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Come l’Islanda ha battuto l’Antipolitica
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Le note sirene ci ripetono: Per salvarci dalla crisi dei debiti, per salvare l’euro, ci vuole «più Europa». Una vera federazione, un governo unico. La salvezza è nella definitiva cessione della sovranità degli Stati nazionali a un supergoverno con tutti i poteri d’intrusione nelle finanze locali, e il potere di tassare. Va messa tra parentesi la democrazia. Il problema è così intrattabile, che richiede tecnocrazie di veri esperti. La vastità della crisi richiede una entità colossale come gli USA o la Cina; tornare alle monete nazionali non è possibile, Stati troppo piccoli sono insostenibili, sarebbero preda della grande speculazione.

Non è solo che lo dicono: lo stanno facendo. Ora, poichè la crisi sta per precipitare con l’uscita della Grecia dall’euro e il contraccolpo di panico – che obbligherà i nostri tecnici a limitarci l’accesso ai nostri stessi conti bancari, ricordiamoci che esiste un esempio contrario.

È un esempio recentissimo. Ed è accaduto in Europa. È il modello islandese.

Avete notato? I media tacciono dell’Islanda. È un esempio che non piace a banchieri, a tecnici e ai partiti.

Ricapitoliamo:

Nel 2008, l’Islanda scopre che le sue più grandi banche, Glitnir, Landsbankki e Kaupthing, a forza di «ingengneria finanziaria», hanno accumulato un debito più di sei volte il Prodotto Interno Lordo del Paese.

Il governo in carica nazionalizza la banca principale; alza i tassi d’interesse al 18% per frenare la fuga di capitali, ma anche perchè glielo detta il Fondo Monetario Internazionale, a cui il governo ha chiesto un prestito. La moneta nazionale, Krona, viene svalutata; il «risanamento» viene imposto a forza di austerità, secondo i dettami del FMI. La crisi si approfondisce, la disoccupazione aumenta, il Paese entra in recessione.

L’idea del FMI è che lo Stato islandese debba accollarsi il «salvataggio» delle sue banche (ossia dei loro creditori) a spese dei contribuenti islandesi: con la certezza che lo Stato sarebbe presto ridotto all’insolvenza.

La «politica» propone una legge che contempla il ripagamento dei debiti (che le banche hanno contratto principalmente con investitori inglesi e olandesi), per 3.500 milioni di euro, che il popolo islandese dovrà versare in rate mensili per 15 anni, con un interesse del 5,5%.

I cittadini islandesi manifestano di fronte al parlamento, chiedono e ottengono nuove elezioni. Il Primo Ministro, l’intero governo e anche il governatore della Banca Centrale sono costretti a dimettersi.

Gennaio 2010: il popolo scende di nuovo in piazza e reclama un referendum. Questo si tiene in marzo, e il 93% dei votanti rifiutano di pagare il debito delle banche. I governi di Regno Unito e Olanda, in difesa delle loro banche creditrici, minacciano di trascinare l’Islanda davanti ai tribunali internazionali, e persino di applicare al piccolo Paese le leggi antiterrorismo.

Il governo islandese confeziona un sistema di garanzia per i creditori inglesi e olandesi. Il popolo esige di nuovo un referendum su questo; il presidente della politica rifiuta la firma alla ratifica; il referendum viene tenuto ugualmente: la garanzia di Stato ai creditori esteri viene bocciata da quasi il 60% dei votanti.

Intanto il nuovo governo ha aperto un’inchiesta per identificare i responsabili della crisi: molti alti dirigenti e banchieri sono arrestati, all’Interpol viene chiesto di emanare direttive in modo da impedire che chiunque sia coinvolto nel crack abbandoni il Paese. (Iceland Solves Banking Crisis by Indicting Bankers, Forcing Mortgage Relief)

Nel pieno della crisi, il popolo elegge un’assemblea con il compito di riscrivere una nuova Costituzione, dove si tenga conto delle lezioni apprese dalla bancarotta, e che sostituisca quella in vigore.

Da 552 candidati, sono scelti democraticamente 25 cittadini: le sole condizioni per candidarsi sono: età adulta, avere il sostegno di 30 cittadini, non avere affiliazioni partitiche. Questa assemblea costituzionale comincia ad agire nel febbraio 2011, per presentare una bozza di Magna Carta che tenga conto delle raccomandazioni giunte dalle diverse assemblee che hanno luogo in tutto il Paese. Essa deve essere approvata dal nuovo parlamento in vigore, e da quello che nascerà dalle prossime legislative.

Ricapitoliamo. La rivoluzione islandese ha provocato:

- Le dimissioni dell’intero governo.

- La bancarotta (anziché il «salvataggio») delle banche speculative, senza accollare il debito ai cittadini.

- Due referendum in cui il popolo si appropria delle decisioni economiche.

- La carcerazione dei colpevoli.

- La riscrittura della Costituzione da parte del popolo.

- Va da sè che tutto ciò, e la svalutazione (l’Islanda ha ancora la sua moneta) ha prodotto una ripresa economica e una nuova competitività.

E tutto ciò è stato attuato in un Paese piccolissimo (320 mila abitanti) che sembrava destinato a diventare l’indifeso zimbello della grande finanza; è stato attuato con la democrazia diretta, con pressioni della piazza, con il recupero della piena sovranità popolare, con il ripudio del debito.

Tutto ciò, insomma, che viene bollato come «Antipolitica» dal Quirinale e dalla nostra partitocrazia.

Ormai deve essere chiaro: lAntipolitica, sono i partiti politici. L’Antipolitica non sta in piazza, ma dentro il parlamento, dove si è asserragliata. Tant’è vero che i partiti occupano le giornate, in Parlamento e nei suoi corridoi, ad escogitare qualche trucco legislativo per tenersi i rimborsi elettorali enormi e indebiti, che l’opinione pubblica – che li paga – vorrebbe decurtati. È ormai il solo scopo per cui esistono ed agiscono, ed è azione per eccellenza Antipolitica: occupazione dello spazio pubblico (politico) per scopi privati.

Sono a tal punto Antipolitici, i nostri partiti, che ormai lasciano che a governare siano quegli altri, i tecnici, scelti da poteri esterni; i partiti di governare (atto politico) non hanno nè voglia nè tempo, occupati come sono a escogitare trucchi legislativi per tenersi i quattrini, e continuare a riceverne a fiumi, se possibile senza farsene accorgere dai contribuenti. È indicativo che, nel parlamento italiano, non esista più distinzione tra maggioranza e opposizione: le due parti sono unite nella cospirazione per arraffare e non cedere le centinaia di milioni di euro.

