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La Casta: Germania, pagaci tu!
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Il nostro vero Santo Padre – intendo Giorgio Napolitano – ha di nuovo levato la sua venerata voce. Da Varsavia: «Non si può ridurre la responsabilità europea ad una coppia di Paesi come Francia e Germania». Ed ha auspicato (i Santi Padri ‘auspicano’) che, «alle consultazioni tradizionali tra Francia e Germania, venga associata anche l’Italia per il cui governo e per il suo Primo Ministro c'è rispetto e considerazione».

Rispetto e considerazione? «La politica di Mario Monti è oggi fallita», scrive l’economista Jacques Sapir sul settimanale francese Marianne: «Non solo ha spezzato la crescita e gettato il Paese nella recessione, ma con un rigore fiscale più pesante mentre lo Stato è notoriamente un cattivo pagatore, ha aggravato notevolmente la situazione delle piccole e medie imprese. Le entrate fiscali hanno cominciato a calare in maggio» (1). Lo sa Sapir, lo sanno i «mercati» globali: e si vede dal fatto che, adesso, lo spread è salito di nuovo a livelli berlusconiani. Costretta a pagare quei tassi sul suo debito, l’Italia è – ineluttabilmente – la prossima Spagna.

Perchè ha fallito? Perchè non ha nemmeno provato a tagliare la spesa pubblica. E perchè «auspica» Napolitano? Spinge Monti a sedersi al tavolo europeo e a premere sulla Merkel per strapparle un «federalismo» europeo, che consiste in questo: mettere in comune i debiti pubblici, andare sui «mercati» a chiedere soldi non come una indebitatissima Italia, ma come solida Europa. Il che significa, come abbiamo già detto in altro articolo, che in un modo o nell’altro (se ne immaginano diversi) la Germania deve garantire il debito italiano. Questo «federalismo europeo» significherebbe, per la Germania, farsi garante di ultima istanza per 4 mila miliardi di euro, il 150% del suo PIL.

E perchè un tale sacrificio? Traduciamo l’auspicio di Napolitano come viene inteso nella traduzione tedesca: «Signora Merkel, io sono il presidente di una repubblica, e io da solo costo 6 volte tanto la Corona d’Inghilterra: 228 milioni di euro annui. Prego signora Merkel, non mi riduca alla miseria ossia a campare come la poveraccia di Buckingham Palace. Noi, qui, non possiamo tagliare le spese pubbliche; per favore, pagateci voi il conto dei nostri lussi. Abbiate rispetto e considerazione per il mio Monti».

Così dev’essere stato inteso a Berlino l’auspicio Napolitano per «più Europa», perchè la Merkel ha diramato la seguenta dichiarazione: «Vogliamo più Europa, ma un’Europa in cui debiti congiunti vadano insieme a controllo congiunto. Ciò che non è accettabile sono debiti condivisi mentre il controllo che resta in mani nazionali».

«Chi paga il conto deve avere il diritto al controllo» della spesa, ha rincarato più esplicita la vice-presidente della Bundesbank Sabine Lautenschlaeger.

È evidente che Merkel e i suoi sperano che i Paesi rifiuteranno con sdegno tale cessione di sovranità. Ma no, Monti e Napoletano sono prontissimi a cederla. Della sovranità italiana non sanno che farsenei i partiti italiani, i governi italiani non hanno mai aspirato ad altro che a liberarsene. Ed ora, al dunque, i tecnici sono lì ad offrirla sul piatto, la sovranità nazionale: «Prendetevela, basta che ci paghiate i conti! Basta che non ci facciate tagliare le pompe e gli splendidi fasti nostri!».

Perché – siamo giusti – Monti e i suoi tecnocrati sono stati bravissimi a tagliare le spese dei privati cittadini e ad aumentare gli introiti pubblici aggravandoli di tasse; ma quando s’è trattato di tagliare gli sprechi pubblici, non sanno come fare. Per un po’, non sono nemmeno riusciti a mettere a fuoco il problema: eppure il fatto che la spesa pubblica sia colossale, improduttiva, in inarrestabile aumento (2 milioni di euro l’ora, 40 mila al minuto) è il più evidente problema di questo Paese. Qui c’è il grasso da risparmiare per rientrare dal debito. L’urgenza di una profonda riforma delle pubbliche amministrazioni si vede ad occhio nudo, Macchè: ai tecnici è apparsa urgente la riforma dei taxisti, dei farmacisti, dei notai.

Poi, dopo le grida congiunte di economisti, giornalisti, associazioni di categorie e tartassati vari che richiamavano l’attenzione dei tecnici sulle cose da tagliare nel settore pubblico, hanno dato incarico a Giarda di fare la «spending review»: e Giarda, di malavoglia, ha detto che lui poteva risparmiare 4 miliardi; pari allo 0,56% sulla spesa pubblica di 800 miliardi annui. dopodichè, il governo dei tecnici ha incaricato un tecnico, il famoso Bondi, a cercare dove e come tagliare quello 0,56%.

A questo punto, i centri-studi di Confindustria e Unimpresa hanno presentato un loro progettino di spending review: tagli non per 4, ma per 200 miliardi. Dai giornali:

«... 10 miliardi dettaglio potrebbero arrivare dai tagli ai costi della politica, 45 a quelli della PA, 60 a quelli del sistema pensionistico, 35 miliardi su contributi alla produzione e agli investimenti, prestazioni sociali extraprevidenziali, aiuti, trasferimenti, investimenti, 12 miliardi di taglio al sistema sanitario e altri 16 ai costi del debito pubblico. Per finire 5 miliardi di tagli ai costi della difesa e delle forze armate e entrate per 15 miliardi allanno da privatizzazioni».

Di questi risparmi, ha concluso Confindustria, 50 miliardi dovrebbero andare per il pareggio di bilancio, e gli altri 150 per «una feroce riduzione della pressione fiscale».

È stato in questo preciso momento che il membro del Bilderberg e capo della Trilaterale Europa, Mario Monti, ha cominciato a lamentare di «aver perduto l’appoggio dei poteri forti». Intendeva Confindustria.

Tagliare 200 miliardi di sprechi pubblici? Ma scherziamo? Guardate che fatica fa il ministro Passera – incaricato di fare la «crescita», quell’altra entità che non si riesce a mettere a fuoco – a trovare 100 milioni dal pubblico Tesoro per questo scopo. Giura che li troverà, «Ci metto la faccia». Se ci riuscirà, quei 100 milioni genereranno 200 milioni di PIL, ossia una «crescita» pari allo 0,01% del Prodotto Interno Lordo. E non riesce a trovare i 100 milioni, il Passera. Ma lo Stato pagherà qusto mese (giugno) 167 milioni ai partiti, è la quota semestrale di finanziamenti e pseudo-rimborsi elettorali a cui hanno «diritto acquisito»: lì, non si fa alcuna fatica a trovare i soldi. Tanto pagherà la Germania, garantendo il nostro debito pubblico...

Ma mica solo per i parlamentari. Non dimentichiamo gli statali, e dipendenti di pubbliche amministrazioni in genere. Sono ufficialmente 3 milioni e 427 mila, ma se si tiene conto di tutti quelli che a qualunque titolo ricevono un emolumento pubblico, si sale a 4,5 milioni. Da noi i pubblici dipendenti sono dunque il 13,7% della forza-lavoro totale, o il 18% se si tiene buona la seconda cifra. Ebbene, in Germania, sono il 9,6%. I dipendenti dei Laendern tedeschi sono tre volte meno numerosi dei 5.418.082 dipendenti delle nostre Regioni ed altre autonomie locali. E la Germania, che in questi stessi anni ha ridotto il costo dei dipendenti pubblici di 4 punti del suo PIL (ben più grosso del nostro), dovrebbe garantire i debiti che abbiamo fatto, e continuiamo a fare, per stipendiare questa pletora di mantenuti?

Continuiamo: i nostri poliziotti di vario tipo, 320 mila, sono il triplo di quelli assunti dallo Stato di Polizia per eccellenza, la Russia (che ha anche più del doppio dei nostri abitanti, e un territorio da controllare un tantino maggiore, esteso su 6 fusi orari). Noi abbiamo 8 mila comuni, e un flebile tentativo di accorparli ha prodotto la rivolta dei sindaci, tutti a strillare che no, non si può, altrimenti l’amministrazione pubblica va a catafascio... Chissà come fanno a cavarsela gli Stati Uniti d’America, che hanno in tutto 3 mila enti locali.

In Italia, i 3,5 milioni di dipendenti pubblici costano 172 miliardi, l’11% del PIL; in Germania costano l’8% del PIL – chissà come fanno a campare. Ma non pretendiamo di seguire un esempio così «alto».

Prendiamo allora la Lombardia: regione dove la politica è abbastanza corrotta da incamerare un sacco di quattrini (il Daccò, amico di Formigoni e lobbysta per conto delle cliniche convenzionate presso la Regione, aveva un gruzzolo di 70 milioni di euro), eppure è la più efficiente di tutte. La Lombardia ha 43 dipendenti pubblici per mille abitanti; le altre Regioni ne hanno 58. Basterebbe che si adeguassero alla corruttela lombarda, per rendere superflui 700 mila cosiddettti lavoratori del settore pubblico. Un risparmio di 45 miliardi.

Più volte è stato evocata l’adozione dei «costi standard» per la spesa sanitaria: le Regioni più sprecone (del Sud) siano costrette a spendere per le forniture quello che spende la corrotta Lombardia, che spende meno di tutte. Si adotti, dicono in America, la «best practice». Per la Sanità, sarebbe un gran risparmio.

Adottiamo il «costo standard» anche per la presidenza della repubblica: se il Quirinale riducesse i suoi 280 miliardi di spese annui a 100, prenderebbe sempre di più del presidente della Repubblica Federale Tedesca. E sai che risparmio di personale strapagato: che se ne fa di 5 mila dipendenti? È un superministero: per forza si impanca e si intromette a governare, cosa che non deve; bisogna pur occupare il personale.

E la scuola? In Italia, la pubblica istruzione conta un docente ogni 4,7 studenti. Certe scuole elementari hanno 3 maestre per classe. E con questi risultati: ai test PISA, gli studenti italiani risultano regolarmente tra gli ultimi al mondo per la capacità di leggere e capire un testo, e fra gli ultimi in matematica e materie scientifiche. Liceali che non sanno leggere, laureati che non sanno scrivere senza strafalcioni: la pletora di inamovibili insegnanti del nulla è una delle cause prime del nostro degrado come Paese civile.

