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Riflessioni sulla vicenda bin Laden
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Nell’orgia di notizie, ovviamente manipolate e spesso inventate di sana pianta, l’opinione pubblica ha totalmente perso ogni orientamento in merito al mistero di bin Laden e di conseguenza agli attentati dell’11 settembre 2011.

Questo sconcerto, questa confusione, è un altro risultato, probabilmente studiato e voluto, dalle fonti ispiratrici che dagli Stati Uniti, ma non solo, diffondono e manipolano l’opinione pubblica.

Molto succintamente crediamo sia opportuno dare alcune indicazioni che, su questi argomenti, possano consentire alle persone di ragionare con la propria testa.

Partiamo dal semplice assunto che ragionare e dedurre ipotesi, in base a quanto ci viene fatto conoscere dai mass media internazionali, non porta da nessuna parte, stante la prevedibile, infondatezza delle stesse notizie elargite, appunto con scopi di manipolazione.

Anche i siti di controinformazione, che avanzano ogni genere di ipotesi alternative e spulciano misteri in ogni buco, vanno presi con molte riserve, perché non si dimentichi mai che questi siti sono inquinati dagli stessi agenti della disinformazione.

Più di una volta, ad esempio, è stato constatato che certe teorie e le relative notizie annesse, che apparentemente sembravano contestare gli attentati dell’11 settembre in America, erano invece state divulgate a bella posta, in modo che, successivamente, chi di dovere provvedesse a smontarle, gettando indirettamente il ridicolo su tutta la controinformazione, anche quella seria e documentata.

Addirittura una fonte paragovernativa, che ora non ricordiamo esattamente, sosteneva proprio la necessità di inquinare questi siti al fine di screditarli e proteggere la verità ufficiale.

Problema morte di bin Laden

In conseguenza di quanto appena detto, risulta evidente che sono possibili entrambe le ipotesi, ovverosia che bin Laden fosse morto da anni e quindi siamo in presenza di una totale mistificazione, oppure che, vivo e mezzo vegeto, rifugiato in Pakistan, hanno, al momento, giudicato opportuno ammazzarlo nei modi che conosciamo.

Si faccia però attenzione: le autorità americane, a bella posta, non hanno fornito prove evidenti della sua morte, anzi il cadavere è stato incredibilmente fatto sparire in mare con motivazioni del tutto ridicole. E altrettanto ridicole sono le motivazioni per le quali non vengono pubblicate le foto della sua morte. Non si capisce cosa possa esserci di così raccapricciante e comunque gli americani avendolo ammazzato, essendosi esposti in prima persona, quali altre ritorsioni dovrebbero temere?

Questa, a dir poco, strana faccenda, presenta quindi due aspetti, antitetici, ma complementari e possibili entrambi ad essersi realizzati, vediamoli.

Primo: quel cadavere non era di bin Laden, testimonianze in proposito, anche di famigliari e presunte analisi ultraveloci del DNA, a nostro avviso non contano nulla, perché l’Intelligence americana è abilissima a costruire prove e testimonianze di ogni genere o garantirsi connivenze, contando anche sulla completa acquiescenza delle agenzia di stampa internazionali (fa fede per tutti la famosa infermiera che aveva visto uccidere i neonati nel Kuwait da parte dei soldati di Saddam, facendo commuovere il mondo e giustificare così l’aggressione americana, poi rivelatasi una bufala).

Secondo: il morto era invece proprio bin Laden e quindi non ci sono dubbi: gli americani stanno abilmente mettendo in scena una grande montatura che sarà, per tappe successive, utile a far da paravento a tutte le loro future strategie. Ovverosia, si lascia momentaneamente il mondo nell’incertezza non fornendo le prove sicure della morte di bin Laden e quindi si consente che si verifichino innumerevoli ipotesi, illazioni e dubbi di ogni genere.

