Nella rubrica “L'opinione dei lettori” pubblichiamo, in un apposito spazio, i contributi del lettore,
se lo stesso è d’accordo, firmati o non firmati e se sono da noi ritenuti di interesse generale.
I contributi possono anche ricevere la risposta del direttore Maurizio Blondet.
ARCHIVIO DI GIUGNO
30/06/2007 20.30 Semplici saluti dal Brasile
Egregio signor Blondet,
sono un italiano che da pochi anni vive in Brasile, nell’interno, pressoché fuori dal mondo.
Pensionato, con la quale pensione in Italia riuscirei a malapena pagare un affitto.
Bene.
Leggo tutte le mattine i suoi articoli con molto interesse, e devo dire che sempre mi trovo d’accordo con Lei.
Certo Lei deve lavorare molto, in quanto in altri siti, trovo suoi articoli.
Tutto questo per farle sapere che anche dalla altra parte dell’atlantico c’é chi legge i suoi interventi.
Naturalmente non spero che Lei mi risponda, con tutto quello che ha da fare, ma tra e-mail di critica, o peggio di contestazione, penso che una breve missiva di plauso ed incoraggiamento, unito ai complimenti per il suo modo di scrivere chiaro e sintetico, le possa fare piacere.
Un caro saluto
Franco Bonifacio
(Ceará, Brasile)
RISPOSTA
Mille grazie a lei.
Fa piacere sapere di essere letti da “fuori dal mondo”.
Miracolo - internet!
Maurizio Blondet
30/06/2007 19.30 Cristiani in Medio Oriente
Dottor Blondet,
Le invio un articolo che mi pare in controtendenza ed intelligente sulla situazione dei cristiani in Medio Oriente e sulla manifestazione del Magdy nazional-popolare.
Buon lavoro.
Giancarlo da Padova
Vita, domenica 24 giugno, pagina 19
Così la guerra di civiltà sta stritolando i cristiani in medioriente (L. Brunelli)
Salviamo i cristiani del Medio Oriente.
Con questo slogan è stata indetta per il 4 luglio, a Roma, una manifestazione per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tragica situazione delle comunità cristiane nel mondo arabo e protestare contro la mancanza di libertà religiosa nei regimi islamici.
A lanciare l’idea Magdi Allam, sulla prima pagina de Il Corriere della sera, il 13 giugno.
Il quotidiano cattolico Avvenire l’ha subito sponsorizzata.
Un Manifesto di adesione è stato firmato da politici e giornalisti.
Chi ha avuto l’opportunità di conoscere da vicino la condizione delle minoranze arabo-cristiane - così poco note in Occidente - non può che rallegrarsi di ogni iniziativa che si prefigga di aiutarle.
Ma ci sono alcune cose che non convincono nel Manifesto dei promotori della manifestazione. Alcuni, anzi troppi “silenzi”.
Viene citato il caso dei cristiani in Iraq.
E’ vero, la loro vita è diventata un inferno.
Il caso della Siria...
Sono stato in Siria, recentemente, per realizzare un documentario, e ho parlato con decine e decine di cristiani in fuga dall’Iraq.
Nel caos in cui è precipitato il Paese sono diventati il bersaglio più indifeso delle varie milizie armate, dei gruppi islamici più violenti e integralisti.
Monsignor Antoine Audo, vescovo caldeo di Aleppo, responsabile dell’accoglienza dei profughi cristiani, prevede che entro pochi anni non ci sarà più un cristiano a Bagdad.
E aggiunge, quasi arrossendo (perché è una verità molto amara), che tutti i cristiani della venerata terra di Abramo ormai rimpiangono i tempi di Saddam Hussein.
Ecco una verità che Magdi Allam e il suo Manifesto preferiscono tacere: i guai per i cristiani iracheni sono iniziati quando gli americani hanno “liberato” l’Iraq.
Provate a parlarci, ad ascoltare le loro storie: vi diranno tutti la stessa cosa.
Esito paradossale di una guerra giustificata con l’ideologia - apprezzata a suo tempo da alcuni dei promotori della manifestazione dell’esportazione della democrazia con le armi.
Ci sono altri silenzi nel Manifesto di Allam.
Si accenna fugacemente alla minoranza cristiana in Siria, dando cifre sballate (i cristiani non sono il 7%, sono fra il 10 e il 12% della popolazione) ma soprattutto omettendo due imbarazzanti verità. Primo, alle comunità cattoliche dello “Stato-canaglia” è garantito uno degli statuti più tolleranti in tutto il mondo arabo.
Secondo, i cristiani siriani hanno vissuto un solo incubo negli ultimi anni: un intervento militare americano anti-Assad, con le stesse catastrofiche conseguenze di quello iracheno.
... E quello della Palestina.
Sono dati di fatto antipatici, sgradevoli forse, ma sono dati di fatto.
Nel Manifesto di Allam non poteva mancare una menzione dell’esodo drammatico dei cristiani della Terra santa.
Ma anche qui, si racconta solo un pezzo di realtà.
Dando l’impressione che la fuga dei cristiani sia tutta e solo dovuta alla crescita del fondamentalismo islamico.
Fenomeno purtroppo in espansione nei territori palestinesi e sicuramente allarmante.
Ma basta aver parlato qualche volta con gli arabi cristiani di Betlemme, Nazareth o Gerusalemme per rendersi conto che la realtà è molto più complessa.
Essi sono e si sentono palestinesi, condividono l’aspirazione della loro gente ad avere una patria. Soffrono come tutti, da decenni, la situazione di guerra e le restrizioni imposte da Israele ai territori palestinesi: molti di loro sono piccoli commercianti che vivono del turismo religioso, la drastica riduzione dei pellegrinaggi li ha penalizzati più di altri sul piano economico.
Ora, in più, sono esposti anche al fanatismo islamista che nelle situazioni di frustrazione e caos trova un terreno di crescita favorevole.
Saggiamente i Papi hanno sempre unito la preoccupazione per la sorte dei cristiani con l’esigenza di una soluzione giusta e duratura alla questione palestinese.
Non lo scontro ideologico ma la pacificazione della Terra Santa e della intera regione è la via da seguire se si vogliono salvare, davvero, i cristiani del Medio Oriente.
30/06/2007 18.30 Studi di settore e “8 settembre”
La mia testimonianza di menzogna di regime risale a qualche giorno fa.
Su radiotre ascoltavo “Prima pagina”.
Dopo la lettura dei quotidiani del mattino, fra i successivi interventi degli ascoltatori spiccava quello in materia di studi di settore.
La tesi era quella che, in fondo, il contribuente soggetto all’applicazione degli studi può, se vuole (sic) non aderire al loro risultato, e pagare quanto ritiene dovuto sulla base delle sue scritture contabili.
Il “bravo” conduttore della trasmissione cosa fa?
Avalla la tesi, naturalmente...
Come se non sapesse del reale e perverso meccanismo portato avanti dall’Agenzia delle Entrate:
i loro funzionari sono retribuiti anche con incentivi provvigionali basati su quanto riescono a “recuperare” dal contribuente.
Il quale, pur di evitare il defatigante contenzioso presso le commissioni tributarie, giunge ad accordi transattivi con i funzionari stessi e spesso paga comunque una certa percentuale di quanto risulta dalla sua non congruità con gli studi.
Accade così che il bar romano di Piazza Venezia risulterà sempre congruo, per ovvie ragioni, ed anzi pagherà meno imposte di quante dovrebbe (ovviamente gli conviene così) e che il bar di periferia con quattro gatti di clienti sarà spremuto (indebitamente) come un limone.
Si moltiplichi questa aberrazione per tutti gli altri innumerevoli casi simili di altre attività economiche ed il gioco (al massacro) è fatto.
La disastrosa condizione in cui versano la politica e l’economia italiana ha spinto Beppe Grillo ad organizzare un curioso evento nelle piazze d’Italia, previsto per l’8 settembre prossimo: il V-Day (alias Vaffanculo Day).
Addirittura pare che egli si sia recato ieri presso il Parlamento Europeo per raccontare la sua idea (di seguito il breve filmato estratto).
Se un comico si prende la briga di sensibilizzare le masse, tutto sommato esponendosi ed in modo sempre più crescente, significa una sola cosa: che queste istituzioni occupate dalle cupole politico-economico-finanziarie sono al capolinea.
Io credo che questa gentaglia debba cominciare ormai a tremare sul serio, se vogliamo liberarcene sul serio.
Per quanto non sia d’accordo con Grillo su alcune cose (non dimentichiamo che egli e' sempre un comico e che in quanto tale cavalca pro domo sua l’onda del successo di alcune situazioni - vedasi l’attacco sferrato contro la Chiesa) io seguirò con interesse questa sua idea del V-Day.
Questo perchè tale iniziativa potrebbe essere una delle poche serie avente lo scopo di coagulare masse sempre più incazzate ed allo stesso tempo sempre più atomizzate ed individualiste.
Masse rese quindi impotenti: dalla paura, dalla precarietà, dall’insicurezza.
Masse rese distratte: dall’ultimo telefonino che magari ti rade anche la barba, dal pensare alla Juventus che è tornata in serie A, al Milan che ha vinto la Champions League, all’Inter che ha vinto lo scudetto.
Sono per un qualche deus ex machina.
Occorre che questa rabbia riesca a canalizzarsi.
Occorre rompere gli argini o intorno a noi sarà sempre più terra bruciata e terra di nessuno.
E quella comunità di cui lei ha brillantemente scritto sarà sempre più diseducante.
E noi non sapremo più come uscirne.
Cordiali saluti.
Silvano A.
30/06/2007 16.30 A titolo informativo
Ansa 27/6/07
Filmati compromettenti relativi a relazioni “illecite” di dirigenti di al-Fatah e responsabili dei servizi di sicurezza dell’ANP sono stati scoperti dai miliziani di Hamas quando due settimane fa si sono impadroniti degli archivi custoditi a Gaza nelle sedi della Sicurezza preventiva e dell’Intelligence generale.
La prima rivelazione è giunta lunedì da un dirigente di Hamas, Mahmud a-Zahar.
Parlando ad una folla di sostenitori, a-Zahar, ha descritto in termini grafici le scoperte dei suoi miliziani nei tradizionali bastioni di al-Fatah.
C’erano 50 autobombe pronte per l’uso, ha elencato, scheletri, depositi di armi.
E anche documenti gravi, ha precisato, che denunciano il coinvolgimento di comandanti dei servizi di sicurezza dell’ANP e responsabili di Al-Fatah “in gravi scandali di carattere etico”.
Maggiori dettagli in merito sono stati ottenuti dal quotidiano israeliano Maariv da una fonte delle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, secondo il giornale.
Si tratta, ha spiegato la fonte, di decine di cassette video che documentano relazioni extra-coniugali
di responsabili dell’ANP.
Nelle immagini, ha aggiunto, si vede anche un ex ministro.
Archiviate per essere utilizzate come strumento di ricatto politico, queste cassette richiedevano un’organizzazione efficiente.
Appartamenti di comodo e stanze di albergo, e anche forniture di donne giovani ed avvenenti: in preferenza originarie di Gaza o palestinesi rientrate dopo soggiorni all’ estero.
In casi particolari era necessario l’aiuto di professioniste del ramo.
In un caso, il ricattato è un medico, ripreso a sua insaputa nel suo ospedale.
Si tratta dunque di materiale scottante, scrive Maariv, con cui Hamas spera di costringere i rivali politici a mantenere un atteggiamento guardingo.
Ma la reazione dei servizi di sicurezza palestinesi è stata immediata.
Maariv ha così ricevuto oggi tre filmati che mostrano uno dei più accesi portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, mentre alcuni anni fa accetta una somma di 500 shekel (oltre 100 dollari) da due persone indicate come responsabili dei servizi di sicurezza dell’ANP, di cui sarebbe stato un informatore.
All’epoca Abu Zuhri era il capo della Associazione studentesca nella Università islamica e,
aggiunge Maariv, era sospettato di aver molestato una compagna di studi.
Secondo Hamas, questo filmato “comunque non prova niente”.
Un portavoce di Hamas ha aggiunto che il materiale trovato due settimane fa non sarà utilizzato perché il movimento islamico “non desidera certo distruggere famiglie”.
Fabrizio C.
30/06/2007 15.00 Bebedetto XV e Fatima
Egregio Maurizio Blondet,
leggendo la posta al Direttore del suo sito, mi sono reso conto che lei è accusato di appoggiare i cosiddetti sedevacantisti, cioè persone come si presume sia io.
Vorrei lasciar chiaro qui, che se avete pubblicato alcuni miei lavori, specialmente su Roncalli, non è stato a causa di rapporti di questo tipo.
Anzi, rimanevo e rimango isolato in questa condizione “infettante”; sono un “appestato” volontario. Ma l’ “essenza” della mia posizione è cattolicissima.
L’ “accidente” della vacanza è relativo alla Sede di Pietro, non a persone.
Sempre se un Papa muore o ad occupare il suo soglio ci sia un antipapa, o un non cattolico, la Sede è vacante.
Ora, un massone, anche occulto, non è nella vera Chiesa e secondo la legge canonica non è papabile.
Roncalli era sospetto di essere massone, condizione che comunque ha abbondantemente confermato soprattutto con la sua opera.
Quindi un cattolico può (e anche deve) contestare la legittimità del conclave che lo ha eletto.
Nessuna scelta fatta nel conclave è assoluta perché soggetta all’errore umano.
Ciò è nei documenti della Chiesa (vedi Bolla “Cum ex apostolatus” di Papa Paolo IV).
Il potere del Papa è conferito immediatamente da Dio all’uomo canonicamente eletto.
Lo avrebbe conferito a Roncalli?
Se così fosse sarebbe il responsabile del suo operato, non quello politico o diplomatico, ma riguardante la fede della Chiesa, che come modernista volevano cambiata, mirando ad un’ altra chiesa in un altro ordine mondiale.
Ecco cosa abbiamo oggi.
Se quanto lei denuncia come opera di una lobby occulta è arrivata in alto, non è dovuto al loro potere, ma alla rimozione di quell’ ostacolo messo per frenare tanta perfidia: il Papa cattolico.
Pensare che Dio ne sia responsabile è blasfemo.
Quindi: chi scusa le ispirazioni di Roncalli e & accusa il Cielo.
Per non farlo penso che i cardinali si sono sbagliati in quel voto.
Del resto più si osserva l’opera di tale generazione clericale, più si capisce il loro secolare torpore.
Resta che oggi, ogni offesa detestabile contro il Signore, la Madonna e la Chiesa cattolica, può passare.
La “quarantena” è riservata solo a un “morbo insanabile”: dubitare che l’elezione di Roncalli, origine della rimozione delle difese fedeli, del Papato e della fede, abbia avuto il diretto avallo divino.
Ecco l’unico tabù rimasto in questo mondo.
Me lo ha fatto capire indirettamente il mio vecchio amico Wyler, ebreo, che, di fronte a questo
mio grave sospetto, lui, non cattolico, s’è infuriato.
Si capisce: affinché le ispirazioni e incantamenti di Giovanni XXIII restino irreversibili,
egli deve rimanere intoccabile.
Un ordine segreto di molte opposte scuderie?
Ecco l’aria che si respira in questo mondo che più invertito non si può!
Saluti cordiali
Daniele Arai
30/06/2007 13.00 Insopportabili
Caro Blondet,
da quando leggo i suoi articoli, i giornalisti di La Repubblica (che è il giornale che compro) sono diventati per me più insopportabili del solito.
Scrivono articoli pieni di bugie, mezze verità e parole e infiorettature inutili.
Io non ho la sua ispirazione religiosa, ma nel complesso vedo il mondo di oggi e la società italiana proprio come li vede lei.
Negli anni Sessanta ero un giovane comunista, ma la scuola media unica senza più il latino e la liberalizzazione dell’ accesso alle facoltà universitarie mi sembrarono l’inizio dell’imbarbarimento di cui oggi viviamo la fase avanzata.
Apprezzo il suo richiamo all’educazione estetica, allo studio dei classici, ai sentimenti aristocratici.
Il suo è un lavoro febbrile (scrive anche tre articoli al giorno!) che non va perduto.
Cordiali saluti
Fabrizio D’A.
RISPOSTA
Che coincidenza.
Anch’io trovo i giornali (e giornalisti) italiani insopportabili.
Maurizio Blondet
30/06/2007 11.00 Siamo tutti ebrei
Egregio signor Blondet!
Riguardo all’articolo SIAMO TUTTI EBREI Le faccio notare che i responsabili di PARMALAT, CIRIO, MONTEDISON, BANCO AMBROSIANO, ecc. erano e/o sono di RAZZA ARIANA e baciapile.
Il suo articolo è pieno di antisemitismo; ma GESU’ CRISTO non era mica ariano!
Si degnerà di rispondermi?
Wolf M.
RISPOSTA
Rispondo volentieri: No, Gesù non era ariano.
E nemmeno Maometto e Ibn Khaldun.
Maurizio Blondet
30/06/2007 10.00 Su Walter Veltroni
Gentile Blondet,
sono un suo nuovo ma già affezionato lettore.
Avevo mandato a La Repubblica un commento sulla figura di Walter Veltroni, ma, come per le altre decine di lettere che ho scritte nel corso di due o tre lustri, si è ben guardata dal pubblicarlo.
Mi permetto di mandarlo alla sua rubrica.
E’ fuori discussione che Walter Veltroni, come candidato alla guida del futuro Partito Democratico, abbia la capacità di attrarre molti voti nuovi e di riconquistare molti voti di elettori delusi dal centro-sinistra.
Ed è anche probabile che la sua formazione possa vincere la prossima sfida elettorale con Berlusconi.
Ma poi?
Che cosa succederà dopo?
Veltroni è davvero all’altezza di governare un Paese disastrato?
La sua popolarità e il suo presunto carisma dove e come se li è guadagnati?
A me sembra con piccole furberie da karaoke, che possono entusiasmare l’elettorato di centro-sinistra, anch’esso succube delle suggestioni televisive, ma che non rassicurano affatto sulle sue reali doti di uomo di governo.
E’ stato un grande sindaco di Roma?
Ma chi lo dice?
Ci vuol altro che il suo attivismo effimero e illusionistico per affrontare i problemi della Capitale.
Secondo alcuni, Veltroni, come leader del centro-sinistra, passerebbe dalla politica degli “aut-aut” a quella degli “et-et”, dall’ideologia al pragmatismo.
Pragmatico Veltroni?
Sembra un ossimoro.
Lui è una specie di Zelig: prende in prestito le idee di tutti e ci aggiunge una sua lacrimuccia.
La sua linea, lontanissima dagli “aut-aut”, è incompatibile anche con il pragmatismo degli “et-et”. Lo slogan che più gli si addice mi pare che possa essere: “Non solo..., ma anche...”.
Anni fa dichiarò: “Io divoro i testi del cattolicesimo democratico, che alimentano la mia coscienza”.
E più tardi, preoccupato che, nonostante l’impudicizia di quella dichiarazione, la gente potesse non averlo ancora capito, aggiunse: “Ho molto imparato dalle parrocchie”.
Cordialmente
Fabrizio D’A.
29/06/2007 16.00 La Morte di Cesare
Egregio Direttore,
leggo sempre con attenzione i Suoi articoli, e non mi è sfuggito il Suo pezzo sulla morte di Cesare. Sicuramente interessante il paragone con la scomparsa di Romolo, mitico fondatore dell’Urbe. D’altronde la stessa morte, presumibilmente violenta dell’eroe eponimo, si presta a diverse chiavi di
lettura, come Lei ben saprà.
A parte l’assonanza con altri miti (lo squartamento rimanda al fratricidio di Osiride da parte di Seth), la storia degli albori di Roma è una sorta di rimescolamento di diverse culture: la latina, la sabina e l’etrusca.
Come Romolo tentò di amalgamare in una sola città le diverse componenti etniche e personali, la sua morte violenta con conseguente “pena accessoria” sembra essere una sorta di contrappasso (la separazione delle membra come spinta centrifuga delle componenti etniche).
D’altronde, gli argomenti da Lei meritevolmente affrontati sono talmente lontani nel tempo, che le nostre categorie mentali sono spesso fuorviate da un’insufficiente cultura, o dall’aurea mediocritas che troppo spesso aleggia nei nostri Atenei.
Qualche volta, però, si ha la fortuna di incontrare qualcuno che non parla di veline o calcio: all’Università il professor Giorgio Luraschi instillò in molti studenti nozioni difficilmente accessibili nei ristretti programmi ministeriali.
Qualcosa di molto simile a quello che fa Lei dalle pagine di Effedieffe.
Cordiali Saluti
Simone C.
29/06/2007 15.00 Ci hanno tolto la libertà
Di avere un idea sui fatti storici che influiscono sulla politica estera odierna.
Ciao mi presento, sono Simone e ho 16,5 anni vorrei parlarle della legge assurda che tutela il “così chiamato” sterminio degli ebrei.
Quello che non mi è chiaro è come questa legge è riuscita ad entrare in Parlamento, visto che non concorda molto con l’articolo 21 della nostra Costituzione.
Articolo 21
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni
altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti,
per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme
che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità
giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia
giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia
all’autorità giudiziaria.
Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume.
La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
Quindi io DEVO avere il diritto di esprimere la mia idea per quanto possa essere diversa da quei deputati che stanno al governo, altrimenti sarebbe come la Cina.
Invece no, i sionisti hanno colpito ancora in Italia come in altri Paesi europei facendo passare una legge per la salvaguardia dei loro interessi economici.
E’ alquanto disgustoso pensare che si può sparlare anzi si è incitati a sparlare dei vinti della seconda guerra mondiale; invece dei vincitori non puoi dire niente che ti ritrovi in carcere o ammazzato dal Mossad.
Il problema è che questa società anzi, specifichiamo, la lobby dei politici che stanno al governo vogliono i cittadini che si mangino la pappa già pronta.
Guai se pensassero con la loro testa.
Si scoprirebbe che è illogico per ammazzare della gente sprecare carburante per portarli ai campi di lavoro e POI ammazzarli; non sta in piedi; in quel periodo la Germania produceva carburante sintetico dalle miniere di carbone ed essendo in guerra aveva delle ristrettezze riguardo il quantitativo di carburante disponibile.
Fortuna che c’è la propaganda sionista che protegge tutto e non fa cadere il castello di carte usando se occorre anche la violenza.
Io non voglio perdere la mia libertà di parola per 4 lobbysti sionisti, mi inizia a venire la paura di parlare in pubblico di alcune delle mie idee riguardo quell’argomento perchè potrei avere riscontri negativi sulla mia vita privata/sociale.
Anche la legge Mancino-Scelba non se la cava male; in pratica molto sommariamente recita così: non puoi essere di questa idea.
Alla stregua di un bambino di tenera età.
Lei signor Blondet cosa ne pensa a riguardo di questa situazione aberrante e cosa proporrebbe per tentare di risolvere questo problema che (il primo) mi sembra di ordine mondiale.
Saluti.
RISPOSTA
Cosa ne penso?
Che lo Stato di diritto non esiste più.
Per questo l’Europa marcisce, e l’Italia ancor più.
Comanda chi “non deve” comandare, e ciò corrompe l’intera società.
Maurizio Blondet
29/06/2007 14.00 Da un vostro articolo
“... Forse esiste una ancestrale invidia verso chi è superiore per intelletto.
Leonardo Da Vinci alla fine dovette andare in Francia per avere ospitalità e il riconoscimento del suo valore. Così giustamente il quadro più bello mai dipinto, la Gioconda, è esposto al Louvre perché fu ereditato dal re di Francia.
Speravo che i giovani di oggi fossero usciti da questo meccanismo perverso, invece è tutto come nel 1866, quando accettammo di essere governati da una casta imbelle, crudele e incompetente, oltre che spesso corrotta.
Professor Raffaele Giovanelli”.
Sono d’accordo su tutto tranne sul fatto che “Leonardo dovette… ecc.”.
In realtà lavorò proficuamente a Milano per ben 18 anni alla corte di Lodovico il Moro e “dovette andare in Francia” quando questi fu sconfitto… se no probabilmente sarebbe rimasto a Milano.
Non lanciamo messaggi fuorvianti per favore, di ignoranza ce n’è già troppa.
Saluti
G. Ferri
RISPOSTA
Sì, ha ragione.
La Milano del Moro fu la portatrice di un’ideologia dello sviluppo (il contraltare delle “finanziarie” Venezia e Firenze) che attrasse grandi spiriti creativi.
Maurizio Blondet
29/06/2007 13.00 Su Gli Adelphi della dissoluzione
Serissimo Direttore,
ho appena finito di leggere il suo libro: “Gli Adelphi della dissoluzione”.
Questo libro per quanto “datato” (1994) è straordinariamente attuale.
Non sto qui ad elencare le cose che si sono attuate negli ultimi anni o che sono in fase di attuazione (ad esempio l’allusione che Lei fa di un futuro scontro di civiltà occidente dissoluto-nicciano e il fondamentalismo islamico all’epoca “pensato” dal circolo Rockfeller e propugnato nella politica estera USA).
Il libro è stato veramente bello; ho divorato le pagine con una viva sete di sapere e ho visto confermate in essa le “Forze dell’Aria” che ogni uomo radicato in una fede e che è capace di ragionare in proprio “sente”.
Lei nel testo discute di vari autori e testi a cui l’ Adelphi ha attinto a piene mani.
Personalmente ho letto tutte le “opere” maggiori di Nietzsche e devo confessarle che mi hanno scosso intimamente molto.
Hanno intaccato la mia solidità interiore (sono un ventitrenne) e turbato la mia fede.
Leggendo ho sentito in me come una iperbole.
Forse le sembrerà da ignorante e grossolana la mia lettura (ho la maturità tecnica e studio scienze biologiche, quindi non sono un letterato), ma leggendo ho subito un infrangersi dei vincoli che mi trattenevano a terra (ma proteso verso il cielo).
Questi vincoli erano Dio, l’amore, la fiducia nel fratello, ecc...
Sembrava che le “catene” della fede, dei valori si erano rotte grazie al raziocino…
Poi arrivata all’apice di questa iperbole ti rendevi conto che eri arrivato ad un punto senza significato, e in questo stadio che il filosofo ti suggeriva la libido, Dioniso il più puro irrazionalismo, un ritorno all’animale ubriaco dei frutti fermentati nelle pozze della giungla.
Sono arrivato alla fine dell’iperbole.
Per me è stato uno shock; da sempre vicino a Dio quella brusca Morte divina e mia è stata devastante.
Ho ricominciato a riavvicinarmi a Dio, ma sempre con molta difficoltà e ora ho recuperato la mia fede che è diventata più ragionata e vissuta.
Le confesso che nei “pastori” che vanno per la maggiore oggi non ho trovato granchè d’aiuto, ho invece riscoperto scritti pre-conciliari (presi da effedieffeshop) e ho fatto molta preghiera.
Una cosa che mi ha stupito è il fatto che nella Chiesa preconciliare (che per anagrafica non ho conosciuto) c’erano parecchi riferimenti al tenere la fede salda avvalendosi dell’intercessione della Madonna e di San Michele.
Ora la figura di San Michele è molto svalutata dalla Chiesa cattolica, i suoi santuari tengono ad essere emarginati, ecc.
Per contro, Lucifero è sempre più presente nelle cronache nere e nella cultura giovanile in genere.
E’ l’avanzata dell'Anticristo a cui la Chiesa (che presumibilmente è Katechon) non oppone più resistenza con la preghiera (mariana, eucaristica e all’arcangelo Michele)?
Le volevo chiedere alcune cose desunte dal suo libro:
1) Il Baget Bozzo è stato molte volte in TV a elogiare la politica berlusconiana e dei neocon; mi è sembrato strano trovarlo nel suo libro come discepolo di Siri e smascheratore di circoli dionisiaci post-frankisti e post-sabbatei (a cui i neocon penso appartengono).
2) Nel libro c’è uno sguardo comune tra Lei e Introvigne, ma leggendo i suoi articoli su Effedieffe sembra il contrario; dove sussiste la differenza tra voi?
Per quanto riguarda i catto-talebani (frase usata anche da Pannella) per quanto può valere il mio giudizio mi vede pienamente d’accordo con Lei.
Io penso che il nostro è un Dio buono che ha dato la salvezza grazie al sacrificio di Suo Figlio e che la salvezza derivi da Cristo.
Ma proprio perché Dio è buono non può ignorare la vita retta di un uomo che non ha avuto la possibilità di conoscere Cristo.
Quell’ Hezbollah è più vicino alla Verità sia dei talebani cattolici che di quell’insulso ecumenismo progressista presente nella Chiesa.
Con accresciuta stima
Michele
RISPOSTA
Su Baget e su Introvigne, cosa ci divide?
Loro “credono”, o fanno finta di credere, che l’11 settembre l’abbia fatto Osama bin Laden.
Così da cristiani sono diventati cristianisti, proprio come volevano gli israeliani.
Non sono i soli.
Alcuni sono pagati per credere alla versione ufficiale, altri sono solo stupidi che non capiscono i segni dei tempi.
Maurizio Blondet
29/06/2007 11.00 Quarto Reich
I PACIFISTI SECONDO HERMANN GÖRING
Maresciallo del Reich, successore designato da Hitler, suicida a Norimberga il 15 ottobre 1946:
”Naturalmente la gente non vuole la guerra. Perchè un povero diavolo di una fattoria dovrebbe voler rischiare la propria vita in una guerra quando al massimo ne può guadagnare di tornare alla sua fattoria tutto intero? Naturalmente la gente comune non vuole la guerra: né in Russia, né in Inghilterra, né in Germania. Questo è comprensibile. Ma, dopotutto, sono i governanti del Paese che determinano la politica, ed è sempre facile trascinare con sé il popolo, sia che si tratti di una democrazia, o di una dittatura fascista, o di un parlamento, o di una dittatura comunista. Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre portato al volere dei capi. E’ facile. Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono attaccati, e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e in quanto espongono il Paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in tutti i paesi”.
Hermann Göring (al Processo di Norimberga)
Il Quarto Reich è il prodotto di un colpo di Stato nuovo e sofisticato; ma non più sofisticato dei metodi con cui il Terzo tramutò una democrazia pluralista, nel Paese più avanzato d’Europa, in dittatura.
Basta spaventare la gente contro un nemico invisibile, aizzarne l’odio e le paura.
Basta una stampa servile che tace la verità, perché non fa comodo ai padroni.
Basta poco, e gli oppositori al sistema saranno ridotti al silenzio come “anti-americani”, anti-semiti, cospirazionisti...
Sono note le foto scattate dall’ esercito israeliano: bambini ebrei istigati a dedicare le bombe destinate a bambini libanesi.
29/06/2007 10.00 Altra “mostra” blasfema a Bologna
Gentile Direttore,
qualora sia sfuggita alla vostra Redazione, vi segnalo la seguente notizia:
Bologna: mostra lesbica vilipende i Comandamenti
venerdì 22 giugno 2007
Si è appreso dalla stampa odierna che l’associazione Arcilesbica di Bologna inaugurerà il 24 giugno, col patrocinio del consiglio di quartiere Santo Stefano una mostra dal titolo “Recombinant women”.
Tra le opere esposte vi sono anche le creazioni di Maria Grazia Pecoraro, basate sul sovvertimento del Decalogo in chiave lesbica: “Abbi te stessa e le altre al di fuori di un dio”, “Se lo desideri commetti con lei gli atti impuri che entrambe volete” e via elencando.
La Lega Cattolica Antidiffamazione chiede al consiglio di quartiere la revoca immediata del patrocinio.
Richiama inoltre l’attenzione delle istituzioni e dei cittadini sull’inquietante “filo rosso” che lega la sequenza delle provocazioni blasfeme delle ultime settimane: lo spettacolo Messiah game della Biennale di Venezia, la mostra La Madonna piange sperma di Roma e Bologna, la mostra Vade retro, Arte e omosessualità di Milano, ed ora nuovamente Recombinant women a Bologna.
L'attacco alla civiltà cristiana conferma ancora una volta l’indole anticattolica della lobby gay, la quale monopolizza politicamente e ideologicamente la voce degli omosessuali italiani e pare incapace di cogliere la gerarchia dei valori condivisi dal mondo occidentale.
“Al di là della ferma condanna per l’ennesima offesa al cristianesimo è necessario che emerga il dissenso all’interno della comunità gay: inutile pretendere rispetto per sé, quando si colpiscono i cattolici nella loro fede e nei loro sentimenti più sacri. E ci si guardi bene dall’accusare la Chiesa di verticismo, quando è chiarissimo che la maggioranza degli omosessuali subisce passivamente i diktat di un manipolo di provocatori”.
Confronta articolo del Resto del Carlino (edizione di Bologna) del 22 Giugno 2007.
Non so se la suddetta “mostra” sarà annullata o meno, tuttavia la sensazione è quella che dietro ai tanti attacchi diretti contro la Chiesa ci sia una strategia probabilmente volta a indurre “ètats d’esprit” anticristiani e, comunque, avversi ad una visione tradizionale dell’uomo e della società.
Cordiali saluti
Luca Giannitto
28/06/2007 21.00 Fuori catalogo
Caro Blondet,
un libro piuttosto recente - del 2004 - edito dalla Newton Compton, che tratta il tema scottante – “Ebrei e Nazionalsocialismo” - è stato messo fuori catalogo dall'editore.
Si tratta del libro di Rigg: “I soldati ebrei di Hitler”.
Il sito www.bol.it ne dà ancora breve notizia: “Nell’attuare la sua criminale politica della ‘purezza razziale’, Hitler dovette fronteggiare alcuni imprevisti. Nella società tedesca, dopo alcuni secoli di integrazione e matrimoni misti, l’eliminazione degli ebrei presentava difficoltà che Hitler non aveva previsto. Come mostra l’autore in questo studio, in nessun settore l’odioso processo di pulizia etnica era più confuso e contraddittorio che all’interno dell’esercito. Contrariamente a quanto si crede, dopo le leggi razziali un numero assai alto di militari fu classificato dai nazisti come ‘parzialmente ebreo’. Rigg dimostra che si trattò di oltre 150.000 uomini, tra cui c’erano veterani decorati e molti alti ufficiali, come generali e ammiragli”.
Cordiali saluti
Andrea V.
Bologna
28/06/2007 19.30 Quei 150 mila soldati ebrei di Hitler di cui nessuno ha mai osato parlare
UNO SCONVOLGENTE LIBRO DELLO STORICO EBREO BRYAN MARK RIGG
Quando la rivista nazista “Signal” dedicò la copertina al “soldato tedesco ideale”, nel 1939, non poteva certo immaginare che quel volto appartenesse ad un giovane ebreo, Gefreiter Werner Goldberg.
Questa la foto più sorprendente, delle tante di ufficiali, generali, ammiragli, membri del partito nazista, contenute nel libro del giovane storico ebreo Bryan Mark Rigg, laureato alla Yale University, “I soldati ebrei di Hitler” pubblicato da Newton & Compton.
Uno studio accurato, una documentazione quasi esasperata, durata anni di viaggi, di incontri, di esami dettagliati di documenti pubblici e privati, superando l’ostilità e il boicottaggio degli studiosi “ufficiali” della “questione ebraica”.
Nella prefazione, Rigg racconta d’essere stato ispirato alla ricerca dalla visione d’un film, “Europa, Europa” in cui si racconta la storia dell’ebreo Perel che, falsificando la propria identità, prestò servizio nella Wehrmacht e studiò in un collegio per la gioventù hitleriana dal 1941 al 1945.
Il film raccontava una vicenda reale.
Tornato all’Università di Yale, dove frequentava il secondo anno di college, Rigg si mise al lavoro. Gli sarebbe bastato trovare una dozzina di Perel e ne avrebbe ricavato uno studio interessante.
Ne trovò 150.000 e questo sconvolse tutte le sue certezze.
Gli storici avevano sempre parlato di una cifra irrisoria di ebrei o mezzi ebrei (Mischlinge) che avevano militato sotto la croce uncinata.
Mai tuttavia, ricoprendo alte cariche.
Rigg iniziò una corsa contro il tempo, poiché quei veterani morivano ormai a migliaia di giorno in giorno.
Si avvalse dell’effetto “valanga”, nel senso che ogni intervistato faceva i nomi di altri camerati. Quasi tutti si mostrarono disposti ad aprire le loro case e i loro cuori.
In più autorizzarono il libero accesso ai fascicoli personali contenuti negli archivi.
Vennero fuori documenti “che nessuno aveva mai esaminato prima” (siamo tra il 1994 e il 1998!) e “furono dette cose che non erano mai state dette prima”.
Le loro vicende costituiscono la testimonianza diretta d’una storia oscura e raccapricciante.
Una storia che molti professori avrebbero preferito restasse nei cassetti.
Ma Rigg appartiene a quella schiera ormai folta di storici ebrei che, sulla scia di Kath, Arendt, Kimmerling, Novick, Finkelstein e altri, vogliono la verità sull’olocausto.
La critica, quando non li accusa di filo-nazismo (come accade per Hanna Arendt), li considera “revisionisti” nell’accezione staliniana del termine.
Sono quelli che alla domanda “perché un ebreo scrive queste cose?”, rispondono: “Perché un ebreo NON dovrebbe scrivere queste cose?”.
Il suo lungo studio, i suoi documenti, i suoi testimoni, ci conducono in un mondo in cui avevamo sentito parlare in fretta e per accenni, ma che mai avevamo penetrato e di cui mai prima d’ora avevamo incontrato gli abitanti: il mondo dei “soldati ebrei di Hitler”.
Una popolazione, non uno sparuto gruppo come si è voluto far credere per oltre mezzo secolo.
Una popolazione con i suoi generali, i suoi ufficiali, le sue truppe.
L'elenco di Rigg è sconvolgente.
Il feldmaresciallo Erhard Milch, decorato da Hitler per la campagna del 1940 (attacco alla Norvegia).
L’Oberbaurat della Marina e membro del partito nazista Franz Mendelssohn, discendente diretto del famoso filosofo ebreo Moses Mendelssohn.
L’ammiraglio Bernhard Rogge decorato da Hitler e dall’imperatore del Giappone.
Il comandante Paul Ascher, ufficiale di Stato maggiore sulla corazzata Bismarck.
Gerhard Engel, maggiore aiutante militare di Hitler.
Il generale Johannes Zukertort e suo fratello il generale Karl Zukertort.
Il generale Gothard Heinrici.
Il generale Karl Litzmann, “Staatsrat” e membro del partito nazista.
Il generale Werner Larzahn decorato da Hitler.
Il generale della Luftwaffe Helmut Wilberg dichiarato ariano da Hitler.
Philipp Bouhler, capo della Cancelleria del Fuhrer.
Il maggiore Friedrich Gebhard, decorato da Hitler.
Il superdecorato maggiore Heinz Rohr, l’eroe degli U-802, i sottomarini tedeschi.
Il capitano Helmut Schmoeckel...
Segue una sfilza di ufficiali, sotto-ufficiali, soldati.
Tutti ebrei, o mezzi ebrei o ebrei per un quarto o addirittura per il 37,5%, come il Gefreiter Achim von Bredow.
Poi la ricerca scava impietosa fino ad un nome terribile: Reinhardt Heydrich, “la bestia bionda”, “Il Mosè biondo”, capo dell’ufficio per la sicurezza del Reich, generale delle SS, “l’ingegnere dello sterminio”, diretto superiore di Heichmann.
Era ebreo Heydrich?
Molti assicurano di sì.
Di certo suo padre lo era.
Di certo gli fu accordata da Hitler “l’esenzione”.
Hitler stesso avrebbe detto di lui: “Persone come lui, dotate di molto talento, potranno essere usate finché le si terrà in pugno”.
Il punto debole di Heydrich era la sua “origine ebrea” (Speer, “Inside the Third Reich”, pagina 146).
“E’ noto infatti che Heydrich era mezzo ebreo” (Hanna Arendt, “La banalità del male”, pagina 141).
Così come ebreo era Hans Frank, governatore generale della Polonia, impiccato a Norimberga come criminale di guerra.
”Dei principali criminali di guerra, solo due si pentirono in punto di morte, Heydrich e Frank. Purtroppo si ha ragione di sospettare che si pentissero non di aver commesso crimini spaventosi, ma soltanto di avere tradito la propria gente” (Hanna Arendt).
