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Grano scarso: accaparramenti e panico
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Da lunedì il grano è rincarato del 30% nelle borse granarie statunitensi.
Alla borsa di Minneapolis, il «bushel» (misura volumetrica, pari a 35 litri) è con un picco di 25 dollari e passa.
Si acquista disperatamente a qualunque prezzo perché «la scarsità di granaglie continua ad essere il fattore determinante sui mercati mondiali», dicono gli analisti del settore.
Le riserve mondiali sono al livello più basso da mezzo secolo: bastano per solo dieci settimane.

Naturalmente i giornali britannici attribuiscono tutto il problema al «climate change», responsabile dei cattivi raccolti degli ultimi due anni (1).
Ma - a parte che secondo la FAO il calo della produzione è modesto, essendo passato da 624 a 600 milioni di tonnellate - gli analisti del settore forniscono altre ragioni.
«Sono ormai decenni che in tutto il mondo non si investe abbastanza nella produzione agricola», dice Arlan Suderman, della rivista specializzata «Farm Progress» (2).
La speculazione globale non ama investire nel settore primario, dove i profitti sono modesti e
i tempi lunghi; ha preferito finanziare i mutui subprime e gonfiare di soldi i derivati.

Altra causa citata, la crescente abitudine di cinesi e indiani, finalmente benestanti, di mangiare carne: 110 milioni di tonnellate in più ogni anno sono destinati al nutrimento del bestiame da allevamento.
E naturalmente, sui mercati, a fianco dei compratori che sono utilizzatori finali (industrie panificatrici dolciarie, oleifici, birrerie, eccetera), agiscono gli speculatori che puntano a profitti sul rialzo di ogni grano, soya o mais.
Gli utilizzatori finali usavano comprare «just in time», ossia solo la quantità necessaria per le loro lavorazioni.
Oggi, nel panico, comprano per tenersi da parte delle riserve, dato che i prezzi salgono.

Gli speculatori accentuano il fenomeno, trattando i grani come un qualunque titolo in rialzo.
Inoltre, il deprezzamento del dollaro agisce per sé come motivo di rincaro (come per il petrolio).
«Stiamo cominciando ad entrare nella fase di accaparramento del ciclo inflazionistico», spiega Farm Progress: siccome la moneta si deprezza, chi ne ha compra oggi più che può, aspettandosi rincari maggiori domani.
Il grano - come ogni materia prima - è in qualche modo moneta, facilmente scambiabile e accettata da tutti; e vale più del dollaro.
Non è un caso che uno dei massimi compratori sia da giorni la Cina, strapiena di dollari che si deprezzano.

Le motivazioni cinesi ufficiose sono due: contrastare il rincaro dei generi alimentari da inflazione che colpisce la sua popolazione e minaccia una rivolta sociale, e costituirsi delle riserve in vista delle Olimpiadi.
Ovviamente, più accaparra e più rincara il costo del cibo all’interno.
In USA si nota una corsa all’accaparramento dei terreni agricoli, con il curioso fenomeno relativo: mentre i prezzi degli immobili calano (per lo scoppio della bolla subprime), le zolle rincarano.

Già negli anni ‘90 si vide una corsa speculativa o di panico all’accaparramento; quando poi l’offerta, stimolata dai rincari, divenne eccessiva, ci fu un crollo dei prezzi.
Ma oggi, dicono a Farm Progress, questo rischio di crollo dei prezzi agricoli non sembra affatto prossimo.
«La stagione del raccolto in USA è in ritardo per l’inverno particolarmente freddo» (e noi siamo qui a parlare di riscaldamento globale prodotto dalle emissioni umane…).
Ciò ritarda anche il momento in cui gli speculatori, temendo di restare con tonnellate di grano comprato caro e di doverlo vendere al ribasso, cominciano a farsi prudenti ed escono dal gioco, lasciandovi gli onesti utilizzatori finali.
Del grano, gli speculatori, non sanno che farsi, se non come una fiche del grande casinò.

