>> Login Sostenitori :              | 
header-1

RSS 2.0
menu-1
TUTTI |0-9 |A |B |C |D |E |F |G |H |I |J |K |L |M |N |O |P |Q |R |S |T |U |V |W |X |Y |Z

Archivio Articoli FREE

Lo scippo indebito di Pound e di Auriti
Stampa
  Text size
Questo non è un articolo di quelli, culturali, che lo scrivente è solito proporre al pubblico di EFFEDIEFFE ma è una sorta di appello a tutti coloro che non hanno mai dubitato della verità di certe tesi e mai smesso di sperare nella loro capacità di abbattere il muro dell’omertà.

Infatti sta avvenendo una cosa che ha dell’incredibile.

Tutto il mondo, da New York a Tel Aviv, passando per Londra, Madrid, Roma ed altre capitali europee, si sta ribellando alla dittatura central-bancaria; le sedi bancarie, anche quelle delle banche ordinarie, vengono assaltate dalla gente, soprattutto da giovani, nauseata dallo strapotere della finanza autoreferenziale e disgustata dalla subordinazione della politica ai banchieri; ovunque si sta facendo sempre più palese, per un’opinione pubblica che sembra finalmente prenderne coscienza, il grande inganno nel quale la finanza speculativa ha irretito i popoli; l’intero sistema finanziario mondiale, per ammissione dei suoi stessi rappresentanti, come Trichet, è alle prese con una crisi ormai sistemica che rischia di travolgerlo; mentre, appunto, tutto questo accade sotto i nostri occhi, la cultura non conformista, che è sempre stata all’avanguardia su questi temi e vanta dalla sua autentici campioni della critica all’usurocrazia central-bancaria come Ezra Pound, Maurice Allais e Giacinto Auriti, ai quali affianchiamo ben volentieri il nostro direttore Maurizio Blondet, appare incomprensibilmente silenziosa, assente e priva di visibilità.

Cosa, dunque, è successo ai nipoti di Pound, di Auriti, di Allais e di Blondet? È mai possibile che si debba lasciare il monopolio della contestazione al central-banchismo alla sinistra, che si sta appropriando delle tesi degli autori sopra citati senza citarne, la fonte e l’origine?

Giulietto Chiesa, ad esempio, è in prima fila nella contestazione in atto contro l’egemonia delle Banche Centrali e della finanza e va parlando apertamente di moneta del popolo e di riattribuzione del potere di emissione monetaria allo Stato, ossia di riconquista della sovranità monetaria. Tutte tematiche a suo tempo sviluppate da Auriti, da Allais e prima di loro da Pound.

Aspettarsi un po’ di onestà intellettuale dalla sinistra, e che essa riconosca il primato della cultura non conformista nella denuncia dell’usurocrazia, è un’illusione. Non saranno certo i Giulietto Chiesa, che certe cose le conoscono benissimo, a ricordare in pubblica piazza agli indignados nostrani che la critica al central-banchismo è il cavallo di battaglia secolare di un filone culturale appartenente all’area non conformista. Un filone culturale che, da oltre un secolo, ha elaborato le armi filosofiche, giuridiche ed economiche per affrontare criticamente i problemi posti dalla pericolosa ed antisociale finanziarizzazione dell’economia.

Mentre la sinistra, in un’età ancora industriale, guardava solo al conflitto di classe, i pensatori riconducibili a quel filone già avevano individuato nel cosiddetto pseudo-capitale il vero nemico dei popoli. Considerati eretici dall’ortodossia monetaria vigente (quella dei bocconiani) oltre ai citati Ezra Pound, Maurice Allais, Giacinto Auriti, Maurizio Blondet, si possono ricordare anche Silvio Gesell, H. G. Douglass, Chesterton, Belloc, Giano Accame, Francesco Avigliano, Ferdinand Ritter ed altri ancora.

La sinistra, pur indebitamente appropriandosi delle loro elaborazioni, giammai farà mostra di dipendere, nella contestazione al central-banchismo, da questi autori per il semplice fatto che essi, nonostante fossero raffinati studiosi, sono stati screditati, anche con la complicità dei media, in nome della ancor persistente, benché stupida, pregiudiziale antifascista. La sinistra intellettuale conosce benissimo gli autori dei quali si sta appropriando, indebitamente. La sinistra militante, invece, nella sua atavica ignoranza, non ne conosce quasi nulla.

La sinistra intellettuale sa che quegli autori sono stati profeti ed hanno visto giusto in anticipo di quasi cento anni, laddove essa invece mai fino ad oggi ha messo in piedi una sia pur moderata critica al capitale finanziario.

D’altro canto, Pound, Auriti, Allais, Blondet ed altri, nell’età post-industriale, che è la nostra epoca, sono molto più a sinistra di un Marx, che del problema costituito dal capitale finanziario si occupò solo in una striminzita paginetta de Il Capitale.

