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Bolla «Cum ex Apostolatus Officio» e sedevacantismo
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A seguito di un articolo di don Curzio Nitoglia, relativo, a suo dire, alla cessazione della vigenza giuridica, in Diritto Canonico, della Bolla di Paolo IV, si è avuta in risposta una dissertazione di segno contrario in merito all’attuale validità, secondo alcuni articolisti di convinzione sedevacantista.

La questione, se affrontata nell’ottica del sedevacantismo totale (come quello degli estensori del citato commento), porta ad escludere un qualunque margine di sopravvivenza alla tesi di Verrua (sedevacantismo formale), una volta appoggiata dallo stesso don Curzio.

Andiamo per gradi.

L’argomento di don Curzio, a favore dell’abrogazione della suddetta Bolla, si basa sulla mancata ricezione nel testo del Codice di Diritto Canonico del 1917 (ora sostituito da quello del 1983) della prevista sanzione di decadenza dal soglio Pontificio, automaticamente applicabile nei confronti dell’eventuale designato al Papato, qualora lo stesso si fosse reso in precedenza colpevole di eresia.

L’obiezione mossa dai sedevancantisti è di duplice segno: da un lato si riconosce alla Bolla valore di Diritto Divino, vista l’Autorità palesemente impegnata da parte del Pontefice autore del documento (cosa che salverebbe, pertanto, la Bolla da un qualunque successivo intervento abrogativo tacito o espresso che sia) e, dall’altro, si individuano alcune disposizioni del medesimo menzionato Codice (secondo quanto sostenuto qui):

«Esso, al contrario, la riproduce integralmente al can. 188 § 4, che testualmente recita: “Ogni ufficio rimane vacante per tacita rinuncia “ipso facto” e senza alcuna dichiarazione se: § 4 il chierico pubblicamente si sia allontanato dalla fede cattolica”. Ora, è indubitabile che anche il Papa ricada nella categoria dei chierici perché il can. 108 § 3, definendo tale categoria, espressamente lo ricomprende. Questo richiamo è già sufficiente a stabilire la piena e totale validità e attualità della Bolla, anche perché il precedente can. 6, a sproposito invocato per sostenere la tesi contraria, al par. 4 espressamente stabilisce: “in dubio num aliquod canonum praescriptum cum veteri jure discrepet, a veteri jure non est recedendum”». (Nel caso sorga un dubbio su qualche canone qui prescritto con il preesistente diritto, non si discosti dal precedente diritto); la Bolla di Paolo IV faceva parte del “Corpus Juris Canonici”, che avallerebbe una sopravvivenza della sanzione prevista da Paolo IV.

Chi scrive si sente di condividere la sopravvivenza della Bolla di Paolo IV, per gli argomenti surriportati e soprattutto per il tenore letterale del documento pontificio, che sembrerebbe voler impegnare appieno l’infallibilità.

Tuttavia!

Le conclusioni alle quali giungono i sedevancatisti non sono diretta conseguenza delle premesse; pretendono infatti di provare troppo, fino a perdersi nell’incongruenza. Esse, pertanto, sono da rifiutare, perché non logicamente discendenti dai presupposti dai quali pretendono di derivare.

Esaminiamo il testo della Bolla.

In essa, due sono i passaggi salienti ai nostri fini: il primo concerne la nomina a Papa di un soggetto, precedentemente reo di eresia; leggiamo:

«lo stesso Romano Pontefice, che prima della sua promozione a cardinale od alla sua elevazione a Romano Pontefice, avesse deviato dalla fede cattolica o fosse caduto in qualche eresia (o fosse incorso in uno scisma o abbia questo suscitato), sia nulla, non valida e senza alcun valore, la sua promozione od elevazione, anche se avvenuta con la concordanza e l’unanime consenso di tutti i cardinali».

L’altro «momento» di interesse è quello del Papa «eretico», ossia che possa incappare in una eresia. Vi è scritto: «che lo stesso Romano Pontefice, il quale agisce in terra quale Vicario di Dio e di Nostro Signore Gesù Cristo ed ha avuto piena potestà su tutti i popoli ed i regni, e tutti giudica senza che da nessuno possa essere giudicato, qualora sia riconosciuto deviato dalla fede possa essere redarguito».

Cosa provano questi due passi?

In primo luogo, affinché il Pontefice possa decadere dalla nomina, o meglio, affinché la stessa possa ritenersi «nulla», è necessario che egli sia stato, prima della elezione, tacciato come eretico (cioè formalmente incriminato e giudicato come tale). Ora, a tal fine, per la certezza del diritto e della sua applicabilità, è necessario che vi sia una pronuncia solenne da parte degli organi competenti: l’ex Sant’Uffizio (o l’attuale Congregazione per la Fede), e non basta una semplice indagine sul merito dell’ortodossia di alcuni testi (la messa all’indice) ritenuti nocivi e/o pericolosi, fino a quando questo provvedimento non comporti l’immediata ed incontestabile accusa di eresia.

È indubbio che nessuno dei Papi nominati successivamente al Concilio Vaticano II sia stato de iure accusato formalmente di eresia. Dal che se ne deduce l’assoluta inapplicabilità della sanzione sopra menzionata, a meno che non si voglia pretendere di arrogarsi l’autorità canonica di dichiarare eretica una persona, senza averne ufficiale «mandato» da Dio. I «sedevacantisti totali» sembrano voler ignorare questo «piccolo» particolare, che però inficia tutto il loro costrutto. Reputano che sia sufficiente la oggettiva devianza dalla Fede, senza soffermarsi sul fatto che tale oggettività, per essere tale, necessiti di essere formalmente riconosciuta da chi di dovere.

Questo, unito al fatto che il secondo passaggio riportato preveda espressamente l’ipotesi di una eresia Papale depone a favore della validità canonica delle elezioni post CVII, al contrario di quanto sarebbe lecito supporre.

Posto infatti che nessuno dei Papi eletti dal Concilio in poi si stato, prima della elezione, ritenuto formalmente eretico, rimane da vedere se abbia potuto incappare in una eresia.

Possibile. Anzi, in alcuni argomenti, direi anche certo! Cosa possiamo dedurne? Che egli, lo stesso Papa, possa essere redarguito! E comunque il fedele possa resistere al vento di novità, aggrappandosi alla Tradizione.

Questo è elemento importate per capire i nostri tempi. Se infatti leggiamo la Bolla di Paolo IV insieme al Concilio Vaticano I, ci accorgiamo di quello che è il vero ruolo del Pontefice, il quale, pur essendo non giudicabile da alcuno, trova il limite del rispetto del sacro Deposito, che egli è chiamato a custodire e difendere e non a novare.

Questo suppone che il Papa, lungi da quel che pensano i sedevacantisti, possa comunque incorrere in eresia, quando non si pronunci con i crismi dell’infallibilità e quando pretenda di cambiare ciò che non può essere cambiato (perché neppure uno iota passerà), senza che questo comporti la nullità o la decadenza dell’elezione. Ricordo infatti che il Magistero non è fonte di verità; le sorgenti di Essa sono la Sacra Scrittura e la Divina Tradizione; il Magistero deve esserne interprete e, per il potere di Cristo, può esserlo in maniera infallibile, quando tuttavia usi di tale potere secondo il volere divino (secondo le regole e le condizioni della Chiesa stessa).

Che conseguenza se ne trae? Che il Papa possa essere, in linea teorica, addirittura un potenziale corruttore della Fede e non un suo difensore: ma Dio lascerà sempre abbastanza luce ai singoli fedeli per comprendere bene quali siano i capisaldi della verità immutabile e, nello stesso tempo, assicurerà la sopravvivenza del Papato e quindi della Chiesa Cattolica.

Nel caso infatti di sedevacantismo totale e perfino nell’ipotesi di sedevacantismo formale, ciò che viene meno è proprio il Papato e questo perché, non riconoscendo la validità canonica delle riforme liturgiche dei sacramenti, il conferimento dello stesso ordine sacerdotale ed episcopale sarebbe inficiato di nullità, da cui deriverebbe inevitabilmente l’interruzione della successione apostolica e quindi la cessazione della Chiesa in quanto tale; cosa che è palesemente contro l’insegnamento e la promessa di Gesù.

Invito, pertanto, ogni tipo di sedevacantista a ritornare sui suoi passi, per evitare inutili sprechi di energie all’attacco di tradizionalismi vari. Concentriamoci sulla sequela a Cristo, sulla fedeltà alla Chiesa e al suo Magistero perenne.

Stefano Maria Chiari


Copyright Associazione culturale editoriale EFFEDIEFFE


 
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Commenti  

 
# ansgario 2013-04-04 20:24
Dice Chiari:
"Ricordo infatti che il Magistero non è fonte di verità", poi conclude:
"... fedeltà alla Chiesa e al suo Magistero perenne".
Sennonché oggi la Gerarchia pretende che il suo Magistero attuale (oggettivamente difforme dal Magistero perenne) sia fonte di verità, tale dunque da obbligare alla fedeltà; ma se il Magistero (di oggi) non è fonte di verità, la fedeltà è dovuta a Cristo.
Non è chi non veda in queste asserzioni un bel corto circuito.
Per farla breve, facciamo un'ipotesi molto, ma molto probabile.
Se Papa Francesco userà del suo Magistero per riformare in modo radicalmente e indiscutibilmen te eretico il rito dei Sacramenti, al punto che diventi esplicita la negazione della presenza reale di Gesù Cristo in stato di vittima sacrificale per la redenzione dei peccati del mondo, come dovrà porsi il fedele cattolico di fronte all'autorità somma della Chiesa?
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# Maccabeo 2013-04-05 13:37
Papa Leone XIII: "la massoneria, ecco il nemico"
Stefano Maria Chiari: "il principio di non contraddizione, ecco il nemico!", ma portato ai massimi livelli!!

Addirittura dice che un Papa divinamente assistito può distruggere la fede e la Chiesa di sempre...MA NON FA NIENTE! Tanto i fedeli SANNO che cosa è giusto e cosa è sbagliato e possono GIUDICARE il Papa che riconoscono valido e non seguirne l'insegnamento eventualmente eretico (perché - dice - il Magistero NON VINCOLA ALL'OBBEDIENZA e non è Verità). Follia pura!

La bolla di Paolo IV poi non contempla L'AFFILIAZIONE ALLE SETTE MASSONICHE e il MODERNISMO che è uno dei nodi del problema ed entrambi sono stati AMPIAMENTE SANZIONATI dal Magistero (che però secondo lui non obbliga).

Questo articolo odora un po di FSSPX, cioè "il Papa è valido MA SBAGLIA!" e io le chiedo allora: e chi è lei per giudicare un VERO pontefice? I Sedevacantisti GIUDICANO DEGLI IMPOSTORI DICHIARATI (i loro detti e fatti) che OCCUPANO sedi ecclesiastiche e il papato non avendo la forma del pontificato: L'AUTORITA' DIVINAMENTE ASSISTITA. Diversamente Cristo aiuterebbe satana a distruggere la Sua Chiesa, il che è assurdo (ma plausibile se si rinuncia alla ragione).
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# Salvospat 2017-01-27 19:45
Mi sembra che Maccabeo faccia molta confusione... Paolo IV parla di qualsiasi eresia, quindi modernismo e massoneria sono incluse nonostante non siano esplicitamente nominate e conosciute a quell'epoca.

Infine ci sono casi di Papi validi che hanno sparso corruzione ad esempio Liberio (?) Ed Onorio (?) se non sbaglio, quindi decadono tutte le sue presunte confutazioni all'articolo.
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# Salvospat 2017-01-27 19:37
Semplicemente non è possibile che un Papa legalmente occupante la sede di Pietro stili un documento dove impegna esplicitamente l'infallibilità e contemporaneame nte incorre in un qualche anatematisma.

Se ciò accadesse vi sarebbe confutazione della dottrina cattolica.
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# Policarpo 2013-04-04 22:04
In tal caso, ansgario, l'autorità somma decade non riconoscendo più, anzi apertamente negandolo, il Principio da cui promana.
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# andrea.4463 2013-04-05 03:54
Io vedo solo corruzzione, depravazione e miseria desolante nella Chiesa rappresentata dai suoi pastori, quindi se il Papa, nonostante sia stato eletto da ul atto formale di uomini, ciò non toglie che debba combattere ogni forma di deviaaione dalla Verità, a costo di tacciare di eresia tutto il Clero, piuttosto che rendere disgrazia a Dio. Infatti, ricevendo da Dio lo Spirito Santo che lo guidi nella Via, Verità e la Vita, l'atto dell'elezione rimane atto in quantom tale, mentre subentra la grazia divina dal momento che accetta di essere il Vicario di Dio sulla terra.
Una semplice riflessione di un povero peccatore.
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# cgdv 2013-04-05 09:19
Caro Stefano questo è un discorso totalmente condivisibile e ben motivato.
Ciò non toglie che il percorso "iniquo" progettato per il "mondo" sia riuscito ad interessare anche la Chiesa cattolica, perché questa è una condizione stabilita come indispensabile per poterlo compiere.
Giuliano
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# catholico 2013-04-05 09:24
Infatti non è il Papa in quanto tale a garantire l'assistenza dello Spirito Santo alla Chiesa ma la fede dei credenti nelle promesse di Cristo su Pietro. Se così non fosse saremmo salvati dai meriti del Papa il che è assurdo.
In un certo senso siamo noi il Papa!

