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Mossad e finocchi contro l’Iran
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Singolare la sordina che i media italiani hanno messo sulle dimissioni vergognose di Liam Fox, ministro della Difesa britannico. Eppure il caso è pruriginoso e succoso come certe intercettazioni berlusconiane.

Liam Fox, conservatore, atlantista di ferro, guerrafondaio (ha votato per l’aggressione dell’Iraq e dell’Afghanistan), si portava nelle missioni all’estero il suo amichetto (che aveva voluto anche come testimone di nozze) Adam Werrity: condivideva il letto con lui in hotel, lo faceva viaggiare a spese del contribuente, e lasciava intendere che fosse il «capo del suo staff», benchè Werrity non avesse alcun incarico ufficiale nel governo. Ciò non gli impediva di vantare con i delegati esteri importanti connessioni, e di accedere a informazioni segrete.

I giornali inglesi (non i nostrani) hanno rapidamente scoperto che Werrity, inoltre, manipolava il suo ministro del cuore a favore di Israele. In febbraio, aveva organizzato un incontro fra Fox e i dirigenti del Mossad ad Herzliya, presso Tel Aviv, dove sorge l’Interdisciplinary Center, che è l’università del servizio ebraico, dove si discussero piani per rovesciare il regime iraniano. Risulta che il 33 enne amichetto del ministro avesse fatto viaggi in Iran «in diverse occasioni, per incontri segreti con gruppi dopposizione», e vedeva spesso «agenti israeliani e membri di gruppi destrema destra USA», sempre allo stesso scopo: rovesciare Ahmadinejad. Il lato bello è che lo spionaggio inglese, il celebre MI6, sapeva tutto, e quando Werrity tornava dai suoi viaggi, lo convocava a regolare rapporto e debriefing: non sia mai che un qualunque servizio trascuri di servirsi di un finocchio che ha qualcosa da nascondere. (Israel’s mossad gets dragged into latest british political scandal)

Lorna Fitzsimons
  Lorna Fitzsimons
Werrity amava la gran vita, costosa. I mezzi per il lusso glieli forniva un’associazione per la promozione di Israele in UK, detta BICOM (che sta per British Israel Communications Research Center), capeggiata da Lorna Fitzsimons, già parlamentare, e animatrice dei Labor Friends of Israel, che riuniva e coccolava esponenti laboristi amici di Israele: insomma una Fiamma Nirenstein giudeo-britannica, con gli stessi ordini ricevuti e la missione di intortare parlamentari esteri. Anche la BICOM si rivela essere nient’altro che una facciata per certe operazioni del Mossad.

Chaim Zabludowich
  Chaim Zabludowich
Altri soldi per i suoi lussi, Werrity li riceveva da una agenzia privata che formalmente offre servizi di «controspionaggio industriale e commerciale», da una ditta no-profit chiamata Pargav Ltd., e da una fondazione culturale detta Atlantic Bridge (ovviamente atlantista neocon, finanziata quasi interamente da un ebreo caporione di hedge funds di nome Michael Hintze): tutt’e tre queste entità hanno sede allo stesso indirizzo a Londra, e sono tutte pagate dal miliardario Chaim Zabludowich, detto Poju, mercante e fabbricante d’armi con legami con la SOLTAM (del gruppo militare-industriale israeliano) che è anche, guarda caso, il presidente della BICOM.

Michael Davis
  Michael Davis
Un altro miliardario che coccolava l’utile finocchietto offrendogli voli in prima classe e hotel a cinque stelle si chiama Michael Davis, padrone del colosso minerario Xstrata, nonchè presidente della fondazione United Jewish Israel Appeal. E non va dimenticato un quarto generoso donatore dei lussi di Werrity: un finanziere di nome Michael Lewis, esponente di spicco della già citata BICOM.

Lo scandalo ha dunque mostrato un istruttivo panorama delle organizzazioni di facciata messe insieme da volonterosi sayanim per strumentalizzare importanti goym secondo i suggerimenti del Mossad, capo-filiale unica di tutte queste opere caritatevoli e fondazioni culturali. Con un probabile retroscena di ricatti, cose che capitano abbastanza spesso a ministri finocchi ancorchè regolarmente ammogliati. (Liam Fox resignation exposes Tory links to US radical right)

Ma dice qualcosa di ancor più inquietante, visto che lo scandalo è simultaneo ad un altro falso andato a male negli Stati Uniti: il complotto di un americano di origini iraniane, tale Mansur Arbabsiar, per uccidere l’ambasciatore saudita a Washington con l’aiuto di un criminale del cartello della droga messicano... il tutto su ordine del regime iraniano.

Mansour Arbabsiar
  Mansour Arbabsiar
Arbabsiar, un venditore di auto usate con qualche precedente per spaccio di droga e, apparentemente, con problemi psichici, è stato coinvolto nel presunto complotto – come risulta dal rapporto su di esso reso noto dall’FBI – da un agente della DEA (antidroga) lui stesso condannato per traffico di stupefacenti, che ha accettato di partecipare al complotto per farsi annullare la pena: un agente provocatore che ha contattato Arbabsiar, facendogli balenare un grosso affare di droga col cartello messicano. È stato questo individuo a suggerire l’assassinio dell’ambasciatore saudita ad un Arbabsiar che – risulta dalle intercettazioni – sembrava disinteressato, e soprattutto interessato allo spaccio. Secondo l’attorney general americano Preet Bahara, «nessuno è mai stato veramente in pericolo» in quanto «durante lintera operazione, le fonti confidenziali sono state sorvegliate e guidate da agenti di Polizia».
Dunque, si tratta di una infiltrazione-provocazione, o – come ha commentato il sito Salon.com – di un’operazione in cui l’FBI ha salvato l’America da un complotto dallo stesso FBI costruito. (The FBI again thwarts its own Terror plot)

Con Arbabsiar è stato arrestato un suo cugino, Gholam Hussein Shakouri, che viene indicato nella versione ufficale (e costantemente nei media) come un esponente del Quds, o delle guardia della rivoluzione iraniana. In realtà, secondo Teheran, il cugino è un membro dello MKO, un’organizzazione di iraniani anti-regime indicata come terrorista dagli stessi USA; ma che ora ha sede in un suo campo ad Ashraf, in Iraq, sotto protezione americana (dove vi sarebbero circa 3 mila militanti). Teheran sostiene che può dimostrare come questo Shakouri abbia viaggiato in vari Paesi «con diversi falsi documenti didentità, compresi falsi passaporti iraniani». E dà il numero di uno dei passaporti di Shakouri, «rilasciato a Washington il 30 novembre 2006, numero K10295631».
Perciò il governo dell’Iran si è dichiarato «pronto ad esaminare» le accuse contro Arbabsiar.

Si aggiunga che un membro dell’ISI (il servizio pakistano) si è fatto intervistare dal giornale pakistano in urdu Ummat Daily, per dichiarare che «laccusato (Arbabsiar) ha ricevuto documenti falsi dal Mossad tre mesi fa», e il quadro si completa.

Ma il lato allarmante è che nonostante l’inchiesta sull’attentato sia caduta rapidamente nel ridicolo, il governo americano la prende sul serio, sul serissimo, cominciando una serie di pesanti minaccie, fra cui gigantesche manovre militari contro l’Iran nel Golfo. (US Begins Huge Military Maneuvers Aimed at Iran)

E l’opposizione repubblicana con i suoi soliti McCain e Gingrich urla che solo «un attacco preventivo può fermare lIran». (Cain tells McFarland: Only preemptive strike can stop Iran)

Insomma, è ripreso con forza, sotto il ben noto direttore d’orchestra (la lobby) il coro che per qualche tempo era cessato a Washington: «Bomb, bomb, bomb Iran!». Con terrore dei militari americani, a cui proprio non occorre una terza guerra.

