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Renzi sveglia: Merkel si tiene l’euro ma ha buttato la UE
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«Presto o tardi la moneta esploderà, senza la coesione necessaria»: così parlò la Cancelliera il 19 dicembre scorso, all’indomani dall’aver ottenuto la «vittoria per KO per Berlino» che i nostri politici e media chiamano «unione bancaria» (non c’è nessuna unione bancaria, ma questo lo vediamo poi).

Torniamo alla frase: «Presto o tardi l’euro esploderà, senza la coesione necessaria». Come ha notato l’economista Jacques Sapir, a prima vista la dichiarazione è perfettamente condivisibile. Tutto sta a vedere cosa si intende per «coesione necessaria»: Gli europeisti e federalisti hanno sempre inteso la «coesione» come un sistema di trasferimenti finanziari da uno stato ricco a uno stato dissestato. Si fa così negli Stati Uniti, che sono appunto una federazione, e fanno così i lombardi trasferendo (a loro insaputa) 50 miliardi l’anno alle Regioni del Sud – che essendo in mano alle camorre non sono mai sazie (1).

Vi pare che la Merkel, e il popolo tedesco, possano accedere a questo senso della parola «coesione»? La Germania dovrebbe trasferire ogni anno agli stati meridionali l’8-10% del suo Pil. Ogni anno, sborsare 220-230 miliardi di euro per pagare l’Italia e la sua classe di parassiti, i cui vertici si pagano emolumenti tripli ai vertici politici tedeschi. Vi par possibile?

«La solidarietà intra-europea è semplicemente incompatibile con la strategia fondamentale della Germania: restare competitiva a livello mondiale», ha spiegato Patrick Artus, un altro economista francese di primo piano. Berlino dovrebbe suicidare il suo sistema economico per pagare Gasparri, Carfagna, Napolitano e Befera (e gli altri dai titanici emolumenti): suvvia, europeisti dei miei stivali...

Cosa intende dunque Merkel per «coesione necessaria» a salvare l’euro? Ben sapendo che alle capitali europee (e soprattutto agli elettorati) sarebbe difficile far accettare altre cessioni di sovranità, la Cancelliera vuole che i governi europei, ciascuno per sé, stringano dei «contratti» con la Commissione. Contratti «cogenti», ossia costrittivi secondo il diritto civile, in cui gli Stati si impegnano a fare le riforme «strutturali» pretese da Berlino, in cambio di un eventuale, ipotetico sostegno finanziario. E mica con la Commissione, quella è solo la foglia di fico: di fatto, i contratti costrittivi che ciascun governo dovrà firmare, li firma con Berlino. Che comanda di fatto la Commissione.

Infatti lo ha confermato Olli Rehn, il commissario che – smanioso di succedere a Barroso, dunque scodinzolante verso Berlino che può decidere il suo destino – ha subito spiegato l’uscita delle Merkel: «Abbiamo bisogno di più pressione sulle riforme strutturali perché ognuno si impegni». Ecco pronunciata la parola: più pressione. Persino Vienna, persino gli alleati più solidi della Germania hanno inteso la gravità della cosa, e si sono allarmati: «Ogni regola costrittiva deve rispettare i parlamenti», ha detto l’austriaco Werner Faymann. Solo i nostri Napolitano, Letta, Renzi (e razzumaglia parlamentare varia) non hanno capito.

Cosa bisogna capire? Che – come ha scritto ancora Sapir – «ciò equivale a costruire, a fianco delle istituzioni europee, un altro sistema istituzionale in cui i diversi Paesi sarebbero legati alla Germania in modo cogente, dato che per Berlino i contratti hanno forza di legge».

Dunque è questo il punto: un sistema istituzionale di fatto sta per sovrapporsi alle cosiddette istituzioni europee (all’eurocrazia), e ne prenderà il posto: a nostra insaputa. Non che sia sbagliato: la Merkel mostra di non aver alcuna illusione sull’esistenza di un fantomatico «popolo europeo», come sognano i federalisti della «solidarietà» utopistica. Non fa che adempiere al mandato della Corte Costituzionale di Karlsruhe (30 giugno 2009) che ha accettato sì il trattato di Lisbona, ma sotto condizione dell’approvazione, da parte del parlamento tedesco, di tutte le norme e direttive europee: ciò perché “the European Parliament is not a body of representation of a sovereign European people.

Questa sentenza non solo ha negato l’esistenza di un «popolo europeo» [e dunque di una comunità di destino – logico, se si ricorda quello che significa «popolo» (Volk) nella cultura tedesca] ma stronca le fumisterie «federaliste» sovrannazionali – le stronca almeno per quanto riguarda la Germania, in quanto Karlsruhe ha mantenuto alla Germania la sovranità nazionale – unica, visto che gli altri governi vi hanno più o meno rinunciato. Per Karlsruhe, infatti, il potere della UE è «derivato» e non nativo, primigenio come la sovranità del Volk. Ora Berlino riconosce la sovranità degli altri popoli (e loro governi) in Europa, infatti li lega a sé con «contratti» – che sono beninteso «liberi» – dove accettano le regole stringenti e severe. Rinunciate alla sovranità? Fatti vostri...

In ciò, Berlino porta un realismo brutale, che sarebbe persino benvenuto se non lo avesse avvolto nella finzione di mantenere le istituzioni precedenti (la Commissione che stringe formalmente i «contratti») svuotandole di fatto, e se il mutamento fosse stato il risultato di una chiara analisi – da parte di tutte le capitali – del fallimento europeista e una risistemazione discussa ad adottata alla pari con gli altri governi. Invece gli altri governi vacuamente si tengono alla finzione di un futuro federalismo, senza porre il problema con onestà intellettuale. Lo dimostra il fatto che abbiano salutato la recente «unione bancaria» con squilli di tromba, come «un passo avanti decisivo», come ha più o meno dichiarato Saccomanni.

Effettivamente, nell’autunno 2012, i Paesi del Sud Europa, guidati dalla Francia, avevano strappato il principio di «unione bancaria»: che nelle intenzioni doveva essere insieme un meccanismo di sorveglianza e regolamentazione delle banche dell’eurozona, ma anche un meccanismo per la gestione concertata delle crisi bancarie. «L’inchiostro non si era ancora asciugato su tale accordo», scrive Sapir, «che la Germania ha fatto di tutto per svuotarne la sostanza; ovviamente, riuscendoci». Mentendo, Le Monde e tutti gli altri «grandi» media hanno appunto definito questo fallimento «un passo avanti decisivo per l’euro», «un buon accordo che corregge le falle dell’eurozona»... sia per ordini ricevuti da qualche loggia, sia per coazione a ripetere i cliché massonici che accompagnano l’europeismo e non possono essere sostituiti per mancanza di idee, io non so: «Politica perdente non si cambia», ha ironizzato qualche osservatore. Per smascherare la menzogna basta citare due punti della cosiddetta unione bancaria:

1) Il meccanismo di supervisione non riguarda che 128 banche sulle 6 mila che operano nella zona euro. Soprattutto, le casse di risparmio regionali tedesche, che finanziano l’industria e in cui si annidano i riservati legami tra politica e imprese dello specialissimo «liberismo»germanico, sono sottratte alla supervisione della BCE, esattamente quello che Berlino ha fortemente voluto.

