>> Login Sostenitori :              | 
header-1

RSS 2.0
menu-1
TUTTI |0-9 |A |B |C |D |E |F |G |H |I |J |K |L |M |N |O |P |Q |R |S |T |U |V |W |X |Y |Z

Archivio Articoli FREE

Berlino non ha più bisogno dell’euro
Stampa
  Text size
Questa è letteralmente la conclusione di uno studio del Xerfi, importante istituto di analisi economica francese. Il titolo del dossier , che può essere letto integralmente, è «L’UE, plateforme de production de l’économie allemande».

Il succo è in poche cifre, dati impressionanti perché oggettivi. Nel 2007, la Germania realizzava il 65% del suo eccedente commerciale in Europa (36% nell’eurozona, il 29% nel resto della UE non ancora nell’euro), e solo il 35% fuori dalle UE. Negli ultimi 12 mesi, la situazione è platealmente rovesciata: la Germania oggi realizza il 74% dei suoi profitti da export fuori dell’Europa, e solo il 5% entro la zona euro, più il 29% nel resto della UE.

Il saldo intra-UE s’è ridotto di 77 miliardi di euro, mentre quelli al difuori è aumentato di 70 miliardi. La zona euro non rappresenta più che il 37% degli sbocchi per la Germania (contro, per esempio il 47% della Francia).



Questo rovesciamento epocale non è neutrale per la moneta unica. Quando la Germania aveva il grosso del suo export e dei suoi eccedenti in Europa, aveva un ovvio interesse a restare nella zona euro, e a tenerci a forza i concorrenti. Oggi, con la maggioranza dell’eccedente realizzato fuori della zona-euro, la prospettiva di uscirne diventa per Berlino più allettante. Certo, il marco si rivaluterebbe e ciò avrebbe contraccolpi sul suo export; ma il danno sarebbe in qualche modo compensato dal fatto che Berlino risparmierebbe del tutto i costi della «solidarietà europea», ossia i trasferimenti che – se dovesse accedere all’idea di «più Europa» – dovrebbe versare annualmente ai Paesi in difficoltà per sostenerne le economie. È una cifra che, ad essere ottimisti, è stata valutata a 80 miliardi di euro annui, pari al 3% del Pil tedesco. E quasi certamente di più. (Variant Perception – A Primer on the Euro Break-Up)

Il calo – bisognerebbe dire il crollo – di 77 miliardi dell’eccedente germanico nella zona euro come si spiega? Con la recessione nei Paesi periferici, ex concorrenti. Una tabella di Xenofi mostra che in realtà, la quota della Germania nelle esportazioni in seno alla UE è rimasta completamente stabile: era il 22% nel 1999, è il 22% nel 2012. È la parte di Francia, Regno Unito ed Italia (i tre Paesi industriali) che si è ristretta: nel 199 era al 33%, oggi è al 23%. Da notare che la quota dei Paesi dell’Est (sigla PECO nella tabella) è nel frattempo più che raddoppiata, dal 6 al 15%. Così anche i Paesi Bassi, satelliti economici di Berlino, sono passati dall’11 al 14%. L’Italia, che aveva il 9% nel 1999, oggi è ridotta al 7. Ma la Francia ha perso ancora di più: dal 13 è passata al 9%.

Dallo studio si apprende anche che la Germania non ha aumentato le sue esportazioni nell’UE dal 2007, mentre da lì importa più di prima, 79 miliardi. Ciò perché si amplia il divario di crescita fra la Germania, che continua, e gli altri Paesi, che sono in recessione o meglio in depressione. È un relativo beneficio per gli esportatori degli altri Paesi, che piazzano più delle loro merci in Germania, mentre per gli esportatori tedeschi gli sbocchi si restringono.

Xerfi dimostra che la Germania si è costruita una posizione dominante industriale in Europa, utilizzando gli altri Paesi come sub-fornitori del proprio apparato industriale per migliorarne la competitività globale, senza più preoccuparsi del mercato europeo dato che i suoi elementi di crescita e di avanzo sono realizzati altrove. Ciò mentre ha accentuato la marginalizzazione delle tre altre potenze industriali, Francia Italia e Gran Bretagna, di cui abbiamo visto il mercato intra-EU affossarsi in soli 13 anni, rispettivamente da 13 a 9%, da 9 a 7, da 10 a 6.

«La Germania sta trasformando lo spazio europeo in base arretrata delle sue esportazioni oltre la frontiera europea», approfittando della riduzione dei costi salariali unitari nella zona euro, imposti dall’austerità e recessione conseguente. Sotto la moneta unica forte, gli altri Paesi vedono «distruggere la loro integrità produttiva», e diventano sempre più vassalli. Ma – guidati da politici del tipo che conosciamo bene – essi fanno di tutto per tenerci attaccati all’euro tedesco. È invece la Germania che diventa via via più indifferente all’eventuale fine della moneta unica.

Naturalmente, contro l’uscita militano buone ragioni per i tedeschi. Molto solide. Berlino ha coperto i deficit degli altri Stati con i propri surplus, le sue banche hanno prestato agli altri Paesi dell’eurozona 3 mila miliardi di euro; se l’euro si rompesse il nuovo marco, rivalutatissimo, configurerebbe una enorme perdita di capitale per la Germania. È per questo che il sistema di «svalutazioni interne» (tagli ai salari) che ha imposto ai Paesi in crisi (suoi sub-fornitori) è la situazione meno peggiore per la Germania, mentre per la stessa ragione è la soluzione peggiore per i Paesi in crisi, perché vi distrugge aziende e posti di lavoro, anche se (impossibile) riuscissero a stroncare il loro deficit commerciale distruggendo la domanda interna.

Per esempio l’Italia: una volta distrutte le sue capacità produttive, anche se la domanda interna ripartisse, lo farebbe accrescendo di nuovo il deficit commerciale a favore... delle industrie tedesche (o cinesi o polacche, coreane…) di cui tornerebbe ad acquistare le merci, facendo di nuovo crescere l’eccedente tedesco (e cinese, coreano, polacco...).

Non c’è dubbio però che la classe politica e quella industriale tedesche stanno riservatamente soppesando con molta attenzione – contrariamente ai nostri politicanti da avanspettacolo – i pro e i contro. E guadagnano tempo, mentre i nostri si cullano nel sogno di «più Europa», di un federalismo europeo completo dove – in cambio della rinuncia totale alla nostra sovranità – la Germania dovrebbe aderire alla «transfer union», ossia colmare le falle degli Stati meno favoriti, come in Usa, poniamo, la California appiana le perdite croniche del Midwest.

Sperare che i tedeschi accettino un simile federalismo in cui sarebbero loro a dare, è la più inetta delle utopie e la più idiota delle ideologie che abbiano mai ossessionato l’Europa, che pure di utopie feroci e stupide s’è nutrita a iosa (vedi marxismo).

Lo si è visto anche nell’ultima riunione dei ministri delle finanze europoidi di sabato 2 giugno: doveva essere il primo passo per costituire l’«unione bancaria», nuove regole per «salvataggi bancari» solidali e comuni. Dopo 18 ore di negoziati, nulla di fatto. Non è che Berlino dica no, tira in lungo e ci lascia sulla corda. Il tempo è a suo favore, mentre è contro di noi.