Ma molte voci sostengono: Obama è così disperato in vista del voto del 2012, da non vedere altra speranza per la sua rielezione che riconquistare il favore dei J, attaccando l’Iran. Dico riconquistare, perchè a Chicago Obama aveva la lobby dalla sua parte, tanto da dichiarare una volta: «La mia vicinanza alla comunità ebraico-americana è probabilmente ciò che mi ha innalzato al Senato» (My closeness to the Jewish American community was probably what propelled me to the U.S. Senate). Ma erano gli ebrei della minoranza democratica, ininfluente. Alla Casa Bianca, s’è trovato contro la formidabile lobby neocon, abituata ad un presidente (Bush jr.) che le obbediva in tutto e per tutto, anzi preveniva ogni suo desiderio; e avendo contro quei J, addio rielezione del secondo termine, addio fondi per la campagna, addio stampa favorevole.

Ma davvero può essere che un presidente scateni un’altra guerra, e di grandi proporzioni, per farsi rieleggere? È credibile?

Vero è che soddisferebbe il complesso militare-industriale, l’unica attività economica (o anti-economica) a non essere delocalizzata, e da cui si possano sperare nuovi posti di lavoro. Senza contare che fare la campagna presidenziale nelle vesti di War President, di commander in chief, è sempre un bell’atout di fronte al pubblico americano: quant’è vero che le due paranoie deliranti a sfondo biblico, l’americana paurosa di declino e la sionista in delirio messianico, si abbracciano, si potenziano l’una con l’altra, e si compenetrano a vicenda.

A chi si mostra incredulo di un simile sbocco, i ben informati additano alcuni indizi precisi. Da quando la US Air Force ha consegnato all’Iraq la gestione dello spazio aereo, e da quando le relazioni con la Turchia sono così cattive, Israele ha un solo alleato dal cui spazio aereo partire per l’attacco all’Iran: il regime saudita. Già in passato era sorta la voce secondo cui l’Arabia Saudita aveva offerto il suo spazio aereo ai sionisti per l’attacco, voce che Ryad aveva smentito con sdegno. Oggi, il complotto iraniano per uccidere l’ambasciatore saudita a Washington, offre alla decrepita monarchia la scusa di cui ha bisogno per giustificarsi.

Shalit
  Gilad Shalit
L’altro indizio è la liberazione di Shalit, in cambio del quale Netanyahu ha concesso il rilascio di un migliaio di prigionieri palestinesi, contro il parere dei suoi alleati di governo più estremisti di lui: molti vedono in questa mossa un preludio all’attacco, dato che nella paranoia israeliana l’aggressione all’Iran dovrà accompagnarsi all’apertura del fronte sud, ossia ad un nuovo massacro di Gaza, che – se Shalit fosse ancora nelle mani di Hamas – significherebbe la morte del soldatino-simbolo. Secondo altre voci, Hamas avrebbe ricevuto, per liberare Shalit, forti pressioni dai... Fratelli Musulmani egiziani, che si preparano ad una bella affermazione elettorale in Egitto, e – da sunniti – sono ostili all’Iran sciita, e più in combutta con Sion di quanto vogliano far sapere. (ÉGYPTE: Les Frères Musulmans à l’épreuve de la révolution)

È questa la «finestra dopportunità» cui sempre più spesso accenna Bibi Netanyahu? Possibile.

Ultimo e più allarmante indizio: a novembre, la AIEA, l’agenzia ONU che effettua i controlli sulle installazioni nucleari dell’Iran, pubblicherà un nuovo rapporto – che i media israeliani e quelli americani (il New York Times per primo) sanno già conterrà un atto d’accusa contro il regime di Teheran: il suo programma nucleare ha natura militare e non civile. Fino ad ieri, la AIEA non è mai riuscita a raggiungere un solo indizio sull’atomica iraniana; ma adesso, il nuovo capo, il nipponico Yukiya Amano, è pronto a prendere per buone le prove top-secret che gli sono fornite da CIA e da Mossad: falsi come il falso attentato all’ambasciatore saudita, falsi come le boccette piene di talco che il povero Colin Powell, segretario di Stato in disgrazia (e che presto i neocon avrebbero gettato nel wc della storia) nel 2003 agitò davanti all’assembea dell’ONU sostenendo che erano piene di antrace fabbricato da Saddam Hussein, orribili «armi di distruzione di massa» che giustificavano l’invasione dell’Iraq.

Kenneth Pollack
  Kenneth Pollack
Nonostante il discredito, l’America è pronta a ripetere l’antica, archetipica favola di Esopo («Inferior stabat agnus, superior lupus ...»)? Tutto pare ricalcare le vicende a cui ci hanno fatto assistere già nel 2003. C’è persino il documento di pianificazione e istruzioni per la guerra a Teheran. Simile in tutto al documento Rebuilding the American Defense, emanato dal think tank Project for a New American Century che consigliava il presidente Bush jr. di avviare le grandi guerre contro l’Islam e un riarmo mai visto (per il quale, si riconosceva, «Occorrerà un evento catalizzatore, una nuova Pearl Harbor», che si verificò con il mega-attentato dell’11 settembre), il documento di ordini per Obama lo ha scritto Kenneth Pollack (J) che sta nella Brookings Institution, storicamente progressista (al modo americano, ossia liberal e radicalchic) e più precisamente a capo di un organismo incistato nella Brookings che si chiama Saban Center for Middle East Policy: il nome deriva dal fatto che il centro è stato fondato e finanziato dal defunto miliardario speculatore Chaim Saban, un altro dei volonterosi sayanim in febbrile e continua attività per Israele (come dice il salmo 68: «Lo zelo per la tua Casa mi divora»).

Il foglio d’ordini per Obama ha per titolo Which Path to Persia (Quale strada per la Persia), e li potete leggere nei link a seguire – giusto per controllare fino a che punto il Nobel per la Pace abbronzato lo seguirà pedissequamente. (Un biglietto di sola andata, destinazione guerra: è tutta qui la politica americana per l’Iran | Which Path to Persia? Brookings Institution 2009.pdf)



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Commenti  

 
# ogogoro 2011-10-20 13:21
Nel frattempo la maggioranza della gente non ne capisce un ca.... Mangia, dorme, guarda la partita, la Formula Uno, i telegiornali bugiardi (si ricordino che pagare il canone alla RAI è peccato, perché così si è complici) insomma si occupano di tutti quei divertimenti che gli sono stati dati all'uopo.
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# Ubaldo 2011-10-20 16:35
Ogoro scrive:"... insomma si occupano di tutti quei divertimenti che gli sono stati dati all'uopo".
Appunto. Come si dice a Napoli: "Senza lu fess nun campa lu dritt...".
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# aloisius 2011-10-20 13:21
SEPOLCRI IMBIANCATI PIENI DI VERMI (CON FIORE ALL'OCCHIELLO).
Tra la crisi europea, irrisolvibile nonostante le isteriche trattative quotidiane viste le minacce da parte USA per bocca del segretario al Tesoro T. Geithner di alternative nucleari o immiserimento generale, ma non solo questo, e lo scenario descritto dal direttore meglio di qualsiasi scrittore di fiction, la soluzione è una sola e definitiva: andremo a fondo o se si preferisce per aria.
Quando gli esponenti della premiata ditta RR Rotschild-Rockefeller fanno e poi dicono qualcosa, bisogna prestargli attenzione, molta attenzione ed entrambi l'hanno fatta e detta. I primi hanno iniziato la costruzione del Tempio a Gerusalemme, con tutte le conseguenze che ne deriveranno, i secondi hanno stoccato 3.5 mio. di semi di piante in un isola delle Svaarlbad per il dopo nucleare.
Portae inferi non prevalebunt, ma ci andiamo maledettamente vicino con una situazione generale e un conflitto devastante, solo dopo ci sarà la redde rationem e Satana con tutti i suoi demoni verrano incatenati all'inferno per sempre. La popolazione mondiale è su questa strada, chissà se con la natura che si scatena in così tante parti del mondo lasciando devastazione e morte, non inizi ad aprire gli occhi che sono tutti avvertimenti.
La storia bisogna anche saperla leggere così.
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# muffin 2011-10-20 14:03
L'Iran potrà anche dimostrare che questo tizio è stato “passaportato” dalla CIA e che era manipolato dal Mossad fin che vuole, ma quel che conta è la verità mediatica che è ormai l'unica cosa che viene bevuta in un Occidente per il quale la verità non è altro che quello che passa l'informazione ufficiale. La triste fine di Gheddafi di cui ho appena saputo non ne è che un tragico esempio. Facciamo festa...
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# Nova 2011-10-20 14:07
C'è una circostanza che tutti cercano di eludere: la madre Ann di Obama era di razza nordeuropea e... il Chicago Chronicle come anche Haaretz del 18 novembre 2008 titolavano che Obama fosse il primo presidente ebreo.

