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Guerra preventiva a Tremonti
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Tremonti non è ancora ministro, e già il Corriere attacca la sua politica.
Lo fa attraverso il suo economista-maggiordomo preferito, Francesco Giavazzi.
Un tipo di inquietante avvenenza, che sorride fisso mentre auspica catastrofi sociali, uno che ha cercato di convincere la sinistra che il liberismo è di sinistra.

Giavazzi se la prende con Tremonti «tentato dal protezionismo»: nel collasso del capitalismo terminale, mentre anche in USA Alan Greenspan raccomanda interventi pubblici per i poveracci che non riescono a pagare il mutuo variabile (mutui a tasso fisso e basso, di Stato), Giavazzi difende il mostro che ci sta ingoiando.
E’ per questo che prende lo stipendio: è il Magdi Allam del liberismo sfrenato.
Il personaggio deride Tremonti che ha parlato di «dazi e quote per difendere le nostre produzioni dalla concorrenza asiatica».

Ma va là, sprezza il Giavazzi ridens: le nostre aziende non hanno bisogno di protezione.
E cita una certa Eurotech, aziendina di Udine che «ha conquistato una nicchia mondiale nei nanocomputer», tanto da aver acquistato un’azienda cinese.
«Un acquisto che Pechino probabilmente non avrebbe gradito se l’Italia avesse imposto dazi sulle sue esportazioni».
Cita solo la Eurotech, Giavazzi.
Anche se assicura che l’ha pescata da «un campione di 4.200 piccole e medie imprese» studiato da Bankitalia, che sono «piene di vita».

Per lui, vale la pena di aver perso centinaia di migliaia di posti di lavoro nel tessile, nel calzaturiero, nell’alimentare, in tutti quanti i settori, perché la Eurotech di Udine viva.
Giavazzi è così, promuove la distruzione creativa.
Miriadi di aziende italiane, sotto la concorrenza cinese, hanno chiuso: ma erano «marginali», non meritano lacrime.
E’ questo il metodo-Giavazzi: il darwinismo portato in economia.

Non si tratta infatti di un economista, ma di un ideologo.
Tutto ciò che dice non ha nulla a che vedere coi bisogni umani, che l’economia dovrebbe soddisfare; è la difesa del dogma.
Il dogma deve restare vigente, a prezzo di vite umane.
Tremonti ha chiesto una «riduzione delle regolamentazioni comunitarie», che impongono costi sconosciuti ai produttori cinesi?
Giavazzi s’indigna: «Quel poco di concorrenza che c’è in Europa lo dobbiamo tutto a Bruxelles!».
E dà due esempi.

Primo: «Chi ha eliminato la tassa di roaming sulle telefonate cellulari internazionali?».
Secondo: «Chi ha obbligato Microsoft a sbloccare i suoi codici consentendoci di ascoltare musica con programmi diversi da Windows Media Player?».
A parte che questi due esempi non riguardano le «regolamentazioni» che ha in mente Tremonti
(un esempio: l’obbligo di una impresa con tre operai fra cui una donna di avere una toilette per signore, e una per invalidi), anzi sono «de-regolamentazioni»; vi siete accorti, voi consumatori, di una riduzione dei costi cellulari dopo l’eliminazione della «tassa di roaming»?
Al contrario: tutto aumenta, rincara il costo della vita, la Telecom ci deruba più di prima.

Magari qualcuno ha effettivamente notato un vantaggio: qualcuno che telefona spesso all’estero col cellulare per grossi affari (le imprese risparmiose usano Skype, quasi gratis).
Diciamo qualcuno con un reddito superiore ai 300 mila euro l’anno, gente dello spettacolo, superbanchieri, che ne so.
E’ la dottrina Bush: benefici solo ai ricchi.
E ai pochi.
A spese dei molti, di tutti gli altri.
A questo serve il liberismo globale.

Impagabile l’altro esempio giavazzano: grazie a Bruxelles, possiamo «ascoltare musica con programmi diversi da Media Player».
Ma scusate, non ci avevate promesso che a forza di concorrenza globale, i consumatori avrebbero goduto di prodotti abbondanti e a prezzi bassi?
Ora che rincarano benzina e gasolio, il pane e la carne; ora che rincarano persino le carabattole cinesi (così Pechino esporta la sua inflazione), Giavazzi non trova altro esempio per raccomandarci il liberismo globale che la possibilità di ascoltare musica «con un programma diverso da Media Player».
Ne valeva la pena?

Ai pensionati a 500 euro mensili cui rincara il latte e la pasta, ai giovani precari, agli operai che hanno visto il loro lavoro emigrare in Cina, agli imprenditori truffati dalle banche che hanno rifilato loro derivati, a coloro che hanno preso il mutuo a tasso variabile ed ora rischiano di perdere la casa, Giavazzi replica: ne valeva la pena.
Voi precari e pensionati, voi disoccupati e pignorati, potere ascoltare musica con un programma diverso da Media Player.
Scegliete il software che volete: è la pacchia che vi regala la competizione globale.
La grande abbondanza del mercato-mondo.
Non hanno pane?
Mangino l’Ipod.
Uno potrebbe pensare che Giavazzi sia un immenso idiota.

Di più: che il Corriere abbia fatto una scelta decisiva per propagare l’idiozia attraverso le sue «Grandi Firme», visto che dà la prima pagina a personaggi vuoti anche se altezzosamente dottrinari come Sartori, o a propagandisti del Mossad come Magdi Allam.
Ma sarebbe una spiegazione semplicista.
Quello che Giavazzi, Magdi Allam e Sartori hanno in comune non è tanto la stupidità (che c’è) quanto la crudeltà.
La crudeltà dei dottrinari che impartiscono lezioni distruttive a cuor leggero, sapendo che loro saranno riparati dalle conseguenze.