L'associazione culturale editoriale EFFEDIEFFE, diffida dal copiare su altri siti, blog, forum e mailing list i suddetti contenuti, in ciò affidandosi alle leggi che tutelano il copyright.


 
Guarda commenti | Nascondi commenti

Commenti  

 
# Luigi 2013-06-25 16:56
Esattamente. Lo vado dicendo da mesi ai filo-tedeschi ad ogni costo, di questo sito, che la Germania ha distrutto il sogno di un'Europa dei popoli e/o delle Patrie e che ha colonizzato il resto del continente, con la collaborazione della nostra classe politica apolide.
Saluti.

Luigi Copertino
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Pietro G 2013-06-25 19:19
Luigi,
-Francia Italia e Gran Bretagna si sono marginalizzate da sole perchè hanno accettato la globalizzazione e l'apertura dei mercati senza essere minimamente in grado di tener testa a Paesi capaci di produrre gli stessi beni ad un costo stracciato. Perchè allora la Germania si è salvata? Perchè produce beni ad alto valore aggiunto e tecnologia che non hanno molta concorrenza. Anche per i tedeschi però, non è detto che questa pacchia possa contimuare a lungo, visto che i Paesi asiatici stanno diventando grandi produttori anche di tecnologia avanzata.
-È vero, la moneta unica ha operato come una camicia di forza che ha impedito la ripresa di competitività, per Francia e Germania, attraverso la svalutazione. L'esempio Gran Bretagna però, dice anche che la colpa non può essere solo dell'euro.
-Il risultato finale non sorprende affatto, l'economia più forte e innovativa si accresce anche a spese di quelle in declino. Questo è il mercato.
-Il dossier di xerfi ha il torto di addossare alla Germania colpe che invece sono specifiche dei tre Paesi : Francia, Germania e Gran Bretagna. La follia delle 35 ore (in Francia), ad esempio, un Paese (l'Italia) con una classe industriale capacissima a intrallazzare con i politici e incapace di rischiare i propri soldi, e per di più, con un quarto del territorio controllato dalla criminalità organizzata. Infine un Paese (la Gran Bretagna) deindustrializz ato da politiche folli di incoraggiamento alla speculazione finanziaria e all'economia di "servizi". Tutti questi errori si pagano.
Saluti.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# r1348 2013-06-25 21:34
La cosa triste, caro Pietro G, è che la sua tesi e quella di Copertino non si escludono a vicenda.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Scipio emiliano 2013-06-26 08:31
La Germania ha usufruito del cambio fisso per aumentare la sua capacita' produttiva. Il surplus economico che ha avuto grazie ed esclusivamente all'euro e' stato in parte reinvestito in ricerca e sviluppo ed ora possono sperare di fare a meno dell'Europa dopo averla spolpata.
La colpa non e' dei crucchi, la colpa e' della nostra classe dirigente cialtrona che si e' comportata da collaborazionis ta.
Speriamo che la Germania si riprenda molto presto il marco, anche se io dubito perche' come afferma l'articolo finche' puo' ci guadagnera'.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giovanni Silvano 2013-06-26 11:59
Guarda che la Germania l'enorme surplus economico ce l'ha dagli annni 50 da 50 anni prima che arrivasse l'Euro, dire che la Germania accumula surplus grazie all'Euro, vuol dire raccontare sciocchezze.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# EdoardoCas 2013-06-25 21:26
Che senso ha scaricare le proprie colpe sulla Germania? Quella è gente seria!
Come il sud Italia che da la colpa al nord della propria arretratezza, non scadiamo così in basso.
I fatti sopra citati dal Direttore sono alquanto eloquenti, vista un Europa agonizzante si sono rivolti ai mercati emergenti.
Magari ci avessero colonizzati!
Invece ci hanno lasciati nella nostra brodaglia insipida e oramai alquanto disgustosa.
Come dimostrato non ci hanno invaso con i loro prodotti, non ci hanno fatto concorrenza né sleale né aperta, in realtà ci hanno permesso di avere la loro forte moneta e la stabilità dei tassi e qui ci siamo comportati come ricchi ereditieri che scialacquano l'eredità spendendo e spandendo a vanvera senza nessun investimento per il futuro.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Scipio emiliano 2013-06-26 08:40
Gente seria? sai qual e' la piu' grande mazzetta mai elargita? il record spetta alla Siemens con lo stato crucco. Sai che Hartz era un puttaniere da far diventare Silvietto un verginello?Sai quante mazzette ha elargito la Thyssen krupp per far comprare i sottomarini fallati allo stato greco?
L'Italia pur con tutti i suoi limiti strutturali e culturali aveva un sistema economico con le sue particolarita' e punti di forza. Non e' mai entrato in crisi, e' stato fatto fallire dalla classe dirigente cialtrona e collaborazionis ta che ha spolpato lo stato fino al midollo dell'osso. L'Italia aveva la sua industria di stato perche' volente o nolente abbiamo sempre avuto una classe imprenditoriale della grande industria con le pezze al culo ed al cervello, pur con alcune fulgide eccezioni. Mussolini lo sapeva ed e' per questo che ha creato la grande industria di stato.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# EdoardoCas 2013-06-26 09:52
Ok Ok, hanno pagato mazzette a politici stranieri corrotti!
Ora come minimo si meritano la nostra classe politica!
Esportiamogli il Berlusca che tanto bene ha fatto in questi iltimi 20 anni!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Scipio emiliano 2013-06-26 13:17
Solo il Burlesquoni? ed i sinistri liberisti libertari?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giovanni Silvano 2013-06-26 12:06
Guarda "Scipio emiliano" mi sembri quello della parabola: "che cerca il pelo nell'occhio del fratello quando davanti al suo ha una trave" in fatto di mazzette non abbiamo proprio nulla da imparare da nessuno, forse solo la "Romania" è un pochino più avanzata di noi in questo campo, ma non tanto sai.
Qui in Italia si elargiscono mazzette persino per fornire carta igienica alle scuole.

Lascia perdere Scipione, non è un campo in cui possiamo dare lezioni, o meglio potremmo dare lezioni su come si lavora con le mazzette...persino il Calcio è truccato con le mazzette in Italia.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Luigi 2013-06-26 13:08
Citazione Luigi:
Esattamente. Lo vado dicendo da mesi ai filo-tedeschi ad ogni costo, di questo sito, che la Germania ha distrutto il sogno di un'Europa dei popoli e/o delle Patrie e che ha colonizzato il resto del continente, con la collaborazione della nostra classe politica apolide.
Saluti.