Sul Bolla di Paolo IV, in realtà i cardinali ne contestarono al Pontefice la possibile interpretazione soggettivistica . Chiunque non fosse d'accordo con un Papa potrebbe contestarlo, ergo prevenire il puro soggettivismo.
Osservazioni fatte in nome del diritto naturale e della sana ragione.
E infatti Paolo IV, accolse pubblicamente le obiezioni dei suoi cardinali.
L'eretico è tale solo se condannato dalla Chiesa perchè ciò minirebbe l'autorità stessa dell'istituto e questo è per pura ragione e diritto naturale.
I sedevacantisti poi confondono Indefettibilità e Infallibilità. L'Indefettibilità è una prerogativa della Chiesa non del Papa.

Questa idea dei sedevacantisti di imbalsamare i Papi come rigidi robot ripetitori di comandi, senza volontà propria si scredita da sola.
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# montecrap 2013-04-05 12:53
Citazione catholico:
Infatti non è il Papa in quanto tale a garantire l'assistenza dello Spirito Santo alla Chiesa ma la fede dei credenti nelle promesse di Cristo su Pietro. Se così non fosse saremmo salvati dai meriti del Papa il che è assurdo.
In un certo senso siamo noi il Papa!



Veramente è Cristo che ha promesso l'assistenza ed è Lui che la garantisce... altro che noi! Noi siamo poveri uomini mortali e peccatori e non garantiamo un bel nulla a nessuno, nemmeno a noi stessi.
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# catholico 2013-04-09 11:59
Citazione montecrap:
Veramente è Cristo che ha promesso l'assistenza ed è Lui che la garantisce... altro che noi! Noi siamo poveri uomini mortali e peccatori e non garantiamo un bel nulla a nessuno, nemmeno a noi stessi.


Io intendevo dire un'altra cosa.

Cristo garantisce l'assistenza dello Spirito Santo
ma non il risultato finale.

Come dovresti sapere la Grazia è efficace solo
se non Le si oppone resistenza, il "Sì" di Maria.

Perchè si chiuda il circuito tra Cielo e terra occorre la corrispondenza da parte nostra.
Per questo il Papa siamo noi.
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# Antonio A. 2013-04-05 13:06
La speculazione, se condotta con onestà ma soprattutto competenza, non è mai un male di per sé stessa. Tuttavia, caro catholico, andiamoci piano con certe gratuite forzature. Le sue considerazioni sono, per quanto inconsapevolmen te e involontariamen te, ahimè sospette di uno spirito patentemente protestante. Ed in un periodo di confusione giunta ai massimi storici, è bene non prodursi in simili scivoloni.

Come tutte le mezze verità, anche la sua rischia di essere una menzogna. Il Papa non garantisce l'assistenza dello Spirito Santo? Ci può stare, ma è quanto afferma immediatamente dopo a far precipitare la sua già precaria esternazione: «In un certo senso siamo noi il Papa!».

Non do la colpa a lei, ma è evidente che in un contesto dottrinalmente sano ed integro certi scivoloni non sarebbero nemmeno concepibili. Il Papa siamo noi?! Non rileva che intendesse prodursi in una cercata forzatura, perché il risultato è che ha manifestato una pericolosa sciocchezza. Cristo su Pietro non ha promesso nulla, bensì sulla Sua Chiesa, nonché Sposa: da qui a dedurne che quest'Ultima sia stata edificata sulla Fede di noi credenti trattasi di una conclusione priva di logica nonché teologicamente aberrante; specie considerato a cosa un simile ragionamento ha già condotto qualche secolo fa con Lutero & co.

Ora, in un periodo come questo, più che in altri, bisogna quantomeno essere prudenti, senza sprecare punti esclamativi per asserzioni ardite ed erronee. C'è già abbastanza 'scandalo' in giro perché ce ne sia bisogno di alimentarne la fiamma; si ricordi che non bisogna MAI scandalizzarsi... ma guai a coloro i quali lo fomentano!

Questo spirito sfrenatamente comunitario, sfociante in un bestiale collettivismo, lo lasci ad altri; per quanto tante, troppe parrocchie e realtà paraecclesiali ne siano profondamente intrise. Ciascuno di noi è più che oro agli occhi del Signore, ma nessuno vale più di ciò per cui è stato creato. Il Sommo Pontefice, in tal senso, da un punto di vista squisitamente spirituale e metafisico, vale più di ogni singolo credente: nessun dubbio a riguardo. Ed è così non in quanto persona, ma proprio in forza al ruolo che ricopre. Siamo alle basi: c'è ancora oggi bisogno di illustrare perché ogni Papa acquista un nuovo nome una volta salito al Soglio? Evidentemente sì, ma allora non discettiamo su Teologia e affini.

La nostra epoca si dice profondamente disgustata all'idea di un uomo superiore a tutti gli altri, vomitandoci sistematicament e la solita lezioncina post-rivoluzione francese. Ma se è vero che ogni uomo nasce uguale agli occhi di Dio, è altresì vero che la Spirito agisce nei modi più disparati, stabilendo delle differenze insindacabili ma non per questo insondabili. Difatti tale "uguaglianza", dopo la morte, si limita al giudizio sulla persona non alla persona medesima; per cui si può ben dire che l'uomo nasca uguale a ciascun altro, ma che muore "diverso" da tutti gli altri. Se così non fosse, che senso avrebbe ciò che viene riportato nel Vangelo di San Luca quando Cristo dichiara che «a chiunque molto è stato dato, molto sarà domandato»?

Ci si approcci seriamente alla questione, e si scoprirà immantinente quanto la figura di un uomo il cui ruolo sovrasti quello di tanti altri (nel caso del Pontefice, tutti), sia teologicamente fondata e necessaria.

Questo è ciò che strenui "tradizionalisti " e "novatori" non comprendono, chi per un motivo, chi per un altro. I primi, che conoscono piuttosto bene tale lezione, vanificano tutto facendo implicitamente lo stesso gioco di coloro che avversano, contribuendo alla graduale mortificazione del Papato che, in quanto tale, è ciò che più di ogni altra cosa ci consente ancora di dirci cattolici. Se infatti non esistesse più un Pastore supremo, decadrebbe di netto, e all'istante, ognuna delle quattro apposizioni presenti nel Credo: la Chiesa, a quel punto, cesserebbe senz'altro di essere Una; non sarebbe più credibile come Santa; abdicherebbe alla sua universalità sgonfiando a dismisura quanto ha di Cattolico; si porrebbe in netta contrapposizion e alla tradizione Apostolica. Come vede, ognuna di questa contraddizioni opera mediante un feedback reciproco, perché, come afferma a ragion veduta Messori, nel Cattolicesimo tout se tient. Trattasi dell'unico mosaico della storia in cui non si può fare a meno neanche del più minuscolo dei tasselli. Figurarsi di uno dei più rilevanti, ossia il Papato!

Se tornassimo al tomismo, certe derive si eviterebbero spontaneamente. Perché da un lato c'è chi professa, se non un odio, una velata avversione al concetto stesso di Pontificato; dall'altro, al contrario, militano invece i papisti lobotomizzati, quelli che nel Papa sono stati abituati a vederci un simpatico ma indiscutibile "compagnone", quelli del «lo dice il Papa», anche se non si sa mai davvero cosa questo dice. Descrivere quest'ultimo fenomeno richiederebbe ahimè più tempo di quello che ho a disposizione al momento, ma mi è bastata la menzione per prenderne le dovute distanze. Non si ama Cristo perché si ama la Chiesa, bensì si ama la Chiesa perché, prima di ogni altra cosa, si ama Cristo; e le due cose, stante la subordinazione appena chiarita, vanno inscindibilment e a braccetto.

Altro che mettere in discussione l'Infallibilità, la quale, le ricordo, ex cathedra, resta operativa sino alla fine dei tempi. Trattasi di un Dogma che è sempre esistito ma che ha preso definitivamente corpo nel 1870 con la Pastor Aeternus; che, non a caso, è una costituzione dogmatica, non pastorale o magisteriale. E lei, in quanto "catholico", deve crederVi senza riserva alcuna, come chiunque altro si professi tale. E ancora stiamo a discutere di scarpe sciatte e croci di ferro: specchio per le allodole da parte di chi vorrebbe sviarci da ciò che davvero conta.

Gli interventi di Bergoglio non hanno rilevanza alcuna, o meglio, non dovrebbero averne; prima di lui c'è chi ha fatto pure di peggio per spogliare e corrompere la figura del Pontefice. Quelli che contano sono gli interventi di Francesco: per quest'ultimi stiamo ancora attendendo.
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# catholico 2013-04-09 12:15
Citazione Antonio A.:
Altro che mettere in discussione l'Infallibilità, la quale, le ricordo, ex cathedra, resta operativa sino alla fine dei tempi. Trattasi di un Dogma che è sempre esistito ma che ha preso definitivamente corpo nel 1870 con la Pastor Aeternus; che, non a caso, è una costituzione dogmatica, non pastorale o magisteriale. E lei, in quanto "catholico", deve crederVi senza riserva alcuna, come chiunque altro si professi tale.


Antonio, quando mai ho messo in discussione l'Infallibilità del Papa?


Riguardo al mio "Il Papa in un certo senso siamo noi" sapevo che non poteva essere immediatamente compreso.

Ho detto "in un certo senso"... quale?

Che se il Papa dovesse opporre obiezione interiore e respingere la Grazia otterrebbe ciò solo per se stesso e non per questo farebbe mancare la Grazia a tutta la Chiesa. La quale Grazia agirebbe comunque per altre mediazioni e questo perchè troverebbe altre persone recettive. Questo fintanto che ci sarà almeno un credente sulla terra.

L'assistenza garantita a Pietro da Cristo non è fine a se stessa.
E' mezzo perchè raggiunga la Chiesa.
Se da Pietro venisse respinta essa raggiungerebbe il primo sotto di lui che l'accogliesse.

Come vedi non centra nulla col "bestiale collettivismo" e la visione egualitarista.

Quanto detto quindi ritengo che sia assolutamente coerente con la Dottrina e con la tomistica. Ma umilmente sono disposto a valutare critiche
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# Maccabeo 2013-04-05 13:48
Ho riletto 3 volte questo articolo senza essere sicuro di averlo capito bene (confesso).

Scusi dott. Chiari, che io sappia il Papa è chiamato ad una accettazione del suo ruolo. Una volta accettata l'elezione esteriormente bisogna che l'adesione si anche interiore (come nel matrimonio ad esempio). Se una delle due non c'è - come nel caso dei nostri papi "concilianti" - Cristo non da l'Autorità divinamente assistita, che è una delle forme del Papato. Che poi questa adesione interiore venga a mancare lo dicono gli atti di governo del papa. Eppure secondo lei un papa può insegnare abitualmente l'errore ed essere divinamente assistito dallo Spirito di Verità? Cioè Cristo lo guida al male? Sappiamo che ogni autorità, anche papale, può avere dei difetti. Ma questi non pregiudicano il bene, che è il fine della Chiesa, della salvezza delle anime. Un papa abitualmente eretico UCCIDE LE ANIME e nega la fonte della sua Autorità. Quindi decade (se mai avesse accettato il suo ruolo).

"Il Magistero non è fonte di verità"?
Forse il Chiari intendeva "non è fonte di verità rivelata" cioè fonte della rivelazione, che si è chiusa con la morte dell'ultimo apostolo? Diversamente bisogna fare una novena urgente per Chiari.

Il ragionamento del Chiari deve avere una certa continuità con quello dell'autorità religiosa giudaica che ha messo in croce Gesù Cristo. In fondo hanno obbedito al Sommo Sacerdote (anche se cercava falsi testimoni per accusare Cristo)!

Anche la folla che gridava "crocifiggilo!", e ha fatto liberare Barabba, è in continuità col Sommo Sacerdote (anche se i giudei hanno pagato la folla che stava di fronte a Pilato).

Quindi nessuno andrà all'inferno: ne Giuda Iscariota, ne Caifa, Anna ecc ecc perché tutti hanno fatto ciò che i capi di allora pensavano meglio. Poco importa se essi riconoscevano che Cristo era il Messia.

Probabilmente solo i sedevacantisti sono dannati se continuano a sostenere il principio di non contraddizione, e che la fede e la ragione promanano dalla stessa fonte. Quindi Dio non può essere forzato da un eretico a concedergli l'Autorità... o si?
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# stefanomariachiari 2013-04-05 14:55
Citazione Maccabeo:
Ho riletto 3 volte questo articolo senza essere sicuro di averlo capito bene (confesso).

Scusi dott. Chiari, che io sappia il Papa è chiamato ad una accettazione del suo ruolo. Una volta accettata l'elezione esteriormente bisogna che l'adesione si anche interiore (come nel matrimonio ad esempio). Se una delle due non c'è - come nel caso dei nostri papi "concilianti" - Cristo non da l'Autorità divinamente assistita, che è una delle forme del Papato. Che poi questa adesione interiore venga a mancare lo dicono gli atti di governo del papa. Eppure secondo lei un papa può insegnare abitualmente l'errore ed essere divinamente assistito dallo Spirito di Verità? Cioè Cristo lo guida al male? Sappiamo che ogni autorità, anche papale, può avere dei difetti. Ma questi non pregiudicano il bene, che è il fine della Chiesa, della salvezza delle anime. Un papa abitualmente eretico UCCIDE LE ANIME e nega la fonte della sua Autorità. Quindi decade (se mai avesse accettato il suo ruolo).