Anche il mondo cattolico sembra del tutto dimentico della denuncia che Pio XI, nella Quadragesimo Anno del 1931, a ridosso della grande depressione del 1929, faceva del pericolo costituito (testuale) dall’«imperialismo internazionale del denaro e dal potere più che mai dispotico (di)… quelli che, tenendo in pugno il danaro, la fanno da padroni; onde sono in qualche modo i distributori del sangue stesso, di cui vive lorganismo economico, e hanno in mano, per così dire, lanima delleconomia, sicché nessuno, contro la loro volontà, potrebbe nemmeno respirare».

Il SIR (Servizio di Informazione Religiosa) riecheggiato da Andrea Tornielli ha meritoriamente ricordato, in questi giorni, una meno conosciuta enciclica di Pio XI, sempre del 1931, la Nova impedent nella quale quel Pontefice così si esprimeva: «Un nuovo flagello minaccia e in gran parte già colpisce il gregge a Noi affidato, e più duramente la porzione più tenera e più affettuosamente amata, cioè linfanzia, gli umili, i lavoratori meno abbienti e i proletari. Parliamo della grave angustia e della crisi finanziaria che incombe sui popoli e porta in tutti i Paesi ad un continuo e pauroso incremento della disoccupazione. Vediamo infatti costretti alla inerzia e poi ridotti allindigenza anche estrema, con le loro famiglie, tanta moltitudine di onesti e volonterosi operai, di nullaltro più desiderosi che di guadagnare onoratamente col sudore della fronte, giusto il mandato divino, il pane quotidiano che invocano ogni giorno dal Signore. I loro gemiti commuovono il Nostro cuore paterno».

In quella stessa enciclica Pio XI concludeva così: «E poiché da una parte effetto della rivalità dei popoli, dallaltra causa di enormi dispendi, sottratti alla pubblica agiatezza, e quindi non ultimo coefficiente della straordinaria crisi presente è senza dubbio la corsa sfrenata agli armamenti, non possiamo astenerCi dal rinnovare la provvida ammonizione Nostra e dello stesso Nostro Predecessore, dolenti che non sia stata finora ascoltata ed esortiamo insieme Voi tutti, Venerabili Fratelli, perché con tutti i mezzi a vostra disposizione di predicazione e di stampa vi adoperiate a illuminare le menti e ad aprire i cuori secondo i più sicuri dettami della retta ragione, e molto più ancora della legge cristiana».

Sembra quasi – quella fatta da Pio XI – la descrizione dei nostri anni costretti tra una crisi finanziaria ormai sistemica e i venti di guerra dello scontro di civiltà da ultimo riaccesosi con il presunto tentato attentato iraniano all’ambasciatore saudita negli Stati Uniti.

Sappiamo, purtroppo, come è finita negli anni Trenta.

Ma Pio XI invitava a reagire con tutti i mezzi a disposizione, ad iniziare dalla stampa.

Ora, sta a noi reagire e riprenderci anche la primogenitura delle tesi poundiane, auritiane, allaisiane, blondettiane, che tengono banco nella contestazione inscenata da una sinistra che discrimina l’area non conformista ed il mondo cattolico.

Purtroppo da destra non c’è da aspettarsi alcun aiuto. I vari Fini, La Russa, Gasparri, Alemanno hanno dilapidato, nel giro di una manciata d’anni, per correre dietro al liberismo berlusconiano ed alle prebende di potere loro assicurate dal Salame, un patrimonio culturale e politico ereditato da chi aveva sofferto per preservarlo. Del resto, neanche prima dello sdoganamento la classe dirigente del vecchio MSI non ha mai dato mostra di apprezzare la cultura politica.

Quindi non resta che arrangiarci da soli.

Risulta allo scrivente, il quale ormai viaggia verso i 50 anni e non può certo più dirsi un giovane, che continua a sussistere una rete di piccoli editori non conformisti, associazioni culturali cattoliche non progressiste né teocon o neocon, circoli culturali auritiani, centri sociali poundiani, associazioni della destra sociale e/o della sinistra nazionale, siti web e blog contro il signoraggio bancario.

Esiste persino, per quanto risulta allo scrivente, una fondazione dedicata a Giacinto Auriti, fondata per preservarne l’opera ed il pensiero sotto l’egida della famiglia e gestita da alcuni suoi stretti collaboratori ed allievi, che tuttavia, a parte sporadiche apparizioni in televisioni locali abruzzesi, non sembra facciamo poi molto. Questa fondazione, a fronte di una rivolta in qualche modo epocale che avrebbe visto Auriti in piazza alla testa dei cortei anti-usura (chi lo ha conosciuto sa bene quale carattere da barricata avesse) non si è, finora, fatta sentire neanche sulla stampa locale abruzzese rivendicando al professore il ruolo, che merita, di profeta dell’attuale crisi monetaria e richiamando alla memoria almeno dei suoi concittadini regionali quanto fu da lui tentato per aprire gli occhi al pubblico sull’usurocrazia dominante.