Dato l’accaparramento dei terreni, anche il granturco subisce rincari perché gli operatori temono che più ettari saranno messi a cultura per il frumento da alimentazione umana, sottraendo spazio al granturco per alimentazione animale.
Anche se la FAO prevede che entro 12 mesi la situazione tornerà ad una relativa normalità,
gli effetti del panico sono ovvii: rincaro del cibo, che colpirà tutti noi, ma soprattutto i poveri, e non è esclusa la minaccia di carestia.

Nel Medio Evo i poveri pregavano: «a peste, fame et bello libera nos, Domine».
Liberaci, Signore, dalla pestilenza, dalla guerra e dalla fame.
Una preghiera che la globalizzazione e il capitalismo terminale rendono di nuovo attuale.



1) Jonathan Leake, «Food shortages loom as wheat crop shrinks and prices rise», Times, 24 febbraio 2008.
2) Arlan suderman, «Panic wheat buying across the US», North Queensland Register, 26 febbraio 2008.



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Commenti  

 
# G.F. 2008-02-27 08:58
Durante un mio viaggio in Cina una guida ha detto che le abitudini alimentari cinesi (molto riso, pasta, legumi e verdure, pochissima carne rossa ma semmai carne bianca, quasi niente latte e formaggi)sono dovute ad una scelta strategica. La Cina è sempre stata molto popolosa quindi era più conveninte utilizzare i terreni per l'agricoltura che non per l'allevamento, per riuscire a sfamare un maggior numero di persone. Se si mettono a mangiare carne come facciamo noi ben due miliardi di cinesi e indiani (in crescita)affame ranno il resto del pianeta. Per questa \"moda\" del consumo spropositato di prodotti animali possiamo ringraziare i nostri amici americani.
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# Giorgio Andretta 2008-02-27 09:19
Due sono le cose o sono un cretino o dal dire al fare ci sta di mezzo il mare. Sono un imprenditore agricolo che riceve dalla comunità europea un contributo, nominato set-aside (vale a dire lasciare incoltivato il terreno) con la motivazione di far crescere i prezzi dei prodotti agricoli. E' dal 1987 che ho messo in vendita le mie proprietà fondiarie, senza ad oggi trovare alcun compratore, mi si risparmi la battuta che probabilmente sono troppo cari. A mio avviso, le mie motivazioni svuotano completamente l'articolo di Blondet.
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# Emmanuele 2008-02-27 09:43
In compenso, si guardano bene dall'importare prodotti di qualità italiani. Da Agrisole del 21.02.08: \"Pechino rimanda al mittente i prosciutti italiani - Nonostante gli accordi sanitari di luglio Parma e San Daniele vittime dei pretesti doganali\". Il ministero degli Esteri itlaliano ha assicurato che farà pressioni affinché l'impasse si sblocchi...
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# G.T. 2008-02-27 10:27
Ritengo che quest'anno si presentera un vero problema di scarsità e i prezzi di mais e orzo cresceranno ancora portando gravissimi danni all'allevamento, specialmente suino. non solo per le speculazioni finanziarie, che sono l'unica causa dell'aumento dell'anno scorso, ma anche per il cambio delle colture (si vedono solo campi a grano duro!)e per la follia dei biocarburanti che viene continuamente pubblicizzata.
