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Fondi “radicali” nel tradizionalismo cattolico ed in CL (2)
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Che grandezza aveva raggiunto la sua gente,
prima che lussuria, indolenza e piaceri
ne consumassero lentamente i nervi,
sino a ridurla a un ammasso di degenerati.
(Robert Ervin Howard)


Per tornare al barone de Mattei, il latifondismo deteriore mutuato dal mediocre plutocrate P. Corrêa de Oliveira, che a quanto pare credeva più alla madre che alla Madonna, dà la stura alle tendenze oligarchiche di un pugno di nobili decaduti, che, forse non poco risentiti, si atteggiano a cavalieri postmoderni: simboli ed abiti delle loro mascherate sono forse neotemplari, ma l’ideologia è più prosaicamente capitalistica, in un mix antropologicamente (e psichicamente) significativo ma dottrinalmente poco commendevole.

Come ha giustamente scritto don C. Nitoglia, per un cattolico non è sufficiente andare a messa la domenica; bisogna anche non praticare l’avarizia(1), nei casi peggiori non aver sete di dominio (la postmodernità, fondata sulla distruzione del principio di autorità [contro Dio ed il padre, per l’io: cfr. lo “Stato minimo” e il principio di sussidiarietà], si caratterizza sostanzialmente, oltre che per i suoi “artifici”, per l’abolizione del senso del limite — vera manifestazione del carattere satanico del “potere”). D’altra parte, quando si tratta di diplomazia, i lepantini, che nelle loro omelie occidentaliste non citano mai – guardacaso! – San Francesco, non vanno per il sottile: in qualche significativo (cruciale!) caso, ancora, la dottrina cattolica va a farsi benedire.

Ed allora, ecco la partecipazione all’“USA Day” (all’indomani del 11/9/2001), insieme ad esponenti della comunità statunitense degli invertiti, manifestazione ove erano presenti, ancora una volta insieme al loro ingombrante amico Ferrara, striscioni del tipo: “Lotta continua per gli Stati Uniti–Sofri Libero(2). Non una parola per il martire L. Calabresi (cattolico), ucciso su mandato di Sofri: che strano! La storia torna su sé stessa, gli opposti (sempre che siano veramente tali) si ricongiungono: gli interessi comuni giustificano e risolvono i “valori” (a volte) opposti. Il “gioco delle parti” consiste quindi in una strategia da “equilibristi”, che si fonda anche sulla diversificazione artefatta e talora concordata dei ruoli.

D’altra parte, secondo il meccanismo di azione e reazione, il teatro ispirato e governato da dietro le quinte (amministrato dai governi, “eletti” o no)(3), è funzionale alle sperimentazioni di ingegneria sociale e antropologica voluti da “derrière les coulisses”. Significative, tra il 2001 ed il 2006 (siamo in piena orgia “teocon”: de Mattei è stato consigliere per le questioni internazionali del Governo Berlusconi dal 2002 al 2006, e vicepresidente del CNR dal 2004 al 2007, e poi ancora dal 2008 al 2011), risultano anche quattro partecipazioni, in qualità di relatore, di de Mattei al “Meeting” di CL; nella relazione del 2005, “Libertà e liberalismo”, egli espone l’auspicio di una collaborazione tra cattolici e liberali (distinguendo tra liberalismo francese e liberalismo anglosassone, come M. Introvigne già distinse tra massoneria francese e massoneria inglese: dimenticando però entrambi che il Magistero condanna la Massoneria ed il liberalismo), sulla base di un vago “antiprogressismo” (lo si declama dai pulpiti di CL!) e delle liaisons dangereuses tra Ratzinger e M. Pera(4).