Luigi Copertino



Aggiungo solo una cosa a quanto già osservato. La Cina sta riassestando la sua economia sulla propria domanda interna. Così vanno facendo tutti i Paesi. Il commercio mondiale si sta contraendo mettendo in crisi le esportazioni, comprese quelle della Germania, sia in Europa che fuori Europa. Si inizia a parlare espressamente di deglobalizzazio ne e di ritorno a pratiche protezioniste (laddove esse sono state abbandonate nei decenni del furore liberoscambista ). La Fed ha annunciato di fermare l'acquisto di titoli di Stato innescando panico nelle borse mondiali, con conseguente risalita dello spread che significa ancora più austerità per le colonie mediterranee della Germania e quindi maggior calo della domanda di tali colonie e per contraccolpo delle esportazioni tedesche in Europa. Mi dispiace per tutti coloro che cantano le lodi delle virtù germaniche (che significa - cari miei ammalati di germanofilia per inveterata nazifilia, come se la Germania della Merkel fosse la stessa degli anni '30 - osannare il liberoscambismo globale ossia la tanto deprecata, per altri versi, globalizzazione ) ma la realtà dice che neanche i "biondi uomini del nord" la scamperanno. Come è giusto che sia. Nemesi storica per chi non ha capito che l'Europa o è dei popoli - e non dei mercati né reali né finanziari - o non è.
Saluti.

Luigi Copertino
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# zampano 2013-06-26 21:55
Grazie ancora a Copertino
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# monostatos 2013-06-25 18:09
E aggiungo che se si realizzerà il trattato commerciale USA/UE, l'Europa sarà neutralizzata politicamente e asservita economicamente per almeno due generazioni.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Andrea V. 2013-06-25 18:53
Quello è un paese abitato da gente seria, gente che fa gli interessi di tutti non di una sola parte.

Vorrei che il Veneto diventasse un lander tedesco.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# antonello pagani 2013-06-25 21:32
Si...diventiamo tutti tedeschi e poi esportiamo su Marte.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Luigi B. 2013-06-25 22:20
Un Lander? Prima si deve imparare il tedesco, poi si deve dimenticare il veneto e poi, forse, si diventa tedeschi. Proprio perché sono gente seria.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# montecrap 2013-06-26 07:21
Citazione Luigi B.:
Un Lander? Prima si deve imparare il tedesco, poi si deve dimenticare il veneto e poi, forse, si diventa tedeschi. Proprio perché sono gente seria.


Concordo pienamente: lavoro in una grossa industria veneta, dove anche quadri e dirigenti parlano in dialetto veneto e solo se costretti in italiano...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# markus.mann 2013-06-26 11:46
senza contare che per i simpatici imprenditori veneti le fatture... portano il malocchio.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Der Beobachter 2013-06-25 18:53
Se essere filo-tedeschi (lavoro da 30 anni in entrambi i paesi) significa vedere una differenza abissale nel rapporto tra cittadino e stato, cittadino e sistema fiscale, cittadino e ambiente, stato e infrastrutture, stato e ricerca e stato e tecnologia tra i due paesi allora… mi devo ritenere tale, purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# markus.mann 2013-06-26 12:13
Se essere filo-tedeschi significa mutuare gli esempi migliori, adattandoli alla nostra cultura e alle nostre abitudini, ben venga. Dopo aver annesso ed educato i simpatici cornuti delle foreste nibelungiche alla civitas romana, sarebbe anche ora di veder il favore contraccambiato , anche se a distanza di secoli, ma si sa: quando c'è da dare i crucchi hanno sempre il braccino corto.

Se invece, come spesso traspare da certi commenti, significa cercare protezione tra le braccia della potente e psicopatica Germania dell'euro, credo sia meglio suggerire soluzioni individuali: matrimonio con crucca/o, deportazione volontaria, per finire magari come il povero personaggio interpretato da Nino Manfredi nel film "Pane e cioccolata": biondo tinto e disperato per aver scambiato la propria dignità per una birra, bionda e tedesca naturalmente, anche se consumata nella viscidissima Svizzera.

Aveva ragioni da vendere il Divo Giulio: con due germanie avremmo potuto amarle entrambe, ricevendo in cambio un'Europa migliore.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# urbano 2013-06-25 18:58
E se prendessi la nazionalità tedesca? Avrei un futuro migliore?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tobia 2013-06-25 19:45
concordo pienamente con Andrea V.,aggiungo che vorrei che tutte le regioni al di qua del Pò diventassero una sorta di Germania del Sud...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giovanni Silvano 2013-06-25 20:17
Quello che vado dicendo anch'io da mesi è che la Germania dipemnde sempre di meno dal mercato interno Europeo, il loro mercato è mondiale.
Sulle loro volontà di distruggere l'Europa non ci credo nel modo più assoluto, perche al massimo gli altri paesi europei possono competere sul mercato europeo non certo su quello mondiale.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# albertotardivo 2013-06-25 21:19
Bisogna avere le palle di combattere al diqua dei confini!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# henri 88 2013-06-25 22:01
Articolo chiarissimo.
Non ci resta che attendere la fine.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# bizza 2013-06-25 22:41
Ma che popoli e popolacci ! La Germania è tale per il suo sudore della fronte ! ci vorrebbe un'esplosione demografica di tedeschi e tutto andrebbe meglio! Pregare con Benedetto XVI per la Germania. ecco cosa dovete fare, Pregare, pregare, pregare! Dio protegga tutti i tedeschi.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# markus.mann 2013-06-26 12:32
Citazione: "Dio protegga tutti i tedeschi".

Si, soprattutto da loro stessi quando raggiungono l'acme del potere.
Sappiamo come è sempre andata a finire nella storia. In una cosa, però, hanno subito una mutazione antropologica: ora tendono a far pagare il conto agli altri.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giovanni Silvano 2013-06-26 17:35
Cerca di proteggere te stesso dalla cassa integrazione o dalla povertàCitazione markus.mann:
Citazione: "Dio protegga tutti i tedeschi".

Si, soprattutto da loro stessi quando raggiungono l'acme del potere.
Sappiamo come è sempre andata a finire nella storia. In una cosa, però, hanno subito una mutazione antropologica: ora tendono a far pagare il conto agli altri.

Cerca di proteggere te stesso dalla cassa integrazione o dalla miseria incombente, i tedeschi non hanno bisogno di te, non sanno nemmeno che esisti.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# wasa 2013-06-25 23:11
Sperare che i tedeschi accettino un simile federalismo in cui sarebbero loro a dare, è la più inetta delle utopie e la più idiota delle ideologie/b>

Ma l' italietta funziona cosi' da almeno un secolo, normale quindi che la classe politica italica si culli nella speranza di fare della germania .. " la padania di europa" :-)

In ogni caso credo che alla fine la germania paghera' anche se i "tedeschi non vogliono" , perche' "l' europa" e' in sostanza lo stesso disegno massonico che fece "l' italia" e quindi non sfuggira' alle stesse dinamiche.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# italiano borbonico 2013-06-26 08:31
Sarò io, ma non trovo in questo ad altri commenti un filo non dico di speranza cristiana, di prospettiva di salvezza, di Provvidenza, di disegno divino nella storia, di opportunità per espiare i peccati ma proprio di semplice lucidità umana, di intelligenza storica dei corsi e ricorsi, persino di furbizia per trovare nuove soluzioni.

