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Ritratto di Draghi come Gauleiter
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Involontariamente o no (forse non lo sa nemmeno lui) il Cavaliere ha messo per un attimo i bastoni fra le ruote alla grande manovra «Draghi al Quirinale». L’ha fatto candidandolo per primo alla Presidenza della repubblica. «Draghi al Quirinale? Lo voterei. Sono io che l’ho voluto alla BCE...». Raccomandato da lui, che in Europa è un lebbroso, il nome tende a diventare impraticabile. Tant’è vero che il divino Mario Draghi, di cui la beatificazione mediatica procede a tutto spiano, e che mai risponde a nessuno, s’è affrettato a far emanare dal portavoce della Banca centrale un gelido comunicato: il governatore «è impegnato alla guida della BCE» e il suo incarico «dura fino al 31 ottobre 2019». Ed «è determinato ad assolvere al suo mandato fino al termine fissato». Non a caso, i caporioni del PPE (Partito Popolare Europeo) a Bruxelles hanno fatto sapere l’intenzione o minaccia di espellere il partito di Berlusconi dato che «la sua campagna elettorale è incompatibile con i principi e la politica dei moderati europei».

Non è difficile vedere la manina della Merkel. Si può immaginare il furore della Cancelliera: è lei che ha candidato Draghi al Quirinale , in fondo. Ha bisogno che al governo della BCE vada un tedesco, per vincere alla grande le elezioni; convincere un governatore (in teoria inamovibile, e miticamente «indipendente dai politici») ad abbandonare il posto prima della scadenza, richiede l’offerta di un posto ancora più alto. E quale posto è più eccelso in Europa di capo della BCE? Nessuno. È la poltrona che risponde all’antica domanda di Kissinger: «Quando voglio parlare all’Europa, a chi telefono?». Ma il Quirinale oggi è una gloriosa approssimazione: in fondo, si offre a Draghi la presidenza di Stato più pagata del mondo occidentale, la divinizzazione definitiva fra lussi ignoti persino alla Regina Elisabetta, e un potere non indifferente visto che – golpe dopo golpe – è il capo dello Stato che oggi governa l’Italia.

E Draghi, da parte sua, può aver buoni motivi per squagliarsela prima che la poltrona di Francoforte cominci a scottare. «Ha salvato l’euro», ci spiegano gli incensieri agitando i turiboli, ma lui sa benissimo che l’ha rappezzato col nastro adesivo, ed è in pericolo imminente. Per molti motivi, ma uno più incombente: Usa e Giappone si sono lanciati nella svalutazione competitiva della loro moneta (come avvenne negli anni ’30 e dicevano non dovesse avvenire mai più) mentre la BCE, per volontà dei tedeschi vuol mantenere l’euro fortissimo – onde non dare vantaggi competitivi ai concorrenti europei interni. La sopravvalutazione dell’euro costa lacrime e sangue ai lavoratori (oggi: disoccupati). Dolori che Draghi e Merkel sembrano in grado di sopportare senza deflettere. Ma il fatto è che adesso, persino Jean Claude Juncker, lussemburghese (grandi banche) e perenne capo dell’Eurogruppo, ha cominciato a dichiarare che «il cambio dell’euro è pericolosamente alto»: infatti è salito a 1,33 (la frase di Juncker l’ha fato scendere). Il Lussemburgo è un’entità ( bancaria) franco-tedesca. Juncker parla esprimendo il grido di dolore dell’Eliseo, la cui economia collassa sempre più rapidamente (e le sue fabbriche auto decretano migliaia di licenziamenti)? O esprime anche un primo gemito dell’industria germanica? Più l’euro si rafforza, più deboli diventano le esportazioni tedesche. Già i dati 2012 parlano di un calo, in Germania, di nuovi investimenti in impianti e macchinari di un ragguardevole -4,4%. La crescita annunciata ufficialmente per il 2013 è 0,4%. Insomma anche al Germania è sull’orlo della recessione, che essa stessa – beninteso – ha provocato.

Così, è possibile che il governatore della BCE, così indipendente dai politici, riceva presto il permesso di svalutare l’euro rispetto a dollaro e yen. Ma c’è un effetto collaterale: appena l’euro cala, il rischio è che i Paesi periferici (fra cui noi) non trovino più compratori per i loro titoli pubblici, e i mercati vengano presi di nuovo dal terrore dell’implosione delle moneta unica, o come si dice in gergo, nel «re-denomination risk». Se hai BTP italiani in euro e rischi di ritrovarteli pagati in neo-lire, preferisci evitare. O chiedi rendite enormi. (Juncker Warns EUR Exchange Rate "Dangerously High", Or Europe Wants Its Cake And To Eat It Too)

Può anche non accadere, s’intende. Ma Draghi sa che il suo salvataggio dell’euro consiste in nient’altro che l’aver detto, scandendo le parole, che la «BCE farà tutto ciò che serve per salvare l’euro, e credetemi sarà abbastanza». Per lui è meglio lasciare il timone della BCE a qualcun altro prima che ai mercati venga l’idea di vedere il bluff.

D’altro canto, la Germania sembra prepararsi al peggio, è tutto un alzare di ponti levatoi. La Bundesbank ha fatto sapere che intende rimpatriare il proprio oro fisico conservato presso la Fed e la banca centrale di Parigi. «Che succede?», finge di cadere dalle nuvole Bill Gross (è il capo di uno dei più grossi fondi d’investimento della storia, il PIMCO): «Le banche centrali non si fidano le une delle altre?».

John Carey, che è il direttore supremo del network CNBC, ha aggravato i peggiori sospetti, sostenendo in un suo patetico editoriale che non ha importanza se l’oro a Fort Knox esiste davvero, quello che importa sono i libri contabili della Fed, che asseverano che l’oro c’è. Fidatevi, tedeschi. (As Germany Prepares To Repatriate Its Gold, We Hope They Have Learned From The "Monetary Sins Of The Past")

Negli anni ‘60, quando De Gaulle fece lo stesso – pretendendo di ricevere oro invece dei dollari per le merci francesi , e mandando pure navi da guerra a fare il carico dei lingotti in USA – fu preso per un atto di ostilità da Washington, che rispose abolendo (unilateralmente) il tallone aureo, ormai finto, che reggeva la sua valuta, e dietro la cui finzione la Fed stampava allegramente e faceva accettare la sua carta «come oro».

Stavolta, l’atto ostile tedesco colpisce meno gli USA che la Francia. Infatti la Bundesbank nel suo comunicato, mentre ha annunciato di ridurre il suo deposito a New York dal 45% al 37% (delle sue riserve totali) da qui al 2020, annuncia anche che invece si riprenderà la totalità dell’oro che conserva a Parigi, 11% delle sue riserve. La scusa stessa addotta ha qualcosa di offensivo. Traduco dal comunicato della Bundesbank:

«Il ritiro delle riserve dal deposito situato a Parigi riflette il cambiamento nel quadro di condizioni conseguito all’introduzione dell’euro. Dato che anche la Francia, come la Germania, ha l’euro come moneta nazionale, la Bundesbank non dipende più da Parigi come centro finanziario in cui scambiare oro contro una valuta internazionale di riserva, se ne nasca il bisogno. Siccome s’è reso disponibile spazio nei caveaux della Bubndesbank in Germania, lo stock aureo può essere rilocato da Parigi a Francoforte».

Solo che l’euro, la cui introduzione motiverebbe la rilocazione, è stato introdotto 11 anni fa. E per tutto questo tempo Berlino ha lasciato il suo oro a Parigi sotto Mitterrand, Chirac, Sarkozy; non sarà che adesso non gli piace Hollande e il suo socialismo d’antan? Berlino ha alzato il ponte levatoio contro il partner che storicamente ha co-guidato l’Unione.

