programma di Bersani ha lo stesso risultato. I «grandi patrimoni»
sono introvabili o non imponibili (paradisi fiscali); Bersani e il PD colpiranno, come al solito, i medi proprietari.


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Commenti  

 
# gjovi 2012-12-27 11:29
Monti e/o Bersani applicheranno ( vorrebbero applicare) il "metodo Gutt" alle classi sociali che hanno lavorato al 70/80 % con il contante ( in nero ). Si tratta di poca cosa rispetto allo sperpero di capitale per il Monte dei Paschi ( 4 Mld E ), Morgan Stanley (2.5 Mld ). In generale l'interesse sul debito pubblico 100mld ( siamo ormai prossimi ) rappresenta circa il 20% della spesa pubblica. Una sorta di cancro. Se al potere vanno monti e Bersani, come sembra, con le loro politiche, compreranno al massimo 2 anni di tempo, sino al crollo brutale. Solo a quel punto la maggior parte della popolazione si "sveglierà".
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# Marcione 2012-12-27 16:12
Purtroppo solo allora se ne accorgerà!!!
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# celligius 2012-12-27 13:27
I vecchi marpioni internazionali ci arrivano prima. Ecco perchè hanno messo i loro uomini al comando in molti stati europei.
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# montecristo 2012-12-27 14:39
Un questo articolo ci sono buoni spunti, ma io dal mio angolo vedo una situazione piu' complessa.

La ragione per cui l'economia non riprende e' che il mercato dei derivati si e' inceppato. Senza derivati o con derivati troppo costosi, e' difficile fare prestiti e transazioni internazionali. Le aziende non possono fare copertura in modo efficiente, devono ritenere rischio, creare riserve di capitale contante e i costi di gestione si amplificano.

Il motivo per cui i derivati sono molto costosi al momento e' che i nuovi regolamenti puniscono transazioni non collateralizzat e. Questa e' una buona cosa, la crisi e' stata dovuta dalle transazioni non collateralizzat e. In presenza di collaterale, le perdite bancarie sarebbero molto piu' contenute e le crisi meno severe.

Il problema e' che alle banche e' difficile reperire collaterale per ragioni strutturali.

Secondo stime dell'FMI, nel sistema bancario circolano attorno ai 200 miliardi di collaterale di fronte a un fabbisogno superiore agli 8 mila miliardi. Il problema e' quindi reperire quegli 8 mila miliardi per lubrificare il mercato dei derivati, riavviarlo e con questo riavviare l'economia globale.

Non e' che il collaterale non ci sia. Il debito pubblico e' collaterale. Il problema e' che ci vuole tempo per il sistema finanziario per trovare il modo di canalizzare debito pubblico nelle mani di investitori istituzionali e farlo diventare collaterale per transazioni di derivati.

Ecco dunque come i governi assorbiranno l'eccesso di debito pubblico. Non ripagandolo! Non c'e' scritto da nessuna parte che il debito pubblico debba essere ripagato. Bensi' facendolo diventare un lubrificatore e stabilizzatore del sistema sotto forma di collaterale.

Questo e' quello che i regolatori stanno facendo. L'idea e' che facendo cosi', di un colpo solo si stabilizza il sistema bancario e si congela una larga porzione del debito pubblico facendolo diventare collaterale, senza bisogno di default e senza causare inflazione.

Ci vuole pazienza pero'. E' un processo lungo, complesso e difficile, con enormi difficolta' tecniche. Ma non vedo proprio alternative.
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# prodigus 2012-12-28 11:03
Quindi dovremmo aumentare il debito pubblico per colmare il gap di collaterale.
Poi il debito pubblico verrà riassorbito non ripagandalo e con esso scompariranno il collaterale e il derivato e credo anche il sottostante.
Fantastico davvero fantastico.
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# tobia 2012-12-27 14:50
Le vie per uscire dalla crisi ci sono:il problema è che non ci sono più i popoli europei,ma solamente un ammasso inerme di individualità atomistiche che in italia coniugano volgarità,ignor anza,pressapoch imo, codardia.per usare un termine desueto oramai, possiamo dire che manca la razza.abbiamo solo quella che evola chiamva razza dell'uomo sfuggente...
usando un brutto termine con "materiale umano" di questo genere non si può fare nulla:purtroppo l'europa come entità con una idea ,una forza un destino comune ,una religione comune è destinata a scomparire o forse è dal 1945 che è scomparsa...
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# tobia 2012-12-27 14:50
Le vie per uscire dalla crisi ci sono:il problema è che non ci sono più i popoli europei,ma solamente un ammasso inerme di individualità atomistiche che in italia coniugano volgarità,ignor anza,pressapoch imo, codardia.per usare un termine desueto oramai, possiamo dire che manca la razza.abbiamo solo quella che evola chiamva razza dell'uomo sfuggente...
usando un brutto termine con "materiale umano" di questo genere non si può fare nulla:purtroppo l'europa come entità con una idea ,una forza un destino comune ,una religione comune è destinata a scomparire o forse è dal 1945 che è scomparsa...
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# Pietro G 2012-12-27 14:56
Mmmm, alcune obiezioni alla cura Jorion :
-Il default, perchè di questo si tratta, dovrebbe essere dichiarato dopo che tutti i Paesi abbiano raggiunto, stabilmente, il pareggio di bilancio. Solo così , infatti, si ha il coltello dalla parte del manico nei confronti della finanza internazionale. L'Europa non ha spese militari folli e quindi non si capisce perchè non dovrebbe pareggiare il bilancio dello stato.
-Dovrebbe essere già implementata una riforma sostanziale del sistema finanziario internazionale (cosa che lui prevede) con lo scopo di riportare la finanza al ruolo di sostegno dell'economia reale.
-Il default non cambierà le prospettive di investimento differenziate nei diversi Paesi europei perchè non può cambiare la struttura delle economie. L'euro potrebbe finire lo stesso nella pattumiera della storia.
-L'esempio belga è valido fino ad un certo punto perchè allora non c'era la mobilità di capitale che c'è oggi. Le tasse oggi colpiscono unicamente la classe media e gli operai.
-Nel sistema capitalistico il lavoro ha un costo. Quello che ha affondato in benessere europeo e sta impoverendo milioni di persone è l'apertura dei mercati e l'abolizione delle frontiere, per le merci e per le persone. Il lavoro "scompare" per questo.
-La cosidetta agenda Monti-Ichino, che prevede l'aumento delle imposte per tutti e una diminuzione delle tasse sul lavoro, è sbagliata proprio perchè toglie il potere d'acquisto e quando non ci stanno soldi nessuno compra. La detassazione dei redditi da lavoro, in questo caso, non aiuta.
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# Scipio emiliano 2012-12-28 09:58
L'idea di Ichino e' di approntare una politica italiana tutta rivolta verso l'export. L'assurdita' e' che bisogna seguire la politica tedesca e menarsi di santa ragione nell'unione europea. Ovviamente la Germania e' un peso massimo. L'Italia deve svalutare ed in assenza della svalutazione monetaria deve rivolgersi a quella del lavoro. Anch'io penso che l'agenda del professore che in realta' non e' sua (perche' non in grado) sia destinata a fallire. Speriamo nella crisi francese.
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# Scipio emiliano 2012-12-27 15:23
Bagnai nel suo libro il Tramonto dell'Euro, riprende vari lavori inglesi tra cui in particolare quello di Bootle: a suo avviso l'uscita dei Piigs dall'Euro non comportera' il default dei paesi uscenti.
Ovviamente ci sara' una svalutazione pesante del debito pubblico, ma quello che piu' preoccupa la finanza e' il debito privato. Ovviamente si considera che le banche centrali ridiverranno controllate dai ministeri dell'economia cioe' che si ritorni a prima del 1981 (caso italiano).
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# adelauro 2012-12-27 15:36
Caro Direttore,

