IOR, la richiesta dei deportati
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Un gruppo di sopravvissuti all'Olocausto provenienti dall'ex Iugoslavia edall' Ucraina hanno chiesto alle autorità dell'Unione europea di indagare per verificare se la Banca Vaticana abbia svolto un ruolo nel trasferimento di beni rubati dai nazisti a persone deportate nei campi di concentramento.

Il Vaticano ha sempre negato che l'Istituto per opere religiose (IOR) sia stato coinvolto nel riciclaggio di denaro sporco proveniente dai  nazisti, che lo avevano sottratto a ebrei e ad altre vittime dell'Olocausto. Una causa in  questa direzione era stata abbandonata da un tribunale degli Stati Uniti nel 1999. I promotori dell'azione stanno ora portando il  loro caso all'attenzione delle autorità europee, suggerendo che lo IOR è obbligata a fornire piena trasparenza secondo i termini dei nuovi regolamenti bancari europei, che lo IOR ha promesso di attuare.

"Chiediamo che la commissione apra un'inchiesta sulle accuse di riciclaggio di denaro delle vittime dell'Olocausto compiuti da organismi finanziai associati con lo Ior, o che sono agenzie del Vaticano" ha dichiarato Jonathan Lewy, un avvocato con base a Washington che lavora per conto dei sopravvissuti e dei loro eredi. Lewy ha scritto in questo senso una lettera il 20 ottobre scorso a Olli Rehn, comissario europeo per gli affari economicie  monetari, e successivamente ha passato il testo all'agenzia Bloomberg.

Marco Tosatti

Fonte >
  La Stampa



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