2) Quanto al fondo di risoluzione delle crisi – a tutti le banche di tutti i paesi devono contribuire, ma Berlino molto di più – sarà di 55 miliardi: cifra semplicemente ridicola, se si pensa che alla Grecia sono stati dati crediti per 241 miliardi per ottenere il bel risultato che sappiamo, il Portogallo ne ha avuto (sotto gravi condizioni) 78, alla Spagna non bastano nemmeno lontanamente i 41 e passa che ha ottenuto dal MES, sigla per l’orwelliano Meccanismo Europeo di Stabilità (e oggi si strombazza l’uscita della Spagna dal MES come un gran successo: sì, forse per le banche, ma il 27% di disoccupazione permanente non è stato risolto...)

Ma non basta: la bella cifra di 55 miliardi sarà raggiunta non prima del... 2026. La pseudo-unione bancaria, entrerà in funzione con quella cifretta risibile non prima di 12 anni: periodo in cui possono scoppiare crisi bancarie enormi, e Berlino s’è assicurata il diritto di non cacciare nemmeno un soldo per salvare banche altrui.

Germania, Olanda e Finlandia volevano soprattutto una cosa: evitare ogni ricorso al denaro pubblico. O detto altrimenti: quei tre Paesi creditori hanno voluto rimangiarsi gli impegni presi col MES, che permetteva di utilizzare i fondi per la banche di tutti i Paesi. E ci sono perfettamente riusciti.

E chi paga invece? I depositanti delle banche che entrano in crisi. È stato istituzionalizzato, infatti, il metodo applicato per la prima volta a Cipro: se i vostri depositi sono superiori a 100 mila euro, la banca li può confiscare . È un bel risultato, dopo che per anni s’è detto che l’euro aveva i suoi difetti sì, ma «protegge il risparmio» dalla svalutazione. Si noti che soltanto la zona euro (non l’area dollaro, non lo yen..) ha bisogno di mettere le mani sul risparmio, tradendo la fede dei depositanti, per la via della politica conservatrice della BCE, anche questa imposta dalla Germania.



Conclusione: Berlino (coi suoi satelliti) è di fatto uscita dall’Europa «solidale», mantenendo però l’euro. Ossia la moneta che, sottovalutata per lei (il marco sarebbe il 30% più caro) le facilita l’export – mentre lo ostacola a noi.

Non sarebbe il caso di porre la questione, per il nostro governo, con chiarezza politica e intellettuale? Invece lorsignori fingono che la UE esista ancora e si avvii verso il «federalismo».

È vano e profondamente menzognero continuare a presentare come possibile l’esito federalista, che s’è invece allontanato definitivamente (avete più sentito riparlare di eurobond?). Ed è pericolosissimo: i nostri semi-governanti, senza idee alternative come sono, possono essere indotti a firmare i «contratti» proposti da Frau Merkel: il che significa farci sostenere la totalità dei costi necessari alla sopravvivenza dell’euro, mentre la Frau è la sola a trarre vantaggio dalla moneta unica. Al contrario, i contratti (dice Sapir) «affonderanno l’Europa del sud e la Francia in una recessione storica, da cui usciremo devastati sul piano industriale e sociale». Bisogna invece prendere atto che il sistema, «anziché porre l’euro al servizio dell’economia, sacrifica l’economia a profitto dell’euro».

Ma soprattutto, bisogna prendere atto dal cambiamento politico che è avvenuto. L’Europa che i congiurati alla Monnet vollero «senza patrie», s’è mutata in una inquietante replica del primo Reich, quando un solo Stato forte e sovrano – la Prussia – aggregò attorno a sé i principati e ducati germanofoni in un sistema di «comando e obbedienza», in un impero. Una «patria» che annulla le altre patrie, con l’aggravante che l’egemone neo-prussiano non prova alcuna solidarietà verso quelli che non parlano tedesco, e dunque non sono il suo Volk.

Bisogna aver chiaro quel che la Merkel ha sottinteso con quella frase sull’euro che «presto o tardi esploderà, senza la coesione necessaria»: visto che un’Europa federale non è nemmeno concepibile per i tedeschi, la coesione che dichiara «necessaria» non è altro che accettare la totalità delle condizioni tedesche; e se non lo facciamo, è disposta a dire addio all’euro; è il suo aut aut con cui pensa di farci accettare i suoi «contratti» cogenti. È la prima volta dal 1945 che un Cancelliere tedesco espone con tanta crudezza il suo progetto di dominazione dell’Europa, ed è una colpa gravissima dei nostri governanti (chiamiamoli così) non cogliere invece l’occasione, prendere la Merkel in parola e avviare la dissoluzione concordata dell’euro.

Né Letta né Renzi saranno quelli che lo faranno, e la loro responsabilità storica sarà imperdonabile.

Certo che l’Italia avrebbe urgentissimo bisogno di riforme «strutturali»: essenzialmente, un radicale risanamento-sfoltimento dell’amministrazione pubblica, della magistratura, delle Regioni (da abolire), per mettere il colossale apparato parassitario al servizio della nazione, invece che – come oggi – la nazione sia prostrata a servirlo.

Ovviamente, costoro non hanno nessuna intenzione di farlo, perché sarebbe incidere sulla propria carne e delle proprie clientele. La cosa che faranno sarà di firmare, per nostro conto, i contratti della Merkel, e poi di aumentarci le tasse.

Lo ha capito bene il vecchio economista Paolo Savona, non da oggi fautore di un piano di uscita dall’euro. Come ha scritto su Milano Finanza il 28 dicembre,

«Uscire dall'euro? Mai detto, ma ciò non può significare che non si debba essere preparati a farlo (il Piano B), ove la situazione peggiorasse per nostra colpa o per eventi esterni sui quali non possiamo influire. Non possono esservi posizioni precostituite (stare o non stare) su temi vitali per il nostro Paese (...) Uscire oggi dall'euro è un problema molto serio che richiede un'intensa azione diplomatica preparatoria per nuove alleanze, come lo richiede la messa a punto dei modi per restarci».

Insomma, dice Savona a Renzi e Letta (e Napolitano, Saccomanni eccetera), se volete restare nell’euro, allora studiate come restarci, perché il problema è molto serio, almeno altrettanto quanto uscirne. E i metodi per restare nell’euro, continua il vecchio economista,

«... non possono essere l’aumento disordinato della pressione fiscale, alimentato dalla filosofia redistributiva dei redditi e della ricchezza dai presunti ricchi agli effettivi poveri che contraddistingue l’attuale “svolta dei quarantenni” [Letta, Renzi, Alfano, ndr). Se essi non provvedono a due interventi urgenti, la ristrutturazione del debito pubblico con garanzia di cessione del patrimonio dello Stato e il taglio di almeno il 3% della spesa pubblica, per acquistare tempo e procedere a una riforma radicale che richiede tempi lunghi, quella della pubblica amministrazione, non usciremo dalla crisi, anzi ci addentreremo in essa».

«Lo Stato assorbe la metà del pil ed è l’unico settore che si è espanso nel corso della crisi, mentre tutti gli altri si sono ridimensionati. Se poi i quarantenni mettono mano, sorretti dai fautori della crisi attuale, a una maggiore patrimoniale rispetto a quella che è già stata decisa, allora l’uscita dall’euro verrà causata da chi prenderà questa decisione».