Niente: il vuoto pneumatico con corpuscoli di odio e invidia sociale.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tobia 2013-06-26 07:28
forse quello che manca un pò alla Germania è la nozione di impero il quale ingloba genti diverse con un obiettivo comune.se la Germania avese questa visione che era ,secondo me ,dell'Impero Asburgico,ove si parlavano diverse lingue e vie erano diverse confessioni religiose, il nord Italia sarebbe una importante regione, quella più a Sud della Germania con una propria lingua ma legato a questa visione che vedrebbe la Germania quale faro.io da lombardo, dico, che mi sento molto più a mio agio , mi sento più a casa mia quando vado a Monaco di Baviera,rispett o a quando vado a Roma e a livello di mentalità mi sento molto più vicino a un tedesco che a un abitante del Sud Italia.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# markus.mann 2013-06-26 12:27
Citazione: "forse quello che manca un pò alla Germania è la nozione di impero il quale ingloba genti diverse con un obiettivo comune"

Bravo Tobia, forse quello che manca alla Germania per renderla perfetta è proprio quello che dici tu: se i tedeschi si de-tedeschizzasser o (per dirla alla Maroni), sarebbero perfetti.
Piccolo particolare: non sarebbe più Germania, ma qualcosa di diverso e, probabilmente, di migliore.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giovanni Silvano 2013-06-26 17:40
Anche tu saresti un pò migliore se non fosti quello che sei.......ahah
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Bruno 2013-06-26 08:48
Ma voi non state bene... germania di qua germania di la... ma siete italiani o cosa? Sembrate i mariti che per fare dispetto alla moglie... e mi fermo qui!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# lodoalba 2013-06-26 17:33
A forza di vedere gente furba che la fa' franca e gente onesta che paga anche per quella furba anche io ho tanta voglia di emigrare: se solo potessi.

Magari sarà così anche in Germania ma penso che non raggiunga mai i livelli di diffusione capillare italioti...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giovanni Silvano 2013-06-26 18:05
La lingua batte dove il dente duole caro Bruno, una volta era America di quà America di là e l'antiamericanism o dilagava, adesso c'è un po meno America e un pò più di Germania e sta crescendo un pò l'antigermanismo..
Ma siamo sempre nella norma.....
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Mario Finco 2013-06-26 08:51
Personalmente penso che la Germania abbia saputo fare bene i propri interessi, al di là dell'aspetto "morale" e comunitario (In poche parole ha agito egoisticamente, comunque...). Inizialmente ha voluto mettere al tappetto le sue economie di sbocco, nonché concorrenti, iniziali, quali i Paesi periferici del sud Europa, per poi, dopo essersi "irrobustita" per bene, puntare all'export verso l'Asia. In fin dei conti è da diversi anni che la Germania sta trattando con Mosca per creare delle pipeline a filo diretto Russia-Germania, in modo tale che quest'ultima diventi poi il distributore per conto di Mosca del gas russo nel resto dell'Europa. In parallelo, la Russia tenta di legare via via sempre nuovi rapporti commerciali con la Cina. Per cui si sta venendo a creare una sorta di triangolo commerciale Tedesco-Russo-Cinese, che sicuramente farà schiumare di rabbia le controparti di Washington
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giovanni Silvano 2013-06-26 12:19
E'proprio cosi caro Mario Finco è il costituente asse Tedesco-Russo-Cinese che dominerà il mondo, o meglio lo sta già dominando.

Mi ha impressionato la deferenza con la quale Obama è venuto in Germania questo mese, gli U.S.A. sono già comprimari.

Il fatto è che non tutti (anche qui in forum) non hanno ancora capito che con la caduta del muro il baricentro del mondo si è spostato impietosamente dall'aerea atlantica a quella euroasiatica.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Mario Finco 2013-06-26 17:49
Il riferimento alla caduta del muro di Berlino è perfettamente inserita nella riflessione. Infatti con la caduta del muro di Berlino la Germania si è assicurata di avere a disposizione un notevole bacino di manodopera a basso prezzo, cosa che sta accadendo anche ai giorni nostri e cosa che che la stessa Merkel ha felicemente dichiarato ed incoraggiato in uno si suoi ultimi interventi. I dati parlano chiaro, ovvero c'è un notevole movimento di lavoratori, che dalle zone periferiche europee si stanno muovendo verso la Germania.
La cosa odiosa (Tra le tante), è che la Germania è da diversi anni che svaluta internamente la "propria" moneta (L'Euro, ovviamente), andando a tagliare sui salari. Sfido io che poi il saldo commerciale delle partite correnti tedesche è in positivo!!!
Sinceramente sono curioso di vedere gli sviluppi tra Germania, Russia e Cina, perché nessuna delle tre vuole cedere terreno alle altre, e tutte e tre devono però essere legate commercialmente , dato il desiderio comune di staccarsi dall'egemonia statunitense. Parere personale: la Germania mi sembra, tra le tre, quella troppo arrogante ed impaziente di esprimere la propria supremazia, mentre la Cina, come si è sempre visto, sa aspettare ed agire al momento più opportuno. L'incognita, almeno per me, rimane la Russia.
Vedremo...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# assiduo lettore 2013-06-26 09:29
Mi chiedo a cosa vi serva la spina dorsale se siete pronti ad ammirare, elogiare ed a volervi ancor più sottomettere al forte dominatore di turno, peraltro spietato e sadico verso i più deboli. Se questa è la cultura che pervade la parte più produttiva e socialmente avanzata d'Italia vuol dire che la Nazione è perduta. Abbiamo bisogno di coraggio, non di opportunismo di infimo livello. Se foste trattati come i polacchi sotto occupazione ringraziereste con il cappello in mano. La dignità non è espressa dal pil
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# markus.mann 2013-06-26 12:38
Condivido appieno l'amara riflessione, caro assiduo lettore.
E' proprio con un popolino di questa misera taglia che bisogna fare i conti, prima che con gli psicopatici della mitteleuropa.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Luigi 2013-06-26 13:46
Citazione assiduo lettore:
Mi chiedo a cosa vi serva la spina dorsale se siete pronti ad ammirare, elogiare ed a volervi ancor più sottomettere al forte dominatore di turno, peraltro spietato e sadico verso i più deboli. Se questa è la cultura che pervade la parte più produttiva e socialmente avanzata d'Italia vuol dire che la Nazione è perduta. Abbiamo bisogno di coraggio, non di opportunismo di infimo livello. Se foste trattati come i polacchi sotto occupazione ringraziereste con il cappello in mano. La dignità non è espressa dal pil