Inoltre, risulta come minimo bizzarro che un “tradizionalista” cattolico trovi rifugio, per la sua Fondazione, a Washington, D.C. D’altro canto, non ci si può neanche aspettare coerenza da chi negò di aver scritto sul proprio CV (che, immaginiamo, non sia stato redatto da don Curzio Nitoglia) di essere membro della “Heritage Foundation”(5): ciò che, a tutt’oggi, risulta(6) (egli fa addirittura parte dei suoi “policy experts”: le alte gerarchie della HF, organizzazione paramassonica ed “americanista” che sarebbe legata al famigerato Cercle Pinay(7), devono stimarlo molto, quindi! Infatti, il suo fondatore Paul Weyrich apparteneva anch’egli a “Tradizione Famiglia e Proprietà”, peraltro già condannata dai vescovi brasiliani nel 1985). De Mattei, tra l’altro e come già accennato, appoggiò la guerra in Iraq — contro le chiarissime dichiarazioni in merito di Giovanni Paolo II, e contro gli interessi e la vita di decine di migliaia di cattolici iracheni, ma a sostegno dei “neocon”: siamo certi che questa sua dimostrazione di buona volontà, per caso coincidente con gli interessi usraelitici, non lo portò alla vicepresidenza del CNR, appena dopo la visita al ministro inglese degli esteri John Prescott, allora in forza al governo del massone iperlibertario Blair, insieme all’altro galantuomo G. Fini, di cui era “consigliere per le questioni internazionali” nel 2003 (in un governo pieno di radicali) — ed è tuttora membro di un’altra società benefica: la antiUE (ma liberista, tanto per cambiare) “European Foundation”(8). Di tutte queste “fondazioni”, tra l’altro, si trovano pochissime informazioni su “internet” o nel dibattito pubblico(9).

Ora, per quanto riguarda alcuni aspetti “laterali” della questione della sede americana di “Lepanto Foundation”, sembra legittimo chiedersi:

1) Perché, ogni volta che c’è stato un contrasto tra dottrina cattolica e politica “neocon”, la “Fondazione Lepanto” si è allineata ai “neocon” (sul sionismo, anche contro S. Pio X e Pio XII, e a favore di Giovanni Paolo II e della “chiesa conciliare”)?

2) Perché, così spesso, alle conferenze di “Lepanto Foundation” e di “Fondazione Lepanto” partecipano massoni, ebrei atei e liberali di ogni risma (tutti però rigorosamente sionisti)?

3) Le spese connesse alla sede di “Lepanto Foundation” a Washington sono forse coperte da qualche filiale del governo USA? Se sì, perché il governo USA dovrebbe essere così interessato ad un manipolo di “tradizionalisti” cattolici? Sui finanziamenti di LF, forse può dare qualche idea questo “link”(10).

In merito, non aggiungiamo altro: non sappiamo se un giorno de Mattei, tra una Messa tridentina e una rimpatriata a Washington su Fatima, magari con P. Robert Sirico(11)che “celebrò”, nel 1975, uno dei primissimi “matrimoni” tra omosessuali in USA – si degnerà di chiarire ciò che sembra, come minimo, oscuro.

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Rileviamo quindi, sul piano di certe stravaganti convergenze politiche ed ideologiche, un rapporto preferenziale (“strategico”, secondo F. Bernabei) di alcuni dei personaggi in questione con idee ed ambienti “radicali”.

Sull’amnistia, sono anche note le rocambolesche vicende inerenti all’accoppiata M. Pannella-L. Amicone(12) (già direttore di “Tempi”, non tradizionalista ma, più semplicemente, cerchiobottista: che giustifica i suoi rozzi equilibrismi citando spesso alla rinfusa Giussani, Leopardi e Pasolini, che da quando è stato ucciso va bene un po’ per tutto); la corrispondenza di amorosi sensi col noto depravato radicale è in CL ben risalente, tanto che lo stesso Amicone, intelligentemente come è suo solito, ricorda che persino Don L. Giussani (“il pesce puzza dalla testa”, recita l’adagio) affermò: “ci vorrebbe un Pannella a dirigere ‘Tempi’”.

Noi, comunque, non notiamo al riguardo grandi differenze (la direzione è appena passata ad A. Giuli: altro [ex] fogliante, e altra casualità!). CL, un movimento originariamente progressista (l’acronimo rovescia LC!), si è ora situato, dopo una fase “conservatrice” e crassamente “neocon” (“Bush uomo dell’anno”, riprendeva “Tempi” addirittura da “Time”, nel 2004)(13), nell’area delle banderuole senza alcuna dignità intellettuale o morale (“Tempi” sostenne addirittura il massone M. Monti, anche tramite il solito Ferrara, quando il tecnocrate in questione era al governo, e mostrò simpatie per il primo Renzi(14), mentre ora CL ha fatto pronunciare il discorso inaugurale del Meeting del 2020 a M. Draghi): tant’è che, tra le mille altre cose che si potrebbero ricordare, padre G.M. Carbone fu impossibilitato a intervenire, con un contributo sul “gender” già in programma, al “Meeting” di Rimini del 2015(15).