"Il Magistero non è fonte di verità"?
Forse il Chiari intendeva "non è fonte di verità rivelata" cioè fonte della rivelazione, che si è chiusa con la morte dell'ultimo apostolo? Diversamente bisogna fare una novena urgente per Chiari.

Il ragionamento del Chiari deve avere una certa continuità con quello dell'autorità religiosa giudaica che ha messo in croce Gesù Cristo. In fondo hanno obbedito al Sommo Sacerdote (anche se cercava falsi testimoni per accusare Cristo)!

Anche la folla che gridava "crocifiggilo!", e ha fatto liberare Barabba, è in continuità col Sommo Sacerdote (anche se i giudei hanno pagato la folla che stava di fronte a Pilato).

Quindi nessuno andrà all'inferno: ne Giuda Iscariota, ne Caifa, Anna ecc ecc perché tutti hanno fatto ciò che i capi di allora pensavano meglio. Poco importa se essi riconoscevano che Cristo era il Messia.

Probabilmente solo i sedevacantisti sono dannati se continuano a sostenere il principio di non contraddizione, e che la fede e la ragione promanano dalla stessa fonte. Quindi Dio non può essere forzato da un eretico a concedergli l'Autorità... o si?


si..evidentemente, quanto al Magistero, mi riferivo alla verità rivelata...dal contesto del discorso mi sembra non equivoco...
quanto al fatto che il Papa sia abitualmente eretico, bhè, non credo che si possa essere così categorici; nella misura in cui è ripreso il Magistero Perenne, il Papa insegna la verità e non parliamo di episodi; ci sono state posizioni chiare in morale ed in fede...
certo, la questione dell'ecumenismo e della libertà religiosa, del laicismo degli stati e via dicendo sono in netto contrasto con la dottrina di sempre, ma non per questo, alla luce della Bolla citata, viene meno l'Autorità. Del resto, se è la stessa Bolla a prevedere l'ipotesi del Papa eretico, che, seppur tale, resta Papa, come la mettiamo?
quanto all'obbedienza all'Autorità...credo che in realtà la conclusione dell'articolo supponga la necessità di sentirsi libero di fronte al comando di falso ed eventualmente imposto insegnamento, anche se il "bello" del modernismo consiste proprio nell'impossibilità di definire ed obbligare in qualcosa...
in ultimo, vorrei che mi si rispondesse con argomenti e puntualmente a quanto riportato nel pezzo...come fa un sedevacantista a spiegare la sopravvivenza della successione apostolica?
se non si risponde a questo, crolla tutto l'edificio...e quindi impone di cercare una diversa spiegazione!
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# Lucio 2013-04-05 14:30
..pensavo che Copertino fosse insuperabile, mi devo ricredere!Che pietà, altro che puzza di fraternità, puzza tutto!
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# Luigi 2013-04-05 17:18
Citazione Lucio:
..pensavo che Copertino fosse insuperabile, mi devo ricredere!Che pietà, altro che puzza di fraternità, puzza tutto!



Copertino non ha mai pensato di essere insuperabile. E l'ottimo Stefano non può che avere la mia stima e solidarietà. Sopratutto contro tutti questi sedevacantisti che in quanto a vacuità e vacanza di Spirito e di ragione sono essi sì insuperabili!
Bravo e grazie Stefano.

Luigi Copertino

PS = per quanto, poi, riguarda la "puzza", solo un forte raffreddore (spirituale ed intellettivo) che impedisce l'uso delle narici (spirituali ed intellettive) può evitare a chi frequenta la setta sedevacantista di non avvertire il puzzo di chiuso, di muffa e di stantio che, come in tutte le sette, vi aleggia. LC.
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# Maccabeo 2013-04-05 15:20
Posto qualche link di video di sacerdoti sedevacantisti che spiegano chiaramente le posizioni da loro difese. Così sappiamo esattamente cosa dicono e - eventualmente - li critichiamo:

http://www.youtube.com/playlist?list=PL6934AE79D12ED055

http://www.youtube.com/playlist?list=PLAFAC95DF13A6EBBC
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# ansgario 2013-04-05 18:54
Rispondo a Chiari.
Il suo discorso sul Magistero era per niente chiaro, ma proprio buttato là; peccato che non voglia ammetterlo.
Quanto al Magistero ordinario, che si discosta da quello perenne, non capisco perché Chiari voglia essere così indulgente e benevolo: la differenza non è né lieve, né episodica, quindi i problemi ci sono; non si può affermare ex cathedra una cosa e dalla finestra un'altra cosa. Che poi anche di recente il Magistero ordinario abbia detto anche tante belle cosine, non deve illuderci, né stupirci: è risaputo (?) che il modernismo mescola abilmente vero e falso. Quanto alla sopravvivenza della successione apostolica, non so cosa dicano i sedevacantisti, ma a me risulta che non si deve confondere la successione apostolica conferita ai vescovi tramite l'ordine sacro e l'elezione/accettazione del primato apostolico di Pietro. Quest'ultimo è conferito direttamente da Cristo all'eletto, anche se non fosse ancora ordinato, sicché la successione, da cui deriva che nel simbolo niceno-costantinopolit ano la Chiesa fu definita apostolica dagli antichi padri, che non si riferivano di certo alla sede di Pietro, rimarrà fino all'ultimo giorno in cui sopravviverà un vescovo autenticamente cattolico sulla faccia della terra. La questione delle modalità canoniche dell'elezione del successore di Pietro è secondaria: di fatto nel corso dei secoli le modalità sono cambiate molte volte.
L'ipotesi sedevacantista non è né assurda , né peregrina, se si pensa ai falsi cristi e falsi profeti citati in Matteo 24 e nell'Apocalisse. Inutile opporre le nostre tesine teologiche, quando ci si trova di fronte al Mysterium iniquitatis. E' chiaro che i nostri conti non tornano, ma perché mai dovrebbero tornare, se si tratta di un mistero? Diversamente non si dovrebbe arrivare mai coi nostri criteri all'esito della Seconda Lettera ai Tessalonicesi, dove c'è l'apostasia (e di chi mai se non della Chiesa, eccettuato il piccolo resto?) e c'è l'uomo iniquo che si siede nel luogo santo (quale sede e quale luogo sarà mai, se non quello primaziale da cui facilmente si potrà ingannare il mondo?). E' chiaro che non possiamo ora valutare se l'accettazione del papato sia solo esteriore e bugiarda(analog amente ai matrimoni nulli)o pienamente valida; ha ragione Maccabeo quando dice che saranno i frutti a rivelarlo. Sempre in Matteo 24 Cristo non dice che in quella circostanza ci si dovrà rivolgere a Pietro per smascherare l'inganno che travolgerà anche gli eletti, ma che si dovranno guardare i frutti di questi falsi vicari di Cristo.
Forse, e ripeto: forse, per alcuni, o per molti l'inganno non è ancora abbastanza palese, ma quando la primavera conciliare e poi l'estate e poi l'autunno sarà arrivato definitivamente , allora saremo tutti costretti a fare i conti con la realtà, sempre che siamo ancora in tempo. E quando avremo le chiese totalmente vuote, i sacramenti snaturati, la dottrina rinnegata e il caos totale nella cristianità, staremo ancora a discutere se il sedevacantismo sia possibile, oppure no?
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# catholico 2013-04-09 12:32
Citazione ansgario:
Sempre in Matteo 24 Cristo non dice che in quella circostanza ci si dovrà rivolgere a Pietro per smascherare l'inganno che travolgerà anche gli eletti, ma che si dovranno guardare i frutti di questi falsi vicari di Cristo.


Scusa, ma perchè sempre questo assolutismo?
Una cosa non esclude mica l'altra: vedere i segni dei tempi non significa poi non rivolgersi alla guida della Chiesa per farsi aiutare nell'interpretazione degli stessi e sul da farsi.

Cristo dice che tutto ciò che Pietro legherà o scioglierà resterà legato o sciolto.

Quindi anche i dubbi. Non si dice infatti "sciogliere i dubbi"?
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# ansgario 2013-04-09 22:41
Il serpente si morde la coda: non se ne accorge? Se l'autorità della Chiesa non fosse legittima, o anche se fosse legittima, ma avesse operato contro i diritti di Dio, che so, per esempio, occultando un messaggio della Madonna volto ad evitare un Concilio malvagio e falso, o a scongiurare l'elezione di un papa massone e modernista, lei crede che la guida della Chiesa ci aiuterebbe a interpretare i segni dei tempi???!!!
Se la guida della Chiesa fosse illegittima e noi fiutassimo il dubbio, lei crede che ci aiuterebbe a sciogliere il dubbio?
Qui non c'entra l'assolutismo, ma solo la logica.
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# catholico 2013-04-10 10:28
Citazione Antonio A.:
Altro che mettere in discussione l'Infallibilità, la quale, le ricordo, ex cathedra, resta operativa sino alla fine dei tempi. Trattasi di un Dogma che è sempre esistito ma che ha preso definitivamente corpo nel 1870 con la Pastor Aeternus; che, non a caso, è una costituzione dogmatica, non pastorale o magisteriale. E lei, in quanto "catholico", deve crederVi senza riserva alcuna, come chiunque altro si professi tale.


Antonio, quando mai ho messo in discussione l'Infallibilità del Papa?


Riguardo al mio "Il Papa in un certo senso siamo noi" sapevo che non poteva essere immediatamente compreso.

Ho detto "in un certo senso"... quale?

Che se il Papa dovesse opporre obiezione interiore e respingere la Grazia otterrebbe ciò solo per se stesso e non per questo farebbe mancare la Grazia a tutta la Chiesa. La quale Grazia agirebbe comunque per altre mediazioni e questo perchè troverebbe altre persone recettive. Questo fintanto che ci sarà almeno un credente sulla terra.

L'assistenza garantita a Pietro da Cristo non è fine a se stessa.
E' mezzo perchè raggiunga la Chiesa.
Se da Pietro venisse respinta essa raggiungerebbe il primo sotto di lui che l'accogliesse.

Come vedi non centra nulla col "bestiale collettivismo" e la visione egualitarista.

Quanto detto quindi ritengo che sia assolutamente coerente con la Dottrina e con la tomistica. Ma umilmente sono disposto a valutare critiche





Citazione ansgario:
Se la guida della Chiesa fosse illegittima e noi fiutassimo il dubbio, lei crede che ci aiuterebbe a sciogliere il dubbio?
Qui non c'entra l'assolutismo, ma solo la logica.


Il serpente si morde la coda solo con la vostra logica.

Lei dice: se la Chiesa fosse illegittima... Postulato inaccettabile.
E contrario alla metafisica cristiana.

Allora infatti potremmo anche dire: E se Dio fosse illegittimo?
Come credono gli gnostici (demiurgo).

La nostra metafisica prevede un motore immobile (Aristotele). Una causa prima che non ha altre cause.
Dunque alla base di ogni speculazione razionale si deve porre un punto fermo. Dunque Dio è legittimo. Dunque la Chiesa è legittima. Punto e basta.

la Chiesa è l'unica a poter stabilire cosa è eresia e cosa non lo è. immaginare che non sia in grado di farlo è pura immaginazione.

La logica sedevacantista conduce al rapporto diretto con Dio senza mediazioni e noi sappiamo che questo è espressamente contro la nostra religione.
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# ansgario 2013-04-10 13:10
Sig. Catholico,
sa che comincio a perdere la pazienza con lei? Questa è l'ultima volta che le scrivo, lo dico per gli amici lettori, non perché sia a corto di argomenti, ma perché è perfettamente inutile dialogare con uno come lei che non sa leggere la posta degli altri e parte per la tangente.
Non ho detto: "Se la Chiesa fosse illegittima", ma ho detto:"Se la GUIDA della Chiesa fosse illegittima", cioè il Papa, come tutti sanno. Non vada a scomodare la metafisica, perché qui basta saper leggere.
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# catholico 2013-04-12 07:56
Citazione ansgario:
Sig. Catholico,
sa che comincio a perdere la pazienza con lei? Questa è l'ultima volta che le scrivo, lo dico per gli amici lettori, non perché sia a corto di argomenti, ma perché è perfettamente inutile dialogare con uno come lei che non sa leggere la posta degli altri e parte per la tangente.
Non ho detto: "Se la Chiesa fosse illegittima", ma ho detto:"Se la GUIDA della Chiesa fosse illegittima", cioè il Papa, come tutti sanno. Non vada a scomodare la metafisica, perché qui basta saper leggere.


So leggere molto bene,ansgario.

Ho scritto Chiesa e non Papa perchè dal punto di vista cattolico non c'è Chiesa senza Papa.
Così il mio è solo un errore veniale che non cambia nulla del discorso che le ho fatto.

Per Lei invece può esistere una Chiesa senza Papa.