L’altra loro grande occupazione Antipolitica è mettersi d’accordo su un sistema elettorale nuovo, che non li spazzi via anche se l’elettorato non li vuole più. Le presidenziali francesi hanno mostrato anche agli italiani meno attenti che il sistema di cui il Paese ha bisogno è proprio il doppio turno francese: dove la frammentarietà della scena politica, visibile nel primo turno anche in Francia (una decina di candidati presidenziali) si compone nel secondo, con una scelta netta, che garantisce cinque anni di governabilità. Ma i nostri partiti, che incarnano l’Antipolitica nella forma più pura, della governabilità se ne infischiano; il sistema che cercano di cucinare è un super-proporzionale, che mantenga tutti i partiti e partitini esistenti ed anzi li moltiplichi (un paio di deputati bastano a formare un gruppo parlamentare a parte, ed ottengono altri quattrini per questo).

La loro unica «politica» è: la Nostra Pacchia continui, mentre l’economia produttiva collassa, gli imprenditori si uccidono, la torchia fiscale stritola e tuttavia le entrate tributarie calano inevitabilmente (-3,6% a marzo rispetto il marzo 2011), e il debito pubblico continua a salire alle stelle, passa da un record all’altro, ormai è a 1.946 miliardi di euro.

Spero che il dato sia ormai acquisito: l’Antipolitica non è Grillo, non è fuori dal parlamento. L’Antipolitica sono loro.

Un altro dato ormai acquisito da tutti è: i «tecnici» che ci hanno messo al governo sono dilettanti, e degli ideologi incompetenti (del resto era prevedibile: sono cattedratici delle università italiane, ne sono il prodotto).

Era chiarissimo che il problema più urgente per il Paese è snellire lamministrazione pubblica gigantesca, stratificata in mille centri di spesa, costosissima, corrotta e pletorica, che non solo pesa sull’economia produttiva che deve mantenerla, ma la ostacola e la combatte come fosse il «nemico interno»; ebbene, i «tecnici» hanno cercato per prima cosa di snellire taxisti, farmacisti e notai, poi hanno tagliato le pensioni ed aumentato le tasse – per continuare a mantenere quello Stato amministrativo pletorico, insaziabile e peggio che inefficente, ostile.


Insomma: i tecnici non sono capaci di vedere il problema principale, la causa primaria del nostro immane debito pubblico. Diciamo pure che non vogliono vederlo: e anche questo è prevedibile, dopotutto i «tecnici» sono cattedratici universitari, prefetti, ambasciatori, generali, insomma dipendenti pubblici di lusso, sono parte ricevente del grande debito pubblico. Il «mercato» di cui parlano e predicano, loro, non l’hanno mai sperimentato su di sè.

E così, appena la tartassata popolazione ha cominciato a puntare il dito su dove si deve tagliare per risanare il Paese: dallo Stato, regioni, Comuni, provincie, Asl, da un sistema scolastico che conta 1 addetto ogni 4 studenti, dallo scandaloso finanziamento pubblico ai partiti, allora che cosa hanno fatto i tecnici? Si sono messi a gridare: «Basta coi tagli! Adesso la crescita».

Proprio adesso che dovevano cominciare a tagliare il grasso pubblico. Prima, quando tagliavano a noi, quando ci strappavano tributi esosi su redditi che non avevamo guadagnato, e stroncavano pensionati, la parola d’ordine era: «Austerità». Adesso, persino Monti sentenzia: «Crescita». Ovviamente, i partiti e i sindacati, contentissimi: «Crescita! Adesso la crescita! Andiamo in Europa a pretendere la Crescita!».

Dio sa quanto l’Italia abbia bisogno di crescita.

Ma quando tutti questi parassiti e Antipolitici si mettono a gridare Crescita, quel che intendono è: ancora più debito pubblico. Andare in Europa farsi dare il permesso di fare più debito pubblico, perchè «crescita» per loro è sinonimo di «spesa pubblica», e spesa pubblica che non li obblighi a tagliare un Quirinale che costa 4-5 volte Buckingham Palace, partiti politici che non esistono più come Margherita, Fini e Udeur, 800 mila insegnanti, milioni di assenteisti pubblici, intere regioni governate dalla criminalità in combutta coi politici che sprecano senza freni, con debiti colossali a forza di clientelismi e tangenti.

Sperano che i tedeschi si pieghino all’emissione di Eurobond, ossia che garantiscano, si sobbarchino in ultima istanza, un debito pubblico fatto di sprechi, privilegi e corruzione; sperano di mantenere anzi accrescere la fetta del 53% della ricchezza prodotta che si accaparrano loro.

Quando implorano «Crescita», non è dei licenziati e degli imprenditori che s’impiccano che si preoccupano; è che vogliono scongiurare a tutti i costi la seria riforma dello «Stato amministrativo che la crisi impone». E che sarebbe la fine dei loro privilegi.

Bisogna cacciarli via. Bisogna espellere l’Antipolitica dalle poltrone e dai palazzi pubblici in cui si è asserragliata, perchè non serve a niente. E tocca alla popolazione. Lo farà? No, perchè gran parte della popolazione riceve vantaggi – o crede di riceverli – da questa spesa pubblica patologica.

Vediamo però nei prossimi giorni. Quando la Grecia sarà sbattuta fuori dall’euro-zona, e il panico finanziario si estenderà immediatamente alla Spagna e all’Italia, e per scongiurare il ritiro in massa dei depositi, il governo «tecnico» stabilirà il controllo dei trasferimenti bancari, e persino imporrà un divieto di ritirare i propri soldi depositati, oltre un certo limite – diciamo 250 euro a settimana... Sarà l’inizio della catastrofe, durerà mesi ed anni, e anche quelli che oggi si credono privilegiati giungeranno a riconoscere che il sistema è insostenilibile. Che bisogna cambiarlo.

Poichè è molto probabile che ciò avvenga nel modo più caotico, sporco e violento (1), dove ancor più di oggi i furbi e forti saccheggeranno i deboli, ricordiamo che c’è stato un esempio di come un popolo europeo, democraticamente, con energia ma senza violenza, ha cacciato tutti i politici e ha risolto il problema del debito. Si chiama Islanda.





1
) La recente gambizzazione di Roberto Adinolfi, dirigente di Ansaldo Nucleare, rivendicata dagli anarchici, ci ha ricordato che in questo Paese c’è una sinistra che spara: ma invariabilmente, ai bersagli sbagliati. Di questo primo attentato «rosso», colpisce la vacua arbitrarietà. È un delitto gratuito, senza motivo. Non mira alla liberazione del popolo dall’oppressione statale, ma semplicemente aggiunge alla persecuzione fiscale il terrorismo contro innocenti.



