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Sacra Scrittura e uomo totale
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Una piccola riflessione in merito ad alcuni possibili fraintendimenti, che possano sorgere a seguito di alcuni commenti ad articoli precedenti, dedicata ai cattolici che vogliano davvero conoscere la verità delle cose, scevri da pregiudizievoli prese di posizioni volte a giustificare più l’accomodamento del proprio abito alle passioni, che il completo dominio sulle stesse; dominio di libertà, che sorge solo dalla conoscenza amorosa del Vero.

Il cristianesimo è una religione fisica; anzi è l’unica religione fisica. Anche per questo è l’unica vera e rivelata. Perfettamente conforme alle esigenze dell’uomo, capace di soddisfarne le più intime necessità e petizioni.

Quando si dice che la Sacra Scrittura consideri l’uomo nella sua unità e nella sua totalità, è cosa perfettamente vera. Siamo lontani dai deliri gnostici di sapore misterico, fondati sulla preesistenza di entità spirituali o scintille del divino incarnate nella prigionia schiavizzante del corpo. La materia non è una realtà da cui fuggire o da condannare né tanto meno un’illusione quasi ipnotica capace di stordire la conoscenza profonda della propria autoconsapevolezza. Dio vide che era cosa buona.

Tale chiosa proposta dall’autore sacro ad ogni incedere del racconto cosmologico ci lascia intendere perfettamente questa verità. Dio creò il cielo e la terra: le realtà fisiche e quelle spirituali, benché sul perfetto confine da questo mondo e l’altro si possa approfondire molto, non è questo il luogo ed il momento.Torniamo al testo sacro.

L’uomo è creato vertice della creazione materiale, in armonia perfettamente equilibrata tra le proprie facoltà interiori e le sue potenze esteriori. Prima del peccato, la Signoria dell’Altissimo infonde all’uomo il dono di una incontrastata regalità, nell’ambito della propria dimensione creaturale. L’Archetipo Divino da cui prende le mosse l’invenzione dell’essere umano, pur essendo semplicissimo in Dio, è una realtà complessa per noi. L’uomo, fatto ad immagine della Perfezione divina, riflette in sé la capacità misteriosa della Vita Trinitaria, dotato della capacità di conoscere, pensare, esprimere, comunicare, relazionare ed ancora di amare.

L’atto della infusione dell’anima da parte dell’Onnipotente, tale da rendere l’uomo, plasmato dal fango, essere vivente, indica chiaramente che il processo creativo della persona umana - senza alcuno sforzo per Dio, tanto da essere sufficiente una sua Parola - è una realtà complessa: l’uomo vive appunto della materia e dello spirito. Cielo e terra nel cuore e nel corpo della persona umana.

La visione totalizzante che emerge da questo quadro descrittivo (che è quello di Genesi) ci svela appunto una totale integrità dell’individuo. Supporre l’intervento di altre forze (quasi demiurgiche) che collaborino con l’Altissimo nella perfetta definizione del suo volere, che per perfezione divina coincide con il suo operare, è miopia spirituale, incapacità di porsi nella prospettiva pantrocratica di Colui che tutto può istantaneamente e senza difficoltà alcuna.

I Padri della Chiesa riprenderanno questa visione antropologica (si legga su tutti, per esempio, San Greogorio di Nissa, fratello di San Basilio), e lo stesso San Tommaso ne confermerà la bontà con la logica ferrea del suo ragionamento.

La fonte di ispirazione comune non è soltanto Genesi, ma anche la ricchezza imperscrutabile dell’Apostolo delle genti, che in molte sue lettere, parlando dell’escatologia cristiana svelerà il destino eterno dell’uomo.

In mezzo a questi momenti scritturali si colloca l’evento per eccellenza che tutto sublima e a tutto dona senso e significato, Logos eterno di ogni cosa: la resurrezione di Gesù. I primi cristiani erano perfettamente consapevoli che il fatto della resurrezione era tale da adombrare qualunque costruzione dottrinale gnostica, da proporre una verità nuova e rivoluzionaria, che tenesse conto dell’uomo, così com’è.

In questo mistero passa un’idea forte: il corpo dell’uomo - proprio questo corpo dirà San Paolo (non un altro, quindi! Non invenzione reincarnazioniste, fondate su improponibili forzature interpretative della Bibbia) è chiamato ad assurgere ad una divinizzazione totale, a divenire pneumatico, come ricorda ancora l’Apostolo.

La realtà dell’uomo sarà totalizzante e totale nel mondo che verrà e la vita eterna sarà Dio, tutto in tutti, ma anche in relazione al creato, che diverrà nuovo cielo e nuova terra. Saranno fatte nuove tutte le cose. Dimenticare la fisicità eterna della propria immortalità è rachitismo cattolico, improponibile spiritualismo, di gnostica memoria.

Gesù soffrì nella carne e patì e morì e fu sepolto. Uomo totale nel dolore; uomo vero, anche se Divino eterno ed invincibile. Destino identico, fatta salva l’unione ipostatica, spetta all’uomo. Il Cielo primizia della pienezza totale, alla quale aspira tutto l’essere umano.