Vicino a CL, quanto meno per certi atteggiamenti stranamente elusivi, è R. Cammilleri. Qui si può vedere un saggio di una sua certa protervia e manifesta incompetenza (ad ogni modo, il romanziere siculo si mostra in teoria avverso ai “tecnocrati”, cercando in tal modo di risultare parzialmente “controcorrente”: un colpo al cerchio, ed uno alla botte!): Cammilleri non risponde mai nel merito alle domande sul signoraggio. D’altra parte, come attendersi altro da uno che frequenta assiduamente “Radio Radicale”(16) e che ha scritto, con l’altro benefattore E. Gotti Tedeschi, il libro dal titolo inequivocabilmente calvinista “Denaro e paradiso. L’economia globale e il mondo cattolico” (Torino 2004)?

Sempre nel prosieguo del “dibattito” scatenato dal suo intellettualmente mediocre e moralmente spregevole “antidoto”, Cammilleri afferma che voterebbe il flâneur ultraliberista O. Giannino (anche lui ex “fogliante”), anche se quest’ultimo è a favore alla ricerca sulle cellule staminali (e chissà a cos’altro). I “valori non negoziabili” – brutta espressione di ascendenza mercatista – vanno bene, ma se il governo rischia di cadere si fa una eccezione (secondo la lezione di G. Andreotti).

Va invece riconosciuto a de Mattei, rispetto agli scribacchini di CL, un certo coraggio, ad esempio nella sua critica argomentata a Bergoglio: coraggio che, però, pare inestricabilmente intrecciarsi ad una visione “oligarchica” dei rapporti tra uomini (teologia di Plinio vs “teologia del popolo”), mai abbandonata; coraggio che, tra l’altro, non esclude il riconoscimento dell’argentino come Papa, in virtù di rocambolesche teorie fallibiliste(17) (non si vede perché mai gli storici debbano atteggiarsi a teologi), con cui, come al solito, si salvano capre e cavoli (la capra essendo giustamente Bergoglio, i cavoli la possibilità per il cattolico di “resistere” al Papa, ogniqualvolta lo ritenga: oggi, praticamente sempre. Il come, il perché e il quando lo decidono a Washington, ovviamente).

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Ad ogni modo, nella vulgata propria di questi salotti e sacrestie, spesso stilisticamente ineccepibili, Cristo sarebbe, a seconda dell’opportunità politica, capitalista (finanche costruttore di grattacieli), cavaliere postmoderno e latifondista, carcerato amnistiato anche se colpevole e reprobo, ovvero addirittura “buongustaio”. Chissà, forse uno dei pochi effetti benefici del Vaticano II fu l’instaurazione di ottimi rapporti con certi ambienti, che, a tutt’oggi, ci garantiscono da attentati “islamici”. Ad ogni modo, non vi è dubbio che il processo di “trasformazione del partito comunista in partito radicale di massa” (espressione di A. del Noce, maestro di de Mattei!) riguardi oggi, in fase avanzatissima, la Chiesa cattolica.

Quanto detto, dunque, induce a più di un sospetto sulla esistenza di una trasversale “lobby” radicaloide (non si tratta solo della possibilità di “cambiare casacca” in Parlamento, ma di costituire un referente ben collegato – anche se numericamente insignificante – alle élites finanziario-nichilistiche), di cui fanno parte esponenti di destra o di sinistra: che, però, stranamente si uniscono quando si tratta di difendere il piagnucoloso Sofri (se pure qualcuno rimane inerte, in questo caso il silenzio costituisce assenso, ovvero opportunistica ipocrisia, come abbiamo visto) o le guerre israelitico-statunitensi. Altrettanto tetragona è la difesa di “Israele”; ma su questo, i signori in oggetto sono in buona compagnia (pur atteggiandosi a vittime, mentre le vere vittime soffrono e muoiono nei campi di concentramento sionisti: di cui essi non parlano mai).