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# Pierluigi 2008-02-27 10:37
Io invece ho detto a mio padre di non vendere i suoi terreni, a nessun prezzo. Perche' fra 5-10 anni faranno letteralmente la differenza tra vivere e morire. Io so gia' che in un certo momento della mia vita dovro' abbandonare la mia attivita'e tornare alla terra. Non sara' facile, ma dato che sara' una scelta obbligata, tanto vale farci i conti ed entrare nel giusto schema di idee. E poi, tanto per fare un appunto, ricordo che la comunita' europea ha da poco rimosso la quota di rotazione obbligatoria dei campi coltivati (il 10%, mica bruscolini). Il prezzo dei prodotti agricoli e' destinato a schizzare verso l'alto. Peccato che tale sorte sara' la stessa di tutti i costi operativi (combinazione di costi energetici e costi finanziari). Io vedo un pareggio solo per le piccole attivita' di autoconsumo o destinate a mercatini locali. Un piccolo appunto va necessariamente fatto alla battuta da marchiana ignoranza sul riscaldamento globale: il riscaldamento globale non va letto come \"fa piu' caldo dappertutto\"! La lettura piu' consona e': \"L' energia extra intrappolata fa impazzire il tempo medio atmosferico\"! In pratica, si hanno siccita', alluvioni, gelate fuori stagione con frequenza e localizzazioni impreviste ed imprevedibili. Se andate a guardare in giro, troverete notizie interessanti sulle spaventose siccita' e alluvioni che ultimamente e sempre piu' ferocemente si accaniscono su enormi estensioni di continenti. Saluti
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# Paolo 2008-02-27 10:38
Strano che nell'articolo non si parli della corsa alla produzione di biocarburanti che sta sottraendo ulteriori terreni di coltivazione per l'alimentazione umana(e quindi ulteriore aumento dei prezzi delle granaglie). Speculazione sì, ma anche tanta idiozia nel voler riempire a tutti i costi i serbatoi delle automobili...
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# nicola 2008-02-27 10:54
x giorgio andreatta la politica agricola europa è improntata a stimolare le importazioni di prodotti producibili altrove ( grano pomodori mais etc) stimolare la produzioni di prodotti tipici ed incrementare i servizi alla persona nelle zone agricole ( agriturismo ristorazione etc)e di fatto ha portato ad un calo generalizzato della produzione . quanto al suo terreno in vendita :perchè un investitore dovrebbe comprare un terreno agricolo in italia, quando può comprarlo in polonia-ucraina-brasile vendere allo stesso prezzo ma con costi minori?
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# Corrado 2008-02-27 11:05
I nodi vengono al pettine. Se a causa dell'aumento del consumo di carne in India e Cina ogni anno si sprecano 110 milioni di tonnellate di grano in più, e solo per nutrire il bestiame, non ci rimane che una scelta: diventare vegetariani. Anche perché, da sempre, un solo chilo di carne comporta il consumo di circa 17 mila litri di acqua e 15 chili di cereali. Sarebbe meglio se queste enormi quantità di acqua e cereali fossero destinate alle popolazioni che muoiono di fame. Per non parlare dell'inquinamento delle falde acquifere e dello sprigionamento del gas metano dovuto alle flatulenze di bovini, suini e ovini che, in alcuni paesi come l'Olanda e la Nuova Zelanda, ha raggiunto livelli allarmanti. Signori, cambiare si può. Ma mettendo in discussione in primo luogo il proprio stile di vita. Troppo comodo prendersela sempre con altre cause o accampare scuse, giusto per poter soddisfare il proprio palato.
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# MS 2008-02-27 11:05
i cinesi checche' mangino cibi aberranti per i nostri gusti hanno il terrore del formaggio, al massimo arrivano a usare le sottilette. prosciutto : non fa parte della cucina cinese, e comunque non e' un gusto che a loro va a genio, a pechino in alcuni supermercati si trovano insaccati macinati che poi vengono tagliati in fette enormi o a cubetti, ma non vedremo mai cinesi mangiare prosciutto di parma o un panino al salame, anche perche' il \"sandwich\" come anche il toast e varianti e' una cosa occidentale, ai cinesi piacciono i panini al vapore (BaoZi) con carne di maiale tritata, aglio e cipolle, o ripieni di cavoli bolliti e vi risparmio il resto... non riesco a pensare a un solo prodotto italiano che piaccia ai cinesi : sughi, pesto, pomodoro, non li usano. spaghetti, pasta, molto raro, perche' a loro piacciono i noodles di pasta di riso. olio, a loro va benissimo quello di girasole/cocco/semi/colza/etc caffe', viene visto come una cosa esotica, loro bevono il the' da 5000 anni. formaggi : assolutamente da escludere. pizza : stendiamo un velo pietoso... rimangono i Vini ma c'e' una forte concorrenza dall'australia e sudamerica.