Per Giavazzi è un vero godimento sadico consigliare ai pensionati minimi di usare «un programma diverso da Media Player», esattamente come per Allam è un piacere insegnarci che Israele (con 500 bombe atomiche) è minacciata dai reclusi di Gaza «nella sua stessa esistenza».
E’ il sadismo, il gusto di deridere chi sta male, cui conduce l’abitudine all’impunità.
Non c’è nessuna concorrenza cinese che metta in pericolo le numerose poltrone di Giavazzi nei consigli d’amministrazione, nessun giornalista più bravo sarà chiamato a sostituire Magdi Allam onde privarlo della paga da 40 mila euro mensili.

Non occupano i loro posti lucrosissimi e inamovibili perché hanno vinto una competizione sul «mercato»; sono lì perché hanno giurato fedeltà alla religione vigente, ai suoi dogmi e ai suoi luoghi comuni, al «politicamente corretto» del momento.
Non hanno bisogno di pensare: ricevono i pensieri dall’estero e dall’alto.
Godono dei privilegi delle classi dirigenti terminali: l’assoluta irresponsabilità.
La crudeltà ne è la conseguenza, l’indifferenza alle sofferenze del proprio popolo.
Sono così tutti quelli che in Italia vengono intervistati in ginocchio in qualità di «economisti»,
in quanto hanno ricevuto una cattedra universitaria grazie alla loro natura di pappagalli del dogma.
E questi, mentre i dogma collassa nella rovina planetaria, ancora ripetono le formulette apprese.
Prendiamo Giacomo Vaciago, «economista».

Al giornalista che gli domanda come mai la Banca Centrale europea non abbassi i tassi, provocando l’enorme rialzo dell’euro sul dollaro che strangola le nostre esportazioni e ci affonda nella recessione-depressione, Vaciago dice la vera ragione di questo mistero: «Bisogna dare una mano agli Stati Uniti».
Per questo non deprezziamo l’euro per riavvicinarlo al dollaro, per aiutare l’America.
Traduciamo: l’economista Vaciago accetta lietamente che l’Europa produca milioni di nuovi disoccupati, che blocchi la sua economia nel gelo recessivo, che sparga miseria suoi popoli europei, accentuando la miseria dei poveri, per aiutare il governo e le banche USA a ripudiare, pagandoli con dollari svalutati, i debiti enormi che hanno contratto facendo guerre dementi, togliendo le tasse ai ricchi, ed esponendosi in speculazioni folli e sterili, per giunta andate a male.
E come lo dice, Vaciago l’economista!
Lo dice come naturale che la Banca Centrale Europea pensi agli americani anziché agli europei.
Lo dice come se ci fosse un trattato, firmato e sottoscritto, che ci obbliga a non fare concorrenza agli Stati Uniti mentre ci sottraggono quote di mercato svalutando il dollaro.

Nemmeno una scintilla di pensiero fa rilucere nel cranio di Vaciago e di Giavazzi l’idea che questo non è «liberismo», non è «competizione», non è «mercato»; che questo è dirigismo molto più di quello minacciato da Tremonti, ma dirigismo a vantaggio della speculazione, anziché dei posti di lavoro e della società.
Macchè.
Ci dev’essere un trattato, come quello di Maastricht.
Noi non l’abbiamo mai visto, nessuno ce ne ha mai parlato.
Ma qualcuno deve averlo firmato per noi.
E a nostre spese.