I “fondi radicali”, cui abbiamo fatto cenno, non sono che l’espressione “politico-ideologica” di un’autentica religio mortis, che celebra un cadavere in decomposizione e si esprime su vari piani, in modo perfettamente coerente: etico (libertarismo e tecnoscienza; ideologia dei “diritti civili”: aborto(18), divorzio, “omofilia”, pedofilia(19), “genderismo”, etc., con l’annientamento della famiglia e della libera personalità umana e la sua trasformazione in monade isolata, e quindi manovrabile a piacimento dalle centrali mondialiste, in ciò facilitate dalla distruzione dei “diritti sociali”); militare (guerre “usraeliane”); culturale (meticciato e distruzione delle “identità” dei popoli e degli Stati: monoculturalismo di fatto e multiculturalismo teorico; la cd. “integrazione” è in realtà la definitiva disintegrazione dei popoli europei operata anche tramite l’immissione in un corpo già infettato di disperati, debosciati o criminali da “occidentalizzare”, con la scusa del “dialogo” che tra l’altro cozza contro l’idea di “integrazione”); economico (euro e cessione della sovranità monetaria e, tendenzialmente, di quella politica da parte degli Stati; liberismo e “schiavitù volontarie” o “coatte” connesse)(20): in una parola, il “capitalesimo” come negazione e dissacrazione del senso del limite (l’abolizione delle frontiere è, di fatto, la manifestazione “politica” di quest’ultima negazione, di cui il neocapitalismo è la espressione “economica”), che si caratterizza come teologia poiché l’unico tabu che afferma dogmaticamente è quello della impossibilità de iure e/o de facto della critica del “sistema”.

Questo stesso piano Bergoglio sta perfezionando impunemente, ad es. con la sua glorificazione dell’“accoglienza” (ossia della deportazione/invasione dell’Europa da parte delle masse allogene, che è la controparte dell’ideologia dello sradicamento degli europei dalla propria terra natale).

Rifiutare solo parte di questo “programma”, accettandone il resto, significa essere miopi o, più verosimilmente, in malafede: ad es., al liberismo si confà perfettamente l’ideologia immigrazionista(21), per ottenere col ricatto manovalanza a più basso costo, la sostituzione etnica e la “integrazione” (a parole) nella disintegrazione (coi fatti). Se poi si fa addirittura parte di fondazioni mondialiste, la questione è ancora più grave.

A nostro modesto avviso, in forme certamente diverse per grado e per responsabilità, tutti i personaggi qui elencati contribuiscono, con le loro attività, a favorire l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, il cui esito è inevitabilmente il caos (“controllato”: come l’immigrazione, si tratta di una emergenza continuata e voluta): quello stesso che essi, spesso a parole, combattono.

La testa di ponte per il trionfo dell’informe è oggi questa dottrina caratterizzata da un “maelstrom” di sionismo e liberalismo/liberismo: se uno assente al dogma occidentalista, la domenica può anche andare alla Messa tridentina (un po’ come certi gruppi “Ecclesia Dei”: se assentono, tacendo, al Vaticano II, possono addirittura celebrarla senza che la misericordiosa scure di Bergoglio si abbatta su di loro, come è successo ad altri, meno accorti).

In ultima analisi, il “cattolicesimo” dei vari de Mattei, Cavalaglio, Amicone, Cammilleri non è altro che un artificioso liofilizzato reso incommestibile dal veleno neomodernistico, miserabilmente piccoloborghese ed intellettualmente nauseabondo, del tutto funzionale alla globalizzazione
(di cui essi, dopo averne servito la causa, raccolgono le briciole, ai margini o sotto il tavolo globalista): i figuri in questione si possono ben considerare autentici, insignificanti ma utili cuccioli da guardia del mondialismo.

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Esistono, da sempre, nemici esterni e interni alla Chiesa, palesi e occulti: senza sottovalutare i primi, è bene forse concentrarsi sullo smascheramento dei secondi, più subdoli e quindi più pericolosi.