Caro assiduo lettore,
purtroppo si deve riconoscere che quanto a senso nazionale noi italiani non siamo messi molto bene. Non per colpa del Cattolicesimo universale che, a differenza del luteranesimo nazionalista, avrebbe prodotto l'apolidia italica. Questa è la tesi illuminista che è servita e serve tuttora per nascondere la realtà storica ossia che lo Stato unitario italiano è nato nel XIX secolo contro l'identità religiosa del proprio popolo generando una nazione senza una forte identità patria (a parte la breve ma autoritaria, però consensuale, parentesi fascista). La Spagna, pur cattolica, imperiale e quindi universale, è riuscita a forgiare una propria identità amche nazionale che ricomprendesse le identità locali, le quali solo con la secolarizzazion e post-franchista hanno messo in crisi l'unità nazionale. La questione è che l'Italia ha una vocazione universale, ereditata prima da Roma e poi dalla Chiesa di Roma. Se non si riappropria di tale vocazione non potrà neanche riappropriarsi di una solida identità nazionale. Nel XVI secolo, quando in Europa nascevano gli Stati nazionali, l'Italia era rimasta, insieme alla Mitteleuropa asburgica che all'epoca ricomprendeva anche la Germania, a vocazione universale ma, purtroppo, solo per l'aspetto culturale e religioso. Quello politico, ossia l'impero sacro e romano, aveva ormai reimpostato il proprio baricentro oltralpe e da lì sarebbero stati generati, mentre il sacro romano impero andava morendo anche come idealità politica, l'Impero asburgico, ancora tradizionale a vocazione pluralista e votato alla nobile sconfitta conclusasi con la guerra del 15-18, e il Reich nazional-imperiale tedesco, prima prussiano, poi guglielmino-bismarchiano e quindi hitleriano, che invece si presentò da subito come un "imperialismo moderno" ossia "nazionalista" e, quindi, il contrario di un impero universale e tradizionale (come era ancora quello asburgico di Vienna). La sopravvenuta mancanza del baricentro imperiale in Italia, a Roma, dove invece tale baricentro aveva gravitato per tutto il medioevo (gli imperatori tedeschi scendevano in Italia per farsi incoronare a Roma in quanto si ritenevano non monarchi tedeschi ma discendenti legittimi, per translatio imperii, degli imperatori romani, in particolare di quelli cristiani da Costantino in poi) finì per togliere agli italiani insieme alla propria vocazione universalistica anche l'identità romana che li caratterizzava come popolo, come "nazione". Quindi non può meravigliarci se nella Penisola, contesa tra Carlo V, quale regnante spagnolo non quale imperatore del sacro romano impero (le due corone erano distinte benché gli appartenessero entrambe), e la casa regnante francese dei Valois, si cantasse "Franza o Spagna basta che se magna!". Sì è vero che a Barletta, Ettore Fieramosca tenne alta la dignità italiana contro l'arroganza francese, ma anche lui era al servizio mercenario di un'arma straniera, per quanto in una concezione ancora tradizionale come quella dell'epoca nessuno all'interno della comune Cristianità era davvero uno straniero. Ma i rapporti di forza, quelli sì, c'erano come c'erano anche ai tempi delle "crociate" medioevali che furono caratterizzate anche dai litigi tra i sovrani pre-nazionali di Europa. Oggi, il ritornello è ritornato nella variante "America o Alemagna basta che se magna!".
Triste dirlo ma è così.
Saluti.

Luigi Copertino
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# italiano borbonico 2013-06-26 17:44
Citazione Luigi:
purtroppo si deve riconoscere che quanto a senso nazionale noi italiani non siamo messi molto bene. Non per colpa del Cattolicesimo universale che, a differenza del luteranesimo nazionalista, avrebbe prodotto l'apolidia italica. Questa è la tesi illuminista che è servita e serve tuttora per nascondere la realtà storica ossia che lo Stato unitario italiano è nato nel XIX secolo contro l'identità religiosa del proprio popolo generando una nazione senza una forte identità patria (a parte la breve ma autoritaria, però consensuale, parentesi fascista).


Il senso di appartenenza nazionale è infatti proprio inversamente proporzionale allo stato di salute della fede popolare: il Cavalier capuano fu infatti giustamente un patriota italiano e non solo napolitano, così come italiani (e non solo fiorentini o urbinati o veneziani ecc.) furono tutti gli artisti che fecero il Rinascimento.
Il problema dell'unificazione politica ottocentesca che, invece di averci rafforzato rispetto al peso che avevano da soli - che so - la Repubblica Serenissima nel primo Quattrocento o il Regno delle Due Sicilie dopo aver risolto senza interventi stranieri i moti del 1848 ha ottenuto l'effetto esattamente opposto, è proprio questo: fu un progetto a tavolino e contro la patria e né il ventennio autoritario fascista né il popolarismo democristiano hanno in effetti sciolto questo nodo.

Oggi che la fede cattolica in Italia sta perdendo sempre più genuinità e diffusione forse è ormai troppo tardi? Su quale ideale (ri)fondare la nostra grande nazione?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giovanni Silvano 2013-06-26 18:00
Bravo Luigi lucido come sempre, anche se sempre non condivido, la tua ultima riga non può essere che condivisibile, una volta era: Francia o Spagna,.......adesso bisogna riaggiornarsi, ma noto che qui in forum qualcuno di non aggiornato o non rassegnato c'è ancora.
Il tempo sanerà queste lacune.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# cgdv 2013-06-26 10:34
In effetti dall'articolo e dall'evidenza è facile dedurre che la Germania può fare a meno dell'Euro. Tuttavia non lo farà perché questo non è ancora previsto "colà dove si puote ciò che si vuole".
Del resto perché tutto questo lavorio secolare per poi lasciarsi scappare il pesce dalla rete anziché friggerlo?
Giuliano
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# markus.mann 2013-06-26 12:16
La frittura sta per arrivare, direttamente nella padella dello zio Sam...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giovanni Silvano 2013-06-26 17:44
Lo zio Sam ha fatto il suo tempo, è un po invecchiato, è nella terza eta.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# gjovi 2013-06-26 11:12
Di avere decine di migliaia di "Dirigenti" incompetenti non è stata una imposizione dei Tedeschi. Ora paghiamo il conto.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giovanni Silvano 2013-06-26 12:22
Hai ragione "giovi" in Italia non vige la meritocrazia, vige la raccomandazione , politica o religiosa nelle carriere, ed i risultati, sono sotto gli occhi di tutti: disastrosi.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Riccardo 2013-06-26 14:10
Ammiro la Germania come Stato ma non posso che osservare come i tedeschi che ho spesso incontrato in giro per il mondo soffrissero in maggioranza di qualche forma di perversione mentale piu' o meno evidente.

Non saprei come spiegarlo.. saranno gli effetti post-muro che operando sinergicamente alla famosa colpa collettiva hanno roso dall'interno l'anima di questo popolo.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Luigi 2013-06-26 16:35
Citazione Riccardo:
Ammiro la Germania come Stato ma non posso che osservare come i tedeschi che ho spesso incontrato in giro per il mondo soffrissero in maggioranza di qualche forma di perversione mentale piu' o meno evidente.

Non saprei come spiegarlo.. saranno gli effetti post-muro che operando sinergicamente alla famosa colpa collettiva hanno roso dall'interno l'anima di questo popolo.


Approfondisci le tristi esperienze infantili e la psicologia malata di un Lutero, così simili le une e le altre a quelle di Hitler, e forse inizierai a capire meglio.
Saluti.

Luigi Copertino
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Der Beobachter 2013-06-27 06:56
Copertino la prego, non mi cada anche lei sui luoghi comuni… ma ci crede davvero?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Luigi 2013-06-27 18:05
Citazione Der Beobachter:
Copertino la prego, non mi cada anche lei sui luoghi comuni… ma ci crede davvero?



Sì, ci sono ampie testimonianze e documentazioni circa le fobie da cui Hitler era letteralmente ossessionato. Lutero lo era altrettanto. Vede, la storia ha la grande capacità di disincantare le ideologie. Ed anche l'ammirazione mal riposta per i propri miti.
Saluti.