E pensare che su Il Centro, il principale e più diffuso quotidiano dell’Abruzzo, solo qualche settimana fa, un docente di sociologia dell’Università G. D’Annunzio, chiudeva un articolo dedicato all’esame della crisi in atto invocando la doverosità di riprendere in mano ed approfondire gli studi monetari di Auriti, così riconoscendogli l’aurea del pioniere che ha aperto nuove vie con le sue straordinarie intuizioni sul «valore indotto».

La figlia di Auriti, oltretutto, è, così sembra, giornalista di un noto settimanale nazionale (infatti quando il professore effettuò, in quel di Guardiagrele, suo comune natale, l’esperimento del Simec, la ragazza ne scrisse sulla sua rivista). Ci si aspetterebbe ora, mentre l’opinione pubblica va prendendo atto della verità delle tesi auritiane, che la figlia del professore riprendesse i suoi servizi giornalistici a memoria del padre. Invece, per quanto ne sappiamo, ancora silenzio.

Non si può ridurre la memoria di Auriti ai pellegrinaggi, che pure sono stati organizzati da alcuni suoi devoti, nei luoghi nei quali il professore è vissuto quasi egli fosse un santo canonizzato. Così facendo si fa cadere nel ridicolo postumo la sua figura esponendola ai risolini degli accademici ortodossi che si fanno forza della proverbiale inconsistenza culturale troppo spesso mostrata da certi seguaci delle teorie auritiane (benché – va pur onestamente detto – è stato lo stesso Auriti, che si definiva un «contadino prestato alla cattedra», ad aver trascurato la creazione nell’università di una vera e propria scuola giuridico-economica, al fine di consentire, portando alla cattedra i suoi allievi, una prosecuzione accademica al proprio pensiero, per darsi invece ad un presenzialismo televisivo locale di tipo, sovente, populista che, negli ultimi anni della sua vita, finì per attirargli ulteriore discredito accademico da parte dei suoi colleghi incapaci della stessa libertà intellettuale e spirituale del Professore).

Orbene, tutti questi ambienti e questi soggetti dovrebbero agire, ora o mai più, per conquistarsi uno spazio di visibilità culturale e politica ed uscire dalle conventicole nelle quali finora hanno tirato a campare.

Si organizzino mega convegni nazionali sulle tematiche della speculazione finanziaria e lo si faccia nel nome di Pound, di Auriti e di Allais. Ma invitandovi relatori di fama, in modo da attirare l’attenzione dei media, come ad esempio il sociologo Zygmunt Bauman che, su La Stampa del 7 agosto scorso, così si esprimeva in ordine al mercato finanziario: «Gli Stati si sono sempre fondati su due cardini: il potere (cioè fare le cose) e la politica (cioè immaginarle e organizzarle). La globalizzazione si muove senza politica. Ha bisogno di rapidità. Detesta i vincoli. Un po come la malavita. Le regole sono un ostacolo. Così i mercati più  fiorenti nel mondo sono quello criminale e quello finanziario. Non importa se sono sporchi o puliti. Non fa riflettere?».

I giovani poundiani dovrebbero essere in prima fila nelle manifestazioni contro il central-banchismo rivendicando la primogenitura culturale di questa rivoluzione. Gli indignados si sono cercati e ritrovati attraverso internet: dunque il collegamento è oggi possibile mediante il web ed allora se ne approfitti.

Si intervenga nei pubblici dibattiti rivendicando la dovuta cittadinanza culturale, anche nei confronti della sinistra, in nome di quella primogenitura. Lo scrivente, per quanto possa essere servito, ha tentato di farlo durante l’ultima trasmissione televisiva di Gad Lerner postando un ampio commento sul suo blog ed invitandolo all’onestà intellettuale di riconoscere la primogenitura poundiana-auritiana delle tesi critiche del central-banchismo che alcuni tra i suoi ospiti andavano esponendo.

Come, del resto, ha postato, in questi giorni, commenti critici di tenore auritiano ed allaisiano su un sito che difende l’ortodossia monetaria vigente (perché esistono anche di tali siti e non sembrano vergognarsi di esistere mentre l’intero loro sistema ha finalmente svelato le pericolose basi sulle quali è fondato).

Insomma, ci si dia, diamoci tutti, una mossa. E il pressapochismo che ci isola.

Poundiani, auritiani et similia svegliatevi!

Luigi Copertino



 
Guarda commenti | Nascondi commenti

Commenti  

 
# annhylus 2011-10-14 18:52
Capire è il primo passo, ma capire senza agire a che serve? A nulla si potrebbe dire. Invece no! Chi non capisce non ha colpa, chi ha capito e non fa niente è complice.
Non è questione di stabilire se sia più o meno "brevettabile" la verità... perchè dire la verità è diritto di tutti, perchè è dovere di tutti.
Se un babbeo dice la verità essa resta vera, se un genio mente la menzogna resta tale.