Parafrasando M. Fini (quando questi si rivolgeva ai “neocon”): fate tutte le guerre che volete, ma non ci prendete per il culo. Contrariamente ad ogni principio di “bon ton”, o allo “slogan” imperante della “dignità umana”, noi non abbiamo alcun rispetto né per i ciarlatani, né per gli infiltrati, né per chi vuole tenere il piede in due (o più) staffe, per poi, al momento giusto, posizionarsi in quella “vincente”. Tutto molto italiano. Forse, si potrebbe pure pensare che eunuchi e invertiti compensino le loro aberrazioni con l’attuazione di una subdola politica “di potenza”.

Una volta, al circo, quando cadevano gli equilibristi entravano i pagliacci; oggi, incredibilmente, le due figure spesso si identificano.

Baldr da Thule



1) Tale anticomunismo di servizio, in ultima analisi, si riduce a questo, divenendo supporto consapevole del neoliberismo (contro la dottrina cattolica: “non fatevi tesori sulla terra […], ma fatevi tesori in cielo” [Mt 6,19-20]). Nell’epoca successiva al crollo del Muro, quasi infallibilmente, si scrive “anticomunismo” e si legge “americanismo”.

2) “Sì oggi ci sentiamo tutti yankee”. Si potrebbe scrivere molto sulle connessioni di questi “radicaloidi” e la difesa ad oltranza di Sofri, da cui si dipartono i vari, interessati “garantismi” e su cui si riverberano antiche amicizie; oggi, tra i “foglianti”, spicca (!) la pannelliana A. Chirico, autrice di pezzi che trasudano libertà in grembiule (qui un suo capolavoro di onestà intellettuale) e responsabile dell’associazione “Fino a prova contraria”, definito da lei stessa “movimento cool” (per il suo impegno in questo senso Renzi le ha chiesto di candidarsi alle prossime elezioni, all’insegna di un nuovo “PDR” di cui le candidature di Casini e Lorenzin costituirebbero un segnale importante), che ha promosso all’ultima “Leopolda” (Pannella sarebbe “un grande italiano del ‘900 che ha contribuito a modernizzare il nostro paese”), divulgatrice di espressioni quali “non è la mia tazza di thé” (“it’s not my cup of tea”) ed autrice di “Siamo tutti puttane” (Venezia 2014), in cui proietta arbitrariamente le proprie qualità, onestamente riconosciute, sull’intero genere umano. Noi, se fossimo violenti, la prenderemmo libertariamente a calci in cool.

3) Per capire, in parte, chi “governa”, v. qui (“complesso militare-industriale”). Tuttavia, non ci sarebbero i soldi per il “reddito di cittadinanza” (cui peraltro noi siamo, in principio, contrari).

4) Sarebbe anche interessante approfondire su alcune istituzioni – forse connesse, almeno idealmente, tra loro -- che promuovono il pensiero “neocon”: l’IMT di Lucca, creatura di Pera (dove ha insegnato islamistica la moglie dell’altro ex convertito occidentalista M. Allam, V. Colombo: ora Allam è una sorta di predicatore sovranista da avanspettacolo, peraltro indebitato fino all’osso), l’Università Europea di Roma (dove opera de Mattei) e l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum”, dei Legionari di Cristo (istituto fondato da un pedofilo, colpito da uno scandalo finanziario: tanto per cambiare), dove ha insegnato de Mattei. Qui alcuni sviluppi sull’IMT (e sulle dimenticanze di Pera sul ministro M. Madia).

5) Qui de Mattei nega ciò che sul suo CV afferma (“non sono mai stato membro della Heritage Foundation”, al p. 2 delle “risposte”): siamo alla dottrina ed alla prassi della “doppia verità”? Si noti inoltre l’uso dei termini: “nazi-cattolico”, ciò che accomuna de Mattei all’ultimo scriba di regime e lo distingue nettamente da chi, pagandone le conseguenze, è stato tanto coraggioso da scrivere questo articolo.

6) (Consultato il 24/01/2017).

7) De Mattei forse dimentica, tra le altre e stranamente per un sedicente “tradizionalista”, la chiarissima condanna dell’“imperialismo del denaro” (Pio XI) e dell’americanismo (Leone XIII).