Asse Franco-Tedesco, adieu

Il rimpatrio è anch’esso una trovata elettorale per acquietare i timori dell’elettorato tedesco di insolvenza degli altri, i paesi-cicala? O la corazzata germanica si sta preparando a quali tempeste? Il comunicato della Bundesbank giustifica entrambe le ipotesi: parla di una mossa «per costruire fiducia e confidenza all’interno», e per ottenere «la capacità di cambiare oro con monete estere in breve tempo». E il bello è che solo tre mesi fa, a novembre, la Bundesbank ridicolizzava «le paure irrazionali» dell’opinione pubblica tedesca sui «nostri depositi aurei fuori dalla Germania». (Bundesbank Official Statement On Gold Repatriation)

Che cos’è cambiato in soli tre mesi – tre mesi di calma per il «salvataggio dell’euro» di Draghi – solo Berlino lo sa. Tra l’altro, uno degli effetti collaterali del rimpatrio dei lingotti sarà quasi certamente un ulteriore rafforzamento dell’euro sul dollaro, cosa che tocca tutti (e specialmente noi mediterranei). È un altro gesto unilaterale di potenza tedesco. Tra i politici italioti tutti impegnati a promettere, mentendo, che ci toglieranno l’IMU (tranne Bersani, ad onore del vero), non si trova nessuno che si accorga di quel che sta avvenendo. Che esiga spiegazioni dalla Cancelliera? O che si chieda, poniamo, dove è conservato il «nostro» oro, che una volta si diceva fosse la terza riserva aurea mondiale: c’è ancora?

Del resto ha proprio ragione Paolo Barnard: «Nessuno degli uomini o delle donne che oggi si azzuffano nelle liste elettorali vi potrà governare nei prossimi 5 anni. Essi eseguiranno solo ordini impartiti da tecnocrati europei, dai Trattati europei, e dai mercati finanziari», e ne dà, o ripete, le prove:

A) La Costituzione italiana non ha più valore sovrano, essendo stata sottomessa alla legge europea fin dal 1991.

B) La legge europea, redatta unicamente dalla Commissione Europea di tecnocrati che nessuno elegge, ha supremazia su ogni legge nazionale italiana. Il ruolo subordinato dei Parlamenti nazionali nella nuova Europa significa che "essi dovranno fare gli interessi dell’Unione prima che i propri", come sancito dai Trattati. (Art. 8c, TEU - The European Council of 21-23 June 2007 in Brussels: Presidency Conclusions, General Observations, point 3, page 1

C) Il governo italiano non ha più alcuna sovranità nelle politiche economiche, di bilancio e sociali (...) Il governo dovrà sottomettere la legge di bilancio alla Commissione Europea prima che al Parlamento, e solo dopo l’approvazione di Bruxelles potrà interpellare i deputati.

Sono dei costosi burattini che governano per conto terzi, e quindi è inutile sperare che ci dicano cosa intendono fare in Europa. Però, almeno, potrebbero rispondere a qualche domanda sul tema Fiat.

Marchionne mette in cassa integrazione i dipendenti di Melfi per due anni interi, fino al 31 dicembre 2014, allo scopo di «installare le nuove linee di produzione» dei mirabolanti modelli che Fiat sfornerà. Due anni per una ristrutturazione. Domanda: non si configura qui l’ennesimo sussidio pubblico alla grande fabbrica privata, consistente nel fatto che la Fiat di Elkann mette a carico di noi contribuenti le sue migliaia di operai di troppo, per un paio di annetti? E questo non rappresenta forse un «sostegno indebito» in violazione delle norme sulla concorrenza vigenti in Europa? Punibile con le multe miliardarie che la UE commina in questi casi?

L’altra domanda: dopo i due anni, Melfi riaprirà? non richiede risposta, la quale è evidente. Ma ai politici nostrani non sembra vero rimandare i licenziamenti inevitabili al dopo-elezioni; tanto più che non sono loro a pagare il parcheggio in cassa integrazione.

Sulle azioni di Berlino, vi offro un’ipotesi che vale come un’altra: che la Germania, una volta raggiunto il consenso interno che le conviene restare nell’euro piuttosto che uscirne, sta facendo pagare il prezzo agli altri. Sempre più brutalmente. In ciò, ricalcando il programma prussiano che portò a Bismarck, al secondo e terzo Reich e alle note guerre. È un programma probabilmente involontario, stante la nota «impoliticità» tedesca; dettato dalla forza delle cose.

La divisione dell’Europa in Stati nazionali storici è niente, in confronto a quello che era la Germania alla caduta di Napoleone: era divisa in 39 staterelli e principati, uniti in lasca confederazione sotto gli Asburgo, in una Dieta dove gli staterelli erano rappresentati. Nel 1833 la Prussia, il ragazzo più grosso del quartiere germanofono, propose a questi staterelli una unione doganale (Zollwerein). Era basata sulle idee dell’economista Friedrich List, il maggior teorico oppositore del liberismo nei commerci internazionali (la scuola di Adam Smith), che aveva come scopo resistere all’invasione di beni industriali inglesi che invadevano il mercato europeo. L’unione doganale – con l’introduzione di tariffe e dazi in comune, standardizzazione di pesi, misure e valute, suddivisione proporzionale degli introiti dei dazi imposti alle merci estere - vide l’adesione di 18 degli staterelli di lingua tedesca, ed effettivamente andò a vantaggio della comune prosperità.

Era una misura «economica» e non «politica», badava a dire il Kaiser; la Prussia non ha alcuna mira egemonica, ed era persino sincero: lo scopo politico non detto della Prussia era di allontanare il più possibile gli avversari potenti (Russia, Francia, Austria) dai propri confini, creando attorno a sé una vasta «zona di pace», allontanando cioè l’incubo dell’attacco militare sui due fronti che tenne in ansia Federico il Grande. Se proprio si voleva chiamarla politica, la si chiamasse «politica di pace». La Prussia non voleva minacciare nessuno....Già questo insegni la misura di quella che chiamo l’impoliticità tedesca: creando attorno a sé una zona di egemonia sempre più vasta, la Prussia diventava sempre più grande e potente, e acuiva quelle ostilità e sospetti, a Parigi e Mosca come a Vienna, che contava di acquietare.

A capire subito dove andava a parare, fu l’uomo politico più intelligente dell’epoca: il principe Metternich, cancelliere di Casa d’Austria.

«A poco a poco», scrisse al suo imperatore, «sotto l’attivo incoraggiamento della Prussia e in luce dei comune interessi, gli stati che compongono questa unione formerà un blocco più coerente, che in ogni questione portata di fronte alla Dieta (e non solo in affari commerciali) agirà e voterà secondo accordi presi prima. Non ci sarà più alcun utile dibattito nella Dieta; i dibattiti verranno sostituiti da voti concordate in anticipo e ispirate non agli interessi della confederazione, ma a quelli della Prussia. Già da ora purtroppo è facile prevedere come si voterà tutte le volte che gli interessi della Prussia saranno in contrasto con quelli della confederazione».

E fu proprio quel che avvenne. Le assicurazioni prussiane di comportarsi solo da pari fra pari furono spazzate via da successive norme, prese nell’ambito dello Zollwerein, giustificate con «l’armonizzazione» economica, la utile imposizione di standard industriali ed altri strumenti di integrazione: come per caso, erano sempre «armonizzazioni» degli altri con la legislazione prussiana esistente, mai il contrario.

Paradossalmente, «fu proprio il carattere lasco della unione, la preservazione della identità degli stati, incoraggiò invece che scoraggiare l’egemonia prussiana». Non era una confederazione politica, dove una precisa costituzione federale avrebbe obbligato a trattare tutti gli stati membri come uguali; era appunta un accordo economico, la creazione di una zona di libero commercio in fieri; una entità «sovrannazionale» in certo modo, dove la Prussia poteva imporre le sue istanze centraliste in nome della ragione economica.