lasci perdere, ché agli italiani le cose che scrive non interessano.

Oggi su tutti i TG l'unico tema degno di dibbbattito era il "Femminicidio" e don Corsi. Di questo solo vogliono che discutiamo e questo solo c'interessa.

Tra l'altro il dizionario Devoto-Oli non conosce la parola "Femminicidio", creata a bella posta per telecomandare i nostri dibbbbbatiti.

Le auguro un buon Natale e (molto egoisticamente, per l'informazione e gli stimoli che propone) le auguro salute e lunga vita.
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# giorgio 2012-12-27 22:50
Acuta osservazione. E' triste ma è così.
La responsabilità dei mezzi di informazione è enorme, enorme.
Mi fa pena quel povero sacerdote. Avrà esagerato, ma se lui lo ha fatto per dieci, i mass media sussidiati lo hanno fatto per mille!!!
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# gianivy 2012-12-27 16:57
Secondo me l'unico modo ormai rimasto al ceto medio per salvare qualcosa e togliere i risparmi dalle banche e convertirne in parte in oro o altri beni simili.
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# Milo Dal Brollo 2012-12-27 20:06
E' vietato possedere privatamente dell'oro se non sotto forma di gioielli di famiglia e collezione numismatica. Oro sempre è, ma non viene contabilizato da nessuno e alla fine ci si potrebbe trovare a scambiare un rolex d'oro per un pezzo di pane, invece che un'oncia tagliata dal lingotto. E' possibile solo farlo tenere in banca da terzi, per lo più svizzeri, olandesi ed inglesi. Ma fidarsi? Qualcuno che conosco l'ha fatto, e ci ha anche guadagnato visto che ha comprato dell'oro depositato a Londra a prezzi inferiori a quelli di oggi.
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# ropegara 2012-12-27 18:47
Sono d'accordo signor direttore che le regole vanno profondamente cambiate, ma credo che vada sancito anche il ritorno a sostanziali forme di protezionismo, con relativi dazi e frontiere, altrimenti tutto diventa inutile.

L'aumento delle paghe deve essere finalizzato all'acquisto di beni prodotti in loco o nell'area euro, e non certo per alimentare le importazioni di merci e servizi, da paesi dove vige di fatto lo schiavismo.

La selezione va fatta, come è avvenuto fino al 1989.
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# trifula 2012-12-27 18:56
Solo il ripudio del debito e il ritorno alla riserva delle banche con copertura aurea 100 per cento potra' cambiare il nostro destino, insiema all'abbandono dell'euro.
se non vengono onoratibi i debiti entro 5 anni devono essere cancellati, la legge ebraica insegna!
SVEGLIAMOCI!!!! !!
Saluti a tutti
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# remox 2012-12-27 19:00
Le tesi di Jorion sono contraddittorie ; non può operarsi una svalutazione di mutuo soccorso immaginando poi una unificazione fiscale perchè questo comporterebbe da un lato una politica diametralmente opposta a quella attuale ( e non si vede per quale motivo in Europa dovrebbe sorgere una simile consapevolezza) , ma dall'altro il rimedio proposto sarebbe anche in questo caso un rimandare al futuro la soluzione dei problemi presenti oggi. La scienza economica è più semplice di quanto si pensi, la si vuole rendere astrusa per permettere che pochi si arrichhiscano e detengano potere a discapito di molti. Il modello dell'attuale Europa è di tipo feudale.
La prima cosa da fare oggi è impossassarsi nuovamente del diritto di fare politica economica. La nostra economia per sopravvivvere è costretta a chiedere moneta ad una banca estera. Questo principio deve essere capovolto. La moneta va emessa dal tesoro italiano e non dalla banca centrale. Va emessa con un piano di riammodernament o di tutta la nostra infrastruttura: agricola, energetica, dei trasporti, dell'industria, delle teconologie, farmaceutica etc.
Parallelamente bisogna reintrodurre misure che proteggano lo sviluppo delle nostre aziende in determinati settori strategicamente importanti in modo da equiparare i nostri beni con quelli prodotti in paesi in cui le condizioni di lavoro sono di sfruttamento. Riformare il mercato del lavoro reintroducendo l'assunzione a tempo indeterminato poichè nessun futuro è progettabile senza sicurezza economica. E progettare il futuro significa tornare a investire e consumare. La moneta immessa dal tesoro dovrebbe circolare come valuta interna parallela all'euro (scambiata in euro a tasso fisso, ma non negoziabile nei mercati valutari esteri) in modo che gli introiti fiscali in euro del primo anno (circa 700 miliardi di euro) possano essere utilizzati nelle giuste quantità per estinguere la quota parte di debito pubblico in mano estera. A quel punto la circolazione della nuova moneta prenderà gradatamente il sopravvento sull'euro provocando una naturale sostituzione anche per la denominazione del nostro debito pubblico, oramai completamente interno. In questo lasso di tempo bisognerà organizzare il mercato delle importazioni e quello della produzione domestica per evitare che al passaggio fra le monete possano verificarsi shock per mancanza di materie prime. Sicuramente in un primo momento vi saranno difficoltà nella quantità e varietà di beni disponibili, ma non è detto che ciò costituisca un male poichè potrà dar modo alle nostre aziende, che produrranno sul suolo italiano, di colmare quella differenza. Non si produrrà inflazione perchè questa nasce o per shock da importazioni, o per eccesso di moneta in circolazione quando non vi è sufficiente capacità di assorbirla. E un paese come l'Italia che ha un'alta disoccupazione non ha di questi problemi. Inoltre la distribuzione della nuova moneta emessa sarà più equa in quanto avverrà direttamente a imprese vecchie o di nuova costituzione, pubbliche se necessario o private, che non permetterà un eccessivo accentramento della ricchezza. Parallelamente l'infrastruttura bancaria andrà riformata con politiche di nazionalizzazio ne dove necessario e imposizione di leggi sul modello della Glass Steagall. Bisognerà poi pensare alla riforma dello stato abolendo e dimagrendo inutili centri politici di spesa come Regioni, Province e Comuni. Riformare la giustizia che in questo paese è inadempiente e autoreferenzial e, e decidersi una volta per tutte di espiantare la malapianta della criminalità organizzata (mediante leggi speciali tipiche dei periodi di guerra) che impoverisce la nazione e la abbrutisce in tutto ciò che dovrebbe rendere nobile un popolo.
E' un programma forse troppo complicato?
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# cgdv 2012-12-27 19:15
Con l'aiuto prezioso di questo ed altri scritti, senza scomodare chi aveva previsto in anticipo il disastro della moneta unica, risulta evidente che in ogni caso il rimedio da prendere debba essere tutt'altro che quello assolutamente recessivo adottato per l'Italia, ed in modo ancora più distruttivo per altri Stati europei.
Tra l'altro il metodo offensivo e paracu.. di intitolare la predazione con slogan menzogneri, dovrebbe già di per sé stesso proporre qualche interrogativo sul perché di un simile dramma in cartellone.
Ma forse è proprio questo, quello che si vuole ottenere su disposizione dei sacerdoti del mondialismo.
Giuliano
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# EMERICH 2012-12-27 19:16
Geniale la nota sul "Vero" crimine del Nazismo , ovvero la fallimentare politica di occupazione in paesi che potevano , non dico essere guadagnati alla causa dell' Asse , ma almeno diventare tiepidi simpatizzanti , come l' odierno Benelux e l' Ucraina : ma gli storici sono troppo impegnati a suonare le fanfare olocaustiche , piuttosto che raccontare verità .
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# amsicora 2012-12-27 19:30
la notizia del giorno è che il procuratore nazionale antimafia (un ente inutile, peraltro) si candiderà con la sinistra, dopo che da magistrato ha indagato i politici del centrodestra.