Al contrario, «se saremo capaci di fare questa riforma (non certo con questi politici, ndr), saremo anche rispettati e forse potremo dire la nostra per la riforma dell’Unione Europea, anch’essa da realizzare in più tappe: ritorno alla legalità delle decisioni e al rispetto degli accordi; attribuzione alla BCE almeno del compito di intervenire sul cambio dell'euro e al Parlamento Europeo il potere di decidere, su proposta della Commissione, di attuare un piano di infrastrutturazione e di investimenti in ricerca e sviluppo nell’ambito del 3% del pil europeo. In breve, uscire non dall’euro ma dall'incubo e rientrare nel sogno europeo, quello in cui abbiamo sempre creduto e che resta un passaggio storico indispensabile. Chi si oppone genera in un secolo la terza tragedia dell’Europa che si voleva evitare».

Matteo Renzi, è in ascolto? Telefono occupato.




1) È quel che ha spiegato il Nobel Christopher Pissarides, della London School of Economics, in una recente conferenza: «La California è stata costruita con il denaro della Costa Orientale USA, che ha finanziato infrastrutture, canali e strade alla fine del XIX secolo. La Cina trasferisce oggi risorse dal dalla sua costa ricca e sviluppata, all’interno per approntare infrastrutture. La Germania ovest ha trasferito risorse alla Germania Est. Perché non facciamo lo stesso in Europa? Perché loro [California e New York, Cina costiera e Cina interna, Germania Est ed Ovest] si sentono parti di una sola unità, mentre in Europa no». Non si può esser più chiari a denunciare il vuoto di «destino comune». Ma Letta Renzi, Napolitano e Saccomanni la sanno più lunga, e non ne prendono atto.


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Commenti  

 
# Andrea V. 2014-01-02 20:26
Se in Europa vogliono fare pressioni per le riforme in Italia c'è da capirli, in questo paese non è stata fatta nessuna riforma, e non verrà mai fatta, questo paese se lo riformi a livello strutturale smette di esistere.

Abbiamo uno stato che divora più di 800 miliardi di euro all'anno, l'unica riforma seria è quella di diminuire la spesa di almeno 200 miliardi ( la Francia spende 500 miliardi e va meglio di noi) pensate che in questo paese si possano tagliare 200 miliardi per liberare l'economia e aumentare gli stipendi e le pensioni da fame? io dico di no perchè mezzo paese abituato bene salta in aria.

Il massimo delle riforme sarà quello di abolire provincie e regioni per rendere i territori meno "forti" al cospetto dello stato padrone, senza ovviamente ridimensionare la spesa dei boiardi.

Faccio notare che tutti i paesi migliori del mondo hanno comuni, provincie e regioni, magari chiamate in altro modo ma con le stesse funzioni, noi che modello seguiamo? il Congo?
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# betamax 2014-01-03 11:54
Citazione Andrea V.:
Abbiamo uno stato che divora più di 800 miliardi di euro all'anno, l'unica riforma seria è quella di diminuire la spesa di almeno 200 miliardi ( la Francia spende 500 miliardi e va meglio di noi)


Si rende conto che sta diffondendo dati completamente falsi?
La spesa pubblica in Francia è superiore a quella italiana sia in percentuale sia in assoluto.
E questo vale anche se si tiene conto degli interessi sul debito pubblico. Dati qui (pag. 17 del documento, ad esempio)
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-per-1/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa2000-2011.pdf
In secondo luogo, sa lei che la spesa pubblica è PIL? Se lei taglia la spesa pubblica, taglia il PIL. Full stop.
Anzi, secondo il FMI, ogni 1 euro tagliato dalla spesa pubblica comporta una discesa del PIL per almeno 1,5 euro.
Come può essere? E' semplice, persino i 1000 euro "regalati" al mitico forestale calabro diventano reddito privato del tizio, e quindi spesa che mantiene la sua famiglia. E poi diventano profitti del suo prestinaio e del suo macellaio e così via, in una catena che, per quanto di origine dubbia, diventa virtuosa strada facendo.

Da questi dati di fatto (li smentisca, se può) discende che tutto il suo ragionamento riposa su dati falsi e quindi vale solo come DISINFORMAZIONE .
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# GIGIOTTO 2014-01-03 15:52
I 1000 euro regalati al forestale calabro vengono rubati al piccolo imprenditore lombardo. Indovinate chi ne farebbe miglior uso?
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# betamax 2014-01-04 17:48
Non sto certo affermando che quei 1000 euro siano impiegati al meglio! Leggi bene il mio ragionamento.
Quel che dicevo è che la spesa pubblica è comunque PIL, soprattutto se finisce per tornare nel circuito economico del paese (nel qual caso vale 1,5 volte la spesa, almeno).
In effetti la spesa pubblica è davvero improduttiva quando finisce nelle tasche di qualcuno che la esporta, senza ricircolarla nel paese.
Bada che non sto affermando che il piccolo imprenditore lombardo porterebbe i soldi in Svizzera! (D'altra parte sto nella zona e qualcosa ho visto succedere anch'io, negli anni d'oro...).
Sai, anch'io credevo un tempo che i soldi del forestale fossero rubati a me lombardo, poi però mi sono informato meglio: è l'eterno "romanzo di centro e periferia", che in economia si chiama Ciclo di Frenkel.
L'Italia è stata insieme 150 anni, bene o male, perché c'erano i trasferimenti interni a riequilibrare una moneta unica (la lira dell'Italia unitaria) che era tagliata sulla misura del nord e sfavoriva il sud. L'Euro, come spiega Blondet, non resisterà altrettanto perché non compensa con trasferimenti interni le regioni che abbisognano di una valuta meno forte.
Per chiarezza, ribadisco che sono pienamente d'accordo con te che il fisco italiano è oggi a livelli criminali, ma è errato identificare il nemico nel forestale calabro. Non è per lui che Befera & C. spremono l'imprenditore lombardo, ma per i "virtuosi paesi Core dell'UE" che devono rientrare dai crediti pazzamente concessi a greci, portoghesi e spagnoli.
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# Andrea V. 2014-01-03 23:20
Citazione betamax:
Si rende conto che sta diffondendo dati completamente falsi?
La spesa pubblica in Francia è superiore a quella italiana sia in percentuale sia in assoluto.



non trovo il link dove lo avevo letto, ma ho trovato questo nei siti francesi, magari mi sfugge qualcosa, sia chiaro.