Tutto quanto detto ha ricadute notevoli nella stessa vita spirituale del cristianesimo. Il Santissimo Sacramento dell’Altare, vertice dell’incontro con il Dio vivo, è perfettamente consono alla totalizzante visione dell’uomo: Gesù lo conferma. Per questo si fa vero cibo e vera bevanda e dona se stesso, il suo Corpo ed il suo Sangue, utilizzando il pane ed il vino, alimenti veri, non sublimati o misterici né frutto di alchemiche pozioni magiche.

La semplicità di questa verità è soltanto eguagliata dalla profondità estrema di tale Mistero: Dio infinito, eterno, immortale, onnipotente, che si dona come pasto e nutrimento fisico-spirituale.

In quest’ottica sono da comprendere le incredibili storie di mistici e mistiche medievali capaci di sostentarsi con il solo Santissimo Corpo del Signore. Il digiuno e le pratiche ascetiche non sono quindi oscurantista condanna di una materia che non è mai peccato in sé, ma superamento della corruzione del male spirituale invasore della creazione, che ha ripercussioni cosmiche anche nel mondo della natura.

In Dio infatti il piano della creazione era certamente libero da ogni commistione con il male, essendo questo soltanto una opzione possibile nella creatura, che si rivolta contro il Creatore, utilizzando in maniera distorta del bene ricevuto, privo pertanto di un proprio autentico status ontologico. Tutto quel che Dio ha creato è buono, tuttavia, con le conseguenze del peccato, l’ingresso del male nel mondo ha alterato la stessa dimensione della creazione, lasciandola orfana del suo senso più profondo e sottoponendola ad una corruzione non voluta, ma soltanto permessa dall’Altissimo, e soprattutto ha oscurato e distorto le capacità dell’essere umano, donategli dal Creatore, in relazione al creato e a Dio stesso.

L’uomo non possiede un’idea precisa di come fosse la creazione prima del peccato, proprio perché non ne percepisce che il transuente incedere dell’attuale precarietà. Sa però che Cristo è potenza e sapienza di Dio ed in vista di Lui e per mezzo di Lui, tutto fu fatto. Quindi Gesù è l’uomo cosmico che misteriosamente racchiude in sé anche la pienezza del creato, oltre a quella della Divinità.

La vocazione dell’uomo diviene quindi più chiara: aderire a Cristo, dimorando in Lui e facendo si che Egli viva in sé, per riappropriarsi della dimensione autentica della sua chiamata originale, rinnovata nell’Incarnazione.

Per questo motivo diviene imprescindibile il sostentamento che si opera attraverso il Divino Sacramento: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha in sé la vita ed io lo resusciterò nell’ultimo giorno»; «Chi mangia di me, vivrà per me».

Fondamentale per il cristiano è dunque attingere a questa linfa vitale spirituale e fisica che ci viene effusa in sovrabbondanza nella Santissima Eucaristia.

Comprendere l’assoluta necessità di questo momento è il primo atto vero di umiltà: «Senza di me non potete fare nulla». Soltanto in Gesù, l’uomo totale si comprende e si conosce davvero per quel che realmente è, senza lasciare vuoti o spazi esistenziali, libero accesso all’operato del nemico.
   