Molte volte, la Prussia minacciò addirittura di abbandonare lo Zollwerein quando gli staterelli recalcitravano ad adottare le sue direttive! Questi cedettero ogni volta...e così nacque il gigante centrale d’Europa, che faceva paura a tutti; l’impero semi-involontario del Kaiser che, come disse un suo cancelliere (Von Bethmann -Hollweg) nessuna ama, «perché siamo troppo forti, troppo parvenus, e semplicemente troppo repulsivi».

La somiglianza con il processo di Unione Europea di cui siamo vittime, penso, salta agli occhi. Solo che allora non fu la Prussia, ma il blocco ostile al prussianesimo, i vincitori della seconda guerra mondiale, a innescarlo nel 1945. Anche allora, Monnet (e i banchieri americani che affidarono a questo loro fiduciario la distribuzione del Piano Marshall), puntavano a fare dell’Europa una «zona di pace»: e la loro ideologia (massonica) ritenne necessario per questo strappare quote di sovranità crescenti agli stati-nazione che s’erano affrontati sanguinosamente nelle due guerre mondiali.

Anche loro dissimularono il loro progetto da politico in economico: dopotutto, stavano creando solo una «Comunità Economica Europea», di cui surrettiziamente ampliarono i poteri, dietro le quinte, in modi inavvertiti ai popoli. Come sappiamo, vogliono gli «Stati Uniti d’Europa» e non sanno che l’espressione fu usata per primo dal Kaiser (1).

Anche loro hanno voluto sostituire la politica con la tecnica, e i politici eletti con i tecnocrati cooptati, sperando di dare origine ad un super-stato (Stati Uniti d’Europa) la cui «autorità» fosse meramente amministrativa e non politica. Ma l’autorità politica di uno Stato fonda il diritto; senza politica manca il fondamento giuridico, sostituito in qualche modo da «direttive» e accordi sub-giuridici sottobanco. Ignoravano che così agendo, ricalcavano proprio il sistema che volevano affossare, quello della Prussia: che era appunto una struttura «di comando e di obbedienza» proprio in forza della sua impoliticità. Il politico riconosce i conflitti – tra persone, partiti, valori – e li compone in istituzioni dove possono scontrarsi senza eversione; per il Kaiser e i suoi sudditi, come per gli eurocrati, «la molteplicità implica disordine, e l’ordine richiede uniformità». Armonizzazioni, regolamentazioni, una moneta uguale per tutti, stessa disciplina per greci, spagnoli e italiani: disciplina tedesca, ovviamente. La migliore.

Mica sono cattivi; sono così. La Prussia era una caserma, ma il militarismo della Prussia nasceva dalla volontà di «pace» all’esterno; e all’interno, da una paura incoercibile, impolitica, del conflitto. La statualità germanica non si è mai identificata in un corpo di leggi che permettano la libertà d’azione dei cittadini, ma in un accordo autoritario fra comandanti e comandati, basato sulla «cultura» (e la razza, ai tempi di Hitler) ossia su un’affinità pre-politica. Abbiamo tutti guardato con ammirato stupore, qualche anno fa, la docilità disciplinata con cui i potenti sindacati tedeschi hanno accettato i tagli ai salari e allo stato sociale, per rendere la Germania esportatrice come la Cina. Adesso la Merkel vuole che facciamo lo stesso, a dal suo punto di vista mica le si può dare torto.

Adesso governa l’Europa, e ci farà vedere come si fa: nel tedesco c’è sempre il pedagogo, il maestro di scuola. Ovviamente, in lui c’è anche il bottegaio tirchio che cura anzitutto i suoi interessi. Ci ha dato Monti, ci darà Draghi, i Gauleiter che ci siamo meritati.

Con una famosa sentenza, la corte costituzionale di Karlsruhe ha decretato anni fa che le direttive europee possono essere recepite nel sistema tedesco, solo se non violano la Costituzione: così facendo, la Germania si è resa il solo Stato a mantenere la sovranità. È diventata da allora la Prussia d’Europa, e noi, che ci siamo obbligati a recepire qualunque cosa, i piccoli principati.

E pensare che i congiurati di lusso che furono i primi europeisti , Monnet e i suoi cooptati, mettendo insieme l’Europa eurocratica a-democratica, lo fecero con lo scopo di «contenere la Germania», di legare il gigante al suolo con le loro istituzioni sovrannazionali. Oggi, è la Germania che si è appropriata di queste istituzioni, a suo vantaggio, e nessuna normativa esiste, che la costringa allo status di pari fra pari.

Quando si dice l’eterogenesi dei fini.





1) Fu nel 1940, quando il Kaiser Guglielmo, ormai in esilio, salutava con entusiasmo le conquiste belliche del Fuehrer. Scriveva alla sorella: «La mano di Dio sta creando un nuovo Mondo e fa miracoli. Stiamo diventando gli U. S. d’Europa sotto egemonia tedesca, un continente europeo unito; nessuno sperava di vederlo!». (Citato da John Laughland, The Tainted Source – The undemocratic origins of the European ideas, Londra 1998).


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Commenti  

 
# BULEGH 2013-01-17 13:22
Non sarà il caso di mobilitarsi per la nascita di una nuova FGBIE (Federalistic Gold-Based Indipendent Europe)?
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# amsicora 2013-01-17 14:14
avete notato che draghi ha le corna e la coda?

battute a parte, vorrei ricordare che draghi è stato voluto dal governo tremonti-berlusconi prima alla banca d'italia (dopo aver fatto fuori il povero fazio con una campagna giudiziario mediatica) e poi alla bce
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# SUPERCECCHI 2013-01-18 16:50
Citazione amsicora:
avete notato che draghi ha le corna e la coda?

io ho notato che sulla copertina dell'inserto del Corriere della Sera di fine anno, indossava una cravatta con i 666
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# FeBM 2013-01-17 14:19
E se invece Monnet & co avessero saputo tutto ciò? Che, cioè, il risultato che ci si para innanzi fosse precisamente quello voluto, ab initio?

In fondo le elites che vogliono comandare il mondo, quelle dei capitalisti terminali, hanno bisogno di un gendarme che controlli le masse: in USA il governo stesso, i cui presidenti oramai, senza l'appoggio dei banchieri, non possono nemmeno sognare di essere eletti; qui da noi la Germania che come gendarme, non credo tema confronti.