8) Sulle attività e sulle prestigiose amicizie di de Mattei si può vedere qui.

9) Cfr. qui.

10) La fonte del “link”, reperibile pubblicamente sul “web”, sembra attendibile. Quanto essa afferma (“organization which receives a substantial part of its support from a governmental unit or the general public”) non pare aver mai trovato smentita ufficiale, confermando quindi i nostri dubbi (che non sono, proprio in quanto tali, certezze). È forse anche in relazione a ciò che de Mattei e “Corrispondenza Romana” tacciono sulla Siria?

11) Poco dopo essere stato accettato nella esclusiva Mont Pelerin Society (iperliberista, ça va sans dire), nel 1990 fu cofondatore (ed è attualmente presidente) dell’Acton Institute “per lo studio della religione e della libertà” (corsivo nostro; l’istituto, che ha una sede a Roma, è finanziato da tre fondazioni legate ad “Amway” e dalla Exxon), oltre che, in tenera età, “scopritore della propria omosessualità”, poi evangelico hippie e quindi pentecostale propagatore del verbo omosessualistico-sadomasochista (tra molteplici oggetti “impropri”, dirigeva la vendita all’asta di giovani maschi nudi in un locale di L.A.), convertito al cattolicesimo e ricevuto nel 1982 presso un ordine gay-friendly (i “Paulist Fathers”), oltre che fondatore di una comunità religiosa anch’essa gay-friendly: a conferma che il liberismo economico spesso deraglia nel libertarismo morale. Ennesimo strano amico di De Mattei, questo padre “cattolico”, che ad es. su “Corrispondenza Romana”, diretta da de Mattei stesso, discetta su un tema cruciale: perché è giusto che i cattolici facciano i regali di Natale. Si noti anche che Lord Acton (sul sito dell’istituto vi è tutta una parte dedicata alla “tradizione liberale” [come si fa a mettere San Tommaso con Locke, è un mistero: http://it.acton.org/], scomunicata dalla Chiesa: de Mattei lo sa?) era un cattolico liberale che fu contrario all’infallibilità papale (“il potere corrompe, e un potere assoluto corrompe in modo assoluto”) e prossimo alla scomunica. M. Martinez ha scritto: “L’Acton Institute è uno di ben 275 think tank lanciati dalla fabbrica che si chiama Atlas Institute, che si ispira in larga misura al pensiero di Ayn Rand, una liberista estrema che difficilmente si potrebbe definire cattolica” (l’ultima frase è un chiaro eufemismo). Anche alla Rand, forse non a caso, Sirico dedicò una sua conferenza nel 1989, in coincidenza con la sua ordinazione; egli è stato anche uno degli “editors” del “Compendio della dottrina sociale della Chiesa” (2004). Attenzione, infine, alle date: “Lepanto Foundation” aprì la sua sede a Washington nel 2001; “Acton Institute” aprì la sua a Roma nel 2002; la guerra in Iraq è del 2003; de Mattei è consigliere di Fini nel 2003, e diviene vice del CNR nel 2004.

12) Tra gli innumerevoli segni di amicizia e di condivisione ideologica da parte del mondo cattolico nei confronti di Pannella, lo stesso Amicone, nel 2013, diede la sua disponibilità a candidarsi nella lista “Amnistia, Giustizia e Libertà” promossa da Pannella medesimo. Cfr., sulle liaisons dangereuses.di Amicone, qui (“Lc e CL. Adriano Sofri”, con intervento di Amicone); e qui (in cui, in occasione dell’ultimo anniversario della morte di Pannella, Amicone fa “un atto di memoria e resistenza antifascista, in suo onore”, rappresentandolo come un novello S. Paolo [sic]); qui,  n. 56 (R. Farina e il Partito Radicale). Ci si chiede come si possa uscire da casa senza passamontagna se si dice di essere a favore della famiglia naturale e contemporaneamente sodali anche politici di chi ha promosso in Italia divorzio e aborto, apprezzando al tempo stesso la critica ratzingeriana alla “dittatura del relativismo” e il “partito di massa del relativismo” in cui si è trasformata l’Italia sulla base dell’azione di infiltrazione ai più alti livelli del Partito Radicale per divulgare nelle menti le proprie perversioni ideologiche contro Dio, lo Stato, la famiglia e la persona; o anche pubblicare, da direttore del settimanale su cui usciva il pezzo, le pietistiche quisquilie di Sofri, non cattolico e assassino di un fervente cattolico e servitore dello Stato: una “attrazione fatale” che rimanda almeno al 2004, quando Amicone scrive sulle “vite parallele” di LC e CL.