Stefano Maria Chiari



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Commenti  

 
# Alberto 2008-04-24 11:38
In Dio infatti il piano della creazione era certamente libero da ogni commistione con il male, "essendo questo soltanto una opzione possibile nella creatura": cosa vuol dire?? l'opzione affinche' venga attivata deve gia' esistere in se'.... e' questo il punto che non capisco.. come mai Dio ha lasciato spazio a questa opzione? da dove nasce questa "opzione"? da chi nasce questa opzione???
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# Mammona 2008-04-24 11:48
Articolo meraviglioso sia pur nella ostica esposizione chiaro indizio di preminente evoluzione intellettuale resa tuttavia erga omnes dall´oggettiva capacita´empat izzante del messaggio cristiano. La pregherei professore di continuare in questa sua opera di ricerca intesa come interfaccia ergonomica e strumento ermeneutico per una migliore comprensione del percorso comune dei credenti e dai credenti spesso anelato ma riottoso ad emendamenti risolutivi spesso perigliosi nell´estrinsec azione concreta degli effetti suppostamente voluti. Mi raccomando la prossima volta...i peperoni senza aglio!
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# leon 2008-04-24 11:56
non solo medievali. Teresa Neumann nel xx sec è vissuta per 36 anni di sola Comunione quotidiana.
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# Malco 2008-04-24 12:00
X Alberto Che uomo di pallida fede che sei... Sei il Padrone consente al male di esistere evidentemente avra´le sue buone ragioni. Se consente pure al prof.Chiari di scrivere le sue immani panzane a ricostruzione di una Volonta´Superi ore avra´avuto ,anche in questo caso,le sue buone ragioni.
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# jackson 2008-04-24 12:56
E' plausibile che domande come quella di Alberto siano conseguenza del collocarsi nella sola prospettiva della temporalità  delle cose, quasi che il tempo sia l'ultima dimensione?
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# AB 2008-04-24 13:03
Io non ho capito perché "Il Cristianesimo è una religione fisica; anzi è l'unica religione fisica." Comunque, prendo pretesto da questo articolo per porre alcune domande sulla Genesi, libro che m'ha sempre lasciato molto perplesso. 1) Perché in tutta la Genesi non è citata la Caduta, nonostante sia un avvenimento fondamentale? 2) Come si dovrebbe porre un fedele riguardo la storia di Lilith, la quale non è inclusa nella Genesi? 3) "Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch" Ma chi era la moglie? Da dove veniva? Perché rivolto a Dio dice "...chiunque mi incontrerà  mi potrà  uccidere" chiunque chi?
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# Noè 2008-04-24 13:30
Questa è la vera domanda, caro Alberto (Padova). Perché lasciare alla creatura la possibilità  di ribellarsi e danneggiare sé stesso, mentre si può semplicemente cancellare questa possibilità ? In altri termini perché esisteva l'albero della conoscenza del bene e del male, prima che Adamo nascesse? Perché non fosse stato semplicemente rimosso per ridurre a zero la probabilità  di peccare? Fu invece comandato di obbedire all'ordine divino e non andare fuori di questo limite sotto pena di morte. Quindi fu comandato di RINUNZIARE alla volontà  di fare diversamente dall'ordine divino. Ma l'uomo come gli angeli sono stati creati con questa capacità  di ribellarsi. Dopo il giudizio universale si parla dell'annientamento totale del male. Si può allora chiedere perché non è stata annientata la facoltà  di peccare al momento della creazione? Ma San Paolo ci risponde: chi sei tu per entrare in discussione con Dio? il vaso può forse dire al suo costruttore perché mi hai fatto così? Il vaso però deve riconoscersi vaso e riconoscere il Suo Creatore. DAVANTI A DIO, SILENZIO E OBBEDIENZA TOTALE!!! Quindi l'uomo deve SOLO riconoscersi polvere e mendicare la misericordia divina. Se si riconosce solo polvere e non mendica la misericordia divina, oppure se non si riconosce polvere e si crede indipendente da Dio, conosce una brutta fine e il giudizio è questo: avere cercato di fare a meno del vero Dio. Il dono di Dio all'uomo e non alla materia è di riconoscere il Suo Creatore che si svela a Lui. Non è l'uomo che va in cerca di Dio, ma è Dio che si svela all'uomo e gli insegna quanto deve sapere: questa è la dignità  dell'uomo. Quando l'uomo rinuncia a questa dignità , non vive più dal momento che non ha più la Sorgente della vita. Dio si mostra a lui, ma l'uomo preferisce cercare da solo il proprio Dio e non lo trova perché la ragione da sola non può raggiungere Dio. Dunque non è Dio che è colpevole di avere creato l'uomo libero, ma è l'uomo che è colpevole di aver usato male la propria libertà . Si potrebbe concludere: data la possibilità  di peccare, meglio non creare l'uomo. Dio però non si arrende a questa condizione, ma dimostra che l'uomo può vivere benché abbia la possibilità  di morire. Spetta dunque a noi decidere: vogliamo vivere o vogliamo morire? Ma un'altra domanda: lo spazio e il tempo impediscono alla Chiesa di comunicare contemporaneame nte a tutti il vangelo. Che fine fanno dunque quelli che non entrano fisicamente in contatto con la Chiesa? Se è vero che la dignità  dell'uomo è di riconoscere il Suo Creatore che si mostra a Lui, ci chiediamo allora se Egli si mostra all'uomo solo attraverso la Chiesa. Spero che Daniele ARAI, FRANCO DAMIANI E STEFANO MARIA CHIARI ci aiutino a rispondere a queste domande che mi pare sono contenute implicitamente nella Nostra Aetate.