di ingroia nemmeno parlo, trattandosi di fenomeno da baraccone: lui stesso si è definito "fazioso"
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# Maurizio Blondet 2012-12-27 22:31
Il partito dei manettari s'ingrossa. Negli USA un magistrato non si può presentare alle elezioni politiche se non dopo 3 anni da che ha lasciato la toga; è troppo facile ad un giudice diventare "popolare" conducendo certe inchieste di parte, e poi riscuotere il dividendo della popolarità.
Ma si capisce che in Italia le leggi se le fanno i magistrati come conviene a loro, tramite apposita lobby; il dispotismo ottomano era più leale e onesto del sistema "legislativo" italiota.

Maurizio Blondet
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# Andrea V. 2012-12-27 20:44
La soluzione del default concordato da tutti mi sembra una delle poche idee buone in questo panorama, a patto che poi ci sia una politica fiscale continentale identica e sottolineo identica dalla Sicilia al Baltico.

Stessa pressione fiscale e stesse punizioni in tutto il continente.
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# oriundo06 2012-12-27 22:05
A me sembra che la mentalità con cui si affronta questo problema epocale sia 'vecchia', cioè rifletta pesantemente il debito di idee sulle crisi passate e non riesca ad emanciparsi nel vedere quanto sia nuova la crisi e quanto differente sia la nostra situazione attuale rispetto al passato. Naturalmente apprezzo molto i saggi come quelli già apparsi qui su ricorsi storici profondi tra i differenti periodi storici. Brevemente, mi pare però che non si metta in giusta luce, e che rimanga sullo sfondo, l'analisi non 'tecnica' ( anche se penso che il debito reso inesigibile possa servire per stabilizzare il sistema ma non a 'breve', piuttosto scadenzato a trent'anni o giù di li ). Questa analisi 'non tecnica' mi sembra invece oggi urgente, sia per l'aspetto natura ( cioè inquinamento, deforestazione, mutamento irreversibile dell'habitat umano ...) sia per l'aspetto lavoro ( che poi è la natura interna all'uomo: dunque sua ripartizione, tempo di lavoro e di vita lavorativa ), sia per l'obiettivo dell'attività umana, cioè che fare, quali beni e servizi produrre. Non mi paiono discorsi 'peregrini', da 'naif'che si fanno uno spinello su di una spiaggia tropicale: sono indispensabili per capire che è impossibile 'uscire' da questa 'crisi' tornando a produrre esattamente come prima e come prima delegando ad altri le sorti dellla nostra vita. Non possiamo più farlo. Mettialocelo chiaro in testa. Parrebbe invece che tutti i commentatori ( non solo qui, ovviamente, nè prevalentemente qui) siano alla ricerca della 'pietra filosofale' in chiave economica, quella formula che ci consenta di raggiungere l'optimum di un sistema assolutamente instabile e lasciatemelo dire, assolutamente irrazionale. Come ho detto prima, è impossibile: la crisi è invece risveglio ( per chi lo sa vedere: doloroso ed indispensabile ) di un nuovo mondo in gestazione, fondato su attività e valori totalmente diversi da quelli presenti: OPPURE SARA' LA FINE DELLA VITA UMANA, con o senza una guerra devastatrice. Per ora invece questi 'appagamenti di desiderio' economici gonfiano le bolle mediatiche su 'tecnici' palloni gonfiati, consentendo vita surrettizia a pseudo-economisti tuttologi colle loro 'visioni' di 'mondi' assolutamente coerenti con i centri commerciali del sabato sera: ipotesi buone per credersi con la coscienza a posto nel perseguire a tutti i costi il profitto, costi quello che costi in termini umani, in termini di sangue e di dolore e di sacrificio di immense totalità massificate, nonchè di nostra Madre Natura. Scusate questo sfogo.
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# briccialdi 2012-12-27 22:49
Ma che vuol dire se oggi il quotidiano ufficiale del Vaticano invita i cattolici ad appoggiare Monti lodandone le virtù? Vuol dire che anche il Papa tacendo acconsente sostanzialmente alle trame della massoneria? Ma da che parte sta Benedetto XVI in questa polarizzazione del mondo? Signor Blondet, dall'alto della sua acutissima lettura di quello che sta accadendo nel mondo come vive lei da cattolico questi scandali?
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# giannizzero 2012-12-27 23:30
In effetti, bisognerebbe far parte di una lobby. Non solo calcare le lobby degli alberghi. Chi non è dentro a una "lobby" , è fottuto. Bisogna entrare in una di queste conventicole, accettarne le forme, le regole, abbassarsi alle loro menzogne. Sono indeciso se entrare in banca, se abiurare il Cristianesimo per farmi Fratello Maggiore o se trovare un pezzo di spiaggia libera , buttarci quattro ombrelloni e otto sdraio e circolare con gli infradito e la braghetta sventolina.
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# raff 2012-12-28 02:20
La proposta di Jorion potrebbe essere interessante, ma c'è un problema, a dichiarare il default dovrebbero essere i banchieri che di fatto governano l'Eurozona e la stessa UE e non si vede come potrebbero farlo dal momento che sarebbe come decretare il loro suicidio. Movimenti di massa, rivolte e opposizioni parlamentari radicali come Syriza e Alba Dorata non sono riuscite a far fallire nemmeno la Grecia che non ha un numero o un dato che non sia fallimentare, figuriamoci se riusciranno a far fallire contemporaneame nte 17 Paesi.