Nel videoclip che circola in rete e che riprende il discorso di Obama all'AIPAC (American Israeli Public Affair Committee) nel 2008 durante il bombardamento di Gaza il presidente dice:
"Resterò determinato nell'assistere Israele da Gaza a Teheran".
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# simone.colzani 2011-10-23 19:38
Eisenhower (grafia originale Eisenhauer) era chiamato "the Swedish Jew" se per quello. E il cognome Roosevelt sarebbe una tralistterazion e dall'olandese/tedesco Rosenfeldt...
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# Franco_PD 2011-10-20 14:20
Un quadro fosco e lineare. Straordinari i dettagli sui finocchi inglesi di cui, effettivamente, nessuno qui da noi ha parlato. Succede di tutto ma si riesce a fare in modo che nessuno sappia mai nulla. Evviva la democrazia (ah, la stampa diceva uno è libera... di non pubblicare certe notizie...).
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# amsicora 2011-10-20 14:27
Caro direttore, non vorrei che questo sito fosse "attenzionato" per omofobia e antisemitismo: il "competente ministro" dagli occhialini rossi e l'amante come portavoce (pagata da noi 5.000 euro al mese) ha dato direttive precise in merito alla Polizia postale.
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# cgdv 2011-10-20 14:33
Articolo estremamente completo e documentato sulla drammaticità degli eventi che si stanno profilando all'orizzonte. E se fosse opportuno dirlo anche in qualche modo divertente. Eventi che tuttavia è difficile poter attribuire esclusivamente a forme paranoico/difensive che si dipanano nella linea Israele, Mossad, agenti dormienti. Mi viene invece il sospetto che il processo si svolga in senso inverso ed in modo programmato ed inamovibile negli scopi, ma variabile nelle contingenze. Da quanto tempo forse non lo sapremo mai, ma senz'altro da quando lo Stato di Israele ed il Mossad ancora non esistevano.
Giuliano
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# nicolas 2011-10-20 16:49
Di questo drammatico e deprimente articolo consola conoscere la performane di Colin Powell: Fa pensare che nei governi americani ed esercito bazzichino anche esseri umani. A buon bisogno davanti alla vertigine che si prova davanti all'abisso della fine del mondo è capace che costoro, gli esseri umani, si diano una mossa per fermare questi pazzi criminali. In qualche film americano succede.
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# giorgio 2011-10-20 16:54
Dove è finito "Ubaldo" con le sue analisi della situazione? Spero sia ancora presente sul sito.
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# ISKANDER59 2011-10-20 17:00
Penso che questa guerra sia inevitabile:
Gli USA hanno troppa carne da cannone che gli gira nel Paese senza far nulla (disoccupazione dilagante) e piuttosto che spendere i soldi per dargli da mangiare ogni giorno con i food stamps, preferiranno pagarli pur di mandarli lontano da casa a morire pensando di essere eroi.
Che schifo!
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# Edmund Kiss 2011-10-20 17:18
Bravo direttore, ormai non si prevede niente di buono per il futuro, con tutta la serie di Paesi pro atlantici + pro Israel + pro finocchi come ormai sono diventati USA, GB, France e Italy... vista la fine di Gheddafi con un bel colpo in testa senza tanti complimenti, osannata anche dal "nostro "amabile" capo-bolscevico di Stato Napuletano, vedo che la moda filibustiero-guerrafondaia avrà la strada spianata... sino all'Iran...
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# rinus 2011-10-20 18:53
Fintanto che Putin se ne sta a guardia del suo orticello, mio caro Direttore, il corso del programma, studiato con tutte le mosse e contromosse va diritto verso la fine prevista: tutto la Terra sotto il tallone della razza eletta e dei suoi banchieri (aveva ragione da vendere Hitler quando urlava, dobbiamo vincere sonst die juden...).
Mi sembra che sia passato sotto silenzio l'articolo del 15 ottobre del generale Laporta che ironizzava sul viaggio di Ignazio La RUSSA per gli USA e getta. Andava per uno scambio di vedute con Leon Panetta, segretario di Stato, ma la sua speranza era di incontrare madame Hillary Clinton per carezzare lei e il dipartimento di Stato e per farli recedere dai velenosi propositi contro il nostro Berlusconi ... Peccato che Lei fosse in giro per il mondo. Consigliandogli , prima di andare a Waschington a farsi un giro, sarebbe stato utile visitare l'ambasciatore USA in Italia, David Thorne decisamente contrario a Berlusconi. Pensare che il nostro presidente tiene le sue TV, servili agli interessi USA. Ho mandato una e-mail al generale invitandolo a scrivere anche a noi. Una volta ci pensava Ubaldo ad informarci mentre adesso siamo solo Blondet dipendenti.
Saluti Sal. Ricc.
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# EMERICH 2011-10-20 19:47
Intanto è morto combattendo Muhammar Gheddafi: ONORE al Colonnello!
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# nairobeat 2011-10-20 22:10
Citazione EMERICH:
Intanto è morto combattendo Muhammar Gheddafi: ONORE al Colonnello!


Gheddafi è stato ed è un grande patriota ed un combattente antimperialista , panarabo e panafricanista, mille volte superiore ai cani e ai porci che linciano i neri e che hanno vinto esclusivamente per i bombardamenti NATO. Secondo il modello mediatico pubblicitario americano, oggi le guerre vengono “vendute” alla cosiddetta “opinione pubblica” in forma personalizzata, attraverso la personalizzazio ne diabolica e demonizzante del “Sanguinario Dittatore”. Qui il copione si ripete. Nel 1999 il sanguinario dittatore era il serbo Milosevic (ribattezzato Hitlerovic in una oscena copertina de “l’Espresso”, la nave ammiraglia del gruppo Scalfari-De Benedetti), nel 2003 Saddam Hussein, ed ora nel 2011 il sanguinario dittatore è Gheddafi. Questo ritorno personalizzato del sanguinario dittatore deve far riflettere. Tutto questo è certamente legato al medium televisivo che richiede icone facilmente riconoscibili, ma non basta.