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# ALBERTO 2008-04-24 13:51
bellissimo articolo: Chiari, confermo, è la voce, secondo me, migliore del sito, e più equilibrata ed ortodossa. Ho solo un dubbio che mi attanaglia: conosco robot , di una mediocrità  allucinante, che si nutrono, in modo farisaico, della comunione ogni giorno e il loro cuore secondo me è solo casa di superbia e violenta intolleranza fondamentalista . Ma ciò ovviamente nulla toglie al primato dell'Eucaristia nel cristianesimo, a patto che il nostro cuore sia davvero purificato e reso umile, e quindi possa adeguatamente ricevere la Grazia divina.
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# Gessio Floro 2008-04-24 13:55
x AB il vecchio testamento e´ per gli ebrei. Sei ebreo tu?
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# Pino 2008-04-24 14:13
Come si fa riconoscere il nero se non c'è il bianco? Come si fa a riconoscere il bene se non c'è il male? E via via domande su domande e si arriva a quello che dice il lettore Noè. Fai tutto quello che vuoi tranne che mangiare il frutto della conoscenza. L'uomo aveva il Paradiso a disposizione nel quale poteva vivere eternamente con la sola condizione di rinunciare al frutto dell'albero della conoscenza. Ho tremore a scriverlo ma procedere su questo sentiero ci porta inevitabilmente a desiderare quel frutto proibito. Se Dio dicesse ora, ad ognuno di noi, ciò che ha detto ad Adamo ed Eva, siamo sicuri che faremmo il contrario di quanto hanno fatto loro? E' così difficile accettare di obbedire? Io preferisco indirizzare i miei sforzi nell'amare Dio piuttosto che scoprire quei perchè...
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# Mitra 2008-04-24 14:20
Cristo, parlando del giudizio di Dio, dice chiaramente che quello che conta sono le opere: cose da fare. 'Ciò che avete fatto a uno di questi piccoli lo avete fatto a me!' Il Direttore, che parla di una religione 'che è fondamentalment e azione' la pensa sicuramente anche lui in questo modo. Oh no?
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# Alberto 2008-04-24 14:43
che io abbia una fede pallida, questo non lo so.. pero' cerco di indagare anche razionalmente, per quanto possibile, qualcosa in cui credo, non per smentire, al contrario per cercare conferme..
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# alaniaris 2008-04-24 14:54
Capisco che per supportare delle tesi si possano forzare i fatti. Però le forzature non possono essere macroscopiche come la seguente "L'uomo è creato vertice della creazione materiale, in armonia perfettamente equilibrata tra le proprie facoltà  interiori e le sue potenze esteriori" Tutto questo sarebbe bellissimo se non fosse contraddetto da quello che si vede intorno a noi ed in ogni momento. Vale a dire esseri che vengono al mondo in variegata disarmonia,a volte patologica,fra"facoltà  interiori e potenze esteriori",sbattuti per giunta a vivere in autentici inferni, in un gioco che i materialisti hanno facili ragioni nel veder governato da forze cieche e casuali nient'affatto "divine". In altre parole: dal vecchio aristotelimo rivisitato in salsa ebraico-cristiana al nichilismo-materialismo il passo è molto breve. Se non si riescono a concepire e legare insieme concetti quali il rapporto fra corpo,anima e spirito, il nesso di ciascuna di queste "componenti umane" con le ripetute vite terrene ed il karma, il karma con la libertà , la libertà  con l'opera del Cristo e delle Gerarchie Spirituali nella storia e nella metastoria , la relazione fra evoluzione del singolo con quella delle varie collettività  ed infine con quella stessa Terra che calpestiamo, nobili discorsi come quello che stiamo commentando non aiutano , a mio modesto avviso, ad andare alla radice dei problemi. Discorso ormai "vecchio" ed anche sterile : se si considera a priori "luciferismo gnosticizzante" tutto quello che non rientra spiritualmente nel quadro della re-interpreazione tradizionalista (nelle sue varie sfumature talvolta assai diverse fra di lori) del cattolicesimo si continuerà , sempre a mio modesto avviso, a voler svuotare il mare con un bicchiere.....
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# alaniaris 2008-04-24 15:07