I pubblici dipendenti hanno reso i loro compensi una «variabile indipendente» dall’economia: l’economia declina anzi collassa (produzione industriale -9%), i lavoratori del privato guadagnano sempre meno o vanno in cassa integrazione (un milione ormai), ma le buste paga degli statali sono sempre più grasse. Dal 2001 al 2009 (i dati sono della CGIA di Mestre) il numero degli statali è calatl di 11 mila unità, ossia del 3% (effetto del blocco dei turnover di Brunetta); ma – meraviglia delle meraviglie – il monte-salari statali è aumentato di 39 miliardi. Un aumento del 29,9%. Nello stesso decennio, le retribuzioni degli statali tedeschi sono aumentate solo del 6,9% (statali che non avete avuto l’aumento, non protestate: i 39 miliardi se li sono presi probabilmente gli alti dirigenti).

E pazienza se questa folla si limitasse a fare il peso morto. Invece, per giustificare la propria esistenza, si propone di angariare il cittadino contribuente, e di ostacolarlo nella produzione di ricchezza – quella che paga i suoi emolumenti indebiti. Cito dal discorso del presidente della Confartigianato, Giorgio Guerrini:

«...  il peso delle tasse è cresciuto di oltre 4 punti, passando dal 40,8% del PIL nel 1994 al 45,1% nel 2012. E, al netto dell'economia sommersa, la pressione fiscale effettiva è lievitata al 53,7%. Sono numeri impressionanti: basti pensare che questanno il PIL cresce di 8 miliardi, le entrate fiscali di 46! Sul costo del lavoro italiano pesa una tassazione pari al 47,6%, vale a dire 12 punti in più rispetto alla media del 35,3% registrata nei Paesi OCSE.

La semplificazione della burocrazia, poi, è una bandiera agitata non si sa più quante volte; eppure oggi gli oneri amministrativi pesano sulle aziende italiane per 23 miliardi l'anno, pari a 1 punto e mezzo di PIL.

Ogni impresa deve dedicare a pratiche e scartoffie 86 giorni l'anno. Soltanto in questa legislatura sono state varate 222 norme fiscali ad alto tasso di complicazione, 1 ogni 6 giorni».

In altre parole: non contenti di strizzare da quesi piccoli imprenditori tasse soverchianti, i burocrati pubblici gli portano via altri 23 miliardi per pure e inutili complicazioni burocratiche.

Fra le assurdità, Guerrini cita il SISTRI. Che cos’è? SISTRI sta per «Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti». La burocrazia, che sospetta in ogni cittadino, specie se produttivo, un delinquente, vuol vedere dove le micro-imprese cacciano i rifiuti; sicchè le obbliga a documentare dove vanno a finire, la famosa «tracciabilità», per «la tutela dell’ecosistema». Per subire questo controllo, gli artigiani pagano.

«Settanta milioni di contributi» dice Guerrini, «sono stati finora versati dagli imprenditori per un servizio che non esiste: un fiume di denaro che ha finanziato solo i costi interni di un sistema mai reso operativo».

In pratica, il SISTRI estrae 70 milioni dalle tasche già stremate e li spende «in costi interni», senza fare ispezioni nè controlli di sorta. Conclude l’ingenuo presidente degli artigiani: «Utilizziamoli, allora, per aiutare le imprese così duramente colpite dal terremoto!». Santa ingenuità: sugli imprenditori terremotati dell’Emilia-Romagna, la magistratura italiana – la più pagata magistratura d’Europa, e la più temuta per le sue lungaggini ed arbitrarietà, quella che tiene lontani gli investitori esteri che abbiano l’audacia di mettere fabbriche in Italia – ha «aperto fascicoli», per incriminarli in quanto i loro capannoni (che non hanno costruito loro) sono crollati. E ordinanze comunali, geologiche, sismico-giudiziarie impediscono l’agibilità – quindi il lavoro – in un’area fra le più produttive ed esportatici del nostro Paese. Imprenditori ed operai aspettano ispezioni che non arrivano, autorizzazioni a rientrare che non appaiono. E magari, finalmente, il SISTRI comincerà i suoi controlli dalle maceria: dove avete gettato i rifiuti, delinquenti?

Così accade che i piccolissimi imprenditori si ammazzano. Presi nella tripla tenaglia del calo degli affari da recessione, euro forte e riduzione dei consumi, della stretta creditizia delle banche, e della persecuzione fiscale di Equitalia, non vedono più una possibilità di continuare.

La radio della Confindustria ha aperto una sorta di centro d’ascolto di questi piccoli e piccolissimi imprenditori in difficoltà, per cercare di sostenerli almeno psicologicamente: la rubrica si chiama «Disperati Mai». Ebbene, ha ricevuto decine di migliaia di lettere di disperati che documentano le angherie, i sequestri arbitrari, i soprusi, le esazioni persecutorie non dovute imposte da Equitalia (2); da uno Stato che, quando ne sono i fornitori, non li paga, ma esige di essere pagato sull’unghia per tributi su guadagni non ancora realizzati; uno Stato che usa gli studi di settore per estrarre l’ultima goccia da aziende che non hanno profitto, e poi le fa chiudere.

I lettori meridionali non sentono probabilmente Radio 24. Se la ascoltassero, capirebbero meglio – estranei come sono dal mondo produttivo privato – in che condizioni sono costretti a produrre, e a competere con l’estero, i piccoli imprenditori del nord, che così facilmente accusano di «egoismo». Sono loro, gli imprenditori alle corde, che pagano i 45 miliardi annui che vanno nel Mezzogiorno e si perdono in sprechi e corruzione senza alcun vantaggio generale per il popolo del Sud; che pagano i 16 mila euro mensili del governatore della Sicilia, i milioni di falsi invalidi (il 28% di quelli che percepiscono la relativa pensione: altri 5 miliardi di spesa pubblica), gli statali in sovrannumero che sono soprattutto nel Sud. E pagano anche un Napolitano che costa 6 volte di più della Regina d’Inghilterra, una magistratura che lascia marcire le cause civili per dieci anni, e persino gli 8 mila dipendenti strapagati di Bankitalia, che da quando c’è la BCE sono assolutamente superflui e potrebbero essere ridotti a 2 mila.

Quando questi si sparano, è un cespite che scompare. Sono tasse che non vengono più riscosse. I mantenuti pubblici di ogni ordine e grado campano troppo bene in un Paese dove i produttori, lavoratori utili ed esportatori sono sempre meno, dove i contribuenti diminuiscono. Infatti, nonostante la torchia di Becera sempre più feroce, il gettito diminuisce. E la rovina viene provocata da quelli che dovrebbero lavorare a scongiurarla, se non altro perchè ne va delle loro poltrone e privilegi.

L’amministrazione pubblica andrebbe riformata da capo a piedi; come una vecchia petroliera rugginosa, andrebbe messa nel bacino di carenaggio e rifatta: motore, eliche, timoneria... è il compito che ci si attendeva da tecnici. Invece, appena si è parlato di questo, ecco che dicono: «Basta sacrifici», e chiedono alla Germania di mettere in comune i debiti. Senza provare a diminuirli, a risanarli.

Del resto, siamo giusti, non possono. I tecnici dipendono, per approvazione delle loro norme, da parlamentari che non hanno ormai altro scopo che mantenere più che possono i loro indebiti privilegi. Provate a immaginare chi avesse il coraggio di promettere una cura tedesca: dimezzamento del numero dei parlamentari; aggancio degli stipendi pubblici (quelli dei parlamentari compresi) alla paga media dei lavoratori privati, ed aumenti legati agli aumenti dei salari privati: almeno come metodo per far sentire a lorsignori che il loro destino è legato a quello della nazione. Riduzione di centinaia di migliaia di dipendenti pubblici, loro spostamento secondo le necessità reali, applicazione delle condizioni salariali del privato. Adozione in ogni settore dei «costi standard» e delle migliori pratiche. Assoggettare gli universitari alle valutazioni e verifiche che sono praticate nei Paesi civili, tranne che in Italia (i cattedratici si oppongono fieramente alla «peer review») (3). Disciplinamento della magistratura, magari facendo dipendere i loro emolumenti al numero di cause concluse. Accorpamento dei comuni, abolizione delle provincie, sottrazione dell’autonomia di spesa alle Regioni mal governate... eccetera, eccetera.

Pensate che questo sia fattibile, politicamente e socialmente? In Italia? Avremmo contro tutti: i sindacati e i partiti, le Regioni, la potente ancorchè strapelata lobby degli insegnanti, Bankitalia, la casta giudiziaria e perfino la Caritas («spietati!»), e ovviamente il Santo Padre, ossia Napolitano, sempre pronto a difendere con la lacrima agli occhi i prepoteri e prepotenti pubblici. Nessuna riforma reale, di quelle che potrebbero convincere Berlino a garantire il nostro debito pubblico (e i mercati a comprarlo con tassi decenti), è possibile da noi.

Per questo non ci resta che uscire dall’euro. Non possiamo stare in un sistema monetario tedesco restando irriformati italiani, coi nostri milioni di percettori di sussidio pubblico, ed altri milioni che vi aspirano. Meglio tornare alla liretta, alle svalutazioni competitive, e magari contestualmente – cialtroni fino in fondo – ripudiare il debito sovrano.

È il solo modo. Risparmiamoci i rimproveri alla Germania «egoista», la Germania che non si sente legata a un comune destino con noi e i greci. Non prima di domandarci: l’Italia, poi, è una comunità di destino?





