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Culto del dio sole e Gesù
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A seguito della segnalazione di alcune perplessità di un lettore, causate da cattiva controinformazione presente a iosa su stampa e diversi mezzi di propaganda, forse vale la pena approfondire la tematica legata alla tesi dell’origine «pagana» del cristianesimo.

Molti sono i riscontri su unternet della suesposta posizione: basta avviare il motore di ricerca immettendo parole tipo «Mithra» oppure «Horus», con l’aggiunta di «cristianesimo» ed ecco per miracolo apparire una serie di siti, discussioni su forum, video di film interi, tutti intenti a dare la notizia del secolo: il cristianesimo è una religione completamente copiata da precedenti culti pagani.

In realtà lo «scoop» appartiene alla letteratura, che non ha lesinato nel merito produzioni di carattere complottista, in cui il colpevole non presunto ma dichiarato è la Chiesa.
I parallelismi fatti riguardano diverse divinità.
Le maggiori ipotesi sono riferite a Mithra, Horus ed Ittis; nessuna meraviglia se in futuro la compagnia dovesse espandersi.
Già scrivemmo in un recente articolo la convinzione per la quale, anche solo esaminando un aspetto del messaggio di Cristo (come l’amore), dovessimo constatare la totale e radicale novità della Buona Novella.
Ora dobbiamo necessariamente entrare nel merito delle cosiddette paludate verità che inchioderebbero il cristianesimo al banco degli imputati.

L’argomentazione è costituita dal rinvenimento di una serie di coincidenze e parallelismi tali da far urlare al plagio da parte della Chiesa di credenze precedenti tutte fondate sul culto del dio sole.
Esaminiamo uno alla volta questi cosiddetti parallelismi.
In primo luogo, si afferma, la nascita di Gesù è festeggiata niente meno che il 25 dicembre.
Questo giorno era anche quello dedicato alla nascita del dio Mithra, come di Horus, tutte rappresentazioni del dio sole.
Quindi l’adorazione dovuta a Cristo è addirittura l’adorazione da sempre tributata a questa divinità.
La religione cristiana sarebbe, pertanto, reiterazione del precedente culto, finalizzata al controllo di larghe masse della popolazione, attraverso minacce di peccato ed inferno.

Ancora: queste divinità nascono per concepimento verginale da madri immacolate.
Inoltre: al loro seguito hanno dodici apostoli, figure delle dodici costellazioni, che ruoterebbero intorno al sole.
La loro attività, densa di miracoli, prodigi e profondi insegnamenti, avrebbe apportato all’uomo l’insperata salvezza.
La vita di costoro (almeno di Mithra ed Horus) terminerebbe con la morte (in caso di Horus per crocifissione), seguita, dopo tre giorni, dalla resurrezione, non senza instaurare la pratica battesimale ed una sorta di banchetto eucaristico, successivamente copiato dai fedeli cristiani.
Iniziamo a verificare quel che c’è di vero.

Premettiamo che l’accostamento è operato genericamente con i cosiddetti culti misterici nelle zone dell’Asia Minore (genericamente intesa).
Essi ebbero origine intorno al VII secolo avanti Cristo, per trovare pieno sviluppo in epoca ellenistica, fino ad essere importati (dal III secolo avanti Cristo) a Roma.
La parola greca mysterion, etimologicamente ricollegata myein (vale a dire «chiudere occhi e labbra»), è relativa ad un percorso esoterico di progressivo disvelamento, al quale hanno accesso soltanto gli iniziati mystoi, guidati da maestri sperimentati (mystagoi).
Solitamente si tratta di culti incentrati sull’adorazione di una coppia o una triade di divinità (padre/madre/figlio; madre/figlio; moglie/marito, ecc.); esse - questo è un dato acclarato - rappresentano mitologicamente la natura e le relative fasi stagionali (l’elemento femminile della dea-madre raffigura la natura in senso lato intesa, gli altri, invece, i frutti della medesima), quest’ultime soggette al dinamico alternarsi di vita/morte, nascita/estinzione/rinascita.

Occorre ancora ricordare un ulteriore elemento utile alla comprensione di quanto andiamo scrivendo: «Normalmente il mito racconta di un evento (o di una serie di eventi come nel caso di un ciclo mitico) che si sarebbe verificato tanto tempo fa a seguito di azioni di personaggi extraumani. Un mito è un racconto che ha per oggetto personaggi meravigliosi e fantastici che compiono azioni straordinarie oggi irripetibili. Il mondo in cui questi personaggi vivono è completamente diverso dal mondo attuale: si tratta di un mondo in fieri, senza regole e senza nulla di stabilito, nel quale tutto è possibile proprio perché non esiste ancora nessuna norma.
E’ un mondo che a confronto con quello di oggi appare disordinato, informe, precosmico.
E’ da questo mondo caotico, dal mondo del mito, che grazie proprio alle azioni meravigliose e irripetibili dei personaggi mitici, si origina il mondo ordinato di oggi, la Il mondo quale oggi appare ai nostri occhi è infatti il risultato ormai immutabile delle azioni compiute nel tempo mitico. Queste azioni hanno portato alla trasformazione del caos che era in principio instaurando nuove condizioni, quelle attuali nelle quali vive la società che racconta il mito. […] La funzione del mito è quella di attribuire alla realtà un senso, di giustificarla, di dare significato al mondo. Alla pura casualità naturale, al caos incommensurabile e incomprensibile, privo di ragionevolezza, il mito sottrae ciò che è essenziale per l’uomo rendendolo stabile e significativo. Tutto acquista un senso che si fonda sui tempi delle origini, tutto acquista una necessità: sottratta la realtà al caso la società può adattarvisi. Non dunque una curiosità intellettualistica astratta ma un bisogno vitale di donare significato all’esistenza spinge l’uomo a narrare i miti. Raccontando come nel tempo mitico azioni ed esseri irripetibili hanno dato origine al mondo così come è attualmente, la società fonda se stessa e le sue condizioni. Il mito fonda le cose non solo come sono ma anche come debbono essere: infatti la realtà attuale è quella che è perché così è diventata in quel tempo lontanissimo nel quale tutto si è deciso. Il mito garantisce così al gruppo umano il controllo su ciò che altrimenti apparirebbe incontrollabile e rende accettabile ciò che si deve accettare (per esempio: morte, malattie, lavoro, sottomissione) assicurando stabilità alle istituzioni e offrendo modelli corretti di comportamento normalità quotidiana che costituisce la stabile cornice della nostra esistenza
» (1).
Il cristianesimo si colloca in ben altra dimensione; ma ci torneremo più avanti.
Esaminiamo i singoli culti richiamati.

Cominciamo con il dio Horus.
Avvaliamoci di quanto attestato dalla laicissima wikipedia: «Horo (o Horus) è la forma latina del nome egizio Hr (nella scrittura egizia non sono rappresentate le vocali) la cui lettura è Heru oppure Hor. Il culto di Horo è attestato dal periodo predinastico fino all’epoca romana quando il suo culto viene unito a quello della madre Iside. In epoca predinastica si ebbero, con molta probabilità, diverse divinità falco la più importante delle quali era il dio-falco venerato nell’Alto Egitto. Quando i sovrani del Basso Egitto unificano le Due Terre, Horo assume il carattere di Unificatore dell’Alto e Basso Egitto. Il sovrano egizio è considerato la personificazione di Horo, ossia l’ Horo vivente; la prima tra le molte titolature che identificano un sovrano dell’Egitto è il serekht ossia il nome-Horo caratterizzato appunto dal falco» (2).
Hor, «il lontano», precisiamo, non è precisamente il dio del sole; è il dio del cielo, i cui occhi, di fatto rappresentano il sole e la luna (il secondo perso a seguito del combattimento con Seth). Soltanto in un periodo più tardo, tale figura verrà associata a quella del dio Ra (dio del sole), dando vita alla divinità Harankhte (dio del sole nascente, Horus dei due orizzonti), contrapposto al fratello Seth (dio dell’oscurità) ed i particolare al dio Atum (il sole che tramonta).

In realtà il culto di Hor è legato a quello di Osiride ed Iside, genitori di Horus.
Sfatiamo subito la menzogna per la quale Horus sarebbe nato da concepimento verginale: i diversi miti che narrano la nascita ignorano questa ipotesi: la versione più accreditata è la nascita del dio da Iside, che (sotto forma di sparviero) è fecondata dal cadavere di Osiride.

Ma veniamo all’esame di alcuni elementi distintivi, notevolmente differenti rispetto al cristianesimo, che impediscono di ipotizzare la fantasiosa tesi del plagio.
Horus non ha alcun ruolo sacerdotale né salvifico; non è lui ad essere mediatore dell’uomo; anzi!, neppure il giudizio sull’uomo gli appartiene (chi, invece può dimenticare la raffigurazione di Michelangelo del giudizio universale in cui è Cristo a retribuire secondo le opere?); esso spetta ad Osiride, divenuto dio dell’oltretomba.
Ma - fatto ancor più rilevante! - l’uomo non si redime né si salva per i meriti di un dio incarnato,
ma soltanto per semplice adempimento dell’ordine universale di Ra: maat.
Si tratta della testimonianza riportata nel Libro dei Morti, in cui il defunto, giustificandosi, dichiara di non aver commesso alcuno dei 42 peccati, ivi previsti.

Inoltre la concezione del paradiso egizio molto somiglia piuttosto ad una visione monistica che cristiana dell’esistenza.
Il Ba, principio primordiale di ogni cosa (anche dell’uomo, che, si suppone composto da un corpo e da tre componenti spirituali: Ka, nucleo centrale dell’anima, Ba, come detto e Akh, parte spirituale che avrà massimo sviluppo nella vita eterna), rappresenta la divinità in essenza, nella quale tutto ritorna, così come si legge nella frase del defunto, riportata nel già citato Libro dei Morti: «Io sono il più antico tra gli dei primordiali. O mio Ba, questi sono gli dei: quelli della tua eternità». Basterebbe quanto attestato per far cadere ogni fantasioso accostamento con la verità
del cristianesimo.

Passiamo ad Attis.
Il culto (di Attis e della moglie/madre Cibele) è originario dell’Asia Minore.
Tale culto rappresenta evidentemente l’alternarsi delle stagioni e dei processi generativi legati alla primavera: a questo si deve la morte e poi rinascita di Attis.
Invero si tratta di 2 Attis, quindi nessuna resurrezione, ma solo nuova procreazione: il primo nasce da Cibele, violentata da Zeus, che disperde il seme sulla terra (Cibele è anche dea-madre), e muore autoevirandosi, ingannato da Dioniso.
Il secondo, nasce dall’albero sorto dal sangue dell’evirazione, e feconda la figlia del dio fiume Sangario.
Questo secondo Attis, sarà oggetto di desiderio di Cibele, che però egli rifiuterà, preferendo una principessa: a causa di ciò, Attis, indotto alla follia da Cibele, morirà nuovamente castrato e dissanguato.
Vorremmo tanto domandare: quale sarebbe il parallelismo con Cristo?
La festività dell’equinozio di primavera?
Scusate, ma ci vorrebbe qualche altro argomento!

Giungiamo infine a Mithra, dio di origine persiana ed indo-iranica, poi importato anche a Roma e diffuso soltanto presso l’esercito romano.
Precisiamo subito: la convinzione del Cumont, per la quale ci sia continuità tra i caratteri della divinità del periodo persiano e quella del periodo romano, è stata completamente smentita (basti pensare che il primo Mithra è dio secondario al servizio di Ahura Mazda ed è un pacificatore, il secondo invece è un amante della forza e della lotta ed è dio principale del culto).
In realtà ad essere comune è soltanto il nome, non anche le caratteristiche del dio.
Questo crea già qualche problema ai sostenitori del plagio, che devono postdatare di molto le credenze oggetto di culto del mitraismo e collocarle quasi a ridosso del cristianesimo, se non addirittura ad esso coeve.