Per Noè. Qualche considerazione "eretica". Generalmente si ritiene che "Adamo" ed "Eva" nell'Eden fossero "simili a noi". In realtà  vivevano in una condizione di "beata incoscienza", immersi sì nel Divino, ma privi di autocoscienza e razionalità . Pagarono con la perdita di questa beatitudine e contemporaneame nte con l'oscuramento della visione diretta del mondo spirituale la possibilità  di percepire il mondo sensibie ("..ed ecco, i loro occhi si aprirono") e quindi di cominciare- vivendo in esso- il lungo viaggio verso la libertà  e l'autocoscienza. Perchè questo è il senso dell'ingresso del Tentatore nell'anima umana ed è per questo che IHAWH-Elohim permise al tentatore l'accesso. L'uomo non poteva essere un "automa spirituale", ma per guadagnarsi la possibilità  di amare liberamente Dio ed il mondo doveva essere esposto alla possibilità  dell'errore,della malattia della morte. Non è quindi un vero e proprio "peccato" - perchè l'autocoscienza umana nasce "dopo" la seduzione luciferica ma piuttosto una "caduta nella fisicità " che però ha reso possibile l'evoluzione verso la libera scelta. Inutile dire peraltro che senza il "secondo atto" di questo Dramma Cosmico- il sacrificio del Golgotha- questa evoluzione sarebbe stata vanificata da quanto accaduto fra la Caduta e l'Era Volgare. Ma anche qui- parlando del Sacrificio del Golgotha- c'è un Mistero: Il Divino non vuole "automi spirituali" ma Esseri in grado di distinguere liberamente e consapevolmente il Bene dal male....... Grazie per l'attenzione.
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# lorenzo mattioli 2008-04-24 15:09
e mio parere invece che sia stato un regalo da parte di dio e non una prova o una punizione. sbaglio certamente ad interpretare dio ma... se voi foste sul' baratro di un orgasmo di piacere perpetuo vi distacchereste mai da esso di vostra volonta. l'uomo sarebbe mai stato libero se non per volonta del signore stesso dandoci la possibilita di scegliere di peccare. in primo luogo il mio pensiero va al fatto che dio e onniscente onnipresente e onnipotente, e che quindi cio che ha fatto lo ha fatto nella piena consapevolezza degli effetti che questi avrebbero creato, e anche lucifero soggetto alle due leggi (la volonta propia , e quella di suo padre in primis) era parte di questo piano . a parer mio Dio si e sacrificato in tutto se stesso per permettere a tutti i suoi figli di avvicinarsi al suo status, ossia di creare ,distruggere , immaginare infiniti mondi e realta diverse.....naturalmente dovremmo essere noi a saper capire che il bene e una strada scoscesa e irta che porta in cima al monte , mentre il male la strada levigata e in discesa che porta nelle oscurita del crepaccio.
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# donnablanca 2008-04-24 15:47
X Gessio Floro. In due righe hai detto tutto. A questo punto vorrei ricordare vari passi del Vangelo in cui Cristo, questionato ripetutamente dai farisei che lo volevano far cadere con le domande trabocchetto (poveracci,)si riferiva al Libro della Legge, la loro, che portavano sotto il braccio, per smascherarli. Sempre questo "Libro" viene citato durante il più infame processo che la storia abbia mai visto, anche come capolavoro di infingardaggine ,quando Caifa pretendendo la messa a morte di Cristo, risponde all'obiezione di Pilato che gli ricorda che Cristo è ebreo quindi non di competenza romana non essendosi egli neppure macchiato di nessun crimine contro Roma, che la "loro legge" non prevede la messa a morte. Chi è il PIU' colpevole in un assassinio, il mandante o l'esecutore materiale?
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# Anneo Rufo 2008-04-24 16:16
x donnablanca. Cristo era galileo e quindi sotto il dominio di Erode Antipa. Ponzio Pilato poteva mettere a morte chiunque voleva in Giudea ed anche negli altri regni fantoccio dell´area palestinese. Non diamo la colpa agli ebrei ,ma semmai a Caifa e Pilato che erano,come si direbbe oggi, compagni di merende. Se potessimo scoprire la contabilita´de lle offerte al Tempio sicuramente scopriremmo cose interessanti....
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# manno 2008-04-24 16:22
non è molto pertinente, forse, con quanto si dice qui; ma ho una questione che mi porto appresso da un po'. mi piacerebbe sapere come si rapporta un cattolico alle figure angeliche. so che esiste un misticismo cattolico che conta 32 angeli dai nomi impronunciabili . so che esiste un cattolicesimo popolare che vagamente crede agli angeli. e poi ancora Arcangeli Michele, Gabriele, Cherubini, Serafini,...e Satana ... ecco, non vuol essere una domanda, solo un eventuale spunto ...
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# alaniaris 2008-04-24 16:24
Estrapolo dall'articolo-interessantissi mo!- un paio di frasi-chiave: "In questo mistero passa un'idea forte: il corpo dell'uomo - proprio questo corpo dirà  san Paolo (non un altro, quindi! Non invenzione reincarnazionis te, fondate su improponibili forzature interpretative della Bibbia) è chiamato ad assurgere ad una divinizzazione totale, a divenire pneumatico, come ricorda ancora l'Apostolo. e "La realtà  dell'uomo sarà  totalizzante e totale nel mondo che verrà  e la vita eterna sarà  Dio, tutto in tutti, ma anche in relazione al creato, che diverrà  nuovo cielo e nuova terra. Saranno fatte nuove tutte le cose.... Dimenticare la fisicità  eterna della propria immortalità  è rachitismo cattolico, improponibile spiritualismo, di gnostica memoria." Qui bisogna bene intendersi su cosa sia mai questa "fisicità  eterna" cui allude l'Apostolo. Perchè se si intende "questa " fisicità , e cioè il corpo che ho qui ed ora, destinato a subire le insidie del tempo ed a distruggersi , gradualmente o di colpo.. non è di questo che si tratta, anche se "questo" corpo è ovviamente legato alla fisicita eterna. In che