"Recettes totales pour 2013
En tenant compte des prélèvements sur recettes, la loi de finances initiales pour 2013 prévoit dont que les recettes brutes atteindront la valeur de 332,9 milliards d'euros en 2013."

http://www.comptespublics.fr/index.php?page=budget-etat-2013
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# zampano 2014-01-03 23:30
Da dove prendiamo i 1000 euro per il forestale?
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# betamax 2014-01-04 18:00
Ammesso che il forestale non se li meriti (e qui il tizio troverebbe certo pochi difensori), viene sempre fuori il problema nato nel luglio del 1981, col "divorzio" tra Banca d'Italia e Tesoro, oggi aggravato all'ennesima potenza dalla completa cessione della sovranità monetaria e finanziaria. I soldi uno stato non ha da chiederli in prestito ai mitici MERCATI, ma ha da gestirli in proprio, anche stampandoli all'occorrenza in quantità ragionevole.
La grande Italia degli anni 1948-1981 (grande in assoluto, visto che è cresciuta più di ogni altro stato al mondo in tutto quel periodo.. e il piano Marshall non c'era solo da noi) ha sempre fatto così, trovando risorse al tasso che voleva lei, senza pagare mai interessi esagerati, e lasciando in eredità all'Italia seguente (asservita alle norme europee) un debito pubblico che non superava il 60% del PIL, pur avendo ricostruito un paese e avendolo portato ad essere la quinta o sesta potenza mondiale, dalle ceneri della guerra.
Oggi NON PUO' fare lo stesso, causa normative Europee, quindi Befera DEVE spogliare tutti i cittadini, in particolare quelli che hanno accumulato qualcosa. Chi ha beni al sole viene tosato.
Fuori dall'euro, subito!
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# san 2014-01-11 19:41
Lei non tiene che il cordone della liquidità lo tiene la Merckel.Per dare 1000 euro al suo amico forestale bisogna chiederli alla Germania,quindi stampare obbligazioni da vendere agli strozzini delle banche tedesche alle quali paghiamo il 5% di interessi.
Non ha ancora capito che la Germania e la mssoneria ci stanno strozzando!
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# DECIOMERIDIO 2014-01-26 18:10
Se la spesa pubblica è Pil quello che faccio con le mignotte è amore....
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# PIERO61 2014-01-02 20:29
salve
io all'europa unita NON ci ho mai creduto e NON la voglio. Io ESIGO tutte la nazioni europee e mondiali, indipendenti e SOVRANE, per il bene di tutti...
che vadano a farsi fottere la Merkel, renzi, prodi, barroso e fecciume vario...
scusate lo sfogo ma ne ho piene le scatole di ue, euro, prodi, letta...
saluti
Piero e famiglia
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# Johannes62 2014-01-03 12:08
Citazione PIERO61:
salve
io all'europa unita NON ci ho mai creduto e NON la voglio. Io ESIGO tutte la nazioni europee e mondiali, indipendenti e SOVRANE, per il bene di tutti...
che vadano a farsi fottere la Merkel, renzi, prodi, barroso e fecciume vario...
scusate lo sfogo ma ne ho piene le scatole di ue, euro, prodi, letta...
saluti
Piero e famiglia

Ha perfettamente ragione, concordo in pieno!
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# Franco_PD 2014-01-02 20:45
Blondet può stare fresco, se spera che qualcuno si svegli, e noi con lui. TG5 delle 20 di oggi, appena terminato: di che si parla? Renzi preme sulla riforma elettorale (tanto chi verrà eletto non conterà comunque una cippa per le cose che contano...) e per un ridimensionamen to della Bossi Fini (abbiamo bisogno di più extracomunitari evidentemente!) . E non possono poi mancare le unioni civili, chiaramente un enorme problema sociale (ma sono così tanti i finocchi in fregola matrimoniale?). E quali sono le altre notizie da prima pagina? Un'insegnante che scompare misteriosamente , un'adolescente fuggita e ritrovata e qualche altra notizia di nera strappalacrime, da cronaca super locale. Dobbiamo riempire la mezz'ora del TG di qualche frescaccia, perbacco. E la gente allocchita guarda, "si interroga, discute e polemizza" mentre chiotti chiotti quelli che possono nel silenzio più completo ti lavorano il fondoschiena, ormai senza neppure levartele, le brache. Se non fosse uno scenario tragico che oltretutto ci riguarda da vicino ci sarebbe da morir dal ridere.
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# Annhilus 2014-01-02 20:49
Letta è bruciato e Renzi è il nuovo saltimbanco alla bisogna. Costoro non hanno responsabilità politiche di sorta per il semplice fatto che non decidono una favazza nera, si limitano a fare quello che prevedono i loro danti causa.

Intanto il nuovo guitto del PD rinnovabile ha già reso noto il suo vero programma politico: matrimonio tra invertiti e adozione con modalità "più moderne"... per il resto o letta o renzi cambia il suonatore ma lo spartito della "direzione" resta lo stesso.
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# wasa 2014-01-02 21:00
caro direttore, premesso che certamente "l' euro ci uccide", senza eliminare i nostri "costi strutturali"( eufemismo per i nostri "giudesci&C" ) non ci salveremo nemmeno tornando alla lira.

Anzi diro' di piu' , termo che solo le "bastonate di un duro padrone" potranno avere un qualche (molto) ipotetico effetto "rigenerante" di questo "non-popolo" che attualmente siamo.
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# sempreio 2014-01-02 21:08
All'Italia mancano da molto tempo politici-parlamentari che amano il popolo italiano...Non si cerca la Grander come in Francia e la Fierezza come in Spagna...basta che a pagare siano sempre i cittadini...
ma io non credo che la merkell che si e' abbassata lo stipendio lei ed a tutto il parlamento, non abbia chiesto la stessa cosa ai politici italiani...chi la sa la verita'?!
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# adolibera 2014-01-02 21:12
quando sento che il governo vuole le riforme mi vien voglia di mettere mano alla pistola. (ci buttano nell'inferno e le chiamano riforme).
il trio 40, se va bene se ne frega di tutto, se va male spera che qualcun'altro tolga le castagne dal fuoco, (uscire dalla crisi). la germania potrebbe aiutarci a farlo, visto che le sbaglia tutte.
noi siamo bravi a tradire i tedeschi, lo abbiamo già fatto e lo faremo anche stavolta. governo non ci deludere! so" alegher, saluti adolf
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# sempreio 2014-01-02 21:17
non credo che la Merkell non abbia chiesto ai politici italiani gli stessi tagli ai costi della politica che lei ha praticato nel proprio paese...
perchè non pubblicate i miei commenti?
perchè non si apre l'articolo "il peggior nemico della verità..."
grazie
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# Pietro G 2014-01-02 22:09
Renzi ha già risposto. La sua proposta riguarda la legge elettorale, la abolizione della Bossi-Fini, le unioni omosessuali, più qualche riforma costituzionale, che non si farà di certo in questa legislatura, e il "job act" che gli sarà impedito di fare dal suo stesso partito. Tutto fumo e niente arrosto. La generazione dei quarantenni, almeno fino ad ora, rappresenta il ritorno alla prima repubblica.
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# henri 88 2014-01-03 00:08
Non mi è chiaro quale vantaggio si avrebbe a chiudere le Regioni.
Mi spiego: tutti gli impiegati (dai dirgenti in giù) che fine farebbero ?
Verrebbero messi in prepensionament o ?
Allora, non sarebbe che una classica partita di giro che sposterebbe il problema sul sistema previdenziale per i prossimi venti anni.
Un bel guadagno !
Occorrerebbe avere sotto mano il bilancio di ciascuna regione, e controllare bene...ma, così a occhio, direi che la spesa per il personale sia la maggiore.

Piuttosto, se fossi lo Stato lancerei un piano di grande opere pagando una parte dell'importo con buoni spendibili esclusivamente in sede fiscale.
Cioè, su 100 mila euro...non so, il 50% potrebbe essere liquidato subito in questo modo.
Il resto a fine lavori.
In pratica, un credito immediato di 50 mila euro che l'impresa può utilizzare già nell'anno in corso, e negli anni a venire, nei suoi rapporti con il fisco italiano.