Un esempio per tutti: il Mithra persiano ignora del tutto la tauractonia (l’uccisione del toro primordiale), il cui sangue (attenzione: il sangue del toro e non di Mithra, come nel caso di Gesù!) purifica e benedice l’umanità.
Il percorso iniziatico (attraverso sette successivi avanzamenti) suppone la purificazione dell’anima dalle scorie della materia, accumulate nell’incarnazione attraverso «le sfere dei pianeti»
Fino alla terra.
Tale elemento è certamente di matrice gnostica e male si concilia con l’idea sacra che del corpo ha il cristianesimo: per tutti valga San Paolo, che insegna il corpo quale tempio dello Spirito Santo.
Il concepimento di Mithra avvenne da una roccia (anche se il Mithra iraniano nasce da un incesto), qualificata come vergine!
Non da donna vergine, ed è cosa ben diversa dell’Incarnazione!
Inoltre, nacque già adulto!
Questi sono i fatti documentati; il resto, pura invenzione!

Ma proseguiamo: di Mithra, come di nessuno dei due precedenti (Horus e Attis) è dato rinvenire il seguito di dodici apostoli (per Mithra, è dimostrato!, erano solo due!); ancora di nessuno è possibile trovare riscontro in passi di San Paolo: quelli citati dai sedicenti studiosi, diffamatori della Chiesa, sono senza alcuna prova documentale: frasi asserite, ma non comprovate.
Illazioni.
Di nessuno è possibile trovare tracce di una vera risurrezione di un uomo-Dio, se non come figura della nuova vita che sorge a primavera.
Accettiamo tra i parallelismi - ed è logico che sia così - eventuali coincidenze iconografiche; ma il cristianesimo ha sempre usato del precedente per illustrare il Mistero di Verità di cui è apportatore.
Ma non è sufficiente l’utilizzo della croce o dell’aureola per significare che Cristo sia mera invenzione (non vissuto storicamente), e che, quindi, la Chiesa riproporrebbe sotto altre vesti il culto del dio sole.

Gesù è un personaggio storico.
Questo già basta per buttare all’aria tutte le ipotesi mitologiche.
E che sia storia, è difficile che sia messo in dubbio anche dal più laico degli studiosi seri.
Il cristianesimo crea una novità dirompente.
Demitizza il contesto della religione.
Lo colloca ad un evento; all’evento salvifico dell’Incarnazione, passione, morte e risurrezione di un uomo: dell’uomo-Dio!
L’annuncio evangelico è centrato su questo messaggio.
La celebrazione del Santo Natale (il 25 dicembre), che riprende e dà vero significato alla nascita del dio sole, in concomitanza col solstizio d’inverno, è tardiva e non fa parte della premura urgente dell’annunzio apostolico.
Già questo basta per smontare le illazioni del plagio.
Agli apostoli non interessava la coincidenza, ma la divulgazione di un fatto, di un evento: Gesù è uomo vissuto, visto risorto, toccato, ascoltato, creduto, adorato da autentici testimoni.
Gesù è vivo e vivente e salva, vincendo il peccato, la morte ed ogni male!
Il cristianesimo adora Gesù, è vero!
Ma non solo; il cristianesimo - cosa che non dice nessuno di tali sedicenti studiosi - adora la Santissima Trinità!
Gesù è una delle Persone Divine; un solo Essere, ma in Tre Persone.

La rivelazione Trinitaria, centro dell’annuncio evangelico, insieme all’Incarnazione, morte e risurrezione di Cristo, è centrale nella predicazione: ed è un unicum assoluto rispetto ad ogni altra credenza religiosa.
Che posto ha qui il culto del dio sole?
Pure illazioni: mala fede o ignoranza?
Non ci interessa.
Quel che interessa è che si tratta solo di menzogna!

Stefano Maria Chiari




1) Da www.clerus.org/clerus/dati/2000-01/20-2/StRCap3.rtf.html
2) Da http://it.wikipedia.org/wiki/Horo