Luigi Copertino
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# markus.mann 2013-06-26 17:26
Tedeschi psicopatici? Ma vah...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giovanni Silvano 2013-06-26 17:48
Siamo erosi un pò tutti a questo mondo, loro sono erosi dalla troppa ricchezza,e potenza gli italiani invece sono erosi dalla miseria che aleggia sulle loro teste.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Andrea V. 2013-06-26 19:33
Premesso che mi sento tanto distante da un tedesco quanto da un calabrese, voglio dire, le regioni del nord che fino a d'ora erano tra le più industrializzat e del mondo sono governate in maniera asfissiante da una capitale che non conta niente e non è faro di niente se non di inefficienza e corruzione, una capitale e un pezzo di territorio nazionale che non solo non remano a favore ma creano problemi irrisolvibili, è a questa specie di terzo mondo che dobbiamo guardare?

Meglio che la Germania prenda in mano il controllo del continente, scommetto che anche senza volerlo ci aiuterebbe di più di uno stato che vuole da noi carretti di denaro senza darci in cambio niente.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# winston1984 2013-06-26 21:09
Nell’articolo due punti forse rilevanti:
primo, tra i paesi industriali “prevalenti”
si direbbe che Albione sia ridotta al niente:
del “made in UK”, cos’è che viene in mente?
Secondo, la California che appiana il Midwest
pare affine alla vulgata del Frascati Est Est Est
giacché il concetto, negli affari of The Union
esula dagli attributi federali delegati in Constitution.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# raff 2013-06-26 23:42
In realtà la Germania è un falso problema. Il problema vero è... Berlusconi, come ci spiega qui Antonio Stragapede:

Berlusconi è un criminale

Caro amico piddino scusami ma non intendo parlare di B.; sì lo so il titolo dell’articolo faceva presagire il contrario ma se ti avessi detto che intendevo parlarti dell’ultima follia avvenuta a Bruxelles tu nemmeno avresti iniziato a leggere!

Ho dovuto ricorrere all’unico argomento al quale dimostri un inossidabile attaccamento. E anche tu caro amico pidiellino che forse ora ti stai chiedendo chi è questo pericoloso comunista che parla male di B.… anche a te voglio dire che non sono comunista e che in questa storia

B. non c’entra per nulla.

Però entrambi piddino e pidiellino regalatemi cinque minuti del vostro tempo e continuate a leggere perché sto per raccontarvi una storia anzi una storiaccia di quelle che se l’Italia fosse un Paese normale riempirebbero le prime pagine dei giornali (altro che le trombate vere o presunte di B); di quelle che riempirebbero le piazze di gente incazzata e per le quali varrebbe davvero la pena di far dimettere in massa 200 deputati dal Parlamento (ogni riferimento a persone e/o cose reali è puramente voluto).

Alcuni giorni fa quella manica di fanatici, bigotti, fondamentalisti che reggono le sorti dell’Eurozona e che con troppa benevolenza ci limitiamo a definire “tecnocrati” ha redatto un documento ufficiale nel quale si mette nero su bianco che il salvataggio delle Banche private europee sarà pagato dai Governi e dai contribuenti europei.

Qualcuno obietterà … bella novità è dall’inizio della crisi che i contribuenti europei stanno pagando per salvare il culo alle Banche cosa c’è di nuovo? Beh di nuovo c’è che questa volta sono stati compiutamente descritti regole, metodi, cifre, vincoli che regolamenterann o l’intero processo, lasciando poco spazio all’improvvisaz ione e all’immaginazio ne.

Il tutto avverrà tramite il MES ovvero il Meccanismo Europeo di Stabilità detto anche Fondo Salva Stati ovvero quel meccanismo infernale e assurdo partorito dalle obnubilate menti di qualche banchiere per “salvare” gli Stati europei dal rischio di default. Semplificato ai massimi livelli il Fondo Salva Stati non è che un gigantesco Istituto di Credito sovranazionale dai poteri illimitati nel quale gli Stati Europei hanno deciso di versare soldi in gran parte prelevati dalla tasse dei loro cittadini (l’Italia si è obbligata per il momento a pagare la somma di € 125.000.000.000 – leggasi centoventicinqu e miliardi in 10 anni) ma tale somma potrebbe essere aumentata a giudizio insindacabile del MES. Tra il 2012 e il 2013 l’Italia avrà versato al MES la somma di € 35.000.000.000 (leggasi trentacinque miliardi). Se uno Stato si trova in difficoltà e non riesce a piazzare sul Mercato i titoli del debito pubblico che gli consentono di pagare stipendi, pensioni e quant’altro chiede aiuto al MES che gli “presta” i soldi che lo stesso Stato vi ha già depositato, in cambio di qualche ulteriore cessione di sovranità.

Avevo già fatto notare che i soldi che “generosamente” il MES presta agli Stati per “salvarli” in realtà servivano in larga misura, come nel caso della Grecia, a salvare i crediti che le Banche private avevano nei confronti dello Stato in difficoltà in quanto possessori dei titoli del debito pubblico di quel Paese. E cioè in realtà il “salvataggio” degli Stati non era altro che il “salvataggio” delle banche private, spesso straniere, rispetto allo Stato da salvare. Ma qui si è andati ben oltre.

Adesso si è messo nero su bianco che il cd. Fondo Salva Stati non servirà solo a “salvare” gli Stati ma servirà direttamente a ricapitalizzare le banche private a rischio di fallimento.



Ops… scusami amico piddino forse questi concetti sono troppo tecnici e lontani dalla tua sensibilità per cui tengo alta la tua attenzione con un concetto che sicuramente condividerai: BERLUSCONI È UN PEDOFILO! Contento? Ora, per favore, continua a leggere ancora per un po’.

C’è un gigantesco bubbone che sta minando alle fondamenta la sostenibilità di tutto il sistema economico occidentale ed in particolare nei Paesi dell’Eurozona: è costituito dai crediti in sofferenza delle banche (in inglese NPL Non Performing Loan).

Secondo alcune stime il totale dei crediti in sofferenza nelle banche private della zona Euro ammonterebbe alla considerevole cifra di € 720.000.000.000 (720 miliardi) dei quali ben 500 sarebbero concentrati nei Paesi periferici; queste stime tuttavia non possono che essere approssimate per difetto vista l’oramai consolidata abitudine delle banche private di “truccare” i propri bilanci nascondendo sotto il tappeto la polvere tramite il massiccio ricorso a prodotti derivati che “aggiustano” fittiziamente i bilanci (Monte dei Paschi di Siena docet).

E non è tutto: le aberranti politiche di austerity imposte dalla Germania all’Eurozona stanno rapidamente facendo aggravare la situazione specie nei Paesi periferici dove la percentuale dei crediti in sofferenza sta rapidamente aumentando.

In Italia il NPL ha recentemente raggiunto la percentuale del 13,4 % del totale degli attivi bancari più o meno come la Spagna e il Portogallo ma ancora al di sotto dell’Irlanda 19% e della Grecia 25%.

Per il momento la ricapitalizzazi one diretta delle Banche private da parte del MES è limitata alla somma di 50-70 miliardi di euro, ben poca cosa rispetto alle dimensioni del bubbone che sta per scoppiare, ma è il principio quello che spaventa e che dovrebbe indignarci, sdegnarci e farci incazzare come iene.