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# Emmanuele 2008-02-27 12:27
per MS dal lontano oriente: non credo si abbia la pretesa di cambiare le abitudini alimentari della Cina invadendo il mercato di prosciutti DOP (non sarebbe comunque un male per la nostra economia). Nel caso in questione, si trattava di una partita molto limitata (300 prosciutti!) destinata a consumi \"di nicchia\" per alberghi, catering etc. E' chiaro come il sole che le autorità cinesi hanno voluto darci un segnale politico.
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# Yezidism 2008-02-27 12:41
Se il grano è scarso non c'è panico, basta legalizzare quello geneticamente modificato e brevettato dalla Monsanto. Oppure voi credete che il grano brevettato dalla monsanto sia più nocivo delle tonnellate di munnezza che lo stato italiano lascia per anni nelle vie della campania?
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# Titti 2008-02-27 13:05
I miei amici (agricoltori) in Sicilia sono stati costretti a BUTTARE gli aranci in mare. Altri amici toscani, (ricchi proprietari di terreni), come racconta Sig. Andreatta qui, applicano il set-aside e ricevono fior di quattrini da Bruxelles, per NON coltivare etc. etc. Questo cari miei è il ns mondo globale che siamo riusciti a creare. Bello vero. Ma quello che forse non si sa è che il cibo che viene coltivato e prodotto nel mondo basterebbe a sfamarci TUTTI, ma tutti, se non ci fosse per i cosiddetti sciacalli
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# Enrico 2008-02-27 13:31
Trovo l'articolo abbastanza scarno, io credo che i motivi per cui il prezzo dei cereali aumenta sono da ricercarsi solamente in una piccola parte nella speculazione, piuttosto credo che i motivi principali siano la immorale conversione dei terreni per la produzione di cereali atti alla produzione di biocarburanti e l'aumento del prezzo del petrolio, dato che tutti i fertilizzanti utilizzati nella coltivazione sono di origine petrolifera e \"l'oro nero\" è presente in tutto il ciclo di produzione. Con i biocarburanti si lega il prezzo del petrolio a quello del cibo sapendo perfettamente che i combustibili fossili sono destinati presto a scarseggiare, ci si rende conto della portata di una scelta del genere? Si parla del taglio di aiuti alimentari ai paesi del 3° mondo per un ammontare del 30-50% a causa dell'aumento del prezzo del grano, di siccità e carestie. A cosa pensate che porterà tutto questo? Il tempo dei balocchi è finito, e del domani v'è sempre meno certezza.
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# Massimo 2008-02-27 13:36
Per il signor Andretta, l'articolo di Blondet è validissimo: i contributi di cui lei gode per lasciare incolti i campi sono dovuti a quelli che lo stesso Blondet chiama \"i robot di Eurolandia\". Robot liberisti e stupidi a oltranza, convinti che si debbano lasciare incolti i campi europei perchè coltivare quelli di altre parti del mondo costa meno (Asia, Africa). E' alla loro cecità che deve queste entrate, non a un errore di Blondet. A Corrado di Lugano, può cominciare benissimo lui a mangiare un piattino di riso al giorno, a buttare via gli elettrodomestic i e ad andare in giro con il carretto a trazione umana come i cinesi di 20 anni fa... poi si vedrà come sarà contento. Preferisco non addentrarmi su misure riguardanti il livello di flatulenza bovina, parimenti sulle solite storielle dei paesi che muoiono di fame... Trovo giuste le obiezioni del lettore Nicola.
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# alberto 2008-02-27 14:12
Come produttore concordo in parte con il Sig Enrico di Treviso. La speculazione centra nella misura in cui c'è speculazione in tutti i settori dell'economia. Il problema è più vasto e non può essere spiagato nemmeno con le percentuali riservate alla produzione di biocomubustibil i. Almeno per ora. La spiegazione vera sta nel cambiamento delle abitudini alimentari di grandi continenti come la Cina e l'India e - quest'anno - nella mancata esportazione da parte di USA e Canada. Per me è solo l'inizio. Non capisco su quali basi la FAO dica che la situazione cambierà in dodici mesi. Due anni fa il mais costava 9 euro al quintale, nel 2006 sui 14 al quitale, quest'anno abbiamo toccato i 20 euro. Vi sembra una situazione che può cambiare in dodici mesi? Non credo proprio....