13) Con quella stessa copia di “Tempi” riuscimmo provvidenzialmente a riequilibrare un nostro recalcitrante tavolino sbilenco.

14) Un esempio di sintesi di intervista in ginocchio si può trovare qui. Non è un caso che il sommo statista fiorentino verrà poi invitato al “Meeting” del 2015: lo stesso nel quale a Padre Carbone, significativamente, fu tolta la parola (v. nota successiva). D’altra parte, molti “conservatori” si sono repentinamente convertiti al renzismo: sicuramente, anche in questo caso, per questioni di “opportunità”. Se i ciellini sono sensibili alle questioni inerenti alla pedofilia internazionale, forse interesserà loro la nomina a consigliere del Conte E. Davignon da parte del giullare fiorentino, nel 2010, quando Renzi era sindaco di Firenze.

15) Altro esempio di “occidentalismo cattolico”, da un punto di vista “culturale”, è quello di G. Jacob, che sostiene che Halloween è una “grande festa cattolica”, e che, sì, “la massoneria esiste” (con citazione autorevolissima del coerentissimo M. Introvigne. In effetti, si tratta, come la signora stessa ammette nello slogan di introduzione al suo “blog”, di “una voce dall’abisso”.

16) Che ci è costata, per il solo 2012, circa 14 milioni di euro; a tal fine, la “cattolica” E. Roccella (con un tremendo passato radical-abortista, di cui a tutt’oggi si gloria), insieme ad altri suoi “correligionari” (ad es. l’instabile ciellino e venale falsario R. Farina, nel 2017 passato al Partito Radicale Transnazionale ma ancora collaboratore di “Tempi”), ha firmato accorati appelli. I radicali, che politicamente, in virtù dei loro quattro elettori, non dovrebbero contare nulla, in realtà dominano la scena “politica” da dietro le quinte. Cfr. il caso attuale de “Il Foglio”, cui sembra che il M5S voglia revocare i pubblici emolumenti, con relativo piagnisteo dell’intero arco parlamentare che, crediamo, sortirà i suoi effetti.

17) Per farsi quattro risate (ma ci sarebbe da piangere) basterà leggere de Mattei, Apologia della Tradizione, Torino 2011; qui il lavoro è criticato con argomenti inoppugnabili (con riferimento documentale al culto della mamma di Plinio nella TFP; di Plinio stesso, gli aderenti alla setta si facevano inoltre “schiavi”).

18) D’altra parte, sembra arduo comporre l’aporia, per dire, tra l’articolo di “Corrispondenza Romana” in merito alla “Marcia della Vita” del 2014 (50000 a S. Pietro per dire “no all’aborto senza compromessi”: e la presenza di Assuntina Morresi allo stesso evento-Convegno, in qualità di relatrice (“la 194 è una buona legge”, scritto nero su bianco sul n. 28 di “Tempi”: saranno contenti la Roccella, Amicone e compagnia cattoradicale!). La Morresi, d’altronde, riesce ad infilarsi dappertutto, in specie presso circoli “atlantisti” (Meeting, “Tempi”, “Avvenire”, Gregoriana, Università di Perugia, Magna Carta, Comitato Nazionale per la Bioetica, Acton [con cui ha collaborato anche l’onnipresente de Mattei], etc.): che abbia anche lei qualche ascendenza, anche solo “ideale”, radicale?