1) Sapir continua: «Comera prevedibile, la politica di estremo rigore di bilancio provoca l’asfissia delleconomia, che a sua volta genera un calo delle entrate fiscali, Anche lItalia, come la Spagna, non raggiungerà i suoi obbiettivi di deficit per il 2012».
2) Quasi la metà (il 48%) dei contribuenti che vengono bollati come evasori fiscali vincono poi il ricorso e si sentono dar ragione dalle Commissioni Tributarie: è la prova che Equitalia e l’Agenzia delle Entrate sparano nel mucchio, provocando angosce inutili a gente onesta. E che i loro funzionari, non sono solo malevoli e persecutori, ma incompetenti che meritano il licenziamento in tronco. Quale pizzeria non licenzierebbe il pizzaiolo che brucia il 48% delle pizze?
3) Si leggano i furenti comunicati della FLC CGIL (Lavoratori della conoscenza, sic) tipo questo: www.flcgil.it/universita/valutazione-di-sistema-nella-ricerca-e-nell-universita-cosi-non-puo-funzionare.flc e questa: www.flcgil.it/universita/anvur-quando-la-valutazione-rischia-di-essere-una-categoria-ideologica.flc


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Commenti  

 
# ramuxara 2012-06-14 12:42
Se non tocchiamo il fondo, nessuno avrà la forza per cambiare davvero questo stato di cose.
Prima bisogna arrivare al fondo per poi ricominciare.
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# DBF 2012-06-17 14:06
Ma é sempre stato cosí. Basta pensare a tutti gli inganni tra cui la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, l'inflenza spagnola, il '68 il Concilio Vaticano II... la Fiat ad esempio e tutto il resto. E' la formula magicomatematic a della trinitá. Niente di nuovo. Eugenetica.
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# Zacalufla 2012-06-14 12:56
Caro Maurizio, tutto giusto e preciso: basterebbe poter fare non tutto quello che auspichi quanto a tagli di spese, etc.,ma almeno una parte. E invece non è possibile, ma non è colpa di Napolitano, Monti e via cantando. E' colpa nostra. Siamo fatti così. Come puoi distinguere tra eletti ed elettori? Magari fosse così, allora i problemi si potrebbero risolvere. E' l'Italia, purtroppo cattolica nel senso deteriore del termine, che non puoi cambiare.
Luciano.
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# codino 2012-06-15 08:20
Citazione Zacalufla:
... E' l'Italia, purtroppo cattolica nel senso deteriore del termine, che non puoi cambiare.
Luciano

Non c'è nessun senso deteriore nel glorioso aggettivo "cattolico"!!!
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# DBF 2012-06-17 14:15
No? Allora vuol dire che non ha capito e che non conosce le varie armi dei cattolici tra cui i cattocomunisti. Mi dica per fare un Cristo piú cristiano bisogna crocifiggere ed estinguere una generazione dopo l'altra per ottenere una nuova specie. L'homo communis, il cattolico. Vede neanche i bambini vengono risparmiati. Solo quando sono piccolissimi con il pagano Babbo Natale e poi subito la croce.
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# DBF 2012-06-17 14:07
Bravo.
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# ggallo 2012-06-14 13:14
Sto arrivando alla convinzione che non se ne rendono conto...
rubano da talmente tanto tempo che hanno del tutto perso quel minimo di coscenza che bacchetterebbe qualsiasi persona normale.
Questa settimana mi è capitato di lavorare nei dintorni di Venezia, e l'oste mi riferiva di un fatto un pelino singolare.
La sosta del Re Giorgio per interrompere un lungo e faticoso viaggio per presenziare ai necessari europei (Roma -Cracovia ca 2h di volo)... la squadra ne avrebbe avuto male...
Ebbene mi raccontava l'oste che il benemerito presidente è arrivato con tanto di parata a Venezia con l'Americo Vespucci e schiere di sudditi (fotografi, truccatori... etc.), pernottando nella suite imperiale di un misero hotel di turno da solo 15 mila ca euro/notte... e ovviamente il soggiorno era anche per i sudditi, e questo in una giornata del tutto ordinaria... che volete che capisca questa gente della parola crisi?
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# Maurizio Blondet 2012-06-14 20:44
Mi dicono che al Quirinale coi 5 mila dipendenti strapagati, per poter fare la rassegna stampa quotidiana, hanno preso un precario... Per la rassegna stampa bisogna alzarsi presto la mattina, e i milionari di Stato amano dormire.
Maurizio Blondet
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# amsicora 2012-06-15 12:56
Tempo qualche anno, e anche questo "precario" diventerà fisso ed intoccabile, perciò il Quirinale, con 5.001 strapagati fancazzisti, dovrà prendere un altro precario per leggere i giornali...
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# amsicora 2012-06-14 13:19
Come credere che questo governo "Prodi ter mascherato", composto da statali strapagati che non si sono mai confrontati col "libero mercato" di cui sproloquiano colpisca i loro colleghi fancazzisti pubblici? (Come è stato ricordato l'Italia è il Paese che ha più insegnanti al mondo, senza avere, tuttavia, la scuola migliore al mondo, nonostante uno studenti costi quasi diecimila euro l'anno...).
Almeno un tempo, a sinistra, c'era il mito del compagno Stakanov, sostituito oggi dagli intoccabili fannulloni...
mala tempora currunt!
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# Contadino 2012-06-14 13:23
Gli uomini di buon senso e buona fede non possono negare che questo pezzo sia un distillato di Verità.
Anch'io voglio essere onesto: queste cose le dico da imprenditore che, dal 2007, tenta, senza successo, di entrare nelle fila dei saggi pubblici dipendenti.
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# nuovo_larosa 2012-06-14 14:23
Scusatemi se polemizzo un po' ma come Duosiciliano (Abruzzo) e non meridionale posso citare centinaia e centinaia di artigiani e piccoli imprenditori anche da noi che stanno nelle stesse condizioni di quelli del Nord con l'aggravante che subiscono anche i prelievi e le angherie della malavita mentre lo Stato viene in massa con i carabinieri e la finanza quando deve riscuotere. Quando lo chiami per difenderti dagli arcinoti tagliagole, noti a tutti meno che a loro, diventano impotenti. Forse da noi non si ammazzano perchè sono abituati a rischiare la pelle nel senso letterale del termine da quando hanno aperto la ditta. Non dimenticare, direttore, che noi paghiamo lo Stato più volte, alcune volte sotto lo pseudonimo di mafia o camorra. Non fingiamo, con una quantità e qualità di forze della sicurezza e militari come il nostro, se davvero la mafia e la camorra fossero un anti-Stato e non un para-Stato la guerra contro la malavita organizzata sarebbe iniziata da tempo e vinta da tempo.
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# stefano.mc 2012-06-14 23:05
Lasci perdere... il direttore ascolta Radio24 ma quando si tratta di immedesimarsi nella vita di un meridionale gli viene subito l'orticaria...
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# ildalla 2012-06-14 14:34
Tutto sacrosanto, ma mi sorge spontaneo chiedermi: se eliminiamo 1 milione di lavoratori inutili dalla Pubblica Amministrazione , ove non fanno nulla e nulla sanno fare, poi 'sta gente dove la mettiamo? che gli facciamo fare? Mandiamo il tasso di disoccupazione dal 10% al 30% e poi? I consumi si contraggono ancora di più, la domanda cala e andiamo ancora più in recessione. O li facciamo emigrare o li facciamo morire di fame o gli insegnamo un lavoro, ma un lavoro di che? Se non c'è domanda?
La situazione è quantomai complessa... comunque cominciamo a tagliare e poi vediamo!
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# Franco_PD 2012-06-14 21:20
Proprio oggi - stupito - seguivo un servizio del TG2 che parlava dei lavori che gli italiani non vogliono fare. Mi hanno colpito i pizzaioli, ormai in gran parte stranieri (ne conosco un paio di italiani che si fanno il mazzo tanto ma economicamente se la passano bene, e mi hanno detto anche quanto POCO costa la pizza, pure fatta con prodotti di qualità...). Bene, il TG intervistava dei pizzaioli famosi che effettivamente dicevano che per lavorar bene bisogna smandolarsi anche per 12 ore al giorno. E a seguire dei giovani (napoletani poi) che affermavano senza problemi che appunto quel lavoro non lo volevano fare proprio per gli orari e l'impegno richiesto.
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# Carlo Principe 2012-06-20 22:57
E' questo il punto. Il taglio della pubblica amministrazione non può che avvenire con gradualità e con un piano a lungo termine. Dietro ogni dipendente pubblico c'è una famiglia. Lo si può licenziare?
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# Milo Dal Brollo 2012-06-14 14:39
L’Italia, poi, è una comunità di destino?
Certo che se nessuno ci crede e se i meridionali accusano i settentrionali di essere egoisti quando invece lavorano fino alla morte e i settentrionali accusano i meridionali di essere delle sanguisige e degli sciacalli quando in realtà si prendono dell'elemosina abbrutente e sono sempre sotto il tallone della mafia a cui non è mai stata dichiarata guerra vera, la risposta finale è NO!
Eppure, se ci mandiamo a fanc... tutti i giorni significa che ci capiamo. Eppure il nemico comune ce l'abbiamo. Chissà perché ognuno è attaccato alla banderuola del proprio campanile a urlare a quello di fronte, mentre il nemico vero ruba di sotto in chiesa?
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# prodigus 2012-06-14 14:52
Che tristezza. Come può un magistrato incriminare un imprenditore per il crollo del suo capannone? Cosa pensano, che quando l'imprenditore ha costruito, magari con i risparmi di una vita, il capannone l'abbia fatto con materiali scadenti? Cioè l'abbia fatto sapendo di buttare nel cesso i suoi risparmi? E la stessa cosa vale anche nel caso in cui lo abbia solo acquistato.
Un po' di buon senso per favore.
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# Franco_PD 2012-06-14 21:13
Via, a L'Aquila un magistrato ha addirittura proceduto ad incriminazioni per non aver previsto il terremoto... All'opposto se qualcuno lo avesse fatto e poi lo stesso non si fosse verificato sarebbe partita l'accusa di "procurato allarme".
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# Pierpaolo 2012-06-14 15:02
Solo un idiota può pensare che la Germania si accollerà i debiti italiani.
Ne ha già di propri e per pagarseli suda.
Monti crede di rimediare con l'IMU. Il modulo è predisposto per indicarvi l'anno, come se dovesse venire pagata anche negli anni a venire. Pagheranno quelli che sopravviveranno alla crisi, per il resto Equitalia si ritroverà in mano la proprietà di un sacco di immobili che non riuscirà a vendere.
Che Monti fallisca è inevitabile e quindi tanto prima lascia tanto meno danni fa.
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# madmax 2012-06-14 15:15
Ma Monti è stato messo lì perchè gli schiavi garantissero per le banche... e fra poco a noi schiavi verrà presentato il conto di 30.000 euro a testa che ognuno di noi 'deve' agli usurai internazionali... Napolitano sta semplicemente dalla parte del più forte... lo fa dal 1956... è il suo epitaffio: 'Il Napolitano (,) da sempre dalla parte del più fortè... c'è solo da decidere per quella virgola...
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# ALMATA 2012-06-14 16:07
La abbraccerei...
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# lettera41 2012-06-14 16:13
800 miliardi di euro all'anno sono 91 milioni di euro all'ora, 1 milione e mezzo al minuto.
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# codino 2012-06-15 08:23
Citazione lettera41:
800 miliardi di euro all'anno sono 91 milioni di euro all'ora, 1 milione e mezzo al minuto