Cordialmente
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# Giovanni Silvano 2013-01-20 23:39
Penso che questo sia anche il risultato del declino degli USA, fino a qualche anno fà riuscivano a fare il gendarme del mondo, adesso in alcune aree devono demandare, è chiaro che in Europa hanno abdicato ai tedeschi.
Del resto chi poteva raccogliere il testimone? L'Inghilterra e la Francia non hanno più i titoli, noi meno che meno......
Un gendarme ci deve essere sempre e comunque.
A dire il vero ai tempi della Thatcher il Regno Unito si era proposto a questa funzione ma gli USA non ci hanno mai creduto, poi è arrivata la riunificazione e non c'è stata più storia.
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# BULEGH 2013-01-21 19:20
Altroccché ... sapeva tutto eccome!
Prontissimo a seguire gli ordini dei suoi scaltrissimi padroni pifferai-nasi-lunghi d'oltre oceano.
Sarebbe utile ricordare con quale tempestività questo signore si rifugiò (e si salvò) prima negli UK, poi negli USA poco prima che scoppiasse la 2° guerra mondiale.
Nel 1976 pubblicò le sue Memoires, un librone di 642, Fayard editore, che m'affrettai ad acquistare e leggere proprio allora allorquando risiedevo in quella che stava per diventare la capitale della UE!
Capperi! Quanti suoi ricordi e testimonianze di enorme valenza storica, politica, sociologica, psicologica, umanistica etc.!
Chissà, tempo permettendo, magari una qualche citazione la trascriverò in seguito?
Boh!
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# Pietro G 2013-01-17 14:23
Si promuove una persona anche per togliersela di mezzo e sopratutto per neutralizzarne il potere. E Draghi di potere nei confronti dell'Italia ne ha moltissimo. Quando il senatore Garavaglia della Lega Nord dice che alla commissione finanze del senato gli ispettori della BCE avevano imposto a tutti di sostenere Monti altrimenti non compravano più i BOT e l'Italia andava in default, dà una idea di quello che potrebbe succedere anche col nuovo governo . Per questo Bersani si è alleato con Monti a spesa di Vendola e di molti elettori di sinistra. La sinistra cerca la benedizione della finanza inernazionale per l'aumento delle tasse e non è detto che la trovi, visto che ormai anche i giornali economici internazionali hanno capito che a forza di aumento della tasse l'Italia non uscirà mai dalla recessione e che quindi non potrà ripagare il debito.
La potica monetaria tedesca, sia della Bundesbank che delle altre banche, merita, giustamente, attenzione. La Deutche Bank ha venduto quasi tutte le riserve di BOT che possedeva e, secondo Brunetta, ha contribuito a scatenare la speculazione contro l'Italia e il Sud Europa. Oggi vediamo questo movimento di rimpatrio dell'oro tedesco, che in realtà era in atto da tempo silenziosamente , e uno si chiede : cosa sanno oppure cosa prevedono che succede nel breve e medio periodo? Secondo me si sono convinti che nel medio e lungo periodo la situazione economica dell'Europa peggiorerà drammaticamente , in particolare nei Paesi del Sud e stanno, appunto, sollevando il ponte levatoio, cioè cercare di salvare se stessi. Non è detto che ci riescano.
L'equazione UE = unificazione prussiana della Germania sarà anche giusta, ha però un fattore spurio : è stato Mitterand ad imporre l'euro alla Germania, non il contrario.
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# Maurizio Blondet 2013-01-17 17:31
"...è stato Mitterand ad imporre l'euro alla Germania, non il contrario".
Precisamente. E Kohl ha accettato per volontà di "pace", sincera. Il punto è che non è imponendo l'euro che si conteneva la Germania riunificata, bensì con leggi federaliste che definissero precisamente diritti e doveri - e parità fra i membri. TGli euro-massoni volevano arrivare all'Europa federale, però, senza dirlo, con mezzucci "a-politici" come euro, armonizzazioni e integrazioni, per non dover chiedere il permesso ai popoli. Questa doppiezza ha prodotto doppiezza la Germania neo-prussiana che vediamo...

Maurizio Blondet
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# raff 2013-01-17 23:52
"E Kohl ha accettato per volontà di "pace", sincera. Il punto è che non è imponendo l'euro che si conteneva la Germania riunificata, bensì con leggi federaliste che definissero precisamente diritti e doveri - e parità fra i membri."

Diritti e doveri che furono definiti con il trattato di Maastricht, senza mezzucci ma con l'acquiscenza entusiasta dei politici "europeisti".
Il trattato di Maastricht, firmato il 7 Febbraio 1992 ed entrato in vigore dal 1° Novembre 1993 fu l'atto costitutivo della attuale Unione Europea, fissava le regole politiche e i parametri economici necessari per l'ingresso nell'Unione dei vari stati europei che volevano aderire. Per favorire l'entrata anche della Gran Bretagna e altri paesi nordici, fu stabilita, per quanto riguarda l'euro, la regola dell'opting-out, cioè la possibilità di mantenere la propria moneta. Per quei paesi che invece avessero scelto l'euro, furono imposti (questo sì dalla Germania) cinque parametri di convergenza:

-Rapporto tra deficit pubblico e PIL non superiore al 3%.
-Rapporto tra debito pubblico e PIL non superiore al 60% (Belgio e Italia furono esentati).
-Tasso d'inflazione non superiore dell'1,5% rispetto a quello dei tre Paesi più virtuosi.
-Tasso d'interesse a lungo termine non superiore al 2% del tasso medio degli stessi tre Paesi.
-Permanenza negli ultimi 2 anni nello SME senza fluttuazioni della moneta nazionale

L'ipotesi federalista fu sostenuta allora sia dalla Francia che dalla Germania, che premevano per accelerare la difesa comune trasformando l'UEO nel braccio armato dell'Unione, sempre in ambito NATO (in questo senso asse franco/tedesco). Al contrario Regno Unito e Paesi Bassi si opponevano all'idea preoccupati di un indebolimento dell'Alleanza atlantica.
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# Giovanni Silvano 2013-01-20 23:51
Direttore, è impossibile imporre parità fra membri, quando un membro è un gigante economico e tecnologico senza rivali al mondo non ci sono mezzi per contenerlo ne con l'Euro ne senza.
La potenza tedesca riuscivano a tenerla sotto controllo (in modo sempre fittizio) sin quando il paese era diviso in due, ed addirittura Berlino in quattro.
Però ad un certo punto i Russi che si addossavano al 100% questa responsabilità hanno detto basta e se ne sono andati.
Cosa si poteva pensare che la Russia tenesse diviso un paese con dei muri per l'eternità????
Se non fosse caduto con Gorbaciov il muro sarebbe caduto comunque un po dopo.
La Thatcher è Volata a Washington a chiedere che gli USA ricostruissero il muro, ma come si può chiedere una cosa del genere agli americani quando la prima etnia in America è quella tedesca????
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# astrorosa1 2013-01-18 21:31
I Demoni parlano

CAP XXII
- Tutte le imprese commerciali dipenderanno da noi: potete immaginare quale sarà la nostra potenza! 135
- Nelle nostre mani è concentrata la più grande potenza moderna: l’ oro. In pochi giorni possiamo estrarre
qualsiasi somma dai depositi segreti dei nostri tesori… tutto il male che siamo stati costretti a fare per tanti secoli sarà
servito … al ristabilimento dell’ ordine 135
CAP XXIII
- La nostra potenza sarà gloriosa perché immensa, guiderà, regnerà, governerà… la vera potenza non transige con
nessun diritto, nemmeno con quello divino 136
- Le forze dell’ istinto e della non ragione … hanno distrutto ogni ordine per elevare su tali rovine il trono del Re d’ Israele.
Ma il loro compito sarà finito appena il Re d’ Israele salirà sul trono. Saranno tolti di mezzo, perché il cammino al Re
non presenti il minimo ostacolo 137
7CAP XXIV
- A noi tocca dirigere il pensiero di tutta l’ umanità… soltanto ai nostri verrà insegnata l’ applicazione dei piani politici, l’
intelligenza dell’ esperienza dei secoli… soltanto quelli che saranno assolutamente capaci d’ un governo fermo,
inflessibile fino alla crudeltà riceveranno le redini dei nostri Savi 138
B’NAI B’RITH

Aggiuungiamo la costituzione è morta
ma i giudici della corte costituzionale
percepiscono prebende milionarie il capo dello stato è immune da controlli la schiavitù è alle porte.
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# Andrea V. 2013-01-17 15:47
"in fondo, si offre a Draghi la presidenza di Stato più pagata del mondo occidentale, la divinizzazione definitiva fra lussi ignoti persino alla Regina Elisabetta, e un potere non indifferente visto che – golpe dopo golpe – è il capo dello Stato che oggi governa l'Italia."