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Commenti  

 
# Nicola 2008-03-04 12:08
Splendido articolo di Stefano Maria Chiari!! Per la storicità e la veridicità dei Vangeli leggere il bellissimo \"Ipotesi su Gesù\" di Messori!! Grazie per il suo lavoro,che Dio la benedica!!
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# Aldo 2008-03-04 12:36
Se vogliamo citare Wikipedia, di similitudini ce ne sono eccome! \"Il confronto tra Mitraismo e Cristianesimo desta molta curiosità ed interrogativi in quanto esistono molte similitudini tra queste due religioni. Tale confronto però risulta abbastanza laborioso, in quanto, avendo il culto di Mitra origini molto antiche (intorno al 1400 a.C.), si può risalire ad almeno due tipi di mitraismo riconosciuti: quello persiano, l'originale e quello romano, sviluppatosi attorno al terzo/quarto secolo a.C. In generale chi sostiene l'originalità del Cristianesimo, lo confronta con il Mitraismo romano, mentre chi ne sostiene la similitudine, lo rapporta al Mitraismo iraniano.\" http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo_e_Mitraismo
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# Alberto 2008-03-04 13:10
Niente mi ha colpito di piu' come il discorso di San Paolo all'Aeropago. Lo consiglio a tutti. Per inciso, se dovessimo dubitare della storicita' di Gesu', dovremmo dubitare di tutta la storia in se'.
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# Leo Filireno 2008-03-04 13:26
La polemica di Stefano Maria Chiari (SMC) è più che giusta quando si pensa alla sostanza anticristiana delle argomentazioni in questione, sia nella versione scettica (il cristianesimo come plagio tardivo di superstizioni mitiche anteriori) che in quella tradizionalista -occultista (il cristianesimo legittimo ma solo come piccolo ramo della ben più illustre Tradizione Primordiale). Temo però che in questa polemica SMC non colpisca il bersaglio, concedendo troppo all
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# ALESSANDRO 2008-03-04 14:16
Complimenti sig.Chiari, ci voleva una bella \"sbatacchiata\" a quel cumulo di interpretazioni , faziose e farsesche, che accomunano il Cristo a precedenti idoli sordi e muti. Aggiungo un piccolo particolare : altri pseudo-studiosi, affascinati dalla marea crescente dell'età dell'acquario, si sforzano non poco nel trovare una similitudine tra Osiride e Cristo. Osiride - che portò secondo i miti egizi la civiltà - morì colpito a tradimento dal solito Seth. Osiride mediante un processo, diciamolo senza paura, di magia nera e necrofilia insemina Iside e si giunge alla storia da lei espressa su Horus. Dopo questa sorta di macabra inseminazione artificiale ante-litteram, il nostro Osiride scende nell'Oltretomba diventandone il giudice - interessante se mai la pesatura del cuore del defunto con, sull'altro piatto della bilancia, la piuma di Maat -. Ma non risorge nè ritornerà per far risorgere i morti. Il suo colorito verdastro, da sempre confuso nel beato reame dell'interpretazione simbolica con l'accezione di rinascita, è invece la tinta che prende il corpo quando va in putrafazione....insomma il dio della putrefazione. Ma non basta : la cerimonia della psicostasia, vista da tutti i visionari della New age come gradevole alternativa al sacrosanto giudizio Cristiano, ha come parti essenziali - come dicevo poc'anzi - la piuma di Maat ed il cuore del trapassato. Maat, divinità regolante l'ordine dell'universo, non è da confondere con la Provvidenza o lo Spirito Santo, ma è un metro esclusivamente umano di regolazione della vita. In Maat coesistono tranquillamente gli opposti, sia pure in radicale e ferreo contrasto fra loro, affinchè la Terra sia unita al Cielo ed il faraone ne sia il legame. Quindi Maat accetta la morte come vitale per la vita, contempla la distruzione per una rigenerazione futura, sponsorizza un male momentaneo per un'armonia universale. Ed infatti la massoneria con il motto \"solve et coagula\" ha fatto ben sue queste aberrazioni egizie.
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# GIUSEPPE 2008-03-04 14:28
Ci voleva questo articolo, per confutare le tesi di quanti sostengono che il Natale è la festa pagana del Sole, che i cristiani hanno riadattato a festa religiosa
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# Nicola 2008-03-04 14:52
No... Non mi ha proprio illuminato! Badiamo bene, sono convinto dell'esistenza anche storica del Cristo, ritengo sia stato maestro di vita e dispensatore di principi, di pace e d'amore; ma il Cristianesimo è altra cosa, un continuum di collusioni con i vari poteri susseguitisi, ininterotto da ormai quasi due millenni. Se Gesù tornasse non starebbe certo in panciolle al Vaticano, a ricever visite di gente corrotta e assassina... E poi se non sbaglio Egli predicava di donare tutto (possedimenti e se stessi) al prossimo, non certo di accumulare ricchezze o costituire banche... Mi scusi per lo sfogo Stefano, ma quando lei scrive di Cristianesimo è come sentir parlare di scienza uno scientista, la leggo comunque attentamente e spero interpreti il mio commento in modo costruttivo e non come una semplice provocazione. Sono più che certo che Gesù, il Cristo, ci vorrebbe più come San Francesco che non come uno dei tanti Papi, è bene che i cristiani lo tengano a mente e non si accontentino di prendere l'ostia e metter il cuore in pace.
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# baglamas 2008-03-04 15:03
La disamina in questione è a mio avviso corretta nel vanificare le vecchie pretese (non sono certo cose nuove) di voler considerare il Cristianesimo \"plagiario\" delle preesistenti culture misteriche ma, nel fondo, non chiarisce una questione fondamentale, che è poi quella dl significato vero delle indubbie \"assonanze\" presenti fra la Missione del Cristo ed i culti solari. Vale a dire: il Mistero del Golgotha viene, principalemnte. ad innestarsi storicamente su tre diversi filoni. Essi sono la tradizione profetica-veterotestament aria, quella misterica mediterranea e , last but not least, quella iranica , per tacere del legame che esiste fra l'insegnamento morale del Buddha e la figura del Cristo. Tutti questi legami sono ben presenti nelle Scritture: basti pensare alla ben precisa identificazione che gli Atti fanno pronunciare a Paolo in Atene fra il Cristo ed il \"Deus Absconditus\" dei Misteri. Se ne deduce allora che i culti solari precristiani,co me il profetismo e le iniziazioni misteriche, ben lungi dall'essere banali \"deificazioni\" delle cosidetta \"natura\" (concetto tutto moderno e inconcepibile in antico)sono delle manifestazioni delle \"tappe\" attraverso le quali il Logos si avvicinava alla sfera umana fino all'identificazione totale avvenuta nei \"Tre Anni\". C' è quindi una continuità da un lato ed una radicale innovazione dall'altro. Se si vede solo la seconda senza comprendere le prima- come purtroppo è abitudine della Chiesa,tranne che per la tradizione veterotestament ari, si cade facilmente nel fondamentalismo esclusivista che porta in ultima analisi a posizioni ambigue ed unilaterali quali la negazione della presenza dell'aspetto esoterico all'interno del cristianesimo. Questa negazione è l'altra faccia sia del \"nulla salus extra ecclesiam\" sia della rivendicazione del \"primato esclusivo\" di Pietro , palesemente contraddetto, fra mille altre cose, dall'esistenza stessa di un documento quale il vangelo di Giovanni. Del resto,Ratzinger stesso ha sostenuto la vicinanza di Gesù alla Comunità Essena, sodalizio iniziatico posto nel cuore dell'ebraismo e della Civiltà Mediterranea. In altre e più banali parole: accusare il Cristo di \"plagio\" è assurdo, ma negare quanto sopra detto è come buttare via \"bimbo e acqua sporca\".
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# Stefano Maria Chiari 2008-03-04 16:09
Ringrazio i lettori. E' la prima volta che intervengo su un mio pezzo e lo faccio perchè è giusto puntualizzare alcuni aspetti importanti. A Nicola voglio dire che la Chiesa, umanamente intesa, soffre le limitazioni di figli che non la comprendono, vivendo spesso (riguarda tutti noi) un cristianesimo fasullo e poco coerente; ma la Chiesa, nella sua essenza Divina, è invece inseparabile dal Capo: è Cristo stesso che ci comunica la sua Vita Divina ed il suo insegnamento. Scoprire questa dimensione soprannaturale, chiarisce moltissimo sul modo di vedere gli uomini che \"fanno l'istituzione\". E' un'avventura e una sfida, ma merita di essere intrapresa. Ringrazio Baglamas (immagino ti chiami Andrea, vero?) per la precisazione. Tuttavia quanto sostenuto non trova veri riscontri se non mediati da una lettura esoterica che faccia da filtro alle evidenze storiche e documentali. E' indubbio che la Verità si sia avvalsa sempre di ogni elemento utile ad avvicinare l'uomo alla piena comprensione di Sè, ma tale cammino, proprio perchè procede da Dio, la Verità, deve passare attraverso un percorso oggettivamente constatabile.
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# Prometeo 2008-03-05 11:17
Concordo con Nicola di Sesto. L'aspetto rivoluzionario del messaggio cristiano era proprio nell'abbandono dei simboli materiali che è la via maestra per la liberazione. Non ha senso analizzare l'evoluzione storica del cristianesimo senza valutare le deformazioni politiche e l'uso che il potere ha fatto del cristianesimo in tutte le epoche, dal concilio di Nicea alla traduzione paolina della bibbia. Il messaggio originale è assai diverso. Consiglio alcuni articoli su questo sito: http://jesusdynasty.com/blog/ che analizza scientificament e la storia del cristianesimo e propone delle interessantissi me traduzione dei testi sacri direttamente a partire dai frammenti giunti ai giorni nostri. Voglio sottolineare che a mio modo di vedere, la diatriba sulle presunte origini gnostiche del cristianesimo nulla toglie alla forza e alla potenza rivoluzionaria del messaggio di Gesù, anzi... esso sopravvive alle strumentalizzaz ioni che nei millenni si sono succedute. Anche ai giorni nostri. Come ulteriore spunto, in accordo con Nicola, il francescanesimo è ed è sempre stato antagonista all'interpretazione vaticana del messaggio cristiano. Basta vedere la ricchissima ed esplicita simbologia che Giotto ha dipinto nella basilica di Assisi, tra cui la più eclatante è proprio la figura di Francesco che letteralmente sorregge a spalla la Chiesa Cattolica sul punto di crollare. E' vero che il concilio di Nicea ha introdotto, nella selezione politica dei vangeli, quelli che avevano dei tratti pagani proprio per favorirne l'accoglienza, ed è anche vero che il messaggio di San Francesco riportava all'originaria purezza e forza il messaggio di Gesù, che corrotto dal potere e dalla Chiesa politicizzata, non portava più alla salvezza. Voler ignorare l'importanza del potere dei simboli e l'attenzione che il messaggio originale pone su questo significa ridurre notevolmente la potenza del messaggio stesso. Non solo, ma questo aspetto specifico, è proprio la debolezza che ha consentito al messaggio dell'anticriso di divulgarsi e propagare il dominio sionista nel mondo. Se, ad esempio, la Chiesa avesse posto nei secoli sufficiente attenzione al demoniaco meccanismo insito nel denaro-simbolo e non valore, che ha spalancato le porte alla più selvaggia speculazione dei signori dell'oro, oggi non staremo qui a temere per la fine delle libertà individuali e l'istaurazione, sempre più visibile, di un regime oligarchico plutocratico di stampo sionista ultra-ortodosso in forma di totalitarsmi di varia natura da un capo all'altro del pianeta. Anzi... direi che proprio il fallimento della Chiesa nei secoli di mantenere vivo il messaggio di liberazione di Gesù è la indelebile colpa storica della Chiesa politicizzata che per connivenza col potere politico e collusione coi signori dell'oro ha alla fine favorito proprio i regimi totalitari collettivisti. Allora come oggi.
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# Goffredo 2008-03-05 12:10
Grazie a Stefano Maria Chiari per i suoi articoli, purtroppo siamo in pieno relativismo e lo sport preferito dai cattolici \"adulti\" e non solo è quello di contestare la gerarchia, il magistero e la dottrina sociale, arrivando a mettere sempre in discussione il papato. Ricorderete i funerali di Papa Giovanni Paolo II, tutti a versare lacrime e pronunciare parole sdolcinate... ma poi che cosa rimane nel cuore degli atei devoti: i soliti luoghi comuni. Personalmete ritengo che i santi di ogni epoca ci abbiano dato un esempio limpido di obbidienza che assieme all'umiltà sono i cardini della fede. Di Madre Teresa ricordo una frase più o meno di questo tipo: Ubbidisci, ubbidisci sempre alla chiesa che è madre e maestra e ai tuoi superiori ,al limite se sbagli l'errore non ti appartiene perchè hai agito con umiltà e sottomissione. La nostra cultura è impastata di teologia della liberazione e cattocomunismo, ma solo gli stolti pensano di costriure il paradiso in terra senza il primato di Cristo nella storia.