Bisogna scrollarsi di dosso certe categorie di fazione ed agire a servizio della verità e giustizia, che è l'unica direzione da seguire... l'unico modo per rendere il doveroso omaggio a questi eroici paladini della verità.

La verità non la si mette sotto il moggio, ma sul candeliere perchè faccia luce a tutti e se non ce la mette il genio che ce la metta il babbeo, purchè sia luce per tutti.

Certo se lasciamo fare sempre tutto ai babbei... come ce la mettono... così la rovesciano... e risiamo da capo.
La cittadinanza culturale... aspetto interessante, ma accademico, la testimonianza morale e attiva... quella serve... senza quella è solo teatro.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# ugo bertaglia 2011-10-14 19:20
Il movimento che il compianto prof Auriti ha onorato della Sua adesione ha già organizzato una manifestazione sul tema, essendo peraltro la moneta di popolo uno degli otto punti fondanti dello statuto.
Buon lavoro
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# NOMEN 2011-10-14 19:20
Ah, certo... NISI HODIE, QVANDO... MAI???!!!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# EMERICH 2011-10-14 19:34
Verissimo Dottor Copertino, le destre politiche non sono mai in grado di far proprie le magistrali elaborazioni dei Nostri "intellettuali" "organici": però, caro Luigi, vediamo anche il lato positivo, ovvero la divulgazione e "volgarizzazione " di tesi che pensavamo destinate alla nostra nicchia di irregolari. La preoccupazione mia è la constatazione che la sinistra porta, diciamo, un po' sfiga, e quando ingaggia battaglie o, nella migliore delle ipotesi, rimangono inconcludenti e banali, oppure rischia che le battaglie stesse vengano astutamente usate dal Capitalismo per raggiungere i propri scopi e gabbare i popoli.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Pietro G 2011-10-14 20:33
La sinistra non è credibile in questa come in altri tentativi di egemonia. La ragione è molto semplice: il carattere distintivo della sinistra è l'internazionalis mo. Prima era (il fantasma del) l'internazionalis mo proletario ora la cosidetta solidarietà internazionale. Quando è stato introdotto il mondialismo, e la speculazione finanziaria, il tranfer di produzione e di tecnologia all'estero e il dumping di prodotti asiatici sui nostri mercati, che cosa hanno fatto le sinistre? Non hanno aperto bocca perchè l'accusa di nazionalismo le fa gelare il sangue nelle vene. Giulietto Chiesa fa il bravo gramsciano e occupa il terreno lasciato libero dalle destre per poi non risolvere niente a causa del conflitto tra interesse nazionale e l'internazionalis mo sinistrese, tra gli interessi del popolo e la società individualista e mondialista che lui come i suoi simili hanno portato avanti. Qual'è l'insegnamento che ci arriva dalla crisi finanziaria europea? Non è possibile avere una moneta unica per Paesi che hanno una economia strutturalmente differente. La stessa cosa vale per la crisi finanziaria internazionale: è impossibile avere una finanza internazionaliz zata perchè tutto il sistema rischia di collassare alla minima perturbazione in uno dei suoi anelli più deboli. Una volta che si è capito questo, si può procedere alle riforme, altrimenti è tempo perso. Invece di Draghi alla BCE ci vorrebbe Hjalmar Schacht.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Alfio200 2011-10-14 22:58
"Una volta che si è capito questo, si può procedere alle riforme, altrimenti è tempo perso. Invece di Draghi alla BCE ci vorrebbe Hjalmar Schacht".

Che sarebbe come dire che ci vorrebbe Adolf Hitler. Ma dire questo è proibito per legge. In compenso, si può fare a piacimento l'apologia di Stalin, Mao e del comunismo. Appunto.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Pietro G 2011-10-15 08:28
"Che sarebbe come dire che ci vorrebbe Adolf Hitler"