Va bene ma, diciamocelo direttore, è il più pagato al mondo ma a livello internazionale è anche il meno prestigioso.
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# cgdv 2013-01-17 16:35
Caro Blondet questo articolo è molto stimolante ed interessante perché tra l'altro, in alcune sue parti collega la Storia alla nostra miserevole attualità. Mi rattrista però il fatto di dover evocare mentalmente la misteriosa ex DDR Angela Merkel, nata ad Amburgo ma di ascendenza prussiana e polacca i cui genitori passavano e ripassavano senza problemi la cortina. Non vorrei che la mitica "culona" a parte i danni che già ci procura, (io non credo pro Germania ma conto terzi), riuscisse a farci propinare Draghi come presidente della Repubblica.
Va bene che completerebbe degnamente, in senso tecnocratico e globalista, il museo presidenziale degli ultimi manipolatori sulla strada della perdita di sovranità. Infatti infila dopo Leone un partigiano socialista, un massone delle famiglie sarde, un partigiano democristiano, un banchiere ex Partito d'Azione, un emerito ex(?)comunista: ma quando finirà la nostra punizione!
Giuliano
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# Franco_PD 2013-01-18 21:59
La vicenda politica della Merkel (DDR ante riunificazione) mi ha sempre incuriosito. E ho addirittura avuto l'impressione che nel tempo si vogliano sfumare sempre più le sue responsabilità nel regime criminale della Germania Est. Oggi la si presenta - al massimo e di sfuggita - come ex aderente alla Gioventù comunista dell'epoca. Ma solo qualche anno fa la si indicava come ALTA dirigente delle organizzazioni giovanili della DDR. E se ne poteva leggere sul web. Lei e la sua famiglia avevano una certa libertà di movimento all'estero, e disponevano anche di automobili, cosa autenticamente insolita nel regime comunista. La Merkel dovrebbe essere ricattabilissim a con questi trascorsi. Perchè non lo è? O forse lo è proprio....
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# raffaele.giovanelli 2013-01-17 17:10
Berlusconi è diventato come il gestore di malocchio. Se esprime l’augurio che qualcuno, non compreso tra i suoi seguaci, abbia successo, costui agli occhi del popolo di sinistra viene rovinato. E’ già successo per Renzi, dopo che Berlusconi dichiarò che gli piaceva e che, sicuro della vittoria della sinistra se Renzi ne fosse stato alla guida, lui non si sarebbe neppure ripresentato.
Mossa ancor più astuta sta facendo con Draghi. Proponendolo lui a Presidente della Repubblica, genera nel popolo di sinistra una avversione irriducibile. Forse Draghi realmente pensava a quella via di fuga dalla prossima inevitabile ostilità germanica. La proposta di Berlusconi lo sputtana anche davanti agli occhi sospettosi dei francesi, gli unici che nascostamente lo stanno aiutando.
Errore sottovalutare Berlusconi!
Giovanelli
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# Franco_PD 2013-01-17 23:08
Penso anche io che sia un errore sottovalutare il Caimano. Forse non vincerà, ma ai suoi avversari farà defecare puntine da disegno. E sarà uno spettacolo imperdibile.
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# raff 2013-01-17 18:48
"O che si chieda, poniamo, dove è conservato il «nostro» oro, che una volta si diceva fosse la terza riserva aurea mondiale: c’è ancora?"

Bella domanda, che si associa all'altra: questo oro di chi è? E' di proprietà del Tesoro e quindi dello stato, o è proprietà della Banca d'Italia che, per la proprietà transitiva è in mano ai privati azionisti delle principali banche italiane?
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# rinus 2013-01-17 19:48
Mi raccontava un caro amico,,che un generale pluridecorato russo chiese a Stalin se non fosse conveniente per la Russia, riconoscere lo Stato del Vaticano.
Stalin stupito chiese al generale,"quante Panzerdivisione n ha il Papa?"" Si toccò i baffi e si mise a ridere.
Voglio dire che non solo i politici italiani non hanno nulla da decidere ,ma tutte le nazioni europee sono agli ordini degli scacchisti giudei.Piacerebbe conoscere chi sono i veri proprietari dei grandi complessi industriali tedeschi
Quante atoms bomben ha Deutschland?
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# Giovanni Silvano 2013-01-21 00:02
Susanne Quandt è la proprietaria della BMW, è la donna più ricca di Germania è una delle 5 donne più ricche al mondo, e non sai chi é???????
E' una donna timida e normalissima, una tedesca, imparentata per via indiretta con Magda Quandt, la moglie di Goebels ministro di Hitler.
Non c'è niente di misterioso fra le proprietà delle aziende tedesche, sono sempre quelli di prima, quelli del tempo di Hitler, gli americani occupanti non hanno espropriato proprio nessuno, nemmeno i "Krupp" anzi hanno rifinanziato tutto il complesso industriale tedesco nel 1945.
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# Giovanni Silvano 2013-01-21 00:12
Ufficialmente non ha nessuna atom bombe, ma dubito che nella realtà sia cosi. EADS società mista franco/tedesca fabbrica bombe atomiche e missili intercontinenta li, (ovviamente con l'apporto determinante di tecnologia tedesca)ufficia lmente solo per la Francia, ma sarà proprio cosiiii???
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# lettera41 2013-01-21 11:39
che senso ha avere bombe atomiche se nessuno lo sa?
Gli Ebrei si sono affrettati a far sapere che ne hanno 2-300 puntate anche sulle nostre teste.
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# Giovanni Silvano 2013-01-21 12:58
Anche se nessuno lo sà rimane sempre il beneficio del dubbio ed è quanto basta.
Prima di lanciare bombe atomiche su di noi gli ebrei hanno ben altri obbiettivi su cui potrebbero farlo, ma non lo fanno nemmeno su quelli.
E perche dovrebbero farlo sill'Europa dove vivono centinaia di migliaia di gente loro? Si può dire di tutto degli ebrei, ma non si può certo dire che non siano persone razionali, la stessa vita dello Stato di Israele dipende dall'Europa.
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# oriundo06 2013-01-17 21:16
E quell'oro italiano della Corona Italiana che fu portato in Inghilterra durante la guerra e ivi depositato: che fine ha fatto ? Era solo oro o vi erano anche documenti e rapporti segreti ? Magari sui rapporti 'speciali' fra l'italica Monarchia e la sua parente prossima in Albione...mentre le città italiane erano bombardate dalla Raf...Ho l'impressione che sia stato incamerato nel silenzio generale come preda di guerra ed il medesimo destino non mi stupirei abbia fatto il suo gemello in America. Però attendo chiarimenti da chi ne sa più di me. A proposito, mi sembra che leggendo l'articolo un'evidenza salti all'occhio. Mai come oggi siamo subissati di notizie di ogni genere, spesso reiterate senza fantasia da tutti i media, ma manchino quelle vere, quelle importanti, quelle decisive, perchè del nostro destino si tratta e non di sottili questioni metafisiche sulla 'quiddità' sub specie 'economica'. Queste notizie e i fatti che le corroborano sono invece segretate o altrimenti rese inacessibili anche ai dei validissimi 'cercatori' come il Direttore, che si vede vorrebbe dire di più ma gli mancano le 'pezze d'appoggio' a dissipare la zona grigia... E si rifà sulla storia, quella grande, che è argomento in cui eccelle. Peccato, ma anche testimonianza di una 'ratio' in quest'epoca sciagurata costretta a non potersi validamente occupare della verità comune a tutti, resasi occulta ed a disposizione di pochissimi, in genere a quelli che hanno tutto l'interesse al silenzio . A noi ci rimane solo l'intuito e quella profonda specula interiore che ci guida verso la negazione di questo infame mondo.
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# Vandeano36 2013-01-17 23:27
come la seconda guerra mondiale fu la conseguenza delle ingiustizie ed assurdità della prima guerra mondiale,cosi' la terza guerra mondiale che serpeggia sarà la risoluzione alle ingiustizie attuali.
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# aloisius 2013-01-17 23:34
La Merkel regna per conto di quelli che le hanno piantato sul petto una medaglia, ufficialmente, e recentemente ha ricevuto un premio, pare 5.000 euro dal Judenrat tedesco per i suoi buoni uffici.
Quindi la cosa è molto più grave.
"Chi tocca Israele, tocca la Germania" è una sua frase.
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# Giovanni Silvano 2013-01-21 00:06
Mah.... ho visto recentemente il filmato dell'ultima visita della Merkel in Israele, il suo portamento anche in Israele è quello della pardrona di casa, come fà dapperttutto.
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# Lukas 2013-01-18 08:57
Inutile menare il can per l'aia, sono i migliori, loro, sono stati brutali ma sono superiori in tutto, loro, nell'involontarietà si rendono antipatici ma l'eccellenza fa di loro la perfezione. Il gap incolmabile di noi banderuole, vigliacchi. Noi gente comune e mediocre, meritiamo quello che ci meritiamo e come disse un prete "Arrivederci ragazzi".
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# Lunghetto 2013-01-18 12:50
Direttore, forse Le è sfuggita la notizia:

