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Frutti e vitamina C
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Ritengo utile dilungarmi un pochino sulla possibilità da parte nostra di avvalersi di alcuni aiuti portentosi presenti in natura per la nostra salute. In piena stagione invernale, è d’obbligo parlare di Vitamina C. Non ripeterò quanto già brillantemente scritto da altri su questo sito in merito alla reale necessità dell’essere umano di assimilare un dosaggio di vitamina C di molto superiore alle dosi giornaliere raccomandate (cosiddetta RDA = razione giornaliera raccomandata dalla UE), che si aggira intorno a 60 mg. Questo dosaggio ridicolo risulta essere ancor più esiguo se aggiungiamo il fatto che si debba tener conto del reale assorbimento della vitamina C a livello dell’intestino tenue; esso avviene attraverso un processo di trasporto attivo saturabile, ragione per cui non tutta la vitamina che si ritiene di immettere (quella che si legge sulle tabelle per 100 g di prodotto) sia realmente assorbita dal nostro organismo, in quanto in un processo definito saturabile la percentuale di assorbimento della vitamina scende al crescere della dose.

Eccone un esempio:

Assorbimento vitamina C

Quantità assunta

Quantità assorbita

100 mg

80 mg

200 mg

150 mg

500 mg

300 mg

1.000 mg

550 mg



Rinvio agli studi del dottor Pauling, che ha dimostrato l’utilità e la imprescindibile urgenza di somministrazioni massicce di questa sostanza organica così preziosa.

Parliamo delle modalità di assunzione. I primi a produrre Vitamina C artificiale furono, negli anni ‘30, i chimici inglesi Sir Walter Norman Haworth e Sir Edmund Hirst, partendo dal D-glucosio, mediante varie reazioni chimiche di natura microbica. Molti sostengono che sia allo stesso modo efficace introdurre vitamina C di sintesi piuttosto che naturale.

Esiste un’evidenza: la vitamina C di sintesi (per quanto scandalosamente costosa, a meno che non ci si rivolga a rivenditori grossisti di materia prima) è più facilmente somministrabile almeno nella certezza del dosaggio. È più semplice arrivare alle quantità prescritte. In natura l’obiettivo è ben più difficoltoso da raggiungere, ma, ritengo tuttavia, più proficuo. Si deve infatti considerare quanto segue: i frutti o le verdure ricche di vitamine agiscono sempre attraverso la sinergia di elementi che contribuiscono a rendere più efficace il veicolare delle sostanze del benessere.

Suggerirei: ricorrere agli agrumi, in primis, ma non solo. Gli agrumi sono frutti fantastici (limone, arance, pompelmi), dalle qualità inaspettate e portentose. Tuttavia resterebbe deluso chi credesse di trovare in essi un dosaggio esagerato di vitamina C. In natura ci sono piante e frutti che non hanno nulla da invidiare in merito (acerola, rosa canina, ecc.)… ma non è soltanto la quantità che conta.

Gli agrumi hanno la capacità di fornire una miriade di micronutrienti e di oligoelementi utili all’esaltazione dei benefici della stessa vitamina C; in special modo, proprio in virtù di tali combinazione, l’effetto antiscorbutico (contro lo scorbuto, dovuto a carenza di vitamina C) di questi doni della Provvidenza è molto marcato. Il limone, in particolare, costituisce un portentoso medicamento.

Nell’uso popolare si ritiene utile astringente in caso di problemi intestinali, ma tale fama, oltre ad essere non propriamente corretta, è anche estremamente limitativa. In realtà questo agrume è sommamente salutare per l’intero organismo; in specie, per l’apparato digestivo. Stringe ove necessario, ma è in grado anche di favorire il transito e l’evacuazione nel caso in cui ci si nutra della polpa del frutto. Ma quel che più conta: il succo di limone disinfetta le pareti intestinali, è efficace contro i parassiti ed è soprattutto un ottimo alcalinizzante. Ciò significa che l’acidificazione interna al nostro organismo, determinata usualmente dall’assimilazione di cibo di origine animale, può essere controbilanciata dall’assunzione di limoni, che, proprio perché hanno la capacità di riequilibrare i livelli di PH, favoriscono la digestione. In realtà e per essere più precisi, il limone è un anfotero (neutralizza sia l’eccesso di alcali, sia l’eccesso di acidi).

Tra i migliori benefici, ricordiamo quelli al sistema cardiovascolare. Sembra che sia in grado infatti di fluidificare il sangue, di migliorare l’elasticità delle arterie, grazie al suo alto contenuto di glucosidi e di flavonoidi, capace di favorire l’eliminazione del cosiddetto colesterolo cattivo, prevenendo le incrostazioni nei vasi sanguigni. Abbassa quindi la pressione sanguigna e previene i trombi; vero amico del cuore.

Il limone è anche solvente dei calcoli renali: responsabili di questa azione sono i citrati contenuti nel succo di limone (in particolare il citrato di potassio); essi impediscono la formazione dei calcoli renali e ne facilitano lo scioglimento. Sono tra l’altro annoverate altre proprietà: battericida e cosmetico (in caso di uso esterno sulla pelle; provate a mettere alcune gocce sulle mani per sperimentarne subito l’efficacia). Il limone ha notevole effetto depurativo su tutto l’organismo, utile per la disintossicazione del fegato.