modo? Si tratta di qualcosa di misterioso e difficile da afferrare, per lo meno in partenza. C'è da capire - meglio sarebbe di percepire- come "questo" corpo sia l'espressione sensibile di un'architettura formatrice archetipica-in sè , almeno per i più, impercepibile. Come tale essa è la "madre" sovrasensibile del singolo corpo sensibile o perituro di ogni mia singola incarnazione nel corso del tempo. (Perchè il concetto dell'"archetipo spirituale" del corpo fisico non contrasta con le ripetute vite terrene e con il fatto che noi abbandoniamo alla Terra i singoli elementi fisico-chimici di ogni nostra vita successiva....ciò che rimane potenzialmente intatto è per l'appunto l'archetipo formatore) E' il mistero del "corpo incorrutibile" o "adamantino" o di "resurrezione",tramite cui il Cristo risorto "mangiava e beveva" senza essere nello stesso tempo più soggetto alle limitazioni spaziotemporali del mondo sensibile. La domanda allora è: come può "questo corpo" poveramente destinato alla demolizione dei suoi elementi arrivare ad "assomigliare" prima ed a "essere" poi l'archetipo non più corruttibile? Sarebbe presunzione somma credere di poterlo fare nel breve arco di una sola vita. Ed allora nel corso dei tempi l'Io (Spirito) ha la possibilità  -unendosi sempre più con le forze del Cristo- di trasformare fattivamente la psiche (anima) e la sfera vitale fino a che tali trasformazioni vadano a spiritualizzare anche la base fisico-sensibile dell'uomo. Ma il cristiano ha un'arma" in più. Ed è il Sacramento dell'Eucarestia che può agire direttamente nella sfera della ri-generazione del fisico, sia nella versione materiale, sia in quella più "sottile" della contemplazione della Sfera della Vita: entrambe le Vie forme della stessa Transubstanziaz ione.
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# Felice 2008-04-24 16:48
x alienatis, sembri un lettore accanito di vangeli gnostici. x manno, lascia perdere le ridicole storie di angeli ,sono sempre stati tentativi di aggiungere elementi misterici a cio´che e´chiaro a chi a orecchie per intendere. Poi nel deserto egiziano si mangiava male....:)))
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# alaniaris 2008-04-24 17:40
Per Felice, mi firmo "alaniaris" e non "alienatis" (carino però come "storpiamento": sottende una qualche parentela del sottoscritto con la sfera dell'"alienazione mentale"...) Comunque: per la verità  i c.d vangeli"gnostici" ( quelli raccolti-tanto per intenderci- nel libro della Pagels, , li ho letti, una volta sola, se, non vado errato, negli anni'70 e non mi hanno fatto particolare impressione. Per Manno :quanto alla dottrina cattolica ed alle Gerarchie Celesti, oltre che agli scarni riferimenti negli Atti e nelle Epistole Paoline una trattazione più ampia si trova sia nel c.d. "pseudo Dionigi" il quale traccia un parallelo fra la Gerarchia degli Esseri Angelici e quella sacerdotale che in Dante , come in diversi punti dell'opera dell'Aquinate. Un'interessante "storia" dell'Arcangelo Michele è quella scritta, pochi anni fa, dall'orientalista . Gabriele Burrini ne "l'Angelo dei Nuovi Tempi" .
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# donnablanca 2008-04-24 17:43
X Anneo Rufo. CHI voleva la morte di Cristo? CHI ha gridato Barabba? CHI ha incastrato Pilato, sicuramente un pusillanime, con la famosa frase che doveva smentire la pretestuosa accusa a Cristo come Re dei Giudei(non dei Galilei!): " Noi abbiamo un solo Re, Pilato, e questi è Cesare". Piantiamola con queste fasulle e altezzose distorsioni della storia! Se poi mi si vuole accusare di amtisemitismo, me lo venite a dire di persona, guardandomi negli occhi, e il resto ve lo racconto a voce. Ma per favore mandatemi persone intelligenti e preparate.
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# Luca G 2008-04-24 21:01
Premesso che non sono né filosofo né teologo (sono ingegnere), mi permetto alcune considerazioni. L'uomo può commettere il male in quanto è libero, ma se Dio non avesse dato all'uomo questa natura non potremmo essere "a sua immagine e somiglianza": saremmo dei robot senza volontà  che agiscono secondo come vengono programmati. Inoltre solo nella libertà  ci può essere l'amore autentico. Credo che sia proprio questo il legame che Dio desideri tra noi e Lui. Chiunque di noi ama o ha amato sa che questo "donarsi gratuitamente all'altro" è possibile solo nella libertà , non nella costrizione o nella necessità .
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# giorgio da verona 2008-04-25 09:04
Guardate amici, che il male non è di origine umana ma angelica. IL primo a ribellarsi a Dio fu LUCIFERO. Il livello intellettuale, spirituale e sapienziale degli angeli ci è sconosciuto. Siamo noi angeli per capire perfettamente le problematiche del male? E' nella nostra natura usare l'intelligenza, ed anche in questo campo teologico come in altri da sempre ci si interrogherà , ma la risposta definitiva non possiamo averla su questa terra.
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# Noè 2008-04-25 10:36