E’ una foiba, il libro di Rigg, da cui si estraggono scheletri che si voleva dimenticare, nome e fatti da cancellare.
Nomi di uomini che fecero la storia del XX secolo.
Fatti che resero quella storia atroce.
E forse fu per prudenza che al processo di Norimberga non si parlò di olocausto, ma, più genericamente, di crimini di guerra o contro l’umanità.
Forse fu per prudenza che tra gli imputati non sedesse Heichmann, esecutore degli ordini di Heydrich.
“Non potevamo immaginare - ricordava Yitzhak Zuckerman, capo della rivolta del ghetto di Varsavia - che gli ebrei avrebbero condotto alla morte altri ebrei”.
E Zuckerman non si riferiva soltanto agli ebrei della Wehrmacht, della Luftwaffe, della Marina o delle SS, ma soprattutto ai sonderkommandos, la polizia ebrea collaborazionista così efficacemente e drammaticamente narrata dall’ebreo Roman Polanski nel suo ultimo film “Il pianista”.
Perché dunque, un libro come questo di Rigg ci sconvolge tanto?
Forse perché il peso della “soluzione finale” è insopportabile e scopriamo di poterlo distribuire su altre spalle, anche quelle ebree.
Forse perché siamo ancora alle prese con la retorica del “caso Priebke”.
Un ultranovantenne, ex ufficiale nazista, accusato di non aver disobbedito a ordini considerati disumani e che il libro di Rigg inevitabilmente pone a confronto con centinaia di generali e ufficiali ebrei che quegli ordini li eseguirono tanto bene da meritarsi le decorazioni e gli elogi di Hitler.
Forse perché ci ha aiutato a capire che non esiste una “colpa collettiva” del popolo tedesco, così come non esiste una “innocenza collettiva” del popolo ebraico.
Sono un semplice cattolico legato alla tradizione che per necessitá frequenta la fraternitá san pio x del defunto monsignor lefebvre, non per questo peró mi sento catto-talebano.
Il discorso si potrebbe fare troppo lungo per spiegare certe diatribe teologiche, cio nonostante un certo tradizionalismo cattolico andrebbe difeso e incoraggiato invece di creare ulteriori dubbi tra i fedeli onesti e in buona fede.
Se non altro il tradizionalismo cattolico va compreso e tollerato data la confusione teologico-liturgico-dottrinale che esiste oggi.
capisco che tra i tradizionalisti, soprattutto se sedevacantisti, esiste una certa intransigenza e un certo fanatismo discutibile, tuttavia le spiegazioni Vanno ricercate nella dottrina cattolica (preconciliare) che mi sembrava chiara e incontestabile rispetto a quella nuova in vigore oggi.
o la chiesa cattolica ha davvero 2000 anni o ne ha solo 40 visto certe nuove prese di posizioni delle gerarchie ecclesiastiche.
Naturalmente l’islam, soprattutto oggi, ha delle attenuanti che vanno messe in risalto e condivido dunque molto di cio che lei scrive.
Si domandi peró anche quali saranno le conseguenze demografiche e legislative in europa tra alcuni decenni.
questa societá multirazziale voluta dalle solite lobby con la complicita’ della chiesa post-conciliare porterá solo ad ulteriori problemi nella nostra gia’ malata societá.
Per farle un solo esempio che dovrebbe far comprendere un po’ meglio un certo tradizionalismo cattolico dovrebbe sapere che nella sola spagna, dopo la riforma liturgica di paolo vi, circa 5.000 preti rifiutarono il nuovo rito semlicemente perché dal sapore protestante.
Peró le pressioni da parte vaticana si fecero sempre piú insistenti e molti di questi preti fecero una brutta fine...
Tutto questo (all’inizio), solo perché i sopracitati sacerdoti preferirono la liturgia vecchia a quella nuova, liturgia, quella vecchia, che tra l’altro non era mai stata abolita.
Insomma c’e’ un tradizionalismo cattolico che va compreso e che poco ha a che fare con il catto-talebanesimo.
Quando c’e’ di mezzo la verita’ non bisogna tacere anche se come dicevo all’inizio esistono intransigenze cattoliche discutibili.
Con simpatia e cordialitá
c.d.m.
RISPOSTA
Approvo: tradizionalista ma non talebano.
Maurizio Blondet
28/06/2007 17.00 Il Veltro
Egregio dottor Blondet,
ancora una volta Dante fu profeta.
Proprio questa mattina un mio conoscente mi ha ricordato la profezia di Dante sul Veltro che verrà per salvare l’Italia.
Come vede fu facile profeta.
Cordiali saluti.
Mauro S.
RISPOSTA
Il lettore allude al “veltro” (cane da caccia) che secondo Dante scaccerà “la lupa”, ossia la corruzione.
La quale lupa “molti son li animali a cui s’ammoglia
e più saranno ancora, infin che’ l veltro
verrà, che la farà morir con doglia.
Questi non ciberà terra né peltro,
ma sapïenza, amore e virtute,
e sua nazion sarà tra feltro e feltro.
Di quella umile Italia fia salute
per cui morì la vergine Cammilla,
Eurialo e Turno e Niso di ferute.
Questi la caccerà per ogne villa
fin che l’avrà rimessa ne lo ‘nferno
là ove ‘nvidia prima dipartilla”.
Veltroni è il veltro dantesco?
Un cane lo è.
Maurizio Blondet
28/06/2007 15.30 Iran
Secondo l’agenzia Adnkronos in Iran sarebbe iniziato il razionamento del carburante...
Potrebbe questa misura essere il risultato di un previsto probabile attacco usraeliano?
Grazie
IRAN: BENZINA RAZIONATA, PROTESTE E INCIDENTI A TEHERAN
Teheran, 27 giugno - (Adnkronos) Proteste e incidenti in Iran, secondo Paese produttore di petrolio al mondo, a causa della decisione del governo di razionare la benzina.
Una stazione di servizio nella parte occidentale di Teheran è stata data alle fiamme da alcuni giovani al grido di “Pistole, carri armati, Ahmadinejad deve morire”, mentre incidenti si sono verificati tra gli automobilisti in coda per fare il pieno, prima che scattasse il razionamento, dalla mezzanotte di ieri.
Mario N.
RISPOSTA
L’Iran produce greggio, ma manca di capacità di raffinazione: e ovviamente, l’embargo USA riduce l’approvvigionamento estero.
E il prezzo della benzina è tenuto artificialmente basso.
E la corruzione e inefficienza della classe politica (cosa che sembra non solo italiana) fa il resto.
Maurizio Blondet
28/06/2007 14.00 Santiago
Bellissimo l'articolo di Chiari su Santiago di Compostela.
Mi ha aiutato a preparare, soprattutto spiritualmente, il percorso fino a Santiago di Compostela, che farò a piedi, il prossimo anno.
Luigi T.
28/06/2007 12.00 Sostegno
Egregio Direttore,
mi dispiace talvolta leggere, tra le numerose lettere che vengono pubblicate nella rubrica rivolta ai lettori del sito Effedieffe, concetti agghiaccianti e pieni di livore.
Temo che da parte di alcuni ci sia una totale mancanza di spirito di osservazione, che sia rivolta
alla realtà in cui siamo immersi o alla propria interiorità o esperienza personale.
A questo si deve unire un formalismo torbido, alquanto politicamente corretto.
Si è smesso di pensare.
Si abbracciano modelli inaccettabili senza discutere.
Si attacca Erich Priebke, ma non sir Arthur Travers Harris.
E dire che i mezzi per informarsi e capire ci sono e alla portata di tutti.
Online si può trovare tutto, dalla poesia del Duecento a interi romanzi, saggi storici, filosofici, teologici.
Ma nonostante questa cornucopia di conoscenze sembra che si stia precipitando nell'ignoranza più
compiaciuta.
E rivendicata.
Lo spirito di questi tempi oscilla tra un buonismo esasperato e fatto di formule coniate dai pubblicitari ed un completo svuotamento dei termini linguistici.
Si è ribaltato il termine di paragone.
Inoltre, molte persone di oggi mancano completamente del senso dell’ironia (specialmente quella intesa in senso socratico).
Senza l’ironia (anche caustica, tagliente come un bisturi) non è possibile mettersi serenamente in discussione.
Magari non si riesce a ridere dei propri limiti serenamente e subito, non dico che sia possibile.
Ma almeno riflettere un po’ su sè stessi e sulla propria condizione personale.
Anche ammettere la propria finitezza è una gran cosa.
Questa è naturalmente un’ammissione personale di finitezza, talvolta troppo autoindulgente.
Non esistono più veri “maestri”.
Si scelgono quelli che vengono mostrati, di solito accompagnati da una pompa magna di ossequiosi salamelecchi da parte dei media.
Faccio un esempio basandomi sull’articolo “la comunità diseducante” e della risposta di un lettore.
Se parlo di “nuovi maestri” blasonati, parlo di quei personaggi che “vivono controcorrente”, oppure
distanti dalla “banalità” (intesa come semplicità e buonsenso).
Vasco Rossi è uno di questi, toccarlo o semplicemente dire che non piace è quasi un’eresia.
Di sicuro il non apprezzarlo isola da molti.
E oggi il “branco”, il pensare collettivo e indistinto sembra essere il bene più importante da conseguire.
La piattezza più totale è ciò che vediamo davanti a noi.
E la piattezza di pensieri, linguaggio, vestiario, comportamento, stile di vita non vuole essere messa in discussione da nessuno.
Vi leggo sempre con grande attenzione
Francesco F.
Milano
28/06/2007 10.00 Gli illuminati
Ha molto da parlare il “fratello” Di Bernardo...
preso dal sito di dagospia
13/6 Ieri, cena riservata e mega blindata a Trento nel castello in montagna del massonico
Giuliano Di Bernardo (responsabile del Circolo degli Illuminati di piazza di Spagna) e
alcuni membri dell’Associazione Bilderberg.
Ad esempio: il turco Mustafa Koc (presidente della Koc Holding), l’inglese Edward Balls (vice segretario del Tesoro), il francese Nicolas Beytout (capo redattore Le Figaro), lo svedese Carl Bild (ex Primo Ministro), lo statunitense Richard Haas (Presidente del CFR), il britannico Charls Powell (membro della Camera dei Lord).
Hanno parlato di energie, l’entrata della Turchia in Europa, delle elezioni del 22 luglio in Turchia affinché duri il governo altri 5 anni, di Iraq-Iran-Libano.
Si sono soffermati sulle dichiarazioni che Putin ha fatto parlando di Europa situata al centro delle due potenze, dei missili puntati sull’Europa e altre quisquilie anti-digestione.
Dagospia 26 Giugno 2007
Capitan Navarro
27/06/2007 16.00 Commento su articolo “Manca il grano”
Ottimo intervento, come sempre.
Volevo segnalarle la seguente frase sull’argomento, attribuita a Thomas Jefferson:
”If the American people ever allow private banks to control the issuance of their currency, first by inflation and then by deflation, the banks and corporations that will grow up around them will deprive the people of all their property until their children will wake up homeless on the continent their fathers conquered”.
Già, prima con l’inflazione (monetaria), ottenuta tramite i tassi manipolati al ribasso, per favorire ed istigare il sovraindebitamento a tutti i livelli, e poi l’inevitabile stretta, per razziare la ricchezza reale deflazionata acquistata a debito.
E’ incredibile come volumi giganteschi di ricchezza reale possano essere accumulati attraverso una semplice manovra monetaria, senza lavorare, senza fatica, complice anche (e questo va detto)
l’ignoranza e l’avidità di chi si è indebitato oltre le proprie possibilità.
E comunque gli ultimi “botti” italioti della fase inflazionistica sono di questi giorni, con l’introduzione sul mercato del mutuo a 50 anni.
Saluti
Sebastiano S.
27/06/2007 14.00 Dei delitti e delle pene
”Ho spesso detto che la ‘sinistra’ oggi al governo è in realtà il potere che protegge gli statali.
Mi devo correggere: protegge gli statali con stipendio mensile superiore ai 7 mila euro”.
Bravo, dottor Blondet,
precisazione tarda ma doverosa.
Glielo dice un operaio statale da 1.100 euro al mese che, le garantisco, si guadagna la pagnotta.
E che non rimpiange il governo di “destra” (per chi crede in queste ridicole categorizzazioni di facciata) che ha ammazzato i diritti dei lavoratori e, forse, anche Biagi (magari qualcuno pensava si trattasse di ENZO Biagi...) e ha fatto le stesse cose di questo: cioè difendere gli interessi propri, degli amici e delle lobbY di riferimento.
Berlusconi e, prima di lui, il suo mentore e sodale non compianto Bettino Craxi, hanno letteralmente depredato l’Italia, affossandola culturalmente ed economicamente, se possibile ancor di più della DC di Leone.
Abbiamo avuto al governo una banda di ladri.
Io credo che la reale portata dei disastri di cui è diretto responsabile Berlusconi ancora non siano chiaramente percepibili e che la loro reale portata ci sarà forse chiara fra molti anni.
E il gigionesco Bobo e la prefica sorella sono ancora lì, a reclamare le briciole del banchetto, senza vergogna né pudore.
Non discuto il loro diritto, seppure sconfessato dai fatti, ad avere un’opinione alta del padre: è normale.
Dico solo che non starebbe male che s’imparassero un mestiere altro da quello di ladri (ma, si sa: se rende... il figlio del notaio fa il notaio, quello del dottore il dottore... Mai facchini o spazzini). Adesso c’è un’altra Banda Bassotti nelle stanze del POTERE: tanti piccoli, grotteschi Dottor Strangelove.
Non vedo grandi miglioramenti ma sono profondamente convinto che il “vizietto”, a certe persone, glielo può togliere solo la morte.
Divide et impera.
Sono questi mascalzoni che, per allontanare da loro lo spettro del sacrosanto e catartico distributore in piazza, alimentano la fantasia della divisione, sia essa intesa come lotta di classe o come razzismo o nelle varie altre forme che la loro fantasia non cessa mai di produrre.
Loro in fin dei conti sono pochi.
Noi persone “normali” siamo infinitamente di più.
Ma non ce ne accorgiamo e il meccanismo continua a girare, perfetto e ben oliato, stritolandoci come le macchine di Chaplin.
Ebrei, comunisti, fascisti, rossi, neri, verdi... il modo si divide tra brave persone e quelle che non lo sono, come scrisse Viktor Frankl (“Uno psicologo nel lager”).
Non difenderei un bastardo come Priebke nemmeno di fronte a Dio.
Come butterei la chiave per sempre per quei sadici assassini di Erika e Omar.
Non credo al carcere come rieducazione.
Intendo la reclusione come una punizione per un comportamento che ha danneggiato Consapevolmente un individuo o la società.
E credo nei lavori forzati, intesi come forma di risarcimento per il male fatto.
La pena di morte è da trogloditi: in caso di danno non risarcibile per la sua entità (non deve necessariamente essere un omicidio, si prenda ad esempio quel mascalzone di Tanzi) andrebbe semplicemente punito con questo ormai mitico ergastolo che, in un mondo ormai troppo piccolo, è il corrispondente moderno dell’ostracismo tribale: l’allontanamento perpetuo e certo dal consorzio umano.
La morte civile.
Ma lavorando, sempre.
Otto ore al giorno, non si chiede di più.
Se uno vuole studiare, lo fa dopo l’orario.
Se non lavora, non mangia.
Se vuole farsi del male, fino ad uccidersi, è libero di farlo: poteva pensarci prima.
Ma, una volta accertata la pena, senza diritti: i diritti si sono persi quando si è deciso di fare i furbi. Il solo diritto è la pagnotta, un giaciglio, una decorosa assistenza medica e un’adeguata biblioteca.
Ma solo se se li guadagna lavorando.
E niente TV.Niente radio.
Lettere e telefono e qualche visita ogni tanto.
Non stiamo parlando di brave persone, stiamo parlando di delinquenti, anche se, come giustamente osserva lei, c’è una strategia per invertire le parti.
E però con la possibilità, garantita a vita, che il processo si possa riaprire in qualunque momento a causa della scoperta di elementi nuovi a discarico, previa valutazione di opportuna commissione.
L’America insegna che in galera (financo nel braccio della morte) ci sono troppe persone accusate ingiustamente.
E lo stato dovrebbe garantire la copertura economica e intellettuale per svolgere velocemente i processi, perché l’Italia dimostra che la lunghezza di un procedimento, lungi dall’essere garanzia di serietà, è lo strumento migliore per chi può di farla franca: le ricordo che Previti e dell’Utri sono stati accusati, nonostante tutti i loro tentativi di scapolarla, in via definitiva ed interdetti per sempre dai pubblici uffici, ma sono ancora seduti là, a percepire il loro merdoso stipendio - mi si perdoni la licenza - che tutti NOI paghiamo!
E qui dov’è il diritto, altro che Priebke?
Il NOSTRO diritto?
Sgarbi, uno dei dannati parassiti da 7.000 euro al mese di cui sopra (e pure assenteista), invece di girare con la gogna per le città d’arte d’Italia a pescarsi piscio e sputi in faccia come si meriterebbe, è ONOREVOLE!!!
Come avrà capito, io non la vedo così complicata.
Sono i parassiti come lui che alzano polverone, che sollevano questioni, obiezioni, impedimenti, complicazioni...
Per sopravvivere, novelli vampiri, alle spalle di chi lavora.
Non gli pianterebbe anche lei un bel paletto nello sterno?
Così, per vedere se è leggenda o realtà: un esperimento scientifico.
Magari funziona!
Credo che ci manchino gli strumenti intellettuali e morali per uscire convenientemente da questa situazione.
Con il tempo, forse... chissà?
Cordiali saluti.
ANDREA M.
27/06/2007 12.00 Fatti di Roma
Egregio Maurizio Blondet,
La dimostrazione del potere giudaico a Roma è ora solo la coda di una guerra religiosa millenaria.
Cosa c’è di nuovo?
Non certamente la durezza dell’attacco contro ogni segno cristiano, oggi di marchio talmudico.
L’eclatante fatto nuovo è la rimozione dell’ostacolo (katéchon) a questi attacchi, estesi alle stesse parole evangeliche.
Ciò è stato profetizzato dall’ inizio dal giudeo San Paolo che, in vista della guerra al Vangelo di salvezza, diceva: “i giudei sono i più grandi nemici (del bene) degli uomini” (I Tessalonicesi 2, 15-16).
I fatti del mondo attuale non indicano forse la rimozione delle parole evangeliche nella stessa Chiesa, come concordato nel piano Seelisberg? (vedi il “piano Seelisberg” che incantò Giovanni XXIII).
La prova della cessata difesa del cristianesimo si ha quando i promotori del disarmo cattolico, vedi Giovanni XXIII, sono esaltati, mentre quanti svelano le trame apocalittiche per annullare perfino il segreto di Fatima, sono isolati e liquidati come nemici del Papa.
Per concludere: l’attacco al cristianesimo sempre c’è stato, non finirà e la sua virulenza crescente non dipende dai fedeli.
Il vero guaio è la mancata difesa che risulta da un insidioso inganno, inedito nella storia, di onorare pastori mercenari ansiosi del plauso avversario.
Ciò riguarda i fedeli, perché non si dica che il Signore non aveva avvertito del guaio terminale dei falsi cristi e dei falsi profeti. (Matet 24, Marco 13, Luca 21, Ap 13, IITs 2).
A. Daniele
27/06/2007 10.00 La cattiva coscienza
Vorrei dirti tutta la mia cortrarietà per il tuo articolo in difesa del nazista assassino Pri...
(non lo nomino per non offendere la civiltà e la giustizia non certo te).
Tu che manderesti al rogo gay, negri (come usi chiamarli) fai operazioni di mistificazione di cui non riesci a vergognarti nemmeno un po’, devi sapere che se un giorno sarai chiamato a rispondere per ciò che dici non certo per ciò che fai cioè nulla, sarai mandato a fare compagnia ad i più grandi peccatori della storia, ma tu sei un pagano e a questo non ci credi; sappi però che se è vero come io e tutti quelli che seguono questa rubrica crediamo negli inferi il fuoco brucia e non poco.
Un minimo di imbarazzo ci vuole quando si brandisce la democrazia per difendere un assassino ma tu se uomo coraggioso e misericordioso.
Ma non eri quello che sentenzia contro l’ingiustizia?
Non sei quello che predica giustizia e svela complotti?
Il tuo amico Prrr... ha vissuto impunemente e con molte complicità questo dovevi denunciare e
sappi che a protestare contro Prrr... non c’erano solo i tuoi amici cazari (si quelli sono tuoi amici prima o poi lo scopriremo) le vittime romane cattoliche di quell’eccidio ti grideranno talmente forte quando dormi, quando il confronto con la coscienza ci fa guardare la verità, che ti scoppieranno i timpani.
La più grande sorpresa per me è scoprirti buonista, poi dice che uno si butta a sinistra.
Ultimamente dai tuoi articoli il tuo pensiero ci arriva fortemente confuso, vai in montagna l’aria fresca schiarisce molto e rasserena.
Un tuo lettore, critico naturalmente
P. G.
RISPOSTA
Ecco un altro cristiano esemplare: mi condanna all’inferno per parole che non sono nemmeno insulti (i gay si danno fra di loro del frocio), e condona una incarcerazione arbitraria.
Questo è “scolare il moscerino e ingoiare il cammello”.
Maurizio Blondet
26/06/2007 14.30 Ben fatto Fioroni
Egregio Blondet,
nel suo articolo su Priebke Lei sorprendendomi attacca la decisione del ministro Fioroni di mandare la visita fiscale ai professori assenteisti; ciò mi ha davvero sorpreso considerando che Lei spesso ha attaccato (con dei distinguo) i lavoratori pubblici.
Io sto dalla parte di Fioroni, sono molto stufo di dover pagare le tasse per gente a cui non va di lavorare, i professori non sono così oppressi e sfruttati come spesso li si dipinge, ma tutt’altro, spessissimo sono lavativi ed assenteisti e ciò danneggia in primo luogo chi invece fa il proprio dovere.
I professori (come quasi tutti gli statali) sono stati al 90% assunti grazie a raccomandazioni (finiamola con le ipocrisie buoniste...) e di questi una buona parte non fa assolutamente nulla grazie al fatto che nessuno li manderà mai via, a differenza di quanto avviene nel lavoro privato dove si viene licenziati per molto, molto poco.
I professori non guadagnano molto è vero, ma ricordiamoci che hanno la fortuna di aver un lavoro (quelli entrati per merito sono la minoranza) e per giunta un lavoro dal quale non li manderà mai via nessuno (nemmeno quelli condannati per pedofilia e non lo dico per dire), i professori poi hanno quasi tre mesi di ferie all’anno, cosa più unica che rara nel mondo del lavoro, e per concludere siccome ritengo che fare il professore (così come il medico o il poliziotto) è una missione ne consegue che una persona che faccia il professore per denaro abbia ben poco da insegnare (di un medico avido di denaro ho persino paura).
Farebbe bene Fioroni ad essere ancora più duro ma temo che come al solito tutto finirà a tarallucci e vino, alla faccia dei professori onesti.
Saluti
Andrea Rossi
RISPOSTA
Vedo che non ha compreso perché “difendo i professori”.
Lo scrivo di nuovo passo passo:
A) Andare in trasferta in un’altra città, per fare il commissario d’esame, costa un sacco: anche andando in una pensione con gli scarafaggi e mangiando panini, sui 100 euro al giorno.
B) I docenti prendono 1.500 euro mensili se va bene, mica i 7 mila euro dei commessi di Montecitorio: c’è statale e statale.
C) I rimborsi del ministero non coprono le spese.
D) I professori commissari devono pagare di tasca propria per svolgere un servizio di Stato, intaccando uno stipendio che non basta a vivere da intellettuale (i professori sono intellettuali, e dovrebbero comprarsi, oltre la mortadella, libri e giornali).
D) Inoltre, non hanno ancora ricevuto i miserevoli rimborsi del 2006: lo Stato è rapidissimo ad esigere da noi pagamenti immediati, ma è lentissimo a restituire ciò di cui abbiamo diritto.
E) i professori comandati si mettono in malattia, fanno resistenza passiva.
F) Secondo me, la resistenza passiva è giusta.
G) Secondo lei, no.
Cosa vuole che le dica?
Finiamola lì.
Maurizio Blondet
26/06/2007 12.30 La comunità diseducante
Egregio Maurizio Blondet,
ho letto il suo articolo intitolato “LA COMUNITA' DISEDUCANTE”, edito del 17.06.2007.
In alcuni punti mi sono trovato quasi in accordo con lei (viviamo in una cultura essenzialmente idiota, si capisce), mentre in altri mi sono sentito davvero molto lontano tanto dalle sue interpretazioni quanto dalle sue conclusioni.
Le scrivo ora con l’intento di farle qualche appunto critico e con la speranza che il nostro possa essere uno scontro dialettico civile e per entrambi costruttivo.
Spero anche, infine, che lei perdoni il mio ardire nell’ammettere così chiaramente uno scopo tanto ambizioso o addirittura presuntuoso come quello di farla riflettere più a fondo di quanto non abbia
certamente già fatto.
(Seguono centinaia di righe, da cui spicco alcune frasi)
E’ da quando mi capitò per caso di leggere un articolo di Don Baget Bozzo che non sento più simili castronerie.
E tutte incredibilmente concentrate in un solo articolo.
[…]
… Il credente cattolico naturalmente incline al fascismo, che da sempre alla conoscenza preferisce la salvezza, che alla ragione preferisce la fede, che alla riflessione preferisce la preghiera e che alla democrazia preferisce la gerarchia indiscutibile poiché di origine divina! (“Credere, obbedire, combattere”!)
Il punto è che considerare la natura come subordinata all’essere umano impedisce, in realtà, anche ogni possibilità di credere veramente in qualunque Dio.
In due o tre parole: è una bestemmia.
(altre sessanta righe circa)
Poi:
“(..) Lugubri carnevali di travestiti e trans”
Stia attento, per carità, alla lingua italiana e ai suoi aggettivi!
”Lugubre”, oltre a contraddire insostenibilmente “carnevale”, non si addice davvero alle feste fatte da un gruppo di pazzi simpatici ma sessisti che vogliono diventare una classe autonoma e distinta (perché chiunque ritenga che l’orientamento sessuale sia una caratteristica sufficiente a formare una
categoria sociale o che sia addirittura una caratteristica prioritaria nella definizione della personalità di un individuo soffre inevitabilmente di sessismo).
Lugubre è un funerale cattolico, a rigore.
Insieme al culto cristiano dei morti.
Su, Blondet, che parlare italiano era un’attenzione sostenuta ed incentivata anche dal fascismo.
[…]
“Si guarda con invidia al taglio delle mani, alla fustigazione, alla decapitazione con la scimitarra”.
UE! MA CHE DICE?! Con “INVIDIA”?! Ma dove vive e chi frequenta, lei, solitamente, vorrei sapere.
La famiglia di Bossi o i discendenti di Hitler?
Si faccia vedere, appena ha tempo.
Da uno bravo.
E intanto cambi subito spacciatore, che questo, mi creda, la sta rovinando.
Altre righe… Su uomo, natura e i loro rapporti reciproci.
Poi la conclusione:
La ringrazio tanto per l’attenzione concessami, la prego di perdonarmi certe critiche forse eccessivamente provocatorie e cattive dovute alla mia emotività non sempre controllabile, la invito a scrivermi quando, quanto e come vuole (va bene anche la totale mancanza di indulgenza e di perdono, tutto sommato), e la saluto cordialmente,
Sempre suo devotissimo servo e umilissimo schiavo.
Claudio Baldi
(uno dei sub-umani a cui piace Vasco Rossi - dico: VASCO ROSSI!)
RISPOSTA
Ed io dovrei scrivergli?
Non comprende il tono sarcastico (invidia per il taglio delle mani).
E s’è incacchiato perché lui non crede in Cristo, ma in Vasco Rossi sì, e io gli ho offeso il suo dio minore.
Vedete che lettere ricevo, a volte.
Maurizio Blondet
26/06/2007 10.30 Blondet, Massignon e i catto-talebani
Caro Maurizio,
vedo che, in questi giorni, sei il bersaglio degli strali “catto-talebani”.
Che vuoi farci?!
La “durezza del cuore”, ossia la colpa che Cristo rimproverava ai sinedriti, sembra essersi impadronita di molti “buoni cattolici”.
San Paolo, nella Lettera ai Romani, mentre rimproverava i suoi ex-correligionari ebrei per quell’indurimento, che è chiusura alla trascendenza che libera dalle pastoie della legge per donarci l’essenza vera ed infinita della legge stessa, ossia l’amore di Dio, non dimenticava, al tempo stesso, di ricordare ai cristiani che i “fratelli maggiori” saranno un giorno reinnestati nell’olivo santo, segno dunque che oggi - lo ricordino i facili dialogatori - essi ne sono separati.
L’Apostolo delle genti annunciava la finale conversione del “resto di Israele” allo scopo di esortare i cristiani ad evitare a loro volta quella “durezza” per non incorrere nel rischio di essere anch’essi allontanati da Dio.
E’ questo il rischio che molti “buoni cattolici” corrono oggi: affascinati dal “Nuovo Impero Globale Israeliano”, quasi si trattasse di una riedizione del Sacro Romano Impero (questo e ciò che predicano gli Introvigne, i Respinti, la TFP, il Cesnur, il Centro Lepanto, Alleanza Cattolica e Comunione e Liberazione) si sono gettati anima e corpo nelle braccia dell’Anticristo, il quale, ci ammoniscono i Padri della Chiesa e tutta la tradizione cristiana, si presenterà nella forma di uno pseudo-Cristo, essendo il “profeta” della scimmia di Dio, il menzognero.
Colui che anche il Corano chiama l’impostore, Al Dajjal.
Mentre la Chiesa cattolica apostolica romana rimarrà fino alla fine dei tempi, perché così le è stato promesso (“inferii non praevalebunt”), saranno masse di ignari catto-talebani (unite a quelle degli ignari giudeo-talebani e degli ignari islamo-talebani) a nutrire, nel corso del tempo, le schiere anticristiche.
Rimarrà certamente un “resto”, sia tra ebrei che tra islamici e Cristiani.
Ed è a questo resto che spetterà il futuro.
Uno dei catto-talebani di turno ti ha rimproverato di far riferimento a Louis Massignon, il grande sacerdote e teologo cattolico oltre che grande islamista.
Dunque Blondet è un “inquinatore”!
Credo che quel catto-talebano debba “scomunicare” anche lo stimato Vittorio Messori che, proprio su una rivista abbastanza (ma non del tutto, potendosene salvare qualcosa) incline al
catto-fondamentalismo usraeliano, in una puntata della sua rubrica “Vivaio” ha aderito alla prospettiva esegetica di Massignon nei riguardi dell’Islam e del suo ruolo che alla fine di rivelerà cristocentrico e cristodirezionale.
Ma se Blondet e Messori possono subire la “scomunica” dei catto-talebani, che dire allora di Pio XI, il successore, dopo Benedetto XV, di san Pio X, il Papa santo del famoso catechismo che tanto piace, pur essi non comprendendolo, ai talebani del tradizionalismo?
Pio XI, ricevendo in udienza Massignon nel 1934, definì la sua vicenda “una vocazione” e “un’elezione” che rimandavano a “una predilezione”.
I Papi pre-conciliari erano evidentemente molto più aperti di cuore che non i loro presunti nostalgici odierni.
A questi ultimi basta l’immaginetta che essi si sono fatti di quei Papi e della Tradizione.
Ti abbraccio e ti saluto in Cristo e Maria.
Luigi Copertino
RISPOSTA
Grazie della colta e spirituale difesa.
A proposito: scopro su 30 Giorni numero 5) un’intervista all’ayatollah Khatami, che è stato in visita dal Papa.
Dice di preferire Sant’Agostino a San Tommaso, perché il primo (testuale) “è più vicino a Platone e nai neoplatonici… e siccome io considero il misticismo lo spirito della religione, vedo che l’aspetto mistico in Agostino è molto forte, è quello che prevale, ed è per questo che mi piace. Di Agostino ho letto il De Civitate Dei, mentre ho dedicato studi più sporadici alle altre sue opere”.
Dunque ecco un “fondamentalista islamico” che cita Agostino, Platone, i neoplatonici.
Sorprendenti, questi ayatollah.
Non è il caso di approfondire la conoscenza?
Noi conosciamo i loro testi, come loro pare conoscano i nostri?
Maurizio Blondet
26/06/2007 09.00 Chiamandoli per nome...
Egregio dottor Blondet,
mi permetto di segnalarle che da oggi potrà usare il termine FROCI a riguardo delle persone omosessuali.
Le riporto la copertina del quotidiano “il Domani” di Bologna (noto supplemento dell’Unità) che riporta una foto scattata alla Salara locale concesso ad ARCIGAY dal Comune di Bologna.
Lo striscione è inequivocabile, e perciò visto che essi si definiscono in tal modo possiamo anche farlo noi.
Per quanto riguarda le sue considerazioni di non scrivere più sull’argomento religioso,
la consiglierei di desistere dalla sua intenzione, non perché sia concordante con lei su molte cose che scrive in materia religiosa, anzi, ma perché comunque nei suoi articoli vi sono molti spunti.
Poi pensi al fatto che i catto-islamico-comunisti continuano a sparare cazzate nelle varie curie e chiese, quindi ci vuole un buon contrappeso.
Cordiali e accaldati saluti.
Mauro S.
RISPOSTA
E’ ben noto, i froci si chiamano, fra loro, “froci”.
Ma se un normale ci prova, è “omofobo”.
E anche antisemita.
Maurizio Blondet
25/06/2007 19.00 Cappato e il Gay Pride di Gerusalemme
Aveva ragione: a Mosca si può passare sopra le decisioni delle autorità, a Gerusalemme solo sopra gli anatemi dei rabbini ultraortoddossi.
Guai, però, a mettere in discussione le istituzioni dello Stato sionista.
09/11/2006 | PARTITO RADICALE / GAY PRIDE GERUSALEMME: CAPPATO “SFILEREMO
PER AFFERMAZIONE STATO LAICO, CONTRO FONDAMENTALISMI GLOBALI”
Gerusalemme, Giovedì 9 novembre 2006
Dichiarazione di Marco Cappato, Vice-Presidente del Partito Radicale transnazionale, deputato europeo.
“Insieme a Sergio Rovasio e a un gruppo di militanti, parteciperemo domani come delegazione del Partito Radicale transnazionale alla ‘marcia per la tolleranza e l’orgoglio, per la promozione della democrazia e del pluralismo’ che si terrà alle 11 Gerusalemme, A MENO DI UNA DECISIONE
ALL’ULTIMA ORA DELLA CORTE SUPREMA.
Avevamo approvato a luglio la decisione di posticipare la marcia in ragione dello scoppio del conflitto in Libano.
Oggi, anche in un momento di particolare tensione a seguito del tragico errore dell’esercito israeliano a Gaza, abbiamo comunque deciso di confermare la nostra partecipazione in prima persona alla manifestazione.
Va dato infatti merito agli organizzatori di aver accettato tutte le condizioni poste dalle forze dell’ordine, sia per il percorso - che non sfiorerà alcuno dei “luoghi sacri” -, sia per le modalità particolarmente rigorose (rispetto dei simboli religiosi e dell’inizio del sabato ebraico, assenza di carri musicali e di altri elementi che possano essere vissuti come provocatori) alle quali hanno deciso di attenersi.
La marcia di domani si è dunque trasformata in una manifestazione che, difendendo il carattere aperto e tollerante della società e delle istituzioni israeliane, rafforza la lotta per l’affermazione dello Stato di diritto democratico, liberale e - soprattutto - LAICO, contro quell’Unione dei Fondamentalismi che – tanto daGerusalemme, quanto da Roma, dalla Mecca e dagli altri centri di potere clericale - è oggi la più grande minaccia per la pace e la libertà”.
Comunque, niente paura.
La manifestazione è stata autorizzata e domani saranno tutti in forma per accendere la loro candelina azzurra del “Love Boy Day”, Giornata dell’Orgoglio Pedofilo (sic).
Attendiamo il 2012 e il cambiamento del ciclo!
El Julz
25/06/2007 18.00 Sulla violenza e sul Padre
Salve signor Blondet,
vorrei saltare i convenevoli ed evitare di dirle quanto apprezzi i suoi articoli, ma è più forte di me e non riesco a resistere dall’esprimerle i miei più sentiti complimenti.
Le basti pensare che non mi perdo un suo articolo da più di un anno e che anche i più barbosi argomenti, quando raccontati da lei, mi diventano interessanti ed appassionanti.
Invio questa mia email per “contestare” l’interpretazione della notizia del ministro dell’Interno sui 6,5 milioni di donne vittime di violenze fisiche.
Innanzitutto quelle cifre sono gonfiate a dismisura da statistiche truffaldine che confondono urla, spinte e lievi strattonamenti del braccio con violenze vere e proprie
Confondono i rapporti coniugali non desiderati (quello che una volta veniva chiamato “dovere coniugale”) con gli stupri ed i tentati stupri all’interno della famiglia... ma soprattutto, quello che non dicono è che tutti gli studi di settore dicono proprio il contrario, ovvero che gli uomini sono più vittime di violenza rispetto alle donne, sia in casa che fuori casa.
Il 75-80 % delle vittime di omicidi e di violenze gravi è di sesso maschile, eppure si parla di “emergenza donna”, mai di “emergenza uomo”.
In ambito domestico, ci sono ormai centinaia di studi e migliaia di meta-analisi che confermano che le donne, in casa, usano violenza più degli uomini e di solito sono le prime ad iniziare la violenza e quelle più propense ad utilizzare armi.
Se volesse saperne di più, le potrei indicare alcuni siti di movimenti maschili (anti-maschilisti) in cui si parla proprio di tante problematiche che stanno a cuore a tutti noi, viste - una volta tanto - da un punto di vista maschile, dove per “maschile” s’intende quel “vir”, quell’energia positiva, quella creatività che ad esempio noi lettori troviamo nei suoi articoli.
Per darle un’idea le cito poche righe di un paio di articoli.
In questi casi si parla di vicende avvenute nel mondo anglosassone ma che si sta rivelando quasi profeticamente, una copia identica degli avvenimenti che si stanno verificando nel nostro Paese.
http://www.uomini3000.it/252.htm
[...]
A grande sorpresa di tutti, il ministero dell’Interno ha prodotto recentemente le proprie prove che la violenza domestica non è una malattia maschile.
Nel Gennaio 1999 ha riportato che il 4.2% delle donne e il 4.2% degli uomini tra i 16 e i 59 anni ha affermato di essere stato attaccato fisicamente da un partner attuale o precedente negli ultimi anni. Le donne separate erano le vittime più frequenti, con il 22% assalito almeno una volta nel 1995.
La reazione pubblica alla ricerca del ministero dell’Interno fu un silenzio quasi completo.
Subito dopo la sua pubblicazione, il segretario dell’Interno aprì una corte per la violenza domestica in Leeds che fu istituita sull’assunto esplicito che solo gli uomini erano violenti.
Nel giugno di questo anno, il comitato delle donne del Consiglio dei ministri lanciò una campagna per “cambiare la cultura” che presentava la violenza domestica quasi esclusivamente come un problema di criminalità maschile.
Si adoperò per omettere un altro fatto sottovalutato: che la maggior parte dei crimini contro i bambini sono commessi dalle loro madri, non dai loro padri.
Uno studio della Società Nazionale per la Prevenzione della Crudeltà sui Bambini rivelò alcuni anni fa che le madri naturali, non i padri, sono più spesso le responsabili di ingiurie fisiche, abusi emozionali e negligenze.
Questo non è particolarmente sorprendente, poiché in genere le madri hanno molti più contatti quotidiani dei padri con i loro bambini.
Ci fu tuttavia un’altra sorprendente omissione: il materiale del comitato delle donne non faceva differenze tra coppie che erano sposate e persone che convivevano o erano amanti irregolari.
Esso pertanto ometteva un fatto chiave: che il rischio di violenza aumentava significativamente nelle coppie non sposate.