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# VOX POPULI 2008-03-05 12:56
Non ho la possibilità di verificare, ma mi consta che in realtà la data del 25 dicembre per il Natale di Nostro Signore (ferma restando la sua oltremodo significativa valenza simbolica) sia stata dimostrata da studi recenti come ANCHE storicamente attendibile, in base a calcoli e computi, a partire da oggettivi riferimenti evngelici, di cui non ricordo bene i dettagli. Sarebbe interessante se lo squisito e bravissimo dott. Chiari riuscisse ad approfondire la questione.
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# Claudio 2008-03-05 14:26
Trovo molto opportuno questo articolo del sempre interessante Chiari, anche alla luce dei commenti che vi sono seguiti e del Suo personale intervento in mèrito. Chiesi tempo fa al mio parroco, grazie alla fiducia del quale mi è concesso istruire alla Santa Cresima i giovani, in nome della nostra amatissima Chiesa, cosa pensasse circa certe simbologie presenti in numerosi passi evangelici, e potenzialmente riconducibili da chicchessia a contesti diversi da quelli attribuiti loro dalla sana Dottrina: come distinguere inoltre lo storico, se la stessa ricerca teologica ed esegetica riconosce ad alcuni passi un evidente valore simbolico? Il parroco mi rispose così: \"volle la sapienza di Dio che i fatti storici della Rivelazione fossero tali da custodire nel proprio seno la verità ad un livello molto più profondo di quanto non soltanto quello di come superficialment e avvennero e furono registrati\". Insomma, mi fece presente che a Dio nulla vietasse di far avvenire un fatto storico in modo tale da possedere nei propri simbolismi intrinseci una profondità degna del suo Creatore. Tornanao al tema dell'articolo, dopo questa a mio avviso doverosa parentesi, direi che non riceva torto ne' la Chiesa, ne' l'Altissimo, se si afferma che l'originalità della Rivelazione fu trasmessa ai popoli attraverso strumenti e \"categorie concettuali\", per così dire, con cui essi già avevano familiarità e grazie ai quali essi, pur non perdendone la novità assoluta, fossero in grado di avvicinarvisi pur con tutta la loro semplicità culturale.
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# Nicola 2008-03-05 16:01
Voler interpretare i Vangeli (I sec.) e le scelte di Nicea (325 d.C.) alla luce di un francescanesimo rivoluzionario( 1210-1226) che Francesco non visse (ed è figlio invece di una storiografia protestante e marxista), mi pare un errore metodolgico non lieve. Personalmente farei attenzione ai letteralismi che portano fuori dalla Chiesa (esempio, Lutero) e dal considerare davvero san Francesco come Cristo: solo uno è il Cristo, Gesù di Nazareth; tutti gli altri \"santi fondatori\" hanno dato interpretazioni del Suo messaggio, ma si sono guardati bene dal dire di essere gli unici veri interpreti del Vangelo. A parte Lutero e successori.
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# Stefano Maria Chiari 2008-03-05 16:01
Sul 25 dicembre, riporto quanto scritto dal bravissimo Vittorio Messori, a testimonianza della veridicità dei fatti narrati dai santi Vangeli e della affidabilità della Tradizione della Chiesa: "Luca ha cura di precisare che Zaccaria apparteneva alla classe sacerdotale di Abia e che quando ebbe l’apparizione «officiava nel turno della sua classe». In effetti, coloro che nell’antico Israele appartenevano alla casta sacerdotale erano divisi in 24 classi che, avvicendandosi in ordine immutabile, dovevano prestare servizio liturgico al tempio per una settimana, due volte l’anno. Sapevamo che la classe di Zaccaria, quella di Abia, era l’ottava, nell’elenco ufficiale. Ma quando cadevano i suoi turni di servizio? Nessuno lo sapeva. Ebbene, utilizzando anche ricerche svolte da altri specialisti e lavorando, soprattutto, su testi rinvenuti nella biblioteca essena di Qumran, ecco che l’enigma è stato violato dal professor Shemarjahu Talmon che, come si diceva, insegna alla Università ebraica di Gerusalemme. Lo studioso, cioè, è riuscito a precisare in che ordine cronologico si susseguivano le 24 classi sacerdotali. Quella di Abia prestava servizio liturgico al tempio due volte l’anno, come le altre, e una di quelle volte era nell’ultima settimana di settembre. Dunque, era verosimile la tradizione dei cristiani orientali che pone tra il 23 e il 25 settembre l’annuncio a Zaccaria. Ma questa verosimiglianza si è avvicinata alla certezza perché, stimolati dalla scoperta del professor Talmon, gli studiosi hanno ricostruito la «filiera» di quella tradizione, giungendo alla conclusione che essa proveniva direttamente dalla Chiesa primitiva, giudeo-cristiana, di Gerusalemme. Una memoria antichissima quanto tenacissima, quella delle Chiese d’Oriente, come confermato in molti altri casi. Ecco, dunque, che ciò che sembrava mitico assume, improvvisamente , nuova verosimiglianza . Una catena di eventi che si estende su 15 mesi: in settembre l’annuncio a Zaccaria e il giorno dopo il concepimento di Giovanni; in marzo, sei mesi dopo, l’annuncio a Maria; in giugno, tre mesi dopo, la nascita di Giovanni; sei mesi dopo, la nascita di Gesù. Con quest’ultimo evento arriviamo giusto al 25 dicembre. Giorno che, dunque, non fu fissato a caso". Queste risultanze confermano nuovamente l'improponibile tesi della correzione politicamente corretta dei testi evangelici nel Concilio di Nicea (323 d.C.), come sostenuto. La ragione dell'invarianza del testo è confermata (quanto alla forma) sia dalla preesistente elencazione del canone (Codice Muratoriano, 190 d.C.) sia (quanto al contenuto) dalle citazioni numerosissime di autori antichi (attraverso cui l'abate Gainet riuscì anche a scrivere addirittura un libro:"la Bibbia senza la Bibbia"), ma soprattutto da un'evidenza logica: se crediamo alla Rivelazione, allora l'unico Gesù possibile è quello della Sacra Scrittura, così come trasmessa dalla Chiesa cattolica. Se infatti è Dio a rivelare se stesso, la Verità!, come si può pensare che rivelando la Verità infallibilmente , poi lasci che questa stessa verità venga modificata o artefatta dall'uomo? La Rivelazione suppone infallibilità, inenarranza e permanente irreformabilità ; l'unica alternativa è credere in "nulla". La tesi, falsa, del sito citato http://jesusdynasty.com/blog/ parte invece proprio dall'ipotesi della modifica testuale. Stefano Maria Chiari
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# paolo 2008-03-05 16:05
Rispetto ai rapporto tra miti antichi e cristianesimo segnalo la posizione un po' anomala di due pensatori, Tolkien e Lewis, che benchè conosciuti come scrittori di opere di fantasia hanno molto riflettuto su questo tema.
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# Claudio 2008-03-05 17:03
Concordo con Nicola di Ferrara \"contro\" le asserzioni di \"Prometeo\" da Londra, che diceva: 'il francescanesimo è ed è sempre stato antagonista all'interpretazione vaticana del messaggio cristiano'. Non è assolutamente vero. Certo, la storia della Chiesa non è fatta solo di luci, ma anche di ombre (e lo stesso Chiari lo ricordava, mi pare), ma quello che è un fatto, resta un fatto. Francesco non era certo il primo, in seno alla Chiesa, a proclamare un rinnovamento in senso pauperistico: solo qualche decina d'anni prima, a pensarci bene, un tale Pietro Valdo si era impegnato in qualcosa di molto simile, aggiudicandosi però, al contrario del poverello di Assisi, una scomunica che portò ad uno scisma a tutt'oggi conclusosi con l'adesione al calvinismo dei valdesi. Perchè Francesco non fu colpito da un provvedimento simile? Proprio per la sua straconclamata obbedienza a Roma. Quel che dice Prometeo, alla luce dei fatti storici, è semplicemente falso, e lo affermo senza nessuna vena denigratoria, ma certo con fermezza. Per quanto riguarda la diatriba sul 25 dicembre, sarebbe interessante poter godere di un apparato bibliografico esaustivo affinché ciascuno possa dal canto suo documentarsi e maturare un'opinione seria in merito, anche perchè a mio avviso la sequenzialità logica tra le informazioni riguardo Zaccaria e la determinazione della data sono spiegate in modo non sufficientement e solido, qui (non so se il libro da cui le informazioni sono tratte abbia fatto meglio): quanti sacerdoti facevano parte di ogni classe? Come identificare il posto di Zaccaria all'interno della propria classe? Che tipo di informazioni emergono da qumran a riguardo? Da chi sono asseverate? E chi ci garantisce che una setta isolata come quella di qumran potesse avere con l'ebraismo ufficiale contatti ragionevolmente provati da rendere attendibile questa testimonianza circa un cultu che non era il proprio, ma quello ufficiale del tempio? Mi permetto di aggiungere, poi, alcune precisazioni: 1) Credere che il 25 Dicembre sia la vera data di nascita del Signore non è materia di fede, mentre lo è la realtà fisica e storica dell'incarnazione; 2) il fatto che il 25 dicembre non sia l'effettiva data di nascita del Salvatore, ma soltanto una data simbolicamente scelta per motivi di evangelizzazion e, poco o nulla mi pare che tolga alla forza della Rivelazione.
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# Prometeo 2008-03-05 17:40
Circa la figura di San Francesco, nel mio precedente intervento, non si adombrava minimamente la figura di un \"secondo\" messia, ma anzi, proprio nella sua Santità, una interpretazione della Rivelazione, nuovamente, forte e genuina che aveva perso pregnanza nella rappresentazion e che la Chiesa dell'epoca dava della Rivelazione e di se stessa. L'aspetto rivoluzionario del francecsanesimo non fu ovviamente vissuto da Francesco medesimo, sta di fatto però che l'integralismo nell'accettazione della disciplina della povertà, tratto distintivo dell'interpretazione francescana, è rivoluzionario per la Chiesa di allora (tanto più per quella contemporanea) che tendeva sempre più alla secolarizzazion e. L'importanza del Concilio di Nicea è sia dottrinale sia politica. Per la prima volta un testamento dottrinale unificato viene non solo richiesto dall'impertore stesso ma esso stesso si fa garante della sua attuazione. Non è particolarmente rilevante se o quali vangeli venissero poi effettivamente ritenuti apocrifi, ma il fatto che il potere politico per la prima volta con il cristianesimo, cooptava la religione all'interno della struttura del suo potere strettamente totalitario. Questo non mette minimamente in dubbio il fatto che la fede nella Rivelazione implichi la fede nel Gesù biblico, ma mette in dubbio invece, l'infallibilità umana nel trattare il \"Verbo\". Fallibilità di cui si discorre, mostrando spesso punti di vista contrapposti, nel sito menzionato. Se infatti è Dio a rivelare se stesso, la Verità!, come si può pensare che rivelando la Verità infallibilmente , poi non venga modificata o artefatta dall'uomo dalla fallibilità dell'uomo che si fa veicolo della Parola?
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# alberto 2008-03-05 21:12
elogio all'articolo di Chiari e anche alle considerazioni di claudio di Pesaro. Infatti è un errore comune porre in antitesi S. Francesco e il Vaticano. Il santo d'Assisi, come tutti i veri santi,è rimasto fedele alla Chiesa Cattolica. è veramente pericoloso subdolo e sinistro contrapporre Roma e Assisi, Francesco e i papi. Che qualucuni si ripassi la storia dei santi pontefici senza pregiudizi e faccia un viaggio a Roma per conoscere i grandi cardinali che reggono la Chiesa Cattolica. La Chiesa è una, ma differenti i carismi. Francesco è ormai diventato un alibi, una giustificazione veramente vile all'odio di Roma. Vorrei proprio sapere quanto seguono veramente la via di Francesco coloro che criticano sempre Roma usando Francesco... Il pauperismo è cosa ben diversa dall'autentica povertà spirituale che il nostro Maestro ci ha insegnato!
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# Paolo 2008-03-06 00:18