Il direttore ha detto di quanto AUMENTA al minuto il debito pubblico, non a quanto ammonta (cosa per la quale, tra l'altro, non avrebbe senso fare un calcolo in funzione del tempo...). Prima di fare i saputelli cercate di capire...
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# goligo 2012-06-14 16:27
Saremo sempre un povero Paese.
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# lettera41 2012-06-14 16:42
Questo devastante articolo del Direttore dovrebbe essere letto in prima serata al TG1, che invece continua a propinarci le solite cazzate e napolitanate.
Speriamo che la Croazia ci sbatta fuori dall’Europeo, cosicché all’italiota non rimanga nemmeno la soddisfazione calcistica.
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# lettera41 2012-06-14 16:46
QUOTE “... 45 miliardi annui che vanno nel Mezzogiorno e si perdono in sprechi e corruzione senza alcun vantaggio generale per il popolo del Sud”
UNQUOTE
Questo però, Direttore, non è vero: milioni di terroni campano anche troppo bene con i 45 miliardi che arrivano dal Nord.
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# stefano.mc 2012-06-14 23:17
E milioni di polentoni campano ancora meglio con i 45 miliardi che dal sud tornano al nord. Con i 45 miliardi che i terroni mettono nelle banche (del nord), spendono nei supermercati (del nord) per comprare prodotti fabbricati in aziende (del nord), per guardare TV e pubblicità (del nord), per leggere giornali (del nord) per pagare bollette alle Telecom (del nord) all'eni italgas (del nord), per comprare automobili (del nord), per leggere riviste online (del nord)...
Tutto ciò che il nord dà al sud esce dalla porta e rientra dalla finestra. Non è un regalo nè un'elemosina, è semplicemente una TRUFFA studiata a tavolino e messa in pratica da almeno 150 anni. Perciò smettetela con questa storiella del nord che mantiene il sud, perchè è una cretinata da beoti leghisti a cui solo i suddetti continuano a credere.
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# EdoardoCas 2012-06-15 22:55
Quindi il nord produce e il sud consuma? (Come dici tu). Non è né un regalo nè un'elemosina. È parassitismo
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# ramux 2012-06-16 08:47
Bravo stefano.mc: al mio paesello su quattro banche, tre sono del nord, che è quanto dire. E potrei continuare. E' semplicemente una partita di giro.
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# lettera41 2012-06-16 11:08
Scusate non ci arrivo. Il padano paga ogni anno almeno 45 miliardi al fratello del Sud falso invalido, consigliere siciliano, forestale calabrese, ecc... il quale compra la pasta Barilla, prodotta in Padania e quindi i soldi (in parte) tornano su.
Si’ ma la pasta se la magna il fratello del Sud, non facendo un ca... per guadagnarsela. Poteva mangiarsela il padano.
Scusate e’ un mio limite, la logica meridionale non la capisco.
Pero’ pago. Tanto, troppo. E mi sono rotto i co... .
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# stefano.mc 2012-06-16 22:21
Suvvia è una logica da sussidiario di prima elementare: se il fratello del sud non magna la pasta, succede poi che muore di fame. E poi succede che a dare i soldi al padano Barilla non sarà più il polentone e il terrone, ma il polentone e basta. Siccome il signor Barilla non è così fesso da rinunciare a metà del suo fatturato, questi discorsi da logica micragnosa neanderthaliana non li prende proprio in considerazione. Anzi è felicissimo del prosperare di casse del mezzoggiorno e finanziamenti assortiti, da cui sa di certo di potreci azzuppare qualcosa.
Veda caro amico, anche io mi sono rotto i co... perchè pago tanto, e tanto più di te, per avere molto meno di te. Pago prima le tasse all'Equitalia dello Stato italiano, poi pago altre tasse sottoforma di pizzo alla mafia, lo Stato parallelo dal quale lo Stato (presunto vero) dovrebbe difendermi. E come equa ricompensa mi ritrovo in una specie di terzo mondo, con la disoccupazione al 50%, con famiglie decimate dall'emigrazione, clientelismo e incompetenza di quelli che restano per tirare a campare, ospedali fatiscenti, scuole cadenti, strade e ferrovie che se tutto va bene si fermano a Napoli, monnezza e abbandono dappertutto...
Però io le pago lo stesso le tasse, sennò poi mi dicono che sono un mantenuto, che sono un parassita, che sono un piagnone...
Mi sa proprio invece che sono solo un fesso, molto più fesso di te.
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# EdoardoCas 2012-06-17 23:06
Ciao, ci parleresti un po' di come funziona il pizzo dalle tue parti?
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# EdoardoCas 2012-06-17 23:25
Sì, sì Stefano, è come dici tu. Sicuramente la Barilla farà metà del suo fatturato al sud (ma quanto magnate?). Non esiste mercato estero. L'economia del nord di regge su quello che magnate voi, pizza e pasta. Pomodoro, basilico e sale. Grazie fratello sudista della tua erudita spiegazione su come gira l'economia. Il nord fa la pasta, voi la magnate ed è tutto qui. Poi vi fate un amaro per digerire e l'economia vola!
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# giannizzero 2012-06-19 16:11
Quella di Stefano è un'equazione in effetti del tutto puerile. E in generale, la proliferazione delle tesi borboniche e neoborboniche sembra dar corpo a dei vaneggiamenti frutto più di orgoglio ferito che non di fatti inoppugnabili, con tutto il rispetto. Le argomentazioni suddette hanno qualche assonanza con le scusanti accampate dai sionisti.
Se il Sud ha il "gas" e il fegato di andarsene per conto suo, lo farebbe. Come ha fatto la Slovacchia (parte debole nel sistema cecoslovacco), come vuol fare la Scozia, come vorrebbe fare la Catalogna. Ma non lo fa, sta attaccato alla mucca come un manzo troppo cresciuto.
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# EdoardoCas 2012-06-18 17:42
Forse in prima elementare ci dovresti tornare seriamente. Affermare che la Barilla faccia metà del suo fatturato al Sud è proprio una cazz... colossale.
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# ramuxara 2012-06-15 10:00
E che spendono per far lavorare quelli del nord.
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# lettera41 2012-06-16 11:05
... quindi voi spendete e noi lavoriamo.
E' proprio questo il problema.
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# ramuxara 2012-06-15 10:13
X lettera41: Catania, città di precari.
CGIL: oltre 250 mila le persone che non hanno un lavoro stabile, è il dato più alto d'Italia. "Tra call center, grande distribuzione che vessa i dipendenti e giovani laureati a spasso è una realtà tra le più difficili nel Paese". Da La Sicilia
Ecco come stanno i meridionali, lettera41.
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# giannizzero 2012-06-15 10:28
Vorremmo pregare il buzzurro che si nasconde dietro a "lettera 41" di smetterla di insozzare il sito di Effedieffe con l'epiteto di "terrone", che spesso gli spunta in bocca assieme ad altri fiorellini verbali cafoneggianti. La causa del Nord Italia non progredisce con questi atteggiamenti alla Umberto Bossi. I nostri amici meridionali d'Italia, se sono in questo sito, vuol dire che sono persone PERBENE. Possono essere al limite anche essere minoranza nella loro società, ma questo non significa che si debba insultarli in questa sede. Anzi, a maggior ragione, vanno apprezzati e incitati al cambiamento civile senza gettar loro fondi di acidità di stomaco da provinciale padano.
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# jacobeo 2012-06-14 17:25
Non solo spesso i ricorsi si vincono, ma uno deve pure subire la beffa della compensazione delle spese di giustizia: cioè tu dimostri che avevi ragione, ma i giudici tributari (che sono onorari e non togati - pensate che può far parte del collegio anche un perito agrario, con tutto il rispetto per il perito) non condannano l'AE o il concessionario per la riscossione, a pagarti le spese dell'avvocato; no, quelle te le devi pure pagare tu perchè con questa "compensazione" ognuno si paga le proprie spese!
semplicemente assurdo.
la mia fonte è l'esperienza diretta: faccio l'avvocato.
J
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# ramuxara 2012-06-15 10:02
Ci fosse solo quella assurda, qui è tutto il sistema che è assurdo.
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# Centuri 2012-06-14 18:31
Si annientano i comuni cittadini per salvare le caste, tutte le caste.
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# ropegara 2012-06-14 18:37
La UE è una costruzione ideologica, che una oligarchia finanziaria apolide ha imposto ai popoli. Pensare che una unione costituita da decine di Paesi con sistemi socio economici del tutto squilibrati tra loro, potesse essere governata da una sola moneta, è stata la follia del secolo.
Purtroppo l'oligarchia non vuole ammettere il fallimento del tragico esperimento, e quindi dobbiamo aspettarci che non ci sarà alcun intervento almeno fino alla caduta del castello di carte.
Ci aspetta un futuro difficile e pieno di incognite, ma spero si possa recuperare una sovranità ceduta senza alcuna plausibile ragione, se non quella di essere ostaggi di entità sovranazionali, a cui si sono prostrati senza vergogna parlamenti e capi di Stato, colpiti da una irrefrenabile vocazione al servaggio.
Fuori da QUESTA Europa e dai soloni che la sponsorizzano, per interessi estranei alla stragrande maggioranza dei cittadini.
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# Maraffio 2012-06-14 19:41
Direttore, il tuo articolo è di una chiarezza assoluta.
Per il SISTRI confermo tutto quello che ha citato il Presidente della Confartigianato ; il sottoscritto lavora in una Cooperativa, proprio lì una mia capa si è arrabattata con la chiavetta del SISTRI in dotazione, visto che non funzionava proprio per niente, neppure con gli aggiornamenti on-line con il mio aiuto - ma pensi direttore... ho notizie che anche agli altri la chiavetta SISTRI non funzionava, incredibile.
Solo dopo un anno e dopo innumerevoli rinvii della data di inizio del SISTRI la situazione si è risolta, MA (e ripeto MA!) adesso che tutto è pronto non si sa qual è la data di inizio operativo del sistema!