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Commenti  

 
# Ivan 2008-02-29 19:37
A me sembra di vivere in un incubo. A parte quel Giavazzi, mito dei radicali, che sull'orlo della crisi della globalizzazione continua a dire che la globalizzazione è bella, quello che mi lascia di stucco è Vaciago. Ma la gente che dice? Tace? I politici che dovrebbero fare i nostri interessi? Tacciono? Che schifo!
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# GIORGIO SCOTTI 2008-02-29 19:48
Lei e' sempre piu' favoloso.. anche perche' unico a dire queste cose.Come lei c'e solo forse il filoserbo di etleboro.com - ma lui sta in Serbia e vedo che trattamento ricevono i Serbi. Ma dobbiamo anche noi avere il coraggio di \"dire no\" alla Vasco Rossi..anche se certamente a lei - come a me -il personaggio non piace. Tanto cosa abbiamo da perderci o guadagnarci? siamo con le pezze al c... lo stesso, tranne qualcuno ovviamente. Ma quanto li pagano questi per dire certe fregnacce? Ma c'e' in Italia gente che crede ancora a loro? Comunque effettivamente il perfido bocconiano Giavazzi su una cosa ha ragione: il liberismo infatti era nato a sinistra.Per l'esattezza sia il massone ebreo Marx che il figlio di un industriale tedesco (bamboccione ante litteram)Engels erano - soprattutto il secondo - liberisti. Ed anche il motto del Manifesto LAVORATORI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI - e' chiaramente un inno al libero mercato. Ergo il liberismo mondiale non puo' che portare al comunismo - e causare la ribellione dei popoli oppressi. Comunque non capisco come mai i Massoni costruirono l'Unità d'Italia ed ora l'Italia la vogliono distruggere.
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# Emilio 2008-02-29 19:50
Magistrale, caro direttore. E' l'ideologia che da sempre ci rovina, è l'idealismo che possono permettersi quelli che dalle loro sinecure sanno che comunque non pagheranno le conseguenze di una realtà distorta. Oggi, finalmente, i canali ufficiali parlano della mina vagante dei 600 miliardi di dollari subprime e dicono che (forse) altre banche falliranno. Ma lei questo quando l'ha detto, un anno fa? Le sono grato e la ringrazio. Complimenti.
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# Teo 2008-02-29 20:10
In veritá credo che il sistema imprenditoriale italiano non sia in difficoltá a causa dell'euro ma per motivi strutturali che sarebbe lungo descrivere. La svalutazione competitiva é solo un rimedio temporaneo (peraltro ampiamente usato dall'Italia ai tempi della lira) che non risolve tali problemi strutturali. Le nostre aziende sono strangolate piú dai vincoli europei che dal cambio (ad es le quote latte, o i limiti all'agricoltura); i politici italiani hanno svenduto l'ITalia e le sue produzioni alle economie del nord Europa che hanno sempre ricevuto sussidi e leggi favorevoli. Un vero governo forte (necessariament e di destra) andrebbe a ridiscutere tali politiche per liberare le energie imprenditoriali nazionali che, sole, potrebbero combattere l'inflazione galoppante (con un aumento della produzione e una maggio efficienza) Per l'export faccio presente che la qualitá del made in italy avrebbe un vantaggio competitivo ampiamente spendibile anche all'estero. Solo che le politiche italiane non lo supportano in alcun modo. Insomma é solo una questione politica, per il resto in Italia c'é ancora il potenziale per uscire da questa situazione.
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# Mario 2008-02-29 20:51
Il liberismo, in un certo senso, è di sinistra perché ha sempre cercato di creare la Cosmopolis, l'internazionalis mo che vive una volta che sono state abbattute frontiere, dazi e radicamento alla terra. Grazie per gli articoli che scrive da anni, direttore
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# Giorgio 2008-02-29 20:52
e allora perchè non votare Tremonti che è l'unico che può far qualcosa per questo paese? Vivo a Bari e quindi non posso votare lega... ma non ho dubbi... la destra alla Camera e il pdl al senato.
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# stefano scuppa 2008-02-29 20:55
Caro direttore, quello di Tremonti e' un pragmatismo alla Dewey, un pragmatismo della sopravvivenza o del declino morbido; con lui e Sarkozy magari non paghiamo piu' il \"pizzo\" agli USA tramite i masso-cassieri della BCE ma dovremmo poi pagare in termini di sangue nel prossimo Ulster dei Balcani: il Kossovo, e nel prossimo Vietnam della NATO: l'Afghanistan. Non escludo poi una shoah nucleare persiana che imponga agli USA terminali un tale senso di colpa da rendere inevitabile qull'Unione Occidentale alla Tony Blair di cui lei ha gia' parlato. Io invece vorrei un pragmatismo della rinascita e della speranza; pur essendo un agnostico devoto ai catto-restauratori come lei, sono un sinistro storico che pensa ad una \"riforma anglicana laica\" che faccia con il marxismo e l'illuminismo cio' che Lutero fece con la 1° Roma e la 3° Roma. Un neopragmatismo, un idea-ideologica intesa come relativismo spirituale da opporre all'idea-ideologica nichilista del pensiero unico dominante; una sorte di pesticida-fertilizzante naturale anche se geneticamente modificato. Forse ne parlero' piu' chiaramente in futuro. Saluti
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# Sergio 2008-02-29 23:14
Non c'è bisogno di fare la guerra preventiva a nessuno: chiunque vada al governo sarà impossibilitato a varare qualunque reale riforma del nostro sistema sociale ed economico. Il massimo consentito per Tremonti è un condono, e per Bersani le sue pseudo-riforme (o \"lenzuolate\"). In Italia esistono la destra e la sinistra nel senso che una parte fa porcate \"di destra\", l'altra le fa \"di sinistra\". Ricordate quando chiesero a Storace di dire qualcosa di destra? Ci pensò su e poi disse: \"A froci!\" Le differenze son solo di facciata. Come già ben spiegato dal direttore Blondet, in Italia non governa la nostra classe \"dirigente\", ma altri, da dietro le quinte...