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Commenti  

 
# ramuxara 2012-05-15 17:47
Effettivamente ha ragione quel signore della foto: è tutto un casino.
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# PIERO61 2012-05-15 18:53
Salve,
c'è un problema, grosso: noi italiani, me compreso, nessuno escluso...
Qui la gente si litiga e "scende in campo" solo per belinate di questo genere: i "diritti" dei froci, il campionato di calcio, il presunto riscaldamento globale, nessuno tocchi Caino (tanto Abele è morto), guai a toccare gli animali, l'omofobia e altre stupidaggini.
Domenica, a Roma hanno sfilato 15.000 persone in favore della vita, sono state accusate e vilipese dal ciarpame rosso...
La vedo ardua mettere d'accordo 60 milioni di teste come le nostre.
Però ci spero
Saluti
Piero e famiglia
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# ogogoro 2012-05-15 21:50
Parole sante.
Roberto61
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# pelzen 2012-05-16 01:57
Per metterle d'accordo, serve una cosa che si chiama b-a-s-t-o-n-e!
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# ramuxara 2012-05-16 10:52
La vedo ardua mettere d'accordo 60 milioni di teste come le nostre.
Vuote.
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# rinus 2012-05-15 18:53
Stimato direttore ha scritto tutto lei, ed essendo tutti d'accordo cosa altro possiamo scrivere?
Potrei segnalarle segnalare i nominativi dei novantaquattro senatori che hanno votato contro il taglio delle loro pensioni d'oro. Di questi 94 nominativi settanta sono del PD, il resto del PDL. La gambizzazione di Adinolfi-Ansaldo mi pare che dia al governo dei teoretici la scusa per mettere sotto controllo il territorio, ma non dai delinquenti ma dal popolo incazzato, o come variante ad arte, deprimere le quotazioni di Finmeccanica.
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# Vox Populi 2012-05-18 09:53
Concordo.
Terrorismo di Stato
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# Straniero 2012-05-19 14:17
Anche l'attentato di oggi alla scuola di Brindisi a mio modo di vedere è una maniera per far accettare alla popolazione uno stretto controllo di Polizia: proprio qualche giorno fa la Cancellieri annunciava il rischio terrorismo, e guarda caso oggi... peccato che esercito e Polizie italiani non siano efficienti - e cattivi - come quelli americani, altrimenti avremmo davvero il rischio di uno Stato di terrore come il direttore paventa per gli USA.
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# EdoardoCas 2012-05-15 18:54
Il loro sogno è prendere tutti il 5% e poi nuovo governo tecnico votato e appoggiato da tutti.
Zero responsabilità, massimo incasso, tutti contenti.
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# Lukas 2012-05-15 19:29
Concordo con Piero61, troppa gente ignorante, ignora la fine che l'aspetta.
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# makno 2012-05-15 19:44
Mah! Sarò cospirazionista , ma dopo aver letto "Il cimitero di Praga" di Umberto Eco (e non solo per questo), penso che questo attentato l'ha preparato il sistema di potere, si noti la prontezza con cui si è minacciato l'intervento dell'esercito.
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# DBF 2012-05-15 23:36
Giusto. Si é capito immediatamente. Il terronista mira alla gamba con precisione chirurgica addirittura in ginocchio tanto che il giorno dopo il ferito é giá in piedi. Un passo indietro: dopo l'attentato con calma hollywoodiana legge e ricorda la targa. Il sistema di potere invece e lí da sempre e non cambierá mai. Perciò se vogliono cambiare che lo facciano senza tante sceneggiate. Vi pare che non conosciamo l'Italia? La conoscono allo stesso modo anche gli straneri. Non é che sia diverso altrove perché il copione é lo stesso solo che i registi sono piú bravi.
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# lettera41 2012-05-16 13:30
E com’è (il Cimitero di Praga)?
Vale la pena sorbirsi le 530 pagine? Ho sentito che li ha fatti incazzare tutti e questo non è male.
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# milvus 2012-05-15 20:42
Gli islandesi sono come San Giovanni da Capestrano, frate non tutto convento e cappella. Gli apatici dagli ideali ristretti e dagli orizzonti che coincidono con la staccionata del proprio orticello, segno del benessere e del tornaconto, non sanno difendersi da soli dall'antipolitica, perchè hanno studiato economia e si sono laureati dalla tasca oligarchica "all inclusive", nel noto manuale di procedura per la distruzione nazionale. Purtroppo chi non affronta il "potere" a fatti concreti, deve tacere.
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# Franco_PD 2012-05-15 20:43
Articoli come questo mi tonificano e... mi fanno prudere le mani. Però c'è una discriminante che Blondet dovrebbe tener ben presente: luoghi e "dimensioni". L'Islanda ha una popolazione pari a quella di Padova e Vicenza sommate (ma solo città). Se consideriamo anche la periferia basta Padova. Imparagonabile Padova e provincia (quasi un milione di abitanti). Ci siamo detti tutto, penso. Quanti saranno gli statali imbucati nullafacenti, ad esempio, in Islanda? O i fancazzisti organizzati come casta? O i parassiti trafficoni inquadrati in autodifesa? Se ci sono li conosceranno tutti. Analogamente - pur senza esserci personalmente mai stato - miei conoscenti mi descrivono comunità nordamericane (medie cittadine) mai sentite qui organizzatissim e e che non hanno nulla da imparare da nessuno quanto a gestione (purtroppo comunque per loro inserite in un contesto USA). E l'Islanda poi anche in termini climatici mi sembra sia un pabulum naturale per permettere la creazione di una comunità orgogliosa e coesa. Oscenamente vera è comunque la virtuale cancellazione geografica dell'Islanda da parte dei nostri media. E' opportuno non parlarne. Il "forse si potrebbe fare... "non alberga in nessun caso qui da noi. Ma anche sulla Grecia non si stanno muovendo male: Alba Dorata improvvisamente viene completamente ignorata, in questi giorni. Dopo averci mostrato giovani nerboruti e rasati e un leader un po' tronfio ora sono tutti zitti. Stai a vedere che una volta esaurita una coreografia proposta come urtante magari c'è anche della sostanza sotto. E a continuare a parlare dei reprobi ellenici se ne dovrebbe parlare. Mi dicono ad esempio che provvedono al sostentamento di larghe fasce di popolazione ormai alla fame. Cercano di dare una sorta di organizzazione parallela ad uno Stato in sfacelo. Ma di informazioni non ne arrivano. Curiosa cosa la libertà democratica: si deve prendere atto che le cose importanti sono quelle di cui NON si parla. Come per l'appunto l'Islanda. A scuola non me lo avevano insegnato, guarda un po' tu...
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# rosalina 2012-05-15 21:14
Se in tanti secoli un governo italiano degno del nome non c'è stato, vuol dire che gl'italiani sono individui straordinari (come dimostrano le arti e il pensiero) ma che l'Italia non esiste. È una brutta invenzione, perché è una illusione. L'Italia è balcanica, è levantina. Per pranzare, andare a letto insieme, far un viaggio nulla di meglio dell'italiano; ma come compagno di società, come concittadino, meglio gli zulù.
(G. Prezzolini, lettera ad A. Soffici)
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# giannizzero 2012-05-15 21:20
"L'Antipolitica sono i politici, asserragliati dentro al Palazzo, ad escogitare nuovi trucchi legislativi per fregare i cittadini"; cioè la Polis . Sono gli anti-Polis .
Eccellente Blondet, come sempre (o quasi sempre, una volta inspiegabilment e difese a spada tratta i rumeni, popolo gaglioffo senza dignità nel comunismo e senza rispettabilità nel capitalismo... un giorno ce ne dovrà rendere conto...).