Non ci resta altro che riflettere e meditare sull'origine di tutto questo, la Genesi del banchiere:

"Dio creò il mondo dal nulla in sei giorni ma dovette inventarsi la domenica per riposarsi. Meglio di Dio, i Banchieri creano il denaro lo stesso dal nulla ma in molto meno tempo. A loro basta un “clic”, il tempo è denaro! E non si riposano mai, a fare soldi a palate senza muovere una “pala” non si è mai stancato nessuno, figuriamoci un Banchiere onni-possidente. Ed è così piacevolmente rilassante lu-cr(e)are senza sforzo mentre gli altri umani si sforzano e basta, senza lucrare un ca..o! Solo hanno dovuto inventarsi la “democrazia” per dormire sonni tranquilli!
Un Banchiere dinamico e globalizzato che non si stanca mai, libero di fare quello che vuole nel coatto Libero Mercato da lui stesso creato e governato, giustamente, tutto a suo credito ed interesse ed a nostro solo debito, avendo il dono della creazione dal niente di un niente da “valorizzare” a suo piacimento. Un Banchiere-bancomat che può stamparsi tutto il denaro che vuole e senza darne conto a nessuno e che col Mercato Globale ha il potere di vita e di morte sull’ intero pianeta cliente e debitore. Dio crea l’uomo “mortale” ma il Banchiere lo rende “immortale” ed eterno, col debito! Dio è Trino, loro pure “qualcuno” in più…
Oggi i Banchieri sono Dio ed è il profitto la religione ufficiale del Mercato degli schiavi. Dio dal nulla con l’uomo ha creato il peccato, gli Stegocrati sempre dal nulla con il denaro creano (regalano) il debito, che entrambi da noi poveri peccatori-debitori devono essere rimessi per tutta la vita ed oltre. Alitano sopra un mucchio di carta straccia, ci inseriscono la costola di filigrana ed il gioco è fatto: hanno creato l’Adamo-denaro e con l’aggiunta dell’Eva-debito e del satanico interesse ci “rateizzano” il futuro. Ed all’uomo “geneticamente” debitore non resta altro che riconoscere il valore del “creato”, quel valore che solo al popolo che lavora e lo accetta spetterebbe dargli! Come prima l’uomo era schiavo del Dio-creatore ora lo è anche del Dio-creditore!"