Non c'è altro da aggiungere.
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# ansgario 2013-04-12 09:57
I suoi errori sono sempre veniali e pretende sempre di aggiustare i cocci.
La smetta di farmi dire quello che non ho detto. Tutti hanno capito che lei è un provocatore vuoto e scorretto.
Si vergogni: con lei ho chiuso. I lettori sapranno giudicare.
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# Policarpo 2013-04-05 21:37
Alla fine, coloro che avversano sedevacantisti e tradizionalisti e cercano di tenere la posizione con un piede in due scarpe: magistero recente e tradizione, tradizione e magistero recente sono tanto ciechi quanto gli altri. L' apostasia è in atto, i frutti già maturano ma tutto ciò rimane solo argomento di dispute. Nessuno vedrà il figlio della perdizione finchè quello stesso non dirà a tutti: buh! sorpresa!
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# Maccabeo 2013-04-06 11:23
Va bene... ma se rispondo a questo lei diventa davvero sedevacantista?

Premetto che sono un semplice fedele e la mia analisi sarà un semplice ragionamento.

Allora prima faccio alcune considerazioni di carattere generale poi vengo al punto:
La cito "Del resto, se è la stessa Bolla a prevedere l'ipotesi del Papa eretico, che, seppur tale, resta Papa, come la mettiamo?"

La Bolla prima di essere "lettera" ha uno "spirito". E' scritta con uno Spirito che, nella Chiesa, opera sempre nella stessa direzione. Se si prende da sola, senza lo Spirito, la lettera può uccidere (diverso il caso dello "spirito" del concilio, che uccide più della lettera del medesimo).
Perché tale Bolla è stata scritta? In che periodo storico? ecc ecc. In ogni caso ci dovremmo chiedere: la Bolla e tutti gli altri documenti sono stati promulgati per il bene della Chiesa o per obbligare i fedeli ad appoggiare chi vuole il male della Chiesa? Sicuramente per il bene...

La Bolla prevede il caso di un soggetto che professa una eresia, ma non specifica se il soggetto sa per certo di sostenere una eresia, quindi non sappiamo neanche se c'è la "pertinacia" nell'eresia. Che è indispensabile per dichiarare formalmente l'eresiarca come tale. Insomma uno può essere eretico in buona fede (se in seminario non l'hanno preparato adeguatamente quanta colpa ha? Oppure se è colpa delle sue negligenze allora ha un grado di colpa maggiore, ma di quanto? Quindi la colpa ricade in parte sui suoi insegnanti...eretici magari...ecc ecc... si può andare a ritroso all'infinito fino ad accusare Satana del suo "non serviam").
Una cosa è certa: se l'elezione al Papato è valida il Papa è valido. Se l'elezione non è valida il Papa non è valido. Ma se il candidato al papato ha un'altra religione? Cioè non è neanche cattolico? C'è qualche Bolla per un caso simile?

Però è preferibile non citare casi astratti sennò non se ne esce:

Nel caso dei Papi conciliari sappiamo che c'è la pertinacia per due motivi: uno perché nei loro scritti mischiano verità ed errore, spesso pubblicamente dicono le Verità della Chiesa in modo cristallino ma lasciano impuniti quelli che insegnano eresie o che le scrivono.
Poi perché da sacerdoti hanno fatto il "giuramento antimodernista"(poi abilito da Montini) e lo hanno rotto. In quel giuramento c'era tutto quello che serviva per andare "dritti" ma non hanno voluto seguirlo volontariamente .

La Bolla però non prevede il caso di un soggetto che, spergiuro o affiliato alla Massoneria, in seguito ad una serie di manovre complesse esce Papa dal Conclave. Ma il massone, fintanto che è tale, non è neanche un fedele laico, quindi non può essere sacerdote, ne vescovo, ne cardinale ne può essere Papa perché non ci crede, HA UN'ALTRA RELIGIONE e, in malafede, compie un ennesimo sacrilegio, entra nell'ovile per distruggere, uccidere e fare entrare altri come lui.
E io dovrei riconoscerlo come Pietro? Se non so niente e lo riconosco Pietro sono scusato, se so chi realmente è e lo appoggio sono suo complice nel sacrilegio e nelle altre cose che compirà. O c'è una Bolla che dice "un nemico della Chiesa che diventasse Papa è vero Papa perché compie gli atti esteriori umani anche se la sua volontà interna è palesemente contraria".

Un Papa è tale per la convergenza di alcuni fondamentali elementi ("nessuno nasce Papa" dice don Ricossa):
Due umani: l'elezione al conclave e l'accettazione volontaria e libera dell'eletto. Il Conclave stesso, per essere un vero conclave, deve essere libero da costrizioni (come anche un concilio ecumenico, e sappiamo ad es. che il Vat.II si è auto imposto di non parlare del Comunismo, che tiranneggiava su un terzo del mondo, quindi è invalidissimo! E' un anti-concilio. Ma di questo interessante aspetto è meglio se ne parliamo un'altra volta...).

Dopo l'accettazione volontaria c'è l'elemento divino: Dio che da l'Autorità all'eletto di governare, e Cristo governa abitualmente la Chiesa tramite lui e conferma i fratelli tramite lui. Anche un vero Papa può avere deficienze e fare errori, ma non tali da compromettere la salvezza delle anime, che è il fine per cui Dio ha istituito la Chiesa.
Se l'eletto risponde positivamente solo agli elementi esteriori e umani, perché è solo un infiltrato che vuole entrare - non dalla Porta che è Cristo e la fede in Lui, ma fa solo finta di aver fede, come i papi conciliari - mi spiega come Dio lo possa obbligare ad essere vero papa se lui non vuole? Gli toglie forse il libero arbitrio che l'eletto ha già consacrato a Satana?

Veniamo al punto:
La cito: "come fa un sedevacantista a spiegare la sopravvivenza della successione apostolica? se non si risponde a questo, crolla tutto l'edificio...e quindi impone di cercare una diversa spiegazione!".

Facciamo ancora qualche considerazione.
Ma scusi, quando un Papa muore forse che si interrompe irreparabilment e la "successione apostolica"? No, ovvio. Quando ne viene eletto uno nuovo la successione continua, è tutto nell'ordine della natura che uno muoia. Quindi, per quanto riguarda i Papi, se io constato che la successione apostolica si è fermata a Pio XII, perché so che i suoi successori sono degli infedeli infiltrati, e attendo un nuovo Papa che voglia attuare oggettivamente e volontariamente il fine della Chiesa (sempre e solo la salvezza eterna delle anime) che c'è di clamoroso?

Tutto ciò che la Chiesa ha fatto fino alla morte dell'ultimo Papa legittimo ha sempre valore ed è vincolante e salvifico. Ebbene facciamolo! Tra queste cose c'è la condanna delle eresie del Modernismo.
Quello che è venuto dopo la morte del Papa legittimo sarà vagliato dalla nuova - legittima - Autorità, e se ci dovessero essere delle cose oggettivamente buone le riterranno, le altre le condanneranno perché perniciose per le anime. E noi seguiremo nuovamente il Papa che riecheggerà la voce del vero Pastore N.S. Gesù Cristo.
La promessa del Signore non viene meno solo perché un "ladro" è entrato nel recinto con astuzie.

E il ruolo del collegio episcopale in tutto questo dov'è? Non dovrebbero essere i vescovi a sollevarsi e condannare questi Papi Modernisti? Si, ma allora perché non lo fanno? In gran parte sono loro stessi modernisti e massoni. Non vogliono grane... ma grana! Pensano solo ai soldi. Come lo so? Basta vedere come hanno reagito al Motu Proprio di Ratzinger, opponendosi, in faccia al loro Papa, Bergoglio per primo. Basta vedere le "Chiese" mostruose - ma costosissime - che fanno edificare nelle loro diocesi. Alcune sono solo brutte altre sono piene di simboli massonici più o meno velati. CHI È CHE TIRA FUORI TUTTI QUESTI SOLDI? Ovviamente non tutti, ma molti, sono dei corrotti.
Quelli "buoni" lasciano fare perché hanno visto cosa accade a chi si espone come Mons. Lefebvre, o magari si sono accorti tardi del tumore modernista e non sanno cosa fare, o peggio, non hanno zelo apostolico e coraggio per dare la vita per le pecorelle.
Probabilmente ci sono vescovi e preti che non sono tali. Ricordiamoci del Card. Baggio, iscritto alla P2, che aveva il compito di nominare vescovi-fratelli per "sistemare" i seminari diocesani... Ma solo una legittima Autorità potrà pronunciarsi sulla validità delle singole consacrazioni.
E' dura da accettare ma, per me e molti altri, sarebbe più dura fare finta di niente.


A questo punto abbiamo solo due alternative:

- un conclave che elegga un vero Papa e la Restaurazione della Chiesa. Perché niente è impossibile a Dio ed è già accaduto nella storia che la Chiesa si sia restaurata, magari grazie a santi e prelati coraggiosi. Ma non siamo certi che accada anche questa volta.

- poi c'è l'alternativa soporifera che stiamo percorrendo già: dire che è tutto ok e assolutizzare la promessa del Signore... il che porta
1° alla graduale corruzione della fede e dei costumi fino all'apostasia generale causata volontariamente da autorità false che non accettano la Chiesa come è sempre stata, e tentano di edificarne una nuova (con quello che chiamano "nuova pentecoste", "spirito del concilio", "nuova evangelizzazion e").
2° L'interruzione del Santo Sacrificio nella (vera)Messa impedito dalla falsa autorità ecclesiale.
3° Il ritorno di Cristo e il Giudizio Universale.

Sappiamo di certo che questo accadrà, ma non quando accadrà. Non spetta a noi saperlo ha detto Gesù.


Se la seconda tesi fosse in via di attuazione, allora il Katekon, che trattiene la rivelazione dell'uomo iniquo, è già stato rimosso da decenni con l'elezione di Roncalli e l'apertura del Concilio; e l'uomo iniquo che si deve manifestare sarà - forse - un concetto erroneo sulla natura dell'uomo che sarà promulgato dalla falsa Chiesa Romana occupata dai modernisti, "cloache di tutte le eresie", e prontamente creduto dal popolo che inizierà a fare tutto quello che gli pare. Cioè che l'uomo è Dio e può decidere cosa è bene e cosa è male, come dicono tutti gli gnostici, i modernisti, i massoni, i satanisti, la new age ecc.

Mi faccia sapere se l'ho convinta...
Saluti
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# stefanomariachiari 2013-04-08 11:31
Citazione Maccabeo:
Va bene... ma se rispondo a questo lei diventa davvero sedevacantista?

Premetto che sono un semplice fedele e la mia analisi sarà un semplice ragionamento.

Allora prima faccio alcune considerazioni di carattere generale poi vengo al punto:
La cito "Del resto, se è la stessa Bolla a prevedere l'ipotesi del Papa eretico, che, seppur tale, resta Papa, come la mettiamo?"

La Bolla prima di essere "lettera" ha uno "spirito". E' scritta con uno Spirito che, nella Chiesa, opera sempre nella stessa direzione. Se si prende da sola, senza lo Spirito, la lettera può uccidere (diverso il caso dello "spirito" del concilio, che uccide più della lettera del medesimo).
Perché tale Bolla è stata scritta? In che periodo storico? ecc ecc. In ogni caso ci dovremmo chiedere: la Bolla e tutti gli altri documenti sono stati promulgati per il bene della Chiesa o per obbligare i fedeli ad appoggiare chi vuole il male della Chiesa? Sicuramente per il bene...

La Bolla prevede il caso di un soggetto che professa una eresia, ma non specifica se il soggetto sa per certo di sostenere una eresia, quindi non sappiamo neanche se c'è la "pertinacia" nell'eresia. Che è indispensabile per dichiarare formalmente l'eresiarca come tale. Insomma uno può essere eretico in buona fede (se in seminario non l'hanno preparato adeguatamente quanta colpa ha? Oppure se è colpa delle sue negligenze allora ha un grado di colpa maggiore, ma di quanto? Quindi la colpa ricade in parte sui suoi insegnanti...eretici magari...ecc ecc... si può andare a ritroso all'infinito fino ad accusare Satana del suo "non serviam").
Una cosa è certa: se l'elezione al Papato è valida il Papa è valido. Se l'elezione non è valida il Papa non è valido. Ma se il candidato al papato ha un'altra religione? Cioè non è neanche cattolico? C'è qualche Bolla per un caso simile?

Però è preferibile non citare casi astratti sennò non se ne esce:

Nel caso dei Papi conciliari sappiamo che c'è la pertinacia per due motivi: uno perché nei loro scritti mischiano verità ed errore, spesso pubblicamente dicono le Verità della Chiesa in modo cristallino ma lasciano impuniti quelli che insegnano eresie o che le scrivono.
Poi perché da sacerdoti hanno fatto il "giuramento antimodernista"(poi abilito da Montini) e lo hanno rotto. In quel giuramento c'era tutto quello che serviva per andare "dritti" ma non hanno voluto seguirlo volontariamente .

La Bolla però non prevede il caso di un soggetto che, spergiuro o affiliato alla Massoneria, in seguito ad una serie di manovre complesse esce Papa dal Conclave. Ma il massone, fintanto che è tale, non è neanche un fedele laico, quindi non può essere sacerdote, ne vescovo, ne cardinale ne può essere Papa perché non ci crede, HA UN'ALTRA RELIGIONE e, in malafede, compie un ennesimo sacrilegio, entra nell'ovile per distruggere, uccidere e fare entrare altri come lui.
E io dovrei riconoscerlo come Pietro? Se non so niente e lo riconosco Pietro sono scusato, se so chi realmente è e lo appoggio sono suo complice nel sacrilegio e nelle altre cose che compirà. O c'è una Bolla che dice "un nemico della Chiesa che diventasse Papa è vero Papa perché compie gli atti esteriori umani anche se la sua volontà interna è palesemente contraria".