Non condivido Giorgio da Verona. Non c'è bisogno di essere un angelo per capire le problematiche del male. Basta solo contemplare il Verbo fattosi carne, Pieno di Grazia e di Verità . L'uomo è arrivato nel giardino di Eden che aveva già  i due alberi della conoscenza. Quindi l'uomo conosceva l'esistenza del male e del bene, la conseguenza del fare del male e del fare del bene, poiché Dio stesso glielo ha manifestato. LUCIFERO possedeva come tutti gli angeli la comprensione del male e del bene, ma ha scelto di fare del male, pur essendo in presenza di Dio. Per questo fu allontanato dalla presenza divina che non può tollerare una macchia nel Suo santuario. Molti altri angeli come Michele non seguirono Lucifero nella sua ribellione. Adamo ed Eva, anche loro erano in presenza di Dio.I progenitori pur essendo stati avvertiti da Dio, hanno scelto di fare del Male, che esercita sempre un potere seduttivo. Notate bene che Lucifero è il Principe del Male, perché è stato il primo a impossessarsi del diritto di fare del male. Egli da allora esercita la sua potenza sulle menti degli individui per risvegliare in loro la ribellione contro Dio. Gesù lottò contro Satana come viene narrato nel vangelo, preferendo la via dell'umiltà  e dell'abbandono a quella della ribellione. La Croce di Cristo è la via dell'umiltà  e dell'abbandono a Dio. E' il rimedio contro la seduzione diabolica.
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# Orsola 2008-04-25 10:52
Credo ,che il sunto di tutto ciò che ha scritto è nella preghiera che Gesù ha insegnato a noi uomini: -IL PADRE NOSTRO-!Non dimentichiamoci che Lui parlava alle persone semplici e doveva sintetizzare molto per farsi capire!Il parlare semplice fa bene anche ai giorni nostri!Comunque io nei peperoni arrostiti metto l'aglio danno quel tocco di "pizzicore" in più! prezzemolo e aglio rendono i peperoni saporiti,poi se uno è vampiro ,avvisa prima!
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# AB 2008-04-25 12:24
Per Noè e Giorgio da Verona in particolare, ma anche chiunque lo sappia: per cortesia mi indicate UN passo delle Scritture (e non Isaia!) dove è citata La Caduta? Grazie
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# giorgio da verona 2008-04-25 19:01
Per AB: intendi la Caduta dell'uomo o degli angeli ribelli? Per Noe: non è così semplice. Gli interrogativi che pone la presenza del male non sono tutti risolvibili. Vediamone uno. Perchè Dio nella Sua onniscienza ha creato esseri malvagi che avrebbero sofferto l'Inferno per l'eternità ? La loro sofferenza vale la gioia dei salvati?
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# AB 2008-04-25 21:17
la Caduta degli Angeli, ovvio...
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# giorgio da verona 2008-04-26 00:40
Per AB : "...vidi Satana cadere come folgore dal cielo...", cito a memoria il Nuovo Testamento. Poi ci sono passi nell'Apocalisse...basta cercare...il tema della Caduta non mi pare dubbio, per chi crede.
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# Noè 2008-04-26 16:43
Per giorgio da verona Dio non ha creato esseri malvagi. Tutto ciò che Dio ha fatto è buono. La scrittura dice perfettamente:"Dio vide ed era cosa buona". Ma Dio ha dato agli esseri intelligenti, uomini ed angeli il libero arbitrio. Alcuni di essi usano il libero arbitrio per fare del male, altri per fare del bene. Dio però riesce sempre a volgere gli eventi per il massimo vantaggio dei suoi figli che operano il bene. Cristo certamente è morto. Tuttavia la sua morte non è stata vana. Dalle sue piaghe molti oggi guariscono. Ed egli è risorto! Ci mostra allora che il male che Dio permette (ma non vuole), dopo averlo sopportato con fiducia, torna a vantaggio dei giusti. Ti consiglio di leggere la Città  di Dio, di Sant'Agostino per approfondire questo argomento. Cordiali Saluti.
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# giorgio da verona 2008-04-26 19:43
Per Noè. Premetto che in linea di massima sono d'accordo. Però riconoscerai che razionalmente non è tutto chiarissimo, per chi crede, ed è ancora peggio per chi non crede. Dimmi se di fronte alla sofferenza di un bambino npon sia facile giustificare il dubbio su perchè Dio non interviene, o perchè permette ciò. Con la filosofia e la teologia a volte si muovono troppo facilmente le parole...la dura realtà  sperimentata sulla carne è su un altro livello. Non è facile poi spiegare come si combinino l'onniscienza divina con l'atto di creare di creature che poi si condannano alle pene eterne. Abbiamo un bel parlare di libero arbitrio... Ammetterai che solo una forte fede in Dio sa scavalcare queste apparenti contraddizioni. Mi procurerò il libro di S. Agostino. Cordiali saluti.
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# alaniaris 2008-04-26 21:19
