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Ungheria, un altro «aiuto fraterno»
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A Washington, una gelida accoglienza è stata preparata a Tamàs Fellegi, il negoziatore ungherese al Fondo Monetario, giunto nella capitale dell’impero per una missione esplorativa su un prestito al Paese. È una capitolazione, dopo che il governo ungherese aveva declinato mesi fa le offerte del FMI, che arrivavano con le solite durissime «condizionalità» che l’ente globale allega ai suoi «aiuti». Fonti diplomatiche fanno sapere che Fellagi «può dire quel che vuole, non sarà ascoltato». E dicono la ragione: il governo americano «non vede prospettive in Victor Orban» (il capo del governo unherese, eletto con il 70% dei suffragi); e ha chiarito, brutalmente, che l’Ungheria deve sostituirlo con un «caretaker government», che si può tradurre anche come un governo di badanti, un governo tecnico (vi dice qualcosa?) – se il Paese vuol vedere un dollaro in prestito.

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Tamàs Fellegi
  Tamàs Fellegi
Stesso atteggiamento tiene l’oligarchia che ci governa tutti da Bruxelles. Fellegi ha annunciato alla stampa ungherese che andrà presto a Bruxelles per aprire negoziati, ma la Commissione Europea, ostentatamente, non gli ha nemmeno fissato una data per gli incontri. Barroso ha scritto a Budapest una lettera in cui «consiglia» quel governo di cambiare la costituzione appena varata, che contiene limitazioni alla casta giudiziaria e all’arbitrio dei media, oltrechè una tutela costituzionale per i feti umani e – delitto supremo – la messa della Banca Centrale sotto il controllo del Parlamento: un pericolo per la demokràzia, ha tuonato Barroso. Budapest non avrà un euro di aiuti economici, se non cambia la costituzione da poco approvata.

Le due centrali agiscono di concerto per stroncare quella che giudicano una pericolosa rivolta contro il Pensiero Unico e il Politicamente Corretto dei banchieri.

Era stato provocatorio, il premier magiaro: «È una moda europea che la Banca Centrale debba essere in un sacro stato di indipendenza», aveva detto recentemente, e: «Nessuno può interferire con l’operato legislativo ungherese, nessuno al mondo può dire ai deputati eletti dal popolo ungherese quali leggi approvare e quali no».

Oh sì che possono, povero Orban, ultimo a credere ancora che esista qualcosa come la sovranità, la non-ingerenza, il diritto internazionale.

Nel 1956, sotto un altro regime, Budapest già fece la prova della sua sovranità limitata: un «aiuto fraterno» giunse da Mosca sotto forma di colonne di cingolati perchè il popolo aveva rovesciato il regime comunista-satellite, liberato i prigionieri politici e ammazzava i membri della Polizia segreta. Per l’impero sovietico, si trattava di «scongiurare la diffusione del contagio». Gli ungheresi di quella generazione resistettero fino al sangue, si avventarono con le molotov contro i carri armati, il tricolore magiaro fu levato e risollevato, sporco di sangue, fino a quando l’ultima radio – che invocava l’aiuto dell’Occidente – non fu messa a tacere. Seguirono oscure esecuzioni in Lubianke innominate. Almeno, era salvo l’onore; e la dignità e l’eroismo avevano avuto la loro ora.

Oggi è stato diverso. Niente carri armati. È bastato che le tre note agenzie di rating, Standard & Poors, Moody’s, Fitch, all’unisono come a segnale convenuto, degradassero i titoli del debito pubblico magiaro a «spazzatura»; citando per il loro downgrading non già l’economia magiara, bensì «la costituzione antidemocratica» e le «politiche non-ortodosse». I tassi d’interesse che gli ungheresi devono pagare ai creditori sono di colpo saliti, come desiderato, oltre il 9,7%, insostenibile. Il governo ungherese è stato obbligato ad abbandonare un’asta dei suoi titoli, non riuscendo a vendere tutti i 18 miliardi di forint, ma solo 15 (miserabili 62 milioni di dollari) ad un tasso prossimo al 10%.

Contemporaneamente, decine di migliaia di ungheresi d’opposizione hanno preso le strade, con cartelli di protesta contro il governo, stilati ovviamente in inglese per le telecamere occidentali, e palesemente preparati dalle stesse centrali che approntano le «primavere arabe» e le manifestazioni di Mosca.

Simultaneamente, ad un segnale convenuto, tutti i media europei ed americani hanno dipinto Orban come un terrificante dittatore megalomane e ultra-nazionalista, che stroncava la «libertà di stampa» – quella libertà che i nostri media ufficiali sanno così ben difendere in casa altrui. Va da sè che le più alte strida sono state lanciate dai giornali della sinistra intelligente, da Repubblica di De Benedetti fino a Libération dei Rotschild. Che già tenevano d’occhio il nuovo Saddam-Hitler est-europeo per «pratiche non ortodosse» come la nazionalizzazione delle casse di previdenza, e la tassazione alle banche (per lo più possedute da banche estere, come il nostro Unicredit...) che avevano rifilato agli ignari cittadini magiari – da troppo poco tempo usciti dal sistema pianificato, troppo fiduciosi della finanza occidentale e della sua «creatività»– prestiti e mutui indicizzati sul franco svizzero: operazione che, quando la moneta nazionale cadde nel 2006, provocò la rovina delle famiglie debitrici, in quanto i loro mutui diventarono giganteschi e impagabili.