Il dittatore sanguinario è anche un’estrema metamorfosi degenerativa dell’immaginari o antifascista della Seconda Guerra Mondiale. L’immaginario antifascista partiva bensì dalla triade diabolica personalizzata dei tre grandi dittatori (nell’ordine di malvagità, Hitler, Mussolini e Franco), ma non si limitava certamente a quest’ultima, perché si aggiungeva il socialismo, il comunismo, la lotta al colonialismo, al razzismo, all’imperialism o, eccetera. Dopo la catastrofe del triennio 1989-1991 e la vittoria tennistica nei circoli universitari del paradigma del Totalitarismo di Hannah Arendt, tutti questi elementi sono stati spazzati via, ed è rimasto soltanto lo stereotipo del sanguinario dittatore, se possibile con le sue ville con i rubinetti d’oro e le vasche Jacuzzi rivestite di pelle umana... La vergogna della cultura di sinistra a proposito della guerra di Libia è stata tale da essere quasi difficile da descrivere. Tutti si sono fatti babbionare dalla retorica sulla “primavera araba” sponsorizzata dall’emiro del Qatar e da Al Jazeera. Il fatto è che questa “cultura di sinistra” (esemplare è il giornale “Il Manifesto”, di cui “Liberazione” è soltanto una variante sindacalistica) è ormai soltanto una variante radicale dell’individual ismo di sinistra post-sessantottino, indubbiamente post-borghese, ma anche e soprattutto ultra-capitalistica.
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# Nova 2011-10-20 19:53
Ubaldo1 scriveva negli ultimi tempi citando il suo informatore: "Vedrete cosa capiterà da marzo 2011 in poi".

Evidentemente quel che doveva capitare ha colto tutti di sorpresa (amara).

Che Putin arrivi indenne a farsi rieleggere nel marzo 2012 è cosa ormai di cui dubitare visto che l'attacco all'Iran e alla Siria è previsto entro questo mese di ottobre. Ci sono cupole di potere in seno all'esercito russo, quelle stesse che catapultarono Putin al potere nel 1999 dopo la guerra del Kossovo quando ancora si poteva salvare Milosevic se non fosse intervenuto l'affondamento del sommergibile Kursk il 12 agosto 2000 (ballottaggio e brogli nella piccola Jugoslavia 6 ottobre 2000). C'è solo da sperare che quelle cupole di potere siano ancora a vegliare la situazione e a prendere l'iniziativa.
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# raff 2011-10-20 20:39
Gilad Shalit, scambiato con 1.027 "terroristi" palestinesi, una vera debacle per Netanyahu, apparentemente. A ben vedere questo scambio trasmette a noi e al mondo intero un messaggio chiaro: 1 uomo (ebreo) vale più di mille goym (animali parlanti).
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# simone.colzani 2011-10-23 19:44
Il Corriere della Serva ha sottolineato come questi 1.027 fossero delinquenti comuni o pericolosi terroristi. Probabilmente la maggior parte di costoro è stata condannata da tribunali speciali in barba a qualsiasi garanza giudiziaria... Shalit mi è sembrato spaurito, ma tutto sommato in buone condizioni. Certo non quelle che risultano dopo anni di carceri israeliane...
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# Nova 2011-10-20 21:15
Ghedaffi coi capelli rossi in mezzo ai briganti che dovrebbero incassare la taglia

http://www.youtube.com/watch?v=wknw5UwClFI&feature=player_embedded&skipcontrinter=1

Nessuno comunque finora ha mostrato una foto del corpo fermo e composto mentre per domani era ed è prevista (!) una grande sollevazione armata in tutte le città libiche. L'annuncio può dunque essere un diversivo e solo la TV siriana potrà dar voce di nuovo a Ghedaffi con un CD che è già in circolazione in arabo.
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# Pietro G 2011-10-20 21:52
Per rendersi conto della manipolazione degli europei (e americani) da parte di Israele basta vedere cosa combina la ("rappresentante del popolo italiano") Nirenstein qui da noi.
Obama sa che non sarà rieletto e quindi non rischia niente da una guerra contro l'Iran. È sempre stato un maggiordomo abbronzato, apparso dal nulla nel 2004, pompato dai media fino a farlo apparire come il messia di una nuova era, in realtà uno strumento usa e getta dei poteri forti. Gli ebrei, anche prima della fondazione del Mossad hanno sempre usato sesso e ricatti per forzare gli scemi gentili a fare i loro interessi. Woodrow Wilson, ad esempio, è stato ricattato per l'ingresso nella Prima Guerra Mondiale con lettere che testimoniavano una sua relazione extraconiugale. Quindi, fin quì niente di nuovo.
Il fatto grave però è il susseguirsi e il concatenarsi di crisi che sfidano anche il più incallito ottimista. Si sta formando uno scenario in cui vengono al pettine molti nodi, tutti insieme e tutti molto gravi:
- La crisi europea, finanziaria, demografica, culturale e ideale.
- I moti nella sponda Sud del Mediterraneo.
- La crisi e il declino americano.
- I venti di guerra in Medio Oriente, Turchia contro Kurdistan e Israele contro l'Iran (per interposta persona, si capisce).
- Il nazionalismo della Cina e la sua politica di espansione.
Si dirà: la Storia è sempre stata così. Giusto, però, almeno sino a 70 anni fa, noi eravamo i comprimari, coloro che prendendo decisioni cambiavano il corso della Storia. Ora mi sembra che credere di essere diventati solo spettatori sia un po' troppo ottimista. In realtà oggi noi la Storia la subiamo.
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# aloisius 2011-10-20 22:56
Citazione Nova:
C'è una circostanza che tutti cercano di eludere: la madre Ann di Obama era di razza nordeuropea e... il Chicago Chronicle come anche Haaretz del 18 novembre 2008 titolavano che Obama fosse il primo presidente ebreo.

Nel videoclip che circola in rete e che riprende il discorso di Obama all'AIPAC (American Israeli Public Affair Committee) nel 2008 durante il bombardamento di Gaza il presidente dice:
"Resterò determinato nell'assistere Israele da Gaza a Teheran"


Ma sì Nova, guarda che non ce ne frega più niente di presidenti ebrei in USA, un Paese ormai devastato, o del prossimo re d'Inghilterra discendente di un Rothschild reggente di una casata putrida. Sono arrivati tardi, tutto questo non ha più valore in un mondo alla deriva, raccolgono solo gli avanzi andati a male dei gentili, molti sicuramente complici del processo di disfacimento organizzato dagli attuali "vincitori?".
E' come Napoleone quando arrivò a Mosca e trovò la città incendiata e vuota.
Dopo il day after non ci sarà nulla di cui poter godere.
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# senzaesclusiva 2011-10-20 23:30
@Pietro G.
"È sempre stato un maggiordomo abbronzato"

Lungimiranti, risuanono le parole di SB (che forse è meno c... di quanto voglia far sembrare) quando apostrofò Obama.

Mai amato SB, ma tanto di cappello... forse aveva già tutto chiaro in mente...
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# Pietro G 2011-10-21 08:50
SB ha solo parlato di abbronzato, il termine maggiordomo è stato aggiunto in questo sito, se mi ricordo bene, sin dall'inizio. Questo testimonia la capacità di giudizio e di analisi non solo del Direttore, ma anche di molti commentatori. È la ragione per cui io cerco di leggere non solo gli articoli, ma anche i commenti.
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# nicolas 2011-10-21 09:46
Boocchino-Fini-Tulliani ha sancito una somiglianza tra "leader" Gheddafi-Berlusconi. Questa sortita conferma Berlusconi grande persoaggio.
In futuro, quando si scopriranhno i tremendi ricatti cui si è oggetto, si capirà meglio.
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# geppino 2011-10-20 23:48
E la Russia...? E La Cina...? Sono d'accordo...?
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# nicolas 2011-10-23 11:58
Temo proprio di sì.
Basta che non venga loro, come si dice a Roma, acciacchiati i piedi. Ovverossia che non vengano scalfiti i loro interessi e vengano rimborsati dei loro crediti nei confronti dei Paesi aggrediti. La nota lobby è presente pure da loro. Temo che noi si abbia riposto troppe speranze su "Lancillotto" Putin.
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# celtico 2011-10-21 06:20
Per chi ha scritto che gli usa iniziano la guerra in questo mese direi di informarsi meglio sul potenziale offensivo ma soprattutto difensivo dell'Iran.
Ci vuole ancora molto tempo prima che l'America sia pronta per un altra guerra... e quando inizierà sicuramente non andrà a finire come in iraq.
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# nicolas 2011-10-23 12:05
Il guaio è che dopo la Libia i sudditi europei sono stati omolgati agli States come aggressori a tutto tondo. Tantopiù che sessuno si ribella, neanche i pacifisti. Dunque America, più Europa, più Stati carogne arabi contro Iran. C'è partita?
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# Occidente 2011-10-21 10:23
Onore al colonnello Gheddafi, il tamarro della Sirte! A questo siamo ridotti...
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# simone.colzani 2011-10-23 19:46
Messo al potere da un golpe italiano progettato ad Abano Terme, come ha ricordato anche il defunto Cossiga...
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# raff 2011-10-21 11:41
E' morto combattendo Muammar Gheddafi, patriota e difensore del suo popolo.
Onore a lui e che Allah lo accolga nella Sua Misericordia.
I cani e le scimmie che ora esultano, tremeranno davanti al Re del giorno del Giudizio (Malek yaum ed-din).