Un Papa è tale per la convergenza di alcuni fondamentali elementi ("nessuno nasce Papa" dice don Ricossa):
Due umani: l'elezione al conclave e l'accettazione volontaria e libera dell'eletto. Il Conclave stesso, per essere un vero conclave, deve essere libero da costrizioni (come anche un concilio ecumenico, e sappiamo ad es. che il Vat.II si è auto imposto di non parlare del Comunismo, che tiranneggiava su un terzo del mondo, quindi è invalidissimo! E' un anti-concilio. Ma di questo interessante aspetto è meglio se ne parliamo un'altra volta...).

Dopo l'accettazione volontaria c'è l'elemento divino: Dio che da l'Autorità all'eletto di governare, e Cristo governa abitualmente la Chiesa tramite lui e conferma i fratelli tramite lui. Anche un vero Papa può avere deficienze e fare errori, ma non tali da compromettere la salvezza delle anime, che è il fine per cui Dio ha istituito la Chiesa.
Se l'eletto risponde positivamente solo agli elementi esteriori e umani, perché è solo un infiltrato che vuole entrare - non dalla Porta che è Cristo e la fede in Lui, ma fa solo finta di aver fede, come i papi conciliari - mi spiega come Dio lo possa obbligare ad essere vero papa se lui non vuole? Gli toglie forse il libero arbitrio che l'eletto ha già consacrato a Satana?

Veniamo al punto:
La cito: "come fa un sedevacantista a spiegare la sopravvivenza della successione apostolica? se non si risponde a questo, crolla tutto l'edificio...e quindi impone di cercare una diversa spiegazione!".

Facciamo ancora qualche considerazione.
Ma scusi, quando un Papa muore forse che si interrompe irreparabilment e la "successione apostolica"? No, ovvio. Quando ne viene eletto uno nuovo la successione continua, è tutto nell'ordine della natura che uno muoia. Quindi, per quanto riguarda i Papi, se io constato che la successione apostolica si è fermata a Pio XII, perché so che i suoi successori sono degli infedeli infiltrati, e attendo un nuovo Papa che voglia attuare oggettivamente e volontariamente il fine della Chiesa (sempre e solo la salvezza eterna delle anime) che c'è di clamoroso?

Tutto ciò che la Chiesa ha fatto fino alla morte dell'ultimo Papa legittimo ha sempre valore ed è vincolante e salvifico. Ebbene facciamolo! Tra queste cose c'è la condanna delle eresie del Modernismo.
Quello che è venuto dopo la morte del Papa legittimo sarà vagliato dalla nuova - legittima - Autorità, e se ci dovessero essere delle cose oggettivamente buone le riterranno, le altre le condanneranno perché perniciose per le anime. E noi seguiremo nuovamente il Papa che riecheggerà la voce del vero Pastore N.S. Gesù Cristo.
La promessa del Signore non viene meno solo perché un "ladro" è entrato nel recinto con astuzie.

E il ruolo del collegio episcopale in tutto questo dov'è? Non dovrebbero essere i vescovi a sollevarsi e condannare questi Papi Modernisti? Si, ma allora perché non lo fanno? In gran parte sono loro stessi modernisti e massoni. Non vogliono grane... ma grana! Pensano solo ai soldi. Come lo so? Basta vedere come hanno reagito al Motu Proprio di Ratzinger, opponendosi, in faccia al loro Papa, Bergoglio per primo. Basta vedere le "Chiese" mostruose - ma costosissime - che fanno edificare nelle loro diocesi. Alcune sono solo brutte altre sono piene di simboli massonici più o meno velati. CHI È CHE TIRA FUORI TUTTI QUESTI SOLDI? Ovviamente non tutti, ma molti, sono dei corrotti.
Quelli "buoni" lasciano fare perché hanno visto cosa accade a chi si espone come Mons. Lefebvre, o magari si sono accorti tardi del tumore modernista e non sanno cosa fare, o peggio, non hanno zelo apostolico e coraggio per dare la vita per le pecorelle.
Probabilmente ci sono vescovi e preti che non sono tali. Ricordiamoci del Card. Baggio, iscritto alla P2, che aveva il compito di nominare vescovi-fratelli per "sistemare" i seminari diocesani... Ma solo una legittima Autorità potrà pronunciarsi sulla validità delle singole consacrazioni.
E' dura da accettare ma, per me e molti altri, sarebbe più dura fare finta di niente.


A questo punto abbiamo solo due alternative:

- un conclave che elegga un vero Papa e la Restaurazione della Chiesa. Perché niente è impossibile a Dio ed è già accaduto nella storia che la Chiesa si sia restaurata, magari grazie a santi e prelati coraggiosi. Ma non siamo certi che accada anche questa volta.

- poi c'è l'alternativa soporifera che stiamo percorrendo già: dire che è tutto ok e assolutizzare la promessa del Signore... il che porta
1° alla graduale corruzione della fede e dei costumi fino all'apostasia generale causata volontariamente da autorità false che non accettano la Chiesa come è sempre stata, e tentano di edificarne una nuova (con quello che chiamano "nuova pentecoste", "spirito del concilio", "nuova evangelizzazion e").
2° L'interruzione del Santo Sacrificio nella (vera)Messa impedito dalla falsa autorità ecclesiale.
3° Il ritorno di Cristo e il Giudizio Universale.

Sappiamo di certo che questo accadrà, ma non quando accadrà. Non spetta a noi saperlo ha detto Gesù.


Se la seconda tesi fosse in via di attuazione, allora il Katekon, che trattiene la rivelazione dell'uomo iniquo, è già stato rimosso da decenni con l'elezione di Roncalli e l'apertura del Concilio; e l'uomo iniquo che si deve manifestare sarà - forse - un concetto erroneo sulla natura dell'uomo che sarà promulgato dalla falsa Chiesa Romana occupata dai modernisti, "cloache di tutte le eresie", e prontamente creduto dal popolo che inizierà a fare tutto quello che gli pare. Cioè che l'uomo è Dio e può decidere cosa è bene e cosa è male, come dicono tutti gli gnostici, i modernisti, i massoni, i satanisti, la new age ecc.

Mi faccia sapere se l'ho convinta...
Saluti



Mi dispiace, ma non mi ha convinto...perchè l'obiezione forte al sedevacantismo è proprio questa: non riconoscendo le riforme liturgiche relative ai sacramenti, l'imposizione del sacramento e dell'ordine, secondo il nuovo rito, non è riconosciuto. Questo comporta una inevitabile conseguenza: l'inesistenza dell'episcopato!...e con esso, l'interruzione della successione apostolica e quindi della Chiesa. IMPOSSIBILE!
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# Maccabeo 2013-04-09 10:39
Per fare veri vescovi basta un vero vescovo e ce ne sono più di uno. Veda, ad esempio, mons. Lefebvre e altri in tutto il mondo.

Un vescovo, in casi eccezionali, può "fare" un altro Vescovo anche senza permesso del Papa. In questo caso il Papa è morto da mezzo secolo e, eccezionalmente spero, hanno regnato solo massoni e modernisti (quindi dei non-cattolici), e hanno sanzionato chi non obbediva alle loro direttive scristianizzant i.

Comunque, se vuole, guardi il video ALLA RICERCA DI VESCOVI CATTOLICI di don Floriano su youtube. Vedrà che anche in USA e altrove ci sono anziani vescovi sedevacantisti dichiarati, della prima ora, fin dagli anni '60, intervistati da lui.

Poi i veri vescovi (cioè ordinati validamente) ordinano i veri sacerdoti, coi veri riti nelle vere messe ecc ecc. Ad ogni modo, quando avremo un vero Papa, sarà lui a fugare ogni dubbio sulla validità delle ordinazioni. L'ho scritto anche nell'altro commento.

Quindi dove sta il problema? La Chiesa è diminuita ma c'è. Quando 2000 anni fa erano solo in 12 la Chiesa era Chiesa.

Va be... saluti
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# Olaf 2013-04-06 16:54
Sono assolutamente daccordo con l'autore dell'articolo. Difatti, portando all'esasperazione il ragionamento, possiamo dire che anche San Pietro (secondo le teorie sedevacantiste) non sarebbe stato un vero Papa in quanto, prima della "investitura formale" ricevuta da Cristo Risolrto aveva rinnegato per ben tre volte il Signore. Spero che i sedevacantisti si rendano conto, che il loro argomentare li fa sconfinare soltanto nella superbia, in quanto nei loro giudizi pretendono addirittura di sostituirsi a Dio.
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# Maccabeo 2013-04-06 17:34
Scusi, potrei sapere dove ha riscontrato "nei loro giudizi", che si sostituirebbero addirittura a Dio?
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# Olaf 2013-04-08 11:17
Citazione Maccabeo:
Scusi, potrei sapere dove ha riscontrato "nei loro giudizi", che si sostituirebbero addirittura a Dio?


A chi spetta il "compito" di decidere se un Papa sia legittimo o meno? Se lo Spirito Santo ha permesso la venuta di certi (discutibili quanto vuoi) Pontefici ma "voi" non li riconoscete, mi sembra chiaro che vi stiate sostituendo a Dio nell'atto del giudizio. Ma la rivolta e la disubbidienza verso la gerarchia non è tipica del cattolico in quanto solo il Signore è Giudice della Storia e degli Uomini.
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# Maccabeo 2013-04-09 10:47
La domanda giusta sarebbe "a chi spetta decidere se un non cattolico è papa?"....

Ma non vede che si contraddice da solo?

Quando afferma "a chi spetta il "compito" di decidere se un Papa sia legittimo o meno?..."
Sta dicendo che A LEI, siccome lo "riconosce vero papa", spetterebbe giudicare che è legittimo qualunque cosa faccia. E chi è lei Dio?
Allora se decide che Bergoglio e gli altri modernisti sono veri Papi si sostituisce forse a Dio?? No, secondo me il problema è che lei è poco informato.

Questa gente non possono essere Papi perché NON SONO CATTOLICI, NON FANNO PARTE DELLA CHIESA, LAVORANO PER SCRISTIANIZZARE IL MONDO, HANNO UN'ALTRA RELIGIONE e nessuno può obbligarli, neanche Dio, ad essere "veri" cattolici prima che veri Papi. Lei invece si!?

Se, nonostante tutto ciò che fanno, lei li può giudicare veri, perché io non posso giudicarli falsi?

Se domani un "papa" dicesse che Buddah è Dio voi lo accettereste, perché, direste, "un vero Papa ha parlato! Fine dei ragionamenti". Ma la FEDE e la RAGIONE provengono dallo stesso Ente Supremo. Il percorso di ogni gnostico inizia col motto "morte alla ragione".

Va bene, saluti
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# ansgario 2013-04-06 18:18
No, Olaf.
Pietro ha ricevuto le chiavi e il primato (investitura) dopo la professione di fede, che è quindi indispensabile (cfr. Matteo 16,16).
Il rinnegamento davanti agli uomini è avvenuto durante la passione di Gesù (cfr. Mt 26, 69 segg.), ma viene riparato dopo la risurrezione (cfr. Giovanni 21,15 segg.). La sua fede viene confermata definitivamente , però, dallo Spirito Santo nella Pentecoste.
Il confronto coi sei papi conciliari non regge: la Pentecoste apostolica è passata da un pezzo...
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# Olaf 2013-04-08 11:39
Citazione ansgario:
No, Olaf.
Pietro ha ricevuto le chiavi e il primato (investitura) dopo la professione di fede, che è quindi indispensabile (cfr. Matteo 16,16).
Il rinnegamento davanti agli uomini è avvenuto durante la passione di Gesù (cfr. Mt 26, 69 segg.), ma viene riparato dopo la risurrezione (cfr. Giovanni 21,15 segg.). La sua fede viene confermata definitivamente , però, dallo Spirito Santo nella Pentecoste.
Il confronto coi sei papi conciliari non regge: la Pentecoste apostolica è passata da un pezzo...




Anche un Pontefice, al momento della sua elezione (esattamente come San Pietro) riceve l'investitura dallo Spirito Santo tramite il Collegio Cardinalizio che lo ha scelto, ricevendo le Chiavi e tutta l'Autorità; il Primato e i Carismi tipici che spettano ad ogni legittimo successore di Pietro. Mettere in dubbio questo, significa mettere in dubbio l'azione dello Spirito (il Suo imperscrutabile Disegno) l'autorità dei Cardinali elettori successori degli Apostoli. Il rinnegamento di Pietro non fu una "cosetta" da poco conto. Il rinnegamento e lo spergiuro fatto (tra l'altro per tre volte consecutive e in crescendo)davan ti ad almeno due testimoni maschi, per la legge giudaica assumeva valore legale, un pò come oggi andare dal notaio (vedi: "Patì sotto Ponzio Pilato?" di V. Messori). Qui siamo ben oltre l'eresia. Ma il pentimento sincero e la triplice professione di fede, "riabilitano" (grazie alla Misericordia di Cristo)il primo Papa e lo rendono degno del suo ministero.