Amen!
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# Pietro G 2012-12-29 00:24
Bellissimo post, Raff. Me lo sono copiato e lo distribuisco tra gli amici. Bisognerebbe, però, farlo leggere anche in Vaticano. Ma già, con tutti gli loro intrallazzi finanziari, avranno pensato benedi farsi amico il rappresentante della finanza internazionale in Italia. Non si sa mai!
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# lorenzoleopoldo 2012-12-28 02:29
Non è solo un limite di "capacità", ma di "comprensione": eccesso di complessità globale, ormai indomabile intellettualmen te.Concetto spaventoso per l'enormità del divario fra ciò che si sa e ciò che si dovrebbe sapere, almeno daparte di un'oligarchia delegata al comando, da parte del popolo non se ne parla nemmeno. Il capitalismo ultimo è una "macchina per concentrare ricchezza" impazzita, che va smontata perchè mette ormai in pericolo la vita della specie umana: se P. Jorion invece di ragionare in termini economici, proponendo come soluzione il defoult simultaneo dei 17 Paesi della zona euro, ragionasse in termini demografici si persuaderebbe che la crisi attuale è proprio lo strumento che l'oligarchia internazionale e apolide vuole usare per ridurre molti popoli di cui non ha più bisogno, a cominciare da quelli che consumano di più. Jorion smentisce: sei mesi dopo il defoult dell'Argentina, gli investitori prestavano di nuovo a quel Paese perchè.......il loro mestiere, la loro mission, è quella di indebitare i popoli per renderli schiavi! Però Gheddafi che non aveva bisogno, ne la voglia, di indebitarsi con loro e rendere il suo popolo loro schiavo, lo hanno bombardato! Siccome ci sono ancora dei Paesi ricchi nella zona, non credo che i mercati scatenerebbero una svalutazione massiccia......ah già i mercati ci sono ancora e, di grazia, quando vorrebe occuparsene? Mai visto un creditore che sopravvive al fallimento del proprio debitore! Ma piuttosto che abbassare i salari come avviene adesso, sarebbe davvero un male vedere abbassare un pò l'euro?.....Certo sig, P. Jorion, molto male visto che i miei euro, guadagnati con il lavoro "profitto di pace", hanno lo stesso colore e nome, quindi indistinguibili , di quelli della speculazione "profitti di guerra". Non sia mai che il grande professore ipotizzi la creazione di due monete distinte per il lavoro e per la speculazione! L'unificazione fiscale della zona euro, di cui parlano da 50 anni e che non hanno mai fatto.......per forza sig. Jorion, se lo Stato è un'organizzazione monopolista territoriale per la imposizione (espropriazione ) fiscale dei singoli popoli ognuno dentro i propri confini, bisogna prima eliminare i confini e fare un unico stato! Il solo modo per uscirne è noto nella storia: ripudiare il debito e rimettere a zero i contatori.....fin qui la storia che conosce Jorion, peccato che il resto della storia, mostri la BCE stampare e dare agli Stati la moneta a debito, con interesse composto,in modo che il giorno dopo il debito riparte come prima! Forse è questo il senso ciclico della Storia? Se insegnasse che cos'è la sovranità monetaria sai quanti incarichi gli darebbero le università di tutto il mondo? La misura più importante però, continua Jorion, è la redistribuzione dei redditi.......naturalmente disincentivando i produttori di ricchezza a produrne di più, dato che ne sarebbero espropriati, e disincentivando chi non ne produce, dal crearsi la propria, dato che gli verrebbe regalata (dallo stato sociale). Mai sentito parlare dei danni del socialismo? Caro Direttore Blondet, dobbiamo renderci conto che "Noi" siamo il prodotto della "Soluzione" di tutti i problemi che l'umanità ha affrontato finora e che dall'analisi empirica dei fatti non si ricava una soluzione per il futuro. Bisogna inventarsi una "proposizione teoretica" la cui validità non riposi sull'esperienza empirica ma possa essere stabilita a priori e riconosciuta valida basandosi sulla comprensione intellettuale delle cose tramite il buon senso e la logica. In pratica inventarsi una soluzione mai sperimentata prima, considerando la conoscenza del passato come base di partenza ma non riutilizzabile. Credo che a questo si arriverà dopo aver sperimentato le soluzioni più negative, distrutto una parte di umanità e convinto per sfinimento la restante parte ad accettare la guida, non certo democratica, di una oligarchia, non di "Illuminati", ma onestamente illuminata. Sono stato, per più di 20 anni,istruttore di alpinismo e scialpinismo del CAI e posso dirLe, caro Direttore, che 17 o più alpinisti legati ad una unica cordata li ho portati varie volte in mezzo ai pericoli della montagna senza alcun incidente. Basta conoscere la tecnica giusta, saperla usare e imporla con autorevolezza di guida riconosciuta da chi ci segue per fiducia. Se i 17 Paesi dell'euro sono stati così sprovveduti da legarsi in una cordata suicida,e la Germania non farà in tempo a tagliare la corda prima della catastrofe, è perchè la democrazia, selezionando i peggiori, ha dato loro delle guide criminali. Grazie per tutto quello che fa e tanti auguri.
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# Catello 2012-12-28 06:52
Le soluzioni per superare questa crisi finanziaria ci sono, sono numerose e sono note a tutti. Basterebbe che le banche centrali ricapitalizzass ero le banche finanziandole senza debito né collaterali; basterebbe che i vari Stati si creassero una seconda moneta per salvare il proprio mercato interno, o che uscissero dall'euro ritornando ad una propria moneta sovrana, ecc. Basterebbe addirittura da parte delle banche centrali e da parte degli Stati adottare dei provvedimenti appena più efficaci di quelli adottati finora, accettando una conseguente piccola svalutazione della moneta. Ma purtroppo i creditori non lo fanno e impediscono agli Stati di fare alcunché per non perdere una parte dei loro crediti incuranti del rischio di subire così delle perdite ben maggiori.
Addirittura si consente ai fondi avvoltoio di richiedere il pagamento del 100% del debito pur sapendo che così ci saranno altri creditori che non ne avranno indietro neanche il 50%; e questa è una concorrenza sleale all'interno dei creditori che i creditori stessi non dovrebbero permettere, ma non fanno neanche questo.
Basterebbero addirittura dei finanziamenti della BCE alle banche allo 0,75% a 10 anni anziché a tre anni, o che gli stati emettessero dei CTZ di piccolo taglio facendo finta di nulla, e che la gente userebbe come seconda moneta salvando il mercato interno, ma entrambi non hanno neanche questo minimo coraggio.
Il problema del debito senza far nulla non si risolve da solo, e basterebbe questa consapevolezza per bollare chi non fa e non fa fare nulla come chi voglia intenzionalment e la catastrofe per trarne un demenziale vantaggio personale. Ma se non si apre neanche un conflitto contro chi vuole la catastrofe non c'è speranza di vincerlo.
Insomma il nocciolo della questione non è un problema economico o finanziario, è solo un problema morale di mancanza di consapevolezza e di coraggio da parte di tutti coloro che vorrebbero e potrebbero far qualcosa e che invece non fanno nulla o quasi.
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# ulisse 2012-12-28 07:38
La Storia,per chi la conosce, spiega molte cose. Blondet spiega le vere ragioni del crollo del III Reich, che furono quelle di scaricare su altri Paesi i costi economici della guerra.Oltre a ciò, ci fu anche l'immensa "Hybris" germanica, per cui i soldati russi, o ucraini, o altri, che disertavano, venivano passati per le armi perché "Untermenschen".
I paragoni con l'oggi sono evidenti. Tacito, molti secoli fa, aveva capito bene i Teutonici. Ecco, cosa scriveva nel "De Origine et Situ Germanorum Liber" (La Germania):"...Quando non fanno guerra,trascorr ono molto tempo a cacciare e ancora di più ad oziare,dediti al sonno e al cibo; i più forti e bellicosi non fanno nulla,ché la cura della casa,dei penati, e dei campi é lasciata alle donne e ai vecchi e ai meno validi della famiglia. Essi intanto poltriscono: strana contraddizione con la natura, che i medesimi uomini abbiano caro l'ozio e detestino la pace..." (Germania, 15:1-2).
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# STEPHAN GREGORY 2012-12-28 10:08
Paul Jorion, chi è veramente costui ? lo seguo regolarmente da alcuni anni e ho sempre pensato che fosse un uomo sincero, genuino, estremamente colto ed intelligente, fuori dal coro, al di sopra di ogni sospetto, intellettualmen te onesto, desideroso di rivelare le vere cause della crisi attuale ed i possibili rimedi.

Tuttavia, recentemente sono rimasto deluso. Paul Jorion sostiene la teoria del riscaldamento del pianeta e dei cambiamenti climatici. Ed è un apostolo dell'economia verde. Mi è stato confermato nel corso di uno scambio di opinioni sul suo blog.

Dunque, la spia della " coerenza intellettuale " si è accesa. Paul Jorion sostenitore della " green economy " ? Apostolo della teoria del cambiamento climatico ?

E' naturale che spari a zero sul sistema attuale. L'èlite ha previsto che il nuovo ordine mondiale debba partire dalle ceneri di quello attuale. Il capitalismo finanziario come conosciuto sino ad oggi è già in via di smantellamento, almeno per quanto riguarda il mondo occidentale. E' in arrivo il " socialismo verde " e Paul Jorion ne è uno degli eminenti sacerdoti. Che cattura le attenzioni degli spiriti più affinati e delle menti più argute. Ma di fatto, lui ed il suo pezzetto di formaggio, non sono altro che trappola per topi.

Non è credibile.
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# Maurizio Blondet 2012-12-28 16:24
Va bene, allora aspetti che fondi il suo partito l'Arcangelo Michele. Lui sì è pulito, non ha un difetto.