Non proprio, visto che è stato anche messo in galera per la sua opposizione al regime. Hjalmar Schacht è sinonimo di sana e oculata gestione della finanza pubblica, del miracolo economico che ha portato la Germania dai 6 milioni di disoccupati al pieno impiego e alla modernizzazione delle infrastrutture senza creara inflazione. Ha dimostrato che è possibile una finanza al servizio dell'economia reale, l'esatto opposto di quello che vediamo oggi.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# mirko85 2011-10-14 20:36
Forza Nuova scenderà in piazza il 29 ottobre a Milano, Roma, Catania (per Roma autorizzazioni permettendo) per manifestare a favore:
1) dell'azzeramento del debito pubblico;
2) per la sovranità popolare della moneta;
3) per la nazionalizzazio ne delle banche;
4) e altro ancora...
La lanterna è sempre accesa.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# pelzen 2011-10-14 23:41
... e la corda ed il sapone per i responsabili del disastro in cui ci troviamo e che ci hanno propinato per decenni.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# rinus 2011-10-15 11:56
MIRKO 85,
puoi, visto che sei al corrente di queste manifestazioni di FN, essere più preciso e dirci, per esempio, a MILANO da dove parte ed a che ora? Grazie
Sal. Ricc.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# cgdv 2011-10-14 22:17
Caro Copertino, il contenuto del tuo appello è quello che gli interessati dovrebbero congegnare e fare. Nel mio piccolissimo non potrei altro che applaudire. Tuttavia ho due strane sensazioni:

- Il fatto che la sinistra progressista, sostenga e si appropri di queste proteste mi lascia per ovvie ragioni perplesso, visto che ha fatto tutto il possibile per la globalizzazione ed i poteri finanziari.

- Non succederà che scendendo in manifestazione quelli che tu auspichi, si trovino addosso oltre che i tipi alla Lerner anche i centri sociali ed i black bloc? Purtroppo temo che i cortei di reali antagonisti siano ampiamente disattesi, e che le disquisizioni da sale convegno siano un passo poco produttivo di fronte ad una piazza dalle strane connotazioni.

Cari saluti da Giuliano
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Alfio200 2011-10-14 23:09
Il punto è che la sinistra comunque inquadra la lotta al potere finanziario nell'ambito nella lotta ai "padroni" mettendo sullo stesso piano capitalismo industriale e finanziario. La destra, o meglio i fascismi, distinguevano tra il capitalismo fiannziario parassitario e quello industriale produttore di ricchezza e lavoro, previo un suo controllo (statale) per evitare lo sfruttmento dei lavoratori.

Quello che gli intellettuali di sinistra non accetteranno mai per loro natura è il liberal-socialismo (spurgato dai cartelli finanziari) per non parlare del nazional-liberal-socialismo. Gli intellettuali di sinistra tenderanno in ogni caso al comunismo e questo li porterà sempre e comunque alla sconfitta, anche abbracciando (trasmutandole) le idee di Pound, Auriti e altri.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# milvus 2011-10-15 00:03
Auriti, Ezra, e tanti altri, credo di capire, perchè oramai si è arrivati a dire che tutti sono contro il capitalismo, ma ogni ora, ogni minuto lo rendiamo florido, spiegano che l'unica maniera per ucciderlo è il risparmio. In fondo il capitalismo è basato sul debito e sul consumo, senza tempo materiale per mettere da parte nulla .Chi risparmia è giudicato oggi come Ezra "infermo di mente", e tutto, come spiega Pio XI e Bauman, fa parte di una catena di montaggio, che esclude il risparmio personale. Se esiste in questo genere di sistema capitalista, chi ha messo da parte soldi, o è scemo, o è persona esecrabile, vergognosa. Perchè danno contro ai cattolici cristiani, perchè nel sistema capitalista loro sono gli unici che risparmiano. Chi risparmia ha la colpa di aver fatto licenziare persone che occupavano un posto di lavoro, quindi, secondo la logica mosaica, è un reato gravissimo, più di un crimine.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# nicolas 2011-10-15 08:33
La sinistra italiana mira a far prevalere l'introduzione della patrimoniale conme istanza principale della protesta appunto come i desiderata della Mercegaglia. Cionostante il treno della protesta sembra abbia raggiunto una velocità tale che non si può prescindere dalla rottura del sistema usurario ancorato al dollaro alla Federal Reserve alla luce, peraltro, di quanto sta accadendo negli States. Il problema grosso, a mio avviso, per quanto scontato, è che il dottor Sranamore scateni il putiferio con l'Iran magari con un confetto nucleare. Chiodo scaccia chiodo.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# lucianob 2011-10-15 12:32
Dottor Copertino, potrebbe indicare i siti web italiani dove attingere notizie economiche vere?
Personalmente ammiro la competenza e la cultura che Lei e il Direttore avete in materia. Ma come si leggeva nell’articolo “Il Risorgimento disgregatore“ trovo vero ed evidente, che ci sono riusciti, cioè che siamo stati tutti "frantumati" in micro realtà personali e locali, solitari fruitori, che però (parlo per me) non sanno come arrivare al pubblico più vasto, e soprattutto con quale credibilità. Orbene, perchè non organizzare un "protocollo" da esportare nelle città, trovando gli oratori "giusti" e dando l'incarico a noi lettori di organizzare ognuno nella sua città conferenze? Oppure "farci" un articolo "standard" da consegnare ai giornali locali? Alle parrocchie rimaste? Fondare una associazione nazionale che “circondi” la stampa e la gente (ognuno di noi ha una sua mailing list) con cui può diffondere la verità. E’ vero che esiste la fondazione della Ida Magli, di cui però non si sente parlare, ma se riunissimo i numeri dei vari siti, e ci si vedesse concretamente facendo un convegno pubblico nazionale, e poi via via delle repliche nelle varie regioni, sarebbe già un modo per darsi visibilità. Grazie per l’attenzione.
Luciano B.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# milvus 2011-10-15 13:03
La destra ha sempre sostenuto: "Noi abbiamo governato bene, sappiamo che il 95% degli italiani possiede la casa di sua proprietà ed un benessere alla pari dei parametri di Maastrich...".
Allora, dovrebbe avere introdotto come riforma, l'abolizione del censimento, dei dati ISTAT, se sanno tutto loro!?
Invece no, servirà, forse, speriamo di no, a voler sapere dati sensibili, per poi continuare il capitalismo sprecone ed introdurre tasse per lasciarci sul lastrico. Un tempo i nostri nonni, mettevano i loro risparmi, convinti dalle banche, nei BOT, che per onestà avrebbero dovuto ritirarli, dopo sul mattone, l'italiano ed il francese ama molto la bella casa, confortevole, non c'è nulla di male in questo. Il capitalismo mosaico non prevede risparmio alcuno e tutta la politica italiana è dentro la pancia di questo cavallo di troia, fuori di legno perchè oramai è morto, ma deve continuare il suo moto perpetuo.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# SILVANO69 2011-10-15 20:53
Caro dottor Copertino,
è senz'altro giusto quello che lei scrive, com'è anche giusto ciò che osserva Annhylus nel primo commento postato. Io propendo per quest'ultima visione. Siamo arrivati ad un punto tale che qualsiasi lievito che possa far fermentare le coscenze civili è ben accetto, da qualunque parte esso provenga. Gli unici timori potrebbero essere dettati, semmai, dal recondito, effettivo scopo che certi pulpiti sinistrorsi potrebbero gattopardescame nte perseguire.
C'è, intanto, una notizia che vorrei porre all'attenzione di tutti. L'onorevole Di Pietro ha posto un'interrogazione a risposta scritta al ministero dell'Economia e delle Finanze: la numero 4/12.113 nella seduta della Camera numero 479 del 30/05/2011 (il cui iter è ancora in corso).