Scrive Giorgio da Verona " Non è facile poi spiegare come si combinino l'onniscienza divina con l'atto di creare di creature che poi si condannano alle pene eterne." Questo è un punto cruciale e tutto verte su questo piccolo, terribile aggettivo "eterno". Normalmente, e qui sta l'errore, si pensa all'"eterno" come ad una indefinita estensione del tempo lineare e successivo, come tale legato allo spazio ed alla fiscità , che sperimentiamo o meglio crediamo di sperimentare sulla Terra. In realtà , in molti passi delle Scritture si trova -come originale di ciò che viene reso in Italiano con "eterno"- il termine greco "aionon" . Esso è formato sulla parola "aion" (eone) che in realtà  significa "azione spirituale di esseri nel tempo " come era ben noto all'aborrita(dai cattolici) letteratura gnostica. L'"eterno" è allora una particolare dimensione che riguarda uno stato di coscienza del tutto diverso da quello della successività  temporale misurabile che viviamo sulla Terra. Si pensi ad esempio alla "simultaneità " del contenuto che viviamo in un "attimo" prima di rispondere ad un esame o esporre dei concetti in una conferenza, che poi andremo a svolgere "in successione" l'uno appresso all'altro, dopo averli vissuti "in un baleno" in un diverso stato di coscienza. Chi ha una qualche dimestichezza con la disciplina della concentrazione del pensiero può riconoscere come si possa volitivamente "costruire" uno stato di coscienza simultanea al momento della sintesi finale dei pensieri,tutta racchiusa in un unico punto, per l'appunto "sovratemporale" nei confronti dell'ordinaria sequenzialità  con cui si è costruita la linea dei pensieri di cui si vive la sintesi. Per cui si può arguire che la "pena eterna" è il vivere-certamente orribile- in una condizione di coscienza priva della luce del Logos ,ma ciò non ha,di per sè, una connessione diretta con la sequenzialità  misurabile del tempo come lo intendiamo sulla Terra. Per parlare ad esempio di ciò che sta molto a cuore a tutti, , e cioè del "postmortem" si può arguire che dopo lo "stagno di fuoco" o "geenna" o "kamaloka" o "Purgatorio" , o Mondo della Purificazione che dir si voglia se la coscienza crolla , prima di aver raggiunto la Soglia del Mondo dello Spirito (non avendo stabilito in vita il giusto nesso con il Cristo-Logos) ciò può essere inteso come "perdita dell'anima" o "pena eterna" secondo quanto detto poc'anzi. In molte dottrine questo "spegnimento" porta il soggetto ad un relativamente "rapido" ritorno alla Terra e quindi al ritentare quella strada che , finalmente, ci possa far incontrare in lucida coscienza il Logos e da lì acquisire la capacità  di essere finalmente svegli quando ci toccherà  nuovamente il passaggio fra mondo della Purificazione e Sfere Celesti. Tutto ciò spiega come sia in realtà  un falso problema quello che angustia i più: quello della evidente "sproporzione" fra la breve sequenza temporale di una vita e l'indefinita estensione di anni,secoli,mil lenni con cui ci "immaginiamo" l'eternità  in modo "umano troppo umano"...
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# Max 2008-04-26 21:59
X AB. Il libro di Enoch è il testo che fa per te(la caduta degli angeli). Non è un libro canonico per gli ebrei, ma pare che fosse letto dai primi cristiani.
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# Antonio.C 2008-04-27 22:57
Caro A.B di Torino. la risposta alla tua domanda la trovi leggendo; Alessandro Conti Puorger per Edicolaweb...
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# Eliseo Malorgio 2008-04-28 10:28
Gentile Sig. Chiari, Lei perdonerà  le mie parole, ma io stento a seguire i ragionamenti di teologia. Lo dico con sincerità  ed umiltà . Non concordo con tanti rituali e inbellettamenti formali che ho visto nelle chiese cattoliche. Trovo ridicoli i confessionali, quegli strani mobili che si vedono in chiesa, detesto le processioni durante certe sagre popolari con madonne di cartapesta piene di serpenti vivi e le sfilate di spaventosi incappucciati, somiglianti a quelli del Ku-Klux-Klan che vidi da ragazzo nelle feste religiose dell'Italia meridionale. Trovo inappropriata la presenza di orchestrine che suonano mazurche in chiesa. E trovo le gerarchie e organizzazioni umane (ad eccezione, ovvio, della parte sincera ed in buona fede), una penosa rappresentazion e. Un quasi-ciarlatanismo con scopi poco corretti. Una celebrazione dell'istituzione in sè più che delle parole del Padre Eterno e condanno l'omissione colpevole: il non alzare la voce contro le ingiustizie e le iniquità  del mondo. Gesù Cristo non era così. Fu invece molto coraggioso e direi poco "diplomatico". Disse in pubblico ad alta voce quel che pensava. Sfidò le autorità  politiche del suo tempo e del suo paese. Li apostrofò con l'aggettivo "ipocriti", cioè falsi. Furono così anche i primi cristiani che accusarono ad alta voce i giudei di aver ammazzato a pietrate Stefano, se non sbaglio, uno dei primi martiri cristiani... A cima di tutto questo io sono e fui sempre profondamente attratto dal Mistero Divino. Mi sorprende ogni giorno la bellezza del creato, il miracolo della vita pulsante in ogni piccola fogliolina d'erba che passa inosservata. Mi commuovono le parole di Cristo. Non vedo altra possibilità  di verità  e di giustizia umana fuori dalla presenza e dalle leggi di Dio, specialmente di questi tempi. Ed abitando in un paese al di là  dell'Oceano Atlantico, con abitudini alimentari molto diverse da quelle italiane, pure, ancora oggi, inzuppando un pezzetto di pane in un bicchiere di vino, come usavano fare i contadini romagnoli, mi vengono in mente ancora oggi le parole di Gesù Cristo, così poco riletto, pareva a me, nelle parrocchie italiane. Cordialità  e saluti. Eliseo Malorgio
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