La burocrazia criminal-italiota non si preoccupa di fornire un servizio degno di questo nome seppure è stomachevolment e tignosa nell'imporre degli obblighi d'ufficio sulla schiena di chi non ha tempo da perdere...
Che vergogna!
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# Germano Raffaele 2012-06-14 21:00
Non capisco nulla di economia, ma mi ha fatto drizzare le orecchie l'ideona bocconiana di oggi: "Venderemo le partecipate statali IN ATTIVO!".
1- Si vede che nel marasma generale c'è qualcosa di cui lo Stato ha una quota che ancora funziona
2- Che fare? Vendere, of course!
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# Pietro G 2012-06-14 21:00
Ho paura che l'uscita dall'euro non risolverà nulla. I problemi che si porta dietro l'Italia sono causati dall'euro solo in minima parte. L'euro ha fatto da amplificatore ad una situazione che era già presente molto prima, come la curva temporale e l'ammontare del debito pubblico testimoniano. Il Direttore fa giustamente notare come in questo Paese sia di fatto impossibile avere la spesa pubblica sotto controllo. Non ci sono riusciti i governi di destra e di sinistra e non ci riesce neanche il governo tecnico. Il clientelismo, la mafia e la corruzione generalizzata stanno affondando il Paese, e solo pochi se ne rendono conto. Il ripristino della sovranità dopo l'abbandono dell'euro non ci servirà a nulla. Le cose urgenti da fare, a partire dall'abbandono delle missioni militari all'estero, sarebbero moltissime. Il problema è che il sistema politico rappresentativo attuale è arrivato al capolinea e non produce più niente se non la continuazione dello status quo. Forse è ora di pensare ad un govero autoritario,... o a una rivoluzione.
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# Franco_PD 2012-06-14 21:11
Una doverosa correzione ad una inesattezza di Blondet. Come: "Certe scuole elementari hanno 3 maestre per classe". Venga qui a Padova ad esempio e scoprirà che nella scuola elementare qui vicino le classi di maestri ne hanno addirittura 6 (SEI)! Non ci credevo finché non sono andato a verificarlo di persona.
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# Andrea V. 2012-06-14 21:21
Questo Paese è irriformabile, il problema è che se non ci pensa la gente ci pensa la storia a fare le riforme.
Effetti collaterali, quando la storia farà le riforme significa che anche l'economia del nord sarà devastata.

P.S.: Direttore, lo sa benissimo che non siamo una comunità di destino
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# ware 2012-06-14 21:44
Complimenti per l'analisi lucida e precisa!
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# cgdv 2012-06-14 21:50
Caro Blondet la sostanza dell'articolo è totalmente condivisibile, ma penso che non si possa rimediare ad un paio di lustri di malaffare politico, quindi ai suoi effetti, nei tempi necessari. Occorrerebbe quindi un governo nazionale, avveduto, onesto e coraggioso per tirarci fuori dal pantano in qualsiasi modo e con la massima decisione, costi quel che costi. Questa considerazione non ha comunque nulla a che vedere con la natura predatoria, l'arroganza e l'indifferenza apolide di questo governo imposto dai "veri" poteri forti, allo scopo di garantirsi quantomeno il pagamento degli interessi sul debito. Detto questo, mi indigna fortemente il pensiero e l'evidenza che si possa distruggere il tessuto e la sovranità di una nazione, per trasferire senza tregua ed in modo menzognero alla speculazione le sue risorse. Questo, da parte di un manipolo di individui disposti a tutto, pur di salvaguardare la propria posizione sociale obbedendo agli ordini ricevuti. Infatti, costoro sanno benissimo quello che stanno facendo e la domanda più attuale dovrebbe proprio essere, per i cosiddetti tecnici, cosa glielo fa fare, visto che si sa chi glielo fa fare.
Giuliano
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# ramuxara 2012-06-15 10:14
La paura o cos'altro?
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# ware 2012-06-14 21:53
Solo una precisazione... dagli articoli che ho letto su internet Passera sta cercando 100 miliardi di euro e non 100 milioni...
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# Catone 2012-06-14 22:00
Blondet, mi spieghi, ma per lei cosa significa "riformare il settore pubblico"? Buttare un milione di poveracci sulla strade e ridurre alla fame le loro famiglie?
In tal caso, mi perdoni, assolutamente non sono con lei.
E le nsotre buste paga non sono affatto "sempre più grasse": gli stipendi sono fermi da anni e gli emolumenti aggiuntivi sono tagliati continuamente. Sono davvero preoccuapto per ciò che ci attende in futuro...
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# mauro73 2012-06-14 22:23
Purtroppo tutto vero!
Mauro
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# CESCO 2012-06-14 22:39
Satana!
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# geppino 2012-06-14 22:41
Sì, ma quale politico italiano ha il coraggio di staccare la spina all'Europa...?
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# Marco2012 2012-06-15 07:45
Per Napolitano mi verrebbero veramente parole dissacranti.
Mi limito a dire soltanto che è un ex del PCI - non in senso dispregiativo, sia chiaro -, solo con l'intento di far presente che ha avuto il coraggio di andare ai funerali di Berlinguer (assieme ad altri bell'imbusti sedicenti PCI, esempio D’Alema) e poi perseguire una politica così nefasta per il popolo italiano.
Poveraccio, non c'è più nulla di coerente in quest'uomo, gli resta solo l'ultima spiaggia, ovvero quella di sparire dalla circolazione prima possibile, questo, sì, sarebbe veramente "auspicabile".
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# amsicora 2012-06-16 14:32
Era il comunista più amato... ma a Londra e a Washington...
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# codino 2012-06-15 08:26
Speriamo che la Germania ci costringa a "rigare dritti"... ma visto che non ci sono riusciti con i Panzer, dubito ci possano riuscire adesso...
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# LUMASI 2012-06-15 09:24
L'Italia una Comunità di Destino, non lo è stata e non lo sarà mai, questo Paese che vorremmo unito, è stato costruito da poteri feroci: una dinastia con ambizioni pari alla sua cilatroneria, la meno italica fra tutte, tra l'altro parlavano pure francese, uno Stato militarista, straindebitato con l'usura internazionale internazionale. Le superpotenze per i loro giochi strategici, le massonerie; se esisteva un minimo di sentimento è stato solo strumentalizzat o e gabbato. Fra un calabrese ed un piemontese non c'era nulla che li accomunasse, 150 anni fa come oggi, come non c'era nulla che accomunasse un veneto ad un piemontese; nella battaglia di Lissa i marinai veneti furono ben lieti di suonarle alla Marina italiana che veniva a liberarli.Per quanto mi sforzi non riesco a trovare nulla che ci accomuni, non riesco ad infiammarmi per la nazionale di calcio; se poi Il presidente della repubbica va negli spogliatoi come a suo tempo la ministra Melandri, allora davvero non vedo rimedio. Niente da fare! Questo non è stato un matrimonio, questo Stato è frutto di uno stupro, l'amore potrebbe sanare anche le violenze subìte ma in giro si vedono solo ipocrisie. L'unica cosa che ci tiene insieme è sempre e solo quel potere feroce che non ci ha uniti ma solo assoggettati. Smettiamola allora di beccarci come i polli di Renzo fra Nordisti e Sudisti, perchè in una cosa sicuramente siamo accomunati: l'abbiamo presa tutti in quel posto!
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# ramux 2012-06-16 09:06
Bravo lumasi, approvo: si è trattato di uno stupro e ancora ne paghiamo le conseguenze.Giacinto De Sivo, Carlo Alianello, e di questi tempi Angela Pellicciari, hanno descritto bene gli effetti nefasti di quest'atto osceno.
Saluti a lettera41 il polentone, senza malizia però.
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# ramuxara 2012-06-15 09:34
Il referendum gli riduce l’indennità, la casta sarda se la riaumenta.
30 miliardi in 3 anni dai tagli ai ministeri: sogni “spending review” del governo.
Altro che 200 miliardi!
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# giannizzero 2012-06-15 09:39
Articolo impietoso e sacrosanto.
D'altra parte, che farebbero la maggior parte di questi stataloni parassitari se non fossero - appunto - degli statali? Che altro lavoro potrebbero fare? Niente. Non hanno professionalità spendibile. Perlomeno un 70% dell'intera categoria. Che potrebbero svolgere di alternativo i "ministeriali" del Quirinale, per esempio? Una beata fava. Che potrebbe fare, per fornire un altro di esempio, l'ambasciatore un-metro-e-sessanta di morbidezza, eterea spocchia e pessimo inglese che mi ritrovo nella mia "circoscrizione"? Ma neanche l'addetto export in una dittarella di pompe idrauliche della Brianza! Lo caccerebbero fuori per manifesta incapacità e asocialità. E questo pirla è uno che si colloca sui 30 mila euro netti al mese, più "residenza" e una serie di rimborsi e indennità da qui non facilmente quantificabili. E non scordiamoci le possibili mazzette per gente che comunque ha un budget di qualche milione di euro da gestire (senza responsabilità particolari)...
Siamo una nazione decotta e in preda ai fumi di una deriva oppiacea che solo un disastro può scrollarci di dosso

Un mio amico mi scrive. E' seccatissimo che l'Agenzia delle Entrate lo abbia convocato nella sua Sicilia per
"verifiche". Si lamenta di "questo schifo di Paese". Io ricordo che la sua povera mamma, "a Lady of private means" come dicono in UK, cioè una nobildonna benestante, avesse vissuto per anni godendo, n aggiunta ai propri mezzi, di una pensione governativa di invalidità totale con accompagnamento , laddove la nobildonna era perfettamente autosufficiente fino a tarda età.
Siamo ridotti così.
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# angelo64 2012-06-16 18:53
Citazione giannizzero:
Articolo impietoso e sacrosanto.
D'altra parte, che farebbero la maggior parte di questi stataloni parassitari se non fossero - appunto - degli statali? Che altro lavoro potrebbero fare? Niente. Non hanno professionalità spendibile. Perlomeno un 70% dell'intera categoria. Che potrebbero svolgere di alternativo i "ministeriali" del Quirinale, per esempio? Una beata fava. Che potrebbe fare, per fornire un altro di esempio, l'ambasciatore un-metro-e-sessanta di morbidezza, eterea spocchia e pessimo inglese che mi ritrovo nella mia "circoscrizione"? Ma neanche l'addetto export in una dittarella di pompe idrauliche della Brianza! Lo caccerebbero fuori per manifesta incapacità e asocialità. E questo pirla è uno che si colloca sui 30 mila euro netti al mese, più "residenza" e una serie di rimborsi e indennità da qui non facilmente quantificabili. E non scordiamoci le possibili mazzette per gente che comunque ha un budget di qualche milione di euro da gestire (senza responsabilità particolari)...
Siamo una nazione decotta e in preda ai fumi di una deriva oppiacea che solo un disastro può scrollarci di dosso

Un mio amico mi scrive. E' seccatissimo che l'Agenzia delle Entrate lo abbia convocato nella sua Sicilia per
"verifiche". Si lamenta di "questo schifo di Paese". Io ricordo che la sua povera mamma, "a Lady of private means" come dicono in UK, cioè una nobildonna benestante, avesse vissuto per anni godendo, n aggiunta ai propri mezzi, di una pensione governativa di invalidità totale con accompagnamento , laddove la nobildonna era perfettamente autosufficiente fino a tarda età.
Siamo ridotti così.