Solo una nota: l'amministrazione pubblica pletorica italiana è irriformabile e ingestibile. Per il semplice fatto che i più di loro non potrebbero fare alcun altro lavoro. Che farebbero?
Anche quando si parlava di abolire le Provincie, si sapeva benissimo che i risparmi sarebbero stati esigui, dacchè era inteso che gli impiegati ex provincia sarebbero stati "ri-collocati" in altre sedi e mansioni. Che risparmio sarebbe? Solo l'evirazione del "cappello" politico
(assessori e consigli provinciali). Poca cosa.

Che altro lavoro potrebbe fare un ambasciatore? Un consigliere prefettizio? un impiegato dell'INPS? Un ministeriale? Un funzionario del Senato? Un Impiegato del Quirinale? Gli impiegati regionali? Un impiegato della motorizzazione? Niente. E anche se sapessero zappare la terra o guidare un trattore, la desuetudine dal lavoro e la neghittosità dello statale avrebbero il sopravvento.
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# Digitor 2012-05-15 21:25
E adesso chi glielo dice al cardinal Bagnasco che l'antipolitica non è negativa e diseducativa?
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# naci56 2012-05-15 21:28
Bravo Direttore! Corretta e profonda analisi la sua... anche a me ha stupito il ferimento di Adinolfi... sarà ma sento puzza di bruciato... buon lavoro.
Marcello
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# Sergio64 2012-05-15 21:49
È un fatto ormai storicamente accertato che le BR furono pesantemente eterodirette dai servizi segreti.
Si veda - tra l'altro - in proposito una intervista ad uno dei boss della Magliana pubblicata sul Fatto di oggi (per non parlare delle note dichiarazioni del DC Galloni su Raitre, pochi anni fa).
Chi ci dice che l'attentato al dirigente dell'Ansaldo non nasconda lo stesso tipo di mandante?
A chi fa comodo il ritorno del terrorismo?
Forse fa comodo... ma coloro che temono la protesta popolare, che si vorrebbe mettere fuori legge con la scusa del terrorismo.
E allora ben venga Grillo, almeno muoviamo le acque...
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# amsicora 2012-05-16 10:38
Intervista ad uno dei boss della Magliana pubblicata sul Fatto di oggi...
Ah, sì, ora accattone fa l'opinionista...
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# ware 2012-05-15 22:02
Concordo pienamente (tranne che per le considerazioni della nota... perché non è facile prendere per buona la rivendicazione dell'attentato... come era difficile negli anni delle BR e poi ce ne siamo resi conto).
Comunque vorrei capire per bene dove tagliare la spesa improduttiva dell'Italia.

Dal DEF 2012 risulta:
- spesa per le regioni: 142 miliardi (di cui 105 per la sanità)
- spesa per il personale: 171 miliardi (11% PIL)
- Acquisto beni e servizi: 119 miliardi (7-8% PIL)

Paragoniamo questi valori a quelli di Francia e Germania e iniziamo a capire dove tagliare.
La Francia spende meno del 11% per le spese del personale?
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# cgdv 2012-05-15 23:00
Ho letto di una nuova possibile trovata vessatoria dell'Agenzia delle entrate. Rivolta a chi ha presentato regolare dichiarazione negli ultimi cinque anni e ha scaricato le spese detraibili. Non mi dilungo, ma potrebbero esserci sorprese nei modi e nei tempi di richiesta ed accertamento, che finiranno col fare apparire Equitalia nella vita dei molti onesti cittadini che si troveranno in ritardo obbligato con la documentazione giustificativa. Se i politici da noi eletti, accetteranno passivamente anche questo probabile attacco inaudito alla democrazia, urgono rimedi. Anche se non siamo solo 320.000 islandesi di bellicosa discendenza vichinga.
Giuliano
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# NominorLeo7 2012-05-16 14:51
Ho appena ricevuto la richiesta dall'Agenzia Entrate di chiarire la mia dichiarazione 730/2009. Ho soltanto un reddito da lavoro dipendente, ho fatto la dichiarazione per il 730 presso un CAF dove ho mostrato tutta la documentazione... perché pèrdono tempo a controllare me? Che cosa sperano di trovare?
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# raff 2012-05-15 23:07
Gentile Direttore, tutto giusto (o quasi) quello che scrive, tranne che nelle proporzioni.
L'Islanda con i suoi 300.000 abitanti è grande poco più del XIII Municipio di Roma, (Ostia e dintorni) che ne ha circa 200 mila.
Organizzare un referendum al XIII Municipio per mandare a remengo i politici che lo governano, potremmo forse riuscirci, magari con il sostegno degli amici di FdF.
Organizzare un referendum, su scala nazionale per 60 milioni di abitanti è impresa di tutt'altro genere. Ci vuole un Partito, o un'organizzazione equivalente, diffusa sul territorio e con idee precise, forti e condivise e con la capacità di mobilitarsi rapidamente ed efficacemente.
Una rivoluzione non si improvvisa, è il risultato di un lungo periodo di formazione e organizzazione dei ceti popolari di riferimento.
La sequenza degli avvenimenti islandesi che lei descrive è interessante, perché ricalca, per certi aspetti, il passaggio del potere, dalla Duma (Parlamento che rappresentava gli interessi della borghesia e parte della nobiltà) e i Soviet (comitati di base) degli operai e contadini nella rivoluzione d'ottobre in Russia.
In Islanda questa contrapposizion e di poteri si è manifestata fra il Governo in carica e il movimento referendario, che ha preso il potere pacificamente, anche perché non ha dovuto affrontare l'intervento delle armate bianche anglo/olandesi e il sabotaggio interno dei bankster.
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# lettera41 2012-05-16 16:24
... e ci hanno comunque impiegato quattro anni e nel frattempo probabilemente una buona parte del debito l'hanno anche pagata.
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# Wotan 2012-05-16 16:53
Citazione raff:
Gentile Direttore, tutto giusto (o quasi) quello che scrive, tranne che nelle proporzioni.
L'Islanda con i suoi 300.000 abitanti è grande poco più del XIII Municipio di Roma, (Ostia e dintorni) che ne ha circa 200 mila


