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La Grecia passa al dollaro?
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Ecco i dati essenziali del bilancio greco per il 2012, secondo il settimanale ellenico Epikaira: su 170 miliardi di euro di spese pubbliche, 88,5 miliardi andranno a pagare gli interessi e gli altri aggi sul debito (si capisca bene: zero rimborso del capitale, puri e semplici interessi). Gli introiti fiscali si stimano a 54,7 miliardi di euro.

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Atene dunque dovrà prendere in prestito il 52% della sua spesa pubblica solo per pagare gli interessi sui prestiti precedenti: puro grasso che cola per la speculazione, mentre il crollo del PIL a -5%, e la metà della popolazione disoccupata, naturalmente, non ha grasso da farsi risucchiare. E con le austerità sanguinarie a cui è sottoposto il popolo, è da escludere la «crescita» tanto cara alla neolingua orwelliana della UE (ricordate la promessa del Grande Fratello? «Crescita, Stabilità, Equità»).

Dunque, come ha detto Barroso a Die Welt (6 dicembre) «se la Grecia non onora i suoi obblighi, allora è da considerare una uscita dall’euro».

Ma ecco la sorpresa: Atene non tornerà ad emettere la povera dracma, ma sarà agganciata al dollaro.

È lo stesso periodico Epikaira, il 2 dicembre, in un articolo a firma congiunta del giornalista economico Kalarrytis e dell’economista Vatikiotis, a rivelare che al piano sta lavorando... la Federal Reserve. Ecco il testo:

«Al di là dellAtlantico, dopo aver lanciato tutti gli appelli (all’Europa) per rimediare alla crisi passando allazione, si comincia ormai a dirsi che bisogna preparare dei progetti per la penetrazione del dollaro nella zona euro. Lentrata del Fondo Monetario Internazionale per salvare leuro dalla crisi greca è stata la prima importante tappa. Il prossimo tentativo sarà la sostituzione delleuro col dollaro, per i Paesi che potrebbero uscire dalleurozona, ormai data come in via di collasso. Per questi Stati, il dollaro diverrebbe allora la moneta nazionale».

«Si comincerà ancora una volta dalla Grecia. Si tratta di un progetto elaborato da un gruppo di lavoro, che lha poi messo a disposizione del Dipartimento del Tesoro e dellla Banca Centrale americana (FED). Lo studio conta 74 mila parole ed è stato preparato da diverse università e istituti economici in USA». (Le 52% et le dollar de Thésée)

Rivelazione o disinformazione? Lo si vedrà presto. Certo è che per la Grecia, la dollarizzazione presenterebbe molti vantaggi.

Non solo il dollaro è svalutato rispetto all’euro, il che renderebbe la Grecia più competitiva, non però dell’80% come sarebbe la dracma, se la Grecia dovesse emettere la sua moneta; ma il Paese diverrebbe soggetto ad una Banca Centrale che – al contrario della BCE, che non accetta di aiutare gli Stati a finanziare il loro deficit – non si dà limiti a stampare moneta. Persino troppo generosa. La convenienza è accentuata dal fatto che la maggiore attività economica ellenica, la sua grande flotta mercantile, con i suoi noli è naturalmente nell’area del dollaro.

Per gli Stati Uniti, l’adozione della Grecia avrebbe un costo risibile. Il Paese rappresenta il 2% del PIL europeo; che cosa volete che pesi sui bilanci dissestati di Washington, dove è in dissesto la California, 60 milioni di abitanti, e che se fosse indipendente sarebbe forse lo Stato più ricco del pianeta? Un po’ di dollari in più, che la FED non esiterà a stampare.

Tanto più che Washington ha a disposizione un giacimento tributario che non vuole usare per motivi ideologici, ma a cui potrà mettere mano quando vuole: se tassa il suo 1% più ricco della popolazione con l’aliquota del 44% (la stessa che grava sul medio contribuente italiano) avrebbe un introito fiscale aggiuntivo pari al 2,7% del PIL – l’enorme PIL americano di 13 mila miliardi: ossia può disporre di altri 405 miliardi dollari l’anno; e non dollari inventati, ma dollari pagati dai contribuenti, dollari veri. (Taxing the 1%: Why the top tax rate could be over 80%)

E quali i vantaggi per Washington? Evidenti, se si pensa come lo status del dollaro come moneta di riserva mondiale sia a mal partito, e sempre più apertamente sfidato dagli «emergenti», Cina e Russia in testa. L’articolo di Epikaira attribuisce alla politica americana il progetto di «penetrazione nella zona euro».

Un successo nel passaggio della Grecia dall’euro al dollaro (successo non difficile da ottenere, date le dimensioni del Paese) sarebbe un invito per gli altri Stati che via via, sicuramente si troveranno in difficoltà ad «onorare i loro obblighi», e a sopportare le austerità imposte da Berlino, e saranno o espulsi dall’euro, o tentati di uscirne. Molto più facile che il caotico ritorno all’emissione di monete nazionali, con le relative drammatiche svalutazioni e le conseguenti fiammate inflazioniste, per questi Paesi sarà aderire alla moneta già esistente, conosciuta ai mercati come la moneta di riserva mondiale.

A termine, gli USA attueranno una unione con l’Europa, o parti importanti di essa, più efficace e durevole di quella pericolante che oggi si basa sulle alleanze atlantiche. Sul piano strategico, se esiste, il piano è acuto e sagace. E la Germania subirebbe l’ennesima storica sconfitta, frutto della sua ben nota brutalità impolitica. Ma anche questo ce lo siamo già detto.