L'Italia svecchierebbe, e l'edilizia (con tutto l'indotto) si riprenderebbe.
Lo Stato incasserebbe meno tasse ?
Direi di no.
Inoltre, mi pare che in questo modo lo Stato tornerebbe a creare moneta scongiurando fenomeni di accumulo/segregazione della ricchezza, o di inflazione.
Infatti, chi avesse un credito del genere avrebbe tutto l'interesse a spenderlo, rimettendo un po'in moto l'economia.

Di sicuro se ci fosse più lavoro, si allenterebbe la pressione sugli enti che oggi erogano tanti assegni di disoccupazione.

Sbaglio di molto ?
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# Franco_PD 2014-01-03 11:11
Henri, c'è stato chi onestamente ha detto che l'unico risparmio dall'eliminazione delle Regioni sarebbe quello sulle elezioni che non ci sarebbero.... Punto! Alla fine si tratta di una partita di giro: dipendenti pubblici fancazzisti trasferiti da una struttura ad un'altra. E ciao!
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# zampano 2014-01-03 23:32
Sì, temo anch'io
Anzi, si rischia che vengano "municipalizzati " tanti enti pubblici, non più soggetti a controllo
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# xorxi_ronco 2014-01-04 12:12
E' il solito fumo per allocchi.
Ci sono regioni più efficienti della Baviera e regioni che, con la scusa che l'unico "camino che fuma" (l'unica attività economica) è l'ente pubblico si sono gonfiate di personale inutile e pretenzioso arrivando a picchi di inefficienza mondiali. Tra l'altro alimentando in maniera indegna il potere delle mafie e distruggendo la scarsa economia esistente.
Il problema reale è che si dovrebbero licenziare un milione di dipendenti pubblici del centro sud e riqualificarsi nel turismo o artigianato. Ma scatterebbero rivolte popolari.
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# henri 88 2014-01-04 19:00
Le condizioni pietose del nostro Sud sono il motivo per cui non si arriverà mai a cose quali l'eliminazione totale del contante (non l'hanno fatto nemmeno gli Usa), il licenziamento di dipendenti pubblici ecc
Dopo Roma, sembra di entrare in un altro mondo; è pure divertente !
Recentemente, mi è toccato di visitare un paesino partenopeo e sorridere vendendo, nella piazza principale, lo slogan di una scuola privata esibito con un cartellone molto grande.
La sostanza era che è stata ottenuta una percentuale altissima di promossi agli esami finali di non ricordo quale diploma.

Quanti di quei cervelli (veri geni, di sicuro) fuggiranno dall'Italia ?
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# bizza 2014-01-03 00:10
Parlate del II Reich, la Prussia tradita dall'italia nella triplice alleanza. I manifesti germanici di 100 anni fa presentavano l'italiano che dava la mano al tedesco e con l'altra teneva il coltello dietro la schiena. La Germania non andava tradita. pezzi di merda tricolori. Il veneto all'Austria ! Brava Kancelliera MerKel. lavora onestamente per il tuo popolo. Come Federico, come Guglielmo, come Adolfo, come Konrad Adenauer, come Helmut Schmit, come Helmut Koln, come Genscher,come Gerhard Schröder . ma quale letta, maio, cadorna, diaz, sifilide ecc. ecc
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# maupiu 2014-01-03 00:45
Più o meno 30 anni fa mi capitò di seguire un corso, a seguito di un mio parente, sull’esperienza umana.
Due cose mi colpirono in modo particolare: quando la relatrice disse che la Germania si sarebbe presa con l’economia quello che non era riuscita a prendersi con i carri armati e quando poi affermò che l’esperienza umana era passata attraverso diverse tipologie di dittatura, da quelle teocratiche a quelle militari e via dicendo, ma che la prossima futura, la dittatura di tipo “economico”, sarebbe stata di gran lunga la peggiore da passare.
Mi ricordo questo particolare, perché poco più che ragazzo allora non riuscivo proprio a figurarmi in cosa mai avrebbe potuto consistere una dittatura di tipo economico e mi chiedevo se alla relatrice non avesse per caso dato di volta il cervello.
Adesso sinceramente, che tali esperienze sono qui davanti non riesco a capacitarmi di come la tizia avesse già allora colto pienamente nel segno.
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# Alfio200 2014-01-03 01:04
I tedeschi c'hanno le palle, noi abbiamo i coglioni (alla guida del paese). E' nell'ordine delle cose, per noi, soccombere e farsi dominare. La Merkel ha alle spalle fior di economisti che elaborano raffinate strategie, noi, mignotte e comunisti rincoglioniti messi dai partiti in posizioni strategiche. Che vogliamo? Combattere i panzer con i fucili a tappi?
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# laviga 2014-01-03 01:15
se lo riformi a livello strutturale smette di esistere.
quote

basterebbe cancellare questo vergognoso articolo dela "cosdiduzione più bella bel mondo",questa è la pietra angolare su cui poggia tutta la mostruosa macchina criminale della spoliazione dei sudditi, che devono solo stare zitti e morire in silenzio,il canagliume masso-mafioso messo al potere dai carri armati usa, sapendolo bene, si è premunito di scriverlo in costituzione,to lto questo crollerebbe tutto il loro potere.


Articolo 75

E` indetto referendum popolare [cfr. art. 87 c. 6] per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge [cfr. artt. 76, 77], quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio [cfr. art. 81], di amnistia e di indulto [cfr. art. 79], di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [cfr. art. 80].