Lo stesso studio dell’Ufficio dell’Interno osservò che la separazione coniugale era un “fattore chiave di rischio”.
Solo 12.6 su 1.000 donne sposate erano vittime di violenza, comparate con 43.9 su 1.000 delle donne non sposate e 66.5 su 1.000 divorziate o separate.
Quando i mariti vengono sostituiti da compagni e amanti, perciò, la violenza contro le donne aumenta.
Il matrimonio è un forte fattore di sicurezza per le donne.
Tuttavia questo non viene detto.
Invece l’idea opposta viene incoraggiata, cioè che la violenza contro le donne tipicamente ha luogo nel matrimonio.
http://www.uomini3000.it/182.htm
Le donne usano le armi nella violenza in ambiente domestico con una frequenza tre volte maggiore rispetto agli uomini.
Le donne provocano la maggior parte degli episodi di violenza in ambiente domestico.
Le donne commettono la maggior parte degli abusi su minori e su anziani.
Le donne picchiano più frequentemente e più gravemente i loro figli maschi che non le femmine.
Le donne commettono la maggior parte degli infanticidi e il 64% delle loro vittime sono bambini di sesso maschile.
Quando le donne uccidono degli adulti la maggior parte delle loro vittime sono uomini.
Le donne commettono il 50% degli omicidi coniugali.
L’82% delle persone hanno la loro prima esperienza di violenza per mano di una donna.
[...] una delle statistiche preferite addotte dagli sostenitori dei centri contro gli abusi è che ogni 15 secondi una donna è vittima di violenza in ambiente domestico.[...]
Ciò che i sostenitori dei centri contro gli abusi ignorano sempre è un altro dato emerso dallo stesso studio: che 2milioni di uomini vengono aggrediti dalla moglie dalla fidanzata ogni anno, che in altre parole significa che un uomo è vittima di violenza in ambiente domestico ogni 14 secondi.
Per concludere vorrei dire che secondo questi nascenti movimenti di risveglio maschile (alcuni dei quali si ispirano a Claudio Risè ed ai suoi scritti) non ci sarà un’inversione di rotta nella tendenza moderna di stampo edonista-femminista se non ci sarà finalmente una rivalutazione del padre, e quindi, neanche tanto indirettamente, del Padre.
Lo sapeva che i figli di padri che vanno a Messa e che sono credenti, sono più propensi ad andare a Messa e ad essere credenti da adulti?
E questo indipendentemente dal comportamento materno.
Ciò non avviene quando le madri sono devote ed i padri atei.
In questo caso i figli tenderanno a crescere atei.
Il modernismo socialista (a proposito dovremmo tutti leggere con attenzione il “Codice di famiglia” imposto in URSS nel 1918 Donne e famiglia nella Russia Sovietica) ha imposto la distruzione della famiglia perchè ritenuta “borghese” e ha di fatto estromesso il padre dal nucleo famigliare.
Il femminismo prima ed il divorzio dopo sono state le armi più efficaci per ateizzare le popolazioni e distruggere il tessuto sociale millenario della nostra civiltà.
Non a caso i nuovi poveri sono i mariti separati che devono spesso sopravvivere di stenti e che vengono letteralmente cacciati di casa dalle loro mogli ed ex-mogli spesso con denuncie di violenza che poi si rivelano al 90% false (per fare un semplice confronto, le false denuncie di furto si aggirano intorno al 8-9%) ma che contribuiscono a falsare quelle statistiche e a fare del vero terrorismo nei confronti della paternità e dell’istituto famigliare.
Il risultato è che ci sono parecchie migliaia di uomini, padri che non possono vedere i loro figli, tanto che per questo motivo in Europa si suicidano ogni anno 2.000 padri separati.
C’è stata una puntata dell’Antipatico di Belpietro che ha parlato proprio di questi fenomeni
(12 minuti di argomenti interessantissimi e tragici).
Un caro affettuoso saluto da un suo appassionato lettore.
Massimo B.
RISPOSTA
Capisco, ma non sono del tutto d’accordo con lei.
Le donne non si ammazzano né si usano.
Non è cavalleresco.
E capisco che venga voglia di formare la lobby etero, per reazione alla lobby omo: ma così la politica finisce in vacca.
Il sessuale non ha dignità politica.
Maurizio Blondet
25/06/2007 17.00 Blair dal Papa, abbraccerà il cattolicesimo
No comment.
O solo uno: gli si chiederà di confessare la guerra in Iraq come lesione del quinto comandamento?
Maurizio Blondet
25/06/2007 16.00 Sepharditi
La prego non faccia mio nome.
Per quanto riguarda al discorso su i ebbrei Io dei sepharditi soltanto ho avuto che cortesie; sono, come noi, dal Mare Nostrum.
Vorrei questa lettera pubbliccata, in diffesa della buona gente.
Io sono catolico, e mi vergognerebbe di non dirlo, come mi vergognerebbe di non appoggiare le persone per bene
Altre cose, siamo d’accordo.
RISPOSTA
Il lettore è straniero, non scrive bene italiano.
EFFEDIEFFE
25/06/2007 14.30 Gli adelphi e la madonna piange s...
Gentile Blondet,
dopo la sua risposta (in homepage) ho seguito il suo consiglio: sono andato alla Ritorno al reale e ho comprato il suo (eccellente) “Gli Adelphi della dissoluzione”.
E questa mostra di un gusto orripilante (sono 23 enne figlio di divorziati, mai stato bigotto... ma ci vuole tutta a non offendersi per un titolo del genere!!!) mi sembra proprio simile al caso di Daumal che voleva pubblicare il suo “Poema all’uomo e a Dio” nel giornale comunista, il cui direttore rispose “qui di Dio non si parla, lo si ignora”.
Idem questa mostra, che lungi da ignorare Dio e la religiosità cristiana, la attacca di petto, sorta di
controiniziazione celata - anche se non so con quanta volontarietà; non posso attribuire tutta questa intelligenza all’inventore di un titolo del genere.
Il clima, in ogni caso, è quello.
Vorrei aggiungere una cosa sull’omosessualità.
Secondo me non è tanto questione gay o non gay.
La questione è che la sessualità è un fatto privato; il gay pride è offensivo e di pessimo gusto quanto lo sarebbe una sfilata di puttane. (in realtà la questione dell’omosessualità è molto più ampia, mi interessa qui sottolineare che avanza, oltre ad un relativismo dissolutore e “a senso unico”, un cattivo gusto che da il volta stomaco.
Nella biblioteca dell’odiata Bocconi dove studio le ragazze vengono vestite proprio da zoccolette, alle nove di mattina!
Ma, io dico, devi studiare, non andare in discoteca (tra parentesi, che schifo!).
A me piacciono le donne, ma non vedo il perchè di tutto questo troieggiare.
Andrea
25/06/2007 13.00 Sull’omofobia
Si parte dal presupposto che noi cattolici siamo omofobici, ovvero razzisti.
Bene volevo raccontarle un fatto che mi è accaduto personalmente pochi anni orsono, quando frequentavo il liceo.
Nella nostra classe veniva un ragazzo che tutti consideravano omosessuale (magari non lo era, lui non l’ha mai affermato esplicitamente).
Era un ragazzo che vestiva in modo ricercato, ed era sempre in compagnia delle ragazze della nostra classe, mentre fraternizzava poco o niente con noi maschi, camminava e parlava in maniera particolare.
Insomma, lo stereotipo dell’omosessuale.
Beh, ricordo che alcuni miei compagni lo indicavano come il “ricchione” con tono davvero sprezzante.
Ma questi miei amici, è qui il bello, erano dichiaratamente di sinistra.
Quella sinistra che è così sensibile alla discriminazione degli omosessuali.
In particolare uno di questi rischia fortemente di far parte del futuro partito democratico (so quel che dico, ha il padre ex-assessore e presidente di una associazione benefica).
Ovviamente a quel punto lo si sentirà attaccare la Chiesa perchè discrimina gli omosessuali.
Ma io, da cattolico (almeno spero!), non ho mai discriminato gli omosessuali.
Dico solo che sbagliano.
No, invece non posso nemmeno dire, anzi, pensare questo.
Meglio che qualche politico omofobo accusi la Chiesa di omofobia.
Mi scusi per questa lettera di sfogo, spero di non averla tediata troppo.
Ma è meglio condividere certe esperienze personali.
Io ho solo tentato di fornire un ritratto di un membro della futura intellighenzia della sinistra al caviale.
No, sa c’è ancora gente che pensa che siano “buoni”.
E che Che Guevara fosse un eroico combattente.
Post scriptum
Ho paura che lei non riesca a ricevere le mie mail, ne ho inviate parecchie, ma nessuna è apparsa sul sito.
E’ vero anche che ho un modo di scrivere piuttosto contorto, ma alcuni argomenti erano obiettivamente interessanti.
Se può mi faccia sapere.
Potrebbe migliorare il sito Effedieffe aggiungendo la possibilità di commentare gli articoli, come in molti blog.
E magari moderare il tutto tramite moderatori volontari.
Cosimo
RISPOSTA
Veramente, non vorrei che questo diventasse un blog.
Vorrei restasse essenzialmente un notiziario.
Maurizio Blondet
25/06/2007 11.30 Priebke e altro...
Caro direttore,
grazie per le parole ferme e coraggiose su Priebke.
Lei non è solo.
Anch’io come tanti altri uomini della strada sono scandalizzato dal ricatto ancora una volta subito dall’intera nazione intentatogli dalla solita minoranza etnico-religiosa.
Priebke è stato condannato per lo stesso reato per il quale era stato assolto.
Ma come possiamo dirlo?
Come possiamo prendere posizione noi gente comune?
Ma, ora mi permetta di esprimere una piccola riserva, lei è l’intellettule che più stimo per di coraggio politico e controcorrente - una cosa le vorrei chiedere: davvero crede nella realtà
storica dell’olocausto?
Non posso pensare che uno studioso come lei non abbia per certo quel che anche un operaio cinquantatreenne quale io sono, ha scoperto con sbigottimento già da qualche anno.
L’olocausto è solo una propaganda di guerra della quale si sono provvidamente impossessati gli ebrei sionisti.
L’olocausto e i sei milioni di vittime ebree sono solo una colossale menzogna.
Mi è bastato leggere alcuni libri di Carlo Mattogno per rigettare come menzognera la storia dello sterminio ebraico.
Lei conosce Carlo Mattogno?
Con profonda stima.
Un suo fedele lettore.
Giovanni G.
RISPOSTA
Non è questione se io creda o no all’olocausto: non dovrebbe essere una fede.
So che chi devia dalla versione ufficiale di questa storia viene picchiato e non gli è permesso argomentare.
Vuol dire che chi sostiene la versione ufficiale non ha argomenti.
O ha qualcosa da nascondere.
Maurizio Blondet
25/06/2007 10.00 Israele si prepara a scatenare una nuova “guerra d'estate” su più fronti
Il sito del settimanale Panorama - sempre molto ben informato sui progetti dell’establishment e degli apparati di sicurezza israeliani - pubblica un articolo secondo cui questa estate sarebbe in incubazione una vasta offensiva militare israeliana su almeno due fronti: il Libano e Gaza.
Scrive il settimanale che "La conquista di Gaza da parte delle milizie di Hamas e i lanci di razzi contro il territorio israeliano da uno dei dodici campi profughi palestinesi in Libano hanno costretto Gerusalemme a rivedere i piani militari: l’ipotesi di una nuova una crisi su due o tre fronti contemporaneamente è ritenuta sempre più realistica. Il potenziamento delle forze siriane sul confine del Golan aveva già indotto gli analisti israeliani a prevede per l’estate un conflitto con Damasco ma l’escalation della crisi a Gaza e in Libano potrebbero costituire le basi per un conflitto su vasta scala” - sul fronte libanese queste sono le indiscrezioni avanzate da Panorama: “Le truppe di Beirut, già impegnate a combattere gli estremisti jihadisti di Fatah al-Islam e Jund al Sham, non sembrano in grado di assumere il controllo dei campi né di garantire la sicurezza di un Paese che sembra sempre più in balìa della destabilizzazione sostenuta da Hezbollah, Siria e Iran.
Inoltre nel sud del Libano molti reparti sembrano simpatizzare apertamente con Hezbollah e i gruppi filo-siriani. Una situazione che, se dovesse degenerare, potrebbe indurre Israele a riprendere le operazioni militari interrotte nell’agosto scorso dimostrando di fatto l’inutilità delle forze dell’ONU, incapaci di impedire le violazioni alla Risoluzione 1701”.
Relativamente alla situazione sul fronte palestinese, Panorama scrive che: “Sul fronte di Gaza il pericolo per Israele è rappresentato soprattutto dalle forniture di razzi a lunga gittata da parte dell’Iran (gli stessi forniti a Hezbollah), con i quali Hamas potrebbe colpire in profondità il territorio dello Stato ebraico mentre attualmente i piccoli razzi Kassam hanno un raggio d’azione limitato a 15 chilometri.
Secondo indiscrezioni Israele sta mobilitando circa 20.000 soldati per sbaragliare i 10/12.000 miliziani di Hamas ma una incursione in profondità a Gaza da parte delle Israeli Defence Forces aprirebbe molte incognite. Un blitz non risolverebbe i problemi di sicurezza di Israele mentre una nuova occupazione obbligherebbe gli israeliani a una nuova e sanguinosa guerra di logoramento esponendoli a massicce azioni terroristiche”.
www.panorama.it
Michele M.
25/06/2007 09.00 La zuppa di Hamas e il pan bagnato di Fatah
Scusi Blondet, ma circa un anno e mezzo fa Lei informava i suoi lettori che Hamas è sostanzialmente una creazione di Israle (confronta “Hamas ‘preoccupa’ chi l’ha creata” del 29/01/2006).
E va bene, prendiamola per buona.
Però ora ci dice che anche Fatah lavorava per Israele e la CIA.
Insomma, se non è la zuppa di Hamas è il pan bagnato di Fatah; chiunque scelgano i palestinesi, scelgono sempre l’utile idiota di Israele!
Non so, temo che tra un po’ ci toccherà scoprire che tutti i palestinesi sono in realtà agenti del Mossad...
Non pensa di esagerare un po’?
Emiliano F.
RISPOSTA
Hamas è una creazione di Israele, e a suo tempo ne ho dato indizi, prove e fonti.
Accade, nella vita reale, che un movimento del genere venga poi legittimato dal voto popolare o dagli eventi stessi, e il Golem cominci ad agire di testa sua.
Anche Mussolini fu inizialmente una creazione di poteri internazionali, che ne fecero un socialista interventista (i socialisti erano neutralisti).
Poi quegli stessi poteri dovettero distruggere ciò che avevano creato.
La realtà è meno lineare di quel che si crede: spesso si ignora la storia semplicisticamente.
Legga la lettera che seguirà.
Maurizio Blondet
24/06/2007 12.00 Hans FrankK
Caro Blondet,
leggendo il libro “Kaputt!” di Curzio Malaparte, ho appreso che il governatore generale della Polonia occupata dal Terzo Reich era un certo Hans FRANK, giustiziato successivamente a Norimberga, e - apprendo da internet - fondatore della esoterica Thule Gesellschaft.
Nel libro Malaparte parla proprio con lui di rapporti fra nazionalsocialismo, fascismo, cattolicesimo, protestantesimo, e poi viene narrata la storia di un ebreo al quale viene chiesto “bist du Juden?” e questo ebreo risponde “Nein” e poi l’ufficiale tedesco che lo interrogava gli fa la stessa domanda in un’altra lingua (in russo, poichè si trattava di un ebreo russo) e l’ebreo risponde “Da” e l’ufficale gli chiede “e perchè prima mi hai detto di no?”, risposta: “Perchè me lo hai chiesto in tedesco...”.
Tutte coincidenze o ci potrebbe essere sotto qualcosa? (se ha il libro si tratta del primo capitoletto del secondo capitolo)
Saluti
Pierfrancesco P.
RISPOSTA
Hans Frank era ebreo, e noto come ebreo ad Hitler e ai suoi colleghi.
Come era ebreo Hjalmar Schacht, il governatore della banca centrale del Reich.
E parecchi ebrei risultano aver militato nelle SS, a volte con grado di colonnello.
Tutto ciò può gettare una luce inquietante sull’“antisemitismo” hitleriano.
Ma non lo farò io.
Maurizio Blondet
23/06/2007 21.00 Spagna: al rogo i libri revisionisti
Alcune chiarificazioni sulla situazione dell’editore e libraio austro-spagnolo Pedro Varela Gauss - già a capo della disciolta associazione CEDADE - il quale a seguito del suo arresto, per opera di un reparto della polizia antiterrorismo a volto coperto esattamente l’anno scorso, ha reso noto qualche particolare in più riguardo alle imputazioni a cui è stato fatto oggetto per l’attività sua e della libreria editrice Europa di Barcellona.
Le imputazioni vanno dall’istigazione all’odio e la violenza contro altri popoli, un inedito crimine consistente nella pubblicazione di libri “contrari alla comunità internazionale”, e due imputazioni che a rigor di logica si dovrebbero annullare a vicenda: apologia di genocidio e negazione dell’olocausto.
Indicativi anche i particolari riguardanti i registi di quest’operazione di polizia di pensiero.
Il magistrato J.M. Mena ha un passato di militante maoista, il sovrintendente di polizia Molinero ha ricevuto un addestramento speciale nell’entità sionista qualche anno fa, mentre il consigliere dell’interno La Tura ha ammesso apertamente la sua appartenenza alla massoneria.
Intanto le prime vittime di questa variegata congrega inquisitrice sono già chiare: gli oltre seimila volumi sequestrati all’interno della libreria incriminata dei quali è stata ordinata la distruzione, che si va a sommare ad altri dodicimila libri (12.000) già distrutti a seguito di un ordine giudiziario della magistratura spagnola oltre dieci anni fa.
UE: i ministri dell’interno si accordano per una nuova legge anti-nazionale e anti-revisionista.
Secondo il notiziario in rete della BBC lo scorso 20 aprile si sarebbe giunto ad un accordo tra i ministri europei dopo sei anni di discussioni per una legislazione di estensione europea contro chi incita all’odio razziale e contro chi giustifica o banalizza lo sterminio ebraico.
Insoddisfazione da parte del rappresentante tedesco, che caldeggiava una legge più decisa contro chi nega il genocidio giudaico e utilizza i simboli già in uso nel Terzo Reich.
Dello stesso avviso è l’ENAC - la rete europea che coordina le ONG anti-razziste - secondo i quali un testo così debole rischia di lasciare invariate le legislazioni di diversi paesi già ’coperti’ da normative di questo tipo.
Venendo ai dettagli, l’accordo sembra indicare la formulazione di legislazioni contro chi istiga all’odio e alla violenza per motivi di razza, colore, nazionalità e origine etnica di una carcerazione di almeno un anno.
Con una doppiezza rimarchevole l’accordo dichiara accettabile anche una normativa solo contro chi disturba l’ordine pubblico con finalità razziali.
Alcune nazioni dovranno sottoporre l’accordo all’approvazione dei propri parlamenti, per arrivare a una nuova legislazione entro due anni.
Tra le altre vaghe annotazioni che riguardano l’accordo da segnalare anche l’assicurazione di non voler colpire opere teatrali e ricerche accademiche purché non vengano disseminate di “strisce e disegni” di alcun tipo.
RISPOSTA
Come volevasi dimostrare, avanza il nuovo totalitarismo talmudico.
Che un avvocato difensore venga incriminato, la dice lunga sulla certezza del diritto. Esattamente gli ebrei romani hanno accusato l’avvocato di Priebke di essere complice della shoah, in quanto lo ha difeso.
I criminali nazisti non devono essere difesi, ho sentito dire ad uno di questi energumeni a Radio 24.
Maurizio Blondet
23/06/2007 19.30 Germania: vietato difendere i revisionisti
Dopo la condanna a cinque anni per negazione dell’olocausto inflitta un mese fa da tribunale di Mannheim all’editore e pubblicista Ernst Zuendel e dopo un periodo di carcerazione preventiva - motivato con l’anti-terrorism act - tra Stati Uniti e Canada durato due anni è ancora la Germania a farsi notare nel tentativo di mettere a tacere gli studiosi revisionisti.
Ora le autorità giudiziarie sono attive nel tentativo di sopprimere anche i diritti civili dei difensori, radiando dall’attività forense l’avvocato difensore di Zuendel, Sylvia Stolz; nel suo caso l’accusa di negazione dell’olocausto è scattata per la fermezza con cui ha cercato di difendere l’assunto centrale del messaggio revisionista di Ernst Zuendel: i propagandati sei milioni di morti ebrei attraverso le camere a gas omicide sono una colossale menzogna che non regge ad un serio vaglio delle fonti e delle perizie tecniche effettuate negli ultimi venti anni.
Un’incriminazione però - quella all’avvocato Stolz - che intaccherà i diritti fondamentali di difesa di tutti gli accusati di negazionismo.
23/06/2007 18.30 Tacere è Peccato
Purtroppo solo ora ho appreso la sua rinuncia nello scrivere articoli in materia di fede e non posso nasconderle il dispiacere che ha provocato in me questa notizia.
Non le posso nascondere la mia speranza di un suo ripensamento, ma non è questo l’obbiettivo che mi sono prefissato nello scriverle.
Sento solo un bisogno impellente di mostrarle quanto siano importanti I suoi consigli e le sue conoscenze, soprattutto su argomentazioni delicate e fondamentali (almeno per me) come la fede.
Lei sa bene quanto sia difficile trovare fonti alternative all’informazione di regime, come sia complicato imbattersi in persone competenti in materia, che abbiano il coraggio e la possibilità di pubblicare studi e opinioni che non siano omologati al pensiero unico.
Lei, nel suo piccolo, ha dato e da uno spiraglio di luce in questo mondo sempre più buio, in questo mondo di automi e inetti, dove quel che una volta era normale ora non lo è più, dove ad essere condannati, non sono i carnefici delle tradizioni, della famiglia e della Patria, ma bensì I loro difensori.
Non so come dimostrarle oggettivamente quanto sia stato importante per me, e sicuramente per molti altri, il lavoro da lei svolto fino ad ora.
Per questo motivo io credo che il caso “Sanmarchi” non debba influire sulla condotta e sul cammino da lei intrapreso, e le chiedo di continuare la sua lotta.
In conclusione, spero che lei non abbandoni il suo prezioso lavoro, in quanto è una delle poche persone che può ancora influire sul nostro futuro, e soprattutto sul futuro di giovani studenti come me, che, in questo paese, non possono esprimere le loro idee e non hanno più punti di riferimento.
In attesa di una sua risposta, con affetto e stima
Anonimo
23/06/2007 17.00 Il nuovo marketing del museo MADRE
Realizzato in occasione di Piero Manzoni e la Merda d’artista
Si intitola “C’è merda e merda” l’iniziativa promozionale del MADRE in occasione della mostra di Piero Manzoni, aperta fino al prossimo 24 settembre nelle sale del terzo piano del Museo.
Con un messaggio immediato e fortemente ironico, si intende divulgare la mostra mediante un’operazione originale che si ispira, attraverso un rimando allusivo, alla celebre opera di Manzoni “Merda d’artista”.
Saranno distribuiti al pubblico oltre 5.000 sacchetti per la raccolta di escrementi di cane, personalizzati con la dicitura Collezione Merda d’artista e con i riferimenti alla mostra di Piero Manzoni al Museo Madre.
L’iniziativa si inserisce in un programma di marketing innovativo del Museo chiamato “guerilla advertising”, una strategia pubblicitaria fuori dagli schemi fissi e precostituiti che supera i confini tracciati dai media tradizionali per arrivare ad essere ovunque.
Si tratta di pubblicità non convenzionale, che penetra nel cuore delle città per incontrare il pubblico in modo diretto, raggiungendo il singolo individuo in momenti e luoghi insoliti.
Invece di mirare il proprio messaggio alla massa, il “guerrilla marketing” si rivolge al singolo individuo puntando non solo a incuriosire, intrigare e coinvolgere ma anche a far riflettere garantendo un efficace passaparola tra i consumatori.
L’insolito gadget promozionale a sfondo ’ecologico’ che ripropone il gesto provocatorio dell’opera manzoniana sarà distribuito per 4 giorni, dal 20 al 23 giugno in tutta la città di Napoli: dal centro storico della città (Piazza Trieste e Trento, Piazza del Gesù , Piazza San Domenico Maggiore, Piazza Dante) al Vomero (Piazza Vanvitelli, Via Scarlatti, Via Luca Giordano) fino a Via dei Mille, Piazza dei Martiri, Piazza Vittoria. Infine, come ultima tappa, le buste della “Collezione Merda d’artista” saranno distribuite al pubblico sul lungomare di Via Caracciolo la mattina di sabato 23 giugno.
RISPOSTA
Mi domando: gli enti pubblici napoletani non ne hanno mai abbastanza, di merda?
Ne sono così ghiotti?
Maurizio Blondet
23/06/2007 16.00 Merda d’artista (o artisti di merda)?
Caro Blondet,
allego in calce un comunicato stampa autentico del MADRE di Napoli (il Museo d’Arte Moderna di Donnaregina).
Ci sarebbero da riempire volumi con i commenti sul degrado dell’arte contemporanea e sulla natura criminale della politica perseguita, anche nel campo della cultura, dai nostri enti locali (viva il federalismo italiota!).
A tale proposito ricordo che il mai abbastanza compianto Angelo Manna, negli anni Ottanta, scrisse un aureo opuscolo, “Politicanti e intellettuali fra dissacrazioni e abiure”.
I centri storici e la cultura del Sud alla mercé degli atei e dei rinnegati, nel quale, con la consueta lungimiranza, previde l’avverarsi di simili aberrazioni.
Ma credo che la suddetta iniziativa di m... a, così protervamente demolitrice della “sacralità” del Centro storico napoletano, sia più illuminante di mille tomi.
Con viva cordialità.
Lorenzo T.
23/06/2007 15.00 Catto-talebani
Caro dottor Blondet,
sto seguendo con piacere (dalle pagine di POL sulle quali c’è un resoconto aggiornatissimo e dettagliato) le sue “polemiche” con Sanmarchi e soci relative a Trinità, filiazione abramitica, ecc..
Le do ragione soprattutto su due punti: i catto-talebani e “era meglio tacere”.
Se prima era riuscito, dopo le polemiche con Avvenire, a “rientrare” tramite i sedevacantisti, ora temo che anche loro non la gradiranno più.
Temo che potrebbe diffondersi il sospetto che lei sia in realtà un “perennialista” che per far passare certi messaggi in ambito cristiano si sia “presentato” al pubblico con i suoi Adelphi, per fugare ogni sospetto, e sia riuscito ad ingraziarsi certi ambienti.
Ma ora diventa sempre più difficile difendere certe tesi da certe posizioni, e qualcuno mangerà la foglia.
E questo non sarà un bene, perchè su di lei c’è molta gente che ha costruito: un Blondet
perennialista (o, peggio ancora!, “guénoniano”) getta il discredito su ogni cosa detta.
Non era meglio tacere?
Cordialmente
Ulisse S.
RISPOSTA
No, le assicuro.
Non sono guénoniano.
Seguo Cristo come posso: e nella sfera intellettuale, ritengo cristiano praticare la cordiale simpatia intellettuale per uomini intellettualmente onesti nel perseguire Dio.
Da molti di loro c’è da imparare.
Aggiungo: ho simpatia per quelle religioni che hanno, o hanno sviluppato nei secoli, una loro ascetica, una “salita al Carmelo”, per dirla con san Giovanni della Croce.
Il buddhismo è in questo senso un’ascensione.
L’Islam ha le sue vie, insegnate dalle confraternite, che vanno oltre la mera preghiera legale e gli atti di culto esteriore.
Chi osserva con onestà intellettuale queste culture, non può negare l’evidenza: ossia che le “stazioni” di queste diverse salite descrivono stati di coscienza, e persino producono fenomeni mistici simili o identici.
Molti testi sufi sono assai simili alla “Introduzione alla vita devota” o all’ “Imitazione di Cristo” o al voto di consacrazione della propria volontà a Maria di sant’Alfonso; tutti allarmano sulla necessità di “discriminare gli spiriti”, di non inorgoglirsi, di morire a se stessi.
Il mistico sufi Al Hallaj giunse a dire di Gesù che è il prototipo della simbiosi tra “natura umana” e “natura divina” (per questo fu suppliziato, nel 922).
Chi si affretta a negare queste somiglianze, secondo me, lo fa per paura: la sua fede è così debole, che deve difenderla dicendo che gli altri sono tutti sviati, vittime del demonio.
Io, nel mio piccolo, non ho questa paura: seguo la mia fede cristiana - con continue infedeltà e cadute - e non sono nemmeno al principio della carità.
Però guardo con simpatia a coloro che, in altri sistemi di tensione verso l’aldilà, si sforzano di salire e ottengono risultati.
Anzi, mi compiaccio di ciò che possono dirmi: il detto buddhista che identifica, alla fine della via, il Nirvana col Samsara, mi pare tocchi un’intuizione profonda.
E così il principio del taoismo: “Il Tao è vuoto, e vuotandosi produce”, mi ricorda Meister Eckhart.
Queste frasi sibilline illuminano esperienze che anche i nostri santi fanno.
Ciò non significa che io sia tentato di lasciare Cristo per queste esperienze: significa sperare che attraverso Cristo, coloro che si sforzano veramente di salire, o di entrare per la porta stretta, saranno premiati.
O almeno, che non si possa escludere; perché sarebbe incredibile che Dio ingannasse quei serii ricercatori, con “stazioni” false e falsi risultati interiori, che loro così esattamente descrivono.
Naturalmente, ci sono religioni che non hanno, non contemplano, anzi escludono qualunque “ascesa”: sono il luteranesimo, tutto ridotto a moralismo ipocrita quando va bene, e l’ebraismo moderno (ciò che si chiama “misticismo ebraico” è il ripugnante kabbalismo e superstizione numerologica, travisamento volontario delle Scritture, magia dei nomi e dei numeri a scopo di potenza).
Queste due “religioni” le considero, queste sì, radicalmente false.
E incapaci di portare ad un qualunque riscatto.
Ed ora spero di essermi spiegato.
Non risponderò oltre a talebanismi.
Maurizio Blondet
23/06/2007 13.00 Crisi del blocco sociale di centrosinistra
Quando un governo di centro-sinistra riesce ad irritare il suo elettorato tanto da indurlo a fischiare tutte le apparizioni del Presidente del Consiglio e dei membri del Governo più esposti,quando è veramente terribile pensare ad un ritorno al potere del centro-destra che, nei cinque anni che ci precedono, hanno ridotto a quasi la metà il potere di acquisto della popolazione italiana che vive di redditi di lavoro o di pensione, si può cominciare a temere per una crisi irreversibile della democrazia a causa di un ceto politico oramai decotto, staccato dai sentimenti del Paese, incapace di rinunziare ai suoi scandalosi privilegi.
Oggi abbiamo avuto notizia delle tangenti pretese dai consiglieri regionali calabresi dai loro collaboratori e dell’inchiesta della magistratura che sta portando alla luce un coacervo di interessi di politici, massoni, militari, mafiosi, istituti parareligiosi.
A fronte degli scandalosi emolumenti percepiti dal personale politico, le forze politiche di maggioranza e di opposizione si sono chiuse a riccio dando attraverso i questori del Parlamento una risposta di dileggio (aboliranno la sauna e la ciclette).
Il carico fiscale sulle spalle dei contribuenti della fascia medio, medio-bassa sta diventando insopportabile a causa dei costi dei consigli di amministrazione delle aziende e delle loro abitudini hollywwodiane.
Quanto costano i Presidenti delle aziende municipalizzate?
Quanto costerà l’acqua sulla quale le privatizzazioni volute anche da D’Alema porteranno nella gestione privati che vorranno lucrare?
Dini ha sintetizzato in poche parole tutta la politica fin qui fatta da Prodi e dal suo trio dell’Economia: ottenere la resa al liberismo della sinistra di governo.
Evidentemente non si rende conto che la versione italiana del liberismo, espressa dalle cosidette liberalizzazioni di Bersani, è davvero capace di fratturare ancora di più la coesione sociale
ed il rapporto di lealtà tra Stato e cittadini.
Non si rende conto che mettere sotto accusa la sinistra perchè non si adegua al Verbo di Bilderberg significa innervosire ancora di più quanti si sentono delusi e derubati delle loro speranze di miglioramento.
La maggioranza del governo ha in testa di fare dei diritti delle persone un deserto fascista come quello americano descritto dalla signora Cindy Sheehan.
La crisi italiana è la crisi dell’elettorato di centro-sinistra che si aspettava, dopo gli anni durissimi della destra, di essere in qualche modo aiutato dal governo che era riuscito faticosamente ad eleggere.
Si aspettano una politica di immediato intervento sui prezzi,il ripristino di diritti essenziali, la tutela dei redditi di lavoro e delle pensioni.
Invece si è trovato ad assistere ad una umiliante trattativa per pochi spiccioli per gli statali insolentiti per mesi dai latrati di Ichino e della “Voce”, ad un aumento della fiscalità generale, a progetti di privatizzazione che stanno aumentando il costo di servizi locali essenziali alla sopravvivenza.
Insomma, un blocco di diciannove milioni di persone si ritrova più povero, privo di speranze, in preda ad un veloce processo di impoverimento.
I miglioramenti del liberismo caritatevole promessi dal Governo ai pensionati a redditi minimo sono già stati inghiottiti dal costo della sanità e dagli aumenti per l’acqua e l’igiene.
In queste condizioni, è auspicabile una riflessione di tutte le forze del centro sinistra per verificare le possibilità di andare avanti con una direzione diversa da quella di Prodi e con una diversa politica finanziaria economica e sociale.
Primo provvedimento riduzione del cinquanta per cento degli emolumenti dei politici ed abolizione di tutti i privilegi.
Insistere nella difesa del Governo Prodi temendo il ritorno di Berlusconi significa preparare davvero un trionfale ritorno di Berlusconi.
Pietro Ancona
23/06/2007 11.30 Khazaria
Caro direttore,
ha preso ad usare il termine Khazaria.
Me ne compiaccio.
finalmente qualcuno che chiama le cose con il loro nome.
Fabio
23/06/2007 10.00 Sputano su Gesù
(Un lettore ci manda la seguente notizia):
Dopo Bologna, Venezia.
Il patriarcato contro il Gesù sadomaso di “Messiah Game”.
di Mattia B.
E’ guerra aperta ad uno degli spettacoli più controversi della Biennale di danza di Venezia: il “Messiah Game” di Felix Ruckert.
La diocesi: un’opera da sospendere.
Dopo le polemiche bolognesi sulla mostra “La Madonna piange sperma”, scoppia la polemica sulla coproduzione franco tedesca, in programma il 27 e 28 giugno, al Teatro alle Tese, all’Arsenale della città lagunare.
Un’opera coerente con lo stile del suo coreografo che, a detta del suo sito ufficiale, è abituato a “rompere tabù precostituiti, suscitando emozioni contrastanti e coinvolgendo spesso il pubblico in una partecipazione attiva”.
Sta di fatto che il “Messiah Game” propone l'immagine di un Gesù masochista, una crocifissione in chiave autolesionistica e una resurrezione che sfocia in orgia collettiva.
Si legge sul sito dello spettacolo: “Ruckert prende in prestito alcuni episodi del Nuovo Testamento - il Battesimo, la Tentazione, l’Ultima Cena, la Crocifissione, la Resurrezione - e ne dissolve l’iconografia lasciando trasparire il punto che gli sta a cuore: il rapporto ambiguo e dialettico,
simbolizzato dalla figura di Gesù Cristo, tra dominio e sottomissione, tra devozione e possesso/potere.
Tutte le relazioni tra i ballerini, che interpretando a turno la figura centrale, sono infatti governate emotivamente e fisicamente da giochi di potere: Felix Ruckert mostra quanta
devozione ci possa essere nel dominio e quanta forza nella sottomissione
mettendo in gioco sessualità e spiritualità, carne e fede”.
E ancora: “Un’interpretazione audace, discutibile e talvolta inaccettabile, che pesca
tra l’immaginario della tradizione giudaico-cristiana e le pratiche del sadomasochismo, tra ciò che è considerato eredità della cultura ufficiale e ciò che invece è confinato in una subcultura. Ruckert e la sua compagnia si azzardano a portare sulla scena una poetica del dolore e una passione dei
corpi che riecheggiano nel fondo oscuro e arcaico dell’animo umano”.
Decisamente troppo per chi vede nella figura di Cristo non un semplice gioco.
Da qui, la denuncia della Catholic Anti-Defamation League che ha chiesto la cancellazione dello spettacolo, la stessa richiesta della diocesi. “Di fronte all’esplicita intenzione provocatoria ed offensiva della fede cristiana da parte dello spettacolo Messiah Game, - si legge in una nota diffusa ieri - è opportuno interrogarsi sulla consistenza di tale iniziativa. In difesa di questo spettacolo si è parlato di ‘libertà di
espressione artistica’ e di inopportunità di ‘censura preventiva’. Quanto alla prima l’identificazione degli intenti provocatori e offensivi con la libertà di espressione sembra nascondere un’incapacità di trovare e proporre nuovi linguaggi artistici che rispondano realmente alla sensibilità contemporanea. Quanto alla questione dell’eventuale censura preventiva è importante ricordare che lo spettacolo proposto risponde ad una scelta precisa da parte della direzione della Biennale Danza”.
Proprio per questo, continua la diocesi, “tale scelta di fatto non ha tenuto in considerazione il contesto sociale e culturale, veneziano e internazionale, che conta una rilevante presenza di cristiani per i quali un tale spettacolo risulta oggettivamente offensivo. Ci si augura, quindi, che lo spettacolo sia sospeso, come già successe a Strasburgo. Sarebbe triste dover constatare nell’arte contemporanea una deriva provocatoria ed offensiva. Essa lederebbe la società plurale in cui viviamo, società chiamata a vivere laicamente, cioè nella conoscenza e nel rispetto reciproci, evitando l’irrisione dell’identità e dei valori altrui”.
L’opera di Ruckert non è piaciuta neppure alla comunità ebraica e a quella evangelica.
Il pastore Claudio Zappalà ha parlato di “gravissima offesa contro i cristiani italiani, ma soprattutto contro la divina persona di Gesù, che noi cristiani adoriamo come nostro Dio”.
Fredda la risposta della Fondazione della Biennale: “Il Cda, anche considerando la libera volontà di chi intende assistere a questo spettacolo già programmato e annunciato, non ritiene di annullare questa rappresentazione. Una simile decisione, mai verificatasi nella lunga storia di questa istituzione, minerebbe infatti alle radici il principio di autonomia e di libertà d’espressione sia della Fondazione la Biennale, sia del Direttore artistico. Ogni giudizio di tipo etico, morale o religioso è pertanto lasciato alla coscienza del pubblico”.
22/06/2007 19.00 Un aiuto
Gentilissimo Signor Direttore,
mi sento in colpa di non potere dare una risposta ai miei nipoti per l’odio che gli ebrei hanno sempre avuto, e il perchè sono stati sempre perseguitati e eliminati, faccio fatica a non riuscire ha capire e seguire tutte le storie che si dicono in merito, ho 70 anni da 34 di questi vivo
in Australia, seguo sempre tutto ciò che succede in questo pazzo mondo, haime che futuro sarà.
Le chiedo una risposta in merito alla questione ebrei le sarò molto grato, non spenda molto tempo per la risposta.
Molte grazie.
Distintamente
Antonio Imparato
antonioi@optusnet.com.au
RISPOSTA
Gli ebrei sono così perché la loro cultura gli insegna che gli altri uomini sono di razza inferiore (non hanno sangue di Abramo), la loro religione li assicura che i non-ebrei “non avranno parte nel mondo a venire”, e i loro rabbini ripetono che i non ebrei sono solo “animali parlanti”.
Questa educazione ha un effetto politico: la spietatezza razzista contro tutti gli altri, e l’auto-adorazione degli “eletti”.
Maurizio Blondet
22/06/2007 17.00 Sui musulmani
Beh, non sono certo acculturato o studioso nemmeno lontanamente come il Direttore Blondet, e nemmeno come molti lettori.
