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Un saluto a Tajani, che si sveglia adesso
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In Europa, «siamo di fronte ad un massacro industriale sistemico». Senti senti. Chi lo dice: un Nigel Farage? Un Sapir, un blogger, un altro critico marginalizzato dell’europeismo? No signori, tenetevi forte: lo dice – nientemeno –che il Commissario Europeo all’Industria. Che per giunta si chiama Antonio Tajani.

Questo Tajani io l’ho conosciuto quand’era giornalista. Siamo stati colleghi in un settimanale di Rusconi di breve durata, «Il Settimanale», e poi ancora al Giornale di Montanelli. Io a Milano, lui alla redazione romana. Dove la confricazione col mondo politico produce bei risultati e carriere a chi si sa muovere, e che noi giornalisti di Milano manco possiamo sognarci. Fatto sta che Tajani, in quota berlusconiana, è diventato deputato europeo – dal 1994: fra poco sarà vent’anni – e poi Kommissario, prima ai Trasporti e poi all’Industria.

A leggere la biografia su Wikipedia, palesemente da lui stilata, in quelle cariche di eurocrate Tajani ha fatto grandi cose, fra cui «una campagna sulla nuova rivoluzione industriale in Europa». Me la devo essere persa, perché dell’eurocrate Tajani ricordo soprattutto una cosa: il silenzio. Il tacito consenso alle politiche europee, ai Barroso, ai Van Rompuy, mentre l’Italia veniva devastata dall’ex-Kommissario Mario Monti e dalla Merkel, deindustrializzata dall’euro forte e dalle tasse dementi. Più che silenzio, a me pareva un sonno. Precisamente, il «sonno dogmatico» di tutta la burocrazia europoide, custode dei propri dogmi illuministici arbitrari e che arbitrariamente impone alle società europee.

Così, ora, sono contento che il Kommissar Tajani si scuota dal sonno dogmatico, rompa il silenzio e lamenti che «siamo di fronte al massacro industriale». Anche se noi lo soffriamo già da un tre anni (con un inabissamento nel governo monti), è sempre una presa d’atto salutare, se viene da un Kommissar. Tajani lo ha detto non a un giornale italiano (non è colpa sua: i giornali italiani non si occupano di cose serie), ma al Telegraph, anzi al miglior giornalista del Telegraph, Ambrose Evans-Pritchard. Alle giornate Ambrosetti. (Brussels fears European 'industrial massacre' sparked by energy costs)

Che cosa provoca la deindustrializzazione in europa, Kommissar Tajani? I costi dell’energia, risponde lui. Mentre gli Stati Uniti entrano nella «rivoluzione dello scisto bituminoso» e shale gas, che taglierà i costi energetici americani fino all’80%, l’Europa resta legata dalla «corsa donchisciottesca alle energie rinnovabili che porta i costi dell’elettricità a livelli insostenibili».

Ben detto Kommissar. Sicuramente, ti riferisci agli «obbiettivi europei 20-20-20», ossia all’insieme di direttive cretine ed utopistiche che impongono a tutti i Paesi euro-oppressi di ridurre, entro il 2020, le emissioni di CO2 di un ulteriore 20% e di ricavare energia dalle rinnovabili per il 20%. Anche se la Cina, Stati Uniti, India e BRICS in genere non si sono legati le mani con simile cervellotico programma, e continuano ad inquinare il mondo a tutta forza. Perché cervellotico, il programma, lo è: perché poniamo, non imporre l’adeguamento in Europa per il 2030, ma proprio il 2020? Perché fa bello: 20-20-20 è parso un bello slogan a Bruxelles. Ai Barroso ed agli Almunia piaceva non l’idea (non ne hanno) ma il suono: «Venti-Venti-Venti». Che bello! E l’hanno tradotto in direttive. Draconiane.

A queste dobbiamo gli incentivi «per le rinnovabili» che noi italiani paghiamo sulla bolletta più cara del mondo, e i cui proventi vanno essenzialmente alla malavita meridionale, che ha riempito le Calabrie di pale eoliche, e alle altre mafie del fotovoltaico. Una paturnia eurocratica, che ha aggiunto una palla al piede all’industria italiana.

Ora Tajani, destatosi, si lamenta: «Dobbiamo smetterla, non possiamo sacrificare l’industria europea per raggiungere obbiettivi climatici che non sono realistici, e non sono imposti a livello mondiale». È la voce stessa del buon senso. Non sembra nemmeno un Kommissario, uno di quelli che ha imposto il 20-20-20 per una paturnia ecologista.