Si stabilisce infatti che sarà compito degli Stati ricapitalizzare la banche private in difficoltà e che, nel caso in cui questi non riescano a farvi fronte, interverrà il MES. In altri termini o tramite l’intervento diretto dello Stato o tramite quello in seconda battuta del MES (finanziato dagli stessi Stati) saranno sempre i cittadini a pagare il conto, che si prevede salatissimo, del “salvataggio” delle banche private in difficoltà.

Secondo alcuni ciò che sta avvenendo in Europa in questo periodo è il più grande trasferimento di ricchezza dall’economia reale alla finanza che sia mai avvenuto nel corso della storia. Perchè se è vero che tutto il sistema economico e finanziario occidentale è “bancocentrico” e cioè per funzionare ha bisogno delle banche qui in Europa, dove non ci vogliamo mai far mancare nulla, il rapporto tra Stati e banche è diventato patologico.

Gli Stati infatti dopo aver ceduto la loro sovranità monetaria alla BCE per potersi finanziare e quindi sopravvivere hanno bisogno che le banche private acquistino sul Mercato i loro titoli del debito pubblico; sino a quando le cose vanno bene le Banche realizzano grandi profitti ma nel momento in cui per politiche sbagliate, per propria inettitudine, o per semplici ruberie le cose vanno male chiedono aiuto allo Stato che usa le tasse dei cittadini per ricapitalizzarl e ed evitare il loro fallimento secondo il più classico dei principi dell’integralis mo liberista… privatizzare i guadagni, socializzare le perdite!

Ora, qualche sapientone che scrive sui giornali di regime ci verrà a raccontare che anche negli Stati Uniti tra il 2008 e il 2010 la FED ha ricapitalizzato le Banche private “too big to fail” e questo ha impedito l’implosione di tutto il sistema e ora sta consentendo all’economia americana di uscire dalla crisi tanto che recentemente il Governatore della FED, Bernanke, ha dichiarato che smetterà di iniettare liquidità nel sistema perché l’economia può consolidare la sua ripresa da sola. Se l’hanno fatto gli Stati Uniti e ora stanno uscendo dalla crisi dobbiamo farlo anche noi. Ma proprio qui casca l’asino!

Perché negli Stati Uniti le Banche private sono state salvate senza troppo clamore dalla FED tramite una massiccia e oceanica iniezione di liquidità creata dal nulla! Tra il 2008 e il 2010 la FED ha creato con un semplice click del computer una quantità enorme di liquidità (parliamo di una cifra prossima ai 7.700 miliardi di dollari) che è servita a sostenere il corso dei titoli finanziari e a ricapitalizzare direttamente il capitale sociale delle Banche private.

Nessun cittadino americano ha pagato né direttamente né indirettamente un solo centesimo di dollaro per ricapitalizzare le Banche private americane responsabili della crisi finanziaria sistemica verificatasi nel 2008. E come se non bastasse il Governatore Bernanke ha deciso di dare ulteriori stimoli all’economia americana decidendo di far acquistare dalla FED a partire dal 2008 e a tutt’oggi ottantacinque miliardi di titoli del debito pubblico al mese.

Secondo le teorie monetariste alla Milton Friedman così accreditate e fideisticamente seguite in Europa una iniezione così massiccia di liquidità creata dal nulla (parliamo di una quantità enorme pari a circa 3 volte il PIL dell’Italia) avrebbe dovuto avere effetti devastanti sull’economia americana determinando un aumento esponenziale dell’inflazione e una svalutazione enorme del dollaro.

In realtà è successo questo: impatto sull’inflazione pressocchè ininfluente; economia americana che cresce del 2,3% con prospettive per l’anno prossimo di aumentare la crescita sino al 3,5%; tasso di disoccupazione in calo al 7.5% livello più basso dal 2008. Pensate che questo abbia incrinato le inossidabili certezze degli euro-tecnocrati di Bruxelles?

No cari amici piddini e pidiellini, non c’è nulla che possa incrinare le granitiche e inossidabili certezze dei tecnocrati di Bruxelles; il loro fanatismo ideologico liberista ha permeato dalla sua costituzione questa Europa delle banche e della finanza che non diventerà MAI un’Europa dei popoli.

E anche quello che tra qualche giorno il nostro primo Ministro Letta si appresta a festeggiare come un successo personale (aver ottenuto che l’Europa sostenesse le politiche per l’occupazione giovanile con un impegno di spesa di 3 miliardi di euro da dividere per i 27 Stati dell’Eurozona) è talmente risibile, considerata l’entità della crisi in atto, che equivale a provare a spegnere l’incendio di una foresta con un secchiello di acqua.

Ormai dobbiamo prendere atto con dolore e con dispiacere ma con realismo che la bella nave sulla quale abbiamo voluto a tutti i costi imbarcarci inseguendo il sogno europeo, come il Titanic, si sta andando a schiantare contro un iceberg. Dobbiamo scendere dalla nave prima possibile e provare a metterci in salvo: non è detto che riusciremo comunque ad evitare l’impatto con l’iceberg ma, se non altro, quando avremo riacquistato la nostra sovranità, ridiventeremo arbitri e padroni del nostro destino.

Antonio Stragapede

http://www.riconquistarelasovranita.it/?p=1005
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giovanni Silvano 2013-06-27 12:27
Non è cosi semplice come dice il Sig. Antonio, anche l'Argentina sembrava che avesse scoperto l'acqua calda, ma a quanto sembra è di nuovo sull'orlo di un nuovo default.
Apprendo che nonostante i massicci interventi della Fed il dollaro non si svaluta, non so se ridere o se piangere, a me dati alla mano del cambio, risulta che il dollaro sull'Euro si è svalutato di oltre il 60% ( in 10 anni) e temo tanto che nei prossimi 10 si svaluterà ancora.

Coloro che hanno tenuto i loro risparmi in euro hanno mantenuto all'incirca il loro potere d'acquisto invariato (parlo sempre degli ultimi 10 anni), coloro che invece i risparmi li hanno mantenuti in U$D, non hanno fatto un grande affare.

Per cui il conto delle iniezioni della FED, qualcuno l'ha pagato, magari non solo gli americani ma qualcuno l'ha pagato, PERCHE LA SVALUTAZIONE E' LA TASSA PIU' INIQUA CHE ESISTA.
Quella dell'economia americana che cresce al 2,3% la considero alla stregua della Cina che crescerebbe dell'8%: pura propaganda, l'America sta crecendo come l'Europa allo 0% e la Cina sta crescendo al 2%, perche ha un grande mercato interno che ancora dà qualche spazio alla crescita.