Però ho sempre avuto un profondo rispetto per i buoni cristiani, così come per i buoni musulmani o ebrei.
E cosa sia, in fondo, un buon musulmano, l’ho potuto apprezzare ieri sera, nella trasmissione-documentario “Dio Pace o dominio” su RaiUno attorno alle 23.
Questo esponente islamico (chiedo perdono, non conosco il suo ruolo o condizione) diceva semplicemente: “Nessun musulmano può essere un buon musulmano senza riconoscere il Vangelo
di Gesù Cristo e la Torah di Mosè. Così come Maometto disse: Sei perdonato. Va e non peccare più”.
Qualcosa vorrà pur dire, anche per me povero ed umile cattolico.
Mi ha aperto il cuore.
Con grande stima per il suo Lavoro, direttore Blondet, che il Signore La preservi ancora e Le permetta di portare avanti questa preziosa opera di informazione e riflessione per molto tempo ancora.
Simone V.
22/06/2007 15.00 Denuncia sulle banche
Gentilissimo Blondet,
volevo segnalarle un “piccolo” scandalo.
Il pagamento delle imposte e adesso anche dell’ICI avviene con la presentazione alle banche del modello F24.
Un nuova legge ha imposto che il pagamento per tutti coloro che hanno la partita IVA debba per forza avvenire via internet (quindi il contribuente deve dotarsi di computer, adsl e home banking) o avvalendosi di professionisti.
E già qui ci sarebbe da che ridire va bhe lasciamo stare e proseguiamo.
Non voglio fare una crociata a favore della categoria dei professionisti ma sapete quanto paga l’Agenzia delle Entrate per ogni invio di modello F24?
Ebbene la cifra è di 0,50 centesimi.
Sapete quanto prendono le banche per la spedizione di ogni vostro F24?
Io credo che non l’immaginiate neppure.
Sento qualcuno che mi dice le banche prenderanno il doppio di 0,50 centesimi.
No non ci siete proprio, sento altri che vorrebbero dirmi che le banche prenderanno il triplo, no nemmeno, direi che siete lontanissimi.
Ebbene questi emeriti parassiti prendono esattamente 8 euro di rimborso dall’Agenzia delle Entrate per ogni vostro modello che spediscono.
Fate i conti di quante persone con partita IVA ci sono in Italia, diciamo circa 4.500.000?
Diciamo poi che viene presentato una media di un modello F24 al mese?
Ebbene a spanne direi che negli ultimi anni abbiamo dato a questa gente circa 400ML di euro all’anno.
Cordiali saluti
Nicola C.
RISPOSTA
Anche questa!
Gli usurai non si contentano mai di taglieggiare.
Maurizio Blondet
22/06/2007 12.00 "Distributore di organi"
Caro Direttore Blondet,
è ormai da un po’ di tempo che leggo con estremo interesse i suoi articoli.
Non sempre li condivido appieno ma forse è proprio questo che mi regala più stimoli e mi dà spunto per riflettere su dei concetti che nella quotidianità sono pressoché inesistenti.
Le scrivo perché un paio di giorni fa, a Viareggio, mi sono imbattuto in uno strano distributore di cianfrusaglie per bambini.
Quelli che di solito distribuiscono il pupazzetto del film d’animazione o del cartone di turno.
Metti la/e moneta/e, giri la trappola per i soldi e vualà, ti rotola giù la palletta di plastica con dentro la cianfrusaglia.
Nel favoloso mondo del libero mercato non si può, nemmeno per un attimo, mettere in discussione la moralità di trarre profitto utilizzando simili stratagemmi, ma quello che ho visto a Viareggio distribuiva degli oggetti orripilanti.
Parti di organi umani con tanto di effetto sanguinolento tipo: tagliato al momento (le ho allegato un paio di foto).
So che non ha molto tempo da dedicare alle e-mail e mi scuso se sta pensando che le faccio perdere tempo prezioso con banali argomenti di quartiere ma il fatto è che quando l’ho visto il mio primo pensiero è stato: se lo vedesse Blondet avrebbe una prova in più a conferma che l’Anticristo è tra noi più vicino che mai, nell’indifferenza totale di tutti quanti (noi compresi).
Ringraziandola del tempo che mi ha concesso, la saluto con affetto
Matteo F.
RISPOSTA
La sua osservazione non è banale, tutt’altro.
Ora abbiamo i distributori automatici di nichilismo per l’infanzia.
A New York è aperta una mostra artistica di cadaveri plastificati, cinesi vittime di esecuzioni.
Maurizio Blondet
22/06/2007 10.30 Il Mossad in Italia
Spettabile direzione di EFFEDIEFFE.com,
nel vostro ultimo articolo citate le influenze che il Mossad ha avuto nella storia moderna italiana.
C’è un pero anche un altro documento che potreste citare quando si parla delle Brigate Rosse: è stato nientemeno che l’ex direttore del Consiglio Superiore della Magistratura Giovanni Galloni a dire testualmente “Moro di disse: Io ho per certo la notizia che i servizi segreti, sia americano che israeliano, hanno degli infiltrati all’interno delle BR, però noi non siamo stati avvertiti”.
Lo stesso Galloni infatti conferma che i Servizi italiani sarebbero stati tenuti all’oscuro di certe manovre da parte dei colleghi americani, con il risultato di far apparire loro stessi complici di operazioni di cui invece non erano affatto responsabili.
Sotto il video con le affermazioni sopracitate.
I video sono molto amati dalla comunità online.
Perche non iniziate a inserirne qualcheduno ogni tanto?
Cordiali saluti e di nuovo complimenti per la vostra rivista online.
Gianni
22/06/2007 09.15 Parroco di Gaza: “Scempio” e “barbarie” contro le suore del Rosario
Caro Direttore,
forse l’avrà già letto...
Grazie per tutto quello che scrive e per la passione che mette in ognuno dei suoi
articoli!!!
E scriva anche di Fede ne abbiamo tutti bisogno…
GRAZIE
Emanuele C.
Palestina
Parroco di Gaza: “Scempio” e “barbarie” contro le suore del Rosario
Padre Manuel Musallam racconta ad AsiaNews la distruzione del convento e della cappella
delle suore, ad opera di sconosciuti proprio durante la guerra fra Hamas e Fatah.
La solidarietà di cristiani e musulmani.
Un appello: “Pregate per noi. Basta con la violenza: i palestinesi hanno sofferto ormai troppo”.
Gaza (AsiaNews) “Un gesto barbarico”: così padre Manuel Musallam, parroco a Gaza, bolla
la razzia contro il convento delle suore del Rosario, che ha distrutto mobili, sedie, porte, violando la cappella e bruciando immagini e libri sacri.
Padre Manuel, 69 anni, è parroco alla chiesa latina della Sacra Famiglia a Gaza, unico sacerdote cattolico nella Striscia.
Mentre parla con AsiaNews, la voce del muezzin invita alla preghiera di mezzogiorno: “Le persone che hanno compiuto questi gesto barbarico stanno cercando di implicare noi cristiani dentro la lotta fra Hamas e Fatah, ma noi non li temiamo”.
Il saccheggio del convento è avvenuto il 14 giugno scorso, mentre nella Striscia di Gaza si consumava la guerra fra i due gruppi.
Il convento si trova molto vicino a un edificio della sicurezza, ora occupato da Hamas.
”Un gruppo di sconosciuti - racconta padre Manuel - ha attaccato e distrutto l’interno
dell’edificio delle suore. Hanno distrutto ogni cosa dentro la casa e rubato i computer. Poi sono entrati nella cappella e hanno rotto i mobili, bruciando le immagini sacre e i libri sacri. Hanno buttato per terra le Sacre specie e hanno distrutto ogni cosa trovassero al loro passaggio: letti, sedie, tavoli, tende, sparando e bruciando i muri.
Finora non conosciamo gli autori, perché hanno agito nel buio e le suore non erano presenti in quel momento”.
Padre Manuel è restio a parlare di persecuzione: “I nostri rapporti coi musulmani non sono
solo buoni, ma eccellenti. Non penso che quanto è successo provenga da un ordine preciso di Hamas o Fatah. In passato, quando la Chiesa ha avuto difficoltà, essi sono intervenuti a difesa. Ad esempio, durante le manifestazioni qui a Gaza sulla questione delle vignette contro Maometto, o nelle manifestazioni seguite al discorso del Papa a Regensburg”.
A riprova, egli elenca tutte le persone, cristiane e musulmane, che gli esprimono solidarietà:
”Solo stamattina mi hanno visitato almeno 100 persone, cristiane e musulmane. Mi ha
anche telefonato il presidente Abou Mazen da Ramallah per esprimermi amicizia e sdegno.
L’intera comunità di Gaza ci è vicina. Due ministri di Hamas sono venuti anche a visitare il convento e la scuola delle suore e hanno promesso di riparare ogni danno.
Oggi sono venuti anche alcuni sheikh religiosi. Chi ha fatto quello scempio era ben equipaggiato con armi: hanno distrutto la porta con un razzo. Ciò mostra il loro altissimo livello di barbarie e il loro tentativo di creare difficoltà fra cristiani e musulmani”.
A Gaza vi sono 5 suore del Rosario.
Tre di loro curano una scuola - asilo e scuola elementare - che raccoglie circa 500 bambini.
“E’ un servizio molto apprezzato dalle famiglie”, commenta padre Manuel.
”Nella nostra parrocchia - continua - abbiamo anche una scuola che serve 1.200 bambini,
di qualunque estrazione. Perfino i fondamentalisti presenti qui a Gaza mandano i loro
figli alla nostra scuola, considerata la migliore in tutta l’area”.
Fra le presenze significative della Chiesa di Gaza, il sacerdote elenca 4 Piccole Sorelle di
de Foucald e 6 Missionarie della Carità, l’ordine di Madre Teresa.
”Come cristiani - continua il padre - abbiamo una discreta presenza a Gaza.
Ma mi preme
affidarvi questo messaggio: pregate per noi.
Abbiamo bisogno di un sostegno spirituale,
ma anche di una risposta alle difficoltà che la gente soffre: fame, mancanza di lavoro,
di tranquillità, siamo ormai stanchi. La pressione che soffriamo tutti i giorni è anzitutto nel cuore, poi nelle famiglie e infine nelle violenze all’esterno.
Per costruire la pace, bisogna cominciare a guarire e dare la pace ai cuori.
I palestinesi hanno sofferto ormai troppo e abbiamo bisogno di una situazione stabile. Abbiamo vissuto sotto l’occupazione, sotto difficoltà e pressioni e tutto questo crea violenza. Siamo in una spirale di violenza che non si ferma e che cresce giorno per giorno perché in questa nazione manca la pace.
Basta con la guerra, basta con gli assassini, basta con l’occupazione, l’umiliazione di questa gente!”.
Chi sarà stato?
Mi sforzo di indovinare, ma non mi viene in mente nulla.
Maurizio Blondet
21/06/2007 Mossad preoccupato…
Sarà vero?
Andrea M.
Fonti israeliane: la caduta dei servizi di intelligence in mano di Hamas è un grande disastro per lo spionaggio israeliano e occidentale.
18-06-2007 Tel Aviv
Fonti dell’intelligence israeliana hanno commentato la caduta dei servizi di sicurezza palestinesi a Gaza in mano al movimento di Hamas come il più grande disastro di spionaggio nell’ultimo secolo. Mai successa una cosa simile nella storia dei servizi di intelligence internazionale, compresa la caduta del nazismo a seguito della seconda guerra mondiale, e la caduta del comunismo in Germania dell’Est negli anni novanta.
E ha aggiunto: “Questi documenti riveleranno a Hamas e fra poco all’Iran e alla Siria i
piani del Mossad, dello Shabak e Aman, delle agenzie di intelligence dei Paesi europei,
comprese le liste dei collaborazionisti e i nomi di personalità israeliane che hanno
lavorato con i palestinesi in diverse azioni in cambio di soldi”.
Le fonti dell’intelligence israeliana hanno aggiunto che i documenti abbandonati dal regime di Saddam Hussein in Iraq nel 2003 sono considerati “gioco da ragazzi” nei confronti di quelli delle forze di intelligence appartenenti al presidente Mahmud Abbas e dal suo braccio destro, Mohammad Dahlan.
E hanno sottolineato che si sta parlando di “una bomba ad orologeria” reale presente nella sede delle forze preventive a Taal al-Hawa e nella sede dell’intelligence palestinese che si trova vicino al porto di Gaza.
Materiale che sarà utilizzato da Hamas, Siria, Iran e Hezbullah.
E hanno aggiunto: “Hamas ha preso il controllo di documenti che riguardano operazioni segrete di organizzazioni di intelligence occidentali eseguite in Medioriente, oltre alle informazioni sui contatti tra i palestinesi e organi di intelligence dal tempo del presidente Yasser Arafat”.
Le fonti sopraindicate hanno dichiarato che Hamas ha preso il controllo di apparecchiature di ascolto e di osservazione fornite dall’America all’Autorità nazionale palestinese, che Hamas utilizzerà per scopi interni: “Siria e Iran saranno disposti, per avere queste informazioni, a pagare grandi somme per capire cosa è successo e quello che sta succedendo. Questo tesoro investigativo sarà una grande mina per tutti i poteri politici in Occidente e per i loro organi di intelligence”.
Giovedì, fonti occidentali avevano contattato dirigenti israeliani e avevano espresso meraviglia perché questi ultimi non avevano reagito a quanto stava accadendo a Gaza.
Si erano domandati il motivo per cui l’aviazione non aveva bombardato l’area e le sedi di
intelligence palestinese.
Queste fonti hanno precisato che non ci sono state risposte da parte israeliana.
RISPOSTA
Speriamo che Hamas renda pubbliche le sue scoperte, che provano fra l’altro l’alto tradimento di Fatah.
Sarebbe interessante sapere “quel che è veramente successo” in questi mesi.
Speranza flebile.
Hamas sarà sterminato prima, coi due milioni di palestinesi di Gaza.
Hanno cibo per dieci giorni.
Maurizio Blondet
21/06/2007 Priebke
Gentile direttore, può fare un commento sul (per me) povero Erik Pribke, con tanto di contestatori sionistitalici?
grazie
Michel
RISPOSTA
Che devo dire?
Il caso dimostra che cosa è la “cultura ebraica”: la vendetta e l’odio implacabile, senza perdono, come vuole il Talmud.
Ma ciò che allarma di più è la prontezza con cui lo Stato italiota si rimangia leggi “buoniste”, come la semilibertà, quando le sparute squadre nazi-kosher di Pacifici intimano i loro ordini.
Matricidi come Erika e Omar (ricordate?) sono già liberi.
Un novantenne coi pannoloni deve marcire in carcere.
Questa facilità con cui si cancella il diritto è veramente agghiacciante.
E l’ebraismo è già riuscito a far legalizzare la tortura in America… questa abolizione del diritto è l’abolizione definitiva della civiltà e di Roma.
Il nuovo diritto talmudico (due pesi, due misure, nessun diritto per i goym) minaccia ciascuno di noi singolarmente: dobbiamo svegliarci, prima di svegliarci nelle loro galere.
Vedere l'articolo di oggi
"Priebke e il totalitarismo della viltà"
Maurizio Blondet
21/06/2007 Approva le stragi del Mossad
Al signor Stefano Vernole vorrei ricordare che non esiste Stato al mondo e nella storia che, per perseguire i suoi interessi politici strategici, non usi i servizi segreti e se ne infischia della CIA, del Mossad, del KGB, a meno che lei Stefano e chi crede nella cicogna preferivate il PCUS; per fortuna le cose sono andate diversamente, si rassegni e auguri, noi siamo credenti e cristiani.
Franco Vladimiro Grassi
RISPOSTA
Vernole documenta che il Mossad è il mandante delle stragi “nere” in Italia, e lo splendido cristiano che fa?
Le applaude.
E’ quel tipo di cristiano occidentale che strilla contro il “terrorismo islamico”
Evidentemente, nelle loro coscienze di veri credenti, certe stragi contano più di altre.
E aderiscono volontariamente alla menzogna e alla malvagità del secolo, all’attuale Quarto Reich.
Maurizio Blondet
21/06/2007 “La Madonna piange sperma”
Egregio Direttore,
nel caso Le fosse sfuggito, sottolineo che la Melandri, ministro dello Sport, e Cofferati, sindaco di Bologna, avevano dato il patrocinio, ora ritirato a causa delle polemiche, alla mostra “La Madonna piange sperma”, programmata per il prossimo 29 giugno in un quartiere di Bologna (vedere articolo del Corriere della Sera di oggi).
Ma come si può anche solo pensare di patrocinare un’iniziativa con un titolo simile?
L’offesa al cattolicesimo, a differenza di tutte le altre offese, non è nè censurata nè tantomeno punita.
L’anti-cattolicesimo è ormai un pregiudizio tranquillamente accettato.
Non ho più parole
Saluti
Simone
RISPOSTA
L’alto spettacolo spermatico blasfemo è, ovviamente, sponsorizzato e allestito dalla comunità gay.
Questa sinistra si è messa da sola nella spazzatura della storia.
Il fatto è che la spazzatura ora ci governa.
Maurizio Blondet
20/06/2007 19.30 Immagini
Al contrario di quel lettore che si è lamentato della foto del gay che ”strisciava” lascivo e ributtante sulle strisce pedonali, devo dire che la scelta è stata perfetta proprio per mostrare a quale livello può degradare un uomo quando prende la strada della “libertà di scegliere il proprio genere sessuale”.
A questo proposito invito a notare proprio sul “libero” corriere della sera (le minuscole sono volute) la tecnica sopraffina che adotta di inoculare giorno per giorno nella mente del lettore immagini semi-porno, semi-oscene, semi-osè.
Ricordo che nei famosi protocolli dei savi di sion (le minuscole sono sempre volute), per soggiogare i popoli una delle armi migliori è quella di portarli piano piano alla libertà sessuale, alla pornografia, al degrado dei costumi.
Sembrerebbe che tutti i loro programmi siano in fase avanzata!
Si salvi chi può !!!
Saluti
M. C.
20/06/2007 18.30 Gay pride
E’ una mail che vi invio per manifestare tutto il mio disprezzo per i gay... anzi, per i froci!
Mi convinco ogni giorno di più di buttare nella tazza del water un finto rispetto verso coloro che il rispetto lo pretendono e basta!
Tra questi ci sono, appunto, i froci.
Non è mai giusto fare generalizzazioni, lo ammetto, anche tra loro ci sono le eccezioni.
Sporadiche.
Vi allego il programma di una rassegna organizzata da queste persone a Bologna.
Tra le iniziative di grande interesse e altissimo spessore culturale, potrete notare: ”la madonna piange sperma” (scrivo minuscolo appositamente, come la statura morale di chi ha pensato ed organizzato una cosa simile)...
Un titolo che a momenti non avevo neanche la forza di digitare, e così non avrei avuto il piacere di digitare se si fosse trattato di Maometto, Jahvè, Budda e qualsiasi altra divinità diversa dalla mia, ma che comunque rispetto.
Iniziativa tra l’altro patrocinata (patrocinio poi revocato) dal ministero della Melandri, e dal Comune di Bologna.
E hanno pure il coraggio di rivendicare una eventuale maternità, paternità...
... maledetti pervertiti!
Scusate lo sfogo
Luca
20/06/2007 18.00 Tradizioni e verità
Caro Blondet,
forse il giovane hezbollah che tanto l’ha colpita (e lo dico senza offesa, mi creda) ha avuto
un’ illuminazione da Cristo, o se la casta dei guerrieri islamici ha queste convinzioni, buon per loro,
andrà in Paradiso, mi permetta di pensare nel nostro Paradiso.
Da questo a teorizzare una comunità d’intenti e di civiltà mi sembra che il passo sia grande.
Stia tranquillo, non sono new-age, né talebano, né tradizionalista fariseo anche se dispiace vedere i preti che vilipendono la liturgia.
Si può essere convinti di qualcosa senza dover far capo ai giudaizzanti o ai “nuovi crociati”.
A volte è l’intuizione.
Che l’Islam inteso come modo di vita non abbia nulla a che spartire con il nostro, è una realtà che non suggerisce guerre sante o ostilità preconcette.
Ma i rapporti così stretti, gomito a gomito e in quali proporzioni non siamo stati noi a volerli.
E generano malessere in un popolo, un corpo estraneo, fossero anche biondi svedesi.
Un popolo ha i suoi anticorpi naturali.
Deboli già in nel particolarissimo popolo italiano.
Ancor più indeboliti oggi dalla propaganda, dal neomoralismo e dalle severe leggi (antirazziste!) di chi ci sta propinando questo veleno.
Sembra che lei ignori l’invasione.
Sono milioni in Italia, più di quanto non dica la Caritas e tutte le altre associazioni interessate al business.
Che poi ha dei mandanti molto più importanti e potenti.
Tanto potenti da spostare interi popoli.
Lei dovrebbe sapere chi sono.
E allora perché stare ancora a discutere su questi piccoli e marginali problemi?
Ognuno segua la sua tradizione.
Basta e avanza.
E soprattutto la verità.
Già, la verità.
Perché anche in quello scempio del diritto e della vita che è stata ed è la guerra all’Iraq, non ho sentito una sola voce levarsi a difendere col dovuto accento Saddam Hussein, unica brava persona e degno governante di quelle difficili regioni.
Né in vita né in morte.
Forse non era abbastanza islamico?
E nessuno fa appelli per Tarek Aziz, inghiottito nel nulla, forse torturato, forse morto, chissà?
Nemmeno lei?
Tesei
RISPOSTA
Abbia pazienza anche lei, ma l’invasione islamica o la difficoltà sociale di convivenza con gli islamici non è il tema di cui ho parlato.
Non c’entra.
Quando si interloquisce, è importante a non mescolare le proprie ansie al discorso.
Né può ribattermi che io non ho difeso Saddam, nè Aziz, insinuando che non l’ho fatto perché non sono musulmani.
Il giovane Hezbollah, come dice lei, mi “ha tanto colpito” soprattutto in confronto con il talebanismo dei “buoni” cattolici: lui ha superato il suo settarismo, gli altri non “mi colpiscono” altrettanto per lo stesso motivo…
Anch’io sono convinto che ogni uomo che si salva, si salva per Cristo.
Penso che Cristo darà atto al giovane Hebollah della generosa vittoria sul proprio settarismo: perché nulla va perso di bene e della carità.
Strana infine l’idea che esista un “nostro” paradiso, e che il loro sia “oggettivamente inesistente”.
Il regno di lassù ha “molte dimore”.
Penso che la sua obiezione nasca da paura o paure: fra cui quella di essere “convertito”, se apre il cuore al generoso islamico.
Ma la sua fede, allora, è debole.
Maurizio Blondet
20/06/2007 16.00 Buona pedagogia
Egregio Blondet,
Le scrivo in merito all’articolo “la comunità diseducante” che condivido in pieno.
Solo volevo farLe presente la piccola foresta che cresce silenziosa, almeno nella nostra parrocchia e nella nostra diocesi di Brescia.
Grazie al nuovo modello di Iniziazione Cristiana, che prevede il recupero dei genitori nella formazione cristiana dei bambini (ed altre novità), facciamo catechesi a circa 80 coppie a cui il prossimo anno se ne aggiungeranno altre 50 e via di seguito.
Dato che sono un catechista di questi adulti, quello che più mi ha sorpreso è scoprire in questi
genitori il desiderio di voler educare cristianamente i loro i figli, e di voler riscoprire loro stessi le fondamenta della fede.
Per troppo tempo abbiamo speso energie e tempo unicamente sui bambini, per vederli sparire dopo la Cresima a causa, principalmente, della “comunità diseducante”.
La nuova iniziazione mira invece alla formazione permanente della famiglia, vuole rimetterla al centro della comunità radunata nel giorno del Signore.
Naturalmente è una scelta forte, impegnativa che non tutte le famiglie accettano.
Da noi, grazie a Dio, solo una famiglia ha rifiutato la proposta…
Vane illusioni?
Non credo.
Credo invece in Colui che ci ha detto: “Io sono con voi fino alla fine dei tempi”.
Distinti saluti
Roberto M.
RISPOSTA
La vostra mi sembra una buonissima idea: tanta gente vuole il bene, ma anche il bene va organizzato perché cresca e la gente lo segua.
La carità vi ha reso creativi.
Maurizio Blondet
20/06/2007 14.00 Blondet & Gurdjeff
Difficile non vedere l’influenza che Gurdjeff ha su di lei... ed anche Gurdjeff era un gran pessimista.
Bhe... articoli amari ma richiamano al dovere di darsi una scossa... di guardarsi dentro.
”Esistono menti che si interrogano, che desiderano la verità del cuore, la cercano, si sforzano di risolvere i problemi generati dalla vita, cercano di penetrare l’essenza delle cose e dei fenomeni, e di penetrare in loro stesse. Se un uomo ragiona e pensa bene, non ha importanza quale cammino egli segua per risolvere questi problemi, deve inevitabilmente ritornare a se stesso, ed incominciare dalla soluzione del problema di che cosa egli stesso sia e di quale sia il suo posto nel mondo attorno a lui”. (G. I. Gurdjeff)
Saluti.
B.
RISPOSTA
Esaminiamo tutto, e riteniamo ciò che di buono ci viene da uomini non banali.
Con cordiale gratitudine verso di loro.
Maurizio Blondet
20/06/2007 12.30 Almeno le citazioni corrette...
Guardi, Blondet, che il Catechismo Maggiore di San Pio X non dice esattamente che i musulmani “adorano l’unico vero Dio”, come scrive Lei.
O anche in questo caso vale lo “stato d’eccezione”, che permette agli “illuminati” di andare oltre la “lettera”?
Questa la lettera del Catechismo:
226) Domanda: Chi sono gl’infedeli?
Risposta: Gl’infedeli sono quelli che non hanno il Battesimo e non credono in Gesù Cristo; sia perché credono e adorano false divinità, come gl’idolatri; sia perché pure ammettendo l’unico vero Dio, non credono in Cristo Messia; né come venuto nella persona di Gesù Cristo, né come venturo, tali sono i maomettani ed altri somiglianti. http://www.museosanpiox.it/sanpiox/catechismomaggiore/cma1.html
In altre parole, il Catechismo ricorda che i maomettani sono monoteisti.
E allora?
Anche un illuminista, un deista crede in un Dio unico, così come chi identifica, che so, Dio con la Natura.
In ogni caso, non è Dio per come si è rivelato.
Post sriptum: meglio catto-talebano che marcionita
Emiliano F.
RISPOSTA
Seconda lettera della stessa persona.
Lo ringrazio per la citazione “corretta”: che conferma il fatto: Pio X dichiara che i musulmani adorano “l’unico vero Dio”.
Dire poi che il Dio dei musulmani è lo stesso Dio dei teisti o dei panteisti non è vero: i teisti non chiamavano Dio “il Misericordioso, il Clemente”, e i musulmani, in quanto affermano ferocemente l’assoluta trascendenza divina, sono l’esatto contrario dei panteisti che confondono Dio con la natura.
Non c’è scampo: il Dio degli islamici è il nostro Dio.
L’ odio, invece, non viene da Dio.
Maurizio Blondet
20/06/2007 11.00 Lettera di un catto-talebano
Raramente ho potuto apprendere così tanto come dal duo Blondet-Mazza.
Da catto-talebano quale sono, pensavo che adorare Allah non equivalesse all’adorazione “in spirito e verità” del Dio vero, uno e trino.
Ma ora appreso da Lei, caro Blondet, che nemmeno Cristo è cristiano, la mia catto-talebanità è soltanto un brutto ricordo!
La mia catto-talebanità derivava anche dalla lettura del “Mistero della sinagoga bendata”
(edito, mi pare, da EFFEDIEFFE) di Enrico Maria Radaelli e di quel che vi ho trovato scritto a proposito del Dio unico, che è trino, leggevo, o non è affatto.
Ora Lei e Mazza mi avete aperto gli occhi; adesso so che anche l’autore del libro citato dev’essere un catto-talebano.
Mi regolerò di conseguenza.
Hezbollah diffamati come i primi cristiani?
E io che pensavo, mi pareva perfino d’aver letto che i primi cristiani non uccidessero, ma al limite si facessero uccidere.
Non ricordavo nemmeno che fossero così “resistenti”, magari pronti a farsi saltare in aria alla maniera degli eroici Hezbollah.
Questo sì, che rientra nei canoni della guerra giusta!
Gregorio IX, papa-talebano, impara!
Federico II un eroe cristiano?
Sempre plagiato dalla mia catto-talebanità, credevo che Federico col suo operato fosse riuscito nella non trascurabile impresa di scontentare tutti, islamici compresi, con giochini politici di bassa lega; ne deduco quindi che san Luigi IX, che in crociata lasciò la vita, evidentemente dev’essere stato anch’egli un catto-talebano.
Sbaglio?
Noto poi con grande piacere che per bilanciare l’influsso “giudaizzante” nella Chiesa il “teologo” Blondet ci sta “iniziando” alle dottrine di Louis Massignon sulla “filiazione abramitica” dell’Islam.
Trovo tutto ciò molto opportuno e illuminante: è ora di finirla coi “dogmi cristianisti”!
Di fronte a cotanta sapienza teologica vorrei rammentarLe l’invito che l’Osservatore Romano indirizzò a Papini, quando quest’ultimo si fece sostenitore della dottrina dell’apocatastasi.
Segua anche Lei questo invito, caro Blondet, e torni in fretta al catechismo!
Magari si porti dietro anche Siro!
Emiliano F.
RISPOSTA
Intuisco che i catto-talebani sono così perché hanno paura.
La loro fede è debole.
E devono continuamente dirsi che le altre sono false, devono continuamente ripetersi “noi siamo meglio”.
Intanto, come questo interlocutore, ripetono le menzogne della propaganda ebraica: Hezbollah non sono terroristi ma guerriglieri, non si uccidono, combattono l’oppressore - com’è dovere anche di un cristiano.
Uccidere santamente era ciò che rientrava anche nei doveri dei Templari.
Ma i catto-talebani hanno paura di “cadere in conversione”.
La loro fede si sente più forte, se è rafforzata con le menzogne.
O con l’illazione: ho forse citato o deplorato san Luigi?
No, ma mi si mette in bocca una simile deplorazione.
E’ uno stile, come vedo.
Per l’ennesima (e ultima volta): ho portato un esempio di un giovane hezbollah che, superando il suo ovvio settarismo, compie un atto di carità spirituale verso un cristiano che merita la sua amicizia e lealtà.
Ma i catto-talebani non superano il loro settarismo: anzi soffrono per rabbia (o invidia) verso quel nobile musulmano.
Non sono un sintomo, questi sentimenti?
Non viene dal cattivo spirito, o “buoni” cattolici?
Maurizio Blondet
20/06/2007 09.00 Il Buon Pastore pecore di altri ovili
Caro Dottor
Blondet,
premetto di non essere una persona molto istruita, ma le sue parole mi hanno fatto
venire in mente un passo del Vangelo di Giovanni. ”Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il
Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore.
E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia
voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo.
Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo.
Questo comando ho ricevuto dal Padre mio”.
Quando Gesù parla di altri ovili, a chi si riferisce?
Quando parla del POTERE offrire e di riprendere la propria VITA, non è forse quel Potere
di spoliazione di cui Lei parla?
Un caro saluto
Vincenzo T.
RISPOSTA
Grazie di aver ricordato questa Parola, e il suo mistero insondabile.
Maurizio Blondet
19/06/2007 19.00 Insulti o critiche?
Buongiorno,
leggendo le “lettere al direttore” noto che non pochi sono coloro che si sentono offesi
dalla “scarsa diplomaticità” del direttore.
Da parte mia vorrei aggiungere che anche se non sono sempre d’accordo con quanto scritto dal signor Blondet, preferisco comunque una persona come lui che se ti dice “ignorante” ti spiega anche perché lo sei: dopo averci pensato su, sarò un po’ meno ignorante.
Vi seguo sempre con stima.
Distinti saluti
Lettera firmata
19/06/2007 17.00 “La comunità diseducante”
Bellissimo articolo di Blondet!
bellissimo l’articolo odierno “La comunità diseducante”!
Neppure qui in China nella terra degli atei succedono le schifezze italiote.
E la gente va a letto presto, lavora sodo, i giovani si sposano a 20 anni, sono educati a studiare duro e a RISPETTARE i professori alla lettera, altro che “free speech” e “diritti”.
Io le posso solo ribadire che lei dovrebbe puntare più in alto e dare massima diffusione
ai suoi articoli.
Non è un caso che giornalisti del suo calibro siano ghettizzati, ostracizzati, licenziati, e censurati nella decadente repubblichetta italiota.
Tra l’altro i suoi argomenti trattano temi che possono essere comuni non solo agli italiani ma anche agli europei, dovrebbe seriamente pensare di tradurre in inglese se non altro i suoi articoli migliori!
Anzi, se le va posso tradurre l’articolo “La comunità diseducante”.
Marco S.
Pechino
RISPOSTA
Tradurrebbe?
Grazie infinite!
Maurizio Blondet
19/06/2007 16.00 Illuminati di Baviera
A proposito dell’articolo sugli Illuminati di Baviera e la loro cena a Roma, si parla di Paolo VI che porta sui paramenti pontificali l’insegna ebraica della placca con le 12 pietre simboleggianti le 12
tribù d’Israele.
Volevo farvi notare che codesto attrezzo liturgico era normalissimo nel culto cattolico ante Vaticano II: l’attrezzo si chiama “razionale” o “normale” ed è una grossa fibbia d’oro con incastonate 12 pietre che il Vescovo (Gran Sacerdote del N.T.) pone sopra la fibbia del Piviale
nelle celebrazioni in cui lo si usa.
Assolutamente niente di strano!
Silvano
19/06/2007 15.00 Strage sui treni
1984: il 23 dicembre una bomba esplosa sul rapido 904 Napoli-Milano provoca 15 morti e più di 100 feriti: è la cosiddetta “Strage di Natale”.
Il capogruppo alla Camera del Partito Socialista Italiano, Rino Formica, accusa dell’attentato “una potenza occidentalista mediterranea legata agli Stati Uniti (16); per la strage vengono invece condannati due esponenti della mafia siciliana”.
Dall’articolo di Vernole traggo: ”Decisivi per la completa svolta filo-sionista dei nostri Servizi furono l’avvento di
Giovanni Spadolini a Palazzo Chigi e la nomina del generale Lugaresi alla direzione del
SISMI”.
tra le varie sue tesi ce n’è una che condivido pienamente.
Questi sono i tempi della menzogna più assoluta in cui si sta preparando il terreno fertile all’azione demoniaca.
Buon esempio è ciò che accade in Terra Santa.
Il popolo palestinese è oggi al centro di uno stupro incredibile da parte della comunità internazionale.
Oramai si è passati allo stadio successivo a quello della disinformazione.
L’opinione pubblica è talmente drogata dalle menzogne, che si possono raccontare i fatti come avvengono realmente, basta fornire un punto di vista politicamente corretto ed omettere qualche elemento, per ritrovarsi a discutere con una massa ignorante di persone che si ritrovano a sostenere
le versioni ufficiali lontane dalla razionalità e da ogni senso di giustizia sociale.
In breve: Hamas nelle ultime elezioni politiche regolari ebbe la maggioranza relativa delle preferenze, elesse moltissimi sindaci e comunque godeva(e gode tutt’ora) della volontà popolare e del sostegno dei palestinesi dei territori.
Quindi dei palestinesi che vivono ogni giorno nell’estrema miseria in gabbie a cielo aperto, in condizioni disumane e alla mercé dei coloni e dell’esercito israeliano.
Un popolo che da anni è vittima di un lento genocidio e che vede l’aiuto sociale che Hamas fornisce alla gente.
Ora succede che uno Stato estero perlopiù occupante e possessore di testate atomiche, si senta minacciato dal governo palestinese (perchè non era un governo fantoccio, ma voleva diritti per i propri “cittadini”), decide che i ministri sono terroristi, li arresta, tortura i deputati a decine… Insomma distrugge l’esecutivo vittorioso delle elezioni e nello stesso tempo strangola il popolo togliendo cibo, soldi ed alzando quindi la tensione sociale alle stelle.
Allo stesso tempo questo maledetto Stato estero comincia a dare armi agli sconfitti delle elezioni (Fatah)e innesca un processo che porterà inesorabilmente alla guerra civile.
Nel frattempo verrà formato un nuovo governo provvisorio Fatah-Hamas che durerà fino a qualche giorno fa.
Per farvi capire è come se l’esercito francese rapisse Visco, bombardasse casa di Prodi e torturasse Bondi e Giordano…
Aldilà che queste persone italiane meritino di essere tolte dalla faccia della terra, questo scatenerebbe un pandemonio internazionale.
Li invece è possibile…
Per arrivare ai giorni nostri Hamas scatena una contro-offensiva contro i servi dei talmudici e conquista Gaza tra il tripudio della gente del posto.
Incredibile, ma vero, questo ci viene fatto passare come un colpo di Stato.
1: Lo Stato palestinese non esiste quindi non si può parlare di colpo di Stato.
2: Hamas è (era) al governo con i suoi ministri, ovvero si tratterebbe di un colpo di Stato ai suoi danni!
La verità è che Al Fatah ha boicottato il dialogo e il governo con Hamas dietro esortazione rabbinica per arrivare alla guerra civile.
La razionalità sta con Hamas, la follia con Al Fatah.
Qui sotto dall’ANSA del 13/6:
Uno dei dirigenti di Hamas a Gaza, Sallah Bardawil, ha intanto affermato che i tentativi di dialogo con Al Fatah sono definitivamente falliti e che non resta ormai che il ricorso alle armi.
Bardawil ha bollato i suoi rivali politici con il termine “Lahdi”: un riferimento, questo, al generale
libanese Antoine Lahoud che negli anni Novanta si mise al servizio di Israele per arginare nel Libano del sud la guerriglia dei palestinesi e dei miliziani Hezbollah.
“Le forze ‘Lahdi’ e i golpisti devono essere isolati” ha detto Bardawil.
Più passano i giorni più si capisce il disegno dei giudei: nuovo esecutivo formato senza Hamas e stracolmo di personalità di filo USA e filo israeliani (quindi anti-palestinesi) e guerra civile fomentata da Israele.
Ora Israele avrà la scusa per rioccupare Gaza e massacrare altri bambini sotto la scusa di insidie terroristiche.
Attenti però europei, non dite che Israele è cattivo e fa il genocidio…
No no no.
Il primo ministro giudeo ha detto che non toglierà luce e acqua ai palestinesi di Gaza rei di sostenere chi fa il loro bene (Hamas).
Che bravi questi ebrei così generosi e così benefattori.
Un popolo destinato alla morte o a lasciare la sua terra.
Grave è la colpa della comunità internazionale che lascia passare tutto ciò…
Verrà il giorno della resa dei conti in cui ognuno dovrà rispondere delle sue malefatte.
verrà… in questo mondo o in quello che ci aspetta.
Da cattolico mi duole molto che il Vaticano non si spinga a ostacolare, aldilà delle parole ciò che sta avvenendo in Palestina.
Le relazioni con Israele e USA dovrebbero essere immediatamente interrotte; ma probabilmente Chiesa e Vaticano non coincidono esattamente…
Lunga vita a Hamas!
Ave Maria salva il popolo palestinese!!!
Fabrizio C.
19/06/2007 12.00 “La comunità diseducante”
Egregio Direttore,
ancora una volta mi complimento con lei e con il suo acume.
La sua penna coglie ancora nel segno.
Oramai in pochissimi scuotono il capo davanti ai comportamenti collettivi e le persone con un po’ di sale in zucca sono autentiche mosche bianche.
Personalmente posso solo confermare ciò che lei racconta.
Anche nelle relazioni con altre persone o con colleghi di lavoro mi capita spesso di essere ormai etichettato come “omofobo”.
Sembra di essere come in quel film di Carpenter, “Essi Vivono”.
Solo con degli speciali occhiali da sole è possibile togliere l’illusione malsana che deforma la realtà.
Abbiamo bisogno di occhiali culturali, ma ancor più spirituali.
Questi occhiali speciali costano.
Molto.
Indossarli e cercare di convincere gli altri che c’è qualcosa che non va condanna al ludibrio e all’infamazione.