Maurizio Blondet
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# STEPHAN GREGORY 2012-12-28 23:35
Caro Direttore, sagacia a parte, rimango della mia idea. Paul Jorion non è credibile. Questa rimane la mia umile opinione. Mi saluti l'Arcangelo Michele. Auguri di Buon Anno.
Stephan Gregory
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# gjovi 2012-12-28 11:08
Veramente illuminante la nota sulla Germania, relativa alla occupazione. I tedeschi non sanno cosa significa "comandare". Forse era meglio se avessero lasciato tale compito a qualche Italiano fidato.
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# rinus 2012-12-28 17:11
Di economia hanno discusso tutti. Personalmente sono più interessato al dato che John Kerrj ha sostituito la tenutaria di focolai di guerre Hillary.Avevo gia letto la notizia ma aspettavo la conferma.Gran giorno per i siriani e per il mondo.DI Chuck Hagel non avevo letto nulla,ma se la persona è come Blondet rappresenta, sarà ,se rimane in vita ,ottimo per riassettare il mondo.
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# raff 2012-12-28 17:53
Citazione:

"Oggi, contro all’austerità suicida per rientri impossibili dei debiti pubblici imposta ai deboli della zona euro, Paul Jorion sostiene che non esiste più alcun’altra soluzione che questa: «Che tutti i 17 Paesi della zona euro facciano default simultaneo su una parte del loro debito»."

In realtà non c'è nemmeno bisogno di un default simultaneo dei 17 paesi dell'eurozona, sarebbe sufficiente la monetizzazione dei debiti sovrani con emissione di moneta da parte della BCE da attribuire alla banca centrale di ciascun stato, per il riacquisto dei titoli, in proporzione al proprio peso specifico secondo le regole di Maastricht (abitanti e PIL).
In questo caso nessun paese verrebbe penalizzato, i "virtuosi" si avvantaggerebbe ro di nuovi capitali mentre le "cicale" oltre a diminuire il peso del debito potrebbero avvantaggiarsi di una maggiore competitività sui mercati globali a seguito di un'eventuale indebolimento dell'euro.
Per fare questo sarebbe sufficiente una decisione "democratica" espressa in tal senso dal parlamento europeo (a maggioranza) e imposta agli altri organi di governo dell'UE e della BCE.
La domanda quindi è: il Parlamento Europeo è in grado di esprimere una tale volontà politica e di prendere una decisione di questo tipo superando i limiti imposti dagli attuali governi nazionali?
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# raff 2012-12-28 18:14
Intanto godiamoci un pò di gossip:

"Condizionalità" merkeliana a parte (ma niente viene dal niente per gli amministrati dai mercati), Mario Draghi ha battuto un colpo che toglie molte castagne dal fuoco a tutti e dà anche, per la prima volta in modo incisivo, un ruolo alla Banca Centrale europea.

Certo, esattamente un anno fa lo spread ballava quasi allo stesso livello di oggi e a tutti, commentatori blasonati o normali cittadini, sembrava l'anticamera della fine. Oggi appare quasi un porto ben riparato, visti i picchi a cui ci eravamo abituati e la sostanziale ininfluenza dei governi nazionali, a partire da quello tecnico italiano, a modificarne gli andamenti.


DRAGHI-NAPOLITANO
Ma il punto vero è un altro: i grandi decisori internazionali, quelli che dicono di muovere i mercati e che hanno sostenuto l'avvento di Mario Monti a Palazzo Chigi e altri fatterelli non di poco conto in giro per l'Europa, quelli che si materializzano alla Trilateral, alla Bildelberg e talvolta anche alla Goldman Sachs e che mandano qualche esponente minore a Cernobbio, hanno stabilito anche una serie di cosine che ci riguardano e che ci verranno comunicate a tempo debito come se fossero casuali. Anzi, come se le avessimo decise noi da bravi cittadini, sia pure con l'aiuto illuminato dei media locali.


MARIO DRAGHI E ANGELA MERKEL
Ecco le principali:

Uno. Mario Draghi, avendo fatto bene il suo lavoro a Francoforte raffreddando gli spread quel tanto che basta, tornerà in Italia come Presidente della Repubblica. Nella tarda primavera il posto si libera, il palazzo è bello e a pochi passi da Palazzo Koch caso mai servisse dare una mano a Bankitalia a ubbidire ai mercati, i vecchi politici (anche quelli che si sentono giovani ed europei) sono impresentabili, fosse solo perché appartengono ad altre epoche geologiche degli stessi mercati, cioè quasi tutti risalenti a quando c'era il "serpente" monetario.

Due. La Banca Centrale europea diventa finalmente a guida tedesca, dopo una controfigura olandese, un alleato francese e un italiano atipico. Punto importantissimo : per essere rieletta la Merkel ha bisogno di un tedesco in vetta alla Bce prima delle elezioni politiche tedesche dell'autunno 2013.



LLOYD BLANKFEIN CEO DI GOLDMAN SACHS CON PRODI DRAGHI MONTI LETTA
Avrà gli stessi poteri che ha avuto Draghi ma verra' usata soltanto la "condizionalita": si dovranno i fare durissimi compiti a casa e soltanto dopo si potranno comprare bond tedeschi ad un prezzo superiore a quello praticato ai cittadini nati in Germania. Di fatto, Equitalia dipenderà da Francoforte anche se la Bce non ha competenze fiscali.


DRAGHI MARIO
Tre. Mario Monti resterà a Palazzo Chigi anche dopo le elezioni, ma soltanto sino al 2014 quando diventerà presidente del Consiglio europeo al posto di Van Rompuy. Un punto importante: Monti dovrà restare esterno a tutti quelli che dicono che vogliono fare il partito di Monti altrimenti si schiera e l'incantesimo finisce. Non solo: Supermario avrà poteri maggiori rispetto al suo predecessore Van Rompuy perché i reggitori dei mercati sanno che potrebbero aver bisogno di un discreto esecutore anche in Europa, magari ci fosse bisogno di tasse improvvise.


MARIO DRAGHI MERKEL
Quattro. Ma allora a che servono le elezioni italiane, per fare le quali stiamo addirittura cambiando per l'ennesima volta la legge elettorale? A niente, peggio che in Spagna (che pure c'era parsa un esempio di democrazia funzionante quando le aveva coraggiosamente indette). Al massimo serviranno a decidere chi saranno i vicepresidenti del Consiglio tra i capi dei partiti che, avendolo sostenuto in campagna elettorale, affiancheranno Monti fino al 2014.


VAN ROMPUY DAL CORRIERE
Insomma, una spesa inutile che i reggitori dei mercati tollerano ancora perché le elezioni sono state la grande novità del Novecento e pare brutto deludere chi tra il popolo continua a crederci. Tra l'altro, sarebbe meglio semmai farle nel 2014 quando Monti lascerà, ma i grandi reggitori dei mercati ancora non hanno deciso chi sarà il nuovo fiduciario. Del resto, nelle nostre condizioni non possiamo chiedere troppo.