Ma mi scusi, come fa a d essere amico di una simile schifezza?
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# ramuxara 2012-06-15 09:57
Guardate ciò che succede in Sicilia, dal "Giornale di Sicilia":
La Regione ha già finito i soldi destinati a pagare la cassa integrazione nel 2012 ai lavoratori che hanno perso il posto. Di più, l’INPS ha già erogato anticipazioni a questi lavoratori che provocheranno un buco nelle casse. pubbliche già quantificato in almeno una trentina di milioni. Mentre a Roma è esploso il caso esodati, in Sicilia è già emergenza cassintegrati: il rischio è che la Regione sia costretta a fermare, da luglio, l’erogazione degli assegni (in tutto o in parte).
E questo ad oggi, mancano ancora 6 mesi alla fine dell'anno!
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# milvus 2012-06-15 10:06
Tattica militare stile mussoliniano: indebolire il nemico.
Gene italico: non lavorare, ma governare tutti sempre uniti.
Gene germanico: lavorare e governare la Germanie unite.
Vorrà dire vi sarà un impasto genetico nuovo.
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# ramuxara 2012-06-15 10:30
L'assurdo,se così si può dire, è che gli 8mila di Bankitalia sono a carico nostro.
Alcuni anni fa Raffaele Costa del PLI scrisse in un libro che non si sapeva (anno 2000 credo) lo stipendio dei vertici di cui sopra, compresa la buonuscita. Ma non sono loro che stampano le banconote? Assurdo!
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# ramuxara 2012-06-15 10:32
Ca... se fosse vero!
Dal Corsera: Sondaggi: ora Grillo è quasi il primo partito
POLITICA I dati Swd: il M5S al 21% dietro il Pd (24%). Cala
il consenso per Mario Monti.

Ma non è che saranno fagocitati anche loro? Teniamoci forte.
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# Ferdinando 2012-06-15 10:55
Come ex dipendente pubblico, mi sono licenziato, non concordo con quanto scritto da Blondet.
Anzitutto tra i dipendenti pubblici si deve fare dei sacrosanti distinguo: i lavoratori e i dirigenti.
La figura del dirigente, del segretario comunale, ecc., ecc., sono figure lautamente remunerate e che producono poco o niente, questo è il mio parere, personalmente le ritengo completamente inutili. Queste figure, super remunerate, che vengono scelte dai politici. per cui si comprende come, incidano in modo particolare sulla spesa totale dei dipendenti pubblici.
Inoltre ricordo che tra queste voci di spesa risultano i portavoce dei vari sindaci, questi eletti del popolo non sanno neppure parlare, hanno bisogno del sostegno di qualcuno, basta vedere cosa spende il sindaco di Torino per i suoi portavoce, e questi cosa relamente fanno?
Inoltre chi ha complicato in maniera incredibile la burocrazia non sono stati i lavoratori pubblici ma i politici incapaci che ci ritroviamo.
Saluti Ferdinando
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# ramuxara 2012-06-15 11:09
Direttore, la valanga di suggerimenti arrivati a Giarda per come evitare gli sprechi, che fine hanno fatto?
E' stato tutto tacitato, non se ne parla più, eppure la gente aveva invitato dove c'era da disboscare. Eccome. Come al solito la montagna ha partorito il topolino: appena 4-5 mld di euro.
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# Luigi 2012-06-15 11:31
Da Luigi Copertino
15 giugno 2012

L'intelligenza che serve all'Europa, le riforme necessarie

Solidarietà e interesse Immagine pagina
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​Non capire il legame tra solidarietà e interesse individuale è soprattutto una questione di scarsa intelligenza oltre che di mancato slancio di generosità. Se l’Unione Europea ha un rapporto tra debito e PIL aggregato al di sotto del 90% e vive una terribile crisi finanziaria, mentre un Paese come il Giappone ha un rapporto debito/PIL del 239% e nessuna crisi finanziaria, il problema è l’inettitudine dell’Unione Europea e la sua incapacità di gestire il rapporto con una finanza internazionale fuori controllo.

Una finanza che ha interesse a creare crisi e volatilità perché è su quello che può realizzare i migliori guadagni. Le istituzioni però, non dimentichiamolo mai, hanno un vantaggio decisivo sulla speculazione, quello di poter scrivere le regole. Perdono la partita solo quando decidono di non sfruttare questo vantaggio. Per semplificare all’estremo nella giungla delle proposte e delle iniziative da cui siamo inondati in questi giorni basterebbe semplicemente dare alla BCE il potere di acquistare direttamente titoli pubblici (anche soltanto sul secondario per difendere un livello di spread ragionevolmente basato sui fondamentali) in cambio di cessione di sovranità fiscale degli Stati. A questo punto penso tutti (anche i cosiddetti Paesi forti dell’area euro) abbiano capito, anche se in ritardo e con fatica, i costi e i rischi dell’implosione della moneta unica. Basta guardare ai saldi del sistema dei pagamenti Target 2 dove la Germania vanta crediti per 673 miliardi di euro verso gli altri Paesi dell’eurozona per capire quale disastro sarebbe il collasso della moneta unica. Purtroppo questo non basta perché, se tutti pensano che sarebbe meglio arrivare ad un accordo, il difficile è mettersi d’accordo sui dettagli (che in concreto determinano costi e benefici di ciascuno Stato membro). Ci vorrebbe un sussulto di fiducia e di solidarietà, quella capacità di andare oltre il calcolo ragionieristico e miope dei propri vantaggi e svantaggi di breve periodo calcolati peraltro sulla base dell’ipotesi che la tempesta non possa mai accadere.

È su questi argomenti che Mario Monti sta cercando di convincere i maggiori partner dell’Unione, al punto di cancellare un viaggio in America Latina per incontrare il premier francese François Hollande in vista del Consiglio Europeo del 28 giugno. I due leader hanno provato ieri a concordare una linea comune nel tentativo di convincere Merkel sulla necessità di un pacchetto di misure veramente decisivo agli occhi dei mercati. Argomenti cruciali, in questo senso, sono l’introduzione di una vigilanza e un’assicurazion e dei depositi bancari a livello europeo; la messa in comune dei debiti, ad esempio attraverso l’European Redemption Pact, delineato tra l’altro da un istituto di studi tedesco; la libertà di azione della BCE sul mercato secondario dei Titoli di Stato, che dovrebbero poter essere acquistati direttamente, e non surrettiziament e attraverso la capitalizzazion e delle banche. In cambio di questo, a Berlino verrebbe garantito il necessario passaggio a una disciplina fiscale comune. Sul primo punto sembra esserci una timida apertura, ma sui due seguenti la cancelliera tedesca non pare voler cedere. Ma se Francia e Italia non riusciranno a convincere la Germania anche sul resto, e il vertice di ieri è servito proprio a rafforzare il fonte comune, è difficile immaginare vie d’uscita alla crisi europea.
Leonardo Becchetti

Da Avvenire
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# amsicora 2012-06-15 13:01
Post scriptum
Monti sta facendo tutto questo disastro deliberatamente , perché l'obiettivo palese dei tecnocrati è quello di mettere in ginocchio i Paesi europei e costringere i popoli a cedere sovranità ad una entità tecnica! (L'hanno detto espressamente i vari Padoa Schioppa, Prodi, Monti, 3monti...).
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# Luigi 2012-06-15 13:19
Invece di prendersela con i dipendenti pubblici, che sono vittime quanto tutti gli altri (oggi, oltretutto, a rischio del posto di lavoro, come in Grecia ed Inghilterra) e non certo responsabili della crisi voluta dalla finanza globale, perchè non puntare l'indice sui veri colpevoli? Forse può essere utile, in proposito, leggere questo bel contributo.
Saluti.

Luigi Copertino

Monti svende l’Italia per tutelere gli interessi delle banche d’affari e delle multinazionali

di Massimo Ragnedda

L’avevamo detto sin da subito: Monti tutelerà gli interessi di chi l’ha voluto al governo di uno Stato, ovvero le banche d’affari e le multinazionali. È un dato di fatto ed è inutile prenderci in giro o far finta di non vedere. Monti è l’uomo delle banche, membro della Trilaterale, del gruppo Bildeberg, proviene dalla Goldman Sachs, presidente di Università privata che sforna manager per multinazionali, il figlio lavora alla Morgan & Stanley con la quale lo Stato italiano lo scorso 3 gennaio ha negoziato la chiusura di un contratto di strumenti finanziari derivati pari a 2.567 milioni di euro, più o meno i soldi risparmiati, per il 2012 dalla riforma delle pensioni.

Questo punto merita di essere spiegato meglio: la riforma delle pensioni, ovvero obbligare le persone a lavorare 5 anni in più, ha fruttato all’erario, nel 2012, circa 3 miliardi di euro, più o meno la somma data ad una banca d’affari dove lavora il figlio del primo ministro. Certo quei soldi erano dovuti, ma si potevano rateizzare e soprattutto si poteva dare la precedenza a tutte le piccole e medie imprese italiane che vantano crediti con l’erario. Invece al primo posto ci sono le banche, così giusto per ricordare con chi abbiamo a che fare. Insomma cose dette e ridette. Io, ed altri commentatori molto più autorevoli di me, scrivevamo già a novembre: il compito di Monti sarà quello di tartassare i cittadini e poi privatizzare i gioielli di famiglia.

Lo dico in maniera brutale: il compito di Monti era ed è quello di svendere i beni immobiliari, di privatizzare i servizi sociali, aumentare l’età pensionabile, ridurre i diritti dei lavoratori, privatizzare le aziende di Stato e sostituire il pubblico con il privato facendo arricchire i pochi ed impoverendo i più. Insomma, per essere ancora più espliciti: Monti è stato nominato con un golpe finanziario per svendere l’Italia e saccheggiare le sue ricchezze. E ci sta riuscendo. Così in questi giorni, da Berlino dove ha ricevuto il premio “Responsible Leadership Award”, ha annunciato: “Stiamo preparando la cessione di una quota dell’attivo del settore pubblico, sia immobiliare che mobiliare, anche del settore locale”. È il vecchio gioco del debito e della privatizzazione , dello strozzino che costringe l’indebitato e svendere tutto. Già nel XVIII secolo John Adams (1735-1826) sosteneva: “Ci sono due modi per conquistare e schiavizzare una nazione. Una è con la spada, l’altra è con i debiti”.