Di seguito il link: http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=39707&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27+%7C+%274%2F12113%27+%7C+%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27

In essa egli cita in premessa la fenomenologia del signoraggio bancario e sviluppa una serie di argomentazioni interessanti, basandosi espressamente (e citandone altrettanto espressamente le fonti) sui lavori di Bruno Tarquini e di Giacinto Auriti. Conclude con la richiesta di conoscere se il Governo intende intervenire per verificare la compatibilità di quelle teorie col trattato di Maastricht e con il principio costituzionale della sovranità popolare (e quindi monetaria), nonchè per chiarire quale sia la proprietà dell'euro al momento della sua emissione, la natura giuridica della moneta emessa dalle banche commerciali, e l'efficacia degli strumenti di controllo della Banca Centrale sulla moneta messa in circolazione dalle banche commerciali.

Non male. Anche se la richiesta iniziale poteva essere posta in modo diverso ma, d'altronde, non ci si poteva aspettare di più da un rappresentante istituzionale che agisce in un quadro formale.

Però: è roba di facciata? O avrà fatto davvero sue certe tematiche? Certo, avrebbe potuto dare ampia pubblicità alla sua azione, denunciare pubblicamente, sollecitare dibattiti altrettanto pubblici. Per quanto ne so, si è limitato solo ad effettuare un'interrogazione parlamentare. Ulteriore osservazione è la considerazione che si può dare del personaggio Di Pietro. Si può dire tutto ed anche il suo contrario ma questa, appunto, è un'altra storia.
Diciamo che colgo l'aspetto positivo della vicenda. Nel nulla, almeno è qualcosa.
Cari saluti.

Silvano
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# nicolas 2011-10-16 09:49
Di Pietro è il rappresentante piu genuino della demagogia. E il predestinato, dai veri poteri forti, a vincere sempre le cause. Ho letto di questa interrogazione e vi consiglio di esaiinare i commenti del sito "informazione corretta" in merito.
Uno che si erge come unico e vero rappresentante dell'onestà, unico paladino della correttezza in politica porta a pensare immediatamente a Robespierre.
Se proprio si deve ammirare qualcuno di sinistra che fa della lotta al signoraggio bancario privato preferisco seguire il leader della FIOM CGIL Cremaschi e (perchè no?) Giulietto Chiesa. L'idea che mi sono fatto è che il sistema usuraio mondiale, così strutturato, è giunto realmente al capolinea e costoro cercano di fare la mosca nocchiera di turno omettendo, ignorando gente tipo Ezra Pound, condannato alla dannatio memoriae. D'altronde la memoria, nell'epoca del Grande Fratello, ha da essere selettiva. Lo dice pure la comunità di Sant'egidio che oggi, 16 ottobre, invita i cattolici a ricordare la deportazione ebraica romana. Solo loro! Gli altri deportati non contano.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Nuvola Bianca 2011-10-15 21:08
La sinistra non lo fara mai per un semplice motivo, che ho appreso leggendo il testamento politico di Mussolini, dettato a un giornalista dal medesimo.
Ebbene Mussolini dichiarava il comunismo "capitalismo di Stato".
In effetti dalle origini alla "fine" il connubio delle due K è stato continuo.