Non mi dilungherò con dotte disquisizioni dando spazio unicamente alle mie sensazioni. Che importanza ha se il Cristianesimo sia il plagio o meno di altre antiche religioni? A me più di ogni cosa interessa il messaggio d'amore del Cristo. Forse sarebbe meglio cercare le ragioni profonde della crisi della Chiesa e del Cristianesimo invece di arroccarsi in una difesa d'ufficio che ritengo più controproducent e che utile, come tutte le difese d'ufficio del resto. Mi sembra di vedere la classica sindrome da accerchiamento. Se il solo sollevare dei dubbi è foriero di siffatte reazioni, allora forse esiste qualche problema. Invece di imprecare contro i buoi che scappano sarebbe meglio chiudere prima la stalla. Invece di accettare un sereno confronto ci si chiude nella convinzione di essere gli unici depositari della Verità e si preferisce la via comoda di dimostrare la superiorità delle proprie opinioni invece della via più difficile ma sicuramente più fruttuosa del comprensione. Che mi sembra molto più coerente col messaggio cristiano. Nulla di buono ha mai portato nella storia la pretesa superiorità di determinate idee rispetto alle altre, considerate nemiche. Non ci sono nemici dai quali difendersi, se non noi stessi. Con immutata stima, i miei distinti saluti.
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# Claudio 2008-03-06 11:33
Prometeo, il Cattolicesimo è una religione, il Cristianesimo è una sequela dalla quale diverse forme religiose, nei secoli, sono emerse, in uno spettro che va dallo gnosticismo alla teocrazia. Il Cattolicesimo pretende di essere l'unica dottrina che salvaguardi integralmente la Rivelazione tipica della sequela cristiana, ciò non di meno è consapevole di estendere il suo bagaglio tradizionale e sapienziale a molti altri aspetti della cultura umana, quali appunto la filosofia greca, il diritto romano e le informazioni calendariali antiche per la vita dei campi, nelle cadenze della sua liturgia: un patrimonio enorme, che dovrebbe destare meraviglia e ringraziamento in ogni vero amante dell'esperienza umana sulla terra, e dell'uomo in sè e per sè. La Chiesa vive del \"segno di contraddizione\ " del suo Maestro e Signore, Colui che fece dello strumento della Sua Morte il Suo trono, ed in sequela a Lui conserva per gli uomini ed insegna agli uomini E la Grazia, E la giustizia. ora, se la Grazia vuole che il cristiano si faccia povero tra i poveri, la giustizia impone che i mezzi di sussistenza, dono del Signore di cui il cristiano è custode per sè e per gli altri, siano nella disponibilità della Chiesa: pretendere di sfibrare il veritiero messaggio della Chiesa sbilanciandosi o verso la Grazia o verso la Giustizia, significa assecondare un dualismo che è più tipico del diavolo (\"dia-ballo\", colui che divide), che del Signore che sempre richiama all'unità (e che si pone appunto come \"segno di contraddizione\ " tra le genti. Essendo la Chiesa in \"statu viae\" come ogni uomo, poi, è chiaro che Anch'essa subisca le umane oscillazioni e tentazioni una volta nell'uno ed un'altra volta nell'altro senso, ma questo non toglie nulla all'attendibilità e coerenza del suo messaggio: se un padre insegnasse ad un figlio a non rubare, e poi assecondasse la tentazione di evadere le tasse, non per questo il suo insegnamento varrebbe meno, no? la Chiesa non si risparmia in autocritica e confronto interno tra le varie sensibilità che Le appartengono, cionondimeno il Suo Magistero chiede legittimimente fiducia ed obbedienza a chiunque voglia dirsi \"dei Suoi\". Ecco, detto questo, Francesco volle dirsi \"dei Suoi\", mentre Valdo, per tornare al mio esempio di qualche commento fa, no: esempi come quello della \"teologia della liberazione\", che pretendevano di appoggiarsi a Francesco per fare del pauperismo il nucleo portante di una rilettura in senso quasi marxista dell'evangelo, appare anche ai nostri semplici occhi come un puro sbialanciamento che pretende di \"risolvere\" con mezzi umani il \"segno di contraddizione\ " posto nel mondo dal Signore stesso, rendendo abbastanza facile il riconoscerne l'aspetto eretico, nonostante le ottime ed encomiabili intenzioni di chi la promosse. Ringrazio Alberto per la condivisione espressami, e dico a Paolo di Milano che, se da un lato condivido il suo entusiasmo innanzitutto per la validità che il messaggio evangelico dimostra di avere nella vita concreta di ciascuno che lo viva, dall'altro è necessario non dimenticare le parole di Paolo che ci ricorda che \"se Cristo non è davvero risorto, vana è la nostra fede\" (più o meno, vado a memoria).
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# Claudio 2008-03-06 12:35
CHiedo scusa per la seguente digressione: se posso permettermi un'osservazione alla redazione, poi, ritengo potrebbe essere utile inserire una \"numerazione di default\" (es: #1, #2, #3...) ai vàrii commenti, affinché sia più agevole, per chiunque voglia \"riallacciarsi\" col proprio intervento ad un commento precedente il suo, poter indicare ai lettori delle \"coordinate\" cui riferirsi: se ora io scrivo in risposta a Prometeo, ad esempio, un eventuale terzo lettore deve prendersi la briga di risalire tutti i commenti, uno per uno, fino ad incontrare quello di cui parlo (e la cosa potrebbe essere complessa, se chi legge dispone di poco tempo perchè magari legge dal lavoro)...se ogni commento fosse numerato in ordine di inserimento, credo che tutto risulterebbe molto più facile ed immediato, no? Grazie, e scusate tutti di nuovo.
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# alberto 2008-03-06 13:59
sono io che ringrazio te, Claudio, di Pesaro, per le tue successive considerazioni veramente lodevoli. bellissimo quando dici che è tipico del diavolo dividere e di Dio unire,in riferimento a Grazia e Giustizia o, detto in altri termini, Misericordia e Giustizia. La Chiesa Cattolica ha il non semplice compito di essere la \"bilancia\" fra le due tendenze. Può a volte eccedere nell'uno e nell'altro, ma il suo fine è chiaro e veramente perfetto: la sintesi fra Misericordia e Giustizia. Oggi si tende a travisare il vero senso della Misericordia cristiana sotto le spoglie del pacifismo e del pauperismo, dimenticando la funzione fondamentale della Giustizia. Come può infatti esserci carità sena giustizia? Questo ce lo hanno sempre insegnato e continuano a farlo i grandi gesuiti, nonostante l'abbaglio, oramai superato, della teologia della liberazione, in america latina. Complimenti infine per la chiarezza ( ne abbiamo un estremo bisogno!) quando dici che il cattolicesimo ha la pretesa di essere il vero ed unico depositario della Rivelazione cristiana. Si può essere d'accordo o meno, io lo sono ovviamente, ma bisogna dire le cose con chiarezza e precisione perchè a volte fa solo danni una certa tolleranza che tradisce il vero per salvaguardare l'equilibrio sociale. Certo è ovvio che bisogna sempre respingere fanatismo e integralismo religioso: ma ciò, sia mai, non significa tradire la Verità!
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# basilio 2008-03-06 15:23
Scrive Claudio da Pesaro\" se un padre insegnasse ad un figlio a non rubare, e poi assecondasse la tentazione di evadere le tasse, non per questo il suo insegnamento varrebbe meno, no?\" A mio avviso ciò è profondamente errato. Altro è se chi ritiene di poter educare gli altri o trasmettere comunque al prossimo delle norme o degli insegnamenti viva in coerenza con essi, altro è se,viceversa, \"predica bene e razzola male\". Nel primo caso, assieme alle parole egli trasmette delle forze, realmente operanti. Nel secondo solo delle formule vuote, pur essendo magari identiche le espressioni formali che vengono usate. Ed è questo uno dei punti-chiave per capire perchè oggi funzionino così poco i vari insegnamenti - religiosi,filos ofici e perfino esoterici- che pretendano avere un valore di edificazione e magari \"salvezza\" per l'Altro. Di belle parole ne abbiamo tantissime a disposizione: ma quanti sono gli uomini che veramente le incarnano?
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# Claudio 2008-03-06 16:04
Tralaltro, Alberto, già il fatto che si chiami \"cattolica\" (universale) dovrebbe lasciare intendere che, oltre a quella di avere giurisdizione in ogni angolo della terra, la Chiesa abbia anche la pretesa di ricondurre all'unità in Cristo anche tutte le molteplici dimensioni esistenziali dell'uomo e dell'esperienza umana. Poi dici: '...Si può essere d'accordo o meno...' Certo, non dimenticando però che il Sole esiste \"a prescindere\" dal fatto che un uomo abbia gli occhi per vederlo, eheheh!
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# Claudio 2008-03-06 16:37
Basilio, buonasera. Io non ho parlato di \"credibilità\", ma di VALORE: Gesù stesso nelle Scritture, parlando dei dottori e degli scribi, sancisce di ascoltare ciò che dicono senza imitare ciò che fanno. Gesù forse, in quell'occasione, legittima quell'ipocrisia contro cui sempre con grande veemenza si scaglia? Non credo tu possa osare affermare questo, in tutta onestà: dunque? Dunque una persona incoerente non gode certo della credibilità di una persona coerente (e i danni delle nostre stesse mancanze, NOI cristiani -me e te compresi, credo-, li riscontriamo ogni giorno), ma il VALORE di un insegnamento prescinde dalla coerenza di chi lo trasmette, mi pare di intendere: così io credo, poi.
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# basilio 2008-03-06 18:33
Per Claudio, certamente esiste in un insegnamento un valore,come tu dici, che ha una pregnanza in sè e per sè. Ma il riconoscimento interiore di questo valore da parte di chi lo riceve ha svariati e diversi gradini ed il gradino ove il contenuto -insegnamenteo- (il \"cosa\") raggiunge la sua massima efficacia è laddove la coerenza di chi lo trasmette ( il\"come\") è piena. Per tornare la tema centrale: è facile trovare forme similari a quelle cristiane di \"insegnamenti\" in culture,filosof ie,religione pre e postcristiane. Ma la vera forza del cristianesimo sta-forse più di ogni altra cosa- proprio nella Figura del Fondatore, ove il cosa\" è il \"come\" vengon o pienamente a coincidere, in modo che Egli può dire di Sè: \"Io Sono la Via,la Verità e la Vita\", cui l'uomo può rispondere \"Cristo mi da la mia vera umanità\".Su questo nesso si è scritto e detto di tutto e ci sarebbe moltissimo da dire ma mi fermo qui.
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# Claudio 2008-03-06 19:02
Gentile Basilio, grazie per la tua risposta. Tu dici: 'è facile trovare forme similari a quelle cristiane di \"insegnamenti\" in culture,filosof ie,religione pre e postcristiane ' Ecco, innanzitutto io discordo con te su questo: il fatto che io riconosca che la Chiesa che si andava costituendo possa avere utilizzato \"categorie concettuali\" già note per passare al popolo un messaggio NUOVO più agevolmente, nulla toglie alla novità del messaggio. A mio avviso non esistono \"similari forme di insegnamento\" con il cristianesimo: la novità è assoluta, sia formalmente che nella sostanza. Lo stesso buddhismo non si spinge più in là di un vago senso di compassione, e la profondità raggiunta dalla figura del Cristo è qualcosa di assolutamente oltre rispetto a tutti gli eroi solari a Lui precedenti, nonostante il paragone col Sole sia una metafora legittima, ed addirittura biblica. prosegui dicendo che: ' ove il \"cosa\" è il \"come\" vengono pienamente a coincidere ' Su questo sono perfettamente d'accordo, ed anzi addirittura il Cristo dice che \"solo il Padre è buono\". Cristo dice anche che \"non sono i sani ad avere bisogno del dottore, ma i malati\", confermando con tutta la Sua dottrina che il popolo che chiama a sè non è ne' un popolo di \"perfetti (i cristiani sono peccatori come gli altri, solo che a differenza di molti RICONOSCONO di esserlo)\", ne' esso riceve autorità dalla propria coerenza e rettitudine, bensì dalla forza salvifica del suo Maestro e Signore. Cristo ci trasmette la speranza che non saranno le nostre colpe ad avere l'ultima parola sulle nostre persone, bensì l'amore di Dio onnipotente che ha dato per noi il Suo Unigenito Figlio: perchè vogliamo noi cristiani negare questa speranza alla nostra Chiesa, pur facendo bene a vigilare sui nostri errori? Io sto per staccare: buona serata a te ed a tutti! ps: comunico all'interessato di aver lasciato in redazione una mia mail alla c.a. di Stefano Maria Chiari.
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# alberto 2008-03-06 20:09
verissimo Claudio. In effetti molte volte ho riflettuto sull'etimologia di \"cattolicesimo\" che indica proprio l'universalità. E' questo il suo vero significato e il paradosso davvero luciferino è che spesso molti considerano invece il cattolicesimo come una setta! Il \"Sole\" = Cristo esiste a prescindere da tutto: verissimo! intendevo dire però che Cristo è un dono, mai un'imposizione, ecco perchè insistevo sulla sacra libertà di scelta. Purtroppo invece molti , magari perchè vittima di un'educazione negativa, non riescono a percepire la bellezza del dono cristico e la sentono invece come un'imposizione violenta. Complimenti ancora per le tue lucidissime e ispirate considerazioni!
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# basilio 2008-03-07 11:20