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# MS 2008-02-27 16:04
perche' mai l'occidente avrebbe il diritto di diventare sempre piu' obeso e consumista mentre i cinesi oltre a essere il capro espiatorio di tutti i mali moderni dovrebbero pure star zitti e accontentarsi di una ciotola di riso ? io qui vedo gente che si fa il mazzo come e piu' che in Europa e giustamente si nutre di conseguenza, si compra la casa, la macchina, manda i figli all'universita', risparmia fino all'ultimo yuan e si concede si e no una settimana di ferie all'anno. se in occidente ora c'e' carestia di prodotti base sono con tutto il rispetto cazzi vostri, lamentatevi con Mastella non certo con Hu Jintao... p.s. prosciutti : se si tratta di problemi doganali non ti so dire, comunque qui in alcuni negozi per expats si trovano salami russi, tedeschi, olandesi e australiani nonche' mortadella, coppa, e molto altro, chiaramente a prezzi ipergonfiati.
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# Andrea Picciati 2008-02-27 16:27
Verrà un giorno in cui i parcheggi torneranno ad essere campi coltivati e il valore di una casa corrisponderà alla terra che la circonda.
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# Ivan 2008-02-27 16:59
Uscire immediatamente dai sistemi globali! Autarchia e autosufficienza alimentare. Penso che Lorsignori stiano preparandoci un futuro infernale: immigrazione allogena di massa, cambiamento climatico INDOTTO, pandemie, miseria e guerre: tutto per buttarci nel Caos, non calmo, però.
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# Remo Williams 2008-02-27 17:04
speculazione+au mento del petrolio (di conseguenza aumento di fertilizzanti trasporto ecc.,)+cambiamento nella nutrizione nei paesi in via di sviluppo (non solo piu' carne ma hanno pure piu' bocche da sfamare sopratutto in India e meno la cina)+biocarbur anti (grande farsa di neocomunisti Al Gore e pagani che si chiamano \"Ecologisti\")+PAC (stupidi eurocrati)+cicl i naturali (non cambiamento climatico-se fosse vero la CO2 aiuterebbe la vegetazione)+co sidetti sementi GM Terminator (che il contadino deve comprare ogni anno$$) = prezzi alti poi dobbiamo aggiungere che il dollaro sta crollando -lo vedo io sotto i miei occhi. Pero' l'unica cosa che mi rende perplesso e' perche' in Europa i prezzi sono saliti sproporzionatam ente (mi ricordo sin dai tempi dell'introduzione dell'euro)?
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# paolo 2008-02-27 20:42
auosufficienza giusto!!! stiamo sulle palle a tuta europa e a tutto il mondo ,almeno avessimo la possibilità di farci tutto da soli a partire dall'elettricità. come diceva blondet in un articolo che riguardava la prod di corrente e il problema dell'inquinamento . qualche bella e funzionante centrale nucleare tanto se capita un incidente a quelle svizzere noi ci siamo dentro lo stesso. un sacco di terra da coltivare a manodopera zero basta usare tutti i delinquenti che manteniamo in galera a fare nulla mentre noi lavoriamo tutto il giorno . soprattutto sbattercene di quei coglioni della comunità europea che pretendono le quote latte le quote pomodori e tutte le altre restrizioni solo perchè ci vogliono ridurre a loro schiavi come già siamo del resto .ed infine qualche anno di duce. brutto da dire ma potrebbe rivelarsi utile. sono troppo drastico?
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# Giorgio Andretta 2008-02-28 10:15
Per Massimo da Napoli, la invito a rileggere l'articolo in nota ed il mio commento, quest'ultimo non è una critica allo stesso, ma l'evidenziare che la teoria è completamente diversa dalla pratica. Per certi versi il mio intervento è un appunto mosso agli anti-globalizzatori che si sperticano nel rilevare gli aspetti negativi di tale filosofia. Ma così non è. La vera globalizzazione è quella libera da ogni qualsivoglia tipo di aiuto, in effetti nel caso specifico del set-aside, si svuota di significato l'iniziativa del singolo, voluta dalla venuta del Cristo, per assegnarla alla massa, rappresentata dai burocrati, mano longa di Lucifero ed Arimane.