In memoria di Muammar Gheddafi e di tutti coloro che hanno resistito e combattuto contro i predoni della NATO e l'impero di Mammona, "Poiché il regno è del Signore,
egli domina su tutte le nazioni":

Salmo di Davide

[2] "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Tu sei lontano dalla mia salvezza":
sono le parole del mio lamento.

[3] Dio mio, invoco di giorno e non rispondi,
grido di notte e non trovo riposo.

[4] Eppure tu abiti la santa dimora,
tu, lode di Israele.

[5] In te hanno sperato i nostri padri,
hanno sperato e tu li hai liberati;

[6] a te gridarono e furono salvati,
sperando in te non rimasero delusi.

[7] Ma io sono verme, non uomo,
infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.

[8] Mi scherniscono quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:

[9] "Si è affidato al Signore, lui lo scampi;
lo liberi, se è suo amico".

[10] Sei tu che mi hai tratto dal grembo,
mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.

[11] Al mio nascere tu mi hai raccolto,
dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.

[12] Da me non stare lontano,
poiché l'angoscia è vicina
e nessuno mi aiuta.

[13] Mi circondano tori numerosi,
mi assediano tori di Basan.

[14] Spalancano contro di me la loro bocca
come leone che sbrana e ruggisce.

[15] Come acqua sono versato,
sono slogate tutte le mie ossa.
Il mio cuore è come cera,
si fonde in mezzo alle mie viscere.

[16] È arido come un coccio il mio palato,
la mia lingua si è incollata alla gola,
su polvere di morte mi hai deposto.

[17] Un branco di cani mi circonda,
mi assedia una banda di malvagi;
hanno forato le mie mani e i miei piedi,

[18] posso contare tutte le mie ossa.
Essi mi guardano, mi osservano:

[19] si dividono le mie vesti,
sul mio vestito gettano la sorte.

[20] Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, accorri in mio aiuto.

[21] Scampami dalla spada,
dalle unghie del cane la mia vita.

[22] Salvami dalla bocca del leone
e dalle corna dei bufali.

[23] Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all'assemblea.

[24] Lodate il Signore, voi che lo temete,
gli dia gloria la stirpe di Giacobbe,
lo tema tutta la stirpe di Israele;

[25] perché egli non ha disprezzato
né sdegnato l'afflizione del misero,
non gli ha nascosto il suo volto,
ma, al suo grido d'aiuto, lo ha esaudito.

[26] Sei tu la mia lode nella grande assemblea,
scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.

[27] I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano:
"Viva il loro cuore per sempre".

[28] Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra,
si prostreranno davanti a lui
tutte le famiglie dei popoli.

[29] Poiché il regno è del Signore,
egli domina su tutte le nazioni.

[30] A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno
quanti discendono nella polvere.
E io vivrò per lui,

[31] lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;

[32] annunzieranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
"Ecco l'opera del Signore!".
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# Vitoparisi3 2011-10-21 19:33
Sentitamente condivido lo spirito di questo specifico intervento di Raff.
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# Lukas 2011-10-21 11:57
Vorrei uscire dal tema un momento se mi è permesso e denunciare il trattamento riservato a Ghedaffi dalle televisioni le quali senza pietà ci hanno spiegato nei minimi particolari con tanto di foto filmati, ecc... gli ultimi minuti di vita del rais, per non parlare e qua mi senti schifato, di un quotidiano anche online, "L'Adige", il quale nel dare la notizia con tanto di fermo immagine del volto insanguinato ha accostato una foto di Berlusconi che stringe la mano a Ghedaffi... l'inciviltà non ha limite.
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# Vitoparisi3 2011-10-21 19:35
L'Adige quotidiano ebbe, nella propria storia, altrettanto poco rispetto dei re d'Asburgo.
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# Oscar08 2011-10-21 11:59
Buongiorno a tutti,
il Direttore come al solito ci ha dato un quadro di insieme logico e documentato: grazie.
Ciò che più mi preoccupa non è tanto la guerra annunciata contro l'Iran, che non potremo evitare e nella quale anche il nostro Paese e l'Europa intera prenderanno parte in ossequio agli US, quanto la reazione di Russia e Cina. Guardate una mappa e noterete che partendo dal Marocco si arriva fino all'Afganistan creando un accerchiamento della Russia ed un avvicinamento pericoloso alla Cina. Tutte le ipotesi sono aperte, ma la destabilizzazio ne della Russia di Putin credo sia la vera ciliegina sulla torta per i falchi USA, con grave pericolo mondiale.

Relativamente a Gheddafi posso dire che è la Storia di una morte annunciata. Vedere quei filmati e quelle foto mi ha rattristato enormemente, non perchè lo ammiravo ma per il semplice fatto che così non si tratta nemmeno un animale. Pensate se fosse stato un cane che polemiche mediatiche ci sarebbero state, per fortuna era "solo un uomo". Mi sono venute in mente le foto di Mussolini a piazzale loreto.
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# Vitoparisi3 2011-10-21 12:20
L'imperatore Giuliano l'apostata, nel secolo quarto, mosse contro la Persia, decimandosi l'esercito e rovinando così l'Occidente. Pure la Grecia, con la campagna militare iranica (323 avanti Cristo) cessò di sussistere come valore politico, ponendo fine ad un'era. I turchi prima (1512) e gli inglesi poi non riuscirono mai ad appropriarsene; quando gli americani hanno insistito a pasticciarci con la politica estera è venuto Khomeini. Queste cose mi fanno credere che la NATO ci si sfracellerà contro e che l'europrogressism o ateo si disintegrerà istituzionalmen te, in caso di guerra.
Una confederazione di repubbliche a stelle a cinque punte che si scaglia contro le religioni d'Oriente può solo fare la fine degli etruschi di fronte a Cuma (474 avanti Cristo); con la differenza che la NATO non ammetterà i propri torti morali, né militari, continuando a presumere di condurre e specialmente a subire le distruzioni in favore della civiltà unica per l'Occidente possibile, quella della sterilità e del cinismo. Persino perdendo sul campo e nella storia.
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# EMERICH 2011-10-21 17:40
Gran bel post, complimenti: ma tanto figurati se agli amerikani interessano i precedenti storici, però con l'Iran ci andranno di muso, e di brutto pure.
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# rosalina 2011-10-21 13:19
Liam Frox... quando si dice nomen omen!
Battuta a parte, mi chiedo se Ahmadinejad abbia provato a proporre un'alleanza difensiva a Medvedev/Putin, almeno per non fare la fine di Frox...
A. R.
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# Edmund Kiss 2011-10-21 13:24
La cosa che fa più schifo è vedere come si sorvoli su un atto barbarico - in ogni caso - come l'assassinio di Gheddafi (di cui non ho mai avuto certo simpatia, anche lui si comportò in modo indecente cacciando a pedate gli italiani in Libia nel '70) pur di dire "la guerra è finita"... Tutti i politici e giornalisti che subito se ne sono lavate le mani suscitano solo il mio più profondo disprezzo verso questi mentecatti, e corresponsabili di omicidio.
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# raff 2011-10-21 14:17
Muammar Gheddafi è morto, ma il suo pensiero e le sue idee nessuno può distruggerle. Rileggiamole:

“Ricordi della mia vita“, scritto dal colonnello Muammar Gheddafi, 8 aprile 2011, estratti:
Adesso la maggiore forza nella storia militare mi attacca; il mio figliuolo africano, Obama, vuole uccidermi, togliere la libertà al nostro Paese, prendere le nostre case gratuite, la nostra medicina gratuita, la nostra istruzione gratuita, il nostro cibo gratuito e sostituirli con il saccheggio in stile statunitense, chiamato “capitalismo”, ma tutti noi del Terzo Mondo sappiamo cosa significa: significa che le corporazioni governano i Paesi, governano il mondo, e la gente soffre, quindi non mi rimangono alternative, devo resistere.
E se Allah vuole, morirò seguendo la sua via, la via che ha arricchito il nostro Paese con terra coltivabile, cibo e salute e ci ha permesso di aiutare anche i nostri fratelli e sorelle africani ed arabi a lavorare con noi nella Jamahiriya libica.
Non voglio morire, ma se succede, per salvare questo Paese, il mio popolo e tutte le migliaia che sono i miei figli, così sia.
Che questo testamento sia la mia voce di fronte al mondo: che ho combattuto contro gli attacchi dei crociati della NATO, che ho combattuto contro la crudeltà, contro il tradimento, che ho combattuto l’Occidente e le sue ambizioni coloniali, e che sono rimasto con i miei fratelli africani, i miei veri fratelli arabi e musulmani, come un faro di luce, quando gli altri stavano costruendo castelli.
Ho vissuto in una casa modesta ed in una tenda. Non ho mai dimenticato la mia gioventù a Sirte, non spesi follemente il nostro tesoro nazionale, e, come Saladino, il nostro grande leader musulmano che riscattò Gerusalemme all’Islam, presi poco per me...
In Occidente, alcuni mi hanno chiamato “pazzo”, “demente”, però conoscono la verità, ma continuano a mentire; sanno che il nostro Paese è indipendente e libero, che non è in mani coloniali, che la mia visione, il mio percorso è, ed è stato chiaro per il mio popolo: lotterò fino al mio ultimo respiro per mantenerci liberi, che Allah Onnipotente ci aiuti a rimanere fedeli e liberi.
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# astrorosa1 2011-10-22 13:45
Onore a Gheddafi
Era meglio per SB se avesse difeso
Gheddafi.
Avrebbe salvato un eroe ma avrebbe perso il potere in quanto la massoneria internazionale lo avrebbe rinnegato.
L'eroe muore per la vita altrui e quindi non muore mai, perchè il suo esempio resta nel pensiero del vero uomo.
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# FRANCESCO da Avellino 2011-10-21 15:10
Dopo che gli ebrei-americani e gli ebrei-europei, sotto la criminale copertura ONU, hanno attuato attraverso la NATO (diretta dal gruppo Bilderberg) genocidio, crimini contro l'umanità, distruzione totale di tutte le infrastrutture civili, in Afganistan, Iraq, Libia, riportando tali nazioni indietro di secoli, i criminali governanti delle nazioni occidentali coinvolte (sul libro paga dei soliti noti) hanno perso ogni credibilità e leggittimità e meriterebbero un megalinciaggio pubblico! Nei colpevoli non bisogna dimenticare il ruolo dei mass-media che quotidianamente disinformano in modo subdolo e sfacciato, e che sono stati capaci di sdoganare una piccola banda di assassini tagliagole libici, raggruppati insieme al folto gruppo di terroristi di Al-Qaeda, come liberatori del popolo libico da Gheddafi. E continuano tuttora a vomitare menzogne parlando di una Libia libera e democratica, omettendo accuratamente di parlare delle esecuzioni sommarie, degli stupri, delle torture, delle stragi e delle distruzioni dei membri del CNT libico in realtà formato da veri e propri criminali incalliti di Al-Qaeda: la stessa Al-Qaeda fondata, finanziata, fiancheggiata e infiltrata dalla CIA e dal MOSSAD. Riguardo poi ad un'eventuale attacco all'Iran, la cosa è inverosimile in quanto questo porterebbe dritto alla terza guerra mondiale. Dopo che una sola bomba sarà caduta sul suolo iraniano una miriade di missili di nuova generazione cadrà su Israele, sulle basi americane del Golfo e sulle navi statunitensi. Un'eventuale attacco all'Iran comporterà l'entrata in campo di Hezbollah e della Siria che è dotata, come l'Iran, di missili di grandissima potenza distruttrice oltre che di tanti missili con testata chimica. Dopo poche ore Israele sarà ridotta ad un cumulo di macerie (viste le sue dimensioni ridotte) l'Iran, la Siria e il Libano saranno seriamente danneggiati, e tutto il Medio Oriente sarà un campo di battaglia che in secondo momento porterà all'entrata in campo della RUSSIA... il resto non è difficile da immaginare.
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# EMERICH 2011-10-21 17:38
Purtroppo non la vedo così inverosimile, caro Francesco: utilizzando il titolo di un testo del Direttore "i fanatici dell'Apocalisse" sono imperterriti nelle loro paranoie, quindi vigliamo!
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# cangrande 2011-10-21 17:50
D'accordo su tutto con te...
Ma dimentichi un altro obiettivo: qual è il Paese occidentale che funge da deposito ad una miriade di bombe nucleari e quindi obiettivo sensibilissimo???
La colonia Italya. o Itaglia...
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# raff 2011-10-21 20:12
“Mi rivolgo a voi italiani ed a tutti i popoli che si affacciano sulle coste del Mediterraneo – esclamò il colonnello – E’ giunta l’ora che il Mediterraneo torni ad essere mare nostrum, nel senso che deve appartenere unicamente a quelle nazioni posizionate sulle sue rive. Non possiamo più consentire che potenze lontane geograficamente debbano conservare la loro supremazia militare e marittima sul nostro mare. Dobbiamo, prima o poi, iniziare a liberarcene perché ormai i tempi sono maturi per una svolta strategica”.

Queste parole le rivolgeva Gheddafi a una platea di politici, imprenditori e militari italiani in occasione della sua ultima visita a Roma. Credeva di parlare a uomini liberi e raziocinanti, non si era accorto di parlare a un'assemblea di robot teleguidati da Washington.
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# nairobeat 2011-10-21 22:31
In morte di Muammar Gheddafi, capo di Stato resistente

... Ci interessa parlare del capo di Stato che muore resistendo fino all’ultimo all’invasore. Ci interessa puntualizzare per l’ennessima volta i ruoli. Chi è l’aggredito e chi l’aggressore. Chi è il resistente e chi l’impostore. Chi è il capo legittimo (che piaccia o no e indipendentemen te dai suoi pregi e difetti) e chi il fantoccio manipolato e usato per conto terzi.

L’Occidente capitalistico e imperialista mostra ogni giorno il proprio volto di giustiziere sterminatore, posto al di là della legge positiva e naturale. Un giustiziere travestito da buon padre di famiglia che dispensa buoni consigli e buone pratiche in giro per il mondo spiegando ai poveracci della terra come si conquista la civiltà liberal-capitalistica di mercato, come si annullano gli ostacoli per realizzarla, come si debbano annichilire le culture devianti, le politiche sovrane e il dominio della politica sull’economia. Che lo faccia con la carota o con il bastone il risultato non cambia ed è l’omologazione e la sottomissione del pianeta terra alla volontà di dominio della civiltà euro-americana contemporanea (con all’interno i noti rapporti gerarchici tra gli stessi dominatori).