Bernard Shaw, nel '37, disse: " ... for what Mussolini has already done and for what he will do, he will enter into a serious conflict with Capitalism".
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# mario ivrea 2011-10-15 21:56
@rinus

Sabato 29 ottobre dalle 15.00 alle 18.00 manifestazione a Milano in piazza San Carlo.
Manifestazioni anche a Roma e Catania.
Più saremo, meglio sarà...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# sanbernardino 2011-10-18 21:56
il rischio è che le vostre proposte vengano etichettate come "della destra estrema" e quindi screditate in partenza.
Mi farebbe piacere però sapere se in questo momento state aumentando o no i consensi.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# cittadino_solitario 2011-10-16 09:12
Penso che la sinistra stia lì per sabotare ogni nobile proposizione sorta dai pensieri di Pound e di Auriti.
Passivamente raccoglie il giusto dissenso e rancore che provano i nostri concittadini verso questo governo, complice di fatto e senza alcuna reazione dei sciacalli finanzieri internazionali.
Dissenso proveniente più dal ceto medio, oggi minacciato seriamente di morte sia dalla crisi che da quel che rimane della globalizzazione , per me INCAPACE di ripensare una società più serena ed equilibrata di quella attuale.
Sinceramente sogno un Paese che riprenda le idee ed i concetti perduti con la nobile sconfitta della RSI.
Ad ogni costo il 29 sarò a Roma con Forza Nuova.
Un saluto a tutti
Marco
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# giorgio 2011-10-16 09:32
Ggdv
Sei stato un profeta (vedi Roma).
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# marcus 2011-10-16 14:55
Clamoroso, Dottor Copertino, il suo silenzio su Forza Nuova. Come se non esistesse, come se, nella formazione dei suoi militanti, non accennasse minimamente alle tematiche auritiane. Sono letteralmente stupito da questa omertà. I compagni in piazza ci vanno quando vogliono, godendo di un sacco di tolleranza da parte del sistema che, in fondo, li riconosce come suoi figli. Per FN, ovviamente, non è la stessa cosa (come ben sanno, per esempio, i forzanovisti milanesi)... e vedremo cosa si riuscirà a combinare il prossimo sabato 29 ottobre. Caro Dottor Copertino, la critica al sistema è consentita alla sinistra (che del sistema è parte integrante), mentre a quella che lei chiama "area non conformista" non è consentito che di sopravvivere in ambiti angusti, pena la repressione sempre pronta a scattare: ne sa qualcosa chi la politica la fa anche nelle piazze.

Saluti
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Fabio de Fina 2011-10-18 00:04
Risposta al commento di Luciano B. del 15 ottobre 2011 ore 12,32.

I siti, attualmente disponibili o che lo scrivente ha conosciuto, cui poter attingere risposte esaurienti sul problema del capitale finanziario non sono molto consigliabili. Si tratta per lo più di siti che, anche laddove non abbiano per sottofondo una impostazione meramente economicista e materialista, non riescono ad andare più in là dei meri, pur se importanti, problemi tecnici e, diciamo così, contabili. Invece gli autori cui ho fatto riferimento hanno intuito (ad esempio, Pound) o addirittura smascherato (ad esempio, Auriti) la radice anticristiana (ed "anticristica"!) della progressiva finanziarizzazi one della realtà sociale ed economica. Pertanto il mio consiglio è di andare direttamente ai testi di questi autori, che credo Effedieffe potrà agevolmente fornire. I testi di Auriti, che comunque si trovano ancora in circolazione (altrimenti sarebbe cosa buona ripubblicarli), furono a suo tempo pubblicati direttamente dall'Università teramana dove il professore insegnava. Un bel testo per comprendere sia il pensiero che l'uomo Pound è quello che il compianto Giano Accame pubblicò, a fine anni '90, con il titolo di "Ezra Pound economista". Per quanto riguarda le iniziative da te proposte tutto va bene purché non si scada nel politicantismo spiccio ma si presenti al pubblico un filone di pensiero che attinga alla metafisica. Il rischio altrimenti è quello di banalizzare. Un errore che, purtroppo, fece anche Auriti quando pensò di ricorrere a programmi televisivi che facevano apparire le sue proposte come una sorta di "televendita".
Cari saluti.