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# Guido 2008-02-28 10:55
Questo articolo e' l'ennesima prova che ci resta una unica via di Salvezza. Dobbiamo smettere di preoccuparci solamente del nostro 'orticello' ed impegnarci TUTTI nella vera Lotta e cioe' contro la Bufala dei'CAMBIAMENTI CLIMATICI'che stanno portando la FAME anche in EUROPA. L'Effetto Serra NON ESISTE ed e' causato dall>SCIECHIMICHE< e dalle IRRADIAZZIONI ELETTROMAGNETIC HE fatte con le (false)antenne per il telefonini.Il Co2 NON ha NESSUN effetto sul CLIMA ,gli altri Gas 'Serra' dal 6 al 10%. Attraverso la Siccita' ARTIFICIALE ed i Disastri Ambientali (creati)e il FOLLE utilizzo di BIOCARBURANTI la SINARCHIA MONDIALE sta per far CROLLARE tutte le nostre FALSE Sicurezze,prima delle quali l'assoluta sicurezza alimentare in Occidente. Quindi la nostra UNICA strada e' quella di DENUNCIARE Pubblicamente il fenomeno delle SCIECHIMICHE ,FERMARE gli Aerei della Morte e SMASCHERARE l''EFFETTO SERRA' Chiunque la pensi come me mi scriva a Guidolandia@vir gilio.it Grazie
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# Guido 2008-02-28 10:57
...dimenticavo se non invertiamo questa DIABOLICA tendenza ci costringeranno a usare le granaglie dei Ciborg, gli OGM !
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# Massimo 2008-02-28 17:16
Gentilissimo sign. Andretta. Lungi da me impergolarmi in polemiche, sono io ad invitarla a rileggersi quello che lei ha scritto. Prima afferma che \"le mie (sue) motivazioni svuotano completamente l'articolo di Blondet\", poi dice che \"quest'ultimo (il suo commento) non è una critica allo stesso (articolo di Blondet)\". Prima afferma di essere \"un imprenditore agricolo che riceve dalla comunità europea un contributo, nominato set-aside (vale a dire lasciare incoltivato il terreno) con la motivazione di far crescere i prezzi dei prodotti agricoli\" e quindi trae vantaggio, suppongo, da tali contributi, per poi affermare \"La vera globalizzazione è quella libera da ogni qualsivoglia tipo di aiuto, in effetti nel caso specifico del set-aside, si svuota di significato l'iniziativa del singolo\", e si evincerebbe che non è d'accordo. Insomma ad avere le idee confuse non credo proprio di essere io, le pare? Quanto a Lucifero e al resto appresso, qui non si tratta di demoni o altro (non sono cristiano), qui si tratta di leggere i dati a disposizione. E il Dott. Blondet, con cui a volte pure ammetto di non essere d'accordo, secondo me con questo articolo ci ha azzeccato in pieno.