TREMONTI E BERTONE
Ricapitolando. Draghi al Quirinale (Casini presidente del Senato, se sarà vitale per Monti), la Bce ai tedeschi, Monti a Palazzo Chigi e poi al posto di Van Rompuy. Il resto sono briciole, dovessero pure chiamarsi presidenze di Camera e Senato. I Grandi Decisori dei Mercati lo stabilirono nell'estate del 2012, questo sito disgraziato lo riporta oggi a futura memoria.

Aggiungendo soltanto che un ex leader italiano molto scorbutico ma stimato dai Grandi Decisori nonostante non abbia mai lavorato in Goldman Sachs che avrebbe potuto avere delle possibilità, riparte da zero: trattasi di Giulio Tremonti che nel primo fine settimana di ottobre riunisce la sezione emiliana del suo movimento a Riccione per organizzare la partecipazione alle elezioni del 2013. I Grandi Decisori apprezzano la sua (possibile) ritrovata umiltà e valuteranno benevolmente i risultati."


http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-i-grandi-poteri-internazionali-quelli-che-dicono-di-muovere-i-mercati-e-che-43645.htm
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# Boanerghes 2012-12-28 19:30
Gentile direttore,
ho letto il suo articolo, che trovo molto interessante.
L'operazione Gutt, come lei l'ha descritta mi ha fatto tornare in mente la strategia segreta che una lettrice attenta (Carla L.) dice di averle raccontato di Mario Monti, quella cioè di assorbire la moneta con un repentino cambio di conio, se così si può dire.
Non essendo esperto della materia, mi appaiono abbastanza chiare le similitudini tra i due scenari, faccio fatica a discernere le differenze che, a suo dire, sarebbero per noi vantaggiose nel caso Gutt e svantaggiose nel caso lo facesse Monti.
Confido in un suo chiarimento risolutore e colgo l'occasione per porgerle i miei auguri di buone feste.
Boa
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# nicolas 2012-12-28 21:58
Il contesto in cui operò Gutt era un tantino diverso da quello attuale italiano. Il ministro belga colpi le ricchezze illecite accumulate con una moneta fasulla,un po' come i titoli spazzatura attuali. L'eventuale operazione Monti, invece, stanerebbero tutto il risparmio prevalentemente lecito accumulato dalle famiglie italiane e sottratto alla voracità di uno Stato fedifrago e predatore. Insomma Gutt agguantò il bottino dei pirati, Monti colpirebbe indiscriminatam ente le famiglie oneste, operose e virtuose.
Una bella differenza!
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# Andrea V. 2012-12-29 16:56
Citazione nicolas:
Il contesto in cui operò Gutt era un tantino diverso da quello attuale italiano... Insomma Gutt agguantò il bottino dei pirati...


Già, ma nel nostro caso al posto di Gutt ci sono i pirati,
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# Maurizio Blondet 2012-12-28 22:30
"Faccio fatica a discernere le differenze che, a suo dire, sarebbero per noi vantaggiose nel caso Gutt e svantaggiose nel caso lo facesse Monti".

Mario Monti ha dato a Montepaschi 4 miliardi di euro: l'intero gettito dell'IMU sulla prima casa. Le basta come esempio di operazione Gutt al contrario? Patrimoniale sui piccoli proprietari per favorire i banchieri falliti del PD e salvarli dalle conseguenze del loro fallimento, ossia la perdita della loro proprietà.

Maurizio Blondet
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# Boanerghes 2012-12-29 10:34
Gentili direttore e nicolas,
innanzi tutto grazie per le risposte.

Non ho alcun dubbio sulla malvagità dell'attuale classe politica, vivo sulla mia pelle le scelleratezze del governo Monti e non ho bisogno di confrontarmi con il Belgio di settanta anni fa per rendermene conto, mi basta confrontare la mia busta paga con quella di pochi anni fa.
Mi sento in coscienza di dire che, forse, l'autore dell'articolo citato dal direttore (di tale Jorion) sia stato un pò superficiale nel paragonare la situazione di un paese come il Belgio, tutto sommato molto piccolo, con la situazione globale attuale. Forse andava approfondito meglio l'argomento, in questo concordo con nicolas quando dice che i due paesi nelle rispettive situazioni non sono paragonabili.
E d'altro canto non abbiamo anche più volte detto che lo stesso euro non è che la moneta impostaci dall'occupante?
Quindi credo sia più realistica l'osservazione di aloisius poco sotto, quando afferma, senza scendere troppo nel merito della questione Gutt (che richiederebbe uno studio che andrebbe oltre lo scopo dell'articolo), cioè che il cambio di conio è sempre l'occasione per impoverire i popoli, almeno nel nostro caso.
L'abbiamo sperimentato con il passaggio all'euro registrando un dimezzamento del potere d'acquisto reale. Tanto mi basta, credo di aver imparato la lezione.

Ciò non toglie la bontà del resto dell'articolo, la necessità di uscire dall'euro ma di farlo cum grano salis, e di concerto con tutti i popoli interessati, è una crisi globale e globalmente va risolta.
Grazie per l'attenzione.
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# driver 2012-12-28 21:28
Non vi preoccupate,è tutto programmato, un default lo faranno ma al momento giusto tutti gli Stati insieme: obbligare tutti al denaro elettronico.
Cosi saremo tutti accontentati...
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# aloisius 2012-12-29 00:17
Citazione Maurizio Blondet:
Va bene, allora aspetti che fondi il suo partito l'Arcangelo Michele. Lui sì è pulito, non ha un difetto.

Maurizio Blondet



Non è escluso che succeda, sempre per via dei corsi e dei ricorsi storici, inoltre oggi si vive in fretta (e male).
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# aloisius 2012-12-29 00:41
Gentile direttore,
ho letto il suo articolo, che trovo molto interessante.
L'operazione Gutt, come lei l'ha descritta mi ha fatto tornare in mente la strategia segreta che una lettrice attenta (Carla L.) dice di averle raccontato di Mario Monti, quella cioè di assorbire la moneta con un repentino cambio di conio, se così si può dire.

La storia è già divenuta nota, per lo meno ai più attenti. In verità pare
che si tratterebbe letteralmente di "fregare" coloro che hanno svuotato, o quasi i cc. e di rendere inutilizzabile
la la loro moneta in modo che quando la
convertono arrivano le sanzioni, le tasse
non pagate sul capitale e tutte le altre amenità dittatoriali. Forse qualcuno non ha ancora capito con chi abbiamo a che fare in verità.