Alla Libia è toccato il bastone. Un bastone pesante costato la vita a migliaia di civili, costato la distruzione delle principali infrastrutture di un Paese prospero e indipendente, costato la sovranità di un popolo non del tutto piegato alle direttive imperiali…e costato infine la morte fisica e simbolico del capo. Milosevic lasciato morire nelle carceri dei padroni del mondo; Saddam impiccato dal tribunale dei fantocci dell’impero; Gheddafi bombardato dal cielo e giustiziato da un manipolo di servi.

Come ha affermato il nostro goffo e squallido presidente del Consiglio: “Sic transit gloria mundi”. Sì, passerà come il vento, cancellata dall’inesorabil e scorrere del tempo, la vanagloria meschina degli oppressori che ordinano di lanciare missili contro le città esotiche dei “barbari”. Ma il tempo non cancellerà, invece, il coraggio e le idee di chi alla vera barbarie resiste.

http://www.comunismoecomunita.org/?p=2822
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# nairobeat 2011-10-21 23:43
THIERRY MEYSSAN
voltairenet.org

... Il linciaggio di Muammar Gheddafi dimostra la volontà della NATO di non rinviarlo alla Corte penale internazionale, che non sarebbe stata più in grado di condannarlo per crimini contro l’umanità, come il Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia non ha potuto dimostrare la colpevolezza di Slobodan Milosevic, nonostante due anni di processi.

Nel torrente di mota versato dai media atlantisti per infangarne la memoria, si riciclano le false accuse, che dimostrano al contrario che questi media avevano a disposizione pochi elementi autenticamente utilizzabili a suo carico.

Arriva, così, il caso dell’attentato contro la discoteca La Belle a Berlino (5 aprile 1986, tre morti), precedentemente utilizzato come pretesto da parte dell’Amministra zione Reagan, per bombardare il suo palazzo e uccidere la figlia (14 aprile 1986, almeno 50 morti). All’epoca, il procuratore tedesco Detlev Mehlis (quella che truccherà, due decenni più tardi, l’indagine sull’assassinio di Rafik al-Hariri) invocò la testimonianza di Mushad Eter per accusare un diplomatico libico e il suo complice, Mohammed Amairi. Tuttavia, la televisione tedesca ZDF ha poi scoperto che Mushad Eter era un falso testimone, e un vero e proprio agente della CIA, mentre il bombarolo Mohammed Aamiri era un agente del Mossad [1].

Oppure il caso dell’attentato di Lockerbie (21 dicembre 1988, 270 morti): gli investigatori identificarono il proprietario della valigia contenente la bomba e il timer, sulla base della testimonianza del negoziante maltese che aveva venduto dei pantaloni che si trovavano nella valigia con la bomba. La giustizia scozzese poi accusò due agenti libici, Abdelbaset Ali Mohmed al-Megrahi e al-Amin Khalifa Fhimah, e il Consiglio di Sicurezza adottò le sanzioni contro la Libia. In definitiva, per fare togliere le sanzioni, la Libia aveva accettato di estradare i due agenti (il primo è stato condannato all’ergastolo, il secondo è stato assolto) e a pagare 2,7 miliardi di dollari di risarcimento, mentre continuava a proclamare la sua completa innocenza. In definitiva, nell’agosto del 2005, uno dei magistrati scozzesi ha dichiarato che la principale delle prove, il timer, era stata depositata sulla scena da un agente della CIA. Poi l’esperto che ha analizzato il timer per conto del tribunale, ammise di averlo prodotto prima che la CIA lo depositasse sul sito. Infine, il negoziante maltese ha ammesso di essere stato pagato 2 milioni di dollari per la falsa testimonianza. Le autorità scozzesi decisero di rivedere il caso, ma la salute di Abdelbaset Ali Mohmed al-Megrahi non lo permetteva.

La campagna di disinformazione in corso comprende anche una sezione sullo stile di vita del defunto, descritto come sontuoso e la quantità faraonica della sua fortuna nascosta. Ma tutti coloro che si sono avvicinati a Muammar Gheddafi, o semplicemente coloro che hanno visitato la sua casa di famiglia e la sua residenza dopo il bombardamento, sono in grado di attestare che viveva in un ambiente simile a quello della borghesia del suo Paese, lontano dagli sfarzi volgari del Ministro della Pianificazione, Mahmoud Jibril. Allo stesso modo, nessuno degli Stati che cercano da mesi le fortune nascoste di Gheddafi, è stato capace di trovarle. Tutte le somme significative sequestrate appartenevano al governo libico e non alla “Guida”.

Al contrario, i media non menzionano l’unico mandato di cattura internazionale emesso dall’Interpol atlantista contro Muammar Gheddafi, prima dell’offensiva della NATO. Era stato accusato dalla giustizia libanese di avere eliminato l’Imam Moussa Sadr e i suoi accompagnatori (1978). Questa omissione è dovuta al fatto che il rapimento fu sponsorizzato dagli Stati Uniti, che volevano eliminare l’imam sciita, prima di lasciare che l’ayatollah Ruhollah Khomeini tornasse in Iran, per timore che Sadr estendesse in Libano l’influenza del rivoluzionario iraniano. I media atlantisti non menzionano le critiche che organizzazioni della resistenza antimperialista , e che noi stessi avevamo formulato contro Muammar Gheddafi: i suoi ricorrenti compromessi con Israele.

Da parte mia, posso attestare che, fino alla Battaglia di Tripoli, la “Guida” ha negoziato con gli inviati di Israele, nella speranza di acquisire la protezione da Tel Aviv. Devo anche dire che, nonostante le mie critiche alla sua politica internazionale, e la documentazione completa a questo proposito che la DCRI francese gli ha gentilmente messo a disposizione su di me, a luglio, nella speranza di farmi arrestare, Muammar Gheddafi mi ha dato la sua fiducia e mi ha chiesto di aiutare il suo Paese nel far valere i propri diritti presso le Nazioni Unite; un comportamento assai lontano da quello di un tiranno.
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# expat 2011-10-22 12:09
Monica Lewinsky=Ebrea ha quasi fatto cadere Bill Clinton.
Governatore del NJ Jim Mcgreevey si e dimesso dopo rivelazioni di una relazione extra coniugale con un israeliano, ex IDF Golan Cipel. Non solo trombavano 'sti froci, il governatore gli ha pure dato un lavoro come consiliere homeland security...
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# Oscar08 2011-10-22 20:19
Buonasera a tutti.
Leggendo i fatti accaduti in Libia e conoscendo un po' la situazione del Paese essendoci vissuto per qualche anno, i conti non mi tornano.
Mi spiego: i libici non sono integralisti islamici e nemmeno fanatici, escluso il solito testa calda, hanno sempre cercato di evitare coinvolgimenti con quei gruppi, le prigioni libiche fino all'anno scorso erano piene di integralisti e dei loro capi.
Ora è qui il problema: Abdelhakim Belhadj l'ex leader di al-Qaida in Libia, è divenuto il governatore militare di Tripoli è il responsabile dell’organizzaz ione dell'esercito libico.
Qualcosa non torna.
Torna il fatto che al-Qaida lavora anche per i Falchi, ma non torna il fatto che, con la dimostrazione della matrice integralista della cosiddetta rivoluzione, si possa sperare in una pace immediata.
Quindi se lo so io lo sapranno certamente tutti quegli esperti da salotto, e lo hanno accettati, anzi li hanno usati.
Ma a quale reale scopo?
E se ciò non fosse altro che l'inizio? Che sia pianificato fin da ora un futuro intervento armato via terra, con lo scopo di invadere (vedi Iraq) il Paese e gestire definitivamente il petrolio nord africano?
La scusa sarebbe certamente un pericolo per la sicurezza del Mediterraneo da parte dei fondamentalisti islamici.
Se leggete anche la situazione politica in Tunisia ed Egitto le cose non sono certo migliorate, anzi.
Scusate, forse la mia è solo fantapolitica, ma comunque i conti non mi tornano.
Sarò ciuccio?
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# raff 2011-10-22 21:56
Segnalo alla Redazione questo articolo apparso su Vatican Insider Stampa.it

http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/libia-ebrei-9199/

che la dice lunga su chi c'è dietro ai "ribelli" del CNT e alla "primavera" libica.