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14567
presentata da
FABIO RAMPELLI
giovedì 19 gennaio 2012, seduta n.573

RAMPELLI e MARSILIO. -
Al Ministro dell'economia e delle finanze.
- Per sapere - premesso che:

da un articolo pubblicato sul noto quotidiano nazionale La Repubblica, datato 1o agosto 2009 e dal titolo «L'oro italiano? A Manhattan. La Fed detiene parte dei lingotti» si apprende che gran parte della riserva aurea italiana sarebbe custodita presso uno stabile sito vicino la Federal Reserve statunitense, a New York;


dallo stesso articolo, si evince inoltre che altri quantitativi della nostra riserva aurea, seppur minori rispetto al succitato, vengono detenuti presso la Banca d'Inghilterra e presso la Banca dei Regolamenti internazionali con sede a Basilea;


la stessa notizia viene riportata dalla trasmissione televisiva «Passaggio a Nord Ovest», noto programma di approfondimento di RAI 1, nella puntata andata in onda in data 11 settembre 2010;


dalle stesse fonti si apprende inoltre che una parte dell'oro custodito presso i forzieri della Banca d'Italia, nella sede di via Nazionale a Roma, non sarebbe sotto la nostra diretta custodia perché affidato alla Banca centrale europea -:


se quanto citato in premessa corrisponda al vero ed, eventualmente, quando e in base a quale accordo o disposizione di legge sia stata assunta una tale decisione e se tale scelta «strategica» sia ancora ritenuta funzionale agli interessi dell'Italia;


a chi appartengano la proprietà della riserva aurea detenuta a Palazzo Koch e la proprietà della riserva aurea detenuta nelle sedi estere;


se l'Italia abbia la completa disponibilità delle succitate riserve auree, sia di quella detenuta presso la Banca d'Italia, sia di quelle eventualmente detenute presso sedi estere. (4-14567)

In politica non tutti sono uguali, anche se erano del PdL. Oggi sono i Fratelli d'Italia.
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# aloisius 2013-01-18 12:57
Citazione Lukas:
Inutile menare il can per l'aia, sono i migliori, loro, sono stati brutali ma sono superiori in tutto, loro, nell'involontarietà si rendono antipatici ma l'eccellenza fa di loro la perfezione. Il gap incolmabile di noi banderuole, vigliacchi. Noi gente comune e mediocre, meritiamo quello che ci meritiamo e come disse un prete "Arrivederci ragazzi".



L'erba del vicino è sempre più verde, vero? Pensi che invece i tedeschi invidiano-ammirano tanto "die Leichtlebichkei t" degli itliani, la nostra inventiva, il nostro buon gusto, la cucina, i nostri vini, le nostre città, i nostri paesaggi che conoscono meglio di noi, la nostra lingua, la nostra musica. Ci sono dei canali TV che propongono dei bellissimi programmi che la TV nostrana si guarda bene dal comperare, che fanno conoscere le nostre bellezze nelle varie regioni, che noi non conosciamo, ultimo dei quali dedicato al Gennargentu, alla sua flora e fauna unica, alle alpi piemontesi e agli stambecchi salvati dalla scomparsa da Vittorio Emanule II, per citarne solo qualcuno.
Lo sapeva che la minuteria per certe grandi industrie tedesche viene ancora prodotta in Italia e non in Cina?
Anche il Deutschland ueber alles ha subito il degrado che l'umanità intera sta vivendo, e in quanto all'Italia dobbiamo sbarazzarci dei vari cancri che conosciamo e abbondantemente denunciati dal direttore come da molti commentatori, ma anche di quelli che si e ci sputano continuamente adosso!
Ma c'è voglia di rinascita, mi creda.
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# Giovanni Silvano 2013-01-21 00:13
Non venirmi a dire che invidiano anche la nostra corruzzione tipo Ghana...
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# aloisius 2013-01-18 12:59
Citazione Vandeano36:
come la seconda guerra mondiale fu la conseguenza delle ingiustizie ed assurdità della prima guerra mondiale,cosi' la terza guerra mondiale che serpeggia sarà la risoluzione alle ingiustizie attuali.


Sì, ma non prima dell'avvento del Regno di Dio (in noi).
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# SUPERCECCHI 2013-01-18 16:48
L'attuale assetto europeo inizia nel 751
con l'incoronazione di Pepin.
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# milvus 2013-01-18 17:03
Berlusconi gestore del malocchio, è vero: grazie a lui abbiamo scoperto,
durante le primarie, che i Maya si sono sbagliati, o abbiamo sbagliato noi o semplicemente non avevano voglia di continuare ad incidere gli anni sulle sulle pietre, ci ha insegnato a non farci colgiere da sprovveduti creduloni nell'avere cieca confidenza o mettere tutte le fiches in predizioni di culture... che al parere degli storici, conosceva la ruota, ma non voleva usarla, salvo nei giocattoli per bambini...
Se non ci si può più appellare alle scuse facili che offrirono i nazisti, l'unica opzione alla BCE è aizzare il vespaio dell'asso del Male....
E cosi che Berlusconi scopre, da un giorno all'altro, e nonostante la sua insoddisfazione da Santoro, che da 100 seguaci sul profilo Twitter è gia quasi ad 80.000! Ora se li ha comperati o meno non saprei, però è vero che non va sottovalutata la Maggioranza vendicativa e delusa dal golpe.
E psicologico: le sinistre con tutti quei decreti per salvare l'Italia, cambiarla, migliorarla, ringiovanirla, oltre che è il modo perfetto per uscirne sconfitti, è dichiarsi guerra a loro stessi.
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# Lukas 2013-01-18 19:11
Signor aloisius, Lei mi da ragione, loro conoscono L'Italia meglio di noi è il nostro paradosso migliore che conferma la mia affermazione. Come ci ricorda sovente il direttore non riusciamo a ricavare un fico secco dalla spettacolarità del nostro territorio. Le ricordo che vivo sul lago di Garda e di tedeschi sono preparato perchè vi soggiornano quasi tutto l'anno. In quanto a sputi, inizierei dall'otto settembre 1943.
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# monostatos 2013-01-18 20:06
Se davvero la Germania diventasse il federatore di una Europa-potenza, si potrebbe anche accettare la subordinazione economicao-politica in cambio dell'indipendenza continentale.
Ma la Germania non può e non vuole diventarlo, perchè dovrebbe confliggere con gli USA, e non ne ha nessuna voglia e nessuna capacità. Nella Germania pre-bismarckiana non c'erano le basi militari dell'Impero britannico.
Di fatto, lo scambio avviene tra USA e Germania, ai dani del resto d'Europa.
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# Boromir 2013-01-18 20:34
Draghi e Monti pupazzi della Germania?! Strano Direttore. Io credevo che i due fossero proconsoli in Europa della finanza anglosassone, insomma dei Goldman-boy. Ce lo aveva detto e ripetuto lei tante volte. Ora invece ci dice che sono dei gauleiter. Manca solo che gli metta la divisa nazista e siamo a posto. C'è qualcosa che non mi quadra in questa campagna berlusconian-anti-tedesca.
A quando: "bomb bomb Germany"?
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# nicolas 2013-01-18 22:36
Ancora una volta debbo citare chi meglio di tutti ha interpretato il ruolo della Germania nei confornti dell'Europa e degli anglo-sassoni:Berlusc oni.
Forse lo ha fatto involontariamen te ed in forma simbolica ma corrisponbe al vero.
Si narra dunque che durante una seduta del Parlamento europeo tale Schultz aggredì verbalmente Berlusconi per via di qualche scherzuccio da gabella. Questi, italianamente inviperito , gli rispose per le rime e gli affibio' l'epiteto di "Kapo".
La vicenda è una riproduzione in parallelo sul ruolo della Germania nei confronti degli europei:Kapo al servizio degli anglo-sassoni e di quelli che "uber alles" comandano
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# nicolas 2013-01-18 22:23
La Germania o ex-Prussia ,insomma, è condannata a primeggiare suo malgrado in fatto di economia,armame nti e organizzazione della società perchè ha per cultura la disciplina della "caserma".
Disziplin è il sostantivo che meglio racchioude il sentimento , la sensazione, la percezione che si ha in Germania.
E comunque condivido quanto asserisce Aloisius sull'"affetto" dei tedeschi verso noi italiani. Ne parlo per esperienza diretta per via di parentele consolidate. Un esempio emblematico è un mio cugino tedesco di nascita che quando viene a Roma tocca il cielo con un dito a patto che non lo si faccia guidare l'auto perchè si sente totalmente inadeguato all'esercizio in Italia.