Claudio di Pesaro scrive \",Lo stesso buddhismo non si spinge più in là di un vago senso di compassione\" Attenzione! Non vanno mai sminuite \"a priori\" le tradizioni religiose e filosofiche altrui... In realtà nel buddhismo c'è un fenomeno interessantissi mo,proprio nel contetso che stiamo sviluppando. Ben al di là di un \"vago senso di compassione\" il Buddhismo Mahayanico ha costituito una complessa, vigorosa ed ammirevole dottrina, proprio quella della \"Con-Passione\" fondata sulle figure dei Bodhisattva, una delle quali, è chiamato \"Maitreya\" ed è appunto identificato con l'essenza stessa della \"Con-Passione\". Ora se si tiene in mente da un lato il fatto che tale dottrina si sia sviluppata nell'Era Volgare e dall'altro che l'atto di \"Con-Passione\" verso l'Umanità compiuto dal Cristo è il vertice,spiritu ale e sensibile insieme, di tale Qualità Sublime alcuni studiosi hanno potuto attribuire questa evoluzione del Buddhismo proprio all'opera invisibile del Logos \"che sarà ogni giorno con noi fino alla fine...\". Tracce evidenti di quanto detto si trovano nella leggenda medievale di Barlaam e Josaphat (il cui etimo ricorda,se non altro per\"assonanze\" quello di \"Bodhisattva\"). Ma ,per restare in ambito orientale, ricordiamo che la dottrina delle assonanze pseudoetimologi che o \"nilupta\" ebbe una vasta risonanza nel subcontinente indiano prima e dopo l'\"anno zero\".
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# Claudio 2008-03-07 11:48
Basilio, tu mi dici: 'Non vanno mai sminuite \"a priori\" le tradizioni religiose e filosofiche altrui...' Ed io ammetto di essermi espresso in modo superficiale: chiedo vènia. Conosco tralaltro la questione dei bodhisattva per sommi capi e non intendevo disprezzare la tradizione buddhica, quanto piuttosto rimarcare la differenza sostanziale tra l'appròccio cristiano e l'appròccio buddhico al prossimo. Il Grande Veicolo, pur con tutte le sue peculiarità rispetto ad altre forme di buddhismo, non intacca minimamente la divergenza incolmabile tra l'abbandono buddhico del dolore per il ritorno all'unità impersonale e l'attraversamento del \"dolore come trono\" per una salvezza del tutto idirizzata alla mia persona in quanto tale, di cui consiste l'amore cristiano. Sono differenze ontologiche incolmabili, perchè anche un eventuale bodhisattva che rinunciasse al nirvana per insegnare la liberazione ad altri, continuerebbe a puntare la propria dottrina sempre e solo verso la liberazione (anche da sè). Cristo è venuto a liberarci dall'uomo vecchio, è vero, ma l'uomo nuovo resta un'entità personale e continuativa rispetto al precedente: da qui l'approccio nuovo del cristiano verso il proprio prossimo, che è una vera persona \"meritevole\" di amore in quanto tale, con tutte le peculiarità che la rendono UNICA davanti a Dio. Scusami per la fretta con cui espongo: spero si comprenda ugualmente il senso generale di quanto credo.
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# basilio 2008-03-07 15:26
Caro Claudio di Pesaro, prendo atto di quanto scrivi. Quello che peraltro mi preneva sottolineare-visto anche l'argomento che ha dato origine alla discussione- era l'ipotesi che le innegabili innovazioni nella tradizione buddhista ed hindu avvenute in Era Volgare fossero dovute ad un'azione occulta del Logos. Ma andiamo con ordine Per quanto riguarda l'\"estinzione nirvanica\" ,attenzione a non confondere il \"nirvana\" col \"nulla\". Il Nirvana è uno dei piani dell'Essere cui si può accennare solo coi mezzi dialettici della \"teologia negativa\" ma in sè non ha nulla a che vedere con l'\"annientamento totale\". Si tratta viceversa di qualcosa di simile al \"muori e divieni\" delle tradizioni misteriche mediterranee - eliminare l'aspetto inferiore dell'Io (l'ego ) per la nascita consapevole dell'Io-Atma. Devo dire però che tale aspetto sfugge ormai agli stessi buddhisti, specie a quelli \"occidentali\",mentre è ben vivo in ambiente hindu, vedi Aurobindo Gosh e soprattutto Ramana Maharshi. Ancora: in alcune tradizioni esiste l'equivalenza \"Nirvana (Mondo dello Spirito) = Samsara (Ciclo delle Rinascite), che è un \"mantram\" di enorme importanza. Significa che la \"liberazione\" va perseguita qui ed ora,operando in profondità nel terrestre. E come non vedere anche qui l'immagine riflessa dell'azione Reurrettiva del Cristo che ci dona la possibilità del \"corpo spirituale\", chiamato \"corpo adamantino\" nel Tibet medievale del \"VaijraYana o \"Veicolodel Diamante?\"
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# Claudio 2008-03-07 16:26
Basilio, conosci la materia evidentemente più di me, e trovo tutto ciò interessante, come trovo interessante la ricchezza dell'umana esperienza in genere. Alcune considerazioni su quanto dici, tralasciando l'ovvio discorso (comunque doveroso) circa la storicità di Cristo che un cattolico è tenuto a credere: 'Significa che la \"liberazione\" va perseguita qui ed ora,operando in profondità nel terrestre' 1) Vedi? Noi tutti siamo \"cristianamente\ " GIA' stati salvati nell'unica morte/Risurrezione del Cristo: dobbiamo accogliere nella fede una grazia, e non perseguire una liberazione. La forza del cristiano è in Cristo, prima ancora che nel cristianesimo; 'l'immagine riflessa dell'azione Reurrettiva del Cristo che ci dona la possibilità del \"corpo spirituale\", chiamato \"corpo adamantino\" nel Tibet medievale del \"VaijraYana o \"Veicolodel Diamante' 2) Aldilà della fede cristiana in una risurrezione DELLA CARNE, la pregnanza \"passionale\" dell'insegnamento cristiano mi risulta in generale assente nel buddhismo: Cristo teme per la sua vita e chiede a Dio di scampare ad una morte che invece lo coglierà, e così permette ad ogni povertà, anche ascetica e religiosa, di trovare speranza in Lui.
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# basilio 2008-03-08 13:21
Caro Claudio per quanto riguarda le due diverse \"opzioni\" \"liberazione\", da un lato, e \"accoglimento\" della Grazia,dall'altro esse riflettono, credo due attitudini che sono sì diverse in partenza ma necessariamente complementari nel processo spirituale. E cioè l'attitudine \"attiva\" , volontaristica, \"eroica\", e quella \"mistica\" dell'accoglimento ,che in certi casi diviene abbandono. Un'ascesi che sia coerente e corretta li deve contenere entrambi. Solo se so veramente controllare me stesso riesco a far tacere quanto ribolle psicofisiologic amente contro la possibilità che io riesca ad aprire lo spazio all'\"altro in me\" ,movimento archetipico che alla fine permettere che Lui sia \"dove due o più sono raccolti nel Mio nome.\" (Non per niente diversi sacerdoti cercarono indicazioni pratiche in questo senso presso chi ebbe-ingiustamente o giustamente non sta a me dirlo- fama di \"eretico\" ma che fu in grado di orientarli sul difficile sentiero della meditazione.) Quanto alla \"passionalità\" nel Cristianesimo e cioè la sofferenza puramente umana del Cristo rispetto alla compassione buddhista si tratta anche qui di una differenza di gradi, che ha nella \"karuna\" un passaggio fondamentale ma che raggiunge il suo acme proprio nell'atto (\"inconcepibile \" per gli stessi Dei,è stato scritto) del Logos che si spoglia a tal punto della sua Infinità da sperimentare la più \"umana-disumana\" ed infamante delle morti.
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# Vito 2008-03-08 18:20
Non avviene copiatura orizzontalmente , casomai dalla Mente divina l'uomo prende ispirazione,per cui notiamo che un fenomeno naturale ha origine divina come una Rivelazione. Il sole è creazione di Dio come lo è la legge sacra.
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# Claudio 2008-03-10 13:49
Basilio, la discussione con te me mi appassiona, grazie. Lascio per ora un commento ad una tua sola espressione, per motivi di tempo. Tu dici: 'Solo se so veramente controllare me stesso riesco a far tacere quanto ribolle psicofisiologic amente contro la possibilità che io riesca ad aprire lo spazio all'\"altro in me\"' La Chiesa certamente insegna strumenti validi per migliorarsi in senso di rendersi sempre più capaci di essere tramite per la volontà di Dio: la Chiesa certamente èduca, affinché il fedele possa sempre più agire coralmente con la volontà di Dio che chiede di operare tramite la Chiesa stessa. Questo non deve a mio avviso portare confusione sulla natura TOTALMENTE GRATUITA della Salvezza, che è conquista del sacrificio dell'Unigenito per gli uomini. Il cristiano NON HA BISOGNO di raggiungere la padronanza di sè, per essere salvo: a lui si chiede solo di CREDERE E CONFIDARE (il vangelo di ieri) in una salvezza che gli è GIA' STATA ottenuta con il sacrificio della Croce/Risurrezione. Il cristiano SA che nessuna ansia da prestazione è giustificata davanti alla Redenzione GIA' CONQUISTATA per gli uomini dal nostro Signore Gesù Cristo. Il cristiano fa la volontà del Padre perchè ama Cristo ed ama il Padre ed ama gli uomini, e lo fa in ogni momento per quel che gli riesce, e come gli riesce, con la consapevolezza che è l'averci provato e non l'esserci riuscito, ciò che attesta nella propria vita la fiducia in una Salvezza ricevuta. Il cristiano non ha bisogno di rendersi immune al dolore, e non ha bisogno di trasformarsi in un asceta, per essere salvato: pensa un po' se Cristo condannasse qualcuno solo perchè morto prima di avere raggiunto la perfezione ascetica! Assurdo, assolutamente contrario alla Rivelazione che il Cristo, con la Sua Vita, Morte e Risurrezione, ci ha fatto in Lui del volto del Padre. L'amore salva, il resto èduca.
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# Claudio 2008-03-10 19:39
Ah, ovviamente queste nostre considerazioni hanno un \"qualche\" valore solo dal punto di vista culturale e, per così dire, \"antropologico\" (mica per sminuire, eh, ma per sottolineare che il loro specifico campo di pertinenza non è quello della fede) perchè invece, in un'òttica di fede, è ovvio che se sei cattolico ti viene già insegnato (poi la discussione è sempre viva, in seno alla Chiesa stessa, ci mancherebbe), cosa faccia parte della tua dottrina e cosa no. No?
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# basilio 2008-03-12 10:23
No,per me non è esattamente così. Personalmente ho cercato di sintetizzare la mia \"weltanschauung\ " nelle righe che seguono. L
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# ernesto 2008-03-12 13:29
Gesù è un personaggio storico. gentilmente potrebbe indicarmi testi dove viene certificata l'esistenza di gesù con il seguito degli apostoli?
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# Claudio 2008-03-12 13:37
Basilio, tu dici: 'No,per me non è esattamente così' Al ché io ti chiedo: per te \"non è così\" nel senso che la dottrina cattolica dice a tuo avviso cose diverse da ciò che io ho sostenuto (in questo caso, dovremmo confrontarci su delle fonti del Magistero), o \"per te\" non è così nel senso che tu riconosci che la Chiesa sostenga le tesi che io ho esposto, ma che tu, rispetto a quelle, dissenti (ed in questo caso saresti tu a non essere, semplicemente, in comunione con la dottrina cattolica)? Mi farebbe piacere che tu ti chiarissi su questo semplice punto, prima, eventualmente, di proseguire, onde evitare \"qui pro quo\"...che ne dici?
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# basilio 2008-03-12 14:34
Caro Claudio, temo che ci siano delle discrasie fra il mio Windows XP e il server di FDF per quanto riguarda l'uso del \"copia-incolla\" fra i miei files e questo spazio dedicato ai commenti. Questo, ed il \"tiranno-tempo\" mi impediscono di illustare compiutamente le premessa esplicitazione della mia complessiva concezione delle cose. Qui mi devo limitare a dire che , a mio avviso, nè il Magistero della Chiesa Cattolice (nè di altre chiese) nè la sfera religiosa in quanto tale esauriscono il tema del rapporto fra uomo e Cristo (e fra uomo e Divino in generale). So che per i cattolici in genere parlare di \"esoterismo cristiano\", \"vie iniziatiche\" ecc. relativamente al rapporto col Cristo non è proponibile . A mio avviso,ripeto,t ali posizioni non sono fondate,anche se possono a volte sembrarlo. (E molto dipende da quale \"punto\" delle Scritture o dlla Tradizione venga preso a sostegno). Quindi, ad es. per me,come per altri che scelgono cammini di conoscenza e di vita diversi da quello strettamente confessionale il \"nulla salus extra ecclesiam\" , per lo meno nella sua accezione comune,non ha valore. Come del resto so bene che parlare di una \"Via di Giovanni\", difforme da quella di \"Pietro\" attira,sempre in ambito cattolico, accuse di \"neognosticismo\ " (anch'esse poco fondate) o peggio. Per cui devo ribadire che l'esigenza della disciplina interiore è fondamentale per chiunque, sia come mezzo per raggiungere e mantenere un minimo di equilibrio all'interno dell'autentico \"campo di Agramante\" che è l'odierna c.d.\"civiltà\", sia come strumento per quell'\"aprire le porte a Cristo\" che costituisce,in ultima analisi, lo scopo vero della vita. ---------------- Purtroppo ci sono dei bugs che ancora non sono stati risolti. Il problema di presenta su alcuni accenti e quando si fa uso di copia/incolla. I suoi commenti difatti sono arrivati tutti spezzati. Rimedieremo il prima possibile. Lorenzo de Vita (content editor EFFEDIEFFE)