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Commenti  

 
# Pierpaolo 2011-12-10 13:05
La FED, quindi, cederà il copyright alla Banca ellenica affinché stampi dollari (falsi, come quello della FED) a volontà!
E, per giunta, gratis.
Rivelazione o disinformazione ?
Il va sans dire...
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# Franco_PD 2011-12-10 13:24
Economicamente non sono un'aquila e lo so. Mi abbevero agli articoli di economia di Blondet, lucidi, chiari e comprensibili. Ma su questa faccenda vorrei saperne di più. In passato ho letto dei disastri di quei Paesi che avevano agganciato al dollaro la propria valuta. Qui mi par di capire che la differenza starebbe nel NON agganciare un'ipotetica dracma al dollaro, quanto invece SOSTITUIRLA completamente (e sostituire quindi l'Euro) come moneta circolante. Ma pongo un'ulteriore domanda: che credibilità può avere un Paese che non solo non batte moneta (già accade con i Paesi dell'Euro) ma addirittura ammette la circolazione a pieno titolo di una moneta di un Paese terzo? Intuitivamente fornisce l'idea di una vera e propria colonia. Lo accetterebbe mai la popolazione greca? Certo, il prestatore di ultima istanza esisterebbe (il Tesoro USA) ma a questo punto tanto vale americanizzarsi del tutto e chiedere di divenire uno Stato degli USA a tutti gli effetti. Ci sono già le Hawaii, ci può stare anche la Grecia. O no? Gli americani impazzirebbero: gli è sempre mancata una tradizione antica e classica, e potrebbero acquisirla secondo i loro usi consueti, e cioè comprandola. Come le statue del museo Getty.
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# Giovanni Silvano 2011-12-10 18:31
E' successo all'Argentina, l'Argentina si era completamente agganciata al dollaro americano, ha cercato di tenere la sua moneta nazionale ad un cambio fisso paritario col dollaro: 1 Peso=1 Dollaro, ma il cambio paritario dopo alcuni anni non ha retto alla prova dei mercati.
Di fatto all'Argentina è successo quello che sta per succedere alla Grecia, e forse anche a noi, ma speriamo di no!
Praticamente quando il cambio col dollaro è saltato, gli argentini si sono trovati in mano una moneta nazionale (il Peso) che era cartsa straccia, non valeva niente: la conseguenza per la popolazione è stata fame (fame letteralmente si assaltavano i supermercati per trovare qualcosa da mangiare) e disperazione.
Capisci perche la gente qui è terrorizzata all'eventualità che ci sbattino fuori dall'Euro?
Per forza dobbiamo accettare i diktat che arrivano da Bruxelles/Berlino, che alternative ci sono?
Siamo un Paese senza sovranità, perche siamo sotto costante ricatto.
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# Franco_PD 2011-12-11 08:23
C'è una grande differenza tra un qualsiasi Stato europeo e l'Argentina: questa è immensa e teoricamente ricchissima. Solo per citare un dettaglio: la carne che produce - pregiatissima - è tale perchè lì possono permettersi di tenere gli animali allo stato brado, visti gli spazi di cui possono godere. Sono un po' perplesso sulla questione argentina anche perchè degli stessi protagonisti argentini (gente non da poco che ho anche ospitato a casa mia) non hanno mai saputo spiegarmela bene. Uno Stato molto ricco che si impoverisce in un niente. Saranno forse i miei limiti nella cultura economica a impedirmi di comprendere certi meccanismi, ma assicuro che quando nel tuo salotto stai sorbendo un mate con una coppia di argentini e non ti sanno dire che diavolo stia succedendo a casa loro (e sono due fratelli, uno sacerdote e scrittore e l'altro ingegnere) ti fai delle strane idee su come vada il mondo, e sulla sua reale comprensione. Ed è successo proprio a me, qui a Padova, diversi anni fa.
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# aalireland 2011-12-11 21:16
Citazione Franco_PD:
C'è una grande differenza tra un qualsiasi Stato europeo e l'Argentina: questa è immensa e teoricamente ricchissima. Solo per citare un dettaglio: la carne che produce - pregiatissima - è tale perchè lì possono permettersi di tenere gli animali allo stato brado, visti gli spazi di cui possono godere. Sono un po' perplesso sulla questione argentina anche perchè degli stessi protagonisti argentini (gente non da poco che ho anche ospitato a casa mia) non hanno mai saputo spiegarmela bene. Uno Stato molto ricco che si impoverisce in un niente. Saranno forse i miei limiti nella cultura economica a impedirmi di comprendere certi meccanismi, ma assicuro che quando nel tuo salotto stai sorbendo un mate con una coppia di argentini e non ti sanno dire che diavolo stia succedendo a casa loro (e sono due fratelli, uno sacerdote e scrittore e l'altro ingegnere) ti fai delle strane idee su come vada il mondo, e sulla sua reale comprensione. Ed è successo proprio a me, qui a Padova, diversi anni fa


Se ti capita guardati il "Diario del saccheggio", un film doc che ti darà una mano a capire la situazione argentina, che è quello che stiamo vedendo in Italia da mani pulite in poi.
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# Pierpaolo 2011-12-17 11:42
Se ti capita guardati il "Diario del saccheggio", un film doc che ti darà una mano a capire la situazione argentina, che è quello che stiamo vedendo in Italia da mani pulite in poi