L’arancia è sicuramente uno dei più noti antitumorali, testimonial delle campagne contro il cancro. Oltre al buon contenuto di vitamina C, una delle sostanze benefiche contenute in questo straordinario frutto è il magnesio, minerale che tutela la funzionalità del muscolo cardiaco, rilassante naturale sul sistema nervoso; ma, per la quantità di potassio, anche questo agrume migliora la circolazione, contenendo l’innalzamento dei valori di pressione arteriosa. Il selenio, infine, contribuisce a difendere le membrane delle cellule dalla deleteria azione dei temibili e famigerati radicali liberi.

In ultimo, vorrei ricordare il pompelmo. Non soltanto il frutto in sé, che si connota particolarmente per il contenuto di fenilalanina, capace di aumentare il senso di sazietà, abbassando l’appetito (quindi mangiar meno e dimagrire), ma in particolare i semi, sembrano costituire un vero tesoro naturale. Parrebbe che l’estratto di semi di pompelmo, oltre ad essere un ottimo battericida (efficace contro ben 800 tipi di batteri e 100 varietà di funghi) e stimolante del sistema immunitario, senza danneggiare la flora batterica e normalmente senza effetti collaterali, sia in grado di contrastare (anch’esso) l’invecchiamento cellulare, per la compresenza delle tre vitamine della vita (A, C ed E), in concorso con zinco e selenio (sali minerali), mantenendo l’integrità cellulare.

Chiuderei questo intervento, scrivendo qualcosa su un frutto le cui coltivazioni, nella zona dei Castelli Romani, sono aumentate a dismisura negli ultimi anni: il kiwi. È noto possedere un contenuto molto alto di vitamina C, superiore agli agrumi, ma in esso rinveniamo anche potassio e vitamina E, rame e ferro, con conseguente proprietà antisettiche e antianemiche. Molto ricco di fibre, aiuta il transito e l’evacuazione. La presenza di buone quantità di sali minerali aiuta la funzionalità cardiaca e regolarizza la pressione arteriosa.

Si dice che sia più che sufficiente il consumo di un kiwi al giorno per soddisfare il fabbisogno di vitamina C del nostro organismo. Niente di più falso. 100 g di kiwi conferiscono circa 85 mg di Vitamina C; un frutto di solito non arriva a pesare 100 g. (siamo di consueto intorno agli 80/90). Questo significa che, mangiando soltanto un kiwi, assimileremmo circa 70/80 mg (al massimo) di acido ascorbico. Siamo lontani anni luce dal dosaggio curativo indicato da Pauling, che è variabile da persona a persona (ma che va da un minimo di 2/3 g a 10 g (anche se lui, per i dosaggi maggiori, li somministrava in vena).

Dal mio punto di vista, dal momento che il kiwi potrebbe essere non perfettamente tollerato (verificare di persona), opterei per una somministrazione mista tra agrumi e kiwi, al fine di approfittare di questi doni di Dio alla salute dell’uomo, per evitare, non soltanto aspirine, ma perfino semplici raffreddori (da quando abuso di limoni, non ne vedo l’ombra!) o anche qualcosa di più serio e grave.

I dosaggi? Da 2 a 10 limoni al giorno (meglio mangiati, ma va bene anche spremuti); da 2 a 4 arance al giorno (se spremute: da 3 a 6) e da 3 a 5 kiwi al giorno. Abituarsi gradualmente ad elevate somministrazioni (le indicazioni sono orientate al minimo); sentire il corpo e calibrare personalmente la dieta.

Anche se non sono medico, e anche se quanto attestato non ha alcuna pretesa terapeutica, mi auguro di aver invogliato qualcuno a perseguire la via della guarigione totale, che, tuttavia, mai prescinde dall’adesione alla vera Fede, dalla costanza nella preghiera e dallo sforzo ascetico.

Buona spremuta.

Stefano Maria Chiari





Riporto una tabella con valori della vitamina C presente negli alimenti

Alimento

(mg/100g)
vitamina C

Acerola

1300-1700

Rosa Canina

1250

Peperoncini piccanti

229

Peperoncini rossi e gialli

166

Peperoni crudi

151

Peperoni verdi

127

Rughetta o rucola

110

Broccoli

110

Kiwi

85

Cavoletti di Bruxelles

81

Lattuga

59

Fragole/Clementine

54

Limoni/Arance

50

Succo di arance

44

Succo di limoni

43

Mandarini

42

Pompelmo

40

Fave fresche crude

33

Piselli freschi crudi

32

Piselli surgelati

30

Pomodori maturi

25

Pomodori San Marzano

24

Kaki

23

Pomodori da insalata

21

Ananas

17

Fegato/Rene

10-40

Finocchi crudi

12

Cocomero

8



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Commenti  

 
# desertorosso 2012-06-03 20:22
Salve Stefano,
molto interessante anche questo Suo articolo. Mi (Le) chiedo, ancora una volta, se conosce le teorie del dottor Arnold Ehret. Nei Suoi scritto ritrovo molti argomenti in sintonia con gli insegnamenti di Ehret. Mi piacerebbe in tal senso avere un Suo feedback. Grazie.
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