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# Claudio 2008-03-12 16:19
Carissimo Basilio, grazie per avermi reso partecipe delle tue opinioni: sàppi che non intendo giudicarle in loro stesse, per non arrogarmi il diritto (che non ho) di giudicare il percorso che ti ha portato a tali conclusioni. Era ovvio che tu non fossi cattolico, e finalmente ha chiarito la tua posizione. Vedi, ce ne sarebbero molte (come tu stesso ammetti) da dire nel mèrito della questione, ma, non volendo io entrare nel mèrito del tuo credo (che conosco solo dai tuoi pochi cenni), aggiungerò soltanto questo: per un cattolico ogni \"profondità\" spirituale e/o conoscenza esegetica-simbolica sperimentabile col procedere del proprio percorso di fede (\"...vi mostrerà la verità tutta intera...\") NON PUO' aggiungere niente alla pienezza della Rivelazione (\"...vi chiamo amici, perchè TUTTO ciò che il Padre ha mostrato a me, io l'ho mostrato a voi...\"), ma sarà come \"l'ampliamento di capacità di un bicchiere comunque sempre pieno\", per così dire. Pensa un po', se così non fosse: un cristiano non saprebbe mai che tipo di maestro o di dottrina stia seguendo, se non dopo avere raggiunto degli ipotetici \"vertici di conoscenza\". E nel frattempo? Andrebbe dietro un Maestro che si nasconde (\"...ho insegnato nella sinagoga, davanti a tutti e apertamente...\"/\"...la lampada non viene accesa per essere pòsta sotto al letto...\", ecc...)? Sarebbe \"ostaggio\" cieco, in mano al buon senso ed alla buona fede dei suoi insegnanti? E quale giudizio critico potrebbe operare, nei loro riguardi, davanti una loro possibile deriva eretica? Di quale dignità, o di quale fratellanza godrebbe nei riguardi dei pastori? Ma questa forma di discepolato non è riferibile al Cristo delle Scritture, ne' a quello della Tradizione! E se questo discepolo morisse prima di raggiungere la presunta \"illuminazione\"?? Sarebbe forse morto da ignorante sulla sua stessa fede, e quindi da preso in giro? No, Basilio, decisamente il quadro che emerge non corrisponde al Cristo delle Scritture, ne' a quello della Tradizione della Chiesa. In ogni caso, in bocca al lupo per il tuo cammino: che il Signore vegli su di noi e sulla nostra onestà di ricerca, ciao! ^^
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# basilio 2008-03-12 17:45
Caro Claudio, sempre nell\\_attesa, di poter postare l\\_intera \"sintesi di posizionamento\ " del sottoscritto (mamma mia che brutta espressione che mi è uscita !!)in merito ai temi che abbiamo trattato, permettimi un\\_osservazio ne. La questione, credo centrale, in dialoghi come questo , consiste in una sorta di dilemma. Da un lato si sostiene che , di fatto, la Rivelazione è stata data una volta per tutte ed esiste codificata ,per sempre, in una serie di \"segni\": dogmi,riti,cont enuti filosofici,tras missioni rituali, codici di comportamento ecc. amministrata da un\\_organizzaz ione che ha, nei limiti umani del suo essere comunque fatta di uomini si dà cura delle sue \"pecorelle\" nel modo migliore possibile . Dall\\_altra si sostiene che viceveresa esiste anche una \"Rivelazione perenne\" -\"perenne\" in quanto tale è la Presenza Reale della Fonte della Rivelazione (Cristo e le Gerarchie Angeliche che Lo seguono)- che vada nel corso della Storia, ad aggiungere nuovi \"tasselli\" al mosaico della Rivelazione stessa, man mano che l\\_evoluzione umana procede.(Il fatto qui è che qualche \"nuovo tassello\" può apparire ai fautori della Tradizione \"eretico\" rispetto ai contenuti ammessi sino a quel momento come veri.) Nel caso si penda come vera la prima ipotesi si pongono problemi non da poco di fronte a tutti i tentativi di \"stare appresso alla storia\" perchè, non dimentichiamolo , i vari contenuti della tradizione, compresi entro certi limiti i Sacramenti stessi, sono frutto di stratificazioni storiche ed umane (anche se- talvolta per autodefinizione poco riscontrabile nei fatti,vedi la questione dell\\_Infallib ilità papale- \"divinamente ispirati\") e quindi si pone di volta in volta il tema del confronto fra la sfera religiosa (che si ritiene \"assorbente\" l\\_intera Sfera dello Spirito)e quella \"profana\". Nel caso si propenda per la seconda ipotesi, difficoltà anche qui - e non da poco-. Certamente, nel quadro della \"Rivelazione perenne\" potrebbe darsi il caso di contenuti , un tempo occultati e/o messi in disparte che viceversa emergono ora, a distanza di secoli, in modo eclatante. (è il caso delle ripetute vite terrene ad esempio)o quello di nuovi filoni di ricerca che intendano \"cristianizzare\ " la Scienza in senso scientifico-spirituale (nuova pedagogie o medicina o agricoltura ecc ) ma anche qui è fondamentale la fonte da dove vengono attinti certi contenuti. Con tanti \"guru\" pericolosi in giro.... (Non è ironia, solo che si rischia spesso di fare di tutta l\\_erba un fascio. Per cui c\\_è chi che come si parla i \"esoterismo\" o \"iniziazione\" pensa subito a Satana, e magari ne scrive pure,rendendosi francamente ridicolo) Ovviamente qui subentrano altri fattori, che variano da individuo ad individuo. Personalmente ho fatto determinate scelte , molti anni fa , anche in virtù della bontà dei frutti che venivano elargiti, nel pieno,totale ,assoluto rispetto della libertà di ognuno e credo di aver preso una strada , non certo tranquilla, ma , come dire, di \"onesta ricerca\". Senza \"obblighi di tessera\" o prestabiliti doveri formali di alcun genere. Ed in ogni caso, per ritornare a quanto sopra, non per niente fra i tanti misteri, il Mistero della Libertà e forse proprio quello centrale.....
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# Claudio 2008-03-12 18:15
Basilio, i due tèrmini che tu poni in contrasto l\`uno con l\`altro, ossia la definitività della Rivelazione (\"...vi ho rivelato TUTTO...\") da una parte e la progressione nella conoscenza della verità (\"...vi mostrerà la verità tutta intera...\",\"...la verità vi farà liberi...\" ecc), non sono realmente in contrasto, nella dottrina della Chiesa; ti ho mostrato, tralaltro, le contraddizioni cui si andrebbe incontro se si accettasse dottrinalmente l\`esistenza di un piano esoterico di conoscenza: l\`adepto non saprebbe a cosa si stia affidando, se non al raggiungimento di un grado di comprensione da \"illuminato\", per così dire. Come ti ho mostrato attraverso alcune citazioni evangeliche, non è possibile attribuire al Cristo rivelato nelle Scritture alcun intento di questo tipo: la dottrina cristiana è una ed una soltanto, e tutto ciò che si può apprendere in mèrito, con il proprio impegno che accoglie la sovrabbondante Grazia di Dio, è la novità dello sguardo che sempre più penetra il mondo in assonanza con lo sguardo di Dio (\"ecco, io faccio nuove tutte le cose\"). Metti il caso che la dottrina cristiana sia un fiume: lo sguardo procede comprendendo di volta in volta nuove profondità del fiume, ma il fiume è quello, e non può essere altri che quello (pena, l\`aver ingannato il fede fino allo svelarsi a lui della \"vera verità\"...assurdo, cristianamente) . Cristo non proclama sè stesso soltanto come \"via\", ma anche come \"verità\" e anche come \"vita\": Cristo è la via e la meta, è l\`alfa e l\`omega ed anche in questa dimensione della fede sussiste quel principio di contraddizione di cui parlavo nei miei commenti precedenti con Prometeo. Il \"segno di contraddizione\ " che il Cristo porta nella storia è inseparabile dalla fedeltà al Cristo stesso: sbilanciarsi in un\`anarchica ricerca scevra di continuità con l\`unica tradizione è altrettanto eretico che un irrigidimento dottrinale non aperto all\`irruzione continua dello spirito, cristianamente parlando. parlare di libertà senza parlare di giustizia, per un cristiano, è un non-senso, così come è un non-senso parlare di giustizia senza parlare della Rivelazione. Per il cristiano la morte/risurrezione di Cristo è l\`evento unico dell\`unica rivelazione e dell\`unica salvezza, a cui sola l\`uomo può appellarsi per godere della grazia di Dio: o è così, o si nullifica, nei fatti, la potenza redentrice dell\`UNICO e DEFINITIVO sacrificio dell\`Unigenito . Basilio, io so che è il percorso di vita di ciascuno di noi, a spingere ciascuno di noi ad abbracciare un\`idea del mondo, piuttosto che un\`altra. Umiltà impone a me ed a tutti i cristiani di non volere sindacare sulle esperienze degli uomini, ma di lasciare piuttosto questo compito a Dio. Chissà a cosa ti porterà il tuo percorso: un\`avventura senza fine, sicuramente, com\`è il percorso di ogni uomo alla ricerca della verità. Se io dunque non giudico la tua esperienza, non giudico nemmeno i motivi per cui tu credi ciò che credi, e devo a te il più profondo rispetto (anche per l\`ottimo interlocutore che ti stai dimostrando, eheheh): soltanto, ti chiedo, accetta il fatto che le tue posizioni non siano compatibili non tanto con la dottrina cattolica (ma anche con essa, ovviamente), ma piuttosto con ciò che del Cristo emerge dalle scritture. Avrai sicuramente i tuoi motivi, per credere ciò che credi: non lo metto in dubbio. Renditi conto che ciò che credi non riguarda l\`insegnamento del Cristo 8anche se da esso prende magari sicuramente degli spunti di ricerca, come hai dimostrato), perchè pretendi, in diritto del mistero della libertà, di \"profanare (faccio per dire, non te la prendere)\" l\`unicità della Rivelazione togliendo necessariamente credito al Sacrificio dell\`Unigenito come UNICO MOTIVO DETERMINANTE della nostra salvezza (\"...chi non raccoglie con me, disperde...\"). La tensione tra l\`unicità della Rivelazione e la progressione nelle profondità del mistero di Dio non può essere cristianamente \"risolto\" sbilanciandosi in favore dell\`una o dell\`altra parte, della staticità o della discontinuità tout-cour: \"colui che separa\" è il dia-volo, mentre per il cristiano fedele è proprio la tensione generata dal \"segno di contraddizione\ " il mistero con cui confrontare di volta in volta sè stessi, una volta accettato di essere salvi per grazia, per elevarsi a Dio.
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# basilio 2008-03-12 20:11
Caro Claudio, il tempo è tiranno e sono costretto ad una risposta sintetica. In attesa di approfondire meglio alcune questioni legate alla tua mail, che in sostanza ricalcano quanto già avevo letto da altri interlocutori \"cattolici di buona volontà\" cosa che spero di poter fare domani- mi soffermo rapidamente sulla questione dell\`interpret azione delle Scritture. Guarda che se nelle Scritture stesse non ci fossero le basi o per lo meno le\"tracce\" , temi come quelli dell\`esoterism o o delle ripetute vite terrene non si porrebbero neanche. Esempi? Per restare alla prima \"vexata questio\" se esista o meno cioè un \"livello non detto\" di insegnamenti Cristo stesso (non mi ricordo esattamente il punto) dice ai discepoli, ne parla Giovanni, che vi sono cose \"che ancora Essi non possono ascoltare\" e Giovanni stesso chiude il suo Vangelo con l\`accenno alle molte altre cose dette da Gesù e non narrate da alcuno. Per non dire di un\`altra questione fondamentale: ci sono cose che Gesù ha insegnato ed altre che ha \"rivelato\" in modo tale che le prime sono esplicite, le altre sono da individuare ed approfondire con il nostro sforzo. Voglio dire che in realtà la questione dell\`interpret azione delle Scritture è apertissima. Molti studiosi soprattutto in ambiti germanofoni ed anglofoni, da Rittelmeyer a Schroeder, da Mc Gregor, a Cranston , da Bock a ER Smith si sono interrgoati su tali questioni, ottenendo risposte che, qualunque giudizio se ne voglia dare, dovrebbero per lo meno far dubitare sulla certezza che- in ordine alle Scritture tutto sia come le spiegazioni \"mainstream\" vorrebbero sostenere.
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# basilio 2008-03-13 10:28