http://www.senato.it/1025?sezione=127&articolo_numero_articolo=75
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# oriundo06 2014-01-03 10:58
A mio avviso con la 'questione greca' l'Europa è morta. Era il banco di prova decisivo: ed è stato solo l'osceno balletto mascherato da parole d'ordine economiciste ed ipocrite sulle spoglie di un popolo. Suo miserabile epitaffio a mo' di corollario, Cipro: bas les masques e bas les mains sur l'argent. Quel che rimane cos'è ? Il tentativo di proseguire l'opera del III Reich senza il popolo tedesco - oggi schiavo della produttività uber alles e della meschinità elevata a familismo politico della Frau Merkel - ma solo con le sue elites convertitesi al 'vangelo' suadente e lercio degli interessi finanziari giudaico-massonici. Un piano che già fallì nel passato, per il suo antistoricismo di fondo, allorquando vi erano forze attive e giovani per realizzarlo, e oggi sostenuto dagli interessi sionisti per ottenerne gli 'benefici' ma solo in quanto voltati a proprio favore. Una maschera di ferro in una gabbia di ferro per i prossimi secoli, quelli dell'impero dei 'valori' giudaico-cristiani mistificati e resuscitati ad usum imperii: lavorare, chinare la crapa, tacere e plaudire sempre e comunque. Questo è il segreto del regime contemporaneo: la dittatura in nome dei 'valori' della 'democrazia' in stile sionista. Tutto viene fatto in nome del 'popolo', no ? E dunque va bene. Il resto è un dettaglio alla Dieudonnè: una quenelle.
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# Franco_PD 2014-01-03 11:29
Sull'onda delle recenti vicende FIAT e dei suoi grandi affari...ma negli USA, mi è venuto in mente un paragone tra come ci muoviamo noi e i tedeschi. Qualcuno ricorda la 127 Fiat? Una vettura all'epoca di gran successo, subito imitata da Ford con la prima Fiesta. E poi - ma il disegno era del nostro Giugiaro - da Volkswagen con la Golf. Io le ho guidate tutte: la 127 era scadentissima come assemblaggio e si arrugginiva presto. Il cambio si impuntava sempre, poi. La Fiesta invece era brillante, ottimo e preciso il cambio, veramente piacevolissima. La Golf dava l'idea di grande solidità e affidabilità. A distanza di tantissimi anni come commentiamo il tutto oggi?. L'idea di "quel" tipo di macchina era veramente vincente. E NOSTRA. Ma chi l'ha migliorata sempre più fino a farla diventare il proprio core business? I tedeschi... La Golf, progressivament e sempre più perfezionata, è oggi lo stato dell'arte - credo - nel suo segmento. Noi ci abbiamo rinunciato e andiamo a farci fare le cose addirittura in Messico... Basta questo a far capire cosa ci sia dietro il successo industriale tedesco. Per inciso all'epoca WV era pure in una crisi spaventosa, ferma ancora al Maggiolino disegnato da Hitler in persona. Noi inventiamo, realizziamo però tirando via, e gli altri riprendono e migliorano indefinitamente ...
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# henri 88 2014-01-03 21:36
Semplicemente, i tedeschi avevano un piano industriale.
Noi quel tipo coll'erre moscia che metteva gli orologi sul polsino della camicia, e che parlava un perfetto inglese ed un elegantissimo francese.
E basta.
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# pelzen 2014-01-04 00:38
Sì, la 127 era una macchina che funzionava, così almeno a me accadeva. La Golf, primi modelli, erano delle vere macchine: muli sempre pronti a camminare anche lì dove le altre vetture non ce la facevano. Ma le nuoive Golf non sono tanto lo stato dell'arte. Gli spessori delle carrozzerie sono diminuiti, i risparmi sulla qualità delle plastiche pure, così come nell'insieme l'elettronica sovrasta dando grossi problemi.
Anni fa, (ricordi?), a Padova ci fu una grandinata furiosa con chicchi grossi come palle da tennis. Tetti distrutti, persiane forate come, macchine battute come un pazzo che le avesse martellate. Ebbene in quel frangente avevo una Alfa 33 parcheggiata vicina ad una Golf nuova di pallino, appena uscita dal concessionario. La mia auto aveva si e no una decina di bozzi sul tetto e sul cofano davanti, mentre la golf era totalmente distrutta, inoltre ilo parabrezza e il cruscotto erano stati forati. Guardavo il giovane che si disperava imprecando contro chissà chi e guardandomi mi urlava che l'aveva appena presa dal concessionario. MI spiacque per lui, ma fu, per sua sfortuna, una dimostrazione della curva discendente della qualità della VW. Da allora ad oggi non è migliorata.
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# Franco_PD 2014-01-04 22:15
Questo non è certo un sito da discussioni automobilistich e, ma qualcosa va comunque aggiunto. Ricordo benissimo la grandinata, Pelzen. Quel giorno ero ad Abano, e non presi nemmeno una goccia di pioggia. Al ritorno mi raccontarono del disastro che aveva colpito la Guizza (se alludi a quella tempestata). Non ci volevo credere e andai a vedere: sembrava che avessero mitragliato le finestre dei palazzi!. Attenzione ora ai NUOVI canoni che orientano la costruzione delle vetture moderne. Ora NON le fanno più robuste come un tempo: le attuali impostazioni prevedono che si deformino completamente secondo linee di frattura prestabilite, disperdendo l'energia degli urti (incidenti) supponendo che questo salvi gli occupanti. La cosa mi lascia dubbioso. Come talvolta l'utilizzo della cintura di sicurezza. Non voglio generalizzare e non sono un esperto. Ma anni fa per lavoro ebbi a che fare con un interlocutore restato handicappato (grave deficit neurologico cerebrale) dopo un gravissimo incidente stradale. Che mi raccontò. Viaggiava sulla pericolosissima Jesolana con la sua Golf e per un colpo di sonno finì fuori strada di notte, venendo proiettato a una decina di metri di distanza dall'auto. Spesi come è ovvio le mie parole cretine sul fatto che non avesse le cinture ecc... Lui mi mostrò la foto del relitto, accartocciato in modo incredibile ed orrendo. Fosse rimasto al posto di guida trattenuto dalle cinture (invece di volare fuori attraverso il parabrezza come avvenuto) si sarebbe trasformato in una polpetta. Quanto alle Golf (bisognerebbe chiedere a Blondet che una volta scrisse che ne ha una...) so solo che alla Fiat le macchine te le tirano dietro con sconti e pomozioni vergognose. Non vendono! A me hanno fatto per una Lancia Delta superaccessoria ta Km 0 una proposta tale che non volevo crederci (ne ho chiesto una verifica, addirittura!). E non l'ho comprata. Mi dicono invece che in casa VW la musica è diversa. Molto ma molto.... E una ragione quindi ci sarà....
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# cgdv 2014-01-03 12:58
Blondet ci aggiorna sul disastro europeo nel quale l'Italia è immersa senza speranza. Malgrado la Germania sembri galleggiare bene nella palude, ciò non toglie che anche il popolo tedesco dovrà subire le conseguenze del disegno antinazionale postbellico concepito per eliminare in modo definitivo (dopo due guerre) la civiltà europea così come era stata costruita attraverso i secoli. "Il modello sociale europeo è morto" ha dichiarato l'eletto Draghi nella famosa intervista al Wall Street Journal. Appunto, ma ci vorrebbe troppo spazio per definire esattamente questo concetto. Si può tuttavia dire che per arrivare al risultato finale occorre più o meno tempo secondo la diversa natura dei popoli.
Giuliano
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# Pietro G 2014-01-03 14:44
Le prossime elezioni europee possono diventare veramente un punto di svolta e significare il fallimento di questo progetto europeo. Il ché non significa il fallimento dell'Europa o della cooperazione europea tra stati liberi e indipendenti. Vuol dire che gli europei non ne possono più di questa organizzazione burocratica finanziaria controllata da lobby e massoni che sta affamando interi popoli.
Anche se quest'ultima crisi finanziaria ha origini americane, è stata gestita malissimo da tutti gli stati europei, Germania inclusa. In un certo senso, però, è stata un bene perché ha mostrato i limiti strutturali di un progetto, nato male e costruito peggio, che sta venendo giù a pezzi.
Questa Europa è fallita perché :
-Non ha saputo costruire una base minima di identità comune per i popoli dell'Unione.
-Ha messo in pericolo o ha abbandonato interi settori economici, che davano lavoro a milioni, con l'apertura sconsiderata delle frontiere alla concorrenza sleale asiatica.
-Ha una leadership incapace di rappresentare gli interessi dell'Unione, ma capacissima di sperperare il denaro dei contribuenti in progetti assurdi.
Il futuro però non può essere il ritorno allo stato antecedente al 1914, il progetto europeo deve essere ricostruito su basi nuove.
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# Nova 2014-01-03 16:51
In Lettonia, dove si è adottato l'euro nonostante l'opposizione della maggioranza dei cittadini, la partecipazione al voto europeo ha oscillato negli anni tra il 19 e il 25 %.