In conclusione. La Pentecoste apostolica è sempre viva e sempre opera oggi come ieri e come domani fintanto che il Signore della Storia deciderà di farla durare.
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# ansgario 2013-04-08 12:35
Vedo che non ha capito il mio intervento.
Chi mette in dubbio l'azione dello Spirito Santo sull'eletto legittimo del conclave? Io no di certo. Il dubbio è invece che l'eletto sia legittimo perché forse non ha la fede cattolica. Pietro l'aveva e l'ha confessata, per questo ha ricevuto l'autorità. Dopo ha rinnegato per paura e debolezza dela carne, non per mancanza di fede.
C'è dunque una bella differenza con questi ultimi papi!
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# Olaf 2013-04-09 12:09
Citazione ansgario:
Vedo che non ha capito il mio intervento.
Chi mette in dubbio l'azione dello Spirito Santo sull'eletto legittimo del conclave? Io no di certo. Il dubbio è invece che l'eletto sia legittimo perché forse non ha la fede cattolica. Pietro l'aveva e l'ha confessata, per questo ha ricevuto l'autorità. Dopo ha rinnegato per paura e debolezza dela carne, non per mancanza di fede.
C'è dunque una bella differenza con questi ultimi papi!


Mi scuso per la pedanteria, ma reputare non legittima l'autorità di un pontefice solo perchè prima dell'elezione "forse" non ha la fede cattolica, mi sembra un modo di ragionare alquanto incauto.

Detto questo torno nel merito dell'investitura di San Pietro. Nel cortile del sommo sacerdote egli non rinnega Cristo per "paura o debolezza", poiché poco prima nel Getsemani aveva tagliato l'orecchio al servo di Caifa. Pietro rinnega Cristo perché perde la fede in Lui, perché come gli altri apostoli (tranne Giovanni) e i discepoli si scandalizza del fatto che Colui che si è sempre definito il Figlio di Dio, si lasci arrestare e oltraggiare come il peggiore dei briganti. Pietro capirà solo dopo la Resurrezione e dopo aver ricevuto lo Spirito.

Io trovo umano e comprensibile lo scandalizzarsi difronte all'operato di certi Papi. Cerchiamo però di non commettere gli stessi errori che commisero gli apostoli 2000 anni fa quando cercarono di riportare nei binari della logica umana l'agire di Dio. So che è un'operazione faticosa, ma occorre avere fede in Colui che ha il potere "di fare nuove tutte le cose".

Saluti, Olaf.
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# ansgario 2013-04-09 20:19
Lei mi conferma in ciò che sospettavo.
Infatti non sono stato così incauto come lei insinua da abbracciare con sicumera la/e tesi sedevacantista/e. Ho detto e lo ripeto: la cosa in sé è possibile, non è una tesi insana, merita rispetto e al pari del suo contrario ha i suoi pro e i suoi contro. Per questo, pesando le parole, ho disseminato dei "forse, probabilmente, se, qualora, et similia". Detto questo, tornando all'esempio di Pietro, che è totalmente diverso dal caso di Giuda l'Iscariote, se non avesse avuto fede nella messianicità di Gesù, non sarebbe entrato nel cortile del sommo sacerdote. A Pietro non viene meno la fede, ma il coraggio di professarla. Non venne meno il giudizio interiore, ma la confessione con la bocca non appena si profilò il pericolo.
Tant'è vero che subito dopo pianse amaramente: non per essersi convertito, ma per la vigliaccheria di aver detto: "Non conosco quell'uomo" (Matteo 26,72). Se avesse perso la fede, avrebbe detto: "Lo conosco, ma non è il Messia, io non gli credo".
Fu una debolezza, che, Dio non voglia, potrebbe succedere a chiunque di noi. Per questo Gesù poche ore prima aveva detto agli apostoli: "Vegliate e pregate per non cadere in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole". Cioè, avete la fede pronta, ma non il coraggio di manifestarla. Il pianto è la manifestazione di questa inadeguatezza della carne allo spirito.
Esaurito il commento all'episodio evangelico, è evidente che non c'entra per niente con l'ipotesi del sedevacantismo. Per avere un vero Papa occorre valida elezione a altrettanto valida accettazione. Da parte del candidato occorre che abbia la vera fede (il coraggio è auspicabile, ma solo l'intenzione basta) e la piena avvertenza del compito che con le labbra dice di accettare. Noi non possiamo sapere se un papa accetta di adempiere il munus proposto, oppure se bluffa, intendendo sfasciare l'assetto della Chiesa, sovvertendo con astuzia volpina i dogmi e le leggi. I frutti diranno dopo quali erano le sue vere intenzioni. Mi si consenta almeno per ora di dubitare che i frutti dell'albero conciliare siano sani e nutrienti; ma non c'è limite al peggio che si prospetta dietro l'angolo...
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# Olaf 2013-04-10 16:11
Non intendevo in nessun modo accusarla di essere persona incauta, nel caso fossi stato frainteso me ne scuso.

Saltando tutta la diatriba di Pietro e del suo rinnegamento, vengo al nocciolo della questione. Se il collegio cardinalizio riunito in conclave, guidato dallo Spirito elegge un loro "pari" (ma qualsiasi cattolico in teoria può essere eletto papa)e questi accetta, egli è papa a tutti gli effetti. Sinceramente non capisco tutto questo disquisire. Se il suo aver perso la fede è un fatto privato è comunque valida la sua elezione. Se il suo aver perso la fede è un fatto pubblico sicuramente o è in stato di scomunica (o provvedimenti similari) quindi ineleggibile, oppure (come nel caso di alcuni Cardinali) gli elettori guidati dallo Spirito Santo non lo eleggeranno. Alessandro VI è stato pontefice esattamente come San Pio X e la sua legittima autorità non può essere messa in discussione. Poi, uno divenne santo, l'altro "meno", ma a noi piccoli fedeli son cose che devono riguardarci relativamente; ciò che conta non è il papa in sè ma il papato. Fintanto che esisterà possiamo star tranquilli che lo Spirito farà sempre la scelta giusta, anche se noi adesso non la capiamo e ci "scandalizziamo". Spes contra Spem (si diceva una volta) e possiamo star certi che "dove abbonda il peccato sovrabbonda la Grazia". Io da debole credente quale mi ritengo, credo che se veramente vogliamo far qualcosa per la nostra amata Chiesa, sia più efficace la recita di un buon santo rosario a cento invettive contro il pontefice e tutto l'apparato vaticano. Cosa crede che a me piaccia assistere a messe brutte, in chiese brutte, ascoltando omelie brutte, vedere Papi chiedere perdono per qualunque cosa, baciando corani e pregando al muro del pianto? Ma mi chiedo; se tutto fosse bello e santo e perfetto dove starebbe il merito di credere nonostante tutto questo "orrore"?
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# ansgario 2013-04-11 18:44
Caro Sig. Olaf,
il suo intervento è molto interessante e mi stimola ad intervenire nuovamente, quando pensavo l'argomento già esaurito. Comincio dall'ultima sua frase.Può darsi che noi abbiamo effettivamente qualche merito nel credere nonostante tutto questo "orrore", ma quando vedo attorno a me alcuni amici e conoscenti molto più degni e caritatevoli di me, ma non sono credenti, oppure, da cattomodernisti , non colgono l'orrore della devastazione dottrinale, allora sono incline a pensare che la mia condizione spirituale sia dovuta anzitutto alla Grazie. Ciò non toglie che da parte nostra si debbano rimuovere tutti quegli ostacoli che possono impedire l'accoglienza della Grazia. Poi sta alla responsabilità dei singoli rispondere adeguatamente all'iniziativa di Dio. Sono convinto che ci è toccato in sorte dal buon Dio di vivere il periodo storico terminale forse più terribile del cristianesimo. Anche questa è una grazia da cogliere, anche se legata alla più sottile e devastante delle prove. La crisi della Chiesa così profonda e intrinseca alle sue strutture istituzionali è certamente voluta, o permessa dal Cristo perché vengano svalati i segreti dei cuori. Sì, perché in queste condizioni non si potrà rimanere a lungo spettatori dell'apostasia finale, ma ognuno dovrà prima o poi venire allo scoperto e prendere posizione. La nostra condizione odierna è molto più grave che in passato, quando la Chiesa veniva perseguitata e insidiata dall'esterno; tutti si potevano stringere attorno la romano pontefice , che offriva garanzia di sicurezza nella fede. Oggi invece l'insidia viene dai vertici della gerarchia, come assicurarono alcuni che poterono leggere per intero il messaggio segreto di Fatima; tra questi il card. Ciappi, il card. Ottaviani, padre Malaki Martin. La rivelazione terribile era che l'apostasia sarebbe venuta dai vertici. Ma di questo nulla è stato mai detto ufficialmente in Vaticano: ovviamente, perché sarebbe stata un'autodenuncia. Consapevoli dunque di questa strordinaria tragedia, per cui ci sentiamo quasi orfani nella fede, appoggiandoci unicamente al Magistero perenne, definito e irreformabile, andiamo avanti sforzandoci di credere quello che si è sempre creduto e facendo le opere che si sono sempre fatte, conservando la speranza in un intervento esclusivo di Nostro Signore, che si fa attendere, ma che sicuramente vincerà.
Tornando all'articolo di Don Nitoglia, da cui è partito tutto il discorso, mi preme dire che l'autore è degno di rispetto e stima, ma la tesi, per quanto articolata, travagliata e profonda, non mi sembra esaustiva. L'estensore dà per scontata che l'accettazione dell'elezione alla cattedra di Pietro sia scontata e automatica, quanto alla validità. Non ne sono affatto convinto. Qui si dovrebbe approfondire la questione, ma non lo si fa, anche se, naturalmente, provare l'invalidità non è decisamente facile. Così della validità dell'elezione dei medesimi papi conciliari e postconciliari. Domani potrebbero uscire allo scoperto documenti e prove inoppugnabili, attualmente non disponibili, che potrebbero dimostrare la mala fede, l'inganno, la perversione d'intenti degli elettori e dell'eletto. Anche qui i frutti sono già un buon indizio. Il paragone, poi, con un papa indegno, come Alessandro VI, non regge, perché egli, se fu immorale nella condotta privata, o anche pubblica, non deviò mai dalla retta fede e anzi si adoperò molto nell'esercitare un magistero ortodosso.
Olaf, mi permetta di evidenziare un errore che serpeggia spesso tra i cattolici volenterosi come lei: la convinzione che l'elezione del Papa si debba attribuire all'intervento infallibile dello Spirito Santo. Questa è una vera fandonia, purtroppo molto diffusa, ma che non trova assolutamente riscontro nella dottrina ufficiale della Chiesa. E' una concezione fideistica e provvidenzialis tica che priva i soggetti del conclave di libero arbitrio. Diciamo piuttosto che lo Spirito Santo, più o meno invocato, assiste sempre e illumina la sua Chiesa, ma non per questo i cardinali sono obbligati o necessitati a seguire le sue ispirazioni. Affermarlo sarebbe anche una vera bestemmia, se si pensa a tante pessime figure papali del passato: Onorio II, Giovanni X... ecc. ecc. ecc. Come si potrebbe dire che lo Spirito Santo avrebbe fatto sempre la cosa giusta? Piuttosto diciamo che il Signore scrive diritto su righe storte e, nonostante i nostri errori ed ostacoli, riuscirà a portare in salvo la navicella della Chiesa.
Concludo il mio intervento ancora con una parola di apprezzamento per Don Nitoglia, valente e dotto sacerdote, nonostante qualcuno lo stigmatizzi come "ondivago". Non è facile in tempi come questi avere le idee chiare su cosa sta succedendo nella Chiesa. Propinare soluzioni ed etichette perfette è veramente da sciocchi e da superficiali, sia sul versante tradizionalista , come su quello progressista. Cambiare idea, quando ci si accorge che non funziona, aggiustare il tiro, continuare ad interrogarsi e ad esplorare altri orizzonti è invece da persona onesta e intelligente. Neanch'io giurerei che l'ipotesi sedevacantista di Cassiciacum sia quella giusta: poi ce ne sono altre, ma non giurerei nemmeno sul legittimismo del papato attuale. Forse il guaio sta proprio nel fatto che i termini che usiamo sono inadeguati alla situazione terrificante e unica che stiamo vivendo. Non dimentichiamoci che si tratta nientemeno che del "Mysterium iniquitatis", per cui le categorie teologiche usate finora sono del tutto inappropriate. Forse non è Sede Vacante, ma non è nemmeno Sede Plena, forse è una cosa nuova, del tutto sconosciuta a noi, che attiene al mistero. Forse per questo litighiamo ra noi, nel tentativo di definire razionalmente qualcosa che è inaccessibile alla nostra comprensione.
Non per questo possiamo accettare come cosa normale l'andazzo del papato, che in questi ultimi 55 anni è andato sempre più deviando e peggiorando, tanto da ritenere irreversibile la malattia. Inorridisco all'ingenuità di alcuni della FSSPX che pensano ancora che Roma si converta almeno un po' e all'imminente canonizzazione di Giovanni Paolo II, che sancirebbe definitivamnte la bontà del Vaticano II e dei suoi frutti. Questo è inaccettabile; questa è un'altra chiesa, questa è un'altra religione. Quando sarà il momento voglio morire da cattolico.
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# Olaf 2013-04-13 10:02
Grazie della bella ed approfondita risposta (ma puoi darmi del tu)

Tutto quello che dici è vero , ma dobbiamo tener presente una cosa. La crisi che stiamo vivendo è gravissima, ma se guardiamo la storia la Chiesa ne ha attraversate già in passato di crisi similari, soltanto che ai nostri occhi questa appare più grave solo perché la stiamo vivendo sulla nostra pelle, mentre le altre le leggiamo sui libri di storia. Cito brevemente i tempi dell'eresia ariana alla quale aderirono circa due terzi dei vescovi. Senza contare l'epoca del papa e dell'antipapa o di quando la sede pontificia per settanta anni fu trasferita ad Avignone. Ma non solo. Giusto ieri mi stavo rileggendo la prima lettera ai Corinzi, e San Paolo denuncia fatti e comportamenti da rimanere inorriditi. La Chiesa non nasce e non finisce col Concilio Vaticano II. Il "Concilio" è preso troppo in considerazione sia dai modernisti che dai tradizionalisti ; sarebbe l'ora che al vituperato concilio sia dato il giusto ruolo che merita. Tra l'altro è stato semplicemente un concilio di tipo pastorale e non dogmatico.