Ancor peggio quando il governo ungherese, istruito probabilmente dal caso greco e dall’aiuto fraterno che gli ateniesi avevano ricevuto dall’Europa, non ha mostrato troppa decisione nell’affidare il destino del suo popolo alla chiaroveggenza degli oligarchi di Bruxelles.

Alain Jupp
  Alain Jupp
Naturalmente, la messa sotto controllo democratico della Banca Centrale ungherese è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: Alain Juppé, ministro di Sarkozy, ha anatemizzato questa «violazione dei principii d’indipendenza iscritti nell’Unione Europea». Così almeno è chiaro che quando un governante europeo difende «i principi di indipendenza», non si riferisce all’indipendenza dei popoli, ma all’indipendenza dei banchieri.

Come per il Cremlino del 1956, così per l’oligarchia eurocratica si trattava di scongiurare i «rischi di contagio» nella zona a sovranità limitata, di togliere ai Paesi indebitati e marginali la tentazione di seguire un esempio di sovranità. Non era tollerabile questa collusione tra un governo e il suo popolo, non porta alcuna felicità alle genti! Presto un governo di badanti! Di tecnici, che sanno quello che fanno, e che i liberi media santificano, come modelli di tutte le virtù pubbliche.

Si sa che erano allo studio sanzioni, come per l’Iran. Passo ulteriore, i bombardamenti preventivi?

Non c’è stato bisogno di arrivare a tanto. Con la moneta nazionale fatta crollare, gli interessi passivi alle stelle e il bisogno urgente di prestiti, il sopra citato Talas Fellagi è partito per Washington dopo aver dichiarato a destra e a manca che l’Ungheria è «aperta a trattare sulla legge della Banca Centrale», anzi su tutto. Il Fondo Monetario e la UE continueranno tuttavia a punire il ribelle.

Il Fondo Monetario ha cancellato un «programma precauzionale» precedentemente previsto per Budapest, ed imporrà invece uno «Stand-By Agreement», che è qualcosa che pone condizioni più dure del primo. Esigerà che il governo magiaro ristabilisca l’indipendenza della sua Banca Centrale, rafforzi il Consiglio di Bilancio, eserciti politiche di bilancio «più severe», ritiri la tassazione «di crisi» (quella che veniva fatta gravare sulle banche truffaldine) e cancelli le misure economiche ad hoc – il governo voleva assorbire 200 mila disoccupati mettendoli a pulire le strade e scavare fossati per 12 dollari al giorno (un povero keynesismo senza mezzi). Dovrà inoltre attuare «le riforme richieste», ossia privatizzare quel che ancora può, e «ristrutturare lo stato sociale»: e sappiamo come da Monti, il modello e l’esempio delle virtù europeiste. (Draft IMF report says Hungary needs bigger reserves, stability package - paper)

L’Ungheria dovrà accettare questa versione liberista dell’«Aiuto Fraterno» sovietico, le piaccia o no. Seguiranno oscure esecuzioni, punizioni esemplari. Pour encourager les autres, dicono i francesi: per togliere ogni tentazione agli altri Paesi «periferici».

Perchè la crisi ungherese ha molto da insegnare anche a Italia, Spagna, Portogallo. Andava bene, la sua economia, grazie ad un boom dei consumi indotto dai bassi tassi d’interesse offerti dalle banche estere: come abbiamo detto indebitavano gli ungheresi in franchi svizzeri, perchè il franco svizzero ha bassi interessi. La cosa era conveniente fintanto che il fiorino ungherese restava stabile. Nel 2006 il suo valore rispetto al franco cadde, e la crisi cominciò. È da quella data che il deficit pubblico, e poi il debito pubblico magiaro comincia a crescere. Perchè?

La diagnosi egemone ed imposta a tutti è: i governi-cicala spendono troppo per comprare voti, favori, clientelismo, e quindi la cura è «austerità», flessibilità, tasse... Ciò è vero per l’Italia, dove le Caste succhiano metà del PIL ormai da decenni. Ma non è vero per Spagna, Irlanda, Portogallo, e Ungheria.

La verità è che l’espansione del deficit di bilancio segue sempre la fine e lo sgonfiamento di un boom di consumi sostenuto da credito facile, quando i governi cercano di mantenere viva l’economia che si affloscia perchè cominciano a mancare i consumi privati, delle famiglie.

L’Ungheria è passata per questa fase. Anche la Germania, da metà degli anni ‘90, è passata per questa fase; poi il deficit pubblico s’è ridotto quando l’economia tedesca ha completato la transizione dal boom dei consumi a Paese massimo esportatore. (From Here To Eternity, Hungarian Style)

Fatto notevole, anche le esportazioni ungheresi sono cresciute notevolmente negli ultimi anni, anche perchè il suo settore manifatturiero è collegato a quello tedesco:


Tuttavia, l’aumento dell’export non è stato abbastanza per sostenere la crescita del PIL di cui l’Ungheria ha bisogno per pagare il suo debito estero giganteggiante, e la previdenza alla sua popolazione in rapido invecchiamento. Da una parte, il valore aggiunto nell’industria ungherese è solo il 20% del PIL, contro il 40% tedesco.