L’aver intrapreso una via di Verità mi sta costando parecchio.
Ma non importa.
La devo ringraziare e molto.
LeggendoLa ho visto confermati i miei timori e confortate le mie ansie.
Troppe volte mi chiedevo “sarò io che non capisco nulla? Hanno ragione tutti gli altri?”
Mi sono letto, nauseato, gli articoli che il sito di Repubblica ha dedicato al “gay pride” di Roma, con la retorica laicista che siamo ormai abituati a ingoiare a forza.
Si tratta di un dogma da non discutere.
Se lo fai ti macchi di un reato ideologico (tra poco anche penale).
Ho visto poi le immagini di quell’ “allegra” carnevalata.
Ho provato una sensazione particolare.
Un misto tra tristezza, inquietudine e disgusto.
E anche una certa angoscia.
Per i miei nipoti, per i miei figli.
Si è trattato di una pura e semplice manifestazione anticristiana.
Mi è dispiaciuto che non sia successo come a Mosca, che ancora resiste come ultimo baluardo di una civiltà dissolta.
Le scrivo queste righe amare anche per renderle nota un’altra responsabilità: le nostre donne.
La maggior parte si sperticano nel difendere il mondo gay.
Mi chiedo perchè.
Sono forse abbagliate dai lustrini del mondo della moda?
Perchè l’eleganza maschile e femminile è da decenni in mano loro?
Perchè esiste questo luogo comune che porta ad affibbiare agli omosessuali una “sensibilità superiore” in termini estetici e addirittura artistici?
E soprattutto perchè questo luogo comune ha acquisito una dogmaticità indiscutibile?
Non mi risulta che lo Stilnovo e la poesia trobadorica siano nate in quell’ambiente.
Non mi risulta che la cortesia e il corteggiamento e l’educazione in generale abbiano mai interessato l’ambiente invertito.
In quell’ambiente conta solo una brutale corporeità, una genitalità che rincorre l’estremo e che si definisce “divertente”.
Spero di non averla disturbata con questa lettera.
La seguo sempre con interesse e affetto
Francesco F.
Milano
19/06/2007 10.30 La comunità diseducante e il “centuploquaggiù”
Salve,
concordo con l’analisi dell’articolo in oggetto, ma mi sembra manchi qualcosa nella parte relativa alla “riforma” della società.
Quando ripenso a come mi sono ri-convertito al cristianesimo, non posso far a meno di ricordare l’attrattiva incredibile che rappresentava un certo gruppetto di persone che mi aveva incuriosito: erano giovani come me, ma sembravano “assaporare” meglio il tempo che passava.
Senza questo differenza evidente, non avrei mai ri-considerato il cristianesimo come utile per la vita.
Per esempio questa mattina su rai-radio-uno hanno intervistato il figlio del commissario Calabresi, che spiegava come avesse fatto ad uscire da quella tragedia.
La madre aveva avvertito i figli: ”non buttate via la vita in odio e rancore, questo vi consumerà senza pietà. Non piangete quindi, ma continuate a chiedere, ad esigere che la vostra vita sia bella”.
Mi sembra assolutamente evidente che la posizione della madre è più umana della rabbia, del rancore e del “perdono a bara calda”.
Forse bisognerebbe iniziare a mostrare che esiste un modo più adeguato di vivere, e sperare che l’invida faccia il resto...
Andrea S.
19/06/2007 09.00 Gli ebrei khazari
Recentemente ho letto alcuni Suoi articoli nei quali Lei definiva gli ebrei russi come Khazari. D’altro canto penso che sia giusto definire quasi tutti gli ebrei attuali come Khazari, quali discendenti di quel popolo che molti secoli fa popolava il regno della Khazaria.
Lei saprà certamente che i Khazari, dopo la loro definitiva distruzione da parte dei Mongoli nel tredicesimo secolo, emigrarono verso occidente stanziandosi nei Paesi dell’Europa orientale ed assumendo il nome di ebrei askenaziti.
Perciò tutti gli ebrei askenaziti che formano il 95% del così detto popolo ebraico non sono di origine semitica ma di origine iafitica e più precisamente di origine turco-mongola.
Infatti, come recita il capitolo “10” della Genesi, la loro genealogia è la seguente:
Noè - Iafet - Gomer - Askenaz.
Da questo ne deriva che l’antisemitismo è un termine errato perchè dovrebbe essere definito, eventualmente, antiaskenazismo.
Gli ebrei khazari, o meglio gli ebrei del Volga, non hanno niente in comune con gli ebrei del Giordano discendenti da Abramo, Isacco e Giacobbe e notata la loro voracità per il denaro ed il
lusso potremmo accomunarli meglio agli Unni di Attila.
Cordiali saluti
G. Ghirardini
18/06/2007 22.00 C’è petrolio in Libano…
Il lettore Andrea Merighi mi manda questo articolo, di cui lo ringrazio.
Intervista al geologo Ali Haidar
Ebraismo contro islam, cristiani contro sciiti, laici contro credenti, Occidente contro Oriente, russi contro americani, iraniani contro sauditi.
Da decenni il Medio oriente è sconvolto da conflitti, attentati, stragi, omicidi politici, intifade, guerre civili.
Quando lo scontro avviene in Kuwait, in Iraq o in Iran si pensa al petrolio, mentre quando ci si avvicina alle coste del Mediterraneo, da Israele al Libano e alla Siria, si parla di nazionalismi e guerre di religione.
Questo schema va rovesciato.
Bisognerà considerare i conflitti in Libano, Israele e Palestina sotto una nuova luce.
Perché la Siria e l’Iran da decenni puntano sul Libano e combattono contro Israele?
Non si tratta solo di politica, e non si tratta soltanto di religione.
Sotto c’è qualcosa d’altro: petrolio e gas.
Probabilmente in grande quantità, in diversi bacini sedimentari, il primo dei quali si trova nel mare vicino a Cipro e si spinge fino al largo di Beirut.
Solo nell’offshore tra Beirut e Tripoli ci potrebbero essere almeno otto miliardi di barili di greggio.
Se ne parla questa settimana nel convegno EAGE (Londra, 11-14 giugno), nel quale saranno presentati i dati rilevati dalla società norvegese PGS, che ha effettuato lo studio dei fondali marini a sud di Cipro, lungo la dorsale del vulcano sottomarino Eratostene, dove c’è un immenso giacimento, distribuito lungo le acque territoriali di Siria, Cipro, Libano.
Non solo: il delta del Nilo produce una grande quantità di gas, e a Porto Said è presente l’ENI.
Al largo di Gaza ci sono altri giacimenti, gestiti dalla British gas.
Ma anche lungo le coste di Israele potrebbero esserci dei giacimenti.
Rilevanti, dal momento che il gas viene a galla spontaneamente.
Altri indizi puntano al sottosuolo del Mar Morto.
I dati che riguardano il Libano sono monitorati dal professore Ali Haidar, membro di diverse commissioni governative, a partire dal “Comitato libanese-siriano per l’esplorazione del petrolio in Libano”, fino alle clamorose novità di questi mesi.
Ali Haidar insegna al Dipartimento di geologia dell’università americana di Beirut, si è laureato a Parma ed ha nazionalità italiana e libanese.
prepariamoci a rivedere l’intera geopolitica del Medio Oriente.
Professore Haidar, come mai si è trovato soltanto adesso petrolio in Libano?
Negli anni ‘60 furono scavati una dozzina di pozzi, con esiti deludenti.
Quando il Libano finì sotto l’occupazione di Damasco abbiamo potuto studiare i siti siriani.
Si formò la Commissione mista siriano-libanese, incaricata di monitorare il territorio del Libano.
Analizzando i bacini sedimentari della Siria abbiamo capito gli errori commessi: non avevamo scavato abbastanza, ci eravamo fermati al livello geologico cretacico, mentre invece bisognava scendere fino allo strato triassico, oltre i 200 milioni di anni.
La terra non segue i confini politici: man mano che ci orientiamo dal sud ovest siriano verso il Libano del centro e del nord, il bacino diventa più profondo e ampio.
Quando si scava a profondità intermedie si trova del petrolio, mentre se la profondità aumenta le
stesse risorse si presentano sotto la forma di gas.
Pertanto noi ci aspettiamo di trovare del gas nel territorio libanese, visto che lo stesso bacino petrolifero siriano prosegue in Libano, a una profondità superiore.
Verso il Libano del nord?
L’area si estende al 70% nel nord e al 30% più a sud.
Quando governava il padre del presidente Assad, per un certo periodo Damasco ci ha fornito i dati relativi all’esplorazione in Siria.
Questo avvenne in corrispondenza di una fase politica precisa [quando il Libano era sotto completo controllo siriano, ndr].
Ho partecipato a quasi tutte le commissioni sull’energia, istituite dai ministeri del petrolio e dell’Industria.
La Siria ci ha fornito una collaborazione utile e gratuita, bisogna dirlo.
I siriani non si interessavano all’esplorazione dell’off-shore libanese, perché non avevano la
tecnologia necessaria.
Questo fatto andava bene al governo Hariri, il quale forse preferiva che l’esplorazione su terra
on-shore andasse lentamente e quella nel mare invece procedesse velocemente.
Probabilmente Hariri si sentiva più sicuro cercando il petrolio lontano dai confini
siriani...
Non mi occupo di questioni politiche, ma questa potrebbe essere una motivazione corretta.
... Si formò una commissione per l’esame dell’off-shore libanese, incaricata di perfezionare gli accordi tra il governo Hariri e le compagnie di rilievo sismico [l’esplorazione dei bacini geologici, che può prendere in considerazione fattori sempre più precisi, con una procedura a più dimensioni, dal 2-D al 4-D, ndr].
Una seconda commissione, di cui facevo parte, ha perfezionato un accordo con la società Spectrum
[compagnia di esplorazione inglese, poi confluita nella norvegese PGS, ndr].
Abbiamo avuto alcuni problemi tecnici e contrattuali, ma alla fine la compagnia ha fatto il rilievo sismico 2-D lungo le coste libanesi.
Abbiamo individuato alcune zone al largo di Beirut (centro) e al largo di Tripoli (a nord).
Uno dei principali punti di interesse trova a sud di Cipro, a partire dal vulcano estinto Eratostene, un rilievo sottomarino di circa 100 km di raggio.
Qui i rilievi della
Spectrum avevano evidenziato la presenza di “trappole” che sembrano racchiudere un’enorme
quantità di petrolio.
A quel punto abbiamo proseguito il rilievo sismico lungo le coste libanesi.
Era il 2002.
Il rilievo è stato eseguito lungo la maggior parte delle nostre acque territoriali, per circa 15.000 kmq.
Sono state individuate 31 posizioni potenzialmente produttive.
A maggio la Siria ha affidato alla società inglese Wavefield Inseis l’esplorazione di quattro posizioni lungo 5000 kmq delle proprie acque territoriali.
Il ministro del petrolio siriano Al-Allao ha dichiarato che le recenti scoperte a Cipro, in Egitto e in
Libano sono state il motore per questi nuovi rilievi.
Infatti anche noi, dopo avere fatto i rilievi 2-D, abbiamo approfondito l’analisi con tecnologia 3-D, siglando un contratto con la compagnia norvegese PGS.
Sono stati compiuti altri rilievi tra Beirut e Tripoli, in 2400 kmq di mare.
Il blocco che si trova al largo di Tripoli corre lungo il confine siriano...
E’ alquanto vicino ai confini di Siria e Cipro.
Comunque, il governo norvegese è molto interessato a lavorare con noi.
Le prime indiscrezioni sui rilievi effettuati in acque libanesi saranno presentate dalla PGS a Londra, nel convegno della EAGE (European association geoscientists & engineers) tra l’11 e il 14 giugno.
I rilievi (“surveys”) si sono concentrati su una profondità di 1200 metri, con 590 milioni di recording, e sono terminati a marzo.
I dati definitivi saranno presentati nel novembre del 2007.
La PGS dichiara di aver investito 30 milioni di dollari.
In cambio il governo concederà gli eventuali appalti alle compagnie di perforazione.
I norvegesi ci anche hanno fornito la consulenza per realizzare buoni contratti.
Ci può anticipare quale potrebbe essere la consistenza dei giacimenti?
Finora abbiamo individuato trappole di grande estensione.
La presenza di petrolio dev’essere ancora certificata, ma le stime preliminari parlano un totale di 8 miliardi di barili.
Ci sono altri elementi di cui è utile parlare, nello studio dei sedimenti geologici della zona, iniziando dall’arco siriano, che parte dal delta del Nilo e risale lungo Israele/Territori palestinesi, il Libano e la Siria.
Geologicamente bisogna distinguere tra il bacino arabo-iracheno e l’arco siriano: non hanno la stessa origine; l’arco siriano è ricco di gas.
... Infatti a Porto Said ci sono i terminali dell’ENI e a Gaza è attiva la British gas, che potrebbe fornire il gas off-shore palestinese a Israele, in alternativa alle condutture sottomarine provenienti dal porto turco di Ceyhan verso Ashkelon...
C’è dell’altro, ancora più significativo.
A nord di Gaza, lungo le coste di Israele, una nave oceanografica americana ha osservato delle fuoriuscite di gas dal fondo del mare.
In seguito a questa scoperta Israele ha investito - si dice - più di un miliardo di dollari.
Potrebbero esserci grandi quantità di gas lungo le stesse coste di Israele.
Se guardiamo la mappa della distribuzione dei pozzi di petrolio in Siria, notiamo che la
maggior parte di questi si trova vicino ai confini con l’Iraq e la Turchia.
Esiste però un’altra struttura geologica, quella del Mar Morto.
Vicino a questa faglia, all’interno del territorio siriano, sono state compiute alcune perforazioni.
... Alla fine degli anni ‘90 sono stati fatte perforazioni anche all’interno del territorio israeliano.
Si parlava di una “enorme riserva di petrolio”.
John Brown, un cristiano evangelico, ha creato la Zion Oil&Gas Company nel 2000, partendo dai testi biblici, dove la distruzione di Sodoma - sul mar Morto - avviene per mezzo di “fuoco e
zolfo”, e dove si scrive che la tribù di Asher “tufferà il suo piede nell’olio”.
Al di là della fede, c’è qualcosa di concreto...
Negli anni ‘70 si pensava che l’area tra la Siria e il Mar Morto fosse povera di gas o petrolio.
Invece i test più recenti sono positivi.
Il pozzo siriano più vicino al Libano si trova a 40 chilometri dal confine.
Questo pozzo produce del gas e si trova in un bacino sedimentario che ha una grande estensione verso il Libano.
Quindi ci sono indicazioni positive anche per quanto riguarda il gas.
Posso confermare che in Libano ci sono molte risorse energetiche, in base a tutte le indicazioni che abbiamo.
Conferma anche, per quanto riguarda il petrolio off-shore, l’indicazione di otto miliardi di barili?
Sì, ma tenendo conto che i dati 3-D sono ancora nella fase di processing.
Lei non parla di politica. Tuttavia ritiene che il governo italiano e francese che si trovano in Libano per la missione UNIFIL, siano a conoscenza della presenza di petrolio e gas?
Non saprei.
In questo campo le grandi compagnie spesso sono più informate dei governi nazionali.
18/06/2007 19.30 Nietzsche?
Non se ne abbia a male, egregio dottor Blondet, se le dico che la sua fulminante frase “Cristo non è necessariamente cristiano” è più nietzscheana di Nietzsche!
Ha fatto centro!
Con grande stima
Alberto B.
RISPOSTA
Veramente, mi riferivo più al catechismo di san Pio X, per il quale i musulmani “adorano l’unico vero Dio” (i catto-talebani invece sostengono anche Allah non è il nostro Dio, esattamente come i fondamentalisti islamici dichiarano noi cristiani degli idolatri, al contrario di Maometto per cui siamo monoteisti).
E più che a Nietzsche, pensavo a San Paolo: “Se la santificazione proviene dalla legge, allora Cristo è morto per nulla” (Galati, 2, 21).
Non si deve disprezzare la legge, ma bisogna essere sempre pronti ad andare oltre, allo stato d’eccezione.
Maurizio Blondet
18/06/2007 19.00 La Rinunzia
Egregio Direttore,
sono Renato di Genova e, come sempre, le rubo solo pochi istanti.
Ho letto della sua decisione di non scrivere ulteriormente di questioni inerenti alla Fede.
Che strana cosa l’atto di “rinunciare”, oggi.
Che dire?
Forse è questa la Sua, personalissima, chiamata.
Lo affermo da disperatamente ateo quale io sono.
Ateo, nota bene, senza alcuna fierezza di esserlo.
Ho sempre patito la mia definitiva incredulità come un limite oggettivo.
Un limite d’intelletto, per dirla tutta, e non mi capacito di come tale zoppìa sia diventata un valore corrente che consente a uomini piccini e evanescenti come quel detestabile Odifreddi di essere acclamati maestri del “pensiero”.
Dietro a quanto Lei scrive s’allunga l’ombra di un mistero senza fine.
Al cospetto dell’indegnità diffusa, della deriva antropologica, prima ancora che spirituale, la
tentazione dello sprezzo aristocratico, dell’eccellenza senza ritorno potrebbe essere la suprema delle insidie.
Forse tutto ciò che serve, qui e ora, è l’umile camerata.
“Ama il prossimo tuo come te stesso” fu un riflesso naturale e automatico nella caducità delle esistenze in trincea.
Un’eccellenza alla portata di tutti.
Non so come, ma so che l’attendono giorni duri.
Ma ci sono anche altre categorie di uomini che attendono che qualcuno dia loro voce.
Quelli che, pur mai illuminati dalla benché minima scintilla di Fede, sono altresì incapaci di
coesistere oltre un certo limite con l’Immondo.
E che la vorrebbero questa trincea perché è diventato intollerabile campare così.
Perché è un’occasione di eccellenza alla loro, modestissima, portata.
Con stima e simpatia.
Renato
RISPOSTA
Anch’io sono ateo come lei.
Maurizio Blondet
18/06/2007 18.00 Sì, taccia
Caro Maurizio,
è decisamente meglio che Lei taccia, si riveda la storia dei rapporti tra cristiani e mussulmani fin dall’origine, ci sono ottime fonti e testi.
La sua presunzione è sorprendentemente contraddittoria.
E' vero Lo Spirito soffia dove vuole.
Saluti
Riccardo A.
18/06/2007 17.45 “Né Cristo è necessariamente cristiano”
Salve direttore,
devo ammettere di essere rimasto leggermente perplesso riguardo il suo ultimo articolo “Perché è meglio che taccia”.
Non mi sembra il caso di proporre le solite false lamentele circa la veridicità di quanto afferma, quanto, più che altro, mi piacerebbe capire meglio ciò di cui parla.
I giudizi sono un qualcosa che in tal senso non mi competono, ma ogni qualvolta io sembri essere vicino ad aver raggiunto un equilibrio, avviene qualcosa di destabilizzante.
Certo, lei dirà: “E a me che importa? Io devo riferire ciò che penso a prescindere”; ed è chiaro che nessuno possa e debba riprenderla per questo, ma suppongo che il tutto non possa esaurirsi in tal modo.
Tornando a noi, sa qual’è stato l’elemento “destabilizzante” in tutto l’intero contesto dell’articolo in questione?
L’ultima frase: “Né Cristo è necessariamente cristiano”.
Nei limiti del possibile è da un po’ che mi adopero al fine di documentarmi seriamente riguardo un aspetto che al momento possiede una valenza non da poco: la mia Fede; e nel farlo cerco di attingere a più fonti e più “autori”, tra cui il suo giornale online, luogo in cui ho sempre apprezzato i numerosi interventi inerenti alla religione.
Se però fino ad ora sono riuscito grossomodo a seguirla quando più volte ha inteso accostare la sua fede a quella mussulmana, estrapolando a mio modo in che termini lei ha sempre posto la questione, quest’ultima frase sopracitata non mi da tregua!
Non so perché, ma personalmente non mi riconosco in nessuna delle categorie che lei tanto biasima, da una parte perché in questo mio iter sto cercando di accostarmi anzitutto al vero cristianesimo, per poi approfondire i vari aspetti del cattolicesimo (di cui qualcosa so, ma se si considera in che modo mi è stato fatto filtrare, preferisco riprendere il tutto da capo e in maniera più “attenta”), dall’altra poiché uno degli elementi principali che mi ha fatto dubitare della Chiesa odierna è rappresentato dall’eccessiva suscettibilità al cambiamento, dove questa componente non è intesa come una sorta di “evoluzione” dettata unicamente (come dovrebbe essere) dalla tradizione (quella vera) e, soprattutto, dalle Sacre Scritture, ma da “esigenze” che, a mio modesto parere, esulano dall’avere così nobili e giusti intenti - quasi a volersi adeguare ai tempi, dando un'immagine di sé più “alla portata” per molti.
Detto ciò, attualmente fuggo ogni tipo di etichetta, considerandomi cristiano (niente di più, niente di meno), dove questo significa aderire e conformarsi, per quanto possibile (più che altro poiché si tratta di un percorso che richiede tempo e impegno) all’insegnamento di Gesù Cristo, unico e vero maestro in tal senso.
E’ chiaro però che io debbo ancora crescere, e parecchio, ecco perché, quando leggo una frase del genere proposta da qualcuno che ha sempre (quantomeno) motivato ciò che dice, ecco allora che se qualcosa non mi è chiara ritengo sia doveroso farlo notare e cercare una più accurata risposta.
Spero lei non intenda glissare su questa mia richiesta, poiché quanto afferma non è qualcosa da prendere a cuor leggero e, pur conscio dei suoi naturali limiti, l'importanza di quella sua ultima frase è capitale ai fini della giusta comprensione.
Nell’augurarle buon lavoro colgo l’occasione per salutarla.
Antonio
RISPOSTA
Chiedere di spiegare quella frase è come chiedere di spiegare un “koan” Zen: si lasci destabilizzare da essa.
Uno dei sensi è ovvio: Cristo è più grande del cristianesimo.
Io credo che se un buddhista si salva, si salva per Cristo.
Il Cristo nascosto, che non chiede tessere, ma vede il cuore di ogni uomo (“Avevo fame e mi avete dato da mangiare”. “E quando mai ti abbiamo dato da mangiare?”. “Ciò che avete fatto ad uno di questi poveri, l’avete fatto a Me”.
Anche Maometto è meglio dei maomettani.
E Marx, dei marxisti.
Maurizio Blondet
18/06/2007 17.30 “Perché è meglio che taccia”
Carissimo Blondet,
la seguo da molti anni, e sempre con interesse e con piacere spirituale e culturale.
Non condivido tutto quello che Lei scrive; e ci mancherebbe anche!
Che gusto avrei a leggere le cose che già penso io?
Ma ogni suo articolo mi fa pensare, mi mette in una qualche crisi, mi apre spesso un orizzonte che ho trascurato, mi toglie qualche certezza un po’ troppo volgarmente scontata e mi dà qualche salutare dubbio.
A volte, se lo lasci dire, nelle sue parole balena una luce insolita ed eccezionale, che non può lasciare indifferenti e che obbliga ad aprire gli occhi.
Così è anche l’articolo “Perché è meglio che taccia”, e così è l’articolo precedente che ha dato occasione a questo.
Per questo, da suo vecchio lettore, mi permetto di pregarla di non tacere.
Continui a scrivere anche di questi argomenti: per cento che non capiranno, ce ne sarà certamente uno (e spero di esserci anch’io) che capirà e che gioirà.
Lei scriva per quell’uno: e grande sarà la sua ricompensa nei cieli.
Con vivissima cordialità.
Marco Z.
18/06/2007 16.00 L’opera del maligno
Al direttore:
ecco l’opera del maligno si compie ancora una volta facendola tacere.
Io da molto la seguo assiduamente, devo ammettere che a causa sua sono ridiventato cristiano e poi cattolico.
Le sue parole mi hanno spinto ad approfondire certi argomenti, sia di ordine politico-sociale che religioso.
In poche parole mi ha restituito una coscienza che avevo perso (ho passato i 50 anni).
Io penso che anche questa sua, sia opera di evangelizzazione.
Se lei abbandona il campo al maligno farà il suo gioco.
Spero vivamente di sentire ancora la sua parola (anche se caustica) contro chi la vorrebbe in silenzio.
Un caro saluto.
Lettera firmata
18/06/2007 15.50 Tacere perchè mai?
Perchè dovresti tacere?
Caro Blondet, sei uno scrittore e vuoi tacere?
A che serve il sale se perde sapore?
Parla, scrivi e cerca di dire sempre la verità, se puoi.
E’ così facendo, nel lavoro ordinario, che ti puoi santificare.
Antonio C.
18/06/2007 15.00 Protesta
Gentile Effedieffe,
trovo semplicemente ripugnante questo atteggiamento di superbia da parte del Direttore, che si comporta da vero TALEBANO mettendo alla gogna chiunque si permetta di contestare, criticare e appuntare quello che lui scrive.
E’ lo stesso metodo che usa il sito altrettanto odioso Informazione Corretta, ovvero chi scrive qualcosa di storto su Israele viene condannato.
E’ vergognosa e buffonesca la lettera pubblicata di Siro (Mazza presumo) nel difendere il Direttore, è rivoltante quando parla di Sua Santità Gregorio IX, strenuo difensore del cattolicesimo senza il quale oggi chissà dove saremmo e cosa professeremmo.
E’ schifoso che questioni di Fede vengano affrontate dal Direttore, piagnucolante e viziato, in maniera infantile perchè qualcuno l’ha sgridato sbugiardandolo.
Dispiace vedere che voi però con le encicliche dei Papi “talebani” ci lucrate sopra vendendole, vedi Innocenzo III.
Magari adesso pubblicherete, questa lettera definendomi catto-talebano.
Lo sarò pure, allora tenetevi i Papi odierni ed il loro ecumenismo che tanto criticate ... dimenticavo, a voi non piacciono nemmeno questi... pazienza faremo Blondet Papa e sperimenteremo il
catto-islamismo con Siro a fare omelie da bar.
Lettera firmata
18/06/2007 10.00 Sostegno
Caro direttor Blondet,
lei é libero di tacere, o di scrivere.
Io la leggo quotidianamente da un paio di anni, arricchendomi a più livelli oltre che essere meglio informato su tante cose.
Se la leggo é però perché gusto le sue parole pesanti, che hanno un senso.
Le stesse parole in altri siti e giornali risuonano vuote.
Certo mi dispiacerebbe doverne fare a meno.
Forse, piuttosto, sarebbe meglio che noi lettori (quelli che le scrivono come io in questo momento), rinunciassimo a “romperle le scatole” scrivendole (quindi nessuna e-mail dove poter indirizzare messaggi più o meno intelligenti) e ci accontentassimo di leggere, se ne proviamo interesse, piacere o utilità.
Forse... ma spero il suo sia solo uno sfogo.
Una volta un tale disse: “solo tu hai parole di vita eterna”.
Non si riferiva certamente a Blondet, ma lei certamente aiuta molti a capirle queste “parole di vita eterna”.
Le faccio coraggio e non ceda al gioco del “nemico”.
Cordiali saluti
Cesare S.
Gordola/Svizzera
18/06/2007 09.30 Non demorda!
Dottor Blondet,
mi unisco a coloro che La esortano a non smettere di parlare delle questioni di fede.
Sì, lo so, ci ha già risposto di no.
Certo mi dispiace , comunque rispetto la Sua scelta, non insisto e non entro nei termini della questione, tanto più che sono ahimè un analfabeta in campo teologico e non saprei come consigliarla.
Però una cosa la posso fare: esortarla a non demordere nel rendere testimonianza alla Verità, cosa che Lei ne sono certo fa, visto che ama la Chiesa e Gesù Cristo, con tutti i limiti che può avere Maurizio Blondet e tutti i membri della Chiesa su su fino al nostro amatissimo Papa.
C’è bisogno in questo momento di soffrire per Cristo, sennò che si vive a fare?
Lei si sente solo?
E perchè, io no?
Mai nè io nè Lei mai come si deve essere sentito solo Cristo sulla Croce.
Ma come diceva don Giussani: possiamo soccombere tutti, ma poi Cristo viene e vince!
Come diceva un altro prete di CL (non tutti i ciellini sono post-giussaniani): la Verità è testarda! (grazie a Dio, aggiungo).
Coraggio Blondet!
Avanti così e non abbia paura nè di sbagliare nè di fare la cosa giusta!
Che Maria L’accompagni.
Buon lavoro
Giancarlo da Padova
18/06/2007 08.30 Non smetta di scrivere!
Gentile direttore,
sarò breve e le ruberò poco tempo: in nome del Cielo non smetta di scrivere di religione!
Non lasci Cristo ai mercanti del Tempio.
Studio per diventare avvocato di rota, so, come Lei, cosa vuol dire lavorare giornalmente con il clero di curia... l’unto trasuda dappertutto.
Non si curi dei catto talebani: faccia una mailing list separata per gli eretici come me, si inventi quello che vuole ma per carità non smetta!
Le sono vicino, in spirito e amicizia.
Maurizio R.
16/06/2007 19.30 Il pericolo delle “profezie”
Chiarissimo dottor Blondet,
leggo con molta assiduità i Suoi articoli e quelli dei Suoi collaboratori per nutrirmi di sana controinformazione.
Una questione vorrei sottoporLe: rispondendo al lettore ( 14 giugno) che chiedeva l’opinione sul duello Socci / Bertone a proposito di Fatima, parla di “uso incontrollato” di “profezie e fantasie” come “la forma più insidiosa di avvelenamento psichico collettivo”.
Parendomi, questo, un giudizio assai forte (tremendo, direi) mi piacerebbe che Lei potesse trovare il tempo di illuminare me ed i Suoi lettori dicendo qualcosa di più al riguardo.
La sete e la fame di verità e di luci non è mai paga, per questo La ringrazio per il Suo lavoro in tal senso.
Con grande stima.
Luigi F.
RISPOSTA
Per esempio, tutta la Bibbia come la leggono i protestanti americani: un cumulo di “profezie” su precisi periodi storici (“dispensazioni”), che ha guidato l’azione USA nella politica estera di guerra contro Iraq, Afghanistan, Siria, visti come anticristi.
Oppure certe quartine di Nostradamus applicate per “prevedere il trionfo” di Napoleone o, al contrario, la sua imminente caduta.
La questione è complessa.
Un giorno ne parlerò.
Maurizio Blondet
16/06/2007 18.30 Su Hezbollah
La tua risposta a quel Sanmarchi è veramente definitiva!
Fra l’altro, avresti potuto citare il Catechismo di S. Pio X (che è il nume tutelare di questi grotteschi ambienti di nicchia, che hanno letto in tutta la loro vita giusto la “Pascendi”), il quale afferma (si tratta di magistero solenne, praticamente un dogma) che, certo, per gli islamici Gesù non è il Cristo, ma che, comunque, essi “adorano l’unico vero Dio”: affermazione che dovrebbe provocare nei catto-farisei tradizionali un colpo apoplettico!
Tante altre cose si potrebbero ancora dire: della comune resistenza, di cristiani e arabi in Palestina, di fronte al sorgente sionismo, prima ancora del 1948; del fatto che Franco, impegnato nel 1936 nel Marocco spagnolo contro ribellioni arabe, potè tornare in Spagna per combattere i rossi grazie alla tregua concordata coi capi islamici, convinti del primario dovere di lottare contro gli atei; del fatto - che incredibilmente ti viene rinfacciato dal Sanmarco - che Federico II fu scomunicato per il motivo opposto per cui i Papi del ‘900 ripudiarono Mussolini: avere evitato una guerra.
Ma dov’è finita la dottrina della guerra giusta di Agostino e Tommaso?
Essa insegna che il conflitto è inevitabile e legittimo se, fra l’altro, prima sono stati espletati tutti i tentativi di risoluzione pacifica: ora, il grande Federico, che a differenza dei clericali chiusi nelle loro regge pontificie, conosceva il dolore della guerra, fece proprio così e Gregorio IX lo scomunicò per non aver preso Gerusalemme spargendo sangue.
Un vero schifo!
Sì, almeno quello, checché ne dica Sanmarchi, era un Papa-talebano, ottuso e viscido: se la facesse lui, la guerra!
Affondasse lui la spada nel ventre di un altro uomo!
Comodo proclamare gli “ideali” (quali, poi? Non certo quelli di Cristo!) stando seduto sul trono papale.
E’ nei confronti di questi personaggi che il padre Dante fu giustamente severo, sbattendo Bonifacio VIII (altro Papa-talebano) all’inferno e proclamando la vacanza del trono...
Va beh, ho già detto abbastanza.
Aggiungo un’ultima preghiera: nella tua risposta a Sanmarchi talebano prometti di non parlare più di queste questioni.
Ti prego, non farlo: molto meglio leggere - e meditare - le tue riflessioni, piuttosto che sorbirci le fregnacce di penosi dottori di ricerca lateranensi (dove, tanto per concludere, si è creato davvero un bell’ambientino).
Concludendo, nella lingua dell’attuale lateranense (che ovviamente non è più il latino, che nessuno si pena di studiare): “a Mauri’, nun ce lassa' !!!”.
Un caro saluto
Siro
16/06/2007 17.00 Ci scelgono loro il futuro premier
Fini in Israele per diventare il Sarkozy italiano
Mentre Berlusconi piange sui 43 milioni che dovrà pagare al fisco di Visco, Gianfranco
Fini sta sulle spine.
A preoccuparlo non sono le tasse ma l’agenda del viaggio in Israele che farà la prossima settimana. Per il leader di AN è un'altra tappa importante che deve contribuire a togliergli il marchio postfascista che l’Europa continua ad attribuirgli.
Per diventare il Sarkozy italiano, Fini ritiene che sia indispensabile accentuare lo sdoganamento rispetto al Ventennio che ancora affascina Giuseppe Ciarrapico e Donna Assunta Almirante.
Durante il primo viaggio in Israele nel novembre del 2003 Fini fece un passo storico e la comunità ebraica applaudì alle sue parole: “Il fascismo fu parte del male assoluto”.
In quella occasione era accompagnato dal presidente delle Comunità ebraiche italiane, Amos
Luzzato, e parlò dei “carnefici di ieri”, poi scrisse una bella frase sul Libro della Memoria che si trova nel Museo dell’Olocausto, e incontrò le più alte cariche dello Stato: il presidente Katsav, il premier Sharon, il ministro degli Esteri, Shalom, e il leader dell’opposizione Shimon Peres.
E’ proprio sull'incontro con Peres (nominato presidente di Israele nei giorni scorsi) che si gioca il successo di questo viaggio.
Allo stato attuale non c’è alcuna certezza che il neoeletto Peres voglia incontrarlo.
Ad aiutare il leader di AN potrebbe essere Giancarlo Elia Valori, l’italiano più stimato a Tel Aviv che ha un rapporto di grande amicizia con il capo dello Stato di Israele.
Quest’ultimo non perde occasione per distribuire elogi nei confronti del “planetario” professore per il quale ha scritto un elogio sull’ultima fatica letteraria dedicata alla storia del piccolo Stato.
Racconta ai tuoi lettori anche questo e soprattutto raccontaci del risultato della corruzione praticata da Arafat con soldi anche miei e frutto della sua politica e del suo comportamento.
Saluti
P. G.
RISPOSTA
In Israele un presidente è incriminato per violenza carnale, Olmert è travolto da scandali, il capo di Stato Maggiore ha fatto insider trading… la corruzione c’è anche là.
Che facciamo?
Bombardiamo?
Spariamo ai bambini?
Sradichiamo gli ulivi?
Rubiamo l’acqua?
Gli facciamo il blocco economico?
Maurizio Blondet
16/06/2007 15.00 Sulla strage di Bologna
Direttore,
oggi al telegiornale ( oddio, “telegiornale”... era studio aperto), parlando della strage di Bologna e presentando l’ennesimo libro sull’argomento, l’autore esordisce dicendo più o meno “bisogna smetterla di pensare che sia stata una strage fascista o comunista” ed io penso... meno male!
Ma, prosegue l’illustre tuttologo, “bisognerebbe seguire la pista dell’integralismo islamico”.
Cosa???
”Integralismo islamico”???
Trent’anni fa?
Sì, come no!
Pazzesco... coprono menzogne con altre menzogne.
Sempre il solito fumo negli occhi... sempre di più, sempre di più...
L’ennesimo burattino chissà da chi mosso...
Ed intanto il mondo brucia.
Un sempre più triste,
Fabio
RISPOSTA
Secondo Rino Formica, il mandante della strage era “un piccolo Stato del Medio Oriente che ci vuol mettere in cattiva luce con gli americani”.
Chissà quale piccolo Stato…
Maurizio Blondet
16/06/2007 13.30 Quando la politica è un affare
Da pagina 18 del Sole 24 ore del giorno 13 giugno 2007 dal titolo “Ai referendari 150mila euro da AN ”, a firma Andrea Marini
“... Forza Italia si conferma anche nel 2007 ‘sostenitrice’ di Azione Sociale, la formazione di Alessandra Mussolini. Finora ha versato al partito guidato alla ex di AN 50mila euro. L’anno scorso, in tre rate, il movimento di Silvio Berlusconi aveva dato ad AS 273mila euro”.
QUANDO LA POLITICA E’ UN AFFARE (... DI POCHI!) “Sotto gli occhi dei militanti di Forza Nuova, Fronte Nazionale, Azione Sociale e MIS di Rauti (vedi l’articolo sopra), è la somma dei soldi che ha intascato la sigla Azione Sociale, nel 2006 e nel 2007. Tali denari si sommano a quanto già incassato come rimborso elettorale. Peccato nessuno dica ai militanti e agli elettori perché sono giunti e soprattutto come sono stati spesi”.
RISPOSTA
Così poco?
La sinistra paga di più.
Maurizio Blondet
16/06/2007 12.00 Quale il vero credo?
Certo per un cattolico pensare di avere un interlocutore che crede che il suo profeta sia asceso al cielo su un cavallo alato, dopo avere per una vita commesso tutto quello che ha commesso, è come un parlare tra sordi.
Se il mio Cristo è da considerare un semplice profeta per giunta sorpassato rispetto al nuovo profeta, allora i sordi diventano due matti, se continuano a cercare di convincersi.
Se cerchi di convertire un Testimone di Geova, ti accorgi ben presto che è meglio cambiar strada e ti resta solo una possibilità : pregare per lui.
Saluti
M. C.
RISPOSTA
Ecco un esempio di ristrettezza mentale.
Talebanismo cattolico.
Che tristezza.
Maurizio Blondet
16/06/2007 10.30 Gad Lerner a Magdi Allam
Gentilissimo,
so che considera delle nullità sia il mittente che il destinatario di tale lettera (che
presumo aperta), ma sono più che sicuro che troverà la lettura del documento che Le
allego estremamente interessante, oltre che spassoso...
La differenza fra traditori e transfughi: lettera a un levantino (come me)
Magdi Allam, arabo, esprime nel suo libro un’identificazione totale con Israele.
Che a me, ebreo, dà disagio.
Caro Magdi Allam,
ho ricevuto tuo nuovo libro “Viva Israele” (Mondadori) con una dedica
affettuosa che naturalmente ricambio.
Mi rendo conto che ci hai messo l’anima, e che da uno come me ti attenderesti gratitudine per una dichiarazione d’amicizia, o meglio d’identificazione assoluta con la sorte del popolo ebraico e dello Stato d’Israele, che, nonostante le ottime intenzioni, mi lascia addosso invece un “senso di disagio”.
Dapprima ho pensato che fosse solo una questione di tono.
Per motivare la “riconversione” di un arabo egiziano alle buone ragioni universali d’Israele, la civiltà contro la barbarie, la vita contro la morte, autoproclami te stesso titolare di una nuova fede
assoluta e incrollabile.
Nobile e coraggioso è il tuo nuovo pensiero guida “la sacralità della vita” per il quale hai prescelto due portabandiera affiancati del calibro d’Israele e della Chiesa di Benedetto XVI.
Più naturalmente un punto cardinale di riferimento: l’Occidente.
Qui il confronto con l’infedele che ti scrive è impari.
Posso solo inchinarmi al cospetto della tua “rinascita spirituale”.
Fede assoluta e incrollabile?