Stupisce lo stupore di Gerbi alla reazione della gente comune "che accusa gli ebrei di essersi fatti pagare per lasciare il Paese o per avere rubato ai palestinesi le loro case e di aver pianificato la colonizzazione della Libia".(tutto falso, vero dottor Gerbi?)

David Gerbi, psicoanalista ebreo italiano di origine libica, combatte per recuperare i 2.300 anni del patrimonio ebraico libico

Lisa Palmieri Billig
Roma
Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, attualmente in Libia, ha ricevuto una lettera firmata da 16 deputati e deputate parlamentari, i quali chiedono di sollecitare "i leader libici perché diano il giusto peso alle loro radici ebraiche e agli aiuti per la conservazione e la tutela dei siti storici importanti che ancora rimangono. Essi sono la prova tangibile di un capitolo del passato che una volta era aperto e tollerante e che può servire come simbolo di un futuro di speranza". I rappresentanti del Congresso scrivono che sono "ansiosi di lavorare con voi e con il nuovo governo libico per assicurare la tutela dei diritti umani, civili e religiosi di tutti i cittadini libici".

Legata alla richiesta vi è una lunga serie di sforzi - e di delusioni - portati avanti da uno psicoanalista ebreo italiano di origine libica, per recuperare i 2.300 anni di patrimonio libico ebraico.

Il Dottor David Gerbi, la cui famiglia è venuta in Italia in seguito ai massacri in Libia ed alle espulsioni degli ebrei nel 1967, è tornato questa primavera come volontario, curando i pazienti affetti da sindrome post-traumatica dello stress presso l'Ospedale Psichiatrico di Bengasi. Egli ha offerto il suo sostegno ed impegno ai ribelli libici del Consiglio Nazionale di Transizione. In seguito alle recenti lettere e ad un incontro personale con il presidente de Consiglio di Transizione, Mustafa Jallil, Gerbi è attualmente in attesa di una conferma definitiva di accettazione, da parte del CNT, della sua richiesta di diventare membro del nuovo governo e, in qualità di direttore internazionale dell'Organizzazione Mondiale degli ebrei libici, di poter diventare il rappresentante nazionale degli ebrei libici.

Essendo stato accolto dagli Amazigh di Bengasi, che hanno ricordato le storie raccontate dai loro nonni, storie di amicizie secolari con gli ex vicini di casa ebrei libici, Gerbi era ottimista riguardo le possibilità di riconciliazione tra la nuova Libia e i suoi concittadini ebrei esiliati.

Gerbi è rimasto scioccato quanto i suoi tentativi pacifici di ripulire dalle macerie e dalle carogne ciò che rimaneva della sinagoga di Dar Bishi a Tripoli (la sinagoga della sua infanzia) e le sue preghiere nel tempio alla vigilia Giorno Santo degli ebrei, il Kippur, hanno provocato un'esplosione di odio antisemita latente, forte di 40 anni di indottrinamento contro gli ebrei ed Israele da parte del regime di Gheddafi.

Venerdì scorso, 7 ottobre, alla vigilia del Kippur, folle inferocite di manifestanti con cartelli recanti la scritta "Fuori David", "Non c'è posto per il sionismo" si sono assembrate a Bengasi e Tripoli. Hanno cercato di prendere d'assalto l'hotel Corinthia dove il dottor Gerbi si trovava.

Secondo Gerbi, la folla voleva farlo salire sul volo di ritorno per Roma con la forza. "Sono stati bloccati dalla sicurezza dell'hotel e dalle forze dell'ordine governative", ha dichiarato, "capeggiati dal leader ribelle Mustafa Saghezli, ministro degli Interni Ahmed Dharat e dal ministro della Giustizia El Allaghi".

"La folla di Tripoli si è dispersa dopo che Allaghi avvertì che l'uso della forza da parte dei manifestanti avrebbe immediatamente portato ad una forte condanna internazionale", ha detto Gerbi. "Allaghi disse loro che il 'problema' sarebbe stato risolto entro 48 ore".

Le manifestazioni di odio avevano tre obiettivi, dice Gerbi. Erano dirette contro lui come persona, contro la riapertura della sinagoga distrutta e contro il ritorno degli ebrei in Libia.

"Questo incidente è servito ad esporre la pericolosa realtà latente", ha detto.

"Voglio contribuire e non ostacolare la costruzione di una nuova Libia democratica e pluralista. È triste ed assurdo che la mia presenza in Libia provochi così tanta ostilità e me ne rammarico", ha detto Gerbi.

"Ad ogni modo", ha continuato, "ciò che è accaduto ha mostrato fino a che punto l'antisemitismo del regime di Gheddafi ha condizionato un'intera generazione, quarantenni e cinquantenni - una propaganda basata sull'odio, che accusa gli ebrei di essersi fatti pagare per lasciare il Paese o per avere rubato ai palestinesi le loro case e di aver pianificato la colonizzazione della Libia".

"Continuerò a lavorare per cancellare i pregiudizi e ristabilire le radici di secoli di convivenza, nonché promuovere una partecipazione attiva degli ebrei libici, gli Amazigh libici, le donne e tutte le minoranze etniche e religiose nella CNT".
I rappresentanti italiani e libici a Tripoli sostengono che la controversia relativa alle azioni di Gerbi abbia rafforzato l'ala estremista dell'Islam nell'ambito dell'attuale conflitto interno tra gli islamici salafiti e le forze più moderate, liberali dell'Islam.
Hanno chiesto a Gerbi di lasciare il Paese e di ritornare in un secondo momento. Ha accettato, "al fine di allentare le tensioni", ed è stato scortato a Roma su un aereo militare italiano che trasportava feriti libici destinati agli ospedali italiani.

A Gerbi era stato detto che stava "complicando la situazione", che "non è ancora il momento per iniziative di questo genere" e che lui stesso era in pericolo. Aveva anche ricevuto una convocazione di Polizia per la sua pulizia e le sue preghiere nella sinagoga, e accusato di "aver violato un sito archeologico senza autorizzazione".

Gerbi ha detto che come libico ebreo, i cui documenti di cittadinanza non sono mai stati rinnovati dal regime di Gheddafi, ha "lo stesso diritto di pregare in luoghi di culto ebraici degli esuli libici musulmani che sono tornati in patria e hanno diritto di pregare nelle moschee. E che non vi potrà mai essere un momento sbagliato per garantire la libertà civile e religiosa".

Sul volo di ritorno Gerbi ha fatto amicizia con i libici feriti e poi li ha visitati nei loro ospedali romani, portando loro cibo e abiti, e offrendo aiuto psicologico.

Nonostante i molti ostacoli legati ai pregiudizi e all'odio, il dottor Gerbi crede nella buona volontà di una parte "silenziosa" della popolazione libica e spera ancora che la "Primavera Araba" possa diventare una vera primavera di coesistenza e uguaglianza tra le diverse etnie e confessioni religione del Mediterraneo.
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# maurofabio 2011-11-23 15:55
Si presti molta attenzione al fatto che il "movimento" dei gay è oramai assurto ad una vera e propria lobby e tra le più importanti. Non si dimentichi che la maggior parte delle mode, che coinvolgono i giovani, ma non solo, da molti anni a questa parte sono state dettate o cmunque ispirate da disegnatori ed estetisti gay, con evidente tendenza all'unixexy.
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