Ma leggendo l’articolo si scopre che quello di Tajani non è un atto di ardimento isolato nella Commissione. Anzi, nella sullodata Commissione, ormai «la crisi energetica europea ha rimpiazzato i problemi del debito come principale preoccupazione». Il presidente europeo Herman Van Rompuy ha chiamato alla priorità di tagliare i costi dell’energia in Europa: «Rispetto ai competitori Usa, l’industria europea oggi paga il doppio per l’elettricità e il quadruplo per il gas. Le nostre imprese non trovano compenso per il fatto di essere più efficienti».

Capito? È lo stesso presidente Van Rompuy, il Kommissar dei Kommissari, a pensarla come Tajani, sempreché il verbo «pensare» si applichi ai Kommissars. E sempreché non sia Tajani (antico yes man) a pensarla come Van Rompuy, ossia ad adeguarsi alle posizioni dei vertici eurocratici.

È comunque una buona notizia. Chi avrebbe mai immaginato che i Kommissari cambiassero visione? Invece ne sono capaci. Il punto è scoprire «perché» hanno cambiato visione. Forse la risposta la dà il valoroso Evans-Pritchard. Ad ottobre, la Commissione emanerà una direttiva sullo sfruttamento degli scisti bituminosi; si tratta di consentire il fracking, per il quale premono le compagnie petrolifere nonché Gran Bretagna e Polonia. Dunque c’è un braccio di ferro in corso fra eurocrati ecologisti ed eurocrati petroliferi, e rispettive lobbies. «Personalmente sono a favore del gas da scisto in Europa perché dobbiamo fare di più per l’industria», dice Tajani. Ti pareva.

Ma ha forse dimenticato che esiste un’altra causa per il «massacro industriale» in Europa, o nel Sud-Europa, ed è l’euro sopravvalutato? Ma no. Tajani lo ha appreso proprio ora, e – improvvisamente desto, dopo anni di sonno dogmatico – lo denuncia: « L’euro è davvero troppo forte, e rende duro per le nostre imprese di competere coi cinesi... Abbiamo bisogno di una vera Banca Centrale, come la Federal Reserve o la Banca d’Inghilterra, dotate della volontà di promuovere la crescita». E ormai lanciato, fino al punto di lasciare stupefatto il giornalista britannico («Mai sentito un Kommissar criticare così apertamente un’altra istituzione eurocratica»), Tajani si produce in arditezze programmatiche inaudite: «La BCE dovrebbe prestare alle piccole imprese, proprio come sta facendo la Banca d’Inghilterra. Non possiamo far calare la disoccupazione e tagliare il debito pubblico senza una forte politica industriale che ridia vita alle piccole imprese». A questo punto, Tajani accenna qualcosa riguardo alla restrizione del credito (credit crunch) che la politica troppo stretta della BCE impone alle piccole imprese in Italia, Spagna e nella periferia dell’eurozona. È la sola volta che gli capita di parlare dell’Italia. Complimenti.

Si potrebbe continuare a far dello spirito su questo improvviso risveglio del commissario Tajani, o dei commissari superiori. Magari legarlo al fatto che la Commissione di cui fa parte è a fine corsa, e i suoi membri pensano al loro futuro: Barroso briga per un posto all’ONU, Tajani rischia di tornare in Italia e non trovare più il suo partito, e il fondatore Berlusconi stesso latitante o agli arresti. Ma sarebbe ingiusto ironizzare: dobbiamo comunque essergli grati per la presa di coscienza su due delle più grosse magagne della Unione Europea. Naturalmente, non senza sottolineare – magis amica veritas – che se certe idee penetrano finalmente la dura cervice eurocratica, è perché come al solito vengono dagli Stati Uniti. Il consensus americano-multinazionale era: delocalizzare le manifatture nei Paesi dove la manodopera costa meno, mentre «noi» manteniamo i centri finanziari e la creatività tecnica che escogita prodotti e brevetti. Adesso, in Usa si comincia a capire che quando si mandano fuori e lontano le industrie fisiche, anche la «creatività» industriale e progettuale, know-how ed abilità artigianale e lavorativa, si spengono e si allontanano per stare vicino alla fabbrica; hanno bisogno del processo produttivo come i pesci dell’acqua: com’è accaduto a Taiwan, al Sud Corea e sta accadendo in Cina, passate dalla manifattura su licenza alla progettazione completa. Da qui discorsi sulla re-industrializzazione, prima tabù (chi ne parlava era un protezionista, populista, fascista) diventano ammissibili, anzi lodevoli. Anche Romano Prodi (un altro Kommisar) scrive sul Messaggero: «Rimettiamo al centro la politica industriale», e tiene propositi che ieri lui stesso avrebbe bollato di fascistoidi e protezionistici: «Molti nuovi beni o servizi non trovano origine dal nostro Paese ma debbono essere importati. Non può sfuggire a nessuno il fatto che, prendendo in esame le innovazioni più di successo degli ultimi trent’anni nei nuovi settori, esse non siano mai state prodotte e non siano tuttora prodotte in Italia. Dai computer ai telefoni portatili fino agli infiniti prodotti ad essi correlati, sempre più dipendiamo da tecnologie straniere». Ben svegliato anche a lei, professor Prodi.