Una soluzione sarebbe un forte deprezzamento della moneta nazionale (contrariamente ad Italia, Spagna, Portogallo e Grecia, l’Ungheria può farlo) per riacquistare competitività, anche attraverso maggiori investimento nei settori esportatori. Ma questo deprezzamento del fiorino è impossibile senza un simultaneo ripudio, o almeno ristrutturazione, del debito: il debito ungherese è infatti in gran parte denominato in valuta estera (come abbiamo detto, l’85% dei mutui magiari sono denominati in franchi svizzeri) e la svalutazione del fiorino renderebbe di colpo più enorme il debito. Sicchè, fino ad oggi, la Banca Centrale ungherese è obbligata a «sostenere» il fiorino, anzichè lasciarlo cadere, per continuare ad onorare i suoi debiti con le banche estere; e lo fa tenendo incredibilmente alti i tassi d’interesse (7%) ancorchè il Paese sia in recessione, e tali tassi la aggravino fino alla depressione. Naturalmente, i tassi alti finiscono di soffocare i consumi interni, già moribondi dopo un aggravio dell’IVA del 5%.

Come non bastasse, l’Ungheria ha un grave problema demografico: la popolazione non solo sta invecchiando, ma diminuisce. Un eventuale default accelererebbe l’uscita dei pochi giovani qualificati che farebbero le valige e se ne andrebbero all’estero. Come già fanno. La via che ha dovuto seguire è quella delle «austerità» imposte dalla Germania, cura che peggiora il male.


Insomma, il Paese si trova in una sorta di doppia impasse, di «Comma 22», per cui non può fare ciò che deve – pur avendo ancora la moneta nazionale. Figuratevi i Paesi come Italia, Spagna, Portogallo, che non hanno nemmeno quella possibilità, e che somigliano per molti versi – dalla demografia calante alla perdita di competività, ai consumi interni esangui, al Paese dell’Est.

Da lì possiamo vedere cosa ci costerà restare nell’euro (e continuare a servire il debito): l’arretramento economico permanente, un po’ come avvenne al Meridione borbonico entrato nella moneta unica chiamata lira – troppo forte per poter competere. Ma moltiplicato per cento.



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Commenti  

 
# oriundo06 2012-01-11 11:45
Non è che l'irritazione dei poteri forti sia in relazione a prestiti sottobanco, concessi anche ad altre economia dell'Est, al momento della ristrutturazion e post-socialismo reale? D'un colpo si capirebbe come mai il nostro debito sia divenuto enorme negli ultimi 10 anni - in regime di tassi calanti - senza che vi fossero corrispondenti investimenti dello Stato: di fatto chi ne ha beneficiato? E' forse questo il vero argomento contro l'Ungheria (ma dopo anche altri Paesi potrebbero subire questo 'contagio', in primis quelli baltici) ovvero il mancato pagamento delle rate dei prestiti 'sull'onore' concessi dagli Stati membri UE 'forti' in cambio di politiche 'liberiste', ovvero ingresso massiccio e libero dei capitali e delle multinazionali tipo 'Carrefour', 'Metro', 'Auchan' et alia, con svendita a prezzi di saldi dell'apparato produttivo nazionale? A questo proposito, quando sono andato a Budapest qualche anno fa, mi ha colpito la colonizzazione dei marchi occidentali nel commercio locale, nonchè l'assenza di una vera e propria industria nazionale, fagocitata - credo - dal big business estero. Ma mi ha anche dolorosamente colpito la presenza di tanti magiari che, di notte, al buio, andavano racimolando qualcosa nelle spazzature vicine ai grandi alberghi, laddove presumibilmente c'erano gli avanzi dei ricchi occidentali. Mi sono vergognato di appartenere a questa categoria. Ma temo che se continua così, transiterò rapidamente nell'altra...!
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# amsicora 2012-01-11 22:07
Il liberismo vale solo per i privati... tant'è che Monti vuole liberalizzare tassisti e farmacisti, che sono già privati, mentre ad esempio non tocca le aziende di trasporto locali e non privatizza le farmacie comunali (esistono ancora!)
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# Catone 2012-01-11 12:10
Ennesima dimostrazione che la democrazia è una farsa, un sistema ipocrita dove vige il contrario di quello che viene affermato.
Putin, Orbàn e Berlusconi dimostrano la stessa cosa: è impossibile varare politiche nazional-popolari in un sistema democratico che, per sua natura, serve gli interessi nazionalistici dei banchieri.
Quando un politico come Orbàn ottiene il 70% dei voti, deve semplicemente rompere con la democrazia. Deve sciogliere i partiti "democratici", deve nazionalizzare banche e assicurazioni, deve prendere il pieno controllo della moneta. Deve chiudere le ONG, deve arrestare i giornalisti venduti a interessi stranieri. E deve lasciare la guerra contro il suo Paese come unica possibilità di rovesciarlo.
La stessa cosa doveva fare anche Putin. Probabilemente è mancato il coraggio di farlo o magari i loro movimenti non sono pronti per un passo del genere. Sta di fatto che politiche nazionalpopolar i in Stati democratici sono PERDENTI! Le lobby finanziarie troveranno sempre un sistema per sotterrarle. E questo perchè le "democrazie" se le sono costruite su misura!
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# rosalina 2012-01-11 13:36
Putin, Orbàn e Berlusconi dimostrano la stessa cosa: è impossibile varare politiche nazional-popolari in un sistema democratico che, per sua natura, serve gli interessi nazionalistici dei banchieri.