19) Argomento che varrebbe la pena approfondire: molto critici verso la “pedofilia nella Chiesa”, i radicali sono quantomeno indulgenti nei confronti del medesimo flagello, quando esso si manifesta in forme “laiche” (la pedofilia, secondo D. Capezzone [che oggi scrive per “La Verità”], sarebbe un “orientamento sessuale”). Per capire certe tendenze radicali – in questo caso rappresentate in modo non particolarmente intelligente – basta leggere qui. Bergoglio ha cercato di scavalcare a sinistra i suoi amici radicali, nominando allo IOR il pederasta Mons. B. Ricca, addirittura dichiarando venerabile Mons. G. Carraro (pedofilo?) ed omaggiando (in vista di una sua probabile beatificazione) l’omosessuale e pedofilo “potenziale” Don Milani (il “donmilanismo” ispirò il famigerato R. Fiesoli del “Forteto”): ciò che potrebbe costituire il “sigillo papale sulla pedofilia”.

20) Si pensi all’immane, immondo mercato della pornografia, oggi per lo più fruita on line, e cui ben poche figure autorevoli dedicano la loro attenzione: sarebbe bene, a tal riguardo, indagare le ragioni di questi eloquenti silenzi.

21) Che può anche essere una prassi ben lucrosa. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Cavalaglio (i suoi amici de “Il Foglio” sono repentinamente passati al sostegno alle ONG, che non amano il loro prossimo, ma, forse con qualche interesse, il lontano, e che, chissà perché, invece di portare i “migranti” nei porti più vicini alla Libia, li conducono tutti in Italia): forse egli si porrebbe dalla parte di Galantino, Saviano e del gran cerimoniere della dissoluzione Bergoglio solo perché a denunciare pubblicamente il “sospetto” di turpi commerci di esseri umani furono, tra gli altri, gli odiatissimi “5 stelle” ed addirittura un pm (“Caritas Germany” sembra essere uno degli sponsor di MOAS: che è una “struttura paramilitare”, in sé, certamente connessa al governo USA e forse anche ad operazioni di “intelligence”; la cofondatrice del MOAS stesso afferma, significativamente: “è un’organizzazione che mio marito Christopher ed io abbiamo deciso di fondare nel 2013, per rispondere alla chiamata di Papa Francesco da Lampedusa contro la ‘globalizzazione dell’indifferenza’ […] MOAS crede che ‘Nessuno Meriti di Morire in Mare’ [sic] [corsivo nostro]; evidentemente per terra o per aria, sì). Sarebbe ancor più interessante approfondire finanziatori e reti di rapporti inerenti alle varie ONG, la cui dubbia azione, tra l’altro in opposizione a quella delle forze dello stato (che però, insieme alla chiesuola di Bergoglio, è spesso ancor più spregevole nel suo lavoro di autodistruzione), non ha impedito (anzi, forse ha determinato!) il recentissimo, esponenziale aumento delle morti dei “migranti” (= in gran parte, clandestini) e ha generato un flusso migratorio esponenzialmente più ampio rispetto a quello di qualche tempo fa (non si tenga conto delle parole, mendaci e buffonesche, di Renzi), spesso molto ben organizzato, con l’aiuto di scribi mendaci, e contro la legge (La verità sui “migranti”, che riprende che riprende China will govern Eurasia). Dalla tradizionale geopolitica di potenza si è quindi passati al caos razziale, mascherato da “accoglienza umanitaria” e favorito da chi dovrebbe osteggiarlo, come metodo di distruzione (prima del Medio Oriente e poi) dell’Europa, con la compiacenza e la partecipazione di affaristi senza scrupoli e “operatori sociali” spesso senza arte né parte (sulla sostituzione, a partire dal 2015, degli scafisti con le ONG, ecco le prove [cui già faceva riferimento C. Zuccaro nella audizione al Senato del dicembre 2016], ad uso di servili figuri prezzolati quali Parenzo, de Luca e il renziano Cerasa (che ha in tal modo proseguito alla perfezione l’opera di Ferrara), favorevoli a prescindere all’invasione dell’Italia; cfr qui. Non è un caso che Cerasa abbia dichiarato di votare PD o Bonino. La causa profonda di tutto ciò, oltre alla possibilità di scatenare e governare il caos, è l’”odio puro”, “rituale” (anche qui, facilitato da chi vi si dovrebbe opporre). Sulle ultime novità riguardo alle attività “umanitarie” di alcune ONG cfr. qui.


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