Purché non sia troppo tardi. Tre inciampi hanno colpito l’eurozona nell’ultimo anno:

L’euro s’è rivalutato del 30% sullo yen, del 20% sul Real brasiliano e del 25% sulla Rupia indiana; è risalito persino rispetto al dollaro, nonostante la Fed ne stampi a tonnellate... non bene, per la zona economica che meno già per sé cresce al mondo.

I costi del credito (il costo per indebitarsi) sono saliti di 0,7 % da maggio in tutta Europa: non bene, anzi male per le piccole imprese d’Italia, Spagna e Portogallo già nella tempesta del credit crunch e della crisi da oltre tre anni.

Il petrolio è rincarato (Brent) di 15 dollari a barile da giugno, e può salire alle stelle se i Tomahawks cominciano a colpire la Siria. Sarà come un’altra tassa sulla tartassata economia italiana, e di quelle del Sud; il rincaro sottrarrà altro potere d’acquisto al sistema, e aggraverà la deflazione in corso. Deflazione ed austerità, impostaci da Germania, Bruxelles e Banca Centrale Europea, che rendono sempre più vano lo sforzo di ridurre il debito: senza crescita del Pil, il debito meccanicamente aumenta rispetto appunto al Pil. E lungi dal crescere, l’economia d’Italia e Spagna si contrarranno di un altro 2% sul Pil quest’anno, il Portogallo del 3-4, la Grecia di un altro 5-7%. In tutti questi Paesi, guarda caso, il rapporto debito-Pil cresce inesorabilmente: del 15% in Portogallo e Spagna, del 24% in Grecia, dov’è avviato nonostante i tagli draconiani (o a causa di essi) a toccare il 153% del Pil nel 2015; in Italia, veleggia ormai al 130% ed oltre: «già, o vicino, al punto di non ritorno», dice Evans-Pritchard; nel 2014, supererà il 140%, a meno di misure straordinarie (saccheggio dei depositi). Naturalmente occorrerebbe una Banca Centrale che allentasse la stampante, e una Germania che lo permettesse – o che trasferisse ai Paesi del Sud, che ha penalizzato, parte degli introiti del suo surplus, quest’anno pari a un 7%: tasso di crescita «cinese».

Come fanno notare gli amici di Scenari Economici, noi, greci, spagnoli e portoghesi continuiamo intanto – mentre affondiamo – a pagare altissimi tassi d’interesse sui debiti: questi interessi finiscono «nelle tasche dei partners europei, contribuendo a mantenere alti i loro livelli di vita» (1). In pratica, i tedeschi godono di buoni stipendi e di un costo della vita inferiore al nostro perché la differenza gliela paghiamo noi, contribuenti dei Paesi poveri, i cui governanti ci spremono per pagare gli interessi ai creditori tedeschi e nordici. Finché dura. Perché questo mettere l’aggiustamento della zona euro tutta e solo a carico dei debitori, fallirà, «dal momento che la deflazione invelenisce la dinamica del debito, e la disoccupazione di massa avvelena la democrazia. Viene il momento in cui dei leader hanno l’obbligo morale di fare default»: così Evans-Pritchard. Leader di questo genere non se ne vedono in circolazione. (Triple shocks threaten Europe's sickly and deformed recovery)

Commissario Tajani, s’è svegliato tardi. Torni pure a dormire.




1) Ci riferiamo al saggio dal titolo «Diciamola tutta: Monti ha fatto un disastro (e la Germania ringrazia). Ecco perché», al sito di Scenari Economici. È uno studio lungo , magistralmente approfondito, di cui si consiglia caldamente la lettura.