Sicché Berlusconi avrebbe varato un programma nazional-popolare? La maggioranza degli italiani credo pensi il contrario. Vorrei ricordare che mister Berlusconi ha governato tra il 2001 ed il 2011 ben 8 anni. E i giovani italiani, laureati e non, se 11 anni fa erano precari ora sono dei disoccupati, neanche più tanto giovani. E lei considera Berlusconi all'altezza di Putin e Orbàn? Ma in quale Paese vive?
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# Catone 2012-01-11 14:57
Berlusconi varò un programma nazional-popolare nel 1994. Non essendo all'altezza di Orbàn, nè di Putin, cedette subito.
Il Berlusconi del 2001 è già bello che ammansito, anche se continuerà la sua politica di avvicinamento ai "nemici" dell'Occidente che causeranno la sua caduta.
Per finire, vivo in Italia. Non capisco però perchè me lo chieda.
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# seventhwave 2012-01-11 12:18
Una domanda: non potrebbe l'Ungheria emettere direttamente la moneta senza dovere vendere titoli di Stato all'estero a tassi folli?
Quanto pesano le esportazioni nella sua economia?
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# Annhilus 2012-01-11 12:44
Citazione seventhwave:
Una domanda: non potrebbe l'Ungheria emettere direttamente la moneta senza dovere vendere titoli di Stato all'estero a tassi folli?
Quanto pesano le esportazioni nella sua economia?


Anche in Ungheria ci sono banche e banchieri... ed è tutta una razza... o si nazionalizza la Banca Centrale al 100% e si stampa moneta impostando l'economia su uno schema autarchico oppure non si va da nessuna parte...
l'alternativa sarebbe quella di creare un blocco di "insolventi" che si mettano d'accordo per rinazionalizzar e l'emissione primaria e secondaria al 100% e per collaborare a livello di import export e produzione... basterebbero
anche i soli PIGS e l'euro salta per aria... ma come è facile capire con gente come Monti e compagnia sono solo congetture...
intanto ieri i buoni samaritani della troika hanno chiesto a papademos di eliminare il contratto collettivo di lavoro, di tagliare gli stipendi, eliminare le tredicesime e quattordicesime ... in poarole povere una famiglia monoreddito dovrebbe sopravvivere con circa 400 euro al mese... intanto sempre più frequenti sono i casi di ricovero infantile per diturbi dovuti alla denutrizione o malnutrizione... Grecia-Italia una faccia una razza
si diceva no??? Appunto...
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# san 2012-01-11 12:39
Il malessere in Europa dilaga. I tedeschi con i complici burocrati di Bruxelles non sanno che pesci prendere. La Germania non ha compreso che "l'impero" la vuole isolata e odiata. Si ripresentano gli stessi sintomi di sempre. La Germania Paese incapace di affrontare la storia, pericolo per tutti gli altri Paesi europei.
Il suo boom economico finirà in una tragedia.
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# Catone 2012-01-11 15:01
Anche io ho notato che si sta furbamente "convogliando" l'odio degli europei verso la Germania e i tedeschi. Certi cartelloni apparsi ad Atene me lo confermano abbondantemente , come la frase tanto di moda quanto fasulla che "con l'euro la Germania sta ottenendo quello che Hitler non ottenne con la Wermacht". Quanta ignoranza c'è in una frase del genere?
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# Milo Dal Brollo 2012-01-11 12:51
Ma se il governo ungherese in questione ripudiasse il proprio debito, quali conseguenze ci sarebbero? Io ne vedo almeno due: a breve termine, probabilmente una guerra quantomeno finanziaria, se non anche armata; a lungo termine, a meno che l'Ungheria non trovi un governo collaboratore (impossibile, forse la Russia, ma allora torneremmo alla Guerra Fredda, e poi anch'essa ha in tasca una marea di valuta estera euro-americana) nessuna collaborazione economica, nessuna compravendita, l'isolamento più puro per decenni - o attimi, per strangolare il governo in carica.
Secondo lei, direttore? Gli altri cosa ne pensano? Forse l'Ungheria è semplicemente troppo sola per usare le maniere veramente forti, no?
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# amsicora 2012-01-11 22:09
Se il governo ungherese in questione ripudiasse il proprio debito... il capo del governo si prenderebbe qualche brutta malattia o morirebbe in un incidente aereo...
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# Milo Dal Brollo 2012-01-12 19:40
Va bene, però se l'apparato di sicurezza chiude il capo di Stato in una botte di ferro? Insomma, secondo me queste morti avengono perché quelli della sicurezza sono dei coglioni... possibile che siano tutti corruttibili? Non so, faccio fatica a crederci... si potrà essere poco amici dell'Iran, ma è da trent'anni che ci provano a colpirli ai gradi alti e non ci riescono. Ci sarà un perché?
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# celtico 2012-01-15 14:52
Sì hai ragione... ma sono anche in pochi quelli che riescono a resistere a vari attentati... ultimi in ordine sono il presidente iraniani e Lukashenko... che ad ogni sua uscita ha un militare ogni due metri lungo il percorso che deve seguire...
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# EdoardoCas 2012-01-11 13:37
Ma noi siamo benissimo adesso.
Apprendo dal Televideo che il diffirenziale Btp bund è sotto i 522 (a 521 e rotti) e che il deficit è a 4,3, il più basso dal 2008!
Meglio di così cosa si può volere?
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# Nova 2012-01-11 13:45
Non preoccupatevi di Mutter Teresa der Banken, la Merkel Kasner beniamina del Sinedrio e della City of London nonostante qualche apparente diversione. La Germania è sotto il tallone crudele dei 'farisei'.
Scolpitelo in mente: la democrazia è il rovinoso sistema funzionale al saccheggio sionista delle nazioni restando impuniti.
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# rosalina 2012-01-11 13:51
Contemporaneame nte, decine di migliaia di ungheresi d’opposizione hanno preso le strade, con cartelli di protesta contro il governo, stilati ovviamente in inglese per le telecamere occidentali, e palesemente preparati dalle stesse centrali che approntano le «primavere arabe» e le manifestazioni di Mosca.
Come non bastasse, l’Ungheria ha un grave problema demografico: la popolazione non solo sta invecchiando, ma diminuisce. Un eventuale default accelererebbe l’uscita dei pochi giovani qualificati che farebbero le valige e se ne andrebbero all’estero. Come già fanno.