Monti è stato nominato dagli strozzini dello Stato italiano, le banche d’affari, per (s)vendere il patrimonio immobiliare, privatizzare i servizi e (s)vendere le aziende attive. E ci sta riuscendo con la complicità della sua eterogenea maggioranza e dei principali media italiani, in particolare RCS (in passato è stato nel consiglio di amministrazione della Rizzoli), De Benedetti (è stato nel CdA della Aedes controllata ora da De Benedetti) e il gruppo Telecom-La 7 (Bernabè, amministratore delegato di Telecom ha partecipato sia nel 2012 e sia nel 2011 assieme a Mario Monti alla riunione del gruppo Bildeberg, gruppo del quale fa parte anche la Bonino e da qui l’appoggio di La 7 e di Lilli Gruber in particolare, anche lei presente nel 2012, alla candidatura della Bonino come presidente della Repubblica nel 2013).

Venderà dunque: ma a chi? Chi potrà permettersi di acquistare i beni? Elementare Watson: chi, se non chi ha i soldi o vanta crediti nei confronti dell’erario, ovvero le banche? Il gioco è molto semplice: si fa indebitare lo Stato, concedendo prestiti che si sa non può permettersi di onorare, dopodiché si chiede ai cittadini di pagare con l’introduzione di nuove tasse (vedi IMU) o aumentando l’età pensionabile (vedi riforma Fornero); poi quando il Paese è alla disperazione ed altre tasse sono impensabili si svende il patrimonio immobiliare e poi, alla fine, si svendono le aziende di Stato (quelle produttive, si intende, in particolare ENI e ENEL e non è un caso che entrambi gli amministratori delegati abbiano partecipato al meeting del gruppo Bildeberg). Monti fa il loro gioco: svende. D’altronde è stato nominato per questo. Non deve rispondere agli elettori che mai si sono pronunciati, ma alle banche. Comunque svendere non basterà. Si parla già, tra le altre cose, di introdurre il ticket sui ricoveri: da 10 a 100 euro. Il primo passo verso la privatizzazione della Sanità. E sarà un crescendo: meno diritti, meno servizi sociali, più povertà e disuguaglianza sociale.

E se non ce la dovesse fare neanche così? Beh allora l’Italia chiederà prestiti al Fondo "Salva Stati". Come ha fatto la Spagna in questi giorni, dove le banche, dopo aver eseguito azioni di recupero su 320.000 famiglie togliendo loro, senza tanta eleganza, la casa e lasciandoli in strada, hanno ottenuto un prestito. 100 miliardi di euro (una cifra mostruosa) dati alle banche senza che le banche restituiscano le case agli spagnoli. Cittadini scippati due volte. Ma da dove arrivano questi soldi e come li ripagheranno? I soldi arrivano dal Fondo Salva Stati dove sinora l’Italia ha messo 48,2 miliardi di euro (provenienti dalle nostre tasche) e dovrà versare altre tre rate entro la metà del 2014. In altri termini noi ci indebitiamo per aiutare gli altri, ma così facendo, come in un grande gioco perverso, anche noi avremo bisogno di aiuti e questo esporrà gli altri Stati e così via. Parliamo di numeri: secondo i dati forniti lo scorso 31 maggio dalla Banca d’Italia, nel 2011 sono stati erogati prestiti per 110 miliardi di cui 74,9 da parte di Paesi (compresa l’Italia) e istituzioni finanziarie europee e 35,1 da parte del Fondo Monetario Internazionale: per la precisione 41,5 a favore della Grecia, 34,5 a all’Irlanda e 34 al Portogallo. Nel 2012 il prestito sarà ancora maggiore, visti i 100 miliardi dati alle banche spagnole.

Come ripagheremo? Semplice: svendendo i gioielli di Stato e privatizzando i servizi sociali, dalla Sanità all'Istruzione.

Nel frattempo, mentre gli Stati si indebitano, la finanza internazionale fa affari d’oro. Tra i tanti, cito solo un caso: lo scorso 15 maggio, un solo investitore, tale Kenneth Dart, ha incassato 400 milioni (più o meno lo stipendio mensile di circa 400mila operai) dalla Grecia, ovvero uno Stato che non ha più soldi per pagare gli stipendi. Uno Stato dove, secondo l'Unicef, ci sono 400mila bambini sottonutriti. C’è da aggiungere che quei soldi, manco a dirlo, sono esentasse, perché l’investitore è un esiliato fiscale dagli Stati Uniti alle Cayman. La legge internazionale, che tutela gli strozzini e non gli strozzati, glielo permette. Così, morale della favola, mentre il signor Kenneth Dart se ne sta nel suo yacht da 70 metri senza pagare tasse, gli Stati, governati da persone che provengono da quel mondo, si indebitano con loro e per onorare i debiti e pagare i loro yacht introducono l’IMU, privatizzano beni e servizi, ci mandano in pensione 5 anni dopo e, come nel caso degli esodati, lasciano senza stipendio e pensione centinaia di migliaia di persone. Ora chiediamoci: di chi fa gli interessi, professor Monti: di persone come Kenneth Dart o dei 390 mila esodati senza stipendio e pensione? Delle banche o dei cittadini?
14 giugno 2012

da Tiscali
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# amsicora 2012-06-16 14:33
"i dipendenti pubblici, che sono vittime quanto tutti gli altri (oggi, oltretutto, a rischio del posto di lavoro"

Oggi è il 16 giugno, non il primo aprile!
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# aloisius 2012-06-15 13:42
Citazione ropegara:
Fuori da QUESTA Europa e dai soloni che la sponsorizzano, per interessi estranei alla stragrande maggioranza dei cittadini


Bravo, questo è il primo passo. Il secondo suona così: fuori la casta italiota, serva dei soloni, in più incapace, corrotta e ignorante.
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# struki 2012-06-15 14:23
Speriamo che almeno il nord si agganci all'Europa, ne avrebbe tutte le carte in regola e forse si arresterebbe la meridionalizazz ione.
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# ramux 2012-06-16 09:16
Illuso. Hai buttato a mare il Trattato di Schengen.
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# steveds 2012-06-15 15:11
Forse il Padreterno ci ha levato di torno solo Padoa Schioppa sperando che il resto del lavoro lo facessimo noi...
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# aloisius 2012-06-15 15:21
Tanto per gradire il ministro delle Finanze tedesco Schaeuble ha premiato Monti nel corso della sua ultima visita in Germania per avere "salvato" l'Italia, o giù di lì.
E' agghiacciante leggere la stampa nazionale odierna e confrontarla con quella estera. Qui un Passera (!) continua a blaterare su cosa bisognerebbe fare per stimolare la crescita, forse con lo stesso sistema con cui ha salvato l'Alitalia?
Comunque non c'è un rigo che sia uno, che parli delle fibrillazioni e delle forti preoccupazioni che desta la situazione europea attuale.
"Der Spiegel" ma anche la "Sueddeutsche Zeitung" come la FAZ tanto per stare in Germania, dove oggi la seduta del Bundestag è stata sospesa (mai successo prima) a causa delle forti tensioni tra la sinistra e la destra su un programma chiamato Betreuungsgeld, non fanno che prevedere scenari più foschi per il futuro, e i conti su quanto costerebbe alle banche, sempre loro, l'uscita dall'euro dei Paesi del Club Med: 360 miliardi. Anche l'UBS e il Credit Suisse tremano all'idea. Inoltre le Agenzie di rating stanno bastonando a destra e a manca le banche anche più grosse in Olanda, Germania, Italia, Spagna il cui debito è salito al 70% del PIL. Ma anche il N.Y.T. non scherza, come vari canali TV. Qui la RAI oggi andava bombardata per occultamento della verità. Il Titanic sta affondando, e quelli della prima classe, la casta, si sta preoccupando di salvaguardare il sistema corruttivo-criminale pronti a saltare sulle poche scialuppe di salvataggio domani o al massimo dopodomani. "Der Spiegel" riferisce anche el sistema scovato contro l'evasione fiscale italico chiamato Serpico "che può scandagliare tutti i conti correntie i vari movimenti in entrata e uscita" meravigliandosi dell'acquiescenza degli italiani che non protestano. Ha, ha. Tra l'altro si inizia a discutere se rimettere in discussione il trattato di Schengen o perlomeno limitare, se non proibire gli spostamenti di capitale tra le nazioni europee perlomeno sinchè la situazione non sia chiarita. Insomma amministrazione controllata sulle libertà individuali. Possono fare quello che vogliono, la baracca salta, domandatelo ai Rothschild.
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# Mauro Ventresca 2012-06-15 20:02
Il sacrosanto disprezzo verso i nostri politici non dovrebbe farci dimenticare che nella presente crisi i poveri e maltrattati tedeschi ci stanno guadagnando, come ci guadagnarono nel 1992 dalla speculazione contro la lira (pagandosi coi nostri soldi una fetta di riunificazione) .
Né dovrebbe impedirci di vedere cose di solare chiarezza.
Come questa: in una Federazione, valuta, politica monetaria e debiti vanno messi in comune. Non è possibile che i singoli Stati siano “sovrani” nel debito senza esserlo nella capacità di creare moneta, finanziare il debito, variare i cambi, governare gli interessi. ecc.
Pertanto chi sostiene (e non è il mio caso) la necessità di rimanere in Europa e nell’eurozona ha tutto il diritto di pretendere la “comunione” del debito. Oltre che la BCE faccia quel che fanno le altre banche federali del mondo. Non c’è niente di indecoroso in una tale richiesta, anche se può spiacere a “sora” Merkel.
La quale deve ficcarsi nel suo inutile testone che a grandi onori corrispondono oneri altrettanto grandi.
Se ha confuso l’UE col rifacimento del Reich e vuole esserne la kaiserina, se ne deve caricare il peso sulle spalle, con tutte le conseguenze che il ruolo comporta. Questo fa parte dell’ABC di una “vocazione imperiale”.
Solo che i tedeschi non sono gli antichi Romani e a Berlino non hanno neppure il sospetto di cosa sia un “vero” Impero. Lo confondono con la loro sfrenata volontà di potenza o con inutili esibizioni muscolari. Niente è lontano dall’universali tà imperiale quanto il loro mai sopito razzismo.
Pretendono di comportarsi da Giulio Cesare, conservando la loro gretta mentalità da bottegai giudei o protestanti.
Trovando - purtroppo - facile sponda qui, nella Terra dei cachi, ove regna indisturbata un’élite (politica, economica e culturale) sempre pronta a giustificare qualsiasi pretesa straniera, anche la più assurda. Come di chi vorrebbe comandare in casa altrui senza averne altri titoli che non siano i suoi scarponi chiodati o la sua potenza economica. Élite perennemente “filo-qualcosa”, nel corso dei secoli, di volta in volta austriacante, infranciosata, amerikana, sionista, franza-o-spagna-purché-se-magna... Tutto, tranne che filo-italiana...