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Commenti  

 
# giorgio 2013-09-11 08:19
Letto solo le prime righe dell'articolo, posso per mia modesta esperienza personale confermare l'osservazione geniale (che non troveremo sulla stampa mainstream) che certe idee espresse dai nostri politici "non possono che venire dagli Stati Uniti", vista la mediocrità degli stessi e, nei casi migliori, l'opportunismo.
Un professionista che svolge attività talora in contatto con gli organismi di Bruxelles ci ha illustrato (eravamo in diverse persone) la scarsa considerazione per questo commissario italiano, ed in generale il gravissimo disinteresse, ormai storico, dei nostri politici per gli organismi eurocrati.
Ci siamo dentro, e neppure facciamoo quel minimo necessario per difendere i nostri interessi!
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# tobia 2013-09-11 09:05
meglio tardi che mai....in ogni caso penso che nulla(solo avvenimenti miracolosi...)possa fermare il declino dell'europa...oggi oltre ad essere un nano olitico (lo è comunque dal 1945)è anche un nano economico...vi sono cicli storici e probabilmente il ciclo storico che vedeva l'europa potenza nel mondo è finito.dal 1945 abbiamo avuto il ciclo staunitense:spe riamo stia per finire anch'esso,per lasciar spazio ai cosidetti paesi emergenti,Russi a e Cina in priimiss.l'europa potrà avere un ruolo accodandosi a questi 2 stati...
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# stefano.mc 2013-09-12 18:48
Tajani viene comunque battuto da Tremonti... il ministro dell'economia berlusconiano dopo essere stato cacciato disse che i problemi dell,'italia erano dovuti al ritardo del mezzogiorno, ed al fatto che questo fosse l'unica macroregione d'europa a non avere una banca propria... complimenti, dopo 150 anni di distruzione dell'ecomomia meridionale (per ultima la svendita forzata del banco di napoli al sanpaolo di torino) finalmente Tremonti se ne accorge...
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# mdef64 2013-09-11 09:31
Che i tedeschi siano furbi e scorretti con chi non parla la loro lingua , questo è un fatto certo. In Italia c' è la convinzione diffusa che i crucchi siano dei babbei.Niente di di più sciocco. Questa credenza è frutto dell' ignoranza di cui è ricchissima la classe dirigente italiota.I tedeschi hanno al contrario un elite intellettuale di primordine, scaltra , cinica e patriottica.
Detto questo , non possiamo per correttezza dimenticare che lo spazio di manovra per aumentare la competitività e i consumi interni in Italia sono ampi , ma costano la perdita di potere del sistema dei partiti tradizionali.
Quì la Germania non c' entra nulla, anzi rappresenta uno stimolo e un esempio da seguire.
Se avessimo tagliato la spesa pubblica di 1 punto di PIL per ogni hanno di permanenza dell' euro, ? Se avessimo fatto che sò una riforma del codice di procedura civile ? Se avessimo applicato in tempi ragionevoli i costi standard per le pubbliche amministrazioni ?

adesso saremmo quì a piangere e a lamentarci dei cattivi tedeschi ?

Io credo proprio di no. Noi non abbiamo capito cos' è l' Europa. Pensavamo fosse una colonia estiva con i campi di calcetto e le aiuole con i fiorellini, la colazione con il cappuccino e le lingue alla crema e la spa.

Invece abbianmo scoperto che è come andare in guerra e come 70 anni fà ci siamo andati con le pezze al culo a farcele suonare da tutti.
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# nicolas 2013-09-11 13:00
Se avessimo fatto questo ,quell'altro e quantaltro(!). Qua in Italia non si muove foglia che il nemico non voglia.
Le cose stanno cosi'
Gli angloamericani e quegli altri innominabili, grazie alla democrazia, alla preziosa collaborazionme degli alleati del CLN antifascista, il quale ha provveduto opportunamente a monopolizzare i poteri della magistratura,
tengono ingessato il sistema politico con il ciarla ciarla perpetuo spacciato per confronto democratico. Dalla famigerata bicamerale di D'Alema sono passati 30 anni, come la famosa guerra, e nulla quaglio'.L'Italia non puo' avere. per evidenti ed obiettive ragioni, una testa politica pensante per il bene degli italiani. L'iTALIA ha da essere una portaerei, in primis, ed un approdo per il turismo qualitativo( le vacanze intelligenti....). Quando qualcuno prova a fare qualcosa per il bene della nazione, zacchete,arriva no i nostri giustizieri, giustizialisti e ciofeca continuando
Queste argomentazioni sono ripetute alla noia nel sito Effedieffe ed in altri di informazione vera ma purtroppo non si riesce a metabolizzare bene il concetto.
Che fare? Poco, che è meglio di niente. Il poco, nella fattispecie, consisteva nel fare quadrato attorno al Berlusca e Tremonti quando hanno cominciato a contestate siffatto euro , arma pari ad una lunga guerra di devastazione per i suoi effetti. Invece , anche "noi di destra" si cerca il pelino nell'uovo , quando ci si accorge che Berlusconi coltiva qualche peccatuccio.
Berlusconi ha due colpe:
La prima è di non avere ottenuto un vero plebiscito, la seconda, consequenziale, di non fare ilmartire col botto. Non è detta l'ultima parola
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# Nova 2013-09-11 16:19
Si parla da qualche parte di 'lobby gay vaticana' in complicità con Tremonti che in anni recenti mostrava di soffrire di eczema e strani rossori al volto.
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# Nahars 2013-09-11 17:47
Citazione nicolas:
.
Berlusconi ha due colpe:
La prima è di non avere ottenuto un vero plebiscito, la seconda, consequenziale, di non fare il martire col botto. Non è detta l'ultima parola