Grazie per la segnalazione.
http://www.youtube.com/watch?v=zAWivIQxuG0
Veramente attuale e da non perdere.
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# Giovanni Silvano 2011-12-11 22:43
Caro Franco, io sono di Bergamo, siamo tutte e due del Lombardo-veneto, per cui ci capiamo, siamo figli dell'Austria.
Vedi i padroni del mondo non sono i Paesi necessariamente grandi, e possessori di materie prime, ed energia, perchè se valesse questo parametro non solo l'Argentina, ma la Russia sarebbe il Paese più ricco e benestante del mondo.
La Russia è enorme territorialment e, è la prima produttrice mondiale di tutta l'energia e di tutte le materie prime, eppure il popolo russo fa una vita di stenti, Putin e Medvedev tutti i mesi sono a Berlino, perche hanno bisogno dei tedeschi per tirare avanti; perche questo?
Se tu analizzi bene la Germania non ha materie prime: petrolio: ZERO, produzione agroalimentare insufficiente a mantenere 80 milioni di persone, 90 milioni con gli immigrati.
E come mai la Germania nonostante questo è un Paese potente, molto potente?
E' potente perchè come popolo ha una capacità organizzativa eccezionale, una capacità tecnologica eccezionale, capacità che al loro livello non nessuno al mondo.
Se non hai organizzazione e tecnologia, le risorse naturali non bastano, o meglio sei costretto a venderele per il classico piatto di fagioli.
Prendi il caso del continente africano, è ricchissimo dal punto di vista naturale, ma come vivono gli africani?
Definire la loro condizione "miserabile" è un puro eufemismo!
Sono in questi condizioni perche hanno capacità organizzative=ZERO, tecnologias=ZERO.
Argentina: capacità organizzative (tranne il calcio-Maradona ecc.)=ZERO O QUASI... tecnologia ZERO O QUASI ZERO.
Ti ricordi la guerra delle Folkland? affondarono un paio di navi inglesi grazie ad un paio di missili antinave Exocet-francesi, ma tecnologia da guerra nazionale=Zero!
La legge della giugla del mercato impone che coloro che hanno organizzazione e tecnologia, prevalgano.
Anche nella Seconda Guerra Mondiale gli angloamericani ritennero giustamente la Germania nazista molto più pericolosa della Russia comunista. Perche?
Perche la prima aveva capacità organizzative e tecnologiche eccezionali mentre la seconda aveva solo risorse naturali, enormi ma solo quelle, e capacità organizzative e tecnologice inferiori a quelle tedesche.
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# pelzen 2011-12-20 02:15
E' vero quello che dici, ma il ruolo del sistema bancario nazionale e sopratutto internazionale (FMI e World Bank) hanno giocato un ruolo decisivo nella capitolazione dell'economia argentina.
I potenti avevano intrecciati affari con FMI e WB e i debiti, ad onor del vero andavano pagati.
Una cosa simile che sta accadendo a noi in Europa. Il mercato è il vero attore dei disastri e questo attore è sorretto dai grandi gruppi bancari mondiali che lì dove è più vantaggioso sfrutta a più non posso.
Inoltre c'è anche un'altra considerazione che personalmente ritenga essenziale: tutto il continente americano è e rimane un paese in mano a pochi ex colonialisti. E il sistema è e rimane quindi colonialista.
Un noto cuciniere di Pesaro mi disse che aveva acquistato in Brasile un appezzamento che doveva visitare con l'elicottero e che gli serviva per il pascolo. L'avrebbe tenuto per qualche anno poi l'avrebbe rivenduto e chi se visto s'è visto, tanto a lui serviva per far girare un po' di denaro che altrimenti sarebbe ammuffito in banca.
La morale è semplice, la corruzione, la cupidigia, l'ineducazione alla disciplina, alla gerarchia alle istituzioni sono il terreno fertile per tutto quello che si possa pensare.
E' inutile cercare il pelo nell'uovo. Così lo è anche l'Africa e così pure in Russia dove auguriamoci che Putin faccia un lavoro alla base e dia l'impronta che uno statista dovrebbe dare, ma ne dubito assai, perché anche lui deve fare i conti con il mercato, con le diverse prebende e perché mancano a lui ed alla Russia tutta quell'educazione necessaria per fondare un vero Stato.
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# bill 2011-12-10 13:43
Ma se volevano imporre il dollaro, perché non lo hanno fatto nel 1945?
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# DECIOMERIDIO 2011-12-10 16:18
Forse perchè conveniva loro di farci credere di essere ancora
"indipendenti e sovrani", nonostante le dozzine di basi militari presenti in Europa.
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# Giovanni Silvano 2011-12-10 18:07