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# Carlo 2008-02-29 23:52
Una precisazione che fuoriesce dall' argomento trattato pur tuttavia valido e corretto. La Eurotech è una delle tante piccole aziende che si trovano in Carnia e che danno lavoro a delle persone che altrimenti dovrebbero emigrare da una montagna in via di spopolamento ed abbandono. Se ci fossero tutti i forestali della Calabria (come numero senza nulla togliere alle persone) la nostra montagna sarebbe più ben tenuta di un giardino inglese perchè qui la gente ama il lavoro e la propria terra.
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# Jovinelli Giorgio 2008-03-01 00:44
Consiglierei a Giavazzi ( Alesina )e company visto che sono bravi, di laurearsi in ingegneria ed andare in alta carnia a lavorare per 1000 Euro al mese alla Eurotech. Questi maestri del \"armiamoci e partite\" con le loro considerazione fanno ridere i polli. Presentino una vera teoria economica con modelli matematici verificabili se ne sono capaci. Di essere al soldo del Corriere della Sera e di scrivere sempre le stesse cose, dimostra che loro di ricerca economica ne fanno poca.
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# GiuseppeMarioGc 2008-03-01 01:23
Giavazzi era un importante funzionario del ministero del tesoro negli anni 90, quando le imprese di stato furono svendute. Una sera, qualche mese fa, era ospite su la 7 nel programma di Ferrara insieme a quel professore(ales ina)che sembra il gemello del comico crozza, al quale gli fa concorrenza proponendo tesi economiche che rasentano la demenzialità- I 2 Giavazzi e alesina erano ospiti per pubblicizzare un loro libro.Questi 2 aspirano al nobel. E ci arrivano, dato che durante quella trasmissione sono arrivati a dire che Bush è un liberale di sx perché ha abbassato le tasse. A mio avviso dx e sx oggi non hanno senso, però definire Bush un liberale di sx, se fossi di sx mi arrabbierei di brutto. Ma a parte questo. IL VERO PROBLEMA COSTITUITO DA GIAVAZZI è CHE EGLI HA A CHE FARE CON L'UNIVERSITà BOCCONI DI MILANO. Con un insegnante del genere, i ragazzi che studiano economia, che in sostanza dovranno indirizzarci nel futuro, cosa imparano? MEGLIO CHE DIVENTANO TOSSICI, GAY, DELINQUENTI piuttosto che essere allievi di uno come giavazzi, il quale non solo è un ottuso che non capisce niente e che è arrivato dove è arrivato perché si è maritato con la figlia di un eminente banchiere , ma addirittura ostenta e propaganda con forza le sue idiozie spalleggiato da giornali come il corsera, che tra i vicedirettori ha anche Allam. MA ALLAM PERCHé QUELLE COSE NON LE VA A SCRIVERE SUI GIORNALI ARABI? Comunque riguardo a giavazzi, la cosa più sconcertante è che a persone del genere è consentito insegnare. E la questione non riguarda certo le idee di giavazzi che possono essere condivise o meno- IL PROBLEMA è CHE GIAVAZZI è UN IMBECILLE CHE NON CAPISCE NIENTE E CHE PER QUESTIONI DI PARENTADO ACQUISITO HA INDOSSATO IL GREMBIULOE CHE GLI HA CONSENTITO DI FARE CARRIERA.Altrimenti ad una testa del genere non si potrebbe affidare neppure l'amministrazione di un gallinaio.(contare le uova che fanno le galline). perché giavazzi sarebbe capace di lamentarsi del fatto che i polli non fanno uova, non producono perché sono incapaci e quindi....
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# Sebastiano S. 2008-03-01 02:19
Premetto che concordo con le posizioni di Maurice Allais, contrario alla mondializzazion e selvaggia e favorevole al libero scambio sono tra nazioni di simile livello sociale ed economico. Detto questo, l'esempio portato da Giavazzi è risibile, però, a mio parere, la situazione che dipinge è abbastanza reale, almeno per la realtà friulana da cui ha tratto spunto. Tralasciando la Eurotech, tutto sommato insignificante, prendiamo in considerazione le due principali aziende industriali della regione: la Danieli e la Fincantieri. La prima, specializzata in progettazione e produzione di acciaierie, ha chiuso l'ultimo con ricavi per 2,5mld di euro (era 1mld nel 2004), ed EBIDTA di 230 milioni. La cosa inaudita è che ha una posizione finanziaria netta (liqudità su c/c - debiti finanziari) positiva di oltre 400 milioni: più i tassi aumentano, più guadagna sugli interessi attivi bancari. Impiega 7000 persone (senza contare l'indotto), la maggioranza in regione, esporta in tutto il mondo il 98% della produzione e ha un portafoglio ordini in crescita vert iginosa oltre i 3mld di euro. Tutto questo nonostante l'euro forte, la burocrazia e le varie caste che affliggono l'Italia. Fincantieri è la prima azienda cantieristica europea (quarta al mondo) per fatturato; conta 9000 dipendenti (la maggior parte in Italia), anch'essa esporta la quasi totalità della produzione, i ricavi si attestano oltre i 3mld, ed ha una posizione finanziaria attiva (cioè zero debiti) di svariate decine di milioni. Dimenticavo: è di proprietà pubblica, come l'Alitalia. Il Friuli nel suo complesso esporta il doppio di quanto importa, ed ha una disoccupazione sotto il 3%. La gente non ha grossi debiti, ed una casa nuova nell'hinterland cittadino (più vivibile) si trova tranquillamente sui 1500 euro/mq. La situazione del triveneto è simile. Questo porta ad un paio di riflessioni: - la casta degli industriali decotti ed ultra-indebitati, che da un lato mendicano aiuti di stato e dall'altro delocalizzano ed evadono il fisco attraverso paradisi fiscali, dopo aver restituito il maltolto, dovrebbero venire in Friuli ad imparare come si fa gli imprenditori - gli esempi che ho portato riguardano aziende dove l'esperienza, la tecnologia e la capacità imprenditoriale consente loro di espandersi, nonostante tutto, in un mercato globale - rimane però il problema delle attività labour-intensive (tessile, agricoltura, ecc.) che non possiamo assolutamente