Tutte argomentazioni momentaneamente contrarie alla versione USA, che poi saranno, pezzo per pezzo e mano a mano, smontate dagli americani che tireranno fuori, con sapiente regia e dosaggio, le prove attualmente nascoste. Il risultato sarà l’assicurarsi una totale credibilità.

Non si caschi pertanto nel gioco di ficcarsi in discussioni sterili del tipo: era bin Laden, non era bin Laden, perché non solo non si hanno i mezzi e le informazioni autentiche per analizzare con cura questo dilemma, ma si casca nel tranello abilmente montato da questi manipolatori dell’opinione pubblica.

In ogni caso, nell’economia di tutti gli altri avvenimenti mondiali passati (l’11 settembre soprattutto) e attuali (le rivolte nel mondo arabo), il fatto che bin Laden fosse vivo o fosse invece morto da tempo, non cambia nulla, per la semplice ragione che la figura di bin Laden e quella del terrorismo di Al Qaeda, sono state inventate o comunque utilizzate dagli Stati Uniti per coprire tutte le loro operazioni politiche e soprattutto belliche.

La semplice constatazione che tutti gli attentati di Al Qaeda, a parole contro gli USAIsrael, sostanzialmente invece sempre utili o funzionali a chi si pretendeva di colpire, la dice lunga in proposito. Maurizio Blondet con il suo eccellente libro Osam bin Mossad ha coniato un nominativo per il famoso terrorista veramente opportuno.

Al Queda e bin Laaden, il loro ex uomo al servizio della CIA in Afghanistan, per gli USA, se non ci fossero stati, andavano assolutamente inventati (e infatti…).

Attentati dell11 settembre

La vicenda dell’uccisione di bin Laden ha consentito agli Stati Uniti di prendere più di un piccione con una sola fava.

Tra le altre cose, infatti, determinate dalle conseguenze della spettacolare operazione dei Navy Seal, rientra anche il rilancio indiretto della fondatezza della versione ufficiale americana, quella che asserisce gli attentati siano opera di terroristi arabi, piloti da baraccone trasformatisi magicamente in esperti piloti di Boeing.

I festeggiamenti degli americani a Ground Zero (invece che fare una marcia di protesta verso Washington per pretendere la verità), ne sono una prova evidente e le informazioni che gli americani fanno filtrare, con sapiente regia, circa documentazioni sequestrate nel covo di bin Laden, nelle quali si parla e si progettano apocalittici attentati, fanno parte di questo sporco gioco finalizzato alla disinformazione e imbonimento dell’opinione pubblica.

Tutti finiscono per bersi il perfido sillogismo: bin Laden progettava apocalittici attentati ai treni, ergo bin Laden è veramente l’autore dell’11 settembre.

Viceversa occorre tenere ben presente che quegli attentati non possono essere andati come ce li hanno raccontati, che le Torri Gemelle e l’altro edificio del WTC non possono essere crollati in quel modo e per quelle cause, idem per l’aereo fatto schiantare sul Pentagono.

Tutte situazioni queste, talmente evidenti, smontate da innumerevoli prove e studi in proposito, che oramai riteniamo superfluo riportare, ed a cui non crede più nessuno, ed anche in America, dove l’opinione pubblica è ancor più manipolata che nel resto del mondo, il fronte di coloro che si erano bevuti le verità ufficiali, si era di molto assottigliato.

In ogni caso si tenga presente che bin Laden c’entra ben poco con la faccenda dell’11 settembre del resto da lui, approvata e apprezzata, ma non rivendicata!

E questo per la semplice ragione che il gruppetto dei presunti terroristi arabi che, allegramente soggiornavano in America da tempo, si addestravano a pilotare qualche aereo da turismo e hanno, ma guarda un po’, lasciato in giro numerose prove del loro operato con tanto di copie del Corano, lettere di addio, bandane come su una bancarella e manuali di pilotaggio, fanno parte di una macabra e pacchiana montatura al fine di addossare a quegli arabi gli attentati dell’11 settembre.