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# Andrea 2008-02-28 18:08
Siete diventati tutti catastrofisti! Non succederà niente di niente ... è da quando sono ragazzino, da 30 anni che sento dire che tutto andrà alla malora e arriveranno le carestie, la povertà ecc. ecc. Ora la colpa viene data ai Cinesi ed agli Indiani che iniziano a mangiare troppo e bene, poi al petrolio che sale troppo, poi alla deforestazione ... C'è chi scrive che gli dispiace lasciare il lavoro attuale per andare prima o poi a lavorare la terra, chi si dispera perchè prima o poi mangeremo cibi trasgenici ecc. Calmatevi tutti ... le cose andranno avanti lentamente e probabilmente non subiremo noi le conseguenze del nostro sistema capitalistico! Dite tutto e niente! Trovatemi una dico una cosa sana e normale nell'attuale sistema consumistico. Oggi con 5 euro posso comprare si e no 4 chili di mele (delle quali siamo produttori diretti) ma anche una bellissima pen drive di un giga con chip made in china con tanto di custodia in plastica e cordicella. Per fare le mele ci vuole la terra, concime e la pianta. per fare la pen drive ci vuole il petrolio per portare le materie prime in Cina, ci vogliono le industrie per assemblare i pezzi, ci vogliono gli operai che mangiano sicuramente più dei 4 chili di mele per stare 12 ore al giorno nelle catene di montaggio ... altro petrolio per trasportare i prodotti assemblati da noi ma lo accettiamo senza porci interrogativi. Certo se il consumo aumenta e la produzione aumenta i prezzi scendono secondo la curva marshalliana ... bla bla bla e tutti stiamo zitti. Per i generi alimentari che tutti consumiamo e quindi la produzione è al massimo però valutiamo anche la disponibilità della materia prima (gelate che influenzano i prezzi nello stesso giorno, terreni che si inaridiscono, scarsità di acqua), petrolio che aumenta all'infinito. Cavolo il pane sta a due euro e mezzo al chilo e con 9 euri riusciamo a comprare un ferro da stiro emmezeta ... mah! Vi sembra normale? Prendiamo solo il cavo di un ferro da stiro: un metro, un metro e mezzo di cavo che regge una tensione di 2000 watt. Vallo a comprare dal ferramenta e già ti costa sui 4 euri, aggiungi una presa e sono altri due euri ma come giustifichi solo 9 euri per un ferro da stiro? Ma minimo un ferro da stiro lo farei pagare 200 euri e passa, un televisore 2000 e passa, una macchina più di una casa e vedete che tutto torna normale! Un tempo la brava massaia col suo cesto sulla testa percorreva i fottuti, quotidiani 5 km per prendere farina, uova, vino e preparare un pasto caldo alla famiglia. Oggi esce con una macchina da 20000 euri, con stereo acceso, bibita al fresco, tom tom collegato al satellite extraplanetario da migliaia di milioni di euri, cellulare in viva voce, paga il pane due euri e mezzo e si innervosisce incavolata di quanto costa la vita ... ma facciamola finita ragazzi! Siamo all'interno di un ciclo negativo certo ma state sicuri che sarà lento ed agonizzante e probabilmente non toccherà a noi subircelo! Con affetto
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# Wolf Murmelstein 2008-02-28 19:18
Ai tempi lontani dei miei studi sentivo dire: 1. L'Italia del Sud sarà industrializzat a; quando chiesi \"e le matterie prime\" venni deriso. Quando ho visto le varie \"cattedrali del deserto\" (fabbricati industriali abbandonati) sono stato molto triste. 2. L'Italia importerà i prodotti agro-alimentari da Tunisia, Israele, ecc. e si dedicherà all'industria petrol-chimica. E' triste vedere che da una parte l'industria petrolchimica o è fallita o è fallimentare e dall'altra parte la terra è abbandonata con gravi conseguenze ecologiche. Chi derideva allora il giovane studente che pensava con la propria testa era ben pagato per venderci fumo. Ci vorrebbe un bel calcio in c... agli euroburocrati che multavano produttori italiani per eccesso di produzione rispetto alle quote e una politica agraria nazionale volta a garantire una certa autosufficienza alimentare. Poi bisogna vedere come mai certe aziende dell'industria alimentare siano stati acquistati da giganti stranieri che tendono prima a ridemnsionare e poi a chiudere stabilimenti importanti per rifornire vaste aree italiane. Infine si dovrebbero acquisire in un fondo statale molti terreni abbandonati da anni per evitare prima una grave desertificazion e e poi per averli disponibili quando si capirà la necessità di incrementare la produzione agricola nazionale. Qui si vede come a suo tempo io abbia dovuto sentire nelle univarsità tante stronzate (scusate ik termine). Saluti al Direttore Blondet e a tutti i lettori.