Sono passati 66 anni dal 1945, ovviamente ai tempi gli USA erano inarrivabili per gli altri, a causa della guerra: L'Europa, ma la stessa Russia, la Cina erano devastate, l'America no.
Adesso le cose si sono molto riequlibrate, di 3 Paesi nel mondo l'America non puo più prescindere: La Germania in Europa, La Cina in Asia (a causa della loro potenza economica) La Russia (a causa della sua potenza militare e delle sue enormi risorse energetiche e minerarie).
Il Giappone sembrava anche che potesse entrare nella partita un paio di decenni fa, ma in questo momento sembra un Paese piuttosto bollito, e totalmente succube agli interessi americani, ci mancavano poi anche i recenti disastri nucleari a completare l'opera.
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# sursumcorda 2011-12-11 11:30
@Bill
... perché nel '45 non c'era da diluire quel mare di debiti e titoli tossici che hanno accumulato oggi. E poi perché questo accelera l'unione mondiale. Sembra quasi che la posizione della Germania sia teleguidata e strumentale a questo fine. Niente affatto ingenuamente rigida e stoltamente autolesionista, ma lucidamente attuatrice di un piano ben studiato. Meno male che i piani degli empi falliscono.
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# Pierpaolo 2011-12-16 22:31
Perché fino al 1949 la Grecia era in piena guerra civile tra monarchici, appoggiati alle baionette inglesi e comunisti, appoggiati da Stalin.
C'era bisogno di far percepire il "volto umano" dell'usura internazionale.
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# cattolicocritico 2011-12-10 14:24
La dollarizzazione della Grecia? L'ha già fatto l'Argentina questa triste esperienza e la gente sparava per le strade, mentre le pentole vuote risuonavano nelle piazze. Se i venduti, (venduti ai banchieri) politici greci faranno una cosa del genere, poi di fronte alla rivolta vs rivoluzione dovranno scegliere la via argentina al rifiuto del debito e scoprire che nulla di grave accade. Sarebbe un cattivo esempio per gli altri Stati europei e i banchieri servi di satana non lo potranno accettare. Vedremo, io non ci credo.
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# asfodelo 2011-12-10 15:05
Se lo scopo finale è il nuovo ordine mondiale, che comporta unificazione monetaria, politica, riduzione in schiavitù con accentramento di ogni possesso nelle mani di un potere di tipo imperiale, i tentativi per giungere a ciò, data l'indubbia ardua audacia del piano, sono stati diversificati.
A mio avviso i potentati hanno addirittura schierato, messo in campo più progetti simultaneamente , addirittura antitetici, per poi abbandonare quelli che non portavano ai risultati sperati, rivelatisi troppo rischiosi o mal riusciti.
Sto pensando al comunismo, abbandonato con inspiegabile rapidità, per proseguire con il liberismo verso l'approdo finale del dominio globale.
Ora si medita di abbandonare l'euro, progetto abortito, per proseguire verso l'unificazione monetaria in altro modo.
A me pare dunque che i piani procedano con andamento non a scala, bensì a cespuglio, con l'abbandono dei rami falliti, ma che siano comunque spinti impetuosamente verso il traguardo.
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# andrea.4463 2011-12-10 15:25
Ho imparato che tutte le affermazioni dei menestrelli mondialisti vanno interpretate in senso contrario, quindi direi più che crescita, stabilità e equità, avremo: depressione, squilibrio, ingiustizia. Infatti quando il coniglio bianco su muro bianco ha detto nel suo discorso introduttivo alla nomina di Monti che "... non si tratta di sospensione della democrazia.....", invece si è trattato proprio di sospensione, questo è il punto.
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# cgdv 2011-12-10 15:33
La Grecia può sempre vendere in dollari qualcuna delle sue tremila isole.
Ammesso che non lo stia già facendo.
Giuliano
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# Giovanni Silvano 2011-12-10 17:52
Se volesse vendere le sue isole, la Grecia può farlo anche in Euro.
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# Leopoldo Potsch 2011-12-10 15:43
Se la notizia fosse confermata ci troveremmo di fronte ad una palese applicazione del massonico “solve et coagula”: dissolvi con la crisi e ricostruisci secondo i tuoi piani (in questo caso un bel governo unico Usa/ UE). Un’altra tappa in direzione di un progetto che, seppur architettato nei minimi particolari, purtroppo per loro, non si realizzerà MAI.
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# gib 2011-12-10 16:11