Tu sostieni che il credere che l'assistenza dello Spirito nell'elezione sia una fandonia. Io dico che non soltanto lo Spirito Santo ispira i cardinali elettori, ma assiste il papa durante tutto il suo pontificato e lo confermi tu sostenendo che, nonostante Alessandro VI fosse stato un papa non santo la sua dottrina fu scevra da ogni tipo di errore. Ad ogni modo ti rispondi tu stesso quando più sotto quando affermi che il Signore scrive dritto su righe storte. Forse Gesù non sapeva che Giuda l'avrebbe tradito e venduto? Eppure...

Alessandro VI fu "indegno" privatamente ma pubblicamente difensore della fede, ma ti ricordo che per la sua elezione corruppe tutto il collegio cardinalizio (fu reo di simonia). Secondo la "vostra" tesi quindi a posteriori dovrebbe essere scomunicato, invece no. Evidentemente non nel vostro argomentare c'è una piccola falla.

Ad ogni modo non voglio che tu la prenda sul personale, non è che ci debba essere un "vincitore" è un semplice scambio di opinioni tra credenti.

Finisco la mia logorroica replica sostenendo che non ci sono vie di mezzo; o sia accetta la legittimità del papa o la si rifiuta in toto. Non si può stare nel mezzo: o dentro o fuori.

In ogni epoca i cristiani hanno dovuto affrontare delle dure prove. IO credo che le prove che dobbiamo affrontare noi oggi è questa apparente mancanza di Presenza e di Assistenza. Ma se rileggo i Santi Vangeli mi accorgo che in ogni racconto è descritta la situazione della Chiesa in ogni epoca. La nostra è quella del racconto della barca di Pietro in mezzo alle tempesta. E sai come è andata a finire...

Saluti, Olaf.
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# Policarpo 2013-04-06 22:47
Oltre a tutti gli argomenti portati si potrebbe chiedere ai cattolici: e se il Papa, questo o chi dopo, chiedesse al popolo cattolico varie cosette? Es.
- penitenza: Quaresime e Avventi a digiuno (un solo piccolo pasto al giorno, astinenza dalle carni...), venerdì dell' anno compresi, mettendosi lì in piazza San Pietro sotto una tenda come un Pannella qualunque;
- preghiere: in ginocchio, in latino, processioni durante le principali feste cattoliche, cominciando per primo con un pastorale di ferro e girando per tutte le strade di Roma;
- Comunione: alla Benedetto XVI, in giro per riformatori, case di riposo, ospedali, condomini, teatri, cinema, stazioni della metro, parrocchie scatoloni;...
(e mi fermo quì per non terrorizzare troppo tanti cattolici) lo riconoscerebber o come Papa e lo seguirebbero o diverrebbero di colpo sedevacantisti?
O scismatici?
O apostati?


Quì si discute amabilmente, ma l' ipotesi sedevacantista, che probabilmente scuoterà sul serio la Chiesa, deve essere affrontata e confutata sul serio nelle dovute sedi. E se essa ipotesi non cade?
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# catholico 2013-04-09 12:27
L'errore madornale dei tradizionalisti e dei sedevacantisti soprattutto è che ragionano come
SE LA CHIESA ED IL PAPA FOSSERO STATI ISTITUITI
NON PER SALVARE L'UOMO MA PER SALVARE DIO!

Basterebbero che si mettessero da questo punto di vista, quello corretto, e comprenderebber o le critiche che gli si muovono.

"IL SABATO È STATO FATTO PER L'UOMO,
E NON L'UOMO PER IL SABATO" Mc 2,23-28.
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# ansgario 2013-04-10 08:53
Per il Catholico:
E' molto giusto dire che la Chiesa e il Papa sono stati istituiti per salvare l'uomo. Non ho mai sentito dire dai tradizionalisti e dai sedevacantisti il contrario. Anzi, su questo sono molto esigenti, perché dal Magistero ecclesiastico recente non risulta per niente chiaro cosa significhi salvare l'uomo. Sono decenni che non sento più dire dal clero e dal Papa che bisogna salvarsi l'anima. In compenso sento parlare di salvezza intesa come liberazione o promozione o sviluppo o progresso. Proprio ieri il Segretario generale dell'ONU è andato da Papa Francesco. Ha ripreso quanto già detto da Paolo VI all'ONU (che la Chiesa e l'ONU hanno la stessa missione!!!???) e il Papa ha concluso che in effetti hanno molte cose in comune (forse intendeva dire: la Massoneria).
Salvare Dio è una sciocchezza gratuita del Catholico, ma difendere i "diritti di Dio" è il compito che ogni cristiano si è assunto ricevendo la Santa Cresima.
Ma anche questa è una cosa che troppi hanno dimenticato.
Quanto è smemorata questa Chiesa cattolica!
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# catholico 2013-04-11 08:55
Citazione ansgario:
Per il Catholico:
E' molto giusto dire che la Chiesa e il Papa sono stati istituiti per salvare l'uomo. Non ho mai sentito dire dai tradizionalisti e dai sedevacantisti il contrario. Anzi, su questo sono molto esigenti, perché dal Magistero ecclesiastico recente non risulta per niente chiaro cosa significhi salvare l'uomo. Sono decenni che non sento più dire dal clero e dal Papa che bisogna salvarsi l'anima. In compenso sento parlare di salvezza intesa come liberazione o promozione o sviluppo o progresso. Proprio ieri il Segretario generale dell'ONU è andato da Papa Francesco. Ha ripreso quanto già detto da Paolo VI all'ONU (che la Chiesa e l'ONU hanno la stessa missione!!!???) e il Papa ha concluso che in effetti hanno molte cose in comune (forse intendeva dire: la Massoneria).
Salvare Dio è una sciocchezza gratuita del Catholico, ma difendere i "diritti di Dio" è il compito che ogni cristiano si è assunto ricevendo la Santa Cresima.
Ma anche questa è una cosa che troppi hanno dimenticato.
Quanto è smemorata questa Chiesa cattolica!


No, ansgario... Il significato del mio esempio era che:il Sabato rappresenta la possibilità che Dio ha di cambiare il rito e quindi la Chiesa e il Papa per salvare le anime.

I Farisei si scandalizzavano che Cristo curasse di Sabato.

Voi vi scandalizzate se cambia delle cose in un Concilio e fa agire un Papa in un modo non consono alle vostre attese.

Quindi i Tradizionalisti si preoccupano di salvare i riti della Chiesa solo guardando a Dio e non alle anime per cui la Chiesa è stata fondata.
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# ansgario 2013-04-11 11:34
Si vede bene che il Catholico non conosce le istanze del movimento tradizionalista . Salvaguardare i diritti di Dio è difendere la Verità, di cui le anime hanno bisogno per salvarsi, a meno che lei non pensi relativisticame nte (cfr. 2 Tess 2,10). Se conoscesse le sentenze di San Vincenzo di Lerino, da noi spesso citate, saprebbe che non abbiamo paura né della riforma dei riti, come della loro molteplicità, né della riformulazione dei dogmi, PURCHE' "EODEM SENSU ATQUE SENTENTIA".
Non ci aspettiamo dal Papa nulla di consono alle nostre attese, se non che il papa faccia il Papa conservando il Deposito della fede, che non abbiamo inventato noi.
Come ultimo consiglio le suggerisco di frenare l'immaginazione e la fantasia su di noi: viaggiando fra le nuvole ci si potrebbe fare del male.
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# catholico 2013-04-12 08:06
Citazione ansgario:
Si vede bene che il Catholico non conosce le istanze del movimento tradizionalista . Salvaguardare i diritti di Dio è difendere la Verità, di cui le anime hanno bisogno per salvarsi, a meno che lei non pensi relativisticame nte (cfr. 2 Tess 2,10). Se conoscesse le sentenze di San Vincenzo di Lerino, da noi spesso citate, saprebbe che non abbiamo paura né della riforma dei riti, come della loro molteplicità, né della riformulazione dei dogmi, PURCHE' "EODEM SENSU ATQUE SENTENTIA".
Non ci aspettiamo dal Papa nulla di consono alle nostre attese, se non che il papa faccia il Papa conservando il Deposito della fede, che non abbiamo inventato noi.
Come ultimo consiglio le suggerisco di frenare l'immaginazione e la fantasia su di noi: viaggiando fra le nuvole ci si potrebbe fare del male.


Vanno benissimo le citazioni, ma manca sempre una visione teologica organica.

Infatti voi vi dimentucate che le eresie le può accertare e condannare solo la Chiesa stessa.

Non le si possono giudicare soggettivamente e condannare pubblicamente, perchè restano giudizi soggettivi che al massimo possono ispirare prudenza ma sempre come comportamento individuale non come "movimento" e manifestazione pubblica. Perchè solo la Chiesa ha diritto a questa visibilità.

Di questo vi rifiutate di prenderne atto.
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# ansgario 2013-04-12 09:49
Bravo, complimenti!
Il catholico è abilissimo a sfuggire le conseguenze delle contestazioni che si muovono ai suoi errori, lacune e ignoranze. Quindi sposta l'obiettivo a problemi secondari, attribuisce agli altri di non prendere atto...
ma di che cosa; per Bacco?
La Chiesa ha diritto a questa visibilità?
Ma di che va cianciando?
Il clero ha diritto di ingannare i suoi fedeli inventando lì per lì nuovi riti e nuove dottrine capricciosament e e i fedeli devono subire continuamente? Un papa fa e l'altro disfa? L'inferno ci sarebbe ma potrebbe essere vuoto (Giovanni paolo II)? Dio non condannerebbe nessuno (Bergoglio)? Usare il preservativo da malati potrebbe essere un'inizio di moralità (Ratzinger)? Chiediamo a tutto il mondo e a Dio perdono per avere peccato contro l'uomo (Wojtyla)? Il Limbo non c'è (Benedetto XVI)?
Di questo vi rifiutate di prendere atto?
Quindi va tutto bene nella Chiesa, secondo lei? Dunque non esiste più la verità stabile? Quella di ieri non va più bene? Allora non sarebbe meglio che aspettassi ancora un po', perché quella di oggi domani sarà già da sostituire? E' tutta una fioritura di primavera, quella del Concilio, una novella Pentecoste, un rinnovamento morale da far invidia ai puritani, un pullulare di vocazioni alla vita consacrata, un profumo di ascesi e santità, vero? Peccato che le Chiese siano vuote o chiuse. Già, dirà lei, si può pregare anche a casa o al lavoro o in discoteca e persino sui viali, come don Oreste, in nome della nuova visibilità!
Ma se non è così, dica lei qual è la sua diagnosi, fornisca lei la soluzione, visto che non l'ha ancora data e di quelle degli altri non glie ne va bene una.
Dica, dica, pendiamo dalle sue labbra.
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# ansgario 2013-04-12 09:52
Dimenticavo la perla:
La teologia organica!
E chi ce l'avrebbe oggi?
Seppellito il tomismo abbiamo solo la teologia del genitivo: ma mi faccia il piacere...
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# catholico 2013-04-18 14:14
ansgario

Il Limbo non è una verità di fede tratta dalla Bibbia ma verità emersa dalla teologia e dal magistero e può essere modificata da un Papa.

"L'inferno ci sarebbe ma potrebbe essere vuoto"

Non credo proprio che Giovanni paolo II abbia fatto sua questa eresia. E' una fesseria!

E sa perchè? E' stato proprio GPII a riportare il diavolo alkl'attenzione dei cattolici dopo un periodo di oblio. Ha ordinato nuovi esorcisti. Secondo Lei perchè l'inferno credeva che fosse vuoto?


Nell'Infeeno ci sono i diavoli quindi non è vuoto.. e non avrebbe oordinato esorcisti se non avesse creduto alla possibilità di poterci andare.



"Dio non condannerebbe nessuno (Bergoglio)"


MI spiace ma Dio non condanna nessuno. Siamo noi che ci condanniamo con il nostro rifiuto.

QUESTA E' TEOLOGIA FIN DALLE ORIGINI DELLA NOSTRA CHIESA.

Certo che Dio è giudice e ci può condannare ma per il rifiuto che noi facciamo del Figlio.



"Usare il preservativo da malati potrebbe essere un'inizio di moralità (Ratzinger)"

Questa si chiama dottrina del Male minore da sempre usata nella Chiesa.

La scandalizzerà venire a sapere che il preconcilare San Tommaso D'Aquino considerava lecita come male minore la prostituzione piuttosto che disfare la famiglia.