permetterci di dare in outsourcing e che devono essere protette sulla base di una concorrenza leale ed un mercato libero solo fra paesi di simile livello di sviluppo economico e sociale. In questo senso l'EU ha agito bene per quanto riguarda l'agricoltura, ma troppo debolmente riguardo al resto. Qui in Friuli ad esempio il distretto della Sedia è entrato in crisi proprio per la concorrenza sleale dei paesi a basso costo del lavoro. Quindi l'approccio auspicabile è, a mio avviso, quello di trovare un giusto compromesso tra la difesa dell'interesse e della produzione nazionale e l'apertura al mercato, evitando gli eccessi, deleteri, da entrambe le parti. Concludo con una amichevole critica al direttore: forse l'argomento è stato affrontato con toni un po' troppo pessimistici, alla fine, dopo tutto, l'Italia ha la bilancia commerciale quasi in pareggio. Inoltre, abbassare i tassi di interesse servirebbe soprattutto a dare sollievo ai decotti, alle banche ed agli speculatori, a spese delle aziende sane che invece hanno saputo gestire bene la propria attività.
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# alberto 2008-03-01 10:09
Ringraziamo anche le speculazioni sui mercati quotati!!!
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# sandro 2008-03-01 10:47
I nostri pensionati a 500 euro al mese riescono a sopravvivere proprio grazie ai costi di produzione più bassi rispetto a quelli occidentali \"importati\" dall'oriente. Con maggiore protezionismo si finirebbe per dare il colpo di grazia proprio alle fasce più deboli della popolazione. La soluzione ai nostri problemi non risiede in un maggiore protezionismo, quindi in altri vincoli e regole per le imprese e i cittadini, ma nell'esatto contrario: in meno regole e, ovviamente, in meno tasse.
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# Roberto Buffagni 2008-03-01 13:25
Caro Maurizio, il contratto che ci vincola ad aiutare gli americani c'è eccome, purtroppo; anzi, ce ne sono parecchi: sono i trattati internazionali che regolano la presenza in Italia e in tutta Europa (tranne la Francia, grazie al Generale de Gaulle) delle basi militari USA, con tanto di bombe atomiche. Eccolo lì, il contrattone, il vero \"contratto con gli italiani\" e gli europei. E' un contratto che per il codice civile italiano sarebbe nullo, perchè si configura come \"patto leonino\": specialmente oggi, che la contropartita per la presenza delle suddette basi - la difesa dall'URSS - non può più venir fornita dal contraente USA, per avvenuta sparizione della medesima. Sono passati sessantatre anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Fino a quando noi europei non cominceremo a ragionare, culturalmente e politicamente, sulla necessità di riconquistare l'indipendenza, l'Europa e l'Italia resteranno quel che sono: paesi senza storia; e i paesi senza storia, purtroppo, non vivono al di sopra della storia, nell'idillio e nella creaturalità, ma al di sotto, nell'impaludamento, nella corruzione, nella miseria anzitutto intellettuale e morale. Soprattutto chi comanda, nei paesi senza storia, si corrompe; perchè comanda per conto terzi, e non risponde ai suoi sottoposti, ma ai suoi mandanti e azionisti di riferimento; e soprattutto, non risponde più A SE STESSO di quel che fa. La responsabilità vera dei suoi atti è sempre altrui: e questa è la regola aurea per garantire la corruzione, lo sfaldamento, la trasformazione in \"mero transito di cibo\" e mens momentanea.
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# Marco 2008-03-01 14:01
Caro Direttore, non capisco proprio la sua infatuazione per Tremonti a partire da quella volta in cui (Tremonti) citò Hamilton in un suo discorso (le garantisco che nessuno é mai morto per una semplice citazione). Non é che non sia bravo a scrivere e non dica cose anche condivisibili, é che quando si trova al Ministero dell'Economia diventa un burattino come gli altri, sembra manovrato da qualcuno, sembra Superman circondato dalla Kryptonite. Non é un neofita, ha governato l'economia di questo paese durante alcuni anni con poteri enormi e l'unica cosa che ha saputo fare sono stati i condoni, e poi....nulla. Ricordo ancora che nel 1992 era a borso del Britannia in qualità di osservatore, partecipa spesso e volentieri alle riunioni del Bilderberg, immagino anche lì in qualità di osservatore, insomma non vorrei che fosse il solito marito guardone a cui piace vedere la moglie(Italia)p osseduta da qualcun altro. Cordiali saluti e complimenti per l'eccellente grafica del sito.
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# Dante 2008-03-01 14:30
Caro Direttore, la bestia del mare ha molte teste e proferisce molte e enormi cose, non si lasci trarre in inganno dal mellifluo eloquio di Tremonti . Egli è stato un Bilderberg , spesso ospite delle loro riunioni, così come Monti,Veltroni Bonino e molti altri, sono le diverse teste della bestia del mare che parlano e bestemmiano ma fanno farte dello stesso corpo ... penso che come Giovanni Paolo II aveva intuito profeticamente il nuovo katechon verrà da sinistra, gli attuali due poli e affluenti sono complici nel disegno direi anticristico, perciò per quanto possa apparire strano voterò, come già le scrissi, per Bertinotti .
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# Claudio 2008-03-01 15:23