Quei tre Paesi baltici, da sempre parte dell'impero zarista e oggi abitati da un 30 - 40 % di russi etnici (discriminati e privati di diritti) sono stati retti da proconsoli cittadini nordamericani: Adamkus presidente di Lituania, Vika-Freiberga presidentessa (canadese) della Lituania e Elves presidente di Estonia. Che bello !
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# Franco_PD 2014-01-03 21:45
Nova, il caso dei Paesi baltici è particolare, ma esaminandolo getta una luce anche sulle odierne vicende ucraine. Per capire MOLTO basta digitare su Google "Fratelli della Foresta".... Per scoprire cose inaudite - e a me del tutto sconosciute - della resistenza armata antisovietica durata fino agli anni 80! Non ci volevo credere io stesso. Che pure mi sono abbeverato per decenni ai miti della lotta contro il comunismo, ai fatti di Praga, dell'Ungheria ecc... Ma di queste popolazioni che - ho appreso - avevano accolto come LIBERATORI i nazisti (e costituirono poi delle divisioni SS che difesero fino all'ultimo Berlino), nessuno faceva mai cenno. Da gente che ha combattuto con le armi i russi fino all'altro ieri non ci si può aspettare altro che si butti su quello che ritiene essere l'Occidente. E che non lo è più. Idem con patate per l'Ucraina, che per il proprio storico vede la Russia come il fumo negli occhi. Caliamoci nella parte: che faremmo noi, quando credo che non ci sia forse famiglia che non abbia avuto qualcuno scomparso in Siberia negli anni d'oro del comunismo? Da alcune fonti - per intenderci - gli ultimi resistenti attivi ARMATI E CLANDESTINI nelle foreste vennero eliminati dal KGB quando Gorbaciov (il "santo subito") era già al Cremlino!
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# Giovanni Silvano 2014-01-04 12:37
Non è assolutamente vero che l'Ukraina non veda l'ora di buttarsi nelle braccia dell'occidente, il 60% degli Ukraini sono di etnia russa, hanno mogli, mariti, zii ed anche figli che lavorano e/o vivono in Russia, per cui vogliono rimanere legati all'area russa.
il tuo discorso vale per il 35/40% degli ukraini, che sono in minoranza, non significa nulla che 1 milione di persone siano in piazza a Kiev, e gli altri 44 milioni, dove stanno con chi stanno?
E' fumoso dire anche che i baltici vogliono cadere nelle braccia dell'occidente, si ma quale occidente?, coloro che combatterono nelle file delle SS non erano certamente filo russi, ma non erano nemmeno filo angloamericani, l'occidente in cui vogliono immedesimarsi, è quello mitteleuropeo, di cui hanno sempre fatto parte.
In ogni caso sia i baltici, che gli ucraini (parlo della popolazione), non vuole tra i piedi sul loro territorio truppe straniere, 15 anni fà una brigata americana in accordo col governo è arrivata in Crimea per delle esercitazioni congiunte, come hanno messo piede a terra gli americani sono stati circondati dalla popolazione inferocita e costretti ad andarsene nelle 48 ore successive.
Di esercitazioni congiunte nemmeno parlarne.
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# Franco_PD 2014-01-04 17:26
Ancora in un altro thread in questo sito testimoni oculari e viaggiatori avevano descritto perfettamente la realtà attuale di quei luoghi. L'"occidente" (inteso come Europa dell'Euro) viene visto come il progresso, il benessere, la libertà, lo stare bene, le strade ben tenute, i servizi efficienti: LA DIFFERENZA in poche parole col vecchio clima (anche sociale) sovietico. Che noi - stando in poltrona - facciamo con Blondet in testa grandi discorsi su Putin che è l'ultimo leader occidentale è un conto. Ma che la gente sul terreno e sul posto senta ancora lo sferragliare dei carri dell'Armata Rossa e le antiche persecuzioni è TUTTO un altro discorso. E' un fatto "di pelle" ovvio ed intuibile. Non si può far finta che decenni siano stati messi in un cassetto di cui si è buttata via la chiave! Ancora, per onestà, va pure detto che la frattura in certi Paesi (i baltici ad esempio) sta nel fatto che c'è stata una completa inversione dei ruoli delle etnie esistenti. Attualmente i russi in Estonia ecc... pare siano ghettizzati ed emarginati ogni volta che sia possibile. Mi si dice che in certi casi addirittura vengano privati dei diritti di cittadini. Si tratta degli ex-invasori, quelli che ai tempi dell'URSS erano invece i padroni, e per una serie di ragioni intuibili si erano trasferiti e stabiliti lì. Per esemplificare il tutto, vengono trattati peggio degli italiani di Istria e Dalmazia di oggi. Fintamente cittadini come gli altri. E bastano piccole (o grandi?) cose per scatenare gli animi. Quando si decise di buttare giù un monumento all'Armata Rossa, ne successero di tutti i colori, ad esempio. I contendenti? Le popolazioni autoctone e i russi - teoricamente ormai integrati perfettamente - ma in realtà per nulla. Quando poi si parla di "occupazione straniera" la gente pensa subito (forse ovunque) ai sovietici. Prova ad esempio ad andare nella qui vicina Vicenza e chiedi come la gente vede gli USA presentissimi militarmente in città. Solo le forze politiche più estreme te li descriveranno come occupanti. I più si lamenteranno solo degli spazi fisici che occupano - che si vorrebbero della popolazione - e del fatto che dovrebbero scucire più soldi per stare lì. E anche a sinistra c'è chi si strappa le vesti nell'ipotesi che se ne vadano perché... grazie a loro migliaia di italiani lavorano nell'indotto generato dalla loro presenza. Uno slogan recente era: "Sì, cacciamo gli americani, ma poi i connazionali che lavorano per loro li mantieni tu?" Presentato a Roma nientemeno che da autorità locali... E non si scherza, si noti. Dei miei conoscenti si ritrovarono sotto controllo perché...frequentavano degli amici che abitavano in un palazzo prospicente l'importante caserma Ederle. Ed erano solo dei ragazzi che andavano a trovare altri ragazzi.....
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# Maraffio 2014-01-03 16:19
Renzi è un babbeo che cerca di infinocchiare i decerebrati.
E' questione di pelle, ma a quel piddino falso non affiderei manco il mio gatto.
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# antaratman 2014-01-03 23:39
Iniziano già i primi scricchiolii nella Gro.Ko.
così' si chiama la Grande Coalizione riuscita a fatica dopo 3 TRE mesi TRE di contrattazioni tra CDU-CSU-SPD: Seehofer, il ras bavarese della CSU rieletto con l'80% di consensi nel proprio stato, chiamato ancora molto tempo prima di Schengen, Freistaat Bayern-Stato libero della Baviera, in seguito alla notizia di una nuova ondata di immigrati bulgari e romeni, si parla di 80.000.. ha tuonato: "Wer betruegt,der fliegt- Chi imbroglia vola(fuori) e NON può più rientrare". Non è piaciuto nè alla cancelliera nè al suo vice SPD Gabriel, che fanno silenzio, e i media ormai discutono sulla questione dell'immigrazione e sui numeri che ora hanno raggiunto i 190.000.
I Laender si lamentano di non ricevere sussidi
dal governo e caldeggiano dei permessi temporanei di lavoro per chi chiede asilo politico. Sullo sfruttamento dei 'bravi' tedeschi che lucrano sui pochi risparmi di quei poveracci, affittando topaie, è apparso questo video, che anche per chi non sa il tedesco, è sufficientement e esplicativo:
http://www.daserste.de/information/reportage-dokumentation/dokus/sendung/wdr/19082013-exclusiv-im-ersten-deutschlands-neue-slums-100.html. Questo avviene a Dortmund e a Duisburg ma è solo un esempio, altrove non è meglio, anche se delle istituzioni, varie private, aiutano ma il problma pricipale rimane la lingua.
I toni trionfalistici dell'ottima congiuntura
raggiunta nel 2013 sono stati smorzati da analisti attenti, che si accodano alle 'promesse' di una Merkel che vagheggia un anno
ancora migliore, ma cautamente ricordano che gli indesiderata, dati i tempi che corrono, potrebbero intralciare i piani.
Sia l'Italia come la Germania prendono ordini da fuori, solo che sono di tipo diverso, ma il padrone è lo stesso e la sua sottile perversione lascia sgomenti.
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# Giovanni Silvano 2014-01-04 13:02
Mah in effetti abbiamo sentito un mese fà un ordine perentorio dalla casa bianca di esportare di meno, corroborato anche dal FMI, ma non ho la sensazione che stiano obbedendo, magari tu hai altre fonti.
Ma ordini da Washington ne sono arrivati a valanga anche decenni fà (già dai tempi di Reagan), il principale era di non acquistare assolutamente energia dall' URSS ed adesso dalla Russia, perche la cosa significa finanziare la potenza russa:::......il risultato? I gasdotti e gli oleodotti Russia-Germania, si sono decuplicati in numero e portata.
Altri ordini da Washington: non vendere tecnologia di qualsiasi tipo all'URSS ed alla Russia, risultato 5.000 imprese tedesche stanno lavorando e portando tecnologia in Russia.
Sono almeno 5 anni che Obama ordina ai tedeschi di aprire i cordoni della borsa verso i PIGS: semplicemente il negretto viene ignorato.
Più che prendere ordini i tedeschi mi sembra ne diano tanti, specialmente a noi.
Se però tu hai qualche altro nominativo certo che dà ordini alla germania, ne prenderò accuratamente nota, anche solo per mia cultura personale.
grazie.
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# san 2014-01-09 15:44
Ha perfettamente ragione,mentre gli imbecilli di RAI3 non perdono occasione di parlare male di Putin,la Germania fa affari d'oro con i russi.
Cosa vuole sperare da un popolo che vota Renzi?
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# Giovanni Silvano 2014-01-04 16:49
Facendo un discorso onesto non si puo pretendere che i tedeschi spendano 200 miliardi l'anno per tenere in piedi i PIGS, ovvero per finanziare le mafia, la corruzzione, l'inefficienza, di questi paesi, 200 miliardi l'anno è una cifra enorme, corrisponde al loro avanzo commerciale annuale, un avanzo: primato mondiale.
Se fossimo nei loro panni non lo faremmo nemmeno noi, non lo farebbe qualsiasi altro.
Recentemente ero negli USA e negli ambienti finanziari americani si parla in modo insistente che urge un piano Marshall tedesco per tutta l'Europa, d'accordo si potrebbe fare con ulcuni paesi, ma fare un piano del genere con i corrotti PIGS equivarrebbe buttare a mare solo dei soldi, per cui meglio farli arrangiare con le loro risorse, "che paghino loro stessi i loro stessi mali": questo è il pensiero in Germania.