A ben vedere, la nostra principale sventura - oltre a non riuscire a liberarci di politici ladri, corrotti, cialtroni e mentecatti - è che chi dovrebbe educare il popolo alla "Res publica" e alle virtù patrie avrebbe, a sua volta, necessità di essere educato. Quanto meno ad un sano egoismo nazionale.

La Germania non si sente legata a un comune destino con noi e i greci? Ben lieto di saperlo.
A me, d’altra parte, nessuno ha mai chiesto se “io” mi senta (o voglia essere) legato al suo destino, come nessuno lo ha chiesto a greci, spagnoli, portoghesi o irlandesi.
Non tutti “terroni sudisti”, non tutti “latini” o mediterranei (si sa, gentaglia da poco), ma guarda caso tutti cattolici...
Non sono tra quelli che sognano di «diventare tedeschi, con amministratori tedeschi e leggi tedesche». A chi avesse di queste aspirazioni, ricordo che vige il Trattato di Schengen.
Personalmente preferirei crepare, piuttosto che risvegliarmi un giorno cittadino della repubblica italiana di Germania...
P.S.: Chi ha detto che «Monti ha fallito»?
Al contrario, sta egregiamente adempiendo alla sua missione, secondo il ben collaudato “metodo Britannia”. Che è quello di ridurci in mutande per essere poi “costretto” a dire: «Vedete, non ce la facciamo, dunque “dobbiamo” vendere gli asset pubblici».
È stato “chiamato” per questo: alleggerirci del poco che resta dell’argenteria di famiglia.
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# Pietro G 2012-06-15 21:10
Alcune delle critiche alla Germania sono giuste, la maggior parte però sono molto ingiuste. Chi e perchè ha portato il debito pubblico italiano dal 50%-60% del PIL al 120% del PIL nel giro di un decennio, o meno? Che cosa si è fatto con tutti quei soldi presi in prestito? Investimenti? Ammodernamento dell'apparato produttivo? Niente di tutto questo, è stato speso in consumi, clientelismo e un elefantiaco sistema burocratico-politico. Ora non si può avanzare come cura per un eccesso di debito la creazione di altri strumenti di debito pubblico, tipo eurobond, perchè questi non risolveranno nessun problema. È solo un modo per continuare a fare debiti e tirare a campare pagando tutti insieme sempre più interessi alla finanza internazionale. È chiaro che gente come Soros o come Krugmann spingano a fare sempre più debiti, i loro compari, o loro stessi, non fanno altro che guadagnarci.
Che fare per spezzare le catene? Il pareggio di bilancio! Una volta che non si ha bisogno di prendere in prestito soldi si possono guardare gli speculatori dall'alto in basso e dettare le condizioni per il pagamento degli interessi. Solo quando non si ha bisogno di soldi si ha il coltello dalla parte del manico. Nella spesa pubblica italiana si possono sicuramente risparmiare 200 e passa miliardi, se il sistema politico fosse all'altezza. La Germania ha proposto l'unica vera soluzione dalla crisi finanziaria: l'azzeramento del deficit e la riduzione del debito. Il "maggiordomo della finanza internazionale" Monti si è guardato bene dal tagliare la spesa pubblica. Lui è lì come pignoratore di quel che è rimasto dell'economia italiana.
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# amsicora 2012-06-16 14:38
il debito pubblico è aumentato anche perché dopo il trattato SME del 1978 (votato in autunno, notare bene che i due principali esponenti della DC furono fatti fuori pochi mesi prima, mentre l'attuale inquilino del Colle stava in America per tenere conferenze organizzate dall'USIA) si è imposto il feticcio dell'indipendenza della Banca Centrale, per cui la nostra Bankitalia (allora presieduta da un venerato maestro) non era più tenuta a comprarsi i titoli di Stato invenduti, e lo Stato fu costretto, per finanziarsi, a rivolgersi ai cosiddetti mercati finanziari...
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# FRANCESCO da Avellino 2012-06-16 10:13
C'è poco da stupirsi se l'Italia così come la Grecia, la Spagna, il Portogallo etc., saranno ridotte a nazioni povere, in quanto l'obbiettivo del gruppo Bilderberg e dei vari gruppi sionisto-massonici è proprio quello di radere al suolo l'economia, lo Stato sociale, la cultura, le tradizioni, la religione e il benessere generale, non solo dell'Europa ma delle varie nazioni mondiali. In Italia l'attuatore del criminale progetto è Monti&Company, appoggiato da Napolitano e dai vari partiti che sono corresponsabili del grande e catastrofico sconvolgimento! Chissà se lorsignori hanno riflettuto sul conseguente conto che saranno chiamati a pagare: il conto sarà salato e stavolta sarà il popolo italiano "l'esigente" riscossore!
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# desertorosso 2012-06-16 13:00
Un articolo straziante e commovente. Parole come sassi che grandinano. Un articolo immenso, tipico che nostro caro Direttore che riesce a dare profondità alle parole, alle cose.

Che dire? Tornare alla lira? Ammesso che si possa (o meglio, che gli eurocrati che solo al governo vadano in quella direzione), chi ha mutui a che problema va incontro? Di avere una lira svalutata al 50% e pagare i mutui in euro?
Questa la domanda che mi tormenta.
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# BULEGH 2012-06-16 17:45
Eccellente nonché ultra-sintetico Curriculum Vitae (CV) di questa straordinaria Italia SpA (= Sperpero Peninsulare Assoluto - a dir poco, stante la mancanza d'appropriati nonché adeguati aggettivi del casus belli).

Insomma, trattasi di un CV che meriterà senza dubbio alcuno d'essere inserito nei prossimi aggiornamenti delle maggiori edizioni enciclopediche. Sans blagues.

Perché mai? Semplicemente perché non sarà certo la BundesBank Merkel-style a fornircene qualsiasi spiegazione o giustificazione , bensì il prossimo imperatore della UE/EU, alias Abdul Kemal Destomak, di etnia turco-saracena, o viceversa, forse con il palese ausilio di Baracca Obama e dei suoi occulti mandanti padroni israeliani.

FdF dovrebbe subito autorizzarne la pubblicazione a UTET, Treccani e Garzanti e altri analoghi editori.

Non sto bleffando. Questo CV, riassunto dal solito fenomenale Blondet, vale più di qualsiasi altra commemorazione riguardante la secolare qualità di questa nazione, di romanocentrica peninsulare discendenza.

Ancor più oggigiornoenott e, grazie alla sua special promozione di vesuviana presidenzial-ascendenza.

P,S,:
Spero d'essere nei dintorni, o magari nei paraggi, ove poter fornire prossimamente qui altri commenti a tal scopo incontinenti.
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# Marcel 2012-06-16 17:54
Un simile articolo fa capire chiaramente che con o senza euro, con o senza lira, il destino di questo Paese è segnato.
E' la mentalità che e' sbagliata. Oggi si pretende dalla Germania quello che il Nord Italia ha continuamente fatto verso il sud per 150 anni.
E' vero che la Germania ha perso la guerra e quindi è politicamente debole, ma non credo si svenerà per degli idioti (italiani).
Analogamente il Nord nn potrà portare ancora a lungo il peso di un Sud parassitario. Sono processi socialmente ed economicamente malati.
Due mentalità due Stati. Prima o poi il chiarimento ci sarà.
Spiace constatare che nonostante la gravità della situazione segni di responsabilità ngn vi siano. La regione Sicilia in questi giorni ha assunto altri 20.000 precari senza concorso, ed istituito un ente per lo sci di fondo...
Andiamo avanti cosi...
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# Giovanni Silvano 2012-06-21 22:26
Anche noi abbiamo perso la guerra caro Marcel.
... E la Germania non mi pare politicamente debole, sono tornato ieri dagli USA ed i giornali americani titolano: "Europe needs a german Mashall plane" Per chi non conosce l'inglese: "L'Europa ha bisogno di un piano Mashall tedesco".

Quando parlano dell'Europa inquadrano un solo Paese: "La Germania" ed un solo leader: "la Merkel".
Forse sono stati politicamente deboli negli anni '50, ma da quando i russi hanno tolto le basi ed il Paese si è riunificato, la Germania fa i propri legittimi interessi nazionali e basta.
Come fanno gli tutti altri ovviamente, eccetto 2 Paesi rimasti a sovranità limitata, l'Italia ed il radioattivo Giappone.
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# DBF 2012-06-18 21:40
Per concludere la situazione italiana e non solo ha radici Conciliari. Perciò invito a leggere:

L'enigma Giovanni XXIII: era lui il tanto atteso «Papa buono»? (seconda parte)
http://effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2657:lenigma-giovanni-xxiii-era-lui-il-tanto-atteso-lpapa-buonor-seconda-parte&catid=23&Itemid=142

Il pensiero segreto dell'«altro» mira all'idea di autoredenzione.
Nell'alba dei tempi il sussurro del tentatore originale suscitò nella mente umana l'idea di un'autonomia assoluta.
Nel secolo scorso tale idea si ripresentò con forza nella «Dottrina segreta» della Blavatsky, svelando un suo grande piano: «La Teosofia è una gnosi che intende divinizzare l'umanità come una vera e propria religione di massa, che insegna essere il male uno dei principali sostegni del mondo manifestato; una necessità per l'evoluzione e il progresso, come la notte per il giorno e la morte per la vita, e affinché l'uomo possa vivere eternamente. Satana (o Lucifero) rappresenta l'energia attiva dell'Universo [l'entropia], la luce, la vita, la lotta, il pensiero, la coscienza, il progresso, la civiltà, la libertà [...a Legge eterna, legge che tende aconciliare gli opposti e a produrre l'armonia finale. Grazie a tale Legge di sviluppo spirituale... l'umanità verrà liberata dagli dèi falsi e bugiardi [si legga cristianesimo] e otterrà, alla fine, la sua autoredenzione» .
La Blavatsky e la sua teosofia furono adattati nel nostro secolo dall'antroposofia di Rudolf Steiner, che combina questi concetti per un nuovo cristianesimo, il cui «Cristo» «armonizza anche gli opposti».
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# Giovanni Silvano 2012-06-24 12:13
I tedeschi avranno mille difetti, ma uno sicuramente non l'hanno, non sono un popolo di cretini, non hanno caste da mantenere a casa loro, figuriamoci se manterranno la nostra casta di ladroni e mafiosi.
PENSARE UNA COSA DEL GENERE Fà SOLO SORRIDERE.
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