Vorrei chiedere al Sig. Stefano, della mia stessa città, che tesse lodi sperticate sulla Danieli SpA e sul suo modo di fare imprenditoria, se conosce veramente come vanno le cose. Alla Danieli SpA i suoi dipendenti devono fare due ore di strordinario al giorno \"gratis\" per essere \"ben visti\" dall'azienda e mantenere il posto(è una consuetudine, dicono). I lavoratori esterni sono stra-sfruttati e mandati in giro per il mondo con turni di impiego massacranti. La qualità del prodotto non è delle migliori e per giunta gli aiuti regionali non mancano. Le imprese artigiane che lavorano per la Danieli SpA sono pagate con tempi biblici e per rimandare tali pagamenti vengono adottate le scuse più inimmaginabili, con contestazioni non sulla qualità del lavoro svolto e del materiale ma su qualsiaisi altro cavillo burocratico che possa ritardare i pagamenti. Imprenditori così io li definisco \"squali\". Molto probabilmente anche gli imprenditori friulani, quelli definiti grandi o meglio di grosse dimensioni, è meglio che non insegnino agli altri come fare. Preferisco che i micro imprenditori insegnino a lavorare onestamente senza interessi politici, e nella nostra regione ce ne sono molti che lavorano nel silenzio senza nessun aiuto pubblico, e soprattutto senza secondi fini, e mi creda è meglio così.
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# Andrea Taxi 2008-03-01 15:38
Giavazzi è un perfetto fondamentalista , senza vergogna impartisce lezioni di utopia, un \"Chicago Boy\", appassionato del capitalismo dei disastri. http://it.youtube.com/watch?v=3J7YQCfiCdI
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# chiara 2008-03-01 16:21
Maurizio, ti sei dimenticato dell'\"autorevolissimo \" Galli della Loggia. Ogni volta che lo leggo devo prendere la biochetasi.
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# Sebastiano S. 2008-03-01 16:42
Per Claudio: conosco molto bene la situazione: anche se molte delle cose che si raccontano sono \"leggende\" (come i cavilli dei pagamenti, ci sono stati in qualche caso ma sono stati ingigantiti), in Danieli c'è un ambiente lavorativo duro ma anche il mercato sui cui compete è altrettanto duro. Qualche anno di esperienza in Danieli apre tantissime porte, che possono ben valere qualche ora di straordinario non pagato, pratica del resto comune in molte aziende. E poi del resto Danieli non ha mai avuto difficoltà a trovare personale (in una regione con disoccupazione praticamente inesistente): se l'ambiente al suo interno fosse (per tutti) un inferno come lei lo descrive, le cose andrebbero molto diversamente. In ogni caso i dati di bilancio parlano chiaro: un gioiello dal punto di vista industriale ed imprenditoriale , che avrebbe molto da insegnare a tanti confindustriali decotti e indebitati. O forse lei preferirebbe che trasferissero la produzione all'est, e che magari i laureati friulani lavorassero precari in qualche call-center a 600 euro al mese ?
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# giovanni f. 2008-03-01 18:27
vorrei realmente sapere i motivi della sua enorme ammirazione per Tremonti.....in cinque anii (più o meno) di ministero ha applicato solo condoni portando l'Italia sull'orlo del tracollo vero e proprio.....deficit al 4,4% e crescita nulla nei momenti migliori
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# Maurizio 2008-03-01 18:44
Ma scusate di che cosa vi meravigliate? Siamo governati occultamenta da dei dementi,se pensate che il principe filippo di edimburgo non sa' la differenza tra un'attrice e un riparatore di videoregistrato ri!! Beh! In effetti fanno tutti e due cinema. Pensavo che nella massoneria ci fosse gente seria.
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# Claudio 2008-03-01 19:42
Egregio Sig. Stefano, non parlo tanto per sentito dire ma perché ho degli amici che lavorano e che hanno lavorato in Danieli e che tra di loro neanche si conoscono essendo stati dipendenti in epoche diverse; i loro racconti sono tutti uguali. L'azienda lavora come ho già spiegato e non sono leggende metropolitane. La difficoltà a trovare personale è remota perché la fame di lavoro esiste anche in Friuli e per restare vicino casa si accetta anche i compromessi. Molto probabilmente siamo di bocca buona nell'accettare qualsiasi lavoro purché ci renda anche un pochino indipendenti. I dati di bilancio non li conosco e non li voglio neanche conoscere, anche perché si possono scrivere a piacimento. Le ditte artigiane coinvolte nel pagamento dilungato e/o nello sconto ulteriore sui pagamenti delle fatture presentate sono ancora all'ordine del giorno, affossando le realtà più piccole, facendo fare da banca od indebitando indegnamente i piccoli artigiani. Sono concorde con Lei che lavorare in questo modo forgia il lavoratore dipendente ed accresce la sua esperienza, peccato che sia a sue spese con continue vessazioni. Non sono di area Veltroniana, mi dà fastidio che certi imprenditori agiscano in questo modo e si pavoneggino come i guru dell'imprenditoria. Inoltre molti laureati friulani lavorano già a 600-1000
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# ALESSANDRO 2008-03-02 01:12
Interessante l'iperbole liberal-progressista dell'amico Sebastiano S. di Udine ricalcante, in termini più prosaici il detto . Egli testualmente afferma : \"qualche anno di esperienza in Danieli apre tantissime porte, che possono ben valere qualche ora di straordinario non pagato, pratica del resto comune in molte aziende\". Caspita caro Sebastiano, verrebe da dire che d'ora in poi per farsi un buon curriculum - mi raccomando scriverlo a caratteri cubitali prima del proprio nome - sarà giusto e sacrosanto regalare un mese, ma che dico, due mesi, anzi no che razza di comunista che sono, ALMENO TRE MESI DI LAVORO GRATIS ALL'AZIENDA. E noi qui a lamentarci degli stipendi bassi e della precarizzazione selvaggia. Orsù scansafatiche, olio di gomito e ritorno alla mezzadria riattualizzata in chiave \"ghe pensi mi\" di sapore friulano. Se le grandi menti della Danieli hanno la stessa flemma soporifera di Zoff, ci credo che occorrerà parecchio tempo prima che si rendano conto dello sfascio che stanno creando attorno a loro. Se Giavazzi scopre l'allettante e competitivo mondo-Danieli e lo fonde con l'iperattivismo schizoide dei cinesi \"made in Italy\", non ci resta - parafrasando il famoso film - che piangere.
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# cinzia 2008-03-02 12:39