Io non insisterei nemmeno col solito LeitMotiv, secondo il quale la Francia starebbe coi PIGS e porterebbe avanti gli interessi dei PIGS alla corte di Berlino..tutto questo è solo fantasia, la Francia non è un PIGS e non è nemmeno un paese mediterraneo, è un paese continentale che ha anche uno sbocco sul Mediterraneo, nulla più.
Inoltre la Francia è un paese solido, uno dei più solidi del mondo, non è un paese che vive di carta come l'U.K. o gli USA, è un paese che vive di solida agricoltura, è un grande esportatore agroalimentare, ha un'industria ed una tecnologia di tutto rispetto, e queste cose a Berlino le sanno molto bene e la trattano di conseguenza..con molta considerazione e collaborazione, vedasi la vasta collaborazione industriale in aziende di successo mondiale: EADS-Airbus per fare un'esempio.

...ne deriva che per la Francia non c'è il minimo problema a rimanere agganciata al gruppo di testa in Europa, la Francia non avrà mai nessun problema a rimanere nell'Euro, od in qualsiasi moneta forte d'Europa.
Fare degli allineamenti, fra la Francia ed i paesi dei PIGS, non ha molto senso.
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# Andrea V. 2014-01-05 11:43
Condivido in pieno.
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# AlexFocus012 2014-01-04 19:00
Mi dispiace sentire / leggere qualcuno che ancora pensa "I soldi dove li andiamo a prendere?" ma ancor di più mi sgomenta che tali "mantra" massonici siano ripetuti da lettori di FdF che dovrebbero essere più culturalmente attrezzati e meno condizionati...
Il popolo sovrano (cioè il RE) non deve andare da nessuno con il cappello in mano per farsi prestare una moneta che, NON solo non sarà mai SUA, ma ANCHE caricata di un debito INESTINGUIBILE! !! Infatti il debito pubblico italiano (ma anche quello di TUTTI i paesi cosiddetti "democratici" cioè quelli la cui economia NON è in mano al governo del paese ma in quello dei BANKSTERS) è da DETESTARE (cioè da RIFIUTARE) perche verifica TUTTE e TRE le condizioni di Alexander Sack (chi vuole approfondire può consultare il sito del Tesoro oppure http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11023 oppure http://alexfocus.blogspot.it/2012/07/il-sole24ore-con-un-articolo-sulla.html).
E poi si deve stampare una MONETA LOCALE, a CREDITO, che NON deve subire SVALUTAZIONE (come il renminbi cinese), ed essere EMESSA SOLO QUANDO SERVE
Insomma si deve FERMARE la FABBRICA del DEBITO.
Spero di non essere stato troppo lungo nell'esposizione.
Se qualcuno vuol comunicare direttamente con me, cell. 338.81.52.862 oppure mail alexfocus@alice .it.
Buon anno a tutti (speriamo) e che Sochi si svolga senza attentati dei terroristi americani di Bandar bin Sultan (pardon, dei ceceni... per chi ci crede)
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# winston1984 2014-01-05 19:27
"e fanno così i lombardi... a loro insaputa"
come si dice, in-vocazione da Prima Crociata..

i 50 miliardi appesi a moccio
e mostrati in ogni affaccio
quale mantra dei bauscia
a quelli sotto in bassa fascia,
sebbene spacciati come banconota
si direbbero risulta di zecca ignota...
quasi, in teoria d'insiemi & affini,
di complemento in cabala ai Sei Milioni...
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# milvus 2014-01-06 23:02
Secondo gli "esperti" cioè coloro che entrarono in guerra accanto ai tedeschi nel Secondo conflitto mondiale, per la Germania l'Italia è morta l'8 settembre 1943.
Se una nazione firma per tradire l'alleato, dopo può firmare qualunque cosa. Credo che Renzi desideri solo voti.
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