Il mio punto è proprio questo, Direttore: non credo, al mio solito, che tutti questi casini siano effetto di menti incompetenti e "malate" o così fuori dalla realtà. Hanno dei progetti ben precisi, ed hanno piani di riserva per giungere a quello che vogliono - da secoli - in un modo o nell'altro. Hanno predisposto 3 o 4 tipi di cappi ben precisi e... non si scapperà, sia che si chiami collasso globale, o uscite parziali da sistemi monetari, o guerre o... ecc., ecc...
Naturalmente, alla fine io spero sempre che sia Lei ad avere ragione!!!
Certo, vedo importanti accelerazioni nelle tappe, segno che il Nemico ha veramente poco tempo.
Attendo il Suo ultimo libro, penso che troverò molte risposte.
Saluti
Giacomo - Gib
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# astrorosa1 2011-12-10 16:25
Hanno provato con l'Argentina, riprovano con la Grecia ad inseguire il "dream" d'un unica moneta mondiale.
Con estrema gioia apprendiamo la cattura da parte iraniana d'un apparecchio omicida. Sono malati allo stadio terminale di superbia orgoglio e stoltezza.
I nostri mezzi d'informazione ci parlanodell'attentato al direttore generale d'Equitalia Signor Cuccagna in termini di
prefiche romane (lamentatrici professioniste) .
Poi ci presentano le oceaniche manifestazioni contrarie a Mr. Putin di 30.000 persone o giù di lì.
Mentre alla radio parlano dell'invasione dell'Ungheria del 1956 dimenticandosi del ruolo d'informatore doppiogiochista
del signor Giorgio Napolitano.
Mah, Mussolini ha sbagliato nell'entrare in un conflitto che era perso dall'inizio ma aveva cercato di rendersi indipendente dalla massoneria nazionale ed internazionale, cadendo nel tranello di Churchill.
Mentre gli omicidi a Gaza vengono trattati con indifferenza ormai da anni.
Si può leggere l'opinione di Churchill sugli ebrei:
nall’articolo Sionismo contro Bolscevismo, pubblicato l’8 Febbraio 1920 sull’Illustrate d Sunday Herald; il testo originale, nella sua versione integrale, è disponibile all’indirizzo: http://www.fpp.co.uk/bookchapters/WSC/WSCwrote1920.html
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# Giovanni Silvano 2011-12-10 16:50
Se la Germania volesse salvare la Grecia la salverebbe con uno schiocco di dita, se non la salva significa che i tedeschi non considererebber o la cosa come una storica sconfitta.
La mia impressione è che ai tedeschi l'unica cosa che importi sia quella di non tirar fuori loro risorse per i PIGS, se poi gli USA si fanno avanti per assorbire tutti i debosciati d'Europa potrebbe essere una cosa positiva per tutti, in fondo anche gli USA sono purtroppo debosciati ormai.
Il surplus tedesco di 200 miliardi di Euro l'anno, difficilmente verrà scalfito da una Grecia che passa al Dollaro, ma nemmeno se assieme alla Grecia al dollaro passasse l'Italia.
Senza dubbio il petrolio e le materie prime le acquisti in dollari, ma se hai bisogno di tecnologia industriale, di chimica avanzata, di elettronica avanzata applicata alla meccanica, dovrai sempre comunque comprarli in Euro (od in Marchi se è il caso).
Per cui non vedo all'orizzonte delle grandi sconfitte o delle grandi vittorie storiche.
Bisognerà comunque rassegnarsi ad una Germania collocata fra le due o tre superpotenze mondiali... in America questo lo sanno dal 09/11/1989, allorquando una terrorizzata Margaret Tacher (visto che i russi davano via libera) volò in America affinche fossero gli USA ad impedire la riunificazione: Bush padre Le rispose che "solo una persona demente poteva pensare che gli Stati Uniti fossero in grado di fare una cosa del genere".
In effetti George Bush Senior vide giusto, adesso la lady di ferro è affetta da demenza senile.
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# henri 88 2011-12-11 00:08
E' triste la vecchiaia per la Thatcher!
Meglio per lei: sconta, in questa vita, tutto il male che ha fatto al suo popolo e a quello argentino.
Saluti
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# licio 2011-12-10 16:54
Ma c'era proprio bisogno di andare fin negli USA... meglio il Commonwealth... al quale potrebbe aderire anche l'Italia... a questo punto bene ha fatto l'uk a defilarsi dalla zona euro... E' UN IDEA... PERCHE' NON PENSARCI? VI FA TANTO SPAVENTO LA REGINA???
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# Giovanni Silvano 2011-12-10 17:51
Citazione licio:
Ma c'era proprio bisogno di andare fin negli USA... meglio il Commonwealth... al quale potrebbe aderire anche l'Italia... a questo punto bene ha fatto l'uk a defilarsi dalla zona euro... E' UN IDEA... PERCHE' NON PENSARCI? VI FA TANTO SPAVENTO LA REGINA???