credo che ogni persona abbia il diritto di esprimere le proprie opinioni ma soprattutto abbia il dovere diaccettarne le critiche.io sono una qualunque,madre moglie e lavoratrice che vede intorno a se solo boschi sterili,i politici sono politici ma la gente comune guarda alle cose semplici e rimango sempre piu'allibita di come persone comuni si elevino con prosopopea a giustificare un giavazzi seduto in cattedra a dirci di ascoltare musica perche' costa meno .solo per questa semplice affermazione e' criticabile e dovrebbe farci capire quanto poco e' vicino alle necessita' della gente.
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# GIORGIO SCOTTI 2008-03-02 18:39
A questo punto voglio fare la grande madre di tutte le provocazioni; ABOLIZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO DIPENDENTE! Le ns aziende siano tutte trasformate in Cooperative in questo caso di tutti i colori Rosse - bianche - verdi - nere - arcobaleno(oggi cosi' di moda) oppure i lavoratori in prestatori d'opera , come oggi avviene già in gran parte nel settore edilizia. Se mi presentassi in un qualunque partito di potere e facessi questa proposta verrei immiediatamente fucilato! Eppure oggi questa sta diventando la forma di lavoro piu' efficente.Altro che il penoso lavoro precario della legge dell'ex comunista Biagi avvallata dall'ex comunista Maroni e che piace tanto all'ex comunista Iachino basata sul principio Sovietico lavorare tutti ma poco - guadagnare niente. Certo tutti dovremmo avere un partita IVA. Propongo di adottare un codice a barre (IVA e CF usano vetusti codici alfanumerici ma ora i tutti i computer leggono i codici a barre) da sovraimprimere sul ns telefonino e con questo registrare tutti i ns incassi e pagamenti.Alla fine dell'anno si invia per sms il tutto al fisco.Su tutto questo tassazione unica ad una quota bassa mettiamo 15-20 o 25% massimo. Evasione a questo punto quasi impossibile. Inutile la spesa del commercialista (Io pago di piu' di commercialista che di tasse...anche perchè le spese del commercialista aumentano piu' delle stesse tasse e vengono dedotte dagli utili). Chi non usa il telefonino \"fiscale\" passerà subito per potenziale sospetto. Naturalmente i poverissimi anziani che non sanno usare e non hanno i soldi per comprare il telefonino (ma si trovano anche a 50 euro) saranno esentati dalle tasse. A Tokyo già si paga il metrò con il telefonino e l'esperimento sta per cominciare anche a Montreal. Penso a questo punto che la mia carriere politica sia nata morta in partenza e che non saro' mai ministro delle finanze...
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# Sebastiano S. 2008-03-02 18:50
Per Alessandro: se invece di lamentarsi provasse ad aprire lui un'attività ed a scontrarsi con tutti i problemi che ha un imprenditore, dalla burocrazia, ai costi esorbitanti del lavoro, dalle banche agli incassi, ecc, farebbe un servizio migliore alla comunità e probabilmente anche a se stesso. Forse si accorgerebbe che le aziende \"cattive\" ed i dipendenti \"sfruttati\" sono concetti che non esistono più, che la lotta di classe non esiste (almeno in alcune parti dell'Italia), perché non esistono più le classi: la maggior parte delle imprese del Nord-Est è fatta da ex-dipendenti. Sul lavoro \"regalato\" alle imprese vorrei sapere cosa ne pensa dei vari tirocini e praticantati lunghi anni a zero euro (avvocati, geometri, commercialisti, ecc.), oppure della situazione universitaria, feudo della sinistra, che da una parte predica contro il precariato e dall'altro sfrutta con paghe risibili, e nel precariato più assoluto, i ricercatori, borsisti e dottorandi. E poi se la vita in un'impresa come la Danieli è tanto infernale, come mai non hanno difficoltà a trovare personale in una regione con disoccupazione inesistente ? Forse perché un paio d'anni di esperienza lì valgono infinitamente di più di qualsiasi dottorato regalato (quello si) al barone di turno ? Se lei per sfascio intende un'economia che esporta il doppio di quanto importa, cresce a livelli tedeschi, con pochi debiti e con disoccupazione attorno al 3%, beh, in questo sfascio si sta proprio bene.
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# Paolo 2008-03-03 09:48
Questi \"economisti\" sanno bene che, specie in italia, la massima forma di unione degli oppressi sono le mafiette di quartiere; che paura possono fare i cittadini? Per loro, vedere fino a che punto chiniamo la testa, penso sia uno sport e una scommessa a chi è più bravo
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# ALESSANDRO 2008-03-04 13:00
No, Sebastiano S. di Trento, io non ho mai parlato di lotta di classe o corbellerie sinistroidi delle identica salsa. Ho semplicemente affermato che i \"furbetti del quartierino\" non sono domiciliati solo nella \"città eterna\" ma in diverse parti d'Italia, Friuli compreso. Nelle Marche - e parlo per esperienza diretta - la musica che su suona è simile a quella della Danieli : o mangi di questa minestra o salti dalla finestra. Ed il bello che mio nonno - Cav. di Vittorio Veneto - ha combattutto la prima guerra mondiale proprio nelle sue \"auguste\" zone geografiche, affinchè le orde \"barbaro-austriache\" non venissero ad insegnarci quello che dovevamo dire o fare. Ha lottato perchè anche voi, in futuro cioè oggi, poteste fare e dire le cose in libertà. Mi pare che sia stata fatica inutile vista la presupponenza che il Nord-Est coltiva nei confronti del resto dello stivale. I dati che lei ha snocciolato sulla sua regione non tengono conto di un fattore importante : il livello degli stipendi. Ci porti anche quei numeri, sono certo che si scopriranno un sacco di elementi ignoti al grande pubblico perchè occultati sapientemente dai \"probi viri Legaioli\". Se non ricordo male una delle regioni interessata dall'evasione fiscale era anche il Friuli assieme al calderone lombardo. Dice bene signor Sebastiano quando afferma che nel Nord Est non ci sono più