Tanto fragile, scettica, incoerente è la mia povera fede di povero mortale, da farmi avvertire estraneo il tuo “faraonico Sturm und Drang”.
Lo so che ho torto, ma in tutto quel po’ po’ di “enfasi fideistica” che esibisci, a me viene da cogliere “il suono posticcio della moneta falsa”.
Perché?
Non ho alcun diritto di farti il processo alle intenzioni.
Posso solo esprimerti solidarietà per le minacce recate alla tua sicurezza personale dagli islamisti che denunci ogni giorno sul Corriere e in TV, mettendoci la firma e la faccia.
E allora?
E allora non è questione di tono, tu devoto io infedele, tu coraggioso io fifone.
Noi abbiamo più o meno la stessa età.
Come tanti altri siamo arrivati entrambi in Italia per caso, dalla nativa sponda sud del Mediterraneo. Quella guerra fulminea che Israele vinse in sei giorni quarant’anni fa, nel 1967, spezzando la tenaglia degli eserciti arabi che tentavano di distruggerlo, e conquistando vasti territori ancor oggi in larga misura purtroppo occupati, rappresenta un culmine emotivo della nostra adolescenza.
Forse un giorno scriverò anch’io la mia Israele del ‘67, la partecipazione minuto per minuto al
conflitto, la famiglia tutta salva, la visita stupefatta “con mio padre” ai luoghi della vittoria miracolosa dallo stretto di Tiran fino al Golan, imbattendomi per la prima volta nelle “case di fango dei profughi palestinesi” in Cisgiordania, e dappertutto una voce flautata che cantava Jerushalaim shel zaav, cioè “Gerusalemme d’oro”.
Hai fatto bene a raccontare il Cairo nei giorni della sconfitta, con gli occhi di un ragazzino
nazionalista.
Perché “l’umiliazione e l’infelicità araba” che ne scaturirono sono fattori potenti di una guerra in cui siamo tuttora immersi.
Né mi turba il tuo tradimento nei confronti di un’ideologia panaraba zeppa di menzogne.
Il mio amico Alexander Langer mi ha insegnato la necessità del tradimento quando si tratta di rompere la gabbia della compattezza etnica.
Ma non per “saltare armi e bagagli dall’altra parte del muro”, bensì per “costruire ponti, favorire l’interscambio e la comprensione reciproca, incoraggiare l’autocritica” fra la propria gente.
Diceva Alex: “Abbiamo bisogno di traditori ma non di transfughi”.
E’ il senso di complicità che avvertivo quando mi accompagnasti nel ‘98 ad Algeri.
Portavo nella prima serata televisiva italiana una “denuncia dell’integralismo islamico” che “all’epoca non ti vedeva ancora sensibile” come oggi.
Ma eravamo, io e te, qualcosa di antico da cui non si sfugge con i proclami e con le finte metamorfosi: due levantini.
Sì, proprio gente di Levante, dai fenici alle repubbliche marinare, dai mercanti ai caravanserragli su e giù per le città cosmopolite di qui e di là del mare.
Sanguemisti. Cabibbi.
Gente d’outre-mer.
Bastardi, per fortuna.
Accomunati da una levantinità che solo gli ignoranti di storia mediterranea possono additare come una tara.
In effetti quel che mi ha dato più fastidio, nel tuo “Viva Israele”, Magdi, è che “pure tu,
come tanti nostri nemici, “esalti una presunta, mai avvenuta, metamorfosi degli ebrei”.
Finalmente combattenti.
“Avamposto della guerra occidentale” in difesa della sacralità della vita.
Per carità, “lasciaci continuare a essere quel che siamo!”
Certe “mascherate” sono troppo pericolose in tempo di guerra!
Gad Lerner
RISPOSTA
Povero Allam.
Gli rifiutano il titolo di giudeo d’onore.
Si finisce per simpatizzare con Gad.
Maurizio Blondet
15/06/2007 19.30 Evasione fiscale
Le propongo questa mia interpretazione: è possibile che la vittoria della CdL nelle elezioni amministrative di domenica e lunedì scorsi abbia indotto all’esplosione della campagna di stampa attualmente in corso sull’evasione fiscale?
Le porto alcuni esempi tratti dai rispettivi siti web:
Corsera: “Evasione fiscale sopra i 270 miliardi all’anno” in cui si trova il sottotitolo “PESO FISCALE SU ONESTI OLTRE IL 50%”.
La Repubblica: “Fisco, su 100 euro 51 alle tasse Evasi oltre 270 miliardi di euro”.
La Stampa: “L’evasione fiscale è un’epidemia”.
Ho l’impressione che, TPS in testa, vogliano intimorire gli elettori dicendo loro “attenzione noi siamo il potere, se non ci votate vi puniamo duramente colpendovi nel portafoglio”.
Amichevoli saluti
Antonino A.
RISPOSTA
Sì, è tutta propaganda.
L’evasione fiscale è il “mito legittimante” della sinistra saccheggiatrice, come la shoah è il mito legittimante i genocidi israeliani.
Maurizio Blondet
15/06/2007 17.30 Fiscalità francese
Egregio Direttore,
leggo con quotidiano interesse i suoi articoli e cerco di diffonderli nella cerchia dei miei amici, ma di fronte a quest’ultimo mi viene una incertezza dettata dal fatto che leggo tra le sue righe un anelito di speranza per un cambiamento della politica economica, come se un eventuale dirigismo della “destra” attuale, qualora ritornasse a governare, potesse portare un qualche cambiamento negli indirizzi di fondo.
Purtroppo ritengo che i poteri forti, da Lei ben descritti nei suoi libri, stiano ottenendo ciò che vogliono in Italia a prescindere dagli omuncoli che ci governano.
Io ho in mente una teoria banale, e pertanto limitata, della politica economica fatta per gli italiani; se guardiamo gli ultimi anni possiamo osservare la corsa dell’italiota ad accaparrarsi azioni e bond argentini, Cirio e Parmalt senza che i vari garanti, autority, CONSOB , Banca d’Italia intervenissero ad avvisare l’italiota medio che nessuno regala niente per niente e tantomeno soldi; come è finita lo sappiamo bene e non c’è bisogno di essere ortolani per averne conferma.
Terminata la bolla azionaria improvvisamente il bene rifugio per eccellenza: la casa!
Mutui bassissimi, quasi regalati, banche che bussano alla porta dell’italiota invitandolo a comprare il solido mattone, tanto non costa nulla e gli interessi sono ridicoli.
Ridicoli forse sì quattro o cinque anni fa ma poi chi per noi sceglie e comanda decide che non è più così, ed il costo del denaro, che deve andare bene in tutta Europa dalla Spagna all’Irlanda, aumenta e di nuovo si ricomincia a fare gli ortolani.
Nel frattempo si è aggiunto un ulteriore problema e cioè alla pochezza della nostra lira è subentrato il forte Euro (e qui ci sarebbe da fare una lunga digressione visto che il capitalismo britannico si tiene ben stretta la sua sterlina), e l’italiota è stato gestito come merita, raddoppio reale dei prezzi e cambio alla pari con la lira: 1.000 lire uguali ad 1 euro.
Niente paura pero!
Non riesci ad arrivare alla fine del mese con lo stipendio convertito in euro?
Mamma banca è sempre pronta ad intervenire ed aiutarti, un prestito rapido per il TV plasma o le vacanze lo si accorda a tutti, poi tanto sono solo delle piccole minirate che puoi cominciare a pagare tra sei mesi (anche perchè prima sarebbe impossibile visto che devi già pagare quelle del mutuo e della macchina).
Cosa vuol dire tutto ciò?
Nella mia banale teoria prevede che il fine ultimo sia il totale indebitamento dell’italiano con la necessità di rinegoziazione dei debiti esistenti e la conversione dei vari prestiti in un unico prestito con un unico ente creditore.
Mi spiego meglio; non potendo più sostenere i pagamenti mensili con i vari enti creditizi, si arriverà a consolidare i propri debiti (proprio come fanno le aziende) con un unico ente o banca, la quale ci graverà di rate “sostenibili” per il resto della nostra esistenza e magari anche agli eredi.
I prodromi di tutto ciò?
Il decreto Bersani/Visco sulla portabilità dei mutui da una banca all’altra.
Per questo ritengo Direttore che alla fine di Sarkozy o di una rinnovata competitività italiana sia legato ad una visione estremamente industriale dell’economia mentre noi siamo governati da un duopolio bancario onnipresente (a proposito dopo le fusioni Intesa e Unicredito quanto risparmio raccolgono i due maggiori gruppi? E l’antitrust?).
Purtroppo sempre domande con vaghe risposte.
Grazie
Paolo U.
RISPOSTA
Se gli italioti si lasceranno indebitare come ritiene lei (io spero di no), sarà colpa loro.
Ma non capisco che cosa c’entri Sarkozy.
Maurizio Blondet
15/06/2007 15.30 Le foto
Gentile Direttore,
leggo sempre volentieri i suoi articoli e Le rinnovo la mia stima.
Però gli articoli su “Famiglia naturale” del 13/06/07 e quello di Stefano hanno tutti e due delle foto scandalose.
Quell’uomo omosessuale vestito con una gonna strana, sdraiato sul suolo con un fiore, come un ubriaco deficiente!
Non poteva Lei risparmiarci la vista che è gia tanto offesa da immagini “brutte” della televisione?
Cordiali Saluti.
Noah I.
RISPOSTA
Ricordiamo che il direttore non si occupa di selezionare le foto per il sito.
La scelta del materiale fotografico, con cui accompagnare gli articoli, non è mai facile: spesso richiede tempo e metodo di ricerca.
Quelle particolari fotografie, certamente "forti", erano adatte ai temi trattati.
EFFEDIEFFE
15/06/2007 14.00 Magdi Allam: il solito furbone...
Ricordate sino a sette otto anni fa?
Chi si dichiarava contro l’immigrazione islamica era considerato un pazzo estremista.
Poi venne la guerra In Iraq, quella del 2003, e da allora anche il Corriere della Sera ha deciso di parlare dell’Islam.
Con toni duri, stranamente duri, per dei relativisti di ferro, comunisti radicali come Mieli.
Il grande nemico dell’Islam è diventato l’islamico Allam, ex comunista di Repubblica, amicissimo dei radicali e di Emma Bonino, che si scaglia, quando può, contro i creazionisti islamici, nemici di Darwin e della scienza...
Molte cose dette da Allam sono vere: manca però sempre qualcosa...
Oggi, per esempio, si scaglia contro gli islamici, rei di distruggere i cristiani in Medio Oriente. Peccato che dimentichi di dire, sempre, quali sono le responsabilità dell’America: ricorda, per
esempio, che i cristiani libanesi sono stati ceduti alla Siria dagli USA, che volevano la Siria come alleata nella I guerra del Golfo?
Ricorda che il Libano è stato destabilizzato da 400.000 palestinesi scacciati da Israele?
No, mai...
E sull’Iraq? Scrive, oggi, che i cristiani prima del 2003 erano un milione e mezzo e oggi sono 25.000.
Ma per causa di chi?
Nell’Iraq di Saddam i cristiani erano rispettati, Tarek Aziz, un cristiano, era addirittura primo ministro.
Dopo la I guerra in Iraq nessun cristiano è stato toccato... Poi ci sono stati 10 anni di embargo, i bombardamenti di Clinton, la II guerra di Bush, con un totale di oltre un milione e mezzo di morti e tre milioni di profughi.
Chi dobbiamo ringraziare per la scomparsa dei cristiani dall’Iraq?
Anzitutto Bush, che ha creato l’estremismo islamico in un Paese in cui non esisteva, con le sue menzogne, i suoi bombardamenti, le sue stragi...
E per la questione palestinese?
Per Allam è sempre e solo colpa dei palestinesi.
Peccato che non sia vero: la crisi dei cristiani in Israele è iniziata con la nascita di Israele, nel 1948:
basta leggere il sito della Terrasanta www.terrasanta.net, per leggere le angherie cui sono sottoposti i cristiani dal governo israeliano, oltre che dai palestinesi.
Tanto che Israele non riconosce, ancor oggi, i diritti della Chiesa in quelle terre...
Allam: un falso amico, da cui guardarsi... che ha fatto tanta carriera là dove solitamente la
gente onesta...
Lettera firmata
15/06/2007 12.00 Tartassati d’Italia
Buongiorno caro Direttore,
vorrei semplicemente segnalarle questo link, l’ho trovato casualmente: http://www.rl-store.com/multimedia/RL/Tartassati.pdf
Ovviamente conferma tutto quello che lei va dicendo da sempre.
Che li facciano sulle famiglie gli studi di settore!
Un abbraccio affettuoso
Gianluca
Segue uno stralcio del pezzo segnalato:
Tartassati d’Italia: i veri numeri dell’oppressione fiscale sulle famiglie italiane
a cura di Benedetto Della Vedova e dei Riformatori Liberali
Questo studio analizza la pressione fiscale complessiva sulle famiglie dei lavoratori dipendenti.
Nella pressione fiscale sono comprese tasse, imposte dirette e indirette e contributi, cioè tutto ciò
che, da parte del dipendente o dell’azienda per conto del dipendente, è dovuto allo Stato per obbligo di legge e impiegato dallo Stato attraverso la spesa pubblica.
Sono state considerate 3 famiglie-tipo di riferimento: tutte monoreddito, con un capofamiglia dipendente e coniuge e due figli a carico.
I redditi familiari ipotizzati sono di 25.000, 60.000, 100.000 euro, corrispondenti rispettivamente
alla condizione professionale del capo-famiglia: operaio, funzionario e dirigente.
I consumi e le spese delle famiglie-tipo di riferimento sono desunti, secondo i criteri indicati nella nota metodologica, attraverso fonti ufficiali.
Come si evince dalle tabelle allegate, il peso fiscale dello Stato oscilla (a seconda delle fasce di reddito) fra il 60% e il 70% delle risorse complessive delle famiglie.
Non solo: il “tax free day”, ossia il giorno dell’anno in cui si smette di lavorare per il sistema Stato e si inizia a guadagnare per sé si colloca tra il 6 agosto e il 12 settembre.
Insomma, siamo a livelli, più che sufficienti per parlare di vera emergenza fiscale, e per concludere che il problema fiscale è - a tutti gli effetti - un problema di libertà.
15/06/2007 10.30 Bah...sarà vero?!
Dal sito di Dagospia 13 Giugno 2007
Durante la visita capitolina di Bush, nella quiete di Villa Tarverno, il presidente
americano e l’ambasciatore Spogli si sono incappucciati e intrattenuti con l’“Illuminato”
massone Giuliano Di Bernardo.
Tema del colloquio: il film “Angelo & Demoni” tratto dal blasfemo Dan Brown, dicono.
Tenderei a crederci.
Skull and Bones.
C’è sicuramente in atto una manovra poco decifrabile contro la Chiesa, che ha al centro Dan Brown.
Il Papa sarà informato?
Maurizio Blondet
15/06/2007 09.00 Breve replica
Signor Blondet, la ringrazio per la sua risposta “indiretta” alla mia richiesta della sua opinione su Massimo Fini che, a sorpresa, ho trovato nel suo accorato appello a noi, suoi lettori, in cui ella ci pregava di tener conto dei limiti fisici cui è soggetto e per i quali non può prodigarsi in minuziose analisi sui più svariati argomenti.
Devo confessare che non immaginavo le scrivessero in tanti, e tale fatto mi rincuora: significa
che ella è molto seguito, malgrado la censura che il sistema le riserva.
Sappia che anch’io passo almeno dieci ore quotidiane al lavoro, poichè non faccio parte della
“errenrasse” che ci taglieggia col fisco e ci opprime con la burocrazia,e devo riservare allo studio e alla lettura, anche dei suoi scritti, le ore notturne.
Prima di lasciarla, una considerazione sul Fini: egli, prima di tutto, è incoerente, perciò tutto quel che afferma s’ indebolisce; eppoi egli mi sembra più saccente che sapiente, fastidiosamente saccente come quasi sempre è l’ individuo ebraico (o semi-ebraico come il Fini) acculturato, che declama perentorio; Platone, che non vale meno di Fini, è più sereno e profondo e spesso antepone alle sue affermazioni: “Io penso che... ”.
Sinceri saluti
M. Battistin
RISPOSTA
Mi limito ad apprezzare Massimo Fini per quel che vale e che può darci.
Certo, non è Platone (paragone un po’ eccessivo), è un giornalista.
Anch’io sono solo un giornalista, e vorrei essere apprezzato per quel che valgo.
Magari non molto, ma in alcune cose, apprezzabile - in mancanza di meglio.
Ciò che diciamo è provvisorio, viziato da dati caratteriali e da polemicismi; ma non siamo, comunque, Magdi Allam.
Maurizio Blondet
14/06/2007 20.00 Lettera aperta a Maurizio Blondet
Riceviamo dal dottor Sanmarchi questo commento.
L’autore dopo la laurea in Filosofia, ha altresì conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia presso la Pontificia Università Lateranense.
Proprio perché tengo molto in considerazione il prezioso lavoro di Maurizio Blondet (che non di rado mi trovo a difendere persino dagli ostracismi preconcetti di certo tradizionalismo cattolico), mi permetto di esternare alcune perplessità in relazione al suo recente articolo dal titolo
“Ecumenismo di guerra”.
Io stesso ho provato qualcosa di analogo al sentimento di Aoun, descritto da Blondet nel suddetto articolo, quando mi trovavo in Germania a metà degli anni ’90.
Frequentavo allora i corsi di lingua tedesca per stranieri presso l’università di Monaco di Baviera e mi ritrovavo sempre, come compagni di studi, dei mussulmani.
Ebbene, fin dalla prima volta in cui ebbi modo di confrontarmi lungamente con uno degli studenti provenienti dall’Arabia Saudita, constatai la presenza di alcune “affinità elettive” tra la mia visione del mondo, quella di un cattolico tradizionalista (nel senso aristotelico-tomistico, non in quello
evoliano o guenoniano, di “tradizione”), e quella dei fedeli maomettani.
Paradossalmente riscontravo maggior consonanza emotiva tra me e i mussulmani, piuttosto che tra me e quegli scialbi cattolici modernisti e relativisti, di cui la Germania è divenuta la patria per
antonomasia.
In questo senso capisco benissimo la vicinanza istintiva che può stabilirsi tra coloro che, pur
conoscendo bene le ragioni delle proprie profonde differenze di credo, vivono la fede con la
schiettezza e l’essenzialità imposte dalla “prima linea”, sia essa la prima linea di un conflitto armato in senso stretto o la prima linea di una battaglia culturale (ormai, temo, di retroguardia) come la
nostra.
Tuttavia il ragionamento di Blondet inizia a farsi difficile quando invoca questo sentimento di
fratellanza virile “in proelio” come veto alla possibilità di dichiarare falsa la religione mussulmana.
Mi pare un’argomentazione di matrice retorica più che logica (scorrettamente logica in quanto
eccessivamente retorica, direi).
La soggettiva purezza d’intenzioni, con cui una certa religione può essere vissuta da singoli
individui in singoli casi, nulla toglie alla possibilità di un’erroneità oggettiva e complessiva del
credo in questione.
A differenza della religione rivelata da Cristo, ogni altra religione è, come la Fama virgiliana,
portatrice di verità parziali mescolate a falsità abissali.
Dunque sul piano oggettivo non è legittimo nemmeno un supposto “ecumenismo di guerra”,
proprio perché il combattente mussulmano intende aspettare il generale cristiano alle soglie di un paradiso oggettivamente inesistente.
Singolo atto moralmente ed “esteticamente” lodevole, quello del mussulmano, che tuttavia non può rendere vera (o porre al di sopra di ogni giudizio) la fede che esprime una dottrina falsa intorno al paradiso e ad altri aspetti ancor più fondamentali (così come affermerebbe lo stesso mussulmano in riferimento al cristianesimo nel caso contrario).
Neanche la risposta che viene data da Blondet al lettore Pierfrancesco P. sembra chiarire il
problema.
“Sospendere il giudizio davanti all’eroismo” può significare solo il trattenersi del cristiano dal
giudicare in modo temerario riguardo alla salvezza individuale dell’eroico mussulmano; non può
significare invece l’impossibilità di entrare nel merito della questione sulla verità o falsità della
dottrina altrui; pena, la perdita di qualsiasi criterio oggettivo nella ricerca e nella custodia della
verità (ciò che priverebbe l’esistenza del Magistero e della Chiesa cattolica stessa, unico baluardo contro la babele relativistica del protestantesimo, di qualsiasi senso).
Mi risulta ancor più oscuro inoltre il riferimento fatto da Blondet, sempre nella risposta a
Pierfrancesco P., alla Santissima Trinità: la “spogliazione” e la “rinuncia” dell’Uno per amore dell’Altro (del Padre per amore del Figlio, e viceversa, nello Spirito) dovrebbe forse costituire l’archetipo, conformandosi ontologicamente al quale, il credente cristiano non sarebbe più
legittimato a giudicare della verità o falsità delle altre dottrine religiose (in quanto coinvolto nel processo di spogliazione-donazione reciproca instauratosi con il credente non-cristiano)?
Confidando nella pazienza di Maurizio Blondet, mi auguro che questi rilievi, lungi dal risultare
superficiali o impertinenti, possano costituire occasione di un maggior affiatamento tra tutti noi, in vista di un più vantaggioso compimento della “buona battaglia”.
Alessandro Sanmarchi
RISPOSTA
Sì, caro Sanmarchi - la sua lettera - la quale dimostra oggettivamente che sono eretico - mi induce a confessare i miei errori.
Mi sono immaginato Dio un po’ più generoso di quel che compete ad un cattolico.
Sì, ha ragione, il paradiso dei musulmani è “oggettivamente inesistente”: c’è il paradiso cattolico, e non ci si entra senza la tessera del club.
Sulla Trinità, ho sbagliato tutto, lo riconosco: ho pensato ad un rapporto d’amore radicale, invece è un amore condizionato e parziale.
Lei mi induce a prendere una decisione che maturo da tempo: non parlare mai più della fede cristiana.
Per questo ci sono gli specialisti.
La Chiesa “unico baluardo”, ben fornita di dottori di ricerca lateranensi, da una parte non esita a dare la Comunione a protestanti “che ne facciano richiesta”, dall’altra ipotizza che gli ebrei abbiano diritto ad aspettare un altro Messia, e infine continua a non vietare che in tante chiese il Tabernacolo venga relegato in una nicchia laterale (ingombrava?) anziché al centro… per poi lamentarsi che da qualche parte è entrato il fumo di Satana.
Umilmente le chiedo perdono, credevo che il baluardo fosse alquanto devastato.
E’ l’ultima volta che parlo di queste cose.
Ora taccio.
Maurizio Blondet
14/06/2007 19.00 Priebke
Egregio dottor Blondet,
la cosiddetta “liberazione” di Priebke , che poi liberazione non è ma solo il permesso per alcune ore al giorno di recarsi al di fuori dell’ appartamento in cui è in detenzione domiciliare, ha fornito occasione ai vari maramaldi ( “maramaldo tu uccidi un uomo morto!”) in servizio permanente di riprendere la “lotta al nazifascismo”, cioè qualcosa che è morto e sepolto e alcuni suoi sopravvissuti sono appunto sulla soglia del cento anni ( tra un po’ sarà come scagliarsi contro i crimini di Nerone).
Tra tutti hanno spiccato il sindaco Veltroni ed il solito Mastella ( quello dell’ indulto svuota-carceri ma soprattutto evita-carcere per ben precisi soggetti).
Che dire?
In un Paese dove nulla è stato fatto per assicurare alla giustizia gli infoibatori comunisti jugoslavi col cui Stato si intessevano anzi affettuosi rapporti ed in cui assassini di poliziotti ed ex-terroristi giudicati definitivamente da tribunali girano ossequiati e ascoltati, ci si può attendere di tutto.
Ormai la vicenda Priebke ha assunto il carattere di vendetta in cui si potrebbero scorgere anche venature razziste.
Bisognerebbe rendere omaggio all’ avvocato difensore che, probabilmente senza riceverne grosso compenso, in tutti questi anni ha consentito un appoggio materiale e morale ad un uomo che sicuramente non è più quello dell’ epoca dei fatti per cui è stato condannato e che avrebbe
anch’ egli diritto a quanto previsto dall’ articolo 27 della Costituzione ( il recupero del condannato ed il suo reinserimento nella vita civile) oltre ai benefici di altre norme riconosciuti ad altri criminali.
Cordialmente
Antonello U.
RISPOSTA
Un novantenne che deve lavorare, e viene morso da iene e sciacalli: che vergogna per l’Italia.
Trionfa anche da noi il diritto talmudico: una legge per gli eletti, un’altra - spietata, senza perdono - per i goym.
Sono duri padroni.
Se ne accorgerà anche Mastella.
Maurizio Blondet
14/06/2007 17.00 Finkelstein cacciato
Caro dottor
Blondet,
l’ “ebreo antisionista” (titolo utilizzato dal Corsera) Finkelstein è stato cacciato dall’Università di Chicago.
Il suo libro “l’industria dell’Olocausto” ha creato scompiglio (pretesto?).
Ci risiamo... leggere l’Olocausto e la causa ebraica oltre la cortina ufficiale di idee in voga costa il posto di lavoro.
Nulla di nuovo per chi legge i suoi articoli però fa riflettere... molto riflettere!
Una volta esisteva il Sacro Romano Impero, oggi culturalmente, religiosamente, storicamente il Sacro Ebraico Impero.
Buona giornata
Alessandro D. M.
RISPOSTA
I tempi ultimi stanno accelerando.
Chi dice la verità è perseguitato.
L’Omicida fin dall’inizio si aggira fra noi come leone ruggente.
Rinsaldiamo la fede, l’alba è vicina.
Maurizio Blondet
14/06/2007 15.30 Sul terzo mistero di fatima
Sarebbe interessante conoscere l’opinione del Direttore o di chi abbia voglia di esprimerla, sull’ultimo libro di Socci.
Certo la figura del cardinale Bertone ne esce un po’ malconcia, se fosse vero che c’è qualche parte del messaggio che è stata secretata.
Viene poi addirittura su qualche sito evidenziato che proprio la mancata consacrazione della Russia alla Madonna ha frenato la conversione della stessa, con conseguenze apocalittiche che sono dure da accettare come possibili.
Si parla insomma di segrete intese tra Russia e Cina per scatenare chissà quali guerre di conquista nei confronti dell’Europa e degli Stati Uniti.
Vi sembra che ci possano essere le condizioni per queste fanta-idee?
Grazie e saluti
Massimo C.
RISPOSTA
Non ho opinioni, solo dubbi.
Ma ho una certezza: non dare credito al polverone che viene da “certi siti”.
L’uso incontrollato di “profezie” e fantasie è la forma più insidiosa di avvelenamento psichico collettivo.
Ci si attenga ai fatti, che sono pochi.
Maurizio Blondet
14/06/2007 14.00 Woodcock, Mafia e Massoneria
Gentile Direttore,
come vede hanno messo in mezzo anche i neoborbonici, vuol dire che cominciamo a dare fastidio al sistema...
Sappiamo benissimo che dietro tutto c’è l’Inghilterra finanziar-massonica, è cambiato poco dal quel maledetto 1861, quando gli inglesi finanziarono l’invasione del Regno delle Due Sicilie.
Certo che ce ne vuole comunque di fantasia per metterci nello stesso pentolone del Savoja...
Siamo profondamente offesi...
Il bello è che ci attaccano con le stesse accuse che noi abbiamo sempre rivolto loro: massoni, mafiosi, ecc., ecc.
Lettera firmata
14/06/2007 12.30 Che cosa ci dovrebbe ancora spingere a rimanere cattolici?
Caro Blondet,
siamo veramente alla frutta, per non dire altro.
Benedetto XVI avrebbe confermato un documento emanato da Giovanni Paolo II sulla possibilità (ovvero l’obbligo, non ho ben capito) di dare la comunione al protestante che ne facesse richiesta.
Abbiamo dovuto sopportare l’alleanza (involontaria?) con gli atei devoti, la scelta di Kissinger quale consulente politico del Pontefice, il silenzio sulla Palestina e sull’Iraq, le tesi mirabolanti sulla “ragionevolezza” del cristianesimo, il discorso a Ratisbona, ed altre varie amenità (non ultima la rinuncia al titolo di “Patriarca d’Occidente”).
Ora basta.
Per quanto patentemente antitradizionali, le prese di posizione precedenti non intaccavano la sostanza della fede cattolica (pur aprendo la strada alla subdola ed anticristiana mentalità “cristianista”), attenendo più al dominio della politica e della filosofia (attitudine, quest’ultima, ben nutrita dalla frequentazione delle lande teutoniche, tradizionalmente generose fucine di eresie le più grossolane).
Ma ora, mi pare, si può parlare di profanazione di ciò che la Chiesa dovrebbe custodire con la massima cura.
Mi dica, per cortesia, che la notizia di cui sopra è falsa, oppure, se vera, che cosa dovrebbe spingermi a rimanere cattolico, considerato che l’Oriente ortodosso, da questo punto di vista, mantiene salda la Tradizione.
Cordialmente.
Marco Toti
RISPOSTA
A questo punto, dobbiamo pregare moltissimo per il Papa.
Maurizio Blondet
14/06/2007 11.00 Depositum fidei
Ho letto il suo articolo all’inizio del mio turno di notte.
E’ un conforto la conformità del suo giudizio con il mio e dei miei amici, pur se non ci siamo mai conosciuti e confrontati direttamente nè su questo nè su altri argomenti, e pure se abbiamo idee così insolite nella realtà attuale.
Suo
Francesco B.
14/06/2007 10.00 Padroni in casa altrui
Caro Blondet,
ti ringrazio per il bell’articolo sul comportamento dei “turisti israeliani” in Polonia.
I polacchi, a quello che ne so io, non sono naturalmente più antisemiti degli italiani o dei tedeschi o dei russi, anche se qualche ragione per esserlo ce l’avrebbero tutto sommato.
Storicamente i polacchi sono stati la nazionalità più bistrattata d’Europa.
Il dominio su di loro e sulle terre polacche se lo sono conteso per secoli russi, asburgici e tedeschi. Si devono ricordare le tre spartizioni della Polonia nel XVIII secolo e le numerose rivolte nazionaliste contro i vari oppressori.
C’era, tra l’altro, una simpatia profonda tra patrioti italiani e patrioti polacchi nel XIX secolo e se ne trova traccia nel nostro inno nazionale (se qualcuno lo ricorda per intero).
Ma, si direbbe, che c’entrano gli ebrei?
E invece si che c’entrano e come!
L’impero zarista che discriminava gli ebrei in patria, poi li usava spregiudicatamente come suoi sgherri contro i polacchi.
Gli ebrei polacchi e lituani, che, tra l’altro, sono tutti askenaziti, cioè non discendenti dagli ebrei palestinesi, ma dal popolo dei khazari, di origine turca, convertitosi all’ebraismo nei secoli VIII-IX, si affermarono come commercianti, artigiani e, molti di loro, come usurai e agenti delle tasse e gestori delle terre nobiliari.
I loro nemici erano il potere reale, le città borghesi indipendenti e i contadini.
La loro alleanza con la nobiltà polacca ha ritardato l’avvento di un forte stato moderno e centralizzato che potesse difendere l’indipendenza del Paese.
Israel Shahak scrive: “In tutta la Polonia i nobili usavano gli ebrei come loro agenti per indebolire il potere commerciale delle città reali, che erano comunque deboli. Uniche nei paesi della cristianità occidentale, le proprietà dei nobili nelle città reali non erano sottoposte alle leggi cittadine e ai regolamenti delle ghilde. In molti casi i nobili sistemarono i loro clienti ebrei in quelle proprietà, il che provocò un duraturo conflitto. (...) Simili conseguenze, o peggiori, derivarono dall’uso frequente degli ebrei come agenti commerciali da parte dei nobili: ottennero l’esenzione della maggior parte delle tasse e tariffe, a danno della borghesia polacca.
Ma i risultati più durevoli e tragici avvennero nelle province orientali della Polonia - grossomodo la regione ad est dell’attuale confine, cioè quasi tutta l’Ucraina. (...)
In quei territori non c’erano città reali. Le città furono fondate dai nobili, appartenevano ad essi, ed erano abitate quasi interamente dagli ebrei. (...) Fuori dalle città, moltissimi ebrei da tutta la Polonia, ma specialmente dell’Est, venivano impiegati come i diretti supervisori e oppressori dei contadini asserviti - come balivi di castelli e tenute (autorizzati a usare tutto il potere coercitivo dei nobili) o come gestori di particolari monopoli feudali, erano per lo più gestori di mulini, gestori di rivendite e fabbriche di liquori (con il potere di effettuare controlli armati alla ricerca di distillerie illegali), gestori di panetterie e esattori di ogni sorta di tasse e balzelli feudali.
Per dirla in breve: nella Polonia orientale, sotto il governo dei nobili (...) gli ebrei erano allo stesso tempo i diretti sfruttatori dei contadini e virtualmente gli unici abitanti delle città”.
(Israel Shahak, “Jewish History, Jewish Religion”, Pluto Press, pagine 62-3, traduzione mia)
Naturalmente tutto questo non corrisponde al mito dell’ebreo sempre perseguitato e discriminato.
In questo caso, per secoli, furono loro gli oppressori, gli approfittatori, e i persecutori dei contadini e della borghesia polacca.
Erano odiatissimi.
Ma è antisemitismo?
E’ forse proibito odiare i propri oppressori, gli usurai, gli sfruttatori, gli approfittatori?
Era colpa degli oppressi se i “diretti oppressori” erano tutti ebrei?
Questa è lotta di classe, non razzismo.
Tante classi di oppressori hanno dovuto subire la collera degli sfruttati e degli oppressi.
Nessuno si sognerebbe di dire che oltre ad essere oppressi quei poveri disgraziati erano anche razzisti.
Erano razzisti i ribelli delle jacqueries francesi?
O i contadini cinesi quando si ribellavano contro i Mandarini?
Era razzisti i seguaci di Spartaco?
Se si fossero rivoltati contro qualche potente ebreo, lo sarebbero forse diventati?
La logica ebraica sembrerebbe essere.
Non bisogna rivoltarsi se gli oppressori o sfruttatori sono ebrei.
E così gli arabi e i palestinesi sono diventati antisemiti !!!
Ma torniamo ai nostri “turisti israeliani”.
Voglio ricordare che gli ebrei polacchi, lituani, ucraini sono storicamente proprio quelli che hanno dato i natali al sionismo e hanno materialmente conquistato la Palestina.
Sono anche gli ebrei più refrattari all'assimilazione.
Da oppressori di contadini polacchi sono andati a fare gli oppressori dei contadini palestinesi; questa volta, sembrerebbe, per conto loro e non dei loro precedenti signori feudali polacchi. Sembrerebbe... ma solo fino ad un certo punto.
In realtà nelle terre dell’est la facevano da padroni sui contadini ma servivano gli interessi dei feudatari.
Oggi, la fanno da padroni sui palestinesi e i libanesi e contemporaneamente servono i loro padroni imperiali americani.
Poco o nulla è cambiato.
Non c’è infine da meravigliarsi del rude e arrogante comportamento dei “turisti ebrei” con i polacchi.
Evidentemente memori del loro passato di sanguisughe del contadiname polacco, gli israeliani si comportano da padroni anche in Polonia perché anche lì si sentono ancora a casa loro.
Distinti saluti
Mauro M.
13/06/2007 Trinità e politeismo
Caro Blondet,
visto che tanto a proposito del suo ultimo articolo (Ecumenismo di Guerra) riceverà migliaia di commenti, questa volta le scrivo anch’io.
L’articolo è per me bellissimo, ed io penso più o meno le stesse cose.
Purtuttavia, non mi spiego una cosa molto semplice: lei dice sempre di essere cattolico in quanto crede nella presenza reale di Cristo?
Nelle specie eucaristiche.
Va benissimo.
Ma Cristo era Dio o no?
Era figlio di Dio, seconda Persona della Santissima Trinità, consustanziale al Padre o semplicemente un profeta, un grande uomo, un nuovo Adamo creato da Allah?
Perchè questa è la questione: il cristianesimo dice: Cristo è Dio, ed è morto in croce per redimere il genere umano; l’Islam (sin dal Corano) dice: Cristo è un uomo, un grande profeta, non è morto in croce, pensare che Dio possa avere un figlio è politeismo e pensare che Dio possa morire in croce è una bestemmia.
Tutto qui è il problema: c’è opposizione di contraddizione (come direbbero i tomisti) fra queste due proposizioni ? Cristo è Dio?, Cristo non è Dio? Non possono essere vere entrambe.
A me - a parte ciò che mi dice la fede - sembra molto strano che possano essere entrambe rivelate da Dio due religioni che sono in piena contraddizione, non su cose secondarie, ma sull’oggetto principale delle stesse, ovvero Cristo e la natura di Dio.
Ciò che mi sembra più prudente (“prudente” non nel senso comune del termine, ma in senso teologico, ove si intende per “prudenza” la facoltà di discernere il bene dal male) pensare è che - come spesso succede nella storia, e come molto bene veniva spiegato nei libri di storia sette e ottocenteschi, scritti perlopiù da gesuiti, che vedevano la Provvidenza come motore della storia.
Dio permette un male per ottenere con ciò un bene maggiore del male permesso?
Questo è accaduto tante volte nella storia.
Ricordo, ad esempio, nel libro “Sionismo e Fondamentalismo” di don Nitoglia, la seguente spiegazione (cito a senso): “Perchè Dio ha permesso la nascita dello Stato di Israele? Probabilmente, poiché Dio permette il male solo in vista di un bene maggiore, la ha permessa di modo che la riunione di tutti gli ebrei in un unico Stato, renderà più palese, clamorosa ed evidente a tutti, la conversione degli ebrei che dovrà avvenire alla fine dei Tempi...”.
Dunque anche in quest’ ottica io leggo l’esistenza e la resistenza dell’Islam: Dio ha permesso un male (la nascita dell’Islam, le stragi e le conversioni forzate di milioni di cristiani - ricordiamocelo - compiute da Maometto e dai primi califfi, la conquista della Spagna, gli arabi fino a Poitiers, la caduta di Costantinopoli, la trasformazione di Santa Sofia, rispetto alla quale le più belle chiese di Roma sembrano stalle, raccontano i cronisti dell’epoca in una moschea, gli arabi sotto Vienna etc.) in vista di un bene maggiore, cioè la resistenza che in questi Tempi, forse, ultimi i popoli arabi combattono contro il potere arrogante e incontenibile del dragone, al posto dei cristiani ormai piegati e devirilizzati.
Lei, caro Blondet, cita i cavalieri Templari e le altre milizie medievali: ma chi fu il nemico allora? Proprio gli infedeli arabi: le Crociate, la Reconquista, Poitiers, Costantinopoli, Vienna.
Proprio lottando contro gli arabi i cristiani poterono dimostrare di essere pronti a sacrificare la vita per Dio, suprema ascesi.
Sono d’accordissimo che possa esistere un ecumenismo dei pronti a morire (la dove gli uomini sono pronti a morire per una causa che li trascende, non trionferà mai il materialismo scriveva Attilio Mordini), ma questa è altra questione rispetto alla Verità.
“Una causa non è necessariamente giusta solo perchè qualcuno è morto per essa” scriveva Oscar Wilde; figuriamoci una religione.
Questa la mia contestazione principale.
Poi una contestazione secondaria: come fa a stimare l’“adelpho” della dissoluzione Federico II di Svevia?
Protomassone, eretico, giudaizzante, esoterista, arabofilo, nemico della fede cristiana, etc...
Ce ne vuole, secondo me!
Uno che anziché combattere la Crociata e consentire quell’ecumenismo dei morti in guerra di cui sopra la conquista in base ad accordi diplomatici basati sulle comuni frequentazioni di circoli esoterici che lo accomunavano al Sultano dell’epoca (dopo aver procrastinato il più possibile di adempiere alla sua promessa di partire per la Crociata).
Per me personaggio storico disprezzabilissimo.
E poi chiama “talebani” i Papi medievali?
Che hanno edificato l’Europa?
Senza i quali gli arabi ci avrebbero tagliato le gole dalla Sicilia alla Danimarca?