Luigi Copertino
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tenfris 2011-10-18 09:19
Citazione EMERICH:
Verissimo Dottor Copertino, le destre politiche non sono mai in grado di far proprie le magistrali elaborazioni dei Nostri "intellettuali" "organici": però, caro Luigi, vediamo anche il lato positivo, ovvero la divulgazione e "volgarizzazione " di tesi che pensavamo destinate alla nostra nicchia di irregolari. La preoccupazione mia è la constatazione che la sinistra porta, diciamo, un po' sfiga, e quando ingaggia battaglie o, nella migliore delle ipotesi, rimangono inconcludenti e banali, oppure rischia che le battaglie stesse vengano astutamente usate dal Capitalismo per raggiungere i propri scopi e gabbare i popoli


Già... guarda caso il signor Giulietto Chiesa altro non è che una marionetta in mano ai soliti untori perchè se mai verrà il giorno che sarà necessario cambiare sistema perchè la gente non ne potrà davvero più, hanno bisogno di persone di cui la gente si fidi per continuare a comandare da dietro le quinte.

Per capirci il signor Chiesa fa parte del WPF (World Political Forum) fondato da Gorbaciov, caro amico del buon Giulietto. Queste sono le frasi che si possono trovare nella pagina di presentazione del loro sito:

"Il World Political Forum, è stata l'idea originale del Premio Nobel Mikhail Gorbachev, con una missione specifica: favorire i contatti tra politici, scienziati, e personalità di alto livello nella vita culturale e religiosa dei diversi continenti, religioni, lingue e culture, al fine di analizzare la questione dell'interdipendenza , ma soprattutto proporre soluzioni per i problemi della governance della globalizzazione e dei problemi cruciali che riguardano l'umanità di oggi. L'attuale ordine internazionale è scardinato e instabile. Le istituzioni sovranazionali politiche ed economiche vengono cavalcate con conflitti e disaccordi tra i loro membri. La cooperazione tra gli Stati e il nuovo ordine mondiale auspicato alla fine della guerra fredda non è riuscito ad emergere. Gli affari internazionali sono ormai caratterizzati, invece, dal disordine del mondo, come i recenti eventi che hanno aggravato fondamentali differenze di opinione in tutto il mondo".

Oppure

"Il World Political Forum, mira a diventare un punto d'incontro e crocevia di culture, religioni, e leader, un forum aperto per il mondo intero che, attraverso l'analisi e la discussione fornirà orientamenti e fornirà nuove soluzioni ai problemi globali e tenderà verso una nuova civiltà mondiale e un quadro per un ordine democratico internazionale".

Occhi aperti.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Mirty 2019-04-16 12:45
io in effetti qualche foto di lui in sospetta posa massonica l'ho trovata, così come ne esistono tantissime evidentissime di Fusaro e credo lo sia anche Messora e non capisco perchè Blondet ci abbia così tanto a che fare, con questi tizi....
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# lucilio 2011-10-28 22:23
Il "problema economico", così come quello "monetario", non è risolvibile per via "tecnicistica". Nasce perché esiste un problema spirituale. Anche il 'miglior sistema del mondo' funziona male se gli uomini che lo dirigono non sono spiritualmente in ordine.
Il "divieto di usura", di fare denaro dal denaro, è comune a tutte le tradizioni religiose... Ma chi se la sente di applicarlo in nome di una religione? Chi ha i titoli per poter dirigere una siffatta impresa?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Mirty 2019-04-16 12:35
"Venerabili fratelli": credo, nella mia ignoranza, che questa espressione dica tutto o comunque molte cose...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

Aggiungi commento


Libreria Ritorno al Reale

EFFEDIEFFESHOP.com
La libreria on-line di EFFEDIEFFE: una selezione di oltre 1300 testi, molti introvabili, in linea con lo spirito editoriale che ci contraddistingue.

Servizi online EFFEDIEFFE.com

Archivio EFFEDIEFFE : Cerca nell'archivio
EFFEDIEFFE tutti i nostri articoli dal
2004 in poi.

Lettere alla redazione : Scrivi a
EFFEDIEFFE.com

Iscriviti alla Newsletter : Resta
aggiornato con gli eventi e le novita'
editorali EFFEDIEFFE

Chi Siamo : Per conoscere la nostra missione, la fede e gli ideali che animano il nostro lavoro.



Redazione : Conoscete tutti i collaboratori EFFEDIEFFE.com

Contatta EFFEDIEFFE : Come
raggiungerci e come contattarci
per telefono e email.

RSS : Rimani aggiornato con i nostri Web feeds

effedieffe Il sito www.effedieffe.com.non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata", come richiede la legge numero 62 del 7 marzo 2001. Gli aggiornamenti vengono effettuati senza alcuna scadenza fissa e/o periodicità