2) Da studioso del Berlusca e del suo verbo ho maturato l'idea che ultimaemnte il nostro, nel suo operato , sparga polpette avvelenate a destra e a manca e soprattutto in ambito europoide.Essendo un abile conoscitore, per ovvie ragioni, della filosofia del grande fratello dove è vero il contrario delle parole, questi, oltre a bruciare candidature, ha fatto una dichiarazione da Santoro che lì per lì non significava nulla :-Sono il più europeista di tutti i politici!
Bene , secondo me sta preparando qualcosa che mira a amndare a ramengo questa Europa. Lo farà perchè è abile nel carpire gli umori del comune sentire dell'italico popolo produttivo.
Lo farà perchè sta incredibilmente denunciando l'infamia di Sarkozy nel massacro libico. Immediato effetto collaterale : qualche pallottola vagante sull'auto del console italiano a Bengasi.
Berlusconi ha indossato l'elmetto perchè è chiaro che così non si puo andare avanti e che l' Europa siffatta sarà oggetto di qualche sostanzioso scossone. L'euro ad ogni costo ha i giorni contati.

3) Non avendo tempo per fare ricerche chiedo se qualcuno sia in grado di riportare la questione dell'oro "posseduto" dalla Banca d'italia e il progetto di Bofonchio Prodi per alienarlo ai fini della riduzione del debito pubblico. Il grande massacratore della economia e delle rapine degli asset italiani va tenuto d'occhio perchè il suo operare è diabolicamente cronico.
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# Giovanni Silvano 2013-01-21 19:12
Sarà più facile che l'Europa faccia a pezzi le aziende di Berlusconi, che Berlusconi faccia a pezzi l'Europa.
Figuriamoci se le grandi potenze del mondo permetteranno a Berlusconi di fare una cosa del genere?! Un padrone delle ferriere brianzolo, che fà a pezzi il mondo!!!!???? possiamo ridere?
A Berlusconi non sarà mai più permesso di governare l'Italia, anche a costo di usare le manieri forti........noi tutti sappiamo per esperienza cosa succede in Italia quando le superpotenze usano le maniere forti con noi.
Berlusconi se si mette a fare la pipì contro vento si bagna tutto.
Se qualcuno pensa che il destino d'Europa dipenda dalle nostre elezioni, è solo perchè ha delle strane visioni.
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# musicus barocchus 2013-01-18 22:47
Da un decennio a questa parte gli USA si stanno gradualmente disimpegnando dall´Europa;pro va ne e`il ritiro di parte delle loro forze militari dalla Germania e il loro ridispiegamento verso Est e l´Italia meridionale.La Germania sta´riempiendo il vuoto di potere che stanno creando gli Americani,con il consenso di Washington ed esercitando di fatto un´amministrazi one congiunta.Questo spiega anche il rinnovato dinamismo militare francese,una spia del timore di Parigi di diventare un satellite di Berlino da esorcizzare tramite una politica di Grandeur invero un po´patetica.Quindi non credo ci sia contraddizione tra l`essere al servizio della finanza anglosassone e dei Tedeschi;tanto piu´che ai primi non dispiacerebbe continuare a far si´che l`euro rimanga forte mentre loro cominciano a svalutare.
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# Giovanni Silvano 2013-01-21 19:19
Non c'e'nessun conflitto fra la finanza anglosassone e la Germania, la finanza internazionale lavora di concerto con le grandi economie del mondo, da sempre, attualmente sono 3 i poli USA-Germania-Cina.
Il resto del mondo è composto da briscolini manovrati a distanza, ecceto forse la Russia, ma non del tutto.
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# PHILIP 2013-01-19 15:02
Penso che tra lo Zollverein di allora e la U.E. di oggi ci sia una fondamentale differenza. Il primo era composto da stati esclusivamente di lingua e cultura germanica, quindi creare un'unione omogenea era un gioco da ragazzi, bastava solamente uno stato un po' più autotoritario (la Prussia) ed un uomo politico intelligente (Bismark, fu lui l'artefice dell'unione non il Kaiser)a creare una nazione omogenea. L'UE di oggi invece, è composta da popoli con storia, tradizione e mentalità diversissimi, ci sono Latini, Celti (Irlanda), Slavi, Ugro-finnici e Germanici. Penso sia quindi impossibile, che la Germania di oggi possa ripetere l'impresa che fece allora la Prussia. Sempre che la Germania abbia vermente la volontà di fare ciò e non sia invece che pensino l'Europa solamente come un loro terreno di conquista. Per quanto concerne la loro bontà, paura del conflitto, ho molti dubbi in proposito. E nemmno credo che tutte le nefandezze che hanno combinato nel XX secolo e ci stanno combinando a noi oggi quitidianamente , le avessero fatte perchè sono stati trascinati dagli eventi. Hitler non è stato imposto ai tedeschi dagli Inglesi o dai Russi, se lo sono scelti loro, nessuno ha imposto alla Merkel di pretendere lacrime e sangue dalla Grecia, è stata lei, contro il parere contrario degli altri partner Europei, a voler spingere fino a questo punto la politica di austerità.
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# BULEGH 2013-01-20 10:32
Hitler se lo sono scelti loro?
Loro chi?
Hitler "spuntò" a seguito di varie imprese liberatrici congegnate e attuate da altre nazioni, ad esempio prima e dopo le prime due guerre mondiali ma, soprattutto, a seguito delle "imprese" compiute dagli artefici e investitori della repubblica di Weimar.
La "storia" ufficale la impongono sempre i vincitori.
Le storie onestamente vere e corrette di solito rimangono nascoste. Purtroppo ...
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# Giovanni Silvano 2013-01-21 19:22
Hitler se lo sono scelti loro, ma i soldi per portarlo al potere sono arrivati dall'America.
La cosa fà anche un po ridere...
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# ulisse 2013-01-19 16:12
"Errore sottovalutare Berlusconi!", scrive raffaele giovanelli, e ha ragione. Dopo il ballon d'essai di B.,per eleggere il Gauleiter Draghi,dovranno venire allo scoperto. E "Loro" non amano operare che nell'ombra delle tenebre.
E poi, qualche fonte ce l'avrà anche il Berlusca: Putin, gli Inglesi,i Repubblicani USA, ad esempio.
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# Giovanni Silvano 2013-01-21 00:21
Secondo te gli inglesi ed i repubblicani USA vedono di buon occhio Berlusconi?
La stampa anglosassone, quella tedesca compresa vede Berlusconi come un vero e proprio lebbroso.
E non mi sembra che Putin si scopra minimamente per proteggerlo, è semplicemente una barzelletta che la Russia comprometta gli ottimi rapporti con la Germania per Berlusconi, dai su stai coi piedi per terra...
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# Franco Damiani 2013-01-19 19:04