Gli attuali sono “modernisti” e i medievali sono “talebani”?
Mah, ci vedo qualche incoerenza, o meglio una mancata “presa di partito” (oppure un voler criticare tutto a tutti i costi...).
Per il resto le rinnovo la mia, grande, mi creda, stima.
Un saluto
Pierfrancesco P.
RISPOSTA
Mi spiace constatare che lei non ha percepito l’essenziale del mio pezzo - sospendere il giudizio davanti all’eroismo.
Anzitutto sul perché Dio permette il male: perché il male, la sciagura, è un bene superiore.
Ci toglie dal nostro stato naturale e ci costringe alla “metanoia”, la conversione profonda, che è un mutamento ontologico: solo così mutati si può entrare in Paradiso (“Se non rinascerete”, “se non diventate come questi bambini…”, significa questo cambiamento).
La sua rinuncia alla comprensione, ne sono convinto, nasce dal suo “disprezzo” per la Trinità.
C’è un solo Dio ma in tre persone: è il mistero della vita intima di Dio, che è Amore.
Un Amore che non riusciamo nemmeno ad intuire, tanto è estremo e terribile spoliazione: Dio Padre si spoglia della Sua divinità per il Figlio; diverrebbe un nulla, se il Figlio non gliela restituisse accettando di essere Nulla.
Essi “sono” solo perché “rinunciano”, l’Uno a favore dell’Altro.
E lo scambio di questo amore estremo è così totale ed integrale, da essere esso stesso Dio, ed è lo Spirito.
Ma s’intende, questa non è che una approssimazione dell’inspiegabile.
Avrebbe fatto meglio a non scrivere anche lei, e non costringermi a scrivere di questo.
Maurizio Blondet
13/06/2007 Genova la rossa
Sono un genovese emigrato da molti anni in Veneto e da troppi in giro per il mondo a causa del mio lavoro.
Come si evince dalle ultime elezioni amministrative, a comandare sono sempre loro.
Ininterrottanente dal 1945.
Una volta c’era il porto di cui i nostri politici si riempivano la bocca per dire che eravamo il primi nel Mediterraneo ed il quarto a livello mondiale.
Le merci da e per Porto Torres partivano tutte da Genova.
L’Autostrada Milano-Genova era percorsa ininterrottamente da lunghissime file di camion.
Poi il petrolchimico di Porto Torres chiuse i battenti, il famoso raddoppio non avvenne mai... mano mano che si fermarono i vari reparti,entrò in azione “cannello selvaggio” per demolire...
Erano in 75.000.
Ora sono solo in 900....
Con la chiusura ed il conseguente ridimensionamento operato sotto l’emblema del cane a sei zampe da parte di una ben precisa parte politica, a favore di Marghera, iniziò il declino di Genova.
Batini con la sua Compagnia unica, forte di appoggi politici a livello locale e nazionale, aggiunse danni ai danni.... aumentarono le tariffe e le navi se ne andarono verso lidi migliori... e così facendo si sistemò grazie ai suoi amici rossi il deretano a Roma.
Poi chiuse la raffineria Fina, di seguito chiuse la San Quirico e la Dellepiane, poi nel 1986 l’Ansaldo Nucleare a seguito del referendum e gli impianti furono delocalizzati in Ungheria, poi le Raffinerie ERG nel 1987.
Chiuse mi pare, nello stesso tempo, o a cavallo tra gli anni ottanta\novanta, la Cokitalia, e l’Italsider.
Arrivò Riva, ma fu messo subito alle strette dai sindacati, dai comunisti e dalla magistratura, e gli fu impedito di lavorare, come fecero con D’Alessandro quando cercò di rimediare ai danni lasciati dalla mentalità di sinistra a cui apparteneva Batini, identificato come il “Console” al Porto di Genova.
Basta soltanto attraversare la Sopraelevata per rendersi conto di come lo abbia ridotto la politica.
Un deserto.
Meno male che doveva diventare una base navale Nato.
Via Di Prè, Vico Canneto il Lungo ed il Corto, Vico dell’Amor Perfetto le cui targhe erano affiancate (ci sono a tutt’oggi) da quelle più piccole su cui c’era scritto”Off Limits” segno dei gloriosi tempi che furono, oggi sono dominate dalI’ Islam.
Locali come il Mocambo, lo Scandinavia, e lo Zanzibar non esistono più.
Oggi sono occupati da negozi gestiti da cinesi che vendono di tutto e di più dell’impossibile.
Le famose donnine a cui facevano capo le mitiche scazzottate con la Sesta Flotta Americana sono solo un ricordo ormai sbiadito dal tempo assieme a Marechiaro....
Soldi non ne girano più, anche se è finita un’epoca e si è data una veste culturale.
Come non ci sono più Sestri Ponente, Cornigliano, Prà, dove una volta erano i centri industriali che assieme a Sesto San Giovanni e Torino costituivano il triangolo industriale italiano, adesso assomiglia ad una linea poligonale aperta senza nè capo nè coda.
Qui è andato Berlusconi e qui sono stati i posti in cui Forza Italia ha preso più voti.
Distanze siderali di 40\50 punti tra i due schieramenti, adesso cominciano ad assottigliarsi notevolmente....
Genova si è abbruttita, è invecchiata, non fa più figli da trent’anni.
L’età media e ormai ultrasessantacinquenne, di giovani ce ne sono sempre meno; in compenso aumentano zingari ed immigrati, e di lavoro ce nè sempre di meno.
Una volta gli emigranti partivano per Buenos Aires con la Giulio Cesare o con la Marconi, accompagnati dalle musiche di Nicola Arigliano, per ritornare”a posà e osse” nella terra natia magari dopo 50 anni lasciando i figli in Argentina, come cantava in “Ma se ghe pensu” Bruno Lauzi.
Adesso si emigra per non tornare più... si sta meglio dove si è andati.
Come il sottoscritto.
Genova la Rossa... città di vecchi partigiani che costrinsero alla resa il generale Mainhold, e a cui Siri salvò il porto minato dai tedeschi... maledetto da vivo e da morto dalla sinistra... e che regala tre proiettili accompagnati da un augurio di “Io ti ammazzerò” all’arcivescovo Bagnasco, Genova dei ragazzi delle magliette a strisce del 60... Genova del 2001, dei suicidi, della miseria e del degrado, della disoccupazione a dell’alcolismo...
A volte ci torno, ed ogni volta la trovo sempre più decaduta... impregnata dall’odore del Kebab e dal puzzo dell’orina...
Auguri Genova.
Lettera firmata
12/06/2007 10.30 Pedofilia, satanismo, Massoneria e altro
Sono un suo assiduo lettore, leggo ormai da quasi un anno Effedieffe, e sono quasi sempre d’accordo con le sue idee, e quindi mi è venuta voglia di cercare sue tracce su internet; ho trovato che ha scritto su pedofilia, Massoneria e satanismo anche per altissime cariche mondiali, ma adesso vedo che scrive su 11 settembre, politica italiana (il 10 giugno 2006 tre dei suoi articoli in homepage avevano nel titolo il nome di un politico italiano) e bullismo; sono completamente d’accordo sul farlo, ma come mai non trovo più articoli sul satanismo e sulla pedofilia?
I pochi spezzoni che trovo sono solitamente in fondo all’articolo e sono comunque poco centrali; la mia non è una critica, ma una vera domanda.
Mi scusi per la forma credo di essere uno dei più giovani tra i suoi lettori.
Lettera firmata
RISPOSTA
Cerchi i miei libri, “Cronache dell’Anticristo”, “I fanatici dell’Apocalisse”, “Complotti”.
Lì l’argomento è stato sviscerato.
Le informazioni che diamo sul sito presuppongono, in certo senso, quelle letture.
Maurizio Blondet
11/06/2007 18.30 Selva,d’accordo. Ma Emilio Colombo?
Un lettore mi manda la nota notizia:
2007-06-10 21:32 Bufera su Selva, finge malore autostop su ambulanza
Roma, Bufera su Gustavo Selva, il senatore di AN che sabato ha finto un malore per farsi trasportare da un’ambulanza negli studi de La7 superando così tutti gli ostacoli al traffico causati dalla visita di Bush a Roma.
Il ministro della Salute Livia Turco è stata durissima, e non ha lesinato aggettivi: “Vergognoso, irresponsabile e indegno”.
”Mi auguro - ha aggiunto il ministro - che le autorità competenti verifichino se un tale comportamento non configuri ipotesi di fatti illeciti, sia in sede civile che penale. Dobbiamo infatti pensare che il bilancio di questa ‘arrogante goliardata’ poteva anche essere tragico nel caso in cui, e poteva accadere, un'altra persona avesse avuto realmente bisogno di quell’ambulanza”.
Dal centrosinistra si è levato un coro con la richiesta di una censura dal presidente del Senato, ma anche dal leader del suo partito, Gianfranco Fini.
E la vicenda potrebbe avere sviluppi davanti alla magistratura.
A raccontare l’episodio è stato lo stesso Selva, in diretta, durante la trasmissione dedicata alla visita di Bush.
Il parlamentare di AN é rimasto bloccato in piazza del Parlamento visto che il centro di Roma era chiuso al traffico.
Inutili le insistenze del senatore con gli agenti di Polizia perché permettessero il passaggio ad un taxi o alla vettura dell’emittente.
Niente da fare.
Ed ecco il colpo di genio: Selva ha finto di sentirsi male e si è fatto portare dall’ambulanza a via Nogaro dal suo cardiologo: in realtà alla sede de La 7.
”Un trucco da vecchio giornalista per farmi portare qui”, si é vantato in diretta TV.
La notizia, pubblicata dai quotidiani, ha suscitato l’indignazione di molti parlamentari.
Roberto Giachetti (Dl) ha chiesto al leader di AN di condannare il suo senatore.
Anche il senatore verde Tommaso Pellegrino ha chiamato in causa Fini, ma anche il presidente del Senato Franco Marini, a cui chiede di prendere “i dovuti provvedimenti di censura”.
E il capogruppo del PRC al Senato, Giovanni Russo Spena, ha chiesto la censura da parte di AN e dell’intera Cdl.
Numerosi voci si sono levate dai colleghi senatori di Selva.
Diversi di essi, come Massimo Villone (SD), hanno sottolineato che atteggiamenti del genere “confermano che quella della politica è diventata ormai una ‘casta’ a tutti gli effetti”.
Mentre da un parlamentare della Repubblica, ha rimarcato il leghista Roberto Calderoli, “dovrebbe invece arrivare il buon esempio”.
“Selva si scusi pubblicamente in aula”, hanno chiesto cinque senatori dell’Unione, Francesco Ferrante e Andrea Ranieri (Ulivo), Loredana De Petris (Verdi), Nuccio Iovene (SD), Tommaso Sodano (PRC).
Impietoso Piergiorgio Stiffoni (Lega): “A 65 anni bisognerebbe andare in pensione”.
E il verde Angelo Bonelli ha chiesto alla magistratura di aprire un’inchiesta.
A fronte dell’imbarazzato silenzio di AN, una voce in difesa di Selva si é levata dalle file di FI. Quella di Francesco Giro che ha assicurato: “Gustavo Selva è un uomo integerrimo e se i fatti si sono svolti come ci vengono riferiti dalla stampa chiederà senz’altro scusa”.
In serata, il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha annunciato una denuncia alla procura della Repubblica di Roma, se sarà confermata la vicenda che ha coinvolto il senatore Selva: “Ho già chiesto al direttore dell’Ares 118, Vitaliano De Salazar - ha detto Marrazzo - una relazione dettagliata sull’episodio che attendo per domani mattina”.
De Salazar, dal canto suo, ha assicurato che “domani mattina, ha convocato i responsabili di tutti i servizi coinvolti, al fine di stilare una dettagliata relazione al Presidente Marrazzo per le azioni doverose ed opportune” e si è detto “amareggiato per quanto è accaduto”.
Come si fa a perseguire Selva per la sua furbata da parassita?
Dopotutto, non è stato perseguito il senatore a vita Emilio Colombo, che ha mandato la sua scorta di Fiamme Gialle a comprargli la cocaina per uso personale, facendo loro commettere un reato.
Non gli è stato chiesto di dimettersi per palese indegnità da una carica a cui non è stato eletto ma che viene conferita, in teoria, a personalità degne.
Questa è la nostra classe “politica”.
Ce la meritiamo.
Maurizio Blondet
11/06/2007 17.00 Considerazioni
Carissimo Direttore,
riguardo alla visita del presidente Bush, devo dire che non mi sorprende più il clima che si forma ogni volta che quest’uomo mette piede in Italia, con tutti i cretini rifondaroli, verdi e comunisti che si accaparrano un posto in prima fila per contestare e poi rifinanziano le missioni; e nemmeno tutti i giovani ideologizzati senza un pensiero proprio che manifestano.
Tuttavia una cosa mi ha turbato, e cioè la visita preparata con tutti onori in Vaticano, per l’incontro tra Bush e Sua Santità Benedetto XVI poi svoltosi in un clima di grande amicizia, oserei dire ecumenico per restare in tema conciliare.
Ma dove sono gli anatemi contro la guerra che ha già ucciso migliaia di bimbi in Afganistan, Iraq e soprattutto in Palestina?
Dimenticavo, siamo conciliari, ecumenisti ora va tanto di moda il “volemose bene”.
Avrei potuto capire un Papa che riceve Bush, il quale addolorato per i danni commessi volesse chiedere perdono confessandosi per lavarsi delle nefandezze compiute; invece niente, Benedetto XVI è contento per i miliardi stanziati all’Africa per l’AIDS non sapendo che quei soldi insanguinati lavati col sangue dei bambini iracheni e afgani finirà nelle tasche delle multinazionali che vendono medicinali per alleviare le sofferenze ai malati.
Giulio II diceva: “Io non mi rimarrò fino a che non vi abbia fatti umili, e tutti pescatori siccome foste”.
Ma dimenticavo che il Sommo Pontefice ha Kissinger come consigliere di politica estera quindi non posso pretendere di più.
Ci hanno detto che l’ecumenismo e il Concilio sono stati una primavera, dove stanno i fiori di questa stagione?
Monsignor Lefebvre (sarà sempre troppo tardi quando lo riconosceranno santo) ha triplicato i cattolici nel Gabon senza ricorrere ad ecumenismi conditi con eresie.
Visto che siamo nell’apostasia e nel relativismo trionfante, mi chiedo: quando tornerà un Santo Padre che non sarà mai dimentico del comandamento “Non avrai altro Dio all’infuori di Me”?
Con la stima di sempre
Carlo R.
11/06/2007 15.00 Tremonti
La Sua affermazione nei confronti di Tremonti mi ha stupito e deluso.
Io parlo a livello terra-terra e una lunga esperienza di vita mi ha
confermato che le impressioni terra-terra vanno rispettate.
Forse Lei non ha tempo da perdere per guardare la TV.
Io ho visto spesso trasmissioni con Tremonti quale protagonista e ho sempre
ricavato l’impressione di un una persona miserevole, e abbastanza ridicola.
Non mi interessano gli altri aspetti e non darei mai il mio appoggio, sotto
nessuna forma, a una persona che si comporta in maniera così miserevole
durante un dibattito e nei confronti degli altri.
Cordialmente.
Maurizio Donatini
11/06/2007 13.30 Non credo ai miei occhi
Caro Blondet,
scusa, ma leggo da un tuo scritto del 6 giugno scorso (Massoneria: grandi manovre): “Nell’inchiesta spunta anche l’Opus Dei, interessata, a quanto pare, all’affare della costruzione del porto di Genova”.
Sono esterefatto.
Ma come fai a scrivere queste cose?
Lo sai cos'è l’Opus Dei?
Penso che dovresti onestamente rettificare.
Un caro saluto
Antonio Chierichetti
RISPOSTA
Sono andato a rileggermi, perché anch’io non credevo ai miei occhi. Conosco e stimo l’Opus, come ho potuto scrivere una cosa del genere?
Infatti non l’ho scritta.
Ho riportato una citazione altrui.
Maurizio Blondet
11/06/2007 11.30 Per Visco, i marginali sono evasori
Caro Maurizio Blondet,
leggo con attenzione, ma non tutti, i suoi editoriali e li trovo molto stimolanti e preziosi, specialmente per la ricchezza delle citazioni; mi permetto di fare alcune considerazioni sull’articolo “Per Visco, i marginali sono evasori”.
Lei cita esempi certamente di grande impatto come la signora che fa ceramiche per arrotondare la pensione, lasciando intendere al lettore che con i nuovi studi di settore sia iniziato un periodo di persecuzione verso gli artigiani e i professionisti.
Quello che invece appare in tutta la sua evidenza è che le grandi evasioni fiscali sono sempre sotto gli occhi di tutti.
Per esempio visto che si avvicina l’estate, basta andare in qualche grande villaggio turistico per vedere che le ricevute fiscali sono un chimera e qui si
tratta di soggiorni del valore di migliaia di euro.
Allora non chiediamoci dove sono gli studi di settore, ma chiediamoci dove sono gli organi preposti al controllo; possibile che tra le migliaia di clienti non ci sia un finanziere, un poliziotto, un giudice, un carabiniere…?
Potrei fare infiniti altri esempi, ma non servirebbero.
Un compagno di scuola ripeteva spesso una frase: io sono sempre lo stesso; quando studio, quando mi diverto, quando vado al cinema ed anche quando vado al ... ‘cesso’.
Sembrerebbe invece che il proprio compito nella società per qualcuno dipenda solamente dalla maglia che al momento indossa.
Naturalmente ci sono tantissimi lavoratori che operano e sono fieri del loro mestiere, ma al momento sono tutti in ufficio... diamogli la possibilità di uscire!
Lettera firmata
RISPOSTA
Primo: i marginali esistono, sono decine di migliaia, e sono ovviamente “autonomi”.
Sono benemeriti almeno in questo: che con le loro occupazioni marginali non pesano sulla previdenza sociale, al cui carico ben presto si metteranno.
I villaggi turisici evadono?
La GdF vada là a vedere.
Invece Visco in realtà non cerca gli evasori (cosa difficile), ma tartassa quelli che sono disposti a pagare, i già noti.
Sul come sono stati concepiti gli studi di settore- in senso autoritario - tutte le organizzazioni autonome hanno elevato proteste durissime, una mezza rivolta.
I giornali non ne hanno dato notizia, tranne 24 Ore.
Ma il problema è reale.
Maurizio Blondet
11/06/2007 09.00 Studi di settore
Caro direttore,
alle sette di sera del sabato sono inchiodato nel mio studio cercando la congruità e la coerenza dei miei clienti.
E sì sono purtroppo un commercialista (pertanto evasore io stesso e complice in reati fiscali) che, alle prese con i meccanismi perversi e barocco-burocratici del fisco italiota, vorrebbe sottolineare un aspetto che forse è meno evidente ma sicuramente più incisivo (almeno per le tasche) di ciò che avviene per il contribuente “non congruo”.
L’ultima finanziari ed il duo Bersani/Visco ha previsto che a chi non è “congruo” (anche solo per un anno) siano accertate in automatico le maggiori imposte, IVA sanzioni, etc.
E questo primo passo per il fisco è facilissimo dal momento che le dichiarazioni fiscali sono tutte trasmesse on line, in pratica ci autodenunciamo ed il fisco non deve fare altro che elaborare i dati che gli abbiamo inviato.
Arrivato l’accertamento si potrebbe in teoria andare a discuterne con la competente Agenzia delle entrate portando delle “prove” a sostegno del mancato ed ipotetico guadagno ma... l’Agenzia non ha alcun interesse ad annullare l’accertamento in quanto: A) fa media statistica del recuperato ed i vari “team” (sic) dell’Agenzia sono giudicati in base alla produttività, B) esiste una percentuale (2%) che viene ridistribuita all’interno dell’Agenzia quale “bonus”.
Con queste condizioni il contribuente si vede al massimo proporre uno sconticino su quanto accertato (15%-20%).
Con questa prassi, ancorchè non scritta, il primo elemento di difesa, pur previsto dalla legge, è assolutamente inutile ed a volte sfiora il ridicolo, come quando ci si sente dire da funzionari senza funzione : “si lei ha ragione, la capisco, ma faccia ricorso”.
E siamo arrivati al terzo punto; il ricorso in commissione tributaria.
Altri costi per il contribuente, tempistiche mai chiare e definite, ma soprattutto la spada di Damocle che l’accertamento si tramuti in cartella esattoriale il cui terzo venga iscritto a ruolo in attesa di giudizio con tutte le conseguenze che il duo Bersani/Visco ha volutamente amplificato (basta pensare all’allargamento dei poteri delle Esattorie o ex esattorie).
Bisogna poi sperare che il giudice tributario oltre ad essere competente della materia sia comunque imparziale (o dovrà forse rendere conto a chi lo ha fatto nominare giudice? Ma questa è un mio pensar male); dico questo perchè ultimamente si sono avute alcune sentenze in materia che si sono discostate da una giurisprudenza fondamentalmente abbastanza tutelante per il contribuente.
Come le slot machine dei bar è questo un gioco in cui il contribuente perde sempre, tempo, soldi ed incertezza ed in cui lo Stato che fa il “banco” non rischia nulla, come non rischiano nulla quei funzionari ignavi e parassiti incapaci di dare un significato al loro ruolo.
Lettera firmata
10/06/2007 09.00 Cucù al popolo italiano!!!
I questori della Camera e del Senato in solenne seduta congiunta hanno stabilito che il massimo che potranno fare per ridurre il costo della politica non è la diminuzione degli emolumenti ai parlamentari (i più alti del mondo) ma la soppressione della cyclette e della sauna.
Per compensare gli onorevoli di tanto sacrificio accetteranno la petizione di Buttiglione: avranno il gelato durante le sedute!!!
Naturalmente questo vuol dire che il costo generale della politica non solo non diminuirà ma, rinfrancati per lo scampato pericolo, aumenterà ancora...
Ci sarà sempre un Questore (esistono anche nelle Assemblee Regionali) che certificherà la loro legittimità!!!
Pietro A.
RISPOSTA
Per di più, come mi segnala l’amico Massimo Martelli, Buttiglione ha preteso che nella buvette ci siano i gelati.
Sennò i senatori soffrono.
Si noti che al ristorante parlamentare, servono succulente lasagne.
Il fornitore (che ho avuto modo di conoscere) viene pagato 1,30 euro a porzione.
Risparmiano su di lui.
Maurizio Blondet
09/06/2007 19.00 Tremonti e i suoi lettori
Buongiorno,
mi chiamo Oscar G. ed abito nella provincia di Torino (per correttezza nei suoi confronti mi sono presentato, ma non avendo manie di protagonismo, nell’utopico caso in cui prendesse spunto e volendomi evitare ulteriori problematiche, l’anonimato mi si “cuce addosso” perfettamente).
Seguo assiduamente e da parecchio tempo i suoi articoli sul sito Effediffe.
Traggo utili e inedite informazioni diversamente difficili da reperire.
Per questo la ringrazio.
Saltuariamente mi diletto ad inviare alla mia minuscola list i link dei suoi articoli.
Occasionalmente succede che ne nasca una discussione, più o meno appassionante.
Con riferimento all'articolo “Su Tremonti e i lettori” ho chiesto un parere ad un mio amico e cliente con lunga esperienza nel campo della politica, il quale in tal modo mi risponde:
"Penso che dovresti scrivere al Blondet dicendo che esistono uomini capaci, con la passione per la politica, con esperienza maturata partendo dal basso, con la mente proiettata al domani, con idee innovative, con progetti pilota innovativi e realizzati, consapevoli che senza essere arcangeli si possa trasformare lo Stato italiano, convinti che occorra riscoprire il fondamentale ruolo di magistero della politica dettando le regole ai poteri forti e non ubbidendo semplicemente e mestamente agli stessi, speranzosi che il cambiamento sia anche generazionale (più in termini di cervello che di età anagrafica dello stesso)...
Il Blondet sarebbe pronto ad ascoltarLi?
Darebbe spazio a questi sconosciuti che pensano oggi l’Italia di domani?"
Ne consegue, signor Blondet, che, per una questione di coerenza, non potevo sottrarmi dall’adempiere a tale richiesta.
Nel ringraziarla per il prezioso tempo dedicato alla lettura della presente le auguro buon lavoro e buon proseguimento.
Oscar G.
RISPOSTA
Sentiamoli, questi sconosciuti che pensano l’Italia di domani, volentieri.
Ma il problema sta proprio lì: sono sconosciuti.
Anch’io ho le idee di Tremonti (più o meno) e sono sconosciuto.
Tremonti è conosciuto ed i buona posizione per ereditare l’elettorato di Berlusconi e Bossi, o buona parte.
In politica, è questo che conta.
E’ tanto difficile capirlo?
Maurizio Blondet
09/06/2007 17.30 Pensare in proprio
Egregio Direttore,
leggo stamattina la sua nota “su Tremonti e i lettori” ed effettivamente non posso che darle ragione, riguardo a quello che dice del suo rapporto con i lettori.
Anche io sono caduto nella tendenza che hanno tutti a chiederle un parere riguardo ad un argomento, quasi come si chiede ad un esperto tuttologo, di quelli che oggi parlano in televisione di ogni argomento senza conoscerne approfonditamente nemmeno uno.
Per la cronaca Le parlai del suicidio come argomento scomodo, prendendo a pretesto un film che avevo appena visto (“Il Ponte”), allargando il discorso sulla solidarietà nelle società moderne occidentali.
Penso che sia proprio questo il punto, ovvero che tutti noi siamo portati a “risparmiare la fatica” di leggere e lavorare per farsi un pensiero proprio, e preferiamo quindi comprare le idee degli altri cosi come ci vengono proposte.
Un po’ questa cosa la vivo anche personalmente sul lavoro, visto che occupo una posizione per la quale si viene da me a chiedere una soluzione pronto uso per ogni genere di problemi, dal più irrilevante al più irrisolvibile.
Da parte mia posso dirle che mi basta sapere che c è una persona che si impegna liberamente per fornirmi delle informazioni che possono essere più o meno valide, ma sicuramente hanno il pregio di essere utili per qualsiasi confronto con le mie idee.
In sostanza se c è una voce libera, va sempre incoraggiata.
Per quanto possa valere la mia solidarietà, le dico che apprezzo comunque il suo lavoro.
Saluti.
Gilberto
09/06/2007 16.30 Che fanno con l’oro?
Veda lei: oggi i mercati di borsa, tutti in ribasso, e le valute, dollaro americano, australiano e neozelandese su; qualcosa sta succedendo, e nè giornali tradizionali, nè la Reuters né Bloomberg ci hanno accennato niente.
Mai come oggi, non c’e nessun accesso nella vera informazione; in un mondo inflazionista da media, mai siamo cosi disinformati.
Dal “forse lei ha ragione”, sono passato al “sicuramente lei ha ragione”.
Siamo alle porte di una crisi finanziaria globale.
Distinti saluti
JM Casanovas (Barcellona)
09/06/2007 15.00 Lapo in sinagoga
Caro Direttore,
interessante pezzullo di Alessandra Farkas, la solidarietà di “razza” affiora neppure dissimulata.
Saluti
P.Tosatti
New York - La sua nuova linea di occhiali da sole “Italia Independent” tutta esaurita da Barneys in poche ore.
Una megafesta in suo onore - col premio Nobel Elie Wiesel e la figlia di Al Gore, Karenna - organizzata a New York da Anna Wintour, che gli ha dedicato ben 20 pagine sull’ultimo numero di Vogue, da lei diretto.
E le TV di mezzo mondo che fanno a gara per intervistarlo.
- In altre parole: Lapo Elkann superstar a New York.
“Questa dopotutto è la città dove sono nato, dove ho lavorato come assistente di Henry Kissinger e dove ho ritrovato me stesso, dopo la crisi.
In America mi rigenero e vivo come voglio vivere, lontano dall’invidia che consuma ogni aspetto della vita e del lavoro in Italia”.
- Che rapporto ha con suo padre?
“Ottimo. E’stato un padre molto presente, che mi ha sempre dato e aiutato, senza giudicare. Gli voglio un bene dell’anima. Come d’altronde a mio fratello, mia sorella e mia nonna. Persone straordinarie cui mi sento vicinissimo”.
- E sua madre Margherita Agnelli?
“Non la vedo e non la sento mai. La mia fortuna nella vita è di aver sempre cercato di costruire Lapo, chiedendo consigli alle persone che rispettavo e stimavo. Purtroppo lei non fa parte del gruppo. Nella mia vita non c’è posto e spazio per lei. Forse non sono parole eleganti ma è la realtà”.
- In un’intervista però sua madre ha incolpato la Fiat, che le avrebbe “sottratto i figli”, fagocitati dalla macchina aziendale, privandola della possibilità di essere madre.
“Basta col vittimismo. Se uno ne ha voglia, può creare dei rapporti belli, sani e costruttivi. Basta volerlo. Per questo oggi mi sento di dire che il rapporto con persone come lei non lo voglio. Le cattiverie non le voglio nel mio giardino, la zizzania non la voglio in casa mia. L’invidia la lascio fuori dalla porta. Chi prova a portare energia negativa o a fare del male alle persone che amo per C’è chi sostiene che la depressione sia nel Dna degli Agnelli.
”Non ci credo. La verità è che siamo gente estremamente fortunata e privilegiata perché possiamo fare ciò che vogliamo, mentre il 99% della gente del pianeta non può. Penso che dovremmo ringraziare Dio, altroché depressione”.
- Lei crede in Dio?
“Credo nell’aldilà e in qualcosa di più grande di me. La Chiesa cattolica ha dato tanto all’Italia ma adesso rallenta la competitività, interferendo nella politica. Le coppie dovrebbero essere libere di scegliere come meglio credono. La libertà è essenziale e se qualcuno vuole stare con un uomo piuttosto che una donna sono affari suoi, non della Chiesa”.
- Dopo le sue disavventure torinesi qualcuno ha affermato che lei è gay.
“Lascio che dicano. Nel bene e nel male mi sono divertito un sacco. Più donne avevo - tante, anche se tutte relazioni leggere - e più suscitavo invidia. Ho dato fastidio a chi poi ha voluto alimentare certe storie. Persone che oggi occupano importanti poltrone”.
- Il suo tipo di donna preferita?
“Mi piacciono molto le israeliane. Tra le italiane preferisco quelle del Sud, perché la loro miscela è più stimolante”.
- Pensa mai a Martina Stella?
“Con lei sono stato felice e mi ha lasciato bellissimi ricordi. Oggi c’è un’altra donna, un’italiana che mi piace molto e con cui potrei costruire una famiglia e un futuro. Non voglio dire altro”.
- Cosa pensa del femminismo?
“Penso che in Italia siamo anni indietro e sarebbe ora di svegliarci e di dare le stesse opportunità alle donne. L’uguaglianza si vede dai fatti, non dalle parole”.
-Perché la Fiat non dà il buon esempio?
“Non voglio difendere la Fiat ma nel settore metalmeccanico c’è una forte carenza femminile. E’ un peccato perché le donne sono molto più attente al dettaglio. Nel mio business ne ho tante”.
“Non ci sono le premesse per rientrare perché nella vita voglio essere coerente, onesto e sincero. Per raggiungere certe poltrone dovrei attenermi a giochi che non mi piacciono e giocare con persone che non amo”.
- Le manca suo nonno?
“Per me non è mai morto. Indosso i suoi abiti per un motivo affettivo, per sentirlo vicino. Il suo funerale è stato uno dei giorni più difficili della mia vita. In quel periodo la Fiat andava malissimo e tutti ci sparavano addosso perché è facile attaccare chi già zoppica”.
- Ha mai avuto problemi di identità?
“No. Mi sento più italiano che francese e più ebreo che cattolico. Ho un rapporto strettissimo col mondo ebraico di cui amo la forza, l’unione e il gioco di squadra che manca ai cattolici e agli italiani. Sono orgoglioso che mio nonno paterno era presidente della comunità ebraica di Francia e mi portava spesso in sinagoga”.
- Cosa rifarebbe, nello stesso identico modo, se potesse tornare indietro?
“Sono contento d’aver lavorato per due mesi in fabbrica, a 18 anni, come Lapo Rossi, in incognita a Pontedera. Perché ho capito che nessuno può pretendere di spiegare cosa vuol dire portare avanti una famiglia con quel magro stipendio, dovendo ogni giorno fare lo stesso movimento in linea di montaggio per tutta la vita. E rifarei il servizio militare. Che mi ha fatto conoscere il Paese a 360 gradi, dal cameriere al muratore, dal laziale allo juventino, scoprendo un sacco di amici”.
- Ama più la destra o la sinistra?
“In Italia nessuna delle due. Qui scelgo Barack Obama, il più nuovo e più interessante di tutti. E subito dopo Hillary Clinton, che secondo me ha un cervello superiore a quello del marito”.
- In un’intervista al New York Times lei ha accusato Luciano Moggi di essere stato il regista della sua overdose.
“A dire il vero facevo altri nomi. Penso che Moggi sia solo un capro espiatorio. In Italia si usa pugnalare una sola persona per lasciare intatto il marciume generalizzato. Vedi Vallettopoli e scandalo del doping”.
- Cosa ricorda di quella sera?
“Non voglio parlare del passato. Mi hanno offerto di scrivere un memoir ma non lo farò mai perché non ho l’egocentrismo di voler rompere le scatole a tutti. C’è gente che scrive meglio di me, come mio padre”.
Alessandra Farkas
RISPOSTA
Grazie Lapo che ti senti “più ebreo che cattolico”: ci hai tranquillizzato.
Resta lì, è il tuo posto.
Maurizio Blondet
09/06/2007 13.00 Cancro e peccato
Vorrei ricordare il pensiero del dottor Hamer, di cui avete già parlato, il quale sostiene che il cancro e tutte le malattie onco-equivalenti hanno origine nei conflitti, acuti, improvvisi, vissuti in stato di isolamento.
La chemioterapia, sempre secondo Hamer, impedisce, oltre alle note tossicità di cui è portatrice, il lavoro che l’organismo svolge per combattere il suddetto conflitto proprio attraverso il mezzo chiamato cancro.
Tranne in casi rari, per i quali bisogna intervenire chirurgicamente per eliminare strozzature pericolose per la sopravvivenza, il cancro non va toccato, e bisogna lasciar fare alla natura che nel 98% dei casi, se il conflitto viene risolto e quindi non ci saranno recidive, farà regredire o incistare il suddetto.
Ricordo che le multinazionali del farmaco e quindi anche delle chemio sono nelle mani di note famiglie le quali si guarderebbero bene dall’usare per sè tali “terapie” e che, come accusa Hamer, conoscono molto bene la Medicina Germanica di Hamer e la utilizzano in segreto; addirittura nei loro ospedali usano due protocolli, quello di Hamer per i connazionali, e le chemio per gli stranieri, uccidendoli nel 97-98% dei casi.
Queste accuse, che Hamer documenta nei suoi libri, gli hanno procurato persecuzioni dovunque vada.
Voglio aggiungere una mia riflessione: il conflitto, lo stress somigliano molto, a ben riflettere, allo stato d’animo del peccatore, il quale non sta in pace con se stesso, oltre che con il suo Creatore.
Nella Genesi il peccato ha prodotto la degenerazione dell’uomo, che prima del peccato era sano e felice.
Guarda caso, dai Vangeli non sembra che Gesù uomo abbia mai sofferto di malattie, forse perchè era senza peccato?
Neanche la Madonna, senza peccato, sembra si sia mai ammalata.
Ne consegue che, a rigor di logica l’uomo tanto più fa la volontà di Dio, più è sano nel corpo e nello spirito.
I Comandamenti, pertanto sono le vie per essere felici e sani, altro che precetti sorpassati.
Sono le regole che portano al massimo risultato possibile, la felicità eterna.
Spesso il grande medico santo san Giuseppe Moscati prescriveva sul foglio delle ricette come cura: “Confessione e Comunione”.
Un saluto affettuoso
Massimo C.
RISPOSTA
D’accordo con lei.
Ma la Vergine, senza peccato originale, aveva un ricostituente infallibile.
Maurizio Blondet
09/06/2007 11.00 Spettacolo blasfemo
Ho ricevuto questa mail e la inoltro:
Appello alla mobilitazione contro lo spettacolo blasfemo e anticristiano “Messiah Game” alla Biennale di Venezia.
Nell’ambito della programmazione della Biennale Danza è previsto per il 27 e 28 Giugno lo spettacolo blasfemo e anticristiano “Messiah Game” del coreografo tedesco Felix Ruckert.
”Messiah Game” propone una versione masochistica e orgiastica della Passione di Gesù Cristo, dall’Ultima Cena alla Crocifissione, letta in chiave autolesionistica e pornografica.
Un gravissimo attentato contro i milioni di cattolici italiani, ma soprattutto contro la divina Persona del Santissimo Salvatore.
Si veda la presentazione nel sito internet del coreografo: http://www.felixruckert.de/Messiah%20Game.html
La Lega Cattolica Antidiffamazione lancia un appello al cardinale patriarca di Venezia, ai sacerdoti, ai religiosi e a tutti i cattolici affinché sia immediatamente coordinata un’attività di protesta, di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di ricorso alla legge per impedire che ancora una volta si offenda e si oltraggi impunemente Nostro Signore Gesù Cristo, la cui Passione e Morte sono state il prezzo della nostra Redenzione.
La presidenza della Lega Cattolica Antidiffamazione chiede alle istituzioni pubbliche di stigmatizzare senza esitazione alcuna questo spettacolo blasfemo, ritirando ogni forma di sostegno, patrocinio e finanziamento alla Biennale Danza.
Per questo ti invitiamo a mandare lettere, email e fax di protesta al Comune, alla Regione e alla Biennale.
Facciamoci sentire!
Questa volta non si offendono solo i cattolici, ma si bestemmia il nostro Dio!
09/06/2007 09.00 Di Segni sul Messaggero
Dottor Blondet,
nel caso Le fosse sfuggito, riporto questo articolo: personalmente trovo l’atteggiamento di Di Segni molto ideologico o forse, visto ciò che è successo a Toaff, da rientro nei ranghi.
Buon lavoro.
Giancarlo da Padova
Il Messaggero, mercoledì 6 giugno, pagina 13, Di Segni: “Chiesa da sempre ostile alla nascita di Israele” (F. Gia.)
CITTA' DEL VATICANO
“Vorrei precisare una cosa: il Vaticano è stato ostile alla nascita dello Stato di Israele sin dalle origini.
Ci sono studi accurati che lo dimostrano.
Non era certo una novità del 1946”.
Il rabbino di Roma, Riccardo Di Segni, non nasconde amarezza per la lettura storica fornita dal cardinale Tarcisio Bertone a proposito delle origini della “leggenda nera” legata a Pacelli, il Pontefice della Seconda Guerra Mondiale, accusato di avere taciuto le persecuzioni del Reich contro gli ebrei.
Pio XII, finita la guerra, non spezzò una lancia a favore della fondazione di Israele?
“A me non risulta proprio. Esiste una ricca biografia che racconta per filo e per segno l’ostilità del Vaticano nei confronti dello Stato ebraico. Una ostilità che è venuta meno solo sotto Giovanni Paolo II quando, nel 1992, si arrivò al riconoscimento reciproco e all’allaccio delle relazioni diplomatiche”.
Ha fondamento la leggenda nera che tanto perseguita questo pontefice?
“C’è una leggenda nera, una realtà grigia e, accanto a questo, c’è pure il progetto della Chiesa a riabilitare un personaggio che è e resta controverso”.
Presto Papa Pacelli potrebbe diventare beato...
“La Chiesa ha tutti i diritti ad elevare agli altari chi ritiene più opportuno. Il problema semmai diventa nostro, perché se la Chiesa beatifica Pacelli non fa altro che indicare come modello di perfezione spirituale ai cristiani un personaggio controverso. Di fronte a una Chiesa che identifica come ideale spirituale un soggetto che ha avuto determinati comportamenti, noi ebrei possiamo, come conseguenza, anche decidere se e come dialogare”.