Nient'altro da aggiungere.
In qualsiasi Paese europeo lo stesso risultato con gli stessi mezzi sarebbe impossibile.
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# licio 2012-05-16 19:11
FORSE IL MOTIVO DELLA INAPPLICABILITA ' DELLE MISURE ISLANDESI ALL'ITALIA NON DIPENDE DALLE DIMENSIONI DEL PAESE E DELLA SUA ESOSA POPOLAZIONE... MA DAL SEMPLICE FATTO CHE NON SIAMO PIU' UNA NAZIONE LEGATA DA DESTINI COMUNI... I SAVOIA CI HANNO PROVATO ... MA SAPPIAMO COME E' ANDATA A FINIRE... DOVREMMO RIFARE UN ALTRO RISORGIMENTO... CHI CI STA???
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# shaula 2012-05-16 00:02
"Bisogna cacciarli via. Bisogna espellere l’Antipolitica dalle poltrone e dai palazzi pubblici in cui si è asserragliata, perchè non serve a niente. E tocca alla popolazione. Lo farà? NO PERCHÉ GRAN PARTE DELLA POPOLAZIONE RICEVE VANTAGGI – o crede di riceverli – DA QUESTA SPESA PUBBLICA PATOLOGICA"...
# shaula 2012-05-08 02:21
Ciao a tutti!
Mi chiamo Italia. Sono una signora piena di metastasi. Esse hanno tanti nomi: politica, mafia, delinguenza, corruzione, ladrocinio e via dicendo.
Per questo camperó poco. Infatti giá mi trascino affranta. Tutti dicono che per salvarmi dovrei, se non proprio correre come la signora Olanda o la signora Germania, almeno tentare di camminare.
Ma per fare questo devo eliminare le mie metastasi.
E proprio qui sta il mio dramma.
Infatti esse hanno invaso tutto il mio corpo compreso il cervello, di cui hanno preso il comando.
Dunque esse non NON DARANNO MAI L´ORDINE DI SOPPRIMERE SE STESSE!...

Ecco dove sta il problema. I mantenuti sono la maggioranza e quindi, in un sistema democratico, possono obbligare tutti gli altri a continuare a mantenerli! L´unica arma a disposizione dei torchiati che pagano sempre, é la disobbedienza fiscale organizzata, applicata dal maggior numero possibile di contribuenti. Occorre inceppare la macchina diabolica. Occorre affamare la Bestia.
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# DBF 2012-05-16 00:06
Paglicciate. La democrazia diretta è stata data perché sono un pugno di mosche. In Italia non ci crede nussuno neanche Lei o forse solo i giovanissimi... poveracci. I risparmi? Che facciano quello che hanno sempre fatto. Che se li prendano tutti.
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# ares 2012-05-16 00:06
Ottimo articolo manifesto di novità e faro concreto per la navigazione di questa società.
Rimangono però due pesanti ostacoli alla eventuale ripetizione del caso Islanda qua: la mentalità escrementizia iperindividuali sta dell'italiano medio e la pesante infiltrazione nei punti chiave di varie logge e servizi che darebbero comunque sterzate considerevoli a eventuali veri moti di popolo... come fare? ci son esempi storici di VERE rivoluzioni?
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# Nova 2012-05-16 12:42
C'è la rivoluzione autenticamente popolare dell'Iran 1978.
Milioni di persone perennemente nelle piazze e nelle strade nonostante le stragi terroristiche di regime.
E Alba Dorata di Grecia.
Ieri sera si è manifestata l'indignazione con smorfie di Mentana e Fazio in coda al TG di La7 i quali dettero la notizia che il leader greco neo-nazista nega la "verità storica" delle camere a gas e dei forni.
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# henri 88 2012-05-16 00:10
Nella PA il dramma è come vengono gestiti appalti e forniture di merci e/o servizi.
E' in questo snodo che si disperdono la maggior parte dei denari dei contribuenti.
Dovrebbe esserci un Centro Acquisti non comunale, nè provinciale, nè regionale come c'è oggi; bensì, un Centro Acquisti Nazionale sotto lo stretto controllo della Corte dei Conti di Roma.
Come fanno le Multinazionali: pensate che Ikea affidi a ciascun negozio d'Italia l'acquisto dei materiali di cui necessita?

In realtà, le 1.200 euro date all'insegnante non sono il problema.
Cioè, il mettere dei soldi nelle tasche della gente che poi li spende nella comunità in cui vive è un bene.
Ma le 1.200 euro intascata da una COOP, o da una impresa edile, o da un professionista per una consulenza, o da un'azienda per beni e/o servizi che sul mercato i comuni mortali pagano 3 o 4 volte di meno (quando va bene) non arricchisce la collettività, ma pochi.
In generale, è meglio (per l'economia) dare meno però a tanti, piuttosto che molto a pochi.
E se poi questi pochi sono vecchi che non spendono nulla; oppure, sono soggetti che portano all'estero soldi facilmente "guadagnati" in Italia, allora è un doppio disastro.

Oggi l'Italia sembra in una situazione sinistramente simile a quella Argentina.
Allora vigeva la parità ARS/USD; cioè, 1 USD costava 1 peso argentino; oggi, 4,5 ARS circa.
Da noi oggi, 1 euro tedesco costa 1 euro italiano.
Domani?
Non lo so.
Però, so che aprire un conto all'estero, non è affatto vietato. Basta farlo in maniera legale.
Saluti
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# paolos 2012-05-16 05:45
Propongo che la prima parte dell'articolo, quello che illustra gli avvenimenti islandesi, magari completato di qualche dato statistico sulla sua ripresa economica, sia tradotto in greco e sparpagliato dai balconi sulle piazze delle città greche.
E se sarà necessario tradotto in altre lingue europee come il portoghese, lo spagnolo, l'inglese per l'Irlanda e si proceda allo stesso modo.
Abbiamo proprio bisogno di una sana scossa democratica per reagire a chi vuole toglierci la capacità di pensare e di decidere della vita nostra, dei nostri figli e delle nostre nazioni.
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# antonoi51 2012-05-16 08:10
Ottimo articolo.
Aggiungo che il ministro Giarda sta annullando le poche riforme della pubblica amministrazione fatte da Brunetta. Ciò a conferma che il governo dei tecnici è tutto composto da dipendenti statali.
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# stivintrigo82 2012-05-16 08:45
Direttore, grazie di cuore.
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# VALFRED 2012-05-16 11:34
Un'altra importante differenza con l'Islanda è che lì non esiste quasi Polizia, da noi ci sono mezzo milione di SBIRRI al servizio dell'infame regime usurocratico, pronti a sbranarci al minimo accenno di protesta vera.