L'unica cosa in costante crescita colossale negli U.S.A. (negli anni) sono i deficit commerciali, perche l'America non produce più: semplicemente importa, deficit che ovviamente pagano sempre stampando dollari, ma sinceramente non so per quanto ancora potranno andare avanti così.
L'America è un paese decotto ed industrialmente semi-desertificato che si aggrappa un po all'Europa, alla Cina ed al Giappone è un paese che potrebbe vaporizzare in qualsiasi momento ed entro i prossimi 20/30 anni quasi sicuramente vaporizzerà.
Non è un modello da seguire per noi europei.
La Cina? meglio lasciar perdere, quando in un paese si cominciano a mettere le reti antisuicidi alla base dei capannoni, è detto tutto.
Caro Sig. Antonio, non è che poi fuori dall'area euro, ci siano tutti questi paradisi, se si eccettua 3 paesi scandinavi: Danimarca, Svezia e Norvegia.
P.S.
Che poi Berlusconi sia un fuoriclasse nel contribuire a dare un'immagine all'estero poco seria dell'Italia sono d'accordo al 100%, anch'io tengo a precisare che non sono e non sono mai stato Comunista o simpatizzante tale.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# milvus 2013-06-27 00:49
Solidarietà deriva da solido, che implica solidezza, integrità, coesione e permanenza, complementa una coesistenza fisica con una morale, almeno fino a quando l'Ancient Regime si dissolse e si inaugurò l'era della costruzione degli Stati Nazione.
Dopo l'11-9 la Germania si riorganizzò per ricomporre il suo capitalismo nel cooperativismo con l'Asia e nel cercare di praticare solidarietà con quei paesi della UE nella maniera in cui non meno di 70 anni fa Hitler meravigliò il mondo e non bisogna pensare tanto oltre l'immaginazione le meraviglie che avrebbe potuto fare se avesse potuto avere in mano la tecnologia che oggi possiedono tutte le potenze mondiali militari.
Per il momento ad oggi non abbiamo visto alcuna minaccia iraniana, ma dopo l'11-9 il mondo intero ha visto bombardare il Libano, dopo la Palestina, dopo l'Irak, per non parlare dei vari golpe militari, degli appoggi reiterati e continui incondizionati ed unilaterali ad Israele, nonchè l'instabilità economica mondiale da una ben visibile minaccia angloamericana, che ha portato ad una terza guerra senza armi ed eserciti ma economica.
Il protezionismo industriale e commerciale origina guerre, confronti armati, quando un paese chiude le frontiere all'import. Gli impresari si arricchiscono perchè il mercato è in stato di cattività, gli operai e gli impiegati hanno lavori e fonti di guadagno sicure, perchè l'essenza del capitalismo è cercare i mercati ed i negozi, altrimenti la collizione è inevitabile e chi muore prima in campo in questo genere di guerre economiche sono i proletari. Quello che distingue la Germania è la corretta protezione di chi lavora, non a chiacchere sindacaliste pagate, ma da leggi severe e dure, poche ma buone, verso le donne i loro figli, ed una energica politica del vero pacifismo nelle relazioni internazionali. In tal maniera si può attivare un socialismo internazionalis ta ma nella realtà nazionale che gli appartiene. Il primo interesse nel lavoro comincia nel difendere interessi nazionali. L'euro in Italia è visto come una società di beneficenza o come l'Esercito della Salvezza. Il debito-prestito fa nazioni deboli dipendenti da usurai che prestano. Si evince dunque che in realtà, in base alla storia passata, la Germania non ci ha mai permesso di entrare nell'euro, tenedoci a dovuta distanza, non c'è bisogno di scappare o uscire, la distanza di sicurezza tedesca assicura una uscita un cattivo giocho o intenzione da parte di coloro che non sono desiderati, e dai quali ci si aspetta come regola la cattiva intenzione. Le SS, i metodi di spiare, l'ostacolare un accesso, una entrata, l'uso di moderne tecnologie del potere quale soluzione di un superiore verso il subordinato, vuol dire spiare per impedire di "entrare" non di scappare.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Elephant 2013-06-29 16:02
La Germania colpevole dell'altrui imbecillità? Suvvia, siamo veramente così sottosviluppati ? L'Euro è stato imposto alla Germania da quel genio al contrario che fu Mitterranad. Credeva di imporre le manette ai tedeschi ed invece si fregò con le proprie mani. Naturalmente l'Italia che ha classi dominanti, ma non dirigenti credeva di fare la furba ed ora. fra non molto, rimarrà impallinata.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# ulisse 2013-06-29 16:27
1)Lutero ha distrutto l'unità politica dell'Europa;
2)Hegel ha distrutto la filosofia di Aristotele,Plat one e S. Tommaso;in sovrappiù ha figliato,a destra,il nazionalsociali smo con annesso razzismo e pangermanesimo (milioni di morti);a sinistra, Marx e la dittatura del proletariato (milioni di morti);
3)Freud ha distrutto l'unità dell'Io.
Questi grandi uomini sono tutti tedeschi,mi pare.
La Germania,nel XX secolo ha presentato al mondo la propria mercanzia: Nazismo:1933-1945; comunismo stasista in cui tutti sono spie di tutti: 1949-1989.
Adesso ha partorito l'alleanza che vale solo per uno, mentre tutti gli altri ...alla catena, e sempre con le bacchettate di Anghela.
Andreotti, l'uomo politico più intelligente del dopoguerra, aveva proposto: euro a due livelli: alla Germania l'onore dell'euro, a noi tapini pezzenti latini,quello di serie B. Hanno ascoltato Andreotti? Macché, hanno ascoltato Merkel-Schulz-Schauble .
Che dire? Unicuique suum!
PS: Un ricordo storico: il Palazzo dell'Eliseo (attuale residenza dei Présidents francesi) fu fatto costruire da Luigi XV e regalato alla propria amante Madame de Pompadour.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# mdef64 2013-11-18 14:02
Per i tedeschi (quantomeno una consistente maggioranza della popolazione ) esiste una realtà che viene percepita in questo modo: "loro" e gli "altri".E "loro" sono sempre meglio degli altri.
Io tento sempre di far capire che frasi del tipo "mi sento più europeo che italiano, in Germania suonano quasi ridicole".
Gli italiano in genere non capiscono un cazzo della Germania. Mitizzano oltre il ragionevole alcune qualità e sottovalutano alcuni aspetti del carattere e della cultura tedesca. I tedeschi sono furbissimi quando si tratta di difendere i propri interessi. Quando lo ritengono utile non rispettano i patti e se ne fregano delle regole.
Non potranno mai costruire un sistema politico e statale dove la regola di fondo è l' inclusione di popoli e culture diversi come lo è stato l' impero romano.
Sono fatti così e basta con tutti i problemi che questo comporta per gli altri paesi europei.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

Aggiungi commento


Libreria Ritorno al Reale

EFFEDIEFFESHOP.com
La libreria on-line di EFFEDIEFFE: una selezione di oltre 1300 testi, molti introvabili, in linea con lo spirito editoriale che ci contraddistingue.

Servizi online EFFEDIEFFE.com

Archivio EFFEDIEFFE : Cerca nell'archivio
EFFEDIEFFE tutti i nostri articoli dal
2004 in poi.

Lettere alla redazione : Scrivi a
EFFEDIEFFE.com

Iscriviti alla Newsletter : Resta
aggiornato con gli eventi e le novita'
editorali EFFEDIEFFE

Chi Siamo : Per conoscere la nostra missione, la fede e gli ideali che animano il nostro lavoro.



Redazione : Conoscete tutti i collaboratori EFFEDIEFFE.com

Contatta EFFEDIEFFE : Come
raggiungerci e come contattarci
per telefono e email.

RSS : Rimani aggiornato con i nostri Web feeds

effedieffe Il sito www.effedieffe.com.non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata", come richiede la legge numero 62 del 7 marzo 2001. Gli aggiornamenti vengono effettuati senza alcuna scadenza fissa e/o periodicità