In realtà costoro, tutto al più, sono stati utilizzati come contorno, ovvero come utili idioti che lasciassero qualche traccia in giro in modo da ritenerli responsabili. Ma nella esecuzione di quella ridda di attentati, causati da personale altamente specializzato, quegli arabi fatti poi, non c’entrano nulla se non che, tutto al più, opportuni Servizi li avevano da tempo messi in mezzo e li controllavano, facendo loro credere di progettare attentati con aerei, ma che poi ovviamente, per la professionalità, i mezzi e la riuscita di quel tipo di attentati, altri dovevano eseguire. E i terroristi aarabi, vero specchietto per le allodole, dovevano ovviamente sparire.

Per concludere, cerchiamo di capire il perché, ad un certo momento, l’ectoplasma di bin Laden si è ritenuto opportuno farlo apparire e quindi farlo morire (sia che fosse lui o no).

Oltre a quanto appena detto, ovvero che l’apparizione e la morte di bin Landen ha consentito indirettamente di rilanciare alla grande la verità ufficiale dell’11 settembre (la grande menzogna), ci sono altre e più importanti ragioni perché sia stato di nuovo imbastito un altro teatrino mediatico, con tanto di pathos emozionale mostrandoci Obama, la Clinton e compagnia bella, emozionati e commossi mentre, in tempo, reale stanno assistendo, come in un film, alla operazione dei Navi Seal, che con l’utilizzo di armi e apparecchature ultramoderne, stanno procedendo, da veri commandos a scovare e uccidere i cattivi.

Ben sanno, lor signori, quanto piacciono agli occidentali, queste sceneggiate!





Tra le tante domande che questa tragicomica impresa ha sollevato (ci sarebbe per esempio da considerare tutto il genere di ricatti e pressioni che gli USA eserciteranno su quel loro giardino lontano da casa che è il Pakistan, il rilancio di una certa autorevolezza alla figura sbiadita di Obama, ecc.), noi qui crediamo di elencarne due tra le più importanti:

1. Per prima cosa questa operazione statunitense ha mostrato una evidente prova di forza a tutto il mondo. Una prova di forza e un segnale che gli USA possono infischiarsene di ogni Legge internazionale, fatto questo che, come tutti gli storici ben sanno, finirà per avere un grosso peso nell’orientare verso l’Occidente, tutte quelle realtà nel mondo arabo che sono attualmente in fermento. E la carta che si sta giocando da quelle parti, le rivolte, le guerre in piena regola che sono state scatenate. con una perfida regia occulta, non sono uno scherzo e gli occidentali non possono correre rischi che la situazione, in buona parte da loro creata, gli sfugga di mano.

2. Secondo poi, riteniamo che sia corretta l’analisi e l’intuizione prospettata da Thierry Meyssan, ovvero che la sparizione definitiva di bin Laden era necessaria perché:

«… i combattenti di bin Laden sono mobilitati da diversi mesi in operazioni in cui non sono più visti come nemici degli Stati Uniti, ma come loro alleati. Non cera altro modo per giustificare questa inversione che leliminazione virtuale del loro comandante.

Senza dubbio, nei prossimi mesi, i canali televisivi internazionali spiegheranno che i jihadisti, che una volta hanno combattuto al fianco della CIA in Afghanistan, Bosnia e Cecenia contro i sovietici e i russi, sono invischiati nel terrorismo internazionale, e che i loro occhi sono stati aperti dalla morte di bin Laden, e possono continuare serenamente la loro lotta accanto all’‘America in Libia, Siria, Yemen e Bahrain (…).