Come conciliare queste due affermazioni antitetiche? Da una parte, Lei scrive che gli ungheresi scesi in piazza per manifestare contro il governo sarebbero tutti delle spie, dei mercenari al servizio di interessi stranieri. Dall'altra parte, afferma che la povertà, il malessere in cui versa l'Ungheria obbliga i suoi giovani migliori a emigrare all'estero. Non la sfiora neanche il dubbio che forse la maggior parte dei manifestanti anti-Orbàn sono proprio quei giovani indignati e in buona fede?
Se Orbàn vuole veramente il bene dell'Ungheria, perché non ripudia il debito, come fece l'ex presidente argentino Nestor Kirchner? Perché non prepara l'uscita dall'Unione Europea dell'Ungheria?
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# prodigus 2012-01-11 15:31
Mi scusi ma forse lei non ha compreso il pezzo del direttore. Se Orban sta "attuando" riforme che ridanno dignità al Paese cercando di strapparlo al giogo bancocratico che lo ha ridotto in default perchè mai i giovani dovrebbero scendere in piazza?
Non sia mai che gli ungheresi siano tutti dei masochisti?
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# rosalina 2012-01-11 16:14
Mi scusi Lei a mia volta, ma di che "dignità" parla? Non ha seguito le notizie? Il governo di Orbàn andrà in ginocchio a Washington per chiedere un prestito al FMI, c'è dignità in questo? Per me, non c'è neanche coerenza. Se Orbàn fosse coerente, farebbe quanto ha suggerito Vitoparisi3 nel suo commento. Anche a costo della sua vita. Invece per un Orbàn che vive, 10mila ungheresi devono schiattare.
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# celtico 2012-01-15 14:54
Strano Rosalina, lei riporta di manifestazioni anti orban... quando in realtà è molta di più la gente che sta manifestando in questi giorni contro la UE e pro Orban in Ungheria...
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# shaula 2012-01-11 14:01
É un errore elemosinare quattrini all´Occidente. La parola d´ordine in Ungheria dovrebbe essere: autarchia. Ossia restare poveri ma con dignitá. Con il sostegno del 70% del popolo si puó imporla. Il diavolo non é mai cosí brutto come lo si dipinge. In Italia, invece, questa misura é irrealizzabile. Un buon 50% del popolo italiano, quello parassita che vive a sbafo, vuole mantenere lo status quo. Per questi, un Monti qualsiasi va bene. Gli altri disperati... che si arrangino.
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# rosalina 2012-01-11 16:20
Un buon 50% del popolo italiano, quello parassita che vive a sbafo, vuole mantenere lo status quo. Per questi, un Monti qualsiasi va bene. Gli altri disperati... che si arrangino.