P.S.: Ricordo quando gli "amici" di AN (Anello al Naso) e simili mettevano banchetti per implorare "più forze dell'ordine"! ora saranno contenti...
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# milvus 2012-05-16 12:30
I media tacciono dell'Islanda: perchè condividono ed ammirano dal 1945 la concezione individualista della società e dell'economia. Qui non c'è "antipolitica", non abbiamo nemmeno quella, abbiamo "apolitici", sugheri galleggianti in un mare di pretese, che hanno esteso la loro incultura politica allo scoraggiamento generale di coloro che gli servono a pagare ancora gli interessi su BOT, CCT, ed altri "incesti" finanziari a costo zero per la loro vita viziosa ed oziosa, a sangue e lacrime per chi lavora, battezzandoli "fanatici", selvaggi (con telefonino). Senza continuare ad interpretare la realtà, è comodo vivere senza fare nulla, incassando interessi sul debito. L'antipolitica è a crescita lenta, come i semi della sequoia: quando avranno qualcosa da dirci, saremo tutti sottoterra.
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# Occidente 2012-05-16 13:53
Ma perché gli anarchici non gambizzano i mafiosi?
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# licio 2012-05-16 19:17
MICA SONO SCEMI!!!
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# oriundo06 2012-05-16 15:18
Sono stato all'estero recentemente, in Egitto (Paese presuntamente di serie B per i nostri autorevoli pensatori) ed in questo breve frangente ho potuto osservare un popolo in crescita, umanamente sveglio e ben disposto verso gli stranieri, capace in parecchi di saper parlare lingue
(tante: russo, italiano, inglese sopra tutte!) e farlo assai bene, senza stereotipi xenofobi, svecchiato nelle abitudini e modi di pensare (solo quelli larvatamente misogini resistono, ma non per molto, rappresentando ideologia da ancièn régime), laborioso (anche se maldestro a volte e approssimativo: ma anche qui le differenze col passato sono immense), serio e volenteroso di apprendere dagli stranieri TUTTO. Antitesi totale con il popolo italiano ed antitesi totale con l'idea degli 'extracomunitari ' che gli italiani si sono fatta, fondata su idee di comodo da massaie al mercato rionale. Là tanti giovani, tante famiglie con bimbi piccoli, tanta voglia di fare, orizzonte politico incerto ma grande fiducia, infinita religiosità e preghiera continua, estenuante nelle sue quotidiane iterazioni, ma produttiva di forza immensa che ne deriva... Qui, decadenza piena, totale ed assoluta: vecchi queruli impotenti e ridicoli al potere, gente di mezza età a farsi credere quello che avevano desiderato essere da giovani senza peraltro riuscirci neppure allora, adolescenti a cazzeggiare, stile di vita svogliato e perdente, assoluta mancanza di fiducia in tutto e dunque egoismo totale, ieroduli sodomiti a predicare virtù alla televisione che per primi negano colla loro stessa persona... Dunque, è chiaro che esistono popoli in ascesa e popoli votati a discendere quelle scale che molto orgogliosamente avevano intrapreso a salire in gioventù, trascinandosi dietro pesi e fardelli rappresentanti non già la riuscita dei loro ideali ma la loro sconfitta, ed esibiti però come trofei: ma di chi ha effettivamente vinto su di loro, e sogghigna felice. Esiste una circolazione delle elites ed anche una circolazione dei popoli, gli uni e gli altri a corrente alternata, per così dire... Speranze: assai poche ed infinita pena per l'Italia, vittima ancora oggi del lascito della seconda guerra.
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# mauro73 2012-05-16 21:58
Direttore Lei ha una gran forza! Ottimo articolo.
Un saluto di cuore, Mauro
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# BERTIEBOY 2012-05-16 22:36
Il Direttore centra sempre l'obiettivo come un novello Guglielmo Tell.
Il problema forse è che mettere d'accordo 60 milioni di pecoroni anarchici di matrice italica non è come unificare le forze di 300.000 islandesi che sono riusciti a respingere l'assalto della finanza mondialista speculativa, lanciata all'attaccco della fragile economia scandinava, stanziata nel remoto isolotto tra la Groenlandia e il Regno Unito.
Il punto sta tutto nel fatto che a dirigere gli attacchi della plutocrazia planetaria c'è a monte un disegno millenaristico assolutamente ignorato dalle masse dei popoli europei ed extraeuropei.
Un disegno è chiaro che è di dominio e di assoggettamento delle moltitudini attraverso il mezzo finanziario (il denaro= le banche) ed economico (l'impresa)

E adesso due brevi commenti.

Ho avuto modo (anch'io) di recente di fare un viaggio all'estero, in un grande Paese: l'India.

Leggendo le note storiche di una nota guida (National Geographic) ho appreso che nella seconda metà dell'800 si sono affermate in quell'immenso Paese alcune famiglie di etnia Parsi (tra le quali: Sassoon, ovvero la stessa di Vidal Sassoon, nota casa cosmetica anglo mondiale e un'altra come Tata, più varie altre che non ricordo).
Bene girando per l'India non si può fare a meno di notare che gran parte dei mezzi circolanti, tipo automobili e mezzi pesanti, vedi camion, non sono altro che di marca Tata.
A questo aggiungiamo che l'hotel di prestigio della capitale dove ha soggiornato il sottoscritto e il gruppo con il quale viaggiava, faceva parte della Compagnia Tata, come anche il vasellame e le stoviglie (!!!) nonchè una delle principali compagnie telefoniche di quell'immenso Paese (!!) per rendere l'idea di come una famiglia che sulle guide risulta di etnia parsi ma in realtà è la solita accolita di marca (J) DOC e G in questo caso, sia saldamente ai vertici del Potere in uno Stato come l'India, in ascesa sullo scenario mondiale, che fa parte dei BRICS e non come noi, Italia, dei porci, ovvero dei PIGS.

PIGS nella definizione chiaramente della "perfida Albione".

Questo è un esempio di disegno millenaristico di potere su scala mondiale.

Per tornare all'Italietta nostra dal momento che nessuno finora l'ha fatto voglio chiosare, in breve, un intervento di un parlamentare che finora si era sempre dimostrato un super-cretino.