Guarda che il Commonwealt ormai esiste solo sulla carta, anche per quanto riguarda le sue ex colonie l'Inghilterra ha un'influenza quasi uguale a zero.
La Francia invece ha mantenuto ancora una certa influenza sulle sue ex colonie, ad esempio in Africa la presenza francese è ancora molto forte.
In sostanza attaccarsi alla Regina, vorrebbe dire attaccarsi ad un vicolo cieco.
Del resto hai visto l'altro giorno a Bruxelles dei rimanenti 26 Paesi, a nessuno ha sfiorato la mente di mettersi con l'Inghilterra, e dovremmo farlo noi che abbiamo un'economia tedesco-dipendente???
Ma dai...!
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# licio 2011-12-11 13:07
L'Australia e il Canada vengono soventemente citate come nazioni molto virtuose... se non sbaglio la moneta di questi Paesi porta l'effige della regina d'Inghilterra... e poi vuoi mettere il Commonwealt con l'Unione Europea... la verità è che un alto senso della convivenza civile spaventa molti italiani che vogliono continuare a mestare nel torbido...
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# Giovanni Silvano 2011-12-11 22:59
L'Australia ed il Canada sono due Paesi virtuosi, ma lontani per l'Italia ed anche piccoli (economicamente ).
Per l'Italia, il 70% del nostro mercato è in Europa non in Canada ed in Australia.
Attaccarci all'Inghilterra, al Canada ed all'Australia, sarebbe come attaccarci al vuoto.
Parlare del Commonwealt è come parlare di un libro di fiabe.
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# licio 2011-12-12 11:15
TUTTE LE SCUSE SONO BUONE PER CONSERVARE LO SCHIFIO PRESENTE...
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# Milo Dal Brollo 2011-12-10 16:58
Viste le circostanze, non credo che la colonizzazione durerà a lungo.
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# Pietro G 2011-12-10 17:11
Io credo che sia una provocazione. La Grecia potrebbe benissimo introdurre di nuovo la dracma e legarla al dollaro con un cambio fisso senza alcun bisogno di introdurre il dollaro come moneta nazionale. Anche perchè allora di nazionale non ci sarebbe più niente e la Grecia diventerebbe de facto un colonia americana. La mia impressione è che il cambio fisso con il dollaro non potrebbe durare molto perchè la Grecia ha bisogno di svalutare del 50-60% per poter rimettere in moto l'economia. E poi, le finanze americane non sono certo in una condizione migliore di quella europea. La Grecia però potrebbe, e dovrebbe, fare quello che sia gli americani che gli altri europei non hanno il coraggio di fare: reintrodurre i dazi e chiudere il Paese alla finanza speculativa mondializzata. Questa sarebbe la vera bomba, altro che passare al dollaro.
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# Giovanni Silvano 2011-12-11 23:01
E' quello che penso anch'io, la Grecia come non riesce a reggere l'Euro non riuscirebbe a reggere nemmeno il dollaro, e se proprio vuole essere salvata da qualcuno, quel qualcuno lo deve trovare in Europa, trovarlo in altri continenti sarebbe come cercare il principe azzurro.
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# albertotardivo 2011-12-10 18:57
Ringrazio il Direttore per il suo articolo...
Ribadisco però che è giunta l'ora di darsi da fare...
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# gjovi 2011-12-10 20:49
Penso che gli Stati Uniti abbiano ed avranno tanti e tali problemi, che la colonizzazione della Grecia per mano della carta straccia chiamata dollaro, sarà l'ultimo dei loro problemi. Nel frattempo i cinesi si vogliono liberare di 300 Mld di dollari, creando due fondi per fare shopping in Europa ed in USA. Loro sì hanno capito come impiegare la carta igenica.
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# licio 2011-12-11 18:52
QUOTO IN PIENO...
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# Luigi B. 2011-12-10 23:45
Dall'euro al dollaro non cambia nulla per la Grecia (ed eventualmente per l'Italia, nel caso volesse seguirla) perché in entrambi i casi si tratta di monete che non le appartengono e che non gestisce. Colonia è e colonia rimane. Argentina docet.
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# milvus 2011-12-11 00:36
Dopo aver elucubrato un po', ho ricordato per sommi capi un articolo credo in tre puntate, sulla antica civiltà cinese e sull'enorme influenza che ebbe, prima di spegnersi del tutto, e lavorare oggi alla luce dell'Occidente, sull'Inghilterra.
Esistono capi di potere che sono incorruttibili, per genetica, apolitici come i tedeschi, altri che una volta al governo non lasciano mai "delfini", altri collusi e mafiosi, come da noialtri, che invece sono familiari e cercano che qualcuno della medesima famiglia continui nel tempo il lavoro del capo mafia assassinato o carcerato, altri invece, somigliano molto alle triadi cinesi, come la Trilateral.
Le triadi cinesi hanno un capomafia di turno, il quale tende ad eliminare qualsiasi persona, Stato o nazione che possa minimamente volergli fare un po' d'ombra ,lui elimina i possibili rivali o pretesi sucessori, così repidamente nella maniera in cui appaiono. Ne consegue che gli angloamericani sono apolitici come i tedeschi, non hanno ideologie, ed in più non lasciano governare nessuno in santa pace, qualunque governo loro lo hanno braccato e fermato da destra, da sinistra, dalla democrazia, e da dove le circostanze dovevano meritare l'intervento di cercare il potere se dovesse diventare ideologia. L'Inghileterra e gli USA sono circa 65 anni che non lasciano governare nessuno in pace, con il risultato che la Grecia, come anche noi, vegetiamo dentro una gabbia,con un futuro intrascendente, però si vede che anche per il popolo greco, come il nostro, ha pronunciato le parole che tutti i popoli pronunciano dopo le dittature: miseria e povertà. Mai Più.
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# Catello 2011-12-11 08:39
Quando aumenta il rischio aumenta il tasso richiesto per elargire un credito facendo pagare al debitore un’assicurazion e che non gli viene detratta dal debito in caso si insolvenza. Basterebbe questo per condannare senza appello le attuali regole finanziarie, in quanto inventate da comici che vogliono continuare a lavorare tanto per lavorare, dato che i soldi che gestiscono non sono i loro ed appartengono a dei poveracci che sono stati convinti di essere ignoranti e di lasciar fare agli esperti.
Infatti, dato che ad un aumento lineare dei tassi richiesti corrisponde un aumento esponenziale del rischio, nel senso che all’avvicinarsi del tasso ad un valore finito il rischio tende all’infinito, bisognerebbe richiedere un tasso più basso a chi è più a rischio di insolvenza, per mantenere il rischio accettabile e non perdere il capitale. Per cui una volta esauriti i debitori sicuri che rendono di più bisognerebbe passare ai debitori sicuri che rendono di meno, in quanto per essere altrettanto sicuri hanno bisogno di un tasso più basso.
Purtroppo però si è passati da una matematica basata sul rispetto degli altri e sul buon senso ad una vana matematica rapace che non potrà mai dire quanto deve essere alto il tasso da far pagare alla Grecia affinché il prestito risulti vantaggioso.
Allora la grande finanza, impazzendo del tutto, dice: aumentiamo i tassi a dismisura, con la scusa del rischio, mettiamo in Grecia un governo che non dichiari mai fallimento lasciando aumentare il debito sempre più velocemente e che inoltre la renda definitivamente insolvente con l’austerità, poi spostiamo il recupero crediti alla legislazione inglese ed aumentiamo i titoli tossici da rifilare a qualcuno. E poi?
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# ares 2011-12-11 12:31
La cosa peggiore poi è il sapere discernere nelle notizie di stampa che spesso possono solo portare acqua al mulino di certuni.
Vorrei, se possibile, un commento della direzione su questi pareri di "luminari" in materia economica dalle cui labbra pendono numerosi giornalisti.
Riporto la breve intervista:

Uno scenario apocalittico. Questo è quello che, secondo gli economisti, succederebbe se l'Italia uscisse dall'euro. Una soluzione che molti auspicano, forse ricordando i tempi in cui la svalutazione della lira aiutava la ripresa dell'economia con le esportazioni. Ma oggi gli scenari sono ben diversi, come ci spiega Emilio Colombo, docente di economia internazionale dell'Università Bicocca di Milano.

Professore, in quali casi l'Italia potrebbe uscire dall'euro?
«In caso di default. Un'uscita dall'euro con svalutazione dovrebbe essere accompagnata necessariamente dal default, perché il nostro debito è in euro e, riportato in lire, significherebbe fallimento. Il default in realtà si può fare in tanti modi: più leggero, ovvero rimandando il pagamento dei debiti, o con perdite intorno al 13%, come in casi come l'Uruguay; o un default pesante, in stile Argentina, dove la perdita per l'investitore sono intorno al 70%. Nel mezzo c'è un ampio spettro di possibili casi, più o meno drammatici: anche solo allungare le scadenze porta a un default per la ristrutturazion e del debito. La gestione di situazioni di questo genere non sono comunque semplici, ma l'uscita dall'euro avrebbe conseguenze devastanti».

Chi subirebbe le conseguenze più pesanti?
«Tutti. Lo Stato non riuscirebbe a onorare il suo debito, le banche fallirebbero e di conseguenza le imprese. Non sarebbe un problema solo per noi, ma ci sarebbe un effetto a cascata su tutti i Paesi europei perché gran parte del nostro debito pubblico è di proprietà degli altri Paesi stranieri. È importante ricordarselo, perché soprattutto nella nostra imprenditoria è diffusa l'idea che l'uscita dall'euro risolverebbe molti problemi».

In passato la svalutazione della lira però ha aiutato le imprese...
«In realtà le ha aiutate sul momento, poi ne abbiamo sempre pagato le conseguenze con l'inflazione e un debito maggiore. Oggi, tra l'altro, la svalutazione porterebbe a un peggioramento della già scarsa competitività. Non c'è nessuna convenienza nell'uscita dall'euro e, dal mio punto di vista, questa possibilità è totalmente da escludere. Molto meglio restare dentro l'Europa, anche con tutte le fatiche che questo comporta».

La manovra "Salva-Italia" ci mette al riparo dal default e quindi dall'uscita dall'euro?
«No, i fattori che incidono sono molteplici. Se la manovra fosse troppo dura o questi sacrifici si prolungassero nel tempo, si rischia un blocco della crescita: un circolo vizioso che comunque metterebbe il Paese a rischio default. Il compito del governo Monti è proprio quello di trovare il giusto mix tra rigore e sviluppo. Lo stesso potrebbe avvenire se la congiuntura internazionale dovesse continuare a peggiorare, visto che la nostra economia si basa sull'export. In questi casi dovremmo pensare e una ristrutturazion e del debito».

In concreto, se l'Italia uscisse dall'euro, cosa accadrebbe alle famiglie?
«C'è un esempio che dà la misura della gravità di uno scenario di questo genere, ovvero default per uscita dall'euro e svalutazione: non verrebbero più pagate le pensioni. I fondi pensione (e l'INPS è un grande fondo pensione) investono in titoli di Stato: se questi debiti non venissero onorati l'INPS non avrebbe i soldi per pagare ai pensionati quanto dovuto.
----------------------------------------------------------
A nostro giudizio il parere di un professore della Bocconi, fabbrica di disoccupati oltretutto presuntuosi, vale meno di quello di un fruttivendolo dell'Ortomercato.
Incredibile il ricatto per il quale, uscendo dall'euro, l'INPS, forziere di denaro alimentato dai contributi estorti ai lavoratori, non pagherebbe le pensioni.
FdF
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# farouq 2011-12-11 13:59
Temo che per sfasciare tutto sarà utilizzata una vecchia formula cioè "è la Germania il nemico da combattere"; con questo slogan storico l'Europa sarà di nuovo distrutta e gli autori di questa furbizia sono sempre gli stessi.
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# Andrea V. 2011-12-11 18:27
Citazione farouq:
Temo che per sfasciare tutto sarà utilizzata una vecchia formula cioè "è la Germania il nemico da combattere"; con questo slogan storico l'Europa sarà di nuovo distrutta e gli autori di questa furbizia sono sempre gli stessi


Hai ragione.
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# Nova 2011-12-11 22:11
Neil Farage è un demagogo che funge da longa manus dei Rothschild di cui è stato ricco banchiere.
Disse appunto che non vuol vivere in un Europa dominata di nuovo dalla Germania.
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# Nova 2011-12-11 22:16
Circola una bella foto della carcassa rovesciata con i ruotini all'aria del Cessna da cui Neil Farage esce insanguinato ma praticamente incolume.
Si tratta di uno schianto avvenuto nel maggio scorso di cui al tempo non si parlò e anche il pilota ne uscì sorprendentemen te senza grave danno.
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# Giovanni Silvano 2011-12-12 14:09
Farouq è una storia vecchia a cui non crede più nessuno.
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# Nova 2011-12-11 18:36
La Turchia nel 1980 e nel 2000 ha fatto tranquillamente default. Adesso la Turchia viaggia con un incremento del PIL del 10% (superata solo dalla Libia nell'anno passato) e l'import italiano ha già potuto notare di aver a che fare con una temibile tigre economica.

In occasione del default del 1980 il mio cliente turco propose il pagamento in lire turche o il baratto con uva passita. Proposta ridicola e penosa non accolta anche in considerazione dell'esiguità dell'insolvenza.
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# SART 2011-12-11 23:00
In Perù gli uomini come Monti li cacciano anche se sono rabbini:

(ANSA) LIMA, 10 DICEMBRE
Il premier peruviano, Salomon Lerner, ha presentato le sue dimissioni "irrevocabili", in una lettera al presidente Ollanta Humala, che a sostituirlo ha nominato il ministro dell'Interno ed ex ufficiale dell'esercito Oscar Valdes. Il nuovo premier è stato anche istruttore di Humala quando il presidente prestava servizio nelle Forze armate. In seguito alle dimissioni di Lerner, un uomo d'affari, tutti i ministri del governo si sono dimessi, come richiede la legge peruviana.
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# aloisius 2011-12-12 00:59
Non c'è speranza, l'euro è il malato terminale che (non) si vuol far risuscitare.
Sono ormai otto mesi che stiamo assistendo a incontri, G20, riunioni a gogò, e NON si è arrivati a nessuna soluzione accettabile, anzi stanno cadendo i veli anche sui Paesi ritenuti in salde condizioni economiche.
Sono le banche che vanno salvate, come prima, più di prima.
La Commerzbank, già in parte statale è sull'orlo del fallimento, dopo il 2008 è la seconda volta, la Deutsche Bank è in difficoltà, l'intoccabile Ackermann è
dimissionario e andrà sotto processo per l'affare Kirchner (noto taycoon mediatico fallito pare proprio a causa della Banca), altre 10 banche europee declassate dai noti piranha, hanno bisogno di 115 milardi, è proibito stampare soldi perché Goldman non vuole, e da qui al massimo sei mesi il Chateau Europe imploderà, perchè costruito da una manica di cretini, incopetenti, corrotti e ricattatori dal marchio di fabbrica massonico, in più autoelettisi.
Sono tutti candidati al Nobel per la pace.
E' da molto che non siamo più in democrazia, semmai ci siamo stati, è indubbio che l'I have a dream di un governo-dittatura mondiale esiste, ma c'è anche la possibiltà che l'arco abbia la corda troppo tirata e si spezzi.
Si ha quasi l'impressione che questo gioco a scacchi abbia sempre più vicino un osservatore: il convitato di pietra.
Si sa com'è finita.
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# san 2011-12-12 09:40
Abito in una zona non molto lontano dal confine svizzero, da un po' di tempo la notte è sorvolata da aerei presumo militari, che arrivano dal nord, forse dalla Germania.
Ai tempi della guerra con la Libia era un continuo rumore di aeri supersonici che andava verso il sud dell'Italia. I tedeschi, nonostante ufficialmente non aderissero alla guerra credo che vi partecipassero. La nazicomunista Merkel ci stia preparando un bel cappottino?
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# Fabio de Fina 2011-12-12 13:25
Leggendo qua e la, mi ha colpito questa notizia: http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1030705/brooklyn-scandalo-pedofilia-nella-comunita-ebraica.shtml
A parte lo schifo che una simile cosa suscita in me, la cosa che mi ha colpito è la seguente "A complicare le indagini è anche l'atmosfera di estrema riservatezza e le regole in cui si vive nella comunità ortodossa di Brooklyn. Le vittime, infatti, sono obbligate ad attendere il placet dei rabbini prima di denunciare gli abusi".
Non ho parole...
Cordiali saluti.
Pegaso
(inviata per @ mail)
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# Fabio de Fina 2011-12-12 13:30
Buon giorno caro Maurizio,
in allegato una notizia che a breve sparirà dalla Rete... dobbiamo infatti preoccuparci dell'ICI, delle Caritas e dello spread giornaliero.
Ed io pensavo che solo certi nostri preti potessero commettere nefandezze...

Scandalo pedofilia nel mondo ebraico. Abusi sarebbero stati commessi su minori in una comunità, in particolare quella più ortodossa di Brooklyn. Secondo quanto riporta il New York Post l'ufficio del procuratore distrettuale, Charles Hynes, ha rivelato che negli ultimi tre anni sono state arrestate 85 persone accusate di aver molestato almeno 117 bambini. L'operazione, battezzata "Kol Tzedek" (in ebraico Voce della giustizia) prosegue.

Finora 38 casi sono stati chiusi: 14 accusati hanno subito condanne dai 10 ai 20 anni mentre per altri 24 sospetti non si è riusciti a dimostrare la loro colpevolezza.

A complicare le indagini è anche l'atmosfera di estrema riservatezza e le regole in cui si vive nella comunità ortodossa di Brooklyn. Le vittime, infatti, sono obbligate ad attendere il placet dei rabbini prima di denunciare gli abusi.

FONTE: http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1030705/brooklyn-scandalo-pedofilia-nella-comunita-ebraica.shtml

Un abbraccio in Cristo Gesù

Alessandro D. M.
(inviata per @ mail)
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# aloisius 2011-12-12 14:38
Citazione Nova:
Neil Farage è un demagogo che funge da longa manus dei Rothschild di cui è stato ricco banchiere.
Disse appunto che non vuol vivere in un Europa dominata di nuovo dalla Germania


Sarà anche un demagogo, ma almeno è dotato di un sarcasmo intelligente e dice le cose come stanno. Gli altri al suo confronto fanno la figura di quello che sono: rozzi, tetri e furbastri del quartierino.
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# FeBM 2011-12-12 16:58
Interessante questa cosa della Grecia in area dollaro... si accorderebbe con l'occhio di favore che gli USA ebbero con l'Italia nel periodo 35-41 quando, oltre ad aiutare pesantemente la realizzazione dell'Impero, videro favorevolmente il nostro ingresso in Albania, cosa che avrebbe consentito agli USA, in qualità di amici dell'Italia, di essere presenti nei Balcani. Quest'area, infatti, interessava, ed interessa, parecchio anche loro e non solo gli inglesi. Inglesi che, non si dimentichi, nel 1932 praticamente chiusero il mondo ai commerci quando con la Conferenza di Ottawa, imposero la Sterlina per i commerci in un area, il Commonwealth, che allora valeva più della metà dei commerci mondiali, con prezzi stabiliti a Londra.

Al di là di tutto è curioso come le situazioni, mutatis mutandis, sembrino riproporsi...
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