Perché chiamaròlo "Gauleiter", adottando la terminologia spregiativa dei nostri avversari? I Gauleiter erano espressione di un regime che, al contrario di quello tedesco attuale, contro l'usurocrazia lottava.
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# BULEGH 2013-01-20 10:26
Draghi al Quirinale?
Bella, questa!
Sarebbe anche curioso scoprire poi chi dei due ne risulterebbe più danneggiato: Draghi stesso oppure il Quirinale o magari l'italica Repubblica fondata sul lavoro altrui?
Con tutto il dovuto rispetto per questo importante articolo, beh!
Tuttavia, a tal proposito, ne chiedo ammenda, è quasi impossibile evitare d'aggiungervi qualche satirico commento.
Stanti le recenti nonché incredibili campagne elettorali della peninsulare politica delle 3i (italiota, italiona e italiosa), magistralmente inserita nell'attuale Europa dominata dai soliti scaltrissimi pifferai Puffi-NasiLunghi, o viceversa, orbene che cos'altro si potrebbe suggerire alla stra-prepotente erede prussiana Merkel?
Magari di proporre o imporre Mario Monti alla prossima direzione della BCE?
Per un ritorno allo Deutsch Mark originale, sia cartaceo, sia metallico? In ORO certificato puro e duro, restituito dagli angioletti(?) di Fort Knox, o dintorni?
Ne sarebbe proprio il candidato ideale.
Chi? Il Marco?
Manooo: la coppia Merkel-Mario-Monti, che potrebbe quindi fungere quale genesi di un nuovo triplice schieramento europeo: quello delle 3-emme.
Per il conseguimento di inderogabili nonché vitali obiettivi di geo-politica neo-mondialista.
Per una nuova e più forte "crescita" macro-micro economica globalizzata, ma anche a sostegno delle attività produttive europeee, nazionali, regionali, locali.
E persino a favore dei consumatori tuttora in grado di consumare.
Anche a vantaggio degli UK e degli USA?
Ma certo!
Infatti, sotto la guida dellle 3-emme, si potrebbero attuare diverse cosucce assolutamente irrinunciabili per un nostro più raggiante futuro planetario. Con o senza l'euro, l'odierno "spread" ne risulterebbe prontamente rafforzato, consentendo quindi un aumento degli investimenti industriali da qualche parte e una convergente diminuzione delle esportazioni cinesi alla Russia (Washington permettendo).
Insomma, non tratterebbesi mica di quisquiglie. E il nuovo impero germanico post-prussiano ne uscirebbe decisamente rinnovato.
Ne uscirebbe anche dalle scatole?
Beh, dipenderebbe anche da altre scelte di natura psico-farmacologica.
Ad esempio, con un euro o un marco dorato più forte, si potrebbero incoraggiare e sostenere vaste liberalizzazion i degli immobili demaniali italiani, consentendone la vendita, la loro ricostruzione e riadattamento per l'inserimento di nuove carceri meno disumane, ove ospitare un buon numero di ex-criminali pentiti.
Tutto ciò potrebbe quindi essere fonte di lavoro per immigrati regolari del Far-East e di robusto impiego per immigrati irregolari o sconosciuti provenienti da qualsiasi altro territorio sub-mediterraneo (stavo per scrivere altro aggettivo!).
Il nostro, anzi vostro governo tecnico ne sarebbe senza dubbio fiero.
Ma non solo!
Con un Euro più forte e un Dollaro più debole, le esportazioni delle carni e del latte prodotte nella ex Germania dell'Est magari ne risentirebbero un pò negativamente ma a tutto vantaggio di ulteriori importazioni di aviogetti e armamenti made-in-usa. Cosa che forse convincerebbe gli americani d'evitare (o rimandare) l'invasione del Venezuela di Hugo Chavez. E forse anche evitare qualche altro terremoto e tornado dalle parti di Cuba e Haiti. Insomma per il maggior benessere di quelle popolazioni. Anche perché, di conseguenza, Washington potrebbe decidere d'azzerare i furti ... pardon ... le importazioni di petrolio e numerose altre preziosissime materie prime, uranio impoverito incluso, da altri continenti; e invece, al contrario decidere di esportare il loro stesso petrolio geologico, possibilmente prima che l'ipervulcano dello YellowStone salti sotto i loro deretani ... e di conseguenza consentendo anche al nuovo euro-schieramento delle 3-emme di concentrare la propria attenzione nei territori delle primavere arabe, per avviare concretamente la riforestazione delle dune (e magari anche dellle MONE) arabe
Insomma, l'attuale Europa post Clemenceau-JeanMonnet-Mitterand-Kohl & C0. di vitali, nuovissime cose serie ne potrebbe escogitare e realizzare in abbondanza!

Firmato: Johnny EC Buleghin
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# Boromir 2013-01-20 13:10
Io vorrei riproporre la domanda: Draghi e Monti gauleiter della Merkel? Ma a chi obbediscono questi due signori, a Berlino o alla City e a Wall Street?! Nessuno mi risponde?
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# BULEGH 2013-01-21 19:31
A tutti costoro ... ma non solo!
Blondet questi retroscena li ha ben descritti e documentati in numerosi suoi articoli e libri, non sempre necessariamente dedicati esclusivamente ai due suddetti mister, bensì delineando il contesto complessivo nel quale costoro hanno obbedito e agito obbedendo agli ordini dei loro "superiori".

PS
Mi chiedo perché Blondet non includa mai i suoi stessi lavori negli elenchi bibliografici da lui citati a piè di pagina?
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# Giovanni Silvano 2013-01-21 10:25
Vorrei ricordare a molti soloni che pontificano nel bene e nel male sulla Germania, che il vice cancelliere tedesco è un certo Philipp Roesler, nientemeno che un trovatello vietnamita nato in Vietnam.
Questo cosa vuol dire? Vuol dire che la Germania funziona perche vige la meritocrazia.
Col cavolo che in Italia un trovatello del 3° mondo diverrebbe ad una carica del genere, qui da noi vigono le RACCOMANDAZIONI , DINASTICHE, POLITICHE E DELLE GERARCHIE VATICANE, poco importa che siano persone capaci o meno, risultato emeriti imbecilli da noi hanno compiti dirigenziali, coi disastrosi risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
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# Lukas 2013-01-21 19:08
Sarei curioso del risultato delle prossime elezioni se per una volta non partecipassero al voto i dipendenti pubblici, dall'operatore comunale a quello ministeriale, dalla scuola, ecc... essendo lavorati fuori dal mercato, dalla concorrenza, immuni da qualsiasi rischio di licenziamento, distorgono con il loro contributo elettorale le sorti del paese.
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# Giovanni Silvano 2013-01-21 23:47
E' vero, rappresentanto un settore inefficente perche non esposto alla concorrenza.
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