Ovvero il Granata, accolito di Kippah-Fini.
Ebbene il Granata si è macchiato di reato da psico-polizia. Ha dichiarato nel suo sito Facebook (Feudo Zuckerberg - (J) come Google = J) che la lobby ebraica è la più influente del mondo.
Non l'avesse mai fatto! Si è attirato gli strali della comunità ebraica dei vari Gattegna e deputati quali Perugia,+ altri... che si chiedono attoniti come sia possibile che un parlamentare della repubblica italiana possa esternare simili (aberranti) pensieri su un sito privato.

Orwell era inglese ma è stato un grande nel prevedere il Big Brother con il suo "1984" nel remoto 1948!!!

Notizia appresa A.D. 16 maggio 2012 sul quotidiano Libero che ho il vizio di leggere.

Viva FdF, Redazione e Lettori !!!
Con affetto a tutti
Bertieboy
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# Gilles 2012-05-17 07:43
Anche io avevo paragonato qualche tempo fa l’Islanda, come entità numerica, grossomodo agli abitanti della mia circoscrizione a Roma, e certamente, dal punto di vista quantitativo si tratta di una entità pressochè ininfluente sul piano internazionale. Ma l’articolo del Direttore mi suggerisce anche un’altra cosa, abbastanza ovvia. L’Islanda è un simbolo, e in un’epoca di disinformazione , di annunci falsi, di falsi attentati, di rivoluzioni virtuali, ecc., un simbolo conta tantissimo. La comunicazione oggi si basa sull’emotività della gente, nonché sulla assoluta incapacità di questa nel verificare le affermazioni, i fatti riportati o peggio inventati. Se lo scopo è quello di tenere le popolazioni sotto l’effetto narcotico di una paura costante, purtroppo bisogna riconoscere che da questo punto di vista siamo in balia di coloro che hanno in mano la comunicazione. Ha ragione l’innominabile (inteso come giornalista scomodo) quando dice che siamo tutti una massa di pecoroni ignoranti, e per contrastare le affermazioni manipolate ed inventate dovremmo studiare e informarci a più non posso, con molta umiltà. Un esempio che mi è capitato sotto gli occhi in questi giorni, abbastanza discusso, è quello secondo cui l’eventuale ritorno alla dracma da parte della Grecia costerebbe ad ognuno di noi europei più o meno 11.000 euro all’anno. Si tratta di una notizia ripresa da un noto quotidiano da uno studio di esperti economici, e usata alla fine per fare terrorismo psicologico e impaurire la gente, per l’appunto. Basterebbe un po' di buon senso per capire che l’affermazione di per se non vuol dire nulla, primo perché non si capisce quanto dovrebbe durare il salasso, ogni anno, vita natural durante dovremmo pagare 11.000 euro? Poi perché in realtà gli 11.000 euro sono a carico dei poveri greci, probabilmente solo per il primo anno, quello dell’uscita dall’euro. Altro esempio banale: quando il capo ci dice che con le riforme strutturali il PIL italiano crescerà del 6% più di quanto si avrebbe senza le riforme, cosa ci vuole suggerire in realtà? Quello che ci vuole dire veramente è che ci considera tutti degli ignoranti, che non sanno farsi due conti per verificare...
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# Pierpaolo 2012-05-17 09:43
Egregio direttore,
uno degli articoli di eccellenza, cui nulla resta da aggiungere e dal quale nulla si deve togliere.
Mi dispiace, invece, la sbrigativa nota.
Qualche riferimento a Detlev Karsten Rohwedder si sarebbe potuto fare.
Concordo, in questo senso, con i lettori Sergio64 e naci56.
Non che Roberto Adinolfi si fosse distinto per le idee politiche e sociali che avevano caratterizzato la privatizzazione prima maniera dell'apparato produttivo della ex DDR, ma nel senso che lo scopo di un attentato non è sempre quello che si vuol far credere al grosso pubblico.
Le industrie italiane più avanzate ancora in qualche modo in mano alla Stato fanno gola ai soliti "investitori", che vorrebbero accaparrarsele per un tozzo di pane, ricorrendo alla scopo a qualsiasi mezzo, sia pure l'intimidazione, la minaccia di omicidio e l'omicidio stesso. Senza contare, poi, la più facile (in Italia) "via giudiziaria".
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# Lukas 2012-05-17 09:59
In Islanda non sciolgono i bambini nell'acido, o sparano alle gambe, oppure penso non avvenga che un albanese senza patente ubriaco marcio investe cinque persone ammazzandole... Valfred
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# VALFRED 2012-05-17 10:40
@ Licio: "I SAVOIA CI HANNO PROVATO..."

Sì i Savoia ci hanno fortemente PROVATI... nel senso di SPOSSATI, SPOSSESSATI, DESTRUTTURATI... in una parola, DISTRUTTI come popolo!
Caso mai il Duce aveva provato a RIFARE il popolo italiano, come era prima della cosiddetta unità nazionale... poi l'8 settembre demo-pluto-Savoia-massonico-liberale ha mandato tutto... a "escort"!
Ora siamo una nazione in mano ai Demoni dell'Usura: si salvi chi può!!!
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# Vitoparisi3 2012-05-17 16:13
La severità della natura islandese espone agli islandesi molto bene la gravità delle cose.
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# VALFRED 2012-05-17 19:40
@lukas: In Islanda non sciolgono i bambini nell'acido, o sparano alle gambe, oppure penso non avvenga che un albanese senza patente ubriaco marcio investe cinque persone ammazzandole...

- e il mezzo milione di SBIRRI a cosa è servito, allora?
Contro la criminalità quasi nulla, contro di noi invece servono, servono!
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# Boanerghes 2012-05-18 12:36
Quando ci saremo inoltrati nel medioevo che ci attende allora, ricominciando dalle realtà locali, in Italia potremo avere 8.000 Islanda una per ogni comune.
Dobbiamo cominciare a pensarci come una rete di Islande, tutto intero il Paese è ingestibile.
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# Boanerghes 2012-05-18 12:37
Il Vaticano ad esempio quanti abitanti ha?
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# alphiere12 2012-05-18 22:47
http://www.youtube.com/watch?v=mHoEPyxJJNc

W L'ISLANDA
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# Borut 2012-05-21 09:03
Spettabile signor Blondet,
dopo essermi confrontato con un'amica (maestra di scuola elementare laureata in pedagogia) in merito ad alcuni passaggi riguardanti la scuola in Italia, lei mi ha risposto come di seguito con il suo permesso riporto testualmente:
"Gli auspicati tagli nella scuola ci sono stati eccome... e a risentirne sono state soprattutto le famiglie. Fino all'anno scorso i bimbi potevano restare ad esempio nella nostra scuola fino alle 15.30 ogni giorno senza alcun compenso extra dei genitori. Da quest'anno in poi (fino a quando?) solo due volte... si sta andando verso il tanto auspicato modello della Moratti. Ritorno a trent'anni fa quando le lezioni finivano alle 12.30 e la mamma casalinga veniva a prenderseli. Per non parlare poi delle uscite extrascolastich e dove le classi più numerose ormai sono relegate in classe per mancanza di personale. Mi piacerebbe poi veramente sapere dove si può trovare applicato questo dato: 1 addetto ogni 4 studenti? Ogni Paese sviluppato vede nella scuola una fonte di investimento, solo qua i bimbi devono comprarsi anche la carta igienica e rischiare che la scuola li crolli addosso... ma se sono i genitori stessi a chiedere i tagli alla scuola pubblica di cui i figli sono fruitori allora non so proprio che pensare!