E' proprio così. Vogliamo parlare dei coniugi di Bari, sessantenni disoccupati e senza tetto, morti suicidi pochi giorni fa? Il marito, aveva perso il lavoro. La Regione Puglia gli propose un lavoretto a patto che si facesse passare per invalido. Lui denunciò il tutto - anche a Vendola ed Emiliano - ed è finita... come è finita.
Il link alla notizia:
http://affaritaliani.libero.it
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# pelzen 2012-01-12 01:48
I dipendenti pubblici sono circa 3,5 milioni compresi enti e sotto enti vari. Il vero marciume deriva dal mantenimento di questa classe di persone, tutto onorabili, ma che hanno perso contatto con la vita del rimanente della nazione in cui vivono.
Azzeriamoli. Tutti uguali, nessun privilegio, nessuna prebenda: se lavori e produci risultati lavori, se non fai un cavolo sei fuori.
Basta poco, no?
Ma questo difettuccio deriva dal ventennio... i vizi non si smettono mai, per poi finire a gambe all'aria.
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# Gilles 2012-01-11 14:24
I sistemi per costringere qualunque Paese ribelle ad allinearsi al programma globalista sono sempre i soliti e ormai più che conosciuti, hanno fatto il giro del mondo dall’America Latina, all’Africa e ora all’Europa. Ma a questo punto bisogna iniziare ad essere realisti e a chiedersi quale è la strada più giusta, evitando, se è il caso, di perdersi in inutili difese di contesti nazionali ormai destinati a soccombere. Intanto pare ormai evidente che questo regime ibrido, Europa con moneta unica e sovranità nazionali separate, non può andare avanti, è destinato a terminare anche entro breve tempo. Quindi i casi sono due: o l’Europa si accentra in uno Stato unico con unica sovranità politica e monetaria, i famosi Stati Uniti d’Europa, oppure tutto si disintegra e si torna agli Stati nazionali ognuno con la propria sovranità politica e monetaria. Ma quest’ultima opzione pare sempre più improbabile, mi sembra non tanto per l’operato del FMI o delle agenzie di rating, (o comunque delle oligarchie mondiali) quanto proprio perché dovrebbe essere condivisa da tutti gli Stati, per poter funzionare bene. In altre parole pensare che l’Italia riesca a sganciarsi e a riconquistare la propria autonomia in un contesto dove la maggior parte degli altri Stati proseguono verso l’unità europea mi pare una cosa improponibile, e non terrei nemmeno conto di quanto ha fatto la Gran Bretagna, la quale di fatto procede fianco a fianco con gli USA. Bisogna essere pronti a tutto e quindi anche considerare se sia il caso di stare in un’Europa unita con una unica BCE, un unico governo, gli eurobond, ecc, in un mondo nel quale le contrapposizion i si stanno delineando a seguito della crisi feroce, che affligge soprattutto l’Occidente. Per quanto ne capisco, ovvero non molto, mi sembra che l’America stia solo tentando di coinvolgere tutto il resto del mondo, Cina compresa, in un unico grande abbraccio mortale, che le consenta di evitare (o almeno distribuire su tutti gli altri) un tracollo terribile della propria economia e della propria società. In questo senso cominciare da un’Europa unita allineata al programma globalista (americano) di sopravvivenza potrebbe essere il passo più conveniente per superare la crisi, anche se oggi gli interessi di noi europei rispetto a quelli americani sono più che mai divergenti. In seguito si vedrà se l’Europa sarà in grado di ritrovare la propria autonomia e forza.
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# Vitoparisi3 2012-01-11 14:54
Se gli ungheresi vanno a chiedere i soldi negli Stati Uniti, allora sì che precipitano. Forse dovrebbero fare come gli islandesi: a mano franca o la va o la spacca. Avendo il fiorino e non l'euro gli dovrebbe essere più facile.
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# Pietro G 2012-01-11 18:38
I carri armati oggi sono stati sostituiti da Standard and Poor, Fitch, BCE, e la oligarchia bancaria. Chi comanda però sono sempre gli stessi e i mezzi sono sempre quelli: affamare la gente. In Ucraina negli anni '30 nell'Occidente con la crisi del '29 e ora in Grecia e Ungheria. È la ennesima prova che la UE è diventata un regime dove comandano le lobby e dove i popoli sono ormai ostaggi: o cambi la costituzione oppure affamiamo il tuo popolo e otterremo il "regime change" in ogni caso. Questa la situazione dei rapporti di forza, e in questa prospettiva capisco benissimo il desiderio di trattare di Orban. La Ungheria e l'Islanda sono Paesi troppo piccoli per fare la differenza, per un confronto vedere come è stato trattato Berlusconi e le pressioni che si stanno accentuando su Marine Le Pen. La Francia e l'Italia potrebbero benissimo fare la differenza, per questo sono sorvegliati speciali. Che cosa ha detto Monti con il cappello in mano di fronte alla Merkel? Se non ho successo io "l'Italia potrebbe cedere ai populisti"? Niente male come tentativo di ricatto. Ho l'impressione però che risponderanno con una risata.
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# amsicora 2012-01-11 22:10
I carri armati oggi sono stati sostituiti da Standard and Poor, Fitch, BCE, e la oligarchia bancaria

E' quello che ha sostenuto, incredibile a dirsi, Ferrara sul Foglio!
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# Pietro G 2012-01-12 13:00
Solo che Ferrara non si chiede mai chi c'è dietro tutte queste lobby finanziarie. E neanche si chiede perchè un solo Stato, tra quelli che cercano di profittare della globalizzazione con la "finanza allegra", non è mai stato toccato da una qualche crisi finanziaria, anzi se la passa niente male. Indovina quale (suggerimento: non è la Tanzania.
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# Marcel 2012-01-11 21:07
Se l'Europa vorrà avere un futuro, dovrà ripartire dal progetto federale, cattolico, popolare e sociale di Carlo I, d'Austria e IV° d'Ungheria.
La vicenda dimostra chiaramente chi comanda sulla scena internazionale.
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# milvus 2012-01-11 21:19
Saranno vecchi ma la legge del karma la conoscono bene, se così si ritrovano è perchè qualcuno li ha danneggiati prima, e all'immobilismo passivo, che è cieco collaboratore... si danno da fare in qualche modo per rettificare i danni commessi dal negozio competitivo dell'euro. Sempre meglio che raccogliere sottomessi ciò che hanno seminato per noi i proponitori dell'euro.
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# nicolas 2012-01-11 21:34
Caspita! Questa deriva della situazione finanziaria dell'Ungheria mi è stata anticipata da un mio conoscente ungherese una buona settimana fa. Di più.
La prima cosa che gli ho detto é stato: "Complimenti per il vostro Orban! Finalmente qualcuno con le palle in Europa". Questi invece di rallegrarsi per la mia sortita sì è rabbuiato in viso, manco gli avessi annunciato la morte del suo gatto, e con un misto di rabbia e sconforto mi ha spiegato che secondo lui l'operato di Orban era proteso ad una resa alle istanze del FMI e dell'UE. Il tutto, a suo dire, serve a smontare le velleità del partito "Jobbik" che è composto da duri e puri di vera destra e che attualmente è accreditato di un trenta per cento dell'elettorato ma con una proiezione più vasta.
Mi aveva lasciato perplesso il suo argomentare. Adesso capisco.
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# aalireland 2012-01-11 22:22
La situazione ungherese mi lascia devvero perplesso, hanno avviato un programma di riforme politiche davvero rivoluzionario, direi quasi unico in questo momento e dopo un paio di mesi si va dal nemico numero 1 col capello in mano ad elemosinare un prestito. Mah mi sembra quasi che ci sia dolo...
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# cgdv 2012-01-12 01:28
Chi ha vinto non intende certo lasciar evaporare le sue intenzioni e stringe progressivament e la morsa. Di costoro occorre tuttavia non parlare definendoli genericamente banche. Adesso serve completare il megastato europeo multietnico e multirazziale liberandosi nel contempo di qualche intoppo. Facilmente anche l'Ungheria sarà commissariata previo strozzamento e moti di protesta certificati come spontanei dalla massima parte dell'informazione. Da noi miserelli con Berlusconi lo spread a 470 era insostenibile, con Monti a 520 lascia intravvedere l'azzurro. Probabilmente se anche altri entrassero nella maggioranza e smettessero di fare incivile opposizione non si parlerebbe neppure dei loro investimenti in Africa. Ipotesi divertente nella sua ininfluenza attuale. Per precauzione occorre tuttavia guardare anche al futuro prossimo perché non si creino altri intoppi.
Giuliano
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# urbano 2012-01-12 16:21
Fine di un sogno!
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# Robert De Zan 2012-01-12 17:21
Ma l'Ungheria non potrebbe rivolgersi alla Russia e alla Cina, visto che ha bisogno di così pochi soldi? Inoltre eviterebbero di farsi sfilare dalla loro influenza, perlomeno russa, un altro Paese.
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# alberto 2012-01-12 19:31
Già: anch'io pensavo che l'unica soluzione per l'Ungheria fosse rivolgersi a Putin... Direttore che ne dice? Perchè non l'ha fatto?
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# aloisius 2012-01-12 17:29
Lordon afferma tra l'altro durante l'intervista:

Quindi oltre al danno anche la beffa.
L'Ungheria deve cambiare la Costituzione armonizzandola con gli intendimenti di Bruxelles, in quanto il suo spirito riflette troppo il comunismo (sic).
Il ladro che grida al ladro.
Olli Rehn minaccia, in nome del popolo ungherese?, misure finanziarie severisime, concludendo che hanno una
settimana per decidersi, ricordando a Orban che nel 2008 avevano ricevuto 20 miliardi di euro dal FMI e le scadenze per onorare il debito sono vicine.
Oui, nous pouvons.
Questo viene ripetuto oggi da tutti i notiziari stranieri.
Suvvia, non rammarichiamoci , abbiamo una dittatura democratica no? Sulla falsariga della più grande democrazia del mondo, che ha mandato il solito Geithner questa volta in Cina per convincere Xi J.Ping, il prossimo premier, di sanzionare l'Iran ricevendo un secco NO. In compenso il flessibile Giappone è d'accordo, preoccupato del nucleare iraniano, immemore del danno immane provocato dalle loro quattro centrali distrutte ma ancora abbastanza attive per portare morte a un terzo del pianeta.
Tra l'altro l'avviso tsunami era stato dato, ma puntualmente ignorato.
Yes, we can.
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# SART 2012-01-13 01:05
Se avranno il coraggio di farlo, chiederanno un aiutino alla Gazprom. In fondo sono mille volte meglio dei loro attuali oppressori. Anche se la soluzione ideale sarebbe un'altra: tornare all'autentico nazionalismo, che implica un corollario larvato ma efficace di socialismo e militarismo. Così, con l'aiuto di Dio, potrebbero tentare di fare tutto da soli.
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# raff 2012-01-13 02:08
"Fine di un sogno!" commenta Urbano alle notizie ungheresi, oppure "Ma l'Ungheria non potrebbe rivolgersi alla Russia e alla Cina, visto che ha bisogno di così pochi soldi?", si domanda Robert De Zan.

Ma se pensate che la situazione in Ungheria sia preoccupante, allora è bene domandarsi ma che succede nel mondo? Dove stiamo andando?
La risposta (preoccupante davvero) ce la fornisce nientemeno che Kissinger, che di queste cose se ne intende. Leggi qui:

"SATIRA: Henry Kissinger: "Se non riesci a sentire i tamburi di guerra allora devi essere sordo".
Kissinger, il più famoso esperto vivente sull'arte di governare internazionale
di Alfred Heinz
Global Research
dailysquib.co.uk (giornale satirico)

NEW YORK Stati Uniti Con una notevole ammissione l'ex Segretario di Stato dell'era Nixon, Henry Kissinger, rivela ciò che sta accadendo in questo momento nel mondo e in particolare in Medio Oriente.

Parlando dal suo lussuoso appartamento di Manhattan, l'anziano statista, che compirà 89 anni a maggio, con la sua analisi della situazione attuale, è molto più avanti del forum mondiale di geo-politica ed economia.