Per quanto assurdo c'è solo da sperare in un altra crisi che faccia saltare le banche, d'altronde è già stata preannunciata nel 2011 nientemeno che dai Bilderberg. Se in quel momento non si fa una rivoluzione a livello europeo,
la partita sarà veramente persa.

In Europa c'è anche una grande nuova incognita:il cambiamento radicale della geopolitica in USA, Cina, Russia, Emirati Arabi a causa degli approvigionamen ti energetici, visto che gli americani entro il 2020 potrebbero divenire totalmente indipendenti, come anche la Cina e la Russia che in buona parte lo è già specialmente per il gas.
Siamo di fronte a cambiamenti epocali, ma bisogna svegliarsi e in fretta.
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# Franco_PD 2012-12-29 18:04
Questa di Blondet è una bella pagina di economia e pure di storia. Devo però spezzare una lancia....a favore dei vilacchioni che oggi (e domani) sono/saranno al governo. Chiunque provasse ad esporre tesi vigorose come quelle citate verrebbe distrutto subito. Senza rimedio alcuno e senza possibile difesa. Si è discusso e favoleggiato parecchio qui in passato su figure "nuove" come Haider e sulla sua misteriosa fine, ma non è necessario arrivare a tanto. I tempi del Belgio "liberato" in cui evidentemente ci si potevano permettere certe iniziative sono passati da un pezzo. Oggi il catenaccio stampa-magistratura può demolire chiunque con fatti non necessariamente veri, basta che siano verosimili. Berlusconi disse che voleva riformare la magistratura, cominciando con l'equiparare la difesa con l'accusa. Gliela hanno fatta pagare cara e amara. NESSUNO è così limpido e cristallino da non avere un piccolo (o grande...) tallone d'Achille, magari in un remoto passato. O qualcosa di ridicolo o buffo, tale da sminuirlo, da gonfiare come una cornamusa e da rilanciare su scala planetaria come tormentone. Il successo sarà assicurato, basterà avere abbastanza gente prezzolata ad urlare e che lo faccia per un tempo sufficientement e lungo.
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# Boanerghes 2012-12-29 23:43
Franco penso tu abbia perfettamente ragione.
La situazione è tale che non è possibile dire "sovranità monetaria" senza essere "deportato".
Anche sognare una tanto chiacchierata rivolta del popolo italiano è carezzare un'utopia più assurda di quelle marxiste (che col passare del tempo sembrano essere purtroppo sempre meno utopistiche): il popolo senza un capo semplicemente non esiste, al massimo è un branco che corre intorno e non va da nessuna parte.
La congiura è globale, e solo globalmente può essere affrontata.
Ci vuole una strategia ad ampio raggio, non basta interagire con movimenti d'opinione di altri stati interessati dalla crisi. Occorre mobilitare movimenti d'opinione in TUTTI gli altri paesi, soprattutto quelli in cui la crisi non è subita ma imposta agli altri. Dobbiamo operare dall'interno dei vari sistemi, dobbiamo restituire lo stesso trattamento che lor signori ci hanno riservato. Per tutto questo ci vuole una grande strategia e grandissime risorse a disposizione. Non so se mi spiego.
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# renatodrg 2013-01-04 16:47
Interessantissi mo intervento direttore, ma se lei dovesse scegliere tra il default ma col mantenimento dell'euro e l'uscita ordinata dall'euro cosa sceglierebbe?
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# Simone79 2013-01-24 18:55
Il ripudio del debito, ossia il default simultaneo della zona euro, non serve a nulla se non si restituisce agli stati la sovranità monetaria. Questo non significa necessariamente tornare alle vecchie valute, ma piuttosto chiarire che l'emissione monetaria non può essere affidata ad un ente privato di proprietà dei grandi gruppi bancari come la BCE.
La BCE crea denaro a costo zero (l'unica spesa che sostiene è quella per la moneta cartacea) e lo presta alle banche commerciali ad un tasso irrisorio, le quali lo utilizzano per acquistare titoli di debito pubblico che rendono tassi di interesse ben maggiori. Di fatto quindi il denaro emesso viene addebitato agli stati e i governi quindi si ritrovano ad essere meri esecutori dei diktat dell'alta finanza.
Che si debba quindi azzerare il debito perché non dovuto in quanto generato in maniera fraudolenta è un dato di fatto.
Ma se dopo il default si continua a consentire ad una banca centrale privata il diritto esclusivo di emettere moneta, in breve tempo si ritorna al punto di partenza.
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# Simone79 2013-01-24 18:55
Il ripudio del debito, ossia il default simultaneo della zona euro, non serve a nulla se non si restituisce agli stati la sovranità monetaria. Questo non significa necessariamente tornare alle vecchie valute, ma piuttosto chiarire che l'emissione monetaria non può essere affidata ad un ente privato di proprietà dei grandi gruppi bancari come la BCE.
La BCE crea denaro a costo zero (l'unica spesa che sostiene è quella per la moneta cartacea) e lo presta alle banche commerciali ad un tasso irrisorio, le quali lo utilizzano per acquistare titoli di debito pubblico che rendono tassi di interesse ben maggiori. Di fatto quindi il denaro emesso viene addebitato agli stati e i governi quindi si ritrovano ad essere meri esecutori dei diktat dell'alta finanza.
Che si debba quindi azzerare il debito perché non dovuto in quanto generato in maniera fraudolenta è un dato di fatto.
Ma se dopo il default si continua a consentire ad una banca centrale privata il diritto esclusivo di emettere moneta, in breve tempo si ritorna al punto di partenza.
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# Simone79 2013-01-24 18:55
Il ripudio del debito, ossia il default simultaneo della zona euro, non serve a nulla se non si restituisce agli stati la sovranità monetaria. Questo non significa necessariamente tornare alle vecchie valute, ma piuttosto chiarire che l'emissione monetaria non può essere affidata ad un ente privato di proprietà dei grandi gruppi bancari come la BCE.
La BCE crea denaro a costo zero (l'unica spesa che sostiene è quella per la moneta cartacea) e lo presta alle banche commerciali ad un tasso irrisorio, le quali lo utilizzano per acquistare titoli di debito pubblico che rendono tassi di interesse ben maggiori. Di fatto quindi il denaro emesso viene addebitato agli stati e i governi quindi si ritrovano ad essere meri esecutori dei diktat dell'alta finanza.
Che si debba quindi azzerare il debito perché non dovuto in quanto generato in maniera fraudolenta è un dato di fatto.
Ma se dopo il default si continua a consentire ad una banca centrale privata il diritto esclusivo di emettere moneta, in breve tempo si ritorna al punto di partenza.
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