Sandra"
In attesa di un suo commento, porgo distinti saluti,
Borut
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# Borut 2012-05-21 09:31
Aggiungo un'altro dato...
Il rapporto OCSE descrive in modo inequivocabile che:

In Italia si investe per scuola e università solo il 4,8% del PIL contro il 6,1% della media dei paesi OCSE: -1,3% (NB: un punto di PIL vale circa 10 miliardi di euro. Una bella differenza. Proviamo ad immaginare cosa dirà il rapporto OCSE nei prossimi anni alla luce delle ultime manovre del governo che hanno tagliato altri 6 miliardi circa sulla scuola).
La scuola italiana si colloca al 29° posto su 34 Paesi,
nella scuola primaria e secondaria si investe il 3,3% contro il 3,8% della media OCSE.
Tra il 2000 e il 2008 in Italia la spesa sostenuta dagli istituti d'istruzione per studente nei cicli di livello primario, secondario e post-secondario non universitario è aumentata solo del 6% (rispetto alla media OCSE del 34%). Un incremento di cui c'è poco da rallegrarsi, visto che si tratta del secondo aumento più basso tra i 30 Paesi i cui dati sono disponibili.
La spesa per studente universitario è aumentata di 8 punti percentuali, mentre la media OCSE è di 14 punti, gli stipendi degli insegnanti in Italia, tra il 2000 e il 2009, sono leggermente diminuiti (-1%), a fronte di una crescita media del 7%, in termini reali, nei Paesi dell'OCSE, gli stipendi degli insegnanti in Italia sono circa il 40% inferiori agli stipendi di altri lavoratori con livello d'istruzione comparabile.
Gli insegnanti delle scuole secondarie inferiori raggiungono in media, nei Paesi OCSE, il livello più alto della loro fascia retributiva dopo 24 anni di servizio. In Italia ciò avviene dopo 35 anni.
La spesa per studente di livello secondario superiore e terziario è leggermente aumentata: tra il 2000 e il 2008 in Italia la spesa sostenuta dagli istituti d'istruzione per studente nei cicli di livello primario, secondario e post-secondario non universitario è aumentata solo del 6% (rispetto alla media OCSE del 34%). Un incremento, peraltro, di cui c'è poco da andare fieri, visto che si tratta del secondo aumento più basso tra i 30 Paesi i cui dati sono disponibili.
Negativo anche il computo sui giovani italiani in possesso di un diploma d'istruzione secondaria: il loro numero non è mai stato così elevato, circa il 70,3% dei giovani tra i 25 e i 34 anni (con la fascia tra i 55 e i 64 anni oltre 30 punti indietro), ma la percentuale è di gran lunga inferiore alla media OCSE per la stessa fascia d'età (81,5%).
mMale, inoltre, il resoconto sulle lauree conseguite in Italia: il 20,2% dei giovani tra i 25 e i 34 anni raggiunge il livello d'istruzione massimo, rispetto alla media OCSE del 37,1% relativa alla stessa fascia d'età (34° posto su 37 Paesi).

Una fotografia impietosa dell'autentico disastro a cui questo governo, e questo ministro, stanno portando la scuola pubblica italiana.
A fronte di tutto questo disastro cosa dice, in una nota di commento, il MIUR?

"I dati del rapporto OCSE sull'istruzione in Italia confermano la necessità di proseguire nella direzione delle politiche adottate dal governo e ne indicano alcuni risultati positivi". Solo il MIUR vede dati positivi. Della serie: chi si accontenta gode?
"Gli insegnanti italiani sono meno pagati dei colleghi stranieri perché sono numerosi per fare fronte all'elevato numero di ore di insegnamento, dal momento che la media dei tempi scuola per gli studenti tra i 7 e i 14 anni nei Paesi OCSE è di 6.732 ore, in Italia siamo a 8.316 ore". Cosa hanno a che fare gli stipendi con il fatto che nella scuola italiana c'è anche il modello del tempo pieno e del tempo prolungato? Dobbiamo abolirli per avere un salario equo e dignitoso?
"Nel dossier viene dimostrata l'assoluta infondatezza delle polemiche sul presunto sovraffollament o delle classi. I dati OCSE dimostrano infatti che gli studenti italiani vivono in classi relativamente poco numerose, con un insegnante ogni 10,7 alunni nella scuola primaria (media OCSE 16) e uno ogni 11 alunni nelle secondarie (media OCSE 13,5)". È falso dire che questo dato dimostra che non ci sono "classi pollaio". Il fatto che la media del rapporto alunni/insegnanti in Italia sia più bassa non dimostra affatto che non ci siano numerose classi con un numero di alunni oltre la norma, tantissime con più di un alunno con disabilità per classe e in spregio alle norme sulla sicurezza. È la storia "del pollo di Trilussa". Il ministero, tra le altre cose, fa sempre finta di non sapere che le caratteristiche orografiche dell'Italia sono molto diverse da quelle di altri Paesi europei come la Francia, la Germania, ecc... e tali da non consentire sempre scuole grandi. Cosi come il MIUR fa finta di non sapere che, rispetto ad altri Paesi, solo in Italia ci sono tanti insegnanti di religione cattolica (circa 25.000) cosi come insegnanti di sostegno (oltre 90.000) che non ci sono in altri Paesi. Cosa facciamo, li eliminiamo per alzare la media, o è un elemento di diversità da mantenere e da considerare nel raffronto?
"I dati OCSE dimostrano - sempre secondo il MIUR - che tra il 2000 e il 2008, la spesa delle scuole per ogni studente è aumentata del 6%, mentre è aumentata dell'8% per ogni studente universitario". Il resto del rapporto però il ministero lo ha lasciato sulla penna. Perché? Completiamo noi. Se in Italia la spesa per studente delle scuole è aumentata del 6% in 8 anni, la media nei paesi OCSE è aumentata del 34%. Una bella differenza che il MIUR nasconde. Se in Italia la spesa per studente universitario è aumentata dell'8%, nella media OCSE è aumentata del 14%.

Rapporto docenti/studenti 1/4???
Saluti,
Borut
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