classi : il culto dell'Uomo fatto da sè - Berlusconi ne è solo una versione spuria e poco raccomandabile - implica che una persona - PER QUASI TUTTA LA VITA - debba lavorare, non già come fanno tanti una certa età per aiutare il prossimo, unicamente per accumulare \"schei\" e \"danè\" a più non posso. Non capisco poi come da codeste parti si sia tradizionalisti cattolici tout-court : addirittura anche Dio si è riposato al termine della creazione e voi no?! Orsù, suvvia. Il discorso da lei poi introdotto sullo sfruttamento - grave quanto gli altri da me nominati - del tirocinio e del praticantato, mi trova sostanzialmente d'accordo. La soluzione è facile quanto immediata : basta innalzare lo stipendio minimo di chi presta opera in cotal maniera a 900 Euro al mese, dare incentivi commisurati al numero degli \"apprendisti\" assunti nel proprio studio e controllare - mediante Guardia di Finanza e Polizia Municipale - che non vi siano tirocinanti in nero. Riguardo ai baronati della sinistra nelle università nostrane riscontro, a mio avviso, una casta di professori che assumono e sfruttano dottori e ricercatori per non averli in futuro come concorrenti sul mercato. Ma questo indipendentemen te dal colore politico. Il feudo culturale rosso ed ateo esiste, è fra i meglio piazzati in Italia, è riuscito addirittura a non far entrare il Papa in un emiciclo universitario, ma purtroppo non è il solo a predicare bene e razzolare male.
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# miguel 2008-03-04 19:51
Grande articolo come sempre. Mi rincresce solo dover ammettere che non abbiamo più nessuno da votare.In ogni caso sia Tremonti (persona apparentemente seria ma fautore di un condono vergognoso) che la Lega hanno le loro pecche ed i loro scheletri nell'armadio. Pensavo di affidarmi, in via utopica e sentimentalista a Romagnoli.Ma ora appoggia la candidatura della Santanchè, una che lo stesso Blondet richiamò tempo fa tra i casi esemplari di questa Italietta..Una che si proclama di Destra, osa sposare tesi di destra \"sociale\" (vere BESTEMMIE nel mondo ultra-liberista e predatorio odierno) e poi balla con Briatore in Costa Smeralda ed ha un sito personale che non c'entra niente con la gente che si suda quotidianamente il pane.Una Santanchè che nel suo sito personale mette tra i giornali di riferimento Il Corriere e Repubblica.Che parla di moda, di grandi firme, di charme, di stile...Insomma molto materialismo, molta poca spiritualità. E meno male che all'art. 1 del partitino di Romagnoli si parlava di visione spirituale della vita... Che pena. BLONDET PRESIDENTE
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# ALESSANDRO 2008-03-04 20:14
Per Giorgio Scotti di Milano. La tua proposta del codice alfanumerico senza il quale non si compra, non si incassa e non si pagano le tasse, mi ricorda un triste passo dell'Apocalisse. Solo mediante il marchio della Bestia si potrà vendere e comprare.
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# GiuseppeMarioGC 2008-03-05 04:46
I giavazzi sono quelli definiti economisti da salotto, cioè teorizzano senza avere minima cognizione dell'economia reale, quella del portamonete della casalinga. E giavazzi fa parte di quella casta di economisti che rutengono di amministrare un azienda basandosi sui libri contabili, dove il dipendente il 99% delle volte è un costo e non una risorsa da valorizzare. Una contrapposizion e, giavazzi, ai cummenda anni 50-60, di quella gente che hanno fatto la ricchezza del paese. Quegli economisti che guardano solo ai libri contabili e per ottenere utili sempre maggiori tagliano i costi, invece di valorizzare la produzione. QUEGLI ECONOMISTI CHE HANNO DISTRUTTO IL TESSUTO ECONOMICO DEI PAESI LIBERISTI come usa ed uk...e l'Italia è una via di mezzo perché le grandi imprese sono poche, ed il 95% dell'industria è medio piccola, cioè a gestire sono i proprietari i quali non lasciano la loro azienda a bocconiani allievi di giavazzi i quali si mangiano l'uovo oggi e rinunciano alla gallina domani. (IN USA, GLI ECONOMISTI ALLA GIAVAZZI HANNO PORTATO ALLA CHIUSURA MIGLIAIA DI AZIENDE...) Infatuarsi di tremonti? tremonti in fondo è un commercialista che vorrebbe far fare i soldi a ricchi e poveri. tremonti è un plebeo che si comporta da borghese quando sta con i bildeberg e da plebeo quando sta con i suoi pari. di tremonti basta rammentare quando affermava negli anni 90 che una famiglia poteva campare con un milione e 700 mila lire di allora. e di più non gli serviva. in fondo è il solito socialista arrivista, di come ce ne sono tanti in forza italia, che fa di tutto pur di mettersi in mostra,ANCHE PROPORRE NEL 2003 DI OFFRIRE MUTUI DIETRO IPOTECA DELLA CASA DI PROPRIETà PER INCENTIVARE I CONSUMI COME NEGLI USA. tremonti con la sua finanza creativa ha creato un buco che poi il governo prodi ha sanato con la finanziaria da 35 miliardi di euro:SENZA LA GESTIONE ALLEGRA DELLE FINANZE NON SI SAREBBE ARRIVATI A TALE BUCO.... purtroppo sono rari quelli che ne capiscono di economia e quei pochi lavorano per aziende private, o vengono prestati dalle aziende private ai governi, come ha fatto goldman sachs per il governo Usa e quello italiano. es.L'ex ministro Siniscalco essendo stato ministro del tesoro in Italia non è potuto diventare governatore di bankitalia per conflitto di interesse, ma draghi pur provenendo da una banca d'affari privata,in palese conflitto di interesse è diventato governatore di bankitalia..oppure i molti consulenti economici del governo prodi:non è una cosa strana?
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# giuseppe 2008-03-05 13:23
Tremonti a Porta a Porta parla della globalizzazione e dell'elite mondiale definendoli \"una setta di pazzi ILLUMINATI\" che sta dietro alla distruzione delle nostre economie. Il video su http://www.youtube.com/watch?v=ZcakY-gJpbA&feature=related
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