allora ne ha 3
come dice il direttore:
lui 3 anni fa ebbe una maggioranza bulgara per il dopoguerra,pote va prendere la scopa e mettere a nuovo l'Italia e invece è andato a donne di facili costumi.
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# Der Beobachter 2013-09-11 16:58
Al di la' del fatto che quoto il suo commento, e' davvero sicuro sul luogo comune secondo il quale "i tedeschi sono furbi e scorretti con chi non parla la loro lingua"? Ha mai provato a lavorare con (alcuni per non dire molti ma non tutti) francesi o… con (alcuni per non dire molti ma non tutti) italiani dall'estero?
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# Hermann 2013-09-11 09:44
Un'altra delle tante figure inutili, quasi dannose, profumatamente pagate, dotata di discutibile acume politico e visione d'insieme. Praticamente un esempio di politico italiano dei tempi attuali. Ce ne sono tanti, troppi di questi soggetti, evidentemente usciti da scuole partitiche di supremi somari, con docenti e relatori inqualificabili .
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# nicolas 2013-09-11 11:58
Guardi Direttore che Tajani ha reso poco in ambito europeo perchè aveva studiato per diventare sindaco di Roma. Lo shock della sconfitta l'ha un po' rimbambito, non pensiamo sempre male.
Per il gusto del paradosso.
Alemanno, ministro dell'agricoltura italiana, si oppose fieramente alla introduzione degli OGM in Italia ed invece di tenerlo ancorato all'incarico che svolgeva diligentemente fu promosso promosso sindaco di Roma. Bah!
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# pulikovskij 2013-09-11 15:25
tajare Tajani e tutti quelle macchiette ridicole da avanspettacolo. 'sti cialtroncelli da due soldi che si credono dei grand'uomini: quel pidocchietto di van Rampoy alto un metro e venti, Barroso dalla faccia da bifolco appena ripulito, Olli (che sarebbe Oliver il cretino) Rehn che pontifica quando rappresenta solo se stesso e tutti quei pappagalli che fino a una generazione fa zappavano la terra.
(però i parassiti arrivano quando la testa è malata, perchè l'Italia è stata ridotta così da chi voleva sedersi al tavola della pace con un migliaio di morti, porca vacca!)
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# Giovanni Silvano 2013-09-11 22:16
Un articolo pieno di cose esatte e nel contempo pieno di inesattezze, come quella che gli USA taglierebbero i costi dell'energia del 80%, una barzelletta di moda.
IL programma di estrazione di idrocarburi scistosi è al di là da venire, è come il famoso scudo spaziale, che tecnicamdente è impossibile da realizzare.
Senza contare che ammesso fosse possibile questo progetto scistoso provocherebbe la devastazione geologica totale del territorio nazionale americano.
Per quanto riguarda l'Europa che sarebbe in difficoltà in seguito all'Euro forte, NON E' UN'AFFERMAZIONE ESATTA, in difficoltà sono i PIGS, l'economia: Svizzera, tedesca, Olandese, Finlandese, va letteralmente a gonfie vele, ed anche la Francia va benino, il problema sono i soliti paesi mediterranei, che al più dovrebbero uscire dall'Euro per risolvere i loro problemi, ma io personalmente non credo che li risolverebbero comunque, perche essendo paesi a bassa tecnologia, anche con una moneta nazionale più debole, incoccerebbero comunque con la concorrenxa dei soliti paesi da 3° e 4° mondo che lavorano a 1 USD l'ora, cosa impossibile per l'Italia anche se tornasse a stampare la povera liretta.
Il problema secondo me stà nell'investire in innovamento e ricerca tecnologica, cosa che in Italia non si fà, in Italia i soldi si investono nell'Assumere nuovi forestali in Calabria, e nel mantenere i famosi ciechi che leggono il giornale e che vanno in Auto.
Infine vorrei dire che per lavoro viaggio e negli USA non è in corso nessuna ripresa, è un paese che langue in modo penosamente stagnante, come il nord- Italia. i dati del PIL in crescita che diffondono sono FALSI, gli americani se ne intendono di falsi, lo vediamo anche con i Gas in Siria, si sono inventati persino gli sbarchi sulla Luna figuriamoci se non sono capaci di inventarsi qualche punto di PIL che non esiste.
Anche loro soffrono delle nostre malattie industrie che fuggono,deficit commerciali mastodontici, disoccupati, sottooccupati, salari da fame ecc., essere in Ohio od in Massachusetts è come essere in nord Italia, ne più ne meno, deindustrializz azione a tappe forzate, sebbene non abbiano l'Euro e la Merkel.
Il cancro che sta divorando economicamente gli USA, oltre la crescita della Cina, è l'Europa che ha creato un'economia unica dalla Manica al Mar del Giappone.
Sono appena tornato dalla Russia, il dollaro è stato spazzato via, la moneta reale è l'Euro,.... da Londra a Vladivostok.
Oltrettutto il Gap tecnologico che l'America ha verso l'Europa è incolmabile, soprattuttto per effetto della crescita icredibile della Germania unita, un paese che è la sintesi del meglio della tecnologia dell'ovest e di quella dell'est (o che era dell'est)
Ma l'Hanno veramente vinta la guerra fredda gli USA?????!!!! O è stata la più classica delle vittorie di Pirro?