Continuo quanto dicevo ieri sera. Punto primo: la questione delle Scritture. Se vogliamo fare un ragionamento complessivo, ed ammesso che il \"Canone\" sia veramente quello (con esclusione dei cosidetti \"apocrifi\" e degli \"gnostici\") un semplice criterio filologico ci dice che i problemi sono \"assai\". Si va dalle questione di comprovate interpolazioni \"tardive\" di passi fino alle traduzioni improponibili, anche se poi passate nel \"senso comune\". Come rileva Edward Reaugh Smith nel suo \"The Soul\`sLong Journey,How the Bible Reveals Reincarnation\" (pp.348,Great Barrington,MA,2 003)è sorprendente che il termine greco \"aionon\" sia stato reso con \"eterno\". \"Aiòn\" è termine che indica \"periodo di tempo\" \"era\", o addirittura \"attività di esseri nel tempo\", cosa ben nota alla tradizione misterica mediterranea . E\` invece invalso l\`uso di usarlo per indicare una sorta di \"estensione indefinita di tempo\" con la quale i limiti del pensiero dialettico confondono il concetto, in sè indicibile, di una sfera al di là del tempo misurabile e \"successivo\". Ho citato questo esempio,per affermare,ancor a una volta , che le cose sono, in merito alle Scritture, assai più sfaccettate di quello che si vorrebbe far credere. Punto secondo. la questione della disciplina interiore. La via a cui mi riferisco - i suoi connotati sono messi in evidenza in opere quali \"Manuale Pratico della Meditazione\" di Massimo Scaligero e nei testi-base di Rudolf Steiner, soprattutto \"iniziazione\" e \"Scienza occulta\" cap.v, non ha molto ache vedere col mondo \"tradizionale\" dell\`esoterism o fatto di \"maestri\", \"adepti\" riti e conventicole varie,anche se inizialmente Steiner dovette usare il linguaggio dell\`occultism o dell\`epoca. E\` un sentiero di conoscenza e formazione percorribile da chiunque dato, per prima cosa, allo scopo di riequilibrare le forze del Soggetto umano in un mondo che tende a scompaginarle come mai prima. Esso poi, nella \"gradualità\" (Gradalis=Graal) delle sue tappe può aprire la strada al contatto cosciente con il Mondo Spirituale e con il Cristo. E sempre per dimostrare che \"le cose sono più complesse ecc. ecc.\" posso dire che non è un caso, a mio avviso, che diversi sacerdoti abbiano chiesto a Scaligero consiglio ed aiuto per la pratica interiore. Non è un caso che un cattolico ineccepibile come Fausto Belfiori abbia dedicato a Scaligero lo scritto \"Con Massimo,Sodalit ium Christianae Vitae\"per il volume di ricordi \"Il Coraggio dell\`Impossibi le\". Non è un caso che una fredda mattina di 25 anni fa Madre Teresa abbia voluto consegnare un suo messaggio dedicato al movimento creato da Scaligero alla Persona che resse il movimento stesso dopo la dipartita di Scaligero ( che, per inciso, proibiva a tutti di chiamarlo \"maestro\" definendo se stesso un \"orientatore\"). Ed allora? \"ci son più cose fra cielo e terra........\"
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# Claudio 2008-03-13 11:01
Carissimo Basilio, brevemente: \`...Voglio dire che in realtà la questione dell`interpreta zione delle Scritture è apertissima...\` 1) Sono d\`accordo, senza che questo significhi che punti fermi attendibili non esistano (per es: se anche una frase contenesse un significato simbolico, esso non potrebbe contraddire ciò che la frase dice \"in chiaro\", altrimenti parleremmo di menzogna, e chi mente su una cosa non è detto che non menta su tutte. A quel punto distinguere la verità dalla menzogna diverrebbe questione di gusti, non trovi? Idolatrare il proprio gusto interpretativo mi pare un po\` troppo, per un cristiano, non trovi?). \`...ci sono cose che Gesù ha insegnato ed altre che ha \"rivelato\" in modo tale che le prime sono esplicite, le altre sono da individuare ed approfondire con il nostro sforzo...\` 2) Se parli delle parabole, sono d\`accordo perchè ciò è certificato dalle parole dello stesso Cristo, nelle Scritture. Se non parli delle parabole, direi che sulla citazione che riporti: \`...vi sono cose \"che ancora Essi non possono ascoltare\"...\` 3) ...il discorso si ricollega a quello del mio intervento precedente, anche perchè se il Vangelo dice che certe cose non le riporta, dice che NON le riporta e non che le riporta in modo \"criptato\"; e se non le riporta, da cosa un cristiano potrebbe desumerle, se non appunto dal suo rapporto vitale con Dio, nel percorso di fede? Si torna di nuovo al mio discorso nel mio intervento precedente. \`...Guarda che se nelle Scritture stesse non ci fossero le basi o per lo meno le \"tracce\", temi come quelli dell`esoterismo o delle ripetute vite terrene non si porrebbero neanche...\` 4) Alle Scritture è sempre stato fatto dire ciò che si voleva, da una parte e dalle altre, semplicemente perchè l\`uomo legge nella realtà ciò che i suoi occhi e la sua sensibilità (e la sua indole) sono in grado di leggere. Il modo corretto di interpretare le Scritture è quello di interpretaLe proprio con le Scritture (è ciò che tenta di fare ogni chiesa cristiana e non solo la cattolica, tralaltro). Il passo emblematico di Gv 8,31-32 (\"se resterete radicati nella Mia parola sarete davvero miei discepoli...\"), assieme alla consapevolezza del messaggio Cristico che dalle Scritture si condensa nell\`Inno alla Carità di Paolo, rende chiaro a tutti come soltanto la pratica della carità possa far concedere da Dio lo sguardo atto a ben comprendere lo spirito delle Scritture, e quindi lo spirito della Rivelazione stessa. Se Cristo rivela l\`amore di Dio per gli uomini, l\`amore (ma l\`amore insegnato da Cristo, che è giustizia oltre che misericordia, e non l\`amore che ciascuno intende secondo il significato che le proprie esperienze lo han portato a dare al termine) è L\`UNICO PARAMETRO ATTENDIBILE per interpretare rettamente le Scritture. Così fa la Chiesa, io credo, alla luce anche di ciò che del Divino Amore essa impara dalla propria Tradizione, ossia dal modo in cui i suoi figli (della Chiesa) hanno vissuto questo amore in ogni tempo e luogo. E\` l\`esigenza di non tradire la richiesta di fiducia che l\`amore di Cristo muove all\`uomo dalle Scritture, a richiedere che si riconosca che ogni progresso nel percorso di fede di ogni uomo è una costantemente nuova comprensione della verità e profondità di questo Amore stesso: una profondità, Basilio, che non squalifica l\`integrità dell\`unica e definitiva Rivelazione. Il resto, io credo, è protagonismo dei singoli e mancanza di umiltà da parte dei tanti falsi \"maestri\" che tu stesso denunci, carissimo.
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# Claudio 2008-03-13 12:28
Ciao Basilio, come avrai intuito scrissi il mio precedente commento senza che il tuo secondo fosse stato messo \"on-line\", ma, tutto sommato, non mi pare che il mio discorso risulti \"sorpassato\" dal tuo secondo commento: i problemi filologici sono problemi che riguardano innanzitutto la lettura \"in chiaro\" del testo, e non implicano necessariamente l\`esistenza di un \"sottomessaggio\ " esoterico (cui appunto era rivolta la mia riflessione precedente). In mèrito alla tua frase: \`...Come rileva Edward Reaugh Smith nel suo \"The Soul`sLong Journey,How the Bible Reveals Reincarnation\" (pp.348,Great Barrington,MA,2 003)è sorprendente che il termine greco \"aionon\" sia stato reso con \"eterno\". \"Aiòn\" è termine che indica \"periodo di tempo\" \"era\", o addirittura \"attività di esseri nel tempo\", cosa ben nota alla tradizione misterica mediterranea...\` Che io sappia, non è il singolo tèrmine \"aiòn\" ad essere trasposto come \"eternità\", bensì la formula \"eis ai
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# basilio 2008-03-13 14:38
Caro Claudio, la questione, a questo punto, mi sembra chiara, come mi sembra chiara la difformità di opinioni. C\`è di mezzo non solo il tema dell\`interpret azione di singoli passaggi delle Scritture,alcun i enigmatici in sè stessi un pò per tutti ( mi è ad esempio difficile afferrare l\`affermazione paolina di \"Cristo ordinato sacerdote secondo l\`ordine di Melchisedèc\" anche con gli \"strumenti\" della sapienza iniziatica che mi possono dire qualcosa di più preciso sull\`identità del \"Re del Mondo\" (Melchisedec) ma che mi danno poi il compito di investigare perchè mai il Cristo,fonte di ogni sacerdozio,divi ene \"Sacerdote di quell\`Ordine\") ma anche quello di ciò che nelle Scritture stesse è sotteso o taciuto, a volte ricavabile da altre fonti. Che, credo di capire. per te non esistono e non possono esistere, per lo meno se le si intendono come fornmalmente esterne a quanto tramandato dall\`autorità della Chiesa Cattolica. Bene. E\` una corretta posizione nell\`ambito del cattolicesimo. Per quanto riguarda \"aionon\" a me risulta che , in molti passaggi, è proprio questo il termine usato (ed in ciò Smith appare corretto). Comunque: non appena avrò personalmente fra le mani il testo greco darò un\`occhiata \"by myself\" più precisa. Mi rendo peraltro conto che il punto vero è quello di qualche riga sopra,relativam ente a \"quale sguardo\" può essere autorizzato a penetrare nelle Scritture. E qui mi fermo augurandoti buona giornata.
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# Claudio 2008-03-13 16:09
Basilio, sulla tua affermazione: \`...Mi rendo peraltro conto che il punto vero è quello di qualche riga sopra,relativam ente a \"quale sguardo\" può essere autorizzato a penetrare nelle Scritture...\` ...devo dire che sono contento tu converga con me. E\` un punto di partenza in comune, no? Per quanto riguarda \"aiòn\", quello che tentavo di scrivere è che, documentandomi per te (non conosco il greco...tu si??), ho appreso che la preposizione tradotta come \"eternità\" dovrebbe essere \"eis aionas aionon\", ossia letteralmente \"nei secoli dei secoli, a quanto pare. Se al posto di \"secolo\" tu volessi tradurre con \"era\", mi pare che il risultato non cambierebbe: \"eternità\" mi sembra, se non l\`unica traduzione possibile, di certo comunque un modo plausibile per concepire il concetto di \"nelle ere delle ere\", no? \`...E qui mi fermo augurandoti buona giornata.\` La discussione con te è stata molto interessante e mi ha portato a confrontarmi seriamente con la mia professione di fede: te ne ringrazio. Dal momento che tu stesso ammetti che le tue idee non rientrano nell\`ortodossi a cattolico (lo dico giusto per chiarezza, senza voler giudicarti, come ho già detto), spero di averti mostrato con la nostra chiacchierata, perlomeno, che anche i cattolici trovano nel loro percorso motivi validi per credere ciò che credono, così come ragionevolmente ne trovi tu nel tuo percorso per credere ciò che credi. Tèrmino dicendoti che la Bibbia nasce per soffio divino (se lo si crede), ma comunque all\`interno di comunità umane storiche, e leggerla prescindendo dall\`interpret azione che le comunità tradizionali (nel caso del Nuovo Testamento, la Chiesa) che la \"partorirono (sempre da un punto di vista umano, ovviamente)\" appare, anche antropologicame nte, un azzardo. Visto poi che i cattolici ammettono serenamente che sia umana la mano che, pur ispirata da Dio, mise in caratteri terreni le Scritture, non dovrebbe neppure scandalizzare, in un\`ottica di fede, tutto l\`eventuale discorso che suggerisci sulle possibili manipolazioni: se si crede che la scrittura umana dei testi Sacri sia ispirata da Dio, infatti, si confida anche nel fatto che tutto il processo storico di produzione delle Scritture (qualunque intervento sia su esse accorso, in qualunque època) sia avvenuto senza che Dio facesse mai mancare la verità alle parole a Lui attribuite. Bene, la pianto qui anch\`io: nel salutarti auguro a te, se ti fa piacere, gli auguri per una buona veniente Pasqua! Ciao! ^^
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# basilio 2008-03-13 18:23
Caro Claudio contraccambio gli auguri: credo che ne abbiamo tutti bisogno!
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# bruno 2008-03-16 18:17
Bravissimo Chiari, i saputi son serviti, con calma e competenza. Spero che l\`UNICITA\` di Cristo Salvatore - e Salvatore appunto perché Uomo- Dio - sia intesa da tutti i cattolici se tali vogliono essere, anche dai suoi colleghi estensori di articoli su questo sito...
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# Michelangelo 2008-03-21 01:51
finalmente vedo smontato quel pretenzioso filmatone \"zeitgeist\" dove col pretesto di rivelazioni complottiste, si spargono falsità con un argomentazioni dotte, ma no del tutto corrette che ai più è difficile confutare. Gesù è esistino, senza dubbio era inserito in una corrente di pensiero già esistente, e le verità spirituali ed i fenomeni avvenuti nella sua vita sono riconoscibili anche in altre tradizioni, come Basilio ha notato.
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# Alessio 2008-03-30 19:48
io capisco le differenze... ma il punto di partenza e' proprio un plagio fatto ad un personaggio che e' l allegoria vivente del sole. che poi non i tratta di plagio si tratta dello stesso personaggio, e non tralascio l interesse nei vari concili di dare un aggiustatina qua e la. che poi in 2000 si e' violuto dare un messaggio incentrato sull amore, sulla trinita ecc e' comprensibile. ma e fondamentale chiedersi da dove cio e' iniziato.
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