Come male minore non significa che non va confessato!

Secondo lei uno con l'Aids che va con le prostitute, o con donne fuori dal legame matrimoniale, e le infetta tutte perchè ha rapporti "aperti alla vita" è meeno peccatore di quello che almeno si preoccupa di non nuocere agli altri????


Io purtroppo ho conosciuto tradizionalisti che arrivano alla perversione di ammettere che è meno peccatore il primo solo perchè fanno una somma aritmetica dei peccati senza una logica!

Vada a catechismo!.... Davvero. Saluti.
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# ansgario 2013-04-09 18:07
Per il Sig. Chiari:
"Interruzione della successione apostolica IMPOSSIBILE?"
Forse, perché Nostro Signore non permetterà che venga consumata, ma che a questo mirino le forze anticristiche della Massoneria da secoli dovrebbe essere arcinoto. Anzi mi meraviglio che Chiari si meravigli. Non ha mai letto i documenti dell'Alta Vendita? Non ha mai provato un attimo a pensare cosa potrebbe inventare Satana per annientare la Chiesa, se non di alterare l'Ordine Sacro al fine di fare cessare il Santo Sacrificio della Messa? Anche Padre Pio, citato nel libro recente di Gnocchi e Palmaro "L'ultima Messa", prevede ciò dopo la sua morte. Lo aveva previsto anche l'abate Dom Guerarger assieme ad altri. Non sa Chiari che la Chiesa ha sempre identificato la soppressione del Sacrificio quotidiano, prevista dal profeta Daniele e citata dal Vangelo, con la soppressione del Sacrificio Eucaristico al tempo dell'Anticristo? Non ha mai sentito parlare Chiari della visione di Papa Leone XIII il 13 ottobre 1884 in cui si udì che Cristo concesse a Satana la sfida di un secolo di maggiore potere per distruggere la Chiesa? Non risulta a Chiari che numerosi santi e santi padri della Chiesa abbiano previsto questa soppressione del Sacrificio eucaristico, tra cui S. Metodio d'Olimpia? Che S. Agostino nel De Civitate Dei, cap. XX preveda analogamente che l'Anticristo prima di manifestarsi apertamente prepari gradualmente una sua chiesa, guastando quella autentica? Non ricorda che la Beata Anna Caterina Emmerick parlava di falsa chiesa, strana chiesa, composta da varie sette e confessioni cristiane, con due papi, con una strana messa che non aveva l'ultimo vangelo e non era gradita a Dio? Questo non le dice niente? O pensa che i tempi finali non arriveranno mai?
Tuttavia si tranquillizzi. Gli ultimi papi hanno riformato la messa e i sacramenti, ma solo nel rito latino, senza contare che nel cattolicesimo tradizionalista latino ci sono certamente più di cinque vescovi cattolici validamente ordinati e altrettanti di rito bizantino slavo; senza contare gli uniati cattolici, gli ortodossi, i copti, gli armeni e tutti quei vescovi che a vario titolo hanno sacramenti validi: sicuramente molte centinaia sparse in tutto il mondo. L'Anticristo dovrà lavorare molto per snidarli tutti quanti e fare cessare la successione apostolica, ma non ci riuscirà, perché secondo la profezia della Beata Anna Maria Taigi, che certamente il Chiari non conosce, dopo la grande tribolazione, le guerre e le persecuzioni generali, dopo i disastri delle meteore e una lunga Sede Vacante, i vescovi cattolici superstiti si riuniranno nuovamente per eleggere il nuovo Papa. Si rassegni il Chiari e tutti gli altri che vorrebbero tutta razionale la storia della Chiesa, rispondente ai criteri teologici consolidati: il mistero di Dio supera abbondantemente in originalità la nostra fantasia. Perciò è inevitabile, stando alle Scritture stesse(Lamentaz ioni 1,1- 2,7- 4,11e12- 4,20- 5,3; Ezechiele 24,15 segg.- Matteo7,15 segg. - Giovanni 6,70 - Giov. 10,1 Giov 5,43 - 2Tessalonicesi 2,3-11; Apocalisse 18, 7b - solo per citare le prime che mi vengono in mente), che almeno nell'ultima fase della sua storia terrena la Sposa del Signore resti vedova del suo vicario nell'attesa che il suo corpo mistico risorga a nuova vita, per confermare che comunque le porte degli inferi non prevarranno. Come? Solo miracolosamente , nonostante la Sede Vacante, come 2000 anni fa, nonostante il Crocifisso deposto nel sepolcro.
Ci fidiamo o no della Risurrezione di Gesù?
Christòs anèsti!
Alithòs anésti!
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# Maccabeo 2013-04-11 06:28
Cosa ne dite del fenomeno dei frati e suore ballerini? questo video è di pochi giorni fa a Cagliari...

http://www.youtube.com/watch?v=nigy_RH2koQ&list=PL111BB811C2F6C9C8&feature=player_detailpage
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# Policarpo 2013-04-11 10:00
Giro quì in proposito le considerazioni di un teologo (di cui non è riportato il nome) prese dal sito messainlatino:
"La danza dell'io.
Le fanno passare per danze che abbiano qualche rapporto con Dio.
In realtà sembrano averlo solo con l'io.
L'ultima, in ordine di tempo, a Cagliari.
Promossa da religiosi, si conclude con una comparizione della croce, accolta tra urla ed applausi.
A queste danze abbiamo fatto la brutta abitudine.
Non ci abitueremo mai, tuttavia, all'idea che esse abbiano attinenza con la fede.
E non ci abitueremo mai a quell'altra idea, del tutto strampalata, secondo la quale il Papa avrebbe invitato a ballare. ( Sottolineatura nostra n.d.r. )
Papa o non Papa, l'equivoco deriva dal concetto di nuova evangelizzazion e.
Per alcuni essa non è nuova per il suo voler proporre l'identico vangelo ai nostri tempi, bensì per le forme in cui si attua.
Perché se è plausibile che si ricorra a mezzi che sono di questi tempi, resta intatta la distanza tra il vangelo e il pensiero del mondo.
Il Papa ha invitato ad evangelizzare, non a ballare.
Bisogna servirsi dei mezzi, e non assumere i tempi.
Il Vangelo ha la sua forza nella Verità che sorpassa tutti i tempi.
Presentandosi quale forma nuova di evangelizzazion e, questo spettacolo presume di riportare il Vangelo dove è nato: nelle strade!
Ora, il Vangelo, se sono attendibili le fonti in nostro possesso, è nato a Nazaret, nell'umile dimora di una vergine di nome Maria.
Se intendiamo il vangelo in quanto annuncio, bisogna vederne l'inizio a Betlemme, dove i pastori sono indotti ad andare senza indugio verso la grotta e a prostrarsi davanti al Bambino.
Se, ancora, il Vangelo è potenza di Dio, allora esso è nato sulla croce.
Se, infine, è quel che si intende comunemente, è associato alla missione pubblica di Gesù.
Il quale va per le strade, è vero, ma per sottrarre alle vie del peccato e della presunzione e consegnare al Regno di Dio.
Qui non si capisce a cosa si venga sottratti, Non certamente al pensiero del mondo, che in alcune danze ha la sua espressione rituale.
L'assenza di una melodia, un agitarsi senza coordinazione delle membra, un saltare solo per saltare, come storditi dal frastuono, sono tutte espressioni della vacuità esistenziale in cui l'uomo del nostro tempo sembra essere precipitato.
Non voglio generalizzare, né tanto meno stigmatizzare pienamente i momenti in cui i nostri giovani vogliono evadere (da cosa, non si sa).
Resta il fatto che queste danze seguono perfettamente il flusso del tempo.
Non siamo in chiesa, ma l'evangelizzazion e non diventa meno dignitosa per il fatto che non si svolge all'interno di un tempio.
Si propone così, esattamente come accade nel contesto liturgico, la confusione tra lo spazio di Dio e lo spazio dell'uomo, con la prevalenza di quest'ultimo.
L'annuncio del vangelo è invece ordinato all'ingresso dell'uomo nello spazio di Dio, attraverso la fede e le opere della fede, prime tra tutte quelle che sono destinate al culto di Dio e alla salvezza.
Chissà quanti di questi giovani sono spinti a comprendere che entrare nello spazio di Dio, vivere e celebrare le opere di Dio, richiede la separazione da tutto quello che caratterizza la vita profana.
Queste danze sono nate, e per lo più vengono riproposte, in chiave vocazionale.
Sarà per questo che seminari e conventi sono strapieni...
Non può mancare la nota squisitamente "liturgica" o teologica in tutto questo.
E' una sola, la stessa da un bel pò di tempo, e valida per tutti, dal waka waka assisiano ai gruppi carismatici: Davide danzò davanti all'arca.
Il presupposto è il medesimo dell'archeologismo liturgico: più si va indietro, è più ci si avvicina all'evento fondatore...
Solo che qui siamo indietro di qualche secolo persino rispetto a quell'evento (quant'è brutto chiamare evento il Figlio di Dio!).
Se Davide ha danzato, non ha danzato Gesù.
O almeno non ha chiesto di farlo.
C'è poco da danzare nel cenacolo....
Se qualcuno ha danzato nel Nuovo Testamento, è il Battista, e per di più nel grembo della madre.
Segno che siamo in presenza della nuova arca dell'alleanza.
Le cose di prima sono passate!
E di nuove ne sono sopravvenute, secondo un percorso lineare di sviluppo nella comprensione della verità.
Perché dovremmo ballare e non stare in ginocchio?
Perché dovremmo saltare e battere le mani, e non ascoltare?
La crisi di fede ha la sua cartina di tornasole nella liturgia.
Anche questa ridicola danza dell'io ci dice che siamo ancora lontani dalla sua ricomposizione. Non ci resta che far danzare il cuore nella preghiera, implorando la misericordia divina ".
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# Maccabeo 2013-04-12 06:36
Hai proprio ragione. Comunque chi lascia fare il male, potendolo arginare, e non lo fa, è complice.
Guarda anche questo video. Qui balla anche il "vescovo". Notare la stella a 5 punte semi rovesciata che troneggia dietro:

http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=p_2JGi1PU8k

Qui tutta la playlist di anti-frati e anti-suore ballerini:

http://www.youtube.com/playlist?list=PL111BB811C2F6C9C8

Però non si dubiti della validità delle ordinazioni di questi... "ballerini!"
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# ansgario 2013-04-15 18:42
ok
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# ansgario 2013-04-15 18:43
oo
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# ansgario 2013-04-15 22:31
Alla redazione:
Avevo postato oggi pomeriggio un lungo commento all'ultimo di Olaf, ma cliccando INVIA compariva la scritta: inserisci il nome, il che è strano e inusuale. Se è possibile ricuperare il mio commento, bene, altrimenti pazienza. Non dedicherò altro tempo a rifarlo.

-----------

Gentile lettore,

il suo commento non è mai arrivato.

La redazione
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# ansgario 2013-04-16 08:48
Capisco: un errore tecnico, ma quale, di chi?
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# catholico 2013-04-22 08:00
Angsario è tutto in errore... la fine della successione apostolica non è possibile nemmeno davanti a tutte le "forze anticristiche della Massoneria". La successione apostolica ci è stata data nonostante il serpente abbia tentato i progenitori, nonostante la ribellione degli angeli a Dio, che fu rifiuto e invidia proprio di Cristo. Vuole che dopo fatti meno gravi di questi possa cadere la successione apostolica, se proprio per questi fatti fu inventata dal Signore? Assurdo.

La fine del sacrificio, si riferisce alla profezia "l'abominio dell adesolazione nel luogo santo..." non si riferisce alla messa. Gesù ha istituito la messa con l'Ultima Cena come alleanza eterna e non può quindi venire meno.

Papa Francesco ha recentemnete ricordordato che in Giappone senza preti per due secoli la comunità ha resistito lo stesso. E come? Ovviamente con i sacramenti di desiderio. Hanno celebrato messe, matrimoni e tutti i sacramenti senza preti essendo in questa situazione estrema Dio gli ha concesso la grazia dello Spirito Santo nonostante l'invalidità oggettiva dei sacramenti amministrati perchè quel che conta è la sopravvivenza della Chiesa e la salvezza delle anime. Quindi non si turbi, se necessario faremo anche noi così. Il Papa l'ha già profetizzato.

La profezia di Daniele sull'abominio della desolazione nel luogo santo si riferisce piuttosto alla fine del sacrificio ebraico. In quanto gli ebrei sarebbero in una condizione meno grave se pur con il rifiuto di Cristo almeno celebrassero il loro vecchio sacrificio. Almeno resterebbero fedeli alla vecchia alleanza, anche se nell'errore. Per Dio anche dei pagani se celebrano i loro sacrifici almeno lodano Dio seppure in modo sbagliato e le loro colpe meno gravi. Quando un popolo smette di offrire sacrifici entra in uno stato di empietà grave che lo rende sempre più lontano dalla conversione. I pagani infatti si sono convertiti perchè offrivano sacrifici.
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# Antonio Diano 2019-03-18 17:24
"Messe senza preti"? Ma che dice? Che Dio, se lo vuole, dispensi le Sue grazie anche a chi è oggettivamente impossibilitato ad assistere alla S. Messa e a ricevere i Sacramenti è senz'altro vero, ma non è assolutamente vero che si possano celebrare Messe senza prete!!!!!!
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