Nella controrivoluzione in corso in Medio Oriente, gli Stati Uniti e Israele giocano ancora la carta di tutti gli altri imperi prima di loro: appoggiarsi al fondamentalismo religioso per sopprimere il nazionalismo. Lunica novità del dispositivo è che vogliono utilizzare sia i combattenti wahhabiti di bin Laden come braccio armato e i takfiristi reclutati tra i Fratelli Musulmani, come vetrina politica. Questa fusione sarà complessa, soprattutto per poter includere il ramo palestinese dei Fratelli Musulmani, Hamas, che per il momento non intende da questo orecchio. Hanno affidato la guida di questo nuovo movimento al consulente religioso di Al-Jazeera, lo sceicco Youssef al-Qaradawi, che ogni giorno fa appello in TV per rovesciare Muammar Gheddafi e Bashar el-Assad».

Attenzione quindi, almeno fino a quando non si avranno in mano prove e informazioni sicure e accertate, a cadere nel tranello del falso dilemma: bin Laden era lui o non era lui?, un dilemma che stati sicuri sarà incrementato anche dai mass media di tutto il mondo. Non a caso, in Italia, subito Matrix ha inteso allestire in TV un bel teatrino, mettendo insieme assertori del bin Laden era morto da anni, come per esempio Giulietto Chiesa, e altri che invece giurano sulla autenticità della versione ufficiale. Il tutto con una sapiente regia moderatrice, attenta a che non escano o prendano piede versioni e informazioni troppo compromettenti.

Per concludere, crediamo di non sbagliare se riteniamo che in un futuro più o meno prossimo, in conseguenza di fatti e messe in scena come queste, opera di strategie a lungo meditate e studiate, e scenari geopolitici in accelerata evoluzione, assisteremo a tanti altri avvenimenti eclatanti a tanti ribaltoni inaspettati e probabilmente cruenti.

Fino a quando questi colonizzatori potranno fare e disfare a loro piacimento mezzo pianeta e sfornare bugie dietro bugie che i mass media in mano a potenti gruppi finanziari provvedono subito a diffondere ed amplificare?

Professor Maurizio Barozzi



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Commenti  

 
# milvus 2011-05-20 10:36
La parola d'ordine, appena finita ogni guerra: "Fermate e uccidete... il tale di turno", i signori che in quelle occasioni storiche furono re, presidenti, in tale procedere cominciarono a degradare il significato di ciò che poteva eseere la libertà ed eventualmente la democrazia, ottenuta con il sangue, giustificando ogni assassinio per poi festeggiarlo spudoratamente, come si trattasse di avvenimenti sportivi o ludici. Oggi anche Obama ordina: fermate e uccidete Bin Laden, in barba alla legge per i diritti umani, quella legge che lo stesso Roosevelt aveva promosso presso l'ONU. Se Obama fosse stato l'istigatore e mandante dell'attentato dell'11-9, avrebbe potuto usufruire dei tribunali americani di giustizia presso lo Stato di New York, ma l'escutivo che lui rappresenta, riunito in foto con computer e schermi, anzichè festeggiare tale evento, sta degradando il significato intero della vita, dell'ideario politico che promise agli americani quando fu eletto, le speranze di un change sulla guerra per la guerra, tanto cara a Bush. In fondo non è che il 44° di una lista, nulla di più, ed ha convertito il terrorismo, non rappresentato dunque da Bin Laden e nemmeno il terrorismo mussulamano in sè e per sè, come guerra continua dei poveri, e, la guerra, anche se non combattuta sul campo, come un tempo, il terrorismo dei più ricchi. Questa fotografia, dove tutti sono assorti a seguire le spiegazioni di Panetta, capo della CIA, passerà alla storia! Parola d'ordine: fermate e uccidete! OK. Cioè come per allora Roosevelt, oggi per Obama, i presidenti possono, ma non vogliono fare, fermare, perchè non vogliono usare la giustizia di un tribunale, solo la legge del Taglione su codice di Hammurabi, impiego dell'odio, la vendetta pronto uso, ma globalizzandola senza rispetto per le religioni, il pluralismo degli altri, il dialogo mediante la cultura, anche con il diavolo. Per chi suona la campana? Per la morte.
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