Noi purtroppo siamo i PIGS d'Europa, ma l'Europa vera, quella del centro nord è il più grande agglomerato economico, tecnologico, industriale che il mondo abbia mai visto, più di USA+Cina messe assieme.

La consolazione per dare un po di respiro all'economia americana, consisteva ciclicamente nello scatenare qualche guerra locale, ma adesso non hanno più nemmeno quello sfogo, dato che la linea rossa tracciata da Russia e Cina è stata raggiunta, ed è ora di fermarsi, poiche una guerra contro Russia e Cina è un'impresa leggermente al dì là delle capacità americane, ma anche una guerra contro la sola Russia è impossibile, storicamente la Russia ha dato una regolata a certi personaggi che esageravano un po nel volersi allargare nel mondo.
Per cui quando parliamo di Europa, teniamo presente che c'è Europa ed Europa, quella di seie A e quella di serie B, noi purtroppo apparteniamo alla seconda.
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# OrazioC. 2013-10-30 21:10
Devo dire che raramente mi soffermo, sugli scritti di altri, se non per comprendere in sintetico quanto loro dicono.
Qui ho fatto un'eccezione, stante il fatto che molte cose che hai detto sono vere.
Un paio di cose però, non li condivido... la prima riguarda l'energia, si come dici loro hanno la possibilità di usare tale idrocarburi scistosi, oltre che essere di difficoltoso, si scontra con la carenza di acqua... ma non c'è solo quella, ovvero ci sono tecnologie che vengono utilizzate, senza che altri lo vengono a sapere! Per quanto riguarda la moneta, io ho una visione all'opposto, nel senso che se vogliamo vivere, dobbiamo inevitabilmente , oltre che sganciarci dall'europa in tutti i sensi, dobbiamo riprendere a commerciare come si faceva una volta... con il baratto. Può sembrare incredibile, in un mondo tecnologico, però è l'unico possibile. Questo per evitare di dover subire ulteriori truffe... e mi fermo qui.
Ciao ed i miei complimenti.
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# Saturn 2013-09-11 22:57
Presto i coreani di Doosan si papperanno Ansaldo Energia, nonostante ogni veto e ostruzionismo politico, chiesastico (leggi: Bagnasco stesso) e sindacale locale. Nell'indifferenza complice della politica nazionale (Enrico Andreletta in primis), con grande gioia di miopi speculatori italioti assortiti, di Pansa jr (della serie: "il core business dei vinti") e l'amerikano De Gennaro.

Un unico dettaglio: chi è l'advisor finanziario dei coreani?

Rothschild.


(E si sapeva da mesi.)
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# MS2550 2013-09-12 08:19
A NOVA:
Sei sicuro che la"strana cosa" di Tremonti non sia contaggiosa?
Io l' ho incontrato in un viaggio in aereo da Roma a Venezia, ancora prima delle elezioni, e ci ho anche parlato assieme perchè me lo sono trovato di fronte nel bus di collegamento.
Ti prego...sono preoccupato...dammi una risposta!
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# Nova 2013-09-12 12:23
L'Aspen-iano fu eletto con la lista di Mario Segni nel 1994 ma passò immediatamente con berlusconi poi con la Lega. Fu presente sul Britannia con Mario Draghi nel 1992, fece la guerra all'ultimo difensore patriottico dell'Italia Antonio Fazio, inventò Equitalia su ordine dell'elite criminale sovrannazionale e gioca a passarci per scemi, lui così poco dotato in tutti i sensi. L'eczema è segno di disordine morale, di ambiguità ed ipocrisia. Tenete conto che lo scudo fiscale per chi trasferì soldi all'estero ammonta al 5 % (come per la mia pensione svizzera) ma esso è rateizzabile in cinque anni, cioè si paga solo la prima tranche come col condono Tremonti del 2003 e poi l'erario si scorderà della faccenda.
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# MS2550 2013-09-12 08:33
Ciò che scrive Giovanni Silvano dell' America è molto realistico e collima perfettamete con quello raccontatomi, qualche giorno fa, dall' amico che vive colà e che da settembread ottobre torna da noi a far visita ai genitori che abitano nel mio palazzo.
Andato via dall' Italia circa 20 anni fa dopo aver imparato il mestiere di fabbro artistico in Umbria, mi ha detto che per la prima prima volta, quest' anno, acausa della contrazione dell' economia, ha avuto poche commesse e di conseguenza non gli hanno fatto pagare le tasse perchè non raggiungeva il reddito minimo.
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# PIERO61 2013-09-12 14:04
salve
ma quello che ha detto Tajani e, Prodi con lui qui riportato dal Direttore, siamo sicuri che non sia solo una boutade per la prossima campagna elettorale...?
Giusto per guadagnare qualche consenso ?
Per poi disattendere come al solito...?
scusate ma non mi fido più di nessuno, tanto meno di quella "gente" lì...
saluti
Piero e famiglia
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# wasa 2013-09-13 09:22
gia' , come i discorsi antieuro del grillo PRIMA delle elezioni :-)
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# milvus 2013-09-13 12:42
Piccole contraddizioni del sistema dopo l'11-9, tessere di un puzzle che vorrebbero portare il mondo "all'età della pietra"