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# mm 2008-02-29 16:13
Sacrosante parole,caro Blondet. Aumenta il prezzo delle materie prime? Vero,anche perché la domanda mondiale è aumentata, come sappiamo. Ma sappiamo anche che il prezzo delle materie prime è fissato in dollari, un pezzo di carta di cui trabocca il mondo intero e di cui ora molti non vedono l'ora di disfarsi. Morale: la domanda è sì aumentata, ma è il valore di scambio del dollaro che si è giustamente e finalmente deprezzato, dopo mezzo secolo di egemonia. Sfortunatamente , a causa degli intrecci economico-finanziari esistenti tra banche e istituzioni finanziarie in tutto il mondo, dirlo chiaro e tondo comporterebbe una catastrofe inimmaginabile: il noto \"default\" dell'Argentina al confronto sarebbe un semplice raffreddore... In tutto questo ovviamente sguazza la speculazione,be n determinata a lasciare il cerino acceso in mano ai poveracci. Conclusione teologica/macroeconomica: mai dimenticare chi è il \"principe di questo mondo\", caro Blondet.
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# GIORGIO SCOTTI 2008-02-29 20:04
Non sono d'accordo con chi accusa dell'aumento del prezzo del grano e mais l'uso dei biocarburanti. A me risulta che negli USA utilizzino i semi di soia - e quindi saranno c.. acidi per i cinesi.. per produrre il gasohol verde. In Brasile già da anni usano le barbabietole da zucchero (loro usano lo zucchero di canna) e cosi' voleva fare il povero Gardini(sono uno di quelli che ha sempre pensato che lo avevano ammazzato) Comunque il grano USA e' geneticamente modificato e non puo' essere usato in Europa. Poi per i ns risi e spaghetti si devono necessariamente usare certi tipi di grano \"duro\" o qualità indigene di riso. Il riso cinese o vietnamita e' off limits per gli italiani Per non parlare delle porcherie USA tipo riso UNCLE BENS'. Comunque per produrre benzina e gasolio si possono usare anche gli scarti di produzione oggi usati come concimi o come già da alcuni brevetti in circolazione gli stessi rifiuti.L'equivoco nasce dalle università scientifiche dove si parla di chimica inorganica per i derivati dal petrolio e di chimica organica per gli altri.In realtà anche il petrolio e' un prodotto organico. Poi consiglerei di cercare con Google o Wiki in inglese notizie sul processo Fischer-Torpsh cioe' la benzina sintetica prodotta dai tedeschi durante la II guerra mondiale ricavata dal carbone.
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# GAIA 2008-03-02 17:05
Uno fra i molteplici motivi che hanno aiutato gli speculatori di tutti i tempi e di tutte le nazioni ad avere succeso, secondo me, è il seguente: Fare l'agricoltore (anche con l'ausilio delle macchine sempre più sofisticate)è un mestiere duro e poco remunerativo. D'inverno poco da fare e d'estate da ammazzarsi di lavoro sotto la canicola. Meglio usufruire di tutti gli aiuti, erogati dai vari governi,per costruirsi la casa nuova, costruire le serre per prodotti fuori stagione, notevolmente più remunerativi ma di notevole dispendio di energia per il loro riscaldamento, ecc. ecc. Solo la nausea per il caos cittadino ed il ritorno alla pace dei campi faranno riscoprire questo antico lavoro, più difficile e nobile di quanto si creda! Sempre che non ci si metta il clima a distruggere raccolti tanto duramente sudati. Il saperlo fare è l'unico merito che riconosco ad Israele e l'unica giustificazione che concedo loro. Ma non giustifico la loro politica della morte per conservare i territori strappati ai loro legittimi proprietari. Meglio sarebbe stato integrarli o concedere loro di divenire Stato pari al loro. Cosa temevano: la concorrenza alle loro tecnologie? No! Volevano solo la loro acqua, non sufficiente per tutti! I loro fiumi non arrivano mai al mare...vengono prosciugati prima per innaffiare le loro preziosissime culture! Comunque: la pasta e il pane ingrassano! Il pollo ed il maiale inquinano con le loro deiezioni. L'insalata non basta per avere figli forti e sani. Ditemi cosa si può fare?
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