"Gli Stati Uniti stanno battendo Cina e Russia, e l'ultimo chiodo nella bara sarà l'Iran, che è, naturalmente, l'obiettivo principale di Israele. Abbiamo permesso alla Cina di aumentare la sua forza militare e alla Russia di riprendersi dalla sovietizzazione , per dare loro un falso senso di spavalderia, questo creerà un crollo più veloce per tutti loro insieme. Siamo come un tiratore sveglio che sfida l'inesperto a prendere la pistola, ma quando ci prova, è bang bang. La prossima guerra sarà così grave che una sola superpotenza può vincere, e siamo noi gente. È per questo che l'UE ha tanta fretta di formare un superstato completo perché sanno che sta arrivando, e per sopravvivere, l'Europa dovrà essere un unico Stato coeso. La loro urgenza mi dice che loro sanno benissimo che la grande resa dei conti è alle porte. Oh quanto ho sognato questo momento delizioso".
"Chi controlla il petrolio controlla le nazioni, chi controlla il cibo controlla il popolo".
Il signor Kissinger ha poi aggiunto: "Se sei una persona comune, allora puoi prepararti per la guerra spostandoti verso la campagna e mantenendo una fattoria, ma devi portare con te le armi, perchè ci saranno in giro orde di affamati. Inoltre, anche se l'elite avrà i suoi ripari e rifugi speciali, deve essere altrettanto attenta durante la guerra, come i civili semplici, perché anche i loro rifugi possono essere compromessi".
Dopo una pausa di alcuni minuti per raccogliere i suoi pensieri, il signor Kissinger, ha continuato:
"Abbiamo detto ai militari che avremmo dovuto prendere più di sette Paesi del Medio Oriente per le loro risorse e hanno quasi completato il loro lavoro. Sappiamo tutti cosa penso dei militari, ma devo dire che questa volta hanno obbedito anche troppo. Resta solo l'ultimo gradino, cioè l'Iran che sarà davvero l'ago della bilancia. Per quanto tempo la Cina e la Russia possono stare a guardare mentre l'America fa il repulisti? Il grande orso russo e la falce cinese saranno risvegliati dal loro sonno e questo accadrà quando Israele dovrà combattere con tutte le sue forze e le sue armi per uccidere più arabi che può. Se tutto andrà bene come speriamo, la metà del Medio Oriente sarà israeliano. I nostri giovani sono stati addestrati bene più o meno nell'ultimo decennio sulle console dei giochi da combattimento, è stato interessante vedere il nuovo gioco Call of Duty Modern Warfare 3, che rispecchia esattamente ciò che avverrà nel prossimo futuro con la sua programmazione predittiva. I nostri giovani, negli Stati Uniti e in Occidente, vengono preparati perché sono stati programmati per essere buoni soldati, carne da cannone, e quando gli sarà ordinato di uscire in strada e combattere quei pazzi cinesi e russi, obbediranno agli ordini. Dalle ceneri noi costruiremo una società nuova, resterà solo una superpotenza, e sarà il governo mondiale che vince. Non dimenticare, gli Stati Uniti, hanno le armi migliori, abbiamo roba che nessun altra nazione ha, e diffonderemo quelle armi nel mondo, quando sarà il momento giusto".

Fine del colloquio. Il nostro giornalista viene scortato fuori dalla stanza dal sorvegliante di Kissinger".

Fonte: Global Research 11 Gennaio 2012
http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=28610
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# revel 2012-01-13 09:51
Citazione Gilles:
I sistemi per costringere qualunque Paese ribelle ad allinearsi al programma globalista sono sempre i soliti e ormai più che conosciuti, hanno fatto il giro del mondo dall’America Latina, all’Africa e ora all’Europa. Ma a questo punto bisogna iniziare ad essere realisti e a chiedersi quale è la strada più giusta, evitando, se è il caso, di perdersi in inutili difese di contesti nazionali ormai destinati a soccombere. Intanto pare ormai evidente che questo regime ibrido, Europa con moneta unica e sovranità nazionali separate, non può andare avanti, è destinato a terminare anche entro breve tempo. Quindi i casi sono due: o l’Europa si accentra in uno Stato unico con unica sovranità politica e monetaria, i famosi Stati Uniti d’Europa, oppure tutto si disintegra e si torna agli Stati nazionali ognuno con la propria sovranità politica e monetaria. Ma quest’ultima opzione pare sempre più improbabile, mi sembra non tanto per l’operato del FMI o delle agenzie di rating, (o comunque delle oligarchie mondiali) quanto proprio perché dovrebbe essere condivisa da tutti gli Stati, per poter funzionare bene. In altre parole pensare che l’Italia riesca a sganciarsi e a riconquistare la propria autonomia in un contesto dove la maggior parte degli altri Stati proseguono verso l’unità europea mi pare una cosa improponibile, e non terrei nemmeno conto di quanto ha fatto la Gran Bretagna, la quale di fatto procede fianco a fianco con gli USA. Bisogna essere pronti a tutto e quindi anche considerare se sia il caso di stare in un’Europa unita con una unica BCE, un unico governo, gli eurobond, ecc, in un mondo nel quale le contrapposizion i si stanno delineando a seguito della crisi feroce, che affligge soprattutto l’Occidente. Per quanto ne capisco, ovvero non molto, mi sembra che l’America stia solo tentando di coinvolgere tutto il resto del mondo, Cina compresa, in un unico grande abbraccio mortale, che le consenta di evitare (o almeno distribuire su tutti gli altri) un tracollo terribile della propria economia e della propria società. In questo senso cominciare da un’Europa unita allineata al programma globalista (americano) di sopravvivenza potrebbe essere il passo più conveniente per superare la crisi, anche se oggi gli interessi di noi europei rispetto a quelli americani sono più che mai divergenti. In seguito si vedrà se l’Europa sarà in grado di ritrovare la propria autonomia e forza

Ma se è proprio l'America (i circoli di potere americani chiaro) che "in un unico grande abbraccio mortale" cerca di salvarsi a danno di tutti gli altri che vuole l'Unione Sovietica Europea mi spiega come può essere questa la strada per la nostra salvezza?
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