Un esempio recente: molti argentini a causa delle bombe de-industrializzan ti post peroniste dovettero emigrare verso l'Australia.
Adesso sembra che abbia vinto le elezioni un candidato inglese nato a Londra e poi emigrato in Australia, Tony Abott che se potesse farlo cancellerebbe l'Australia dalla convenzione per i rifugiati ONU, razzista, privatizzatore, conservatore, può dunque essere che qualche argentino stia avvertendo la famiglia causa scarsità di lavoro in Australia di preparargli il letto in casa perchè in qualunque momento potrebbe arrivare a bussare la porta con i vestiti legati e la gabbia del canarino in mano. Purtroppo oggi i fenomeni immigratori hanno simbologie diverse dovute all'egoismo dei cosidetti paesi sviluppati.

Esempio: in Vietnam si produce il dentrificio Colgate ( quello che aveva il Gardol) da li lo esporta in Australia. I vitnamiti girano molto ben vestiti, ben alimentati, hanno un lavoro e dei lussi che non avevano un tempo. Non sono svedesi, ma nemmeno paraguaiani, sebbene quella guerra detta contro il comunismo li lasciò peggio degli haitiani dopo il terremoto.

Può darsi che le "contrazioni economiche" mascherate da crisi siano delle ipocrisie operate dal Big Brother, però il "globale" non perdona più nessuno, nemmeno questo personaggio, Tajani che non ha ancora trovato la "password" ma non è colpa sua perchè il mondo reale l'ha cambiata, forse a sua insaputa. Alcuni non sono riusciti ad entrarvi, sono rimasti alla guerra fredda, nel passato. Forse a differenza dei vietnamiti i paesi arabi non avendo boschi, fittissima vegetazione dove nascondere armi e nascondersi, si sono fatti beccare dal padrone.
Gli alberi sono essenziali, non tagliamoli per farne volantini pubblicitari! Questa è vera ecologia. Credo che la tecnologia, checchè si dica, ben poco può fare con la natura, ma molto verso l'Uomo, sopratutto spiarlo.
Se un tale in Australia, attraversa un semaforo il "bluetooth" del cellulare manda un segnale che viene registrato in una centrale, così tutti sanno dove si trova, perchè il segnale riesce ad arrivare al Big Brother.
La tecnologia dopo l'11-9 è per fini politici in accordo a ciò che il tempo ed cambiamenti sociali e culturali hanno posto sopra il Tavolo della Storia.
Tajani fa in tempo a trovare la password sedersi al tavolo e restare, tragico futuro che è arrivato.
Noi possiamo raccontargli che poco prima di "liberare" la Libia da Ghedaffi, Berlusconi, Tony Blair, Merkel, Cameron, lo stesso arabo tiranno, erano tutti seduti allo stesso tavolo a mangiare e bere, tutti "amici" e maiali orwelliani per una pace orwelliana, sorridenti e con le guanciotte rosse a brindare per un Ghedaffi diventato agnellino all'improvviso.
Fatto stà che avrebbe ragione Piero61, a non fidarsi, come nella favola del lupo e l'agnello, ma più che altro è certo che nessuno, all'infuori della nostra Fede, farà cose per il nostro bene e quello comune.
Papa Francesco sì, perchè la fede lo porta ad un certo pluralismo democratico, ma se la Fede deve sedersi a quel tavolo, tutti si nascondono dietro il potere per non farlo "arrabbiare" o fanno finta di non trovare o ricordare la password per un ritorno al reale.
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# BULEGH 2013-09-16 18:38
Antonio Tajani si sveglia solo ora?

Ma allora, come si suol dire, meglio tardi che mai!
Oppure no?

Caro Direttore, non vorrei sembrarLe, anche perché tale io sono, il solito «bestion contrario», ma mi pare che Tajani, stante la sua importante e difficile carica istituzionale, sia l'unico fra i personaggi che potrebbero e dovrebbero, ma loro non osano (mentre lui osa), intraprendere per promuovere progetti in difesa o di rilancio del nostro "made-in".

Proprio come egli, Tajani, ha fatto recentemente, recandosi a trattare direttamente, e con successo, con il governo cinese.

Per quanto ne so, non mi risulta che altri qui, come ad esempio il «Reuccio Vesuviano», abbiano preso analoghe iniziative, per consentire e facilitare la riscossione, da parte delle imprese, di crediti pregressi nei confronti della pubblica amministrazione ; ed altre azioni a favore dell'imprenditoria, del turismo e dell'industria automobilistica .

Certo, la perfezione non esiste: e nemmeno Tajani è onnisciente e onnipotente.

Lei lo accusa di soffrire del "sonno dogmatico" che caratterizza tutta la burocrazia europoide; ma non è che quella romanoide sia stata e sia molto migliore!

Il loro sonno dogmatico NON è causato dalla nascita e dall'adozione dell'Euro, bensì principalmente dalla loro congenita codardia, servilismo e lustracchiappis mo di potentati stranieri, ad innato istinto verso il TRADIMENTO delle proprie identità, culture, tradizioni, della decorosa ed onesta vita familiare, in comunità locali, regionali, quali liberi popoli di analoghi sentimenti e civile condotta; insomma in una Europa dei Popoli e NON di stati centralizzati schiavizzati etc.

Quelle poche volte che, del tutto casuallmente, m'è capitato di vederlo e ascoltarlo in qualche TV, Tajani m'è subito apparso facilmente comprensibile e sincero.

Lei gli rimprovera d'essere stato sempre silenzioso in passato. Embeh, chi non lo è stato alle origini? Solo Tajani? Che ora è obbediente nei confronti degli altri grandi capi della Commissione a Bruxelles?

Non trascuriamo il fatto che Bruxelles s'è depravato a seguito del massiccio arrivo di innumerevoli lobbies e lobbisti di ogni genere. Da gradevolissima città modello qual'era, oggi Bruxelles si ritrova piuttosto invasa e mal ridotta.

Già! Quanti lobbisti ci sono oggi a Bruxelles?

Ecco, Caro Direttore, questo sì che sarebbe un bell'argomento da sviscerare; magari anche ricorrendo alla Corte dell'Aia? All'Onu di Banki Moon? (ha, haa, haaaa!)

La UE dovrebbe creare una dettagliata banca dati, contenente un minuzioso elenco di tutti i dati anagrafici di tutti i lobbisti residenti o comunque operativi in seno alla Commissione di Bruxelles. Un database accessibile al pubblico, contenente anche i loro dati bancari, finanziari, fiscali, immobiliari etc. anche dei loro familiari e parenti vicini e lontani!

Caro Direttore, che ne dice?

Magari scopriremmo che Tajani non è l'unico ad essere silenzioso!
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# BULEGH 2013-09-19 09:03
Gentilissimo Dr. Tajani,

Ho appena scoperto il Suo sito e ne sono rimasto subito ben impressionato; anche dalla Sua Squadra, composta da numerose Bambole! E che Bambole! Complimenti!

Ma ho soprattutto apprezzato l'apertura al pubblico, con il Suo consenso ed incoraggiamento a dare suggerimenti vari.

Credo che le Sue recenti iniziative, quale Commissario e vicepresidente della UE, siano e saranno molto importanti, specie per rilanciare le attività "made-in".

Purtroppo, però, temo anche che saranno solo temporanei palliativi, di breve durata.

Come mai?

Semplice: trattasi d'una situazione di crisi geopolitica mondiale, nella quale tutti i settori sono?

Quindi?

Tantissimi cordiali saluti ed apprezzamenti da

Johnny Buleghin

Post scriptum
Mi permetterò anche di ricontattarla nella mia veste di mancato pilota (fallito per eccessiva miopia): il mio primo volo con l'istruttrice miss DeVleminck, di fama internazionale con 35000 ore, che mi consentì di pilotare un Cessna, da Halle sin sopra all'Atomium, con ritorno ad Halle e un atterraggio più che PERFETTO!
Sceasa dall'areo, Lei (un tantino infastidita) mi disse: ma lei ha già pilotato!
Invece era stato il mio primo, con la proverbiale fortuna dei principianti!
Interessante, no?
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# BULEGH 2013-09-19 10:18
Dimenticavo:
Per l'esattezza e doveroso rigore storico,

trattavasi dell'Ecole d'Aviation Privée,

il giorno 18 maggio 1974

presso la DAS (DEVLEMINCK AIR SERVICE)
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