Eppure sono stati tantissimi i cattolici che hanno aiutato gli ebrei perseguitati, rischiando loro stessi la vita…
“Bisogna rispettare tutti coloro che eroicamente hanno aiutato gli ebrei nella Shoah e che l’hanno fatto in ossequio alla loro formazione cristiana. Accanto a questo non va assolutamente semplificata, con assoluzioni affrettate, una realtà tragica e complessa nella quale purtroppo molta parte della Chiesa ha avuto responsabilità perlomeno indirette”.
La beatificazione di Pio XII non aiuta i rapporti tra ebrei e cristiani...
“Di sicuro non facilita”.
RISPOSTA
La Chiesa ostile alla nascita di Israele?
E Israele è da due millenni ostile alla nascita della Chiesa.
Ecco il risultato di tendere la mano ai khazari: la mordono.
A questi rabbini uno Stato serio chiederebbe un giuramento di lealtà: Amato l’ha proposto per gli imam, dopotutto.
Ma non siamo uno Stato serio.
Siamo noachici, i servi-pastori del regno di Khazaria.
Gentile direttore,
Le scrivo per segnalarle un’anomalia riguardante la mancata pubblicazione sui circuiti nazionali della notizia di un caccia tornado caduto nel ferrarese ieri 06/06/07.
I piloti sono riusciti a lanciarsi ma il caccia ha sfiorato un supermercato, delle abitazioni civili ed una fabbrica.
Ho appreso la notizia da alcune persone del luogo che mi hanno detto anche che pezzi dell’aereo sono finiti in abitazioni civili.
La cosa strana è che a qualche centinaio di metri ci sono campi deserti in cui i piloti avrebbero potuto indirizzare il velivolo, quindi è lecito supporre si possa trattare di una seria ed improvvisa anomalia.
Se ne trova una traccia abbastanza flebile nel giornale locale la Nuova Ferrara, in cui si parla tra l’altro di strage evitata grazie alla bravura dei piloti.
Cosa ne pensa?
Con la consueta stima.
Andrea O.
RISPOSTA
Che vuole che ne pensi?
Siamo un Paese libero, dove non esiste la censura.
I media si censurano da sé, spontaneamente.
Maurizio Blondet
08/06/2007 17.30 Le meraviglie di Astaro
Caro Direttore,
questa mattina ho scoperto che Astaro, a seconda della versione installata, si appoggia a database diversi per categorizzare i siti.
E’ noto che la versione 6 usa l’OrangeFilter di Cobion, ma è ignoto cosa usi la versione 7.
E’ sufficiente fare un test su http://www.astaro.com/tool/urlreport e scopriamo che sino alla versione 6 www.effedieffe.com è un “uncategorized website”, in accordo con Cobion.
Ma dalla versione 7 “http://www.effedieffe.com is in our list and categorized as Politics”.
Meno male.
Tanta generosità è però contagiosa.
La Anti-Defamation League (www.adl.org) passa da “Non-Governmental Organizations” (come da copione Cobion) per le vecchie versioni a “http://www.adl.org is in our list and categorized as Philanthropic & Professional Orgs” per la versione 7.
L’allegato è un allarme di Amnesty sulla censura in internet, praticata da una trentina di stati dalla Cina alla Bielorussia.
E’ tutto vero.
Da noi la censura si pratica coi “filtri per salvare l’infanzia”, come sapete creati da imprese per lo più operanti dal felice regno di Khazaria.
Legga la missiva che seguirà.
Maurizio Blondet
08/06/2007 14.30 Tasse e lumbard
Egregio direttore,
faccio alcune doverose premesse:
a) Sono un ingegnere che lavora per un Ente Locale in terra di Brianza: in pratica sono il “parente povero” della folta schiera degli “Statali”.
b) Sono particolarmente sensibile al tema dei fannulloni di Stato: ha tremendamente ragione, sono numerosi e sono una vergogna di questa nostra Patria sgangherata.
c) Sono un meridionalista e sono fermamente convinto che il pesante degrado attuale, non solo quello in cui versa l’Italia Meridionale, parte da molto lontano.
Facciamo un esempio di una azienda lombarda: TELECOM ITALIA; tutti gli italiani pagano il canone, persino in Campania, Puglia, Calabria e via discorrendo.
Tuttavia mi risulta che tutta l’IVA venga versata in Lombardia...
Quindi, ritengo che i lombardi non siano dei coglioni: i coglioni sono il resto degli italiani!
Potrei continuare con altri esempi.
Quello che voglio dire è che le tasse le pagano TUTTI GLI ITALIANI consumatori di merci padane (o dovrei dire prodotte fuori dall’Italia da “onesti” imprenditori padani) anche se il gettito fiscale SEMBRA arrivare da poche aree geografiche dell’Italia del nord.
E’ un meccanismo abbastanza complesso ma ben spiegato in un bel libro dal titolo “COME TI FINANZIO IL NORD” di Gennaro Zona.
Mi risulta che questo prezioso lavoro sia stato presentato a Milano qualche anno fa.
Non voglio polemizzare con lei, la mia è solo una piccola precisazione.
Ho molta stima della sua cultura e delle sue idee.
La mia terra è afflitta da tanti problemi, sono quasi convinto che il degrado in cui versa sia irreversibile.
Tuttavia da quando vivo in Brianza ho capito tante cose e un po’ alla volta sto imparando a vedere i problemi sotto una luce diversa.
A volte riesco persino a sperare in un futuro migliore per la mia gente.
Vorrei essere uno statale “licenziabile” e vorrei che la “meritocrazia” non fosse solo lo strumento con cui i dirigenti “premiano” certi lavoretti di bocca delle segretarie sotto le scrivanie.
In un sistema che funziona avrei un trattamento economico più adeguato alla professionalità di un giovane ingegnere che si impegna molto e realizza tante cose per la comunità locale che gli paga lo stipendio.
Purtroppo sono inquadrato come un “tecnico disegnatore” di sesto livello (1000 euro al mese): in pratica lavoro grazie al titolo di geometra, perchè gli ingegneri spesso sono tagliati fuori dai bandi di concorso comunali: è come avere una banconota da 500 euro e non poterla spendere perchè di “taglio” troppo grosso.
La mia “stabilizzazione a tempo indeterminato” è avvenuta ad un caro prezzo egregio Direttore.
Ho progettato e realizzato per l’ente oltre 50 cantieri di pubblica illuminazione in cinque anni di lavoro a tempo indeterminato, ma il mio stipendio è uguale a quello della collega che incolla i francobolli all’Ufficio Protocollo (ad essere onesti percepisco il cosiddetto incentivo “Merloni” per le attività extra di progettazione e direzione lavori pubblici... cifre vergognosamente basse e ipertassate).
Vivo con la promessa di un “concorso interno” che mi darà, forse, un inquadramento più idoneo al lavoro che effettivamente svolgo per l’ente.
Ho scelto di lavorare per lo Stato anche perchè credo che una persona debba avere il diritto di avere una vita privata dopo 36 ore di impegno lavorativo settimanali: trascorrere qualche ora del proprio tempo libero a leggere Blondet o un buon libro e farsi una idea di come vanno le cose intorno a noi... e magari scoprire che nonostante tutto sono un “fortunato” in un oceano di brillanti giovani laureati precarizzati e schiavizzati a vita.
Forse non ho scelto, forse lavorare per lo Stato è stata una scelta obbligata, avviato ai concorsi pubblici da genitori “saggi” che vedevano un futuro nero per un laureato che, purtroppo, non ha avuto nemmeno il compiacimento di appendere un diploma di laurea “comprato” ma faticosamente conseguito tra mille difficoltà in una università di provincia.
Spero di riuscire a incontrarla a Milano in occasione di un prossimo incontro pubblico.
In fede
Dottor ingegner Nicola S.
08/06/2007 13.00 Napoleone e gli ebrei
Gradirei un suo commento su questo articolo che forse spiega la nascita del sionismo moderno... Ma è una storia che non conosco e per questo volevo sapere se lei ne sa di più.
Bicentenario del sinedrio napoleonico.
Convegno: “Napoleone e gli ebrei”
Quando nel 1796 le milizie francesi invasero l’Italia, il nostro Paese era diviso in staterelli nella maggior parte dei quali non esisteva nessuna libertà religiosa: per questo si può far risalire la prima emancipazione ebraica (e valdese) al 1797, quando Napoleone, portando con sé i venti della rivoluzione francese, abolì ogni differenza religiosa, garantendo così anche la libertà di culto.
L’anno successivo Bonaparte impegnato nella campagna d’Africa, abbandonò l’Italia che ricadde sotto il giogo dei reazionari e le violenze antiebraiche scoppiarono sia nei territori che avevano visto il dominio papale, sia in Piemonte e in Toscana, in particolare a Siena e a Pitigliano.
Nel 1800, però, Napoleone ritornò in Italia, annettendo successivamente al regno di Francia tutti i territori conquistati.
Per affrontare l’antigiudaismo dilagante e nel tentativo di riconoscere anche agli ebrei il diritto ad essere rappresentati, ma soprattutto per porre le istituzioni ebraiche sotto il proprio diretto controllo, convocò nel 1806 a Parigi un’assemblea di centoundici notabili di cui 13 piemontesi, 16 provenienti
dal resto d’Italia (fra cui alcune figure di spicco come ad esempio i rabbini Jacob Carmi che divenne poi vicepresidente del Sinedrio e Graziadio, Neppi (di Ferrara) e i rimanenti dalle altre parti dell’Impero.
Questa sua iniziativa non fu accolta da tutti con favore: alcuni ebrei non vollero riconoscere l’autorità dell’Imperatore nelle questioni che li riguardavano.
Ma l’opposizione più dura fu da parte dello zar Alessandro di Russia che definì Napoleone
l’“Anticristo e il nemico di Dio” e da parte della chiesa ortodossa di Mosca, unitamente a quella luterana di Prussia.
Le conclusioni dell’assemblea furono sottoposte al vaglio di un Sinedrio convocato a Parigi nel febbraio dell’anno successivo, formato da 71 membri per due terzi rabbini e un terzo laici.
Le delibere finali vennero poi trasposte in norme che, con decreto napoleonico del 17 marzo 1808, disciplinavano dettagliatamente la nuova organizzazione e sancivano l’ebraismo come terza religione ufficiale.
Si istituirono poi dei concistori locali, per ogni dipartimento o gruppo di dipartimenti che contasse duemila ebrei, ognuno formato da tre laici e due rabbini.
Per ricordare quanto avvenuto esattamente 200 anni fa, grazie il dottor Andrea Y. Lattes, l’università di Tel Aviv, la Società israeliana di ricerche napoleoniche e l’ambasciata francese hanno organizzato un simposio dal titolo: “Napoleone e gli ebrei” durante il quale eminenti studiosi e famosi letterati hanno preso oggi in esame i diversi aspetti di quel periodo: da quello storico a quello giuridico, passando per il letterario, il filosofico e tanto altro ancora.
A parlarne, oltre naturalmente l’ideatore, anche nomi illustri come il professor Shlomo Simonsohn, esperto di ebraismo italiano e fra i fondatori dell’Università di Tel Aviv, lo scrittore A. B. Yeoshua e la dottoressa Fania Oz Salzberger figlia dello scrittore Amos Oz.
Elena Lattes
RISPOSTA
Non vedo che commento potrei fare su un fatto storico notissimo (ne ha parlato anche Il Foglio), e notissimo a qualunque ebreo colto, perché segna una svolta capitale della loro presenza in Europa.
Se non questo: Napoleone chiese al sinedrio da lui radunato se gli ebrei erano disposti ad essere leali cittadini francesi, ossia (in pratica) a farsi tassare ed arruolare nei suoi eserciti.
Qui di seguito un passo da Wikipedia che fornisce altri particolari corretti:
“ …Le 30 mai 1806, l’empereur prend alors un décret prévoyant, dans son article 2, ‘qu’il sera formé au 15 juillet prochain, dans notre bonne ville de Paris, une assemblée d’individus professant la religion juive et habitant le territoire français’. L’assemblée juive réunit donc 95 députés nommés par les préfets au niveau des départements. Un décret du 10 juillet 1806 adjoint 16 représentants des Juifs du royaume d’Italie. Les délibérations ont duré pendant presqu’un an, du 6 juillet 1806 jusqu’au 6 avril 1807, sous la présidence du banquier Bordelais Abraham Furtado.
Les trois premiers points de débat sont relatifs au mariage et au divorce: un Juif peut-il épouser plusieurs femmes? Admettent-ils le divorce sans qu’il soit prononcé par les tribunaux? Les mariages mixtes sont-ils licites? Après de longues heures de discussions, il en ressort que les citoyens juifs doivent se soumettre au Code civil français de plus ‘ils doivent défendre la France jusqu’à la mort’. La mesure est votée à l'unanimité.
Il supprima par la suite les taxes spéciales imposées aux Juifs en Allemagne et il leur donna, pour la toute première fois, l’égalité civique et politique.
En ce qui concerne les mariages mixtes, les députés se divisent et les rabbins y sont opposés.
Quant à l’usure, elle est abandonnée sur le plan dogmatique mais non sur le terrain pratique. Napoléon imagine ressusciter le Grand Sanhédrin qui a conduit à la création du Consistoire Central des Israélites de l’Empire.
Il pensait qu’il faut transformer les principes qui se dégagent de ces discussions en véritables lois religieuses.
Cette création devait conduire à l’organisation administrative des Juifs de l’Empire, afin d’avoir un meilleur contrôle sur eux et surtout s’assurer leur soumission à l’Empereur et à la France.
Le 9 février 1807, la première séance a lieu. Elle comprend 45 rabbins et 26 laïcs. Le rabbin de Strasbourg, David Sintzheim la préside. Napoléon lui envoie ses instructions de Pologne.
Le Grand Sanhédrin doit organiser le culte juif, prévoir un tiers de mariages mixtes et, entre autres, fixer les conditions d’exercice du commerce. Cette assemblée ne réalise pas tous les souhaits de l'empereur mais elle accomplit l’essentiel de ce que l’on attendait d’elle. Le 7 mars 1807, la communauté juive remercie Napoléon: ‘Béni soit à jamais le Seigneur Dieu d’Israël, qui a placé sur le trône de France, un prince selon son cœur. Dieu a vu l’abaissement des descendants de l’antique Jacob et a choisi Napoléon le Grand pour être l’instrument de sa miséricorde. À l’ombre de son nom, la sécurité est rentrée dans nos cœurs et nous pouvons désormais bâtir, ensemencer, moissonner, cultiver les sciences humaines, appartenir à la grande famille de l'État, le servir et nous glorifier de ses nobles destinées’”.
“Le règlement du culte juif est publié le 17 mars 1808. Les Juifs y sont organisés du point de vue religieux en circonscriptions territoriales, dotées chacune d’un consistoire composé de Juifs laïcs. Ces consistoires doivent dresser la liste des Juifs étrangers, exhorter les Juifs à l’exercice des professions utiles, surveiller l’application du règlement du culte et faire connaître aux autorités le nombre de conscrits de la circonscription. Un consistoire centralisé est institué à Paris. À la différence des pasteurs et des prêtres, les rabbins ne sont pas rémunérés par l’État. Ils perçoivent une rémunération à partir des côtisations des fidèles.
Un décret, destiné ‘à la réforme sociale des Juifs’ et joint au règlement du culte, est proposé par le ministre de l’Intérieur, Champagny et trois commissaires impériaux. Elle porte sur une meilleure intégration de la communauté juive en France. La conscription pour joindre la Grande Armée, les mariages mixtes, et la limitation des taux d’usure y sont plus particulièrement visés. Grâce à ce nouveau décret, les plaintes diminuent considérablement contre les citoyens juifs.
Avec le décret de Bayonne du 28 juillet 1808, Napoléon oblige les citoyens juifs de France à avoir un nom de famille définitif et à le déclarer à la mairie. La législation de l’Empire complète l'œuvre de la Révolution française en accélérant considérablement l’assimilation des Juifs, Napoléon leur donne une place dans la société. Elles placent d’ailleurs le judaïsme sur le même plan que les religions catholique et protestante.
La volonté de l’Empire était alors véritablement d’assimiler les Juifs à la communauté française. Le 29 novembre 1806, il écrit à Champagny alors ministre de l’intérieu: ‘Lorsqu’on exigera qu’une partie de la jeunesse aille dans les armées, ils cesseront d’avoir des intérêts et des sentiments juifs; ils prendront des intérêts et des sentiments français’. Il demanda alors au Grand Sanhédrin de contraindre les conscrits juifs à rejoindre la grande armée.
Alors à Sainte-Hélène, Napoléon confie au baron Gourgaud ‘y avait beaucoup de Juifs dans les pays sur lesquels je régnais; j’espérais, en les rendant libres, et en leur donnant des droits égaux à ceux des catholiques et des protestants, les rendre bons citoyens, et les forcer à renoncer à l’usure, et à se conduire comme le reste de la communauté. Je crois que j'aurais fini par réussir. [...] Outre cela, j’aurais attiré une grande richesse en France, parce que les Juifs sont très nombreux, et qu’ils se seraient empressés de venir en foule dans un pays où ils auraient joui des privilèges bien supérieurs à ceux que leur accordent les autres gouvernements”.
Napoléon et un État juif en Palestine?
“Pendant le siège de Saint-Jean d’Acre en 1799, Napoléon avait préparé une proclamation dans laquelle il fondait un État juif en Palestine, mais il ne la publia pas. Le siège d’ailleurs fut un échec et le plan ne fut jamais mis en œuvre. Quelques historiens, dont Nathan Schur dans Napoleon and the Holy Land, croient que cette proclamation était uniquement destinée à la propagande et que Napoléon n’envisageait pas sérieusement la création d’un État juif”.
Les réactions des puissances étrangères
“Le premier à s’élever contre ce projet de Grand Sanhédrin est le tsar de Russie Alexandre Ier, Il dénonce violemment la liberté accordée aux Juifs et il ira jusqu’à demander à l’Église orthodoxe de protester avec la plus grande énergie contre le projet de Napoléon. Il désigne l’Empereur comme ‘l’Antéchrist et l’ennemi de Dieu’.
Le Saint Synode de Moscou proclame: ‘Dans le but de détruire les bases des églises de la chrétienté, l’Empereur des Français a invité dans sa capitale toutes les synagogues judaïques et il a le projet de fonder un nouveau Sanhédrin hébreu. Qui est le même tribunal qui osa jadis condamner à la croix le Seigneur Jésus’.
En Autriche, l’irritation est très grande; en Prusse, l’église luthérienne est très hostile et en Italie, les réactions sont bien moins virulentes mais restent globalement défavorables. La réaction de Londres est quant à elle sans équivoque: ‘Nous repoussons la politique et la doctrine d’une telle Assemblée’.
Le tsar de Russie a eu gain de cause et Napoléon accepta de signer, le 17 mars 1808, un décret restrictif qui limitait les libertés accordées aux Juifs en espérant que le tsar le soutiendrait dans sa guerre contre l’Angleterre. Mais au bout de trois mois, l’empereur annule le décret et plus de la moitié des départements rétablirent la liberté totale pour leurs citoyens juifs”.
Les Juifs en Europe.
“Tous les pays sous autorité française appliquèrent les réformes de Napoléon. Ainsi au Portugal, l’État permit aux Juifs une liberté totale et il leur permit d’ouvrir leurs synagogues qui étaient fermées depuis plus de 200 ans. En Italie, au Pays-Bas et en Allemagne, les Juifs ont pu pour la première fois participer en hommes libres à la société de leur pays respectif.
Après la défaite de Waterloo, le congrès de Vienne supprima dans toute l’Europe les lois napoléoniennes. Le Pape Pie VII fit rétablir les ghettos et imposa de nouveau le port de l’étoile jaune. Les Juifs retrouvèrent leur liberté en France à partir de 1830. Il faut aussi noter que les lois de 1808 rétablies en 1830, sont toujours en vigueur aujourd’hui en France”.
Maurizio Blondet
06/06/2007 19.30 "Spero moriate presto"
Direttore,
capisco la sua onestà morale nel pubblicare anche le lettere “sconvenienti”, ma la lettera “spero moriate presto” è davvero ripugnante.
Mi rattrista così tanto vedere persone tanto accecate dall’odio più irrazionale. persone così soggiogate e indottrinate al punto da diventare i peggiori carcerieri di se stessi.
Mi rattrista e mi fa sentire un po’ più vuoto.
Sarebbe facile accanirsi verso cotanta inutile bile con altra bile, sarebbe facile ma non certo utile;
combattere il fuoco con il fuoco, ahinoi, è alquanto inutile.
Mi dispiace direttore, mi dispiace che lei debba subire l’insulto e lo spregio perchè si schiera con il giusto.
Ne sono pieni i testi sacri, inutilmente.
Mi dispiace, tutto qui.
Tragga sostanza dal veleno.
Fabio
06/06/2007 18.30 Segnalazione
Dottor Blondet,
Le segnalo questo post su un blog neocon nostrano di tale Paolo di Lautreamont riguardo al boicottaggio di Israele da parte del UCU.
L’italiota in questione invita a sottoscrivere il contro-boicottaggio.
Buon lavoro.
Giancarlo da Padova
06/06/2007 16.30 Censura siti proibiti
Gentile direttore,
leggo quasi quotidianamente il suo sito, sempre fonte di interessanti punti di vista spesso da me condivisi.
Le scrivo riguardo alla censura preventiva che molti luoghi di lavoro esercitano sui siti come il suo, impedendo così a molti di arrivare a informazioni altrimenti di difficile reperibilità.
Anche nell’azienda in cui lavoro è in opera questa opera di censura verso sempre nuovi siti; a tale riguardo vorrei fare sapere ai suoi lettori che tale impedimento si può facilmente by-passare attraverso un software gratuito scaricabile dalla rete, uno dei tanti
http://download.html.it/software/vedi/2744/torpark/
Certo è un po’ lento, ma garantisco che funziona ed è privo di spyware, malaware e quant’altre malignità; non necessita di installazioni e si può usare anche partendo da un supporto USB.
Cordiali saluti Claudio S.
06/06/2007 15.00 Defreitas
Mi scuserà Direttore, ma questa storia è sempre più inverosimile.
Dal testo che segue, tratto dal Los Angeles Times http://www.latimes.com/news/nationworld/nation/la-na-jfkplot4jun04,0,251086.story?coll=la-home-center, si evince che il signor Defreitas non è altro che un povero pensionato di 63 anni dello scalo merci dell’aeroporto JFK (dove, presumibilmente, faceva il facchino) “con pochi soldi, scarsa istruzione, pochi amici e relazioni logore con la famiglia”.
WASHINGTON He had little money, a limited education, few friends and frayed relations
with his family.
By all appearances, Russell Defreitas was “a pretty sad character” at age 63, in the words of one law enforcement official...
Defreitas, a retired JFK cargo worker, allegedly made surveillance tapes of airport facilities.
Le nuove leve del terrorismo globale.
Con stima
A. B.
06/06/2007 14.00 Cooperazione… nell’evasione
Le cooperative sono, per loro costituzione, degli “enti” di evasione totale legalizzata; potrebbe scrivere qualcosa di aggiornato sulla dimensione della evasione e sulla - eventuale - crescita di tale volume di evasione negli ultimi 20 anni o giù di lì?
Giusto per scoprire che noi schiavi dobbiamo pagare aliquote faraoniche anche perchè questi soci
gentiluomini possano evadere, con la benedizione se non di Dio certamente dei boiardi del potere mafioso legalizzato, tutto l’evadibile?
Grazie
Dottor Massimo F.
RISPOSTA
Mi pare ne sappia di più lei.
Perché non ci manda qualche appunto?
Maurizio Blondet
06/06/2007 13.00 Putin “paranoico” per il TG
Ciao Maurizio,
ecco cosa ha avuto il coraggio di dire un TG1 delle 13,30.
In un ampio e dettagliato servizio (dettagli sciocchi, ovviamente) si è sviscerata la seguenti tesi di alta geopolitica: ”Putin fa tutta questa cagnara perché è un paranoico (testuale) e ha paura che i missili americani in Polonia servano a bombardare la Russia. Ha ha ha!!” (testuale anche l’ironia sghignazzante verso il povero scemo).
Non si fa menzione del fatto che, invece, servono a proteggere il Circolo Polare Artico da improbabilissimi missili in arrivo dall’Iran a 5000 chilometri e tre fusi orari di distanza.
Insomma, chi è il... paranoico?
Salutoni
Barbara
06/06/2007 11.00 Abdul Kadir
Egregio Direttore,
nel servizio dell'Associated Press riportato dall'International Herald Tribune http://www.iht.com/articles/ap/2007/06/03/news/CB-GEN-Trinidad-Terrorism-Plot.php?page=1 leggo le seguenti dichiarazioni della moglie di Abdul Kadir: “Kadir’s wife, Isha Kadir, told The Associated Press that her husband, a Shiite Muslim, is innocent. She said her husband flew from Guyana to Trinidad on Thursday on his way to Venezuela, where he planned to pick up a travel visa to attend an Islamic religious conference in Iran.
Kadir was arrested at Trinidad’s international airport on Friday after he had boarded a flight to Venezuela, Paul said”. ”We have no interest in blowing up anything in the U.S” Kadir’s wife said. “We have relatives in the U.S”.
Insomma, il Signor Abdul Kadir, anni 55, sposato con tre figli, mussulmano sciita, ingegnere civile, ex sindaco della cittadina di Linden, ex parlamentare dell’opposizione fino all’anno scorso, decide assieme ad altri di far saltare in aria l’aeroporto JFK, basandosi tra l’altro, sulle immagini fornite da Google Earth http://www.stabroeknews.com/index.pl/article_general_news?id=56521660
.
Da notare che se ne stava andando in Iran per una conferenza e che i suoi tre figli hanno studiato religione lì.
Gli ingredienti ci sono proprio tutti.
Spero di farle gradito omaggio fornendole i segretissimi numeri di telefono dell’ingegner Kadir ottenuti dalle segretissime Pagine Bianche della Guyana
http://www.gtt.co.gy/whitepages/.
A. B.
06/06/2007 09.00 Albanese replica
Gentile Signor
Blondet,
sono un studente albanese in Italia.
Sono un vostro lettore quotidiano.
Vi scrivo perchè non sono d’accordo su quello che è scritto in “Vladimiro contro Vladimir” su gli albanesi.
Lei e molto unilaterale nel dire che i serbi sono vittime degli albanesi , perchè non conosce da vicino la realtà balcanica.
In nazionalcomunismo serbo progettava da più di un secolo l’annientamento degli albanesi in quella regione.
Poi sui giochi “occulti” delle grandi potenze lei ha ragione pero anche la Russia è parte di questo gioco.
non so se ha visto oggi al TG5 il servizio sul sacerdote che, dopo aver detto messa, si trasforma in un emulo di Elvis Presley e va per locali a roteare il bacino a ritmo di rock’n roll.
Mi chiedo se non ci sia un collegamento tra la pedofilia di alcuni sacerdoti e simili carnevalate.
Non sono forse due risultati dello smarrimento del vero senso del sacerdozio e della sua dignità?
Esiti diversi per gravità, certo, ma comunque frutto di una deriva preoccupante.
Giustamente lei, Blondet, richiama il supremo compito del sacerdote, quello di elargire il Pane della Vita (che nemmeno la lordura dell’atto pedofilo può inficiare).
Ma se quando vado a prendere la comunione all’altare invece del sacerdote mi ritrovo il ragioniere in pensione del quarto piano che mi da l’ostia, cosa devo pensare?
Cordialmente,
F. U.
05/06/2007 19.00 Cultura pratica /2
Egregio Signor
Blondet!
Ho appena finito di leggere il Suo articolo sulla Cultura e culturume.
Se la dovrebbe prendere con Pietro Nenni che ha imposto la scuola media unica con l’abolizione degli avviamenti e scuole tecniche professionali e Amintore Fanfani che gli ha dato retta.
2. Col mezzo-ebreo don Lorenzo Milani, autore del libello LETTERA AD UNA PROFESSORESSA.
Con Lorenzo Milani qualche priore ha sciupato l’Acqua Battesimale e
poi gli ha rubato il funerale.
Quell’individuo è candidato alla Beatificazione.
Poi evitiamo di parlare dei vari Magistrali delle Suore; guai a toccarli.
Chi Le scrive nel 1950 ha iniziato nell’avviamento per arrivare nel 1962 alla laurea.
Le suggerisco di parlare dei guasti derivanti dalla abolizione di fatto dell’apprendistato artigiano.
La saluto.
Wolf Murmelstein
RISPOSTA
Stavolta sfonda una porta aperta, signor Murmelstein.
Dovremmo aggiungere alla lista degli assassini della scuola italiana (don Milani fra questi, sono d’accordo) un paio di “riformisti” democristiani di cui non ricordo il nome, Berlinguer, la Moratti. Ed ora Fioroni.
Maurizio Blondet
05/06/2007 18.30 Cultura pratica
Caro Maurizio,
una volta tanto la ringrazio esplicitamente.
Dovrei farlo molto spesso, ma lo faccio ora, in particolare per il suo splendido articolo CULTURA PRATICA.
E anche per le risposte a quei lettori che non “capiscono”.
E’ vero, molti non capiscono. eppure lei scrive in italiano!
I concetti non mi sembrano da carbonaio.
Manca dell’analisi logica?
Abbiamo solo schemi in testa, che ci impediscono un approccio aperto e dialettico con quanto viene da fuori di noi.
E’ questo che ci ha insegnato la scuola?
Non siamo più capaci di verificare o seguire nuove “eresie” (purchè “ragionevoli”).
Il più grande eretico fu Gesù stesso; tant’ è che ancor oggi non è accettato dal Mondo e da tanta Chiesa, e continua ad essere d’inciampo a qualsiasi umana costruzione intellettuale.
E infatti tanti lettori non capiscono.
Come quello che vede la classicità e Socrate come un cumulo di paganesimo satanico (e pedofilo, poteva mancare?).
Io ringrazio Dio per il mondo classico.
Nei suoi misteriosi pensieri è stato un dono immenso, che non a caso ha accettato immediatamente la Buona Novella e su di essa nacque l’Europa (non quella attuale, è ovvio).
Michele
05/06/2007 17.00 Khazari (e Toaff)
Egregio dottor
Blondet,
leggo nella posta dei lettori questo interessantissimo scambio di qualche giorno fa:
“02/06/2007 12.00
Khazari
Buongiorno signor Blondet,
chiedo scusa in anticipo ma nel suo articolo relativo a Zoellick nuovo presidente della Banca Mondiale parla di “Khazzaro”, che significa?
La ringrazio se me lo potrà spiegare.
Cordiali saluti
Massimo F.
RISPOSTA
Si tratta di un popolo turco-mongolo che nell’ottavo secolo dopo Cristo si convertì in massa all’ebraismo.
Il 75% per cento degli “ebrei” d’oggi sono discendenti dai khazari.
Sono gli attuali “askenaziti”, e non hanno sangue di Abramo nelle vene.
I veri ebrei, i sefarditi, sono culturalmente, economicamente e politicamente soggetti dei primi.
Maurizio Blondet”
Ebbene: ero a conoscenza della cosa (ai sefarditi aggiungerei pure altri, minuscoli, ceppi d’ebraismo sparsi per il mondo, come quelli babilonesi, quelli cosiddetti delle montagne, ecc).
Cito questo passo delle lettere dei lettori perché, reduce dalla lettura di Pasque di Sangue di Toaff figlio, mi sono detto che il “grande scandalo” che il libro ha provocato tra gli ebrei, costringendo l’autore a chiederne il ritiro dal commercio, è in realtà non tanto e non solo quello di aver ammesso almeno la possibilità teorica di omicidi rituali (solitamente negato per principio) quanto proprio quello di aver (indirettamente) puntato il dito sui Khazari/Ashkenaziti quali portatori di un ebraismo, che avendo potuto portare taluni a forse commettere delitti così mostruosi, è evidentemente deviato (satanico, aggiungo io).
Non vedo altra spiegazione per lo scandalo, altrimenti.
Per noi cattolici, scandaloso non è il libro, se non nel tono - spesso dileggiante quando non irrispettoso – dell’autore nei confronti della Chiesa e dei cristiani.
Ma nessuno, ovviamente, si è lamentato della cosa, anzi.
Un po’ perché un fratello maggiore può dire ciò che vuole su noi tapini fratelli di mezzo.
E poi perché, fondamentalmente, della cosa interessa proprio a pochi.
Non così, evidentemente, tra figli d’Abramo.
La canèa è stata effettivamente tanta.
Ma non per quello che il volgo può immaginare, a mio modesto avviso, quanto per il sotterraneo atto d’accusa che il libro contiene nei confronti dei “capi” dell’ebraismo mondiale.
Con i miei migliori saluti
Federico
05/06/2007 16.00 ASTARO
Salve,
da vostro affezionato lettore volevo segnalare che, in merito all’articolo sulla STASI al Comune di Milano, come sistemista di sicurezza e curatore della manutenzione di software della succitata azienda tedesca, nessun filtro automatico può bloccare di sua volontà un sito di news come il vostro a meno di 2 fattori: o si selezionano una serie di argomenti non navigabili, e come il vostro sito anche parecchi altri non lo saranno, oppure si indica ESPRESSAMENTE la non validità di un
indirizzo!
Ma questo lo può fare solo la persona designata...
Ottimo lavoro.
Cordialmente.
05/06/2007 15.00 Sul discorso tenuto da Draghi
Gentilissimo direttore
Blondet,
in riferimento all’articolo sul discorso tenuto da Draghi non viene evidenziato un fatto importante.
La Banca d’Italia è un ente pubblico partecipato da banchieri privati.
Questa è un’anomalia che non viene mai sottolineata.
Si afferma che la politica non possa e non debba intervenire negli interessi della Banca in questione.
La Banca d'Italia deve essere indipendente e non può subire alcuna ingerenza.
Nel frattempo il Dottor Draghi si permette di dettare le seguenti linee di politica al Governo italiano (ovviamente prono e disposto ad accettare gli ordini):
- aumento dell’età pensionabile
- taglio dello Stato sociale (si badi bene che non si chiede una riorganizzazione delle spese dello Stato e una riduzione degli sprechi evidenti... ma un taglio netto... una questione di puro costo economico).
Il Parlamento è costituito da apparati partitici autoreferenziali, onorevoli che spesso rappresentano soltanto se stessi.
Tuttavia questi onorevoli sono stati votati dagli italiani e sono questi a dover decidere le politiche economiche, non il Dottor Draghi.
Vorrei che in un suo futuro articolo parlasse del governo occulto delle banche, prendendo di nuovo in considerazione alcune tematiche che ha trattato nel suo libro “Schiavi delle banche”.
Prodi è legato al banchiere Bazoli, D’Alema al nuovo colosso bancario di Geronzi (che ha salvato i DS dalla bancarotta) e Profumo.
La nuova IRI di Prodi, cioè la cassa depositi e prestiti, è partecipata anche da capitale privato dei banchieri amici di Prodi.
Prodi, Tononi e Draghi provengono dalla Goldman Sachs.
E’ difficile parlare di questi argomenti al popolo della festa dell’Unità, a quei tanti vecchietti che votano DS o sinistra per partito preso.
E l’alternativa?
Berlusconi?
Un mafioso piduista che rappresenta il malcostume italiano?
Che di mestiere rincoglionisce gli italiani con le sue televisioni?
Un uomo di cui la CIA ha dei dossier di migliaia di pagine che potrebbe inviare alla magistratura per fargli ricevere una 30 ina di ergastoli e quindi ricattarlo in ogni modo?
Credo che i giovani italiani non siano soltanto quelli di cui lei parla nel suo ultimo libro “Selvaggi col telefonino”.
Credo ci siano giovani che vorrebbero fare molto ma non hanno la capacità organizzativa per farlo.
Altri (la maggioranza) sono stati educati dalla televisione a inseguire MAMMONA.
Cristo caccia i mercanti dal Tempio.
Le chiedo scusa per averLe fatto perdere tempo e per la mia lettera di sfogo.
Cordiali saluti
Riccardo L.
RISPOSTA
Allora ripetiamo tutti insieme “la Banca d’Italia è un ente pubblico posseduto da proprietari privati”.
Più precisamente, posseduto dalle banche di cui dovrebbe essere il controllore.
Le do ragione anche su Berlusconi.
Ha già comprovato cosa sa fare: niente.
Maurizio Blondet
05/06/2007 14.00 Sacerdote e tre diaconi iracheni uccisi
Dottor Blondet,
ancora religiosi uccisi in Iraq e naturalmente Bush è innocente, sono i musulmani che si sa uccidono i cristiani e quindi Bush ha ragione a mandare altre truppe ed allora ammazzeranno più cristiani e quindi sarà necessario mandare altre truppe etc., etc.
Due cose mi fanno particolarmente soffrire: la prima è che quando parlo con qualche catto-cristianista questo vede solo una persecuzione anti-cristiana e nessuna responsabilità “occidentale”, la seconda è che certamente è grave che si sopprimano delle vite, che la Chiesa sia colpita.
Ma oltre tutto è una Chiesa antica, particolare, che vive l’intimità con Gesù Cristo e la devozione a Maria in una maniera che ci testimonia una fede rimasta integra dalla secolarizzazione, dalla protestantizzazione portataci dal quell’ “Occidente” a cui i catto-cristianisti sono particolarmente devoti.
Buon lavoro
Giancarlo da Padova
RISPOSTA
Condivido la sua vergogna e la sua rabbia verso i cristianisti cattolici, complici dei genocidi in corso.
Ricordo che il compito meta-storico degli Stati Uniti è stato quello di distruggere e sradicare tutte le culture tradizionali, ossia basate sullo spirito, per sostituirle con il macchinismo sociale basato sull’economia.
Se questa non è “l’opera della Bestia”, non so cosa sia.
La Chiesa cattolica forse è calpestata perché è diventata sale insipido.
Maurizio Blondet
05/06/2007 12.00 neocoglions conspiracies
Egregio signor Blondet,
ho appena finito di vedere Report.
E’ un programma in onda ogni Domenica sera su Rai3.
Di che cosa si è parlato?
Di come alcuni “ambienti” molto vicini all’attuale amministrazione Bush sostengano le attuali nonché possibili future opposizioni a quelli che considerano dei “regimi dittatoriali”.
A chi mi riferisco?
A quelle ex repubbliche socialiste che circondano geograficamente l’attuale Russia.
Da chi sono sostenute e non solo finanziariamente?
Si sono fatti alcuni nomi come la Freedom House (di cui è stato intervistato il presidente), lo stesso senatore repubblicano Mc Cain, piuttosto che la ben nota Open Society di George Soros.
Ma un discorso a parte merita a mio avviso un certo Bruce Jackson.
A capo del “Progetto per le democrazie in transizione” ha anticipato, con la sua presenza, l’arrivo di George Bush quale ospite d’onore dell’attuale Presidente della Georgia.
Nettamente “filoamericano” (o meglio, “filoneocon”), Mikheil Saakashvili ha voluto far capire senza mezze misure il suo distacco dalla Russia affermando di non voler più alcuna delle loro basi militari.
E una certa “influenza” Bruce Jackson deve evidentemente averla, visto che lo stesso Saakashvili si è direttamente rivolto a lui come un vero e proprio maggiordomo chiedendogli se gli era piaciuto o meno quanto aveva appena proclamato.
Ottenendo ovviamente la sua piena approvazione.
Una mia banale riflessione: quanta ipocrisia si cela dentro chi pretende di dare lezioni di democrazia e libertà a chicchessia per poi dimostrare quello che è e vuole effettivamente provocare col proprio interventismo militare ieri in Afganistan, ora in Iraq e prima o poi forse anche in Iran.
E considerando anche i “brillanti risultati” ottenuti sinora, e, di cui sarà venuto sicuramente a conoscenza, quanta pia illusione prevale nell’animo di chi, anche in buona fede, vede in quel fantoccio di George il nuovo messia, la nuova speranza per riuscir a creare un movimento di massa contro il proprio stato “oppressore”.
Per che cosa?
Per aver “l’onore” di ospitare sul proprio territorio basi aeree o missili balistici altrui?
O di vivere meglio di quanto riesca tuttora grazie agli “enormi benefici” presunti tali del libero mercato?
No!
Non vorrei essere nei loro panni il giorno in cui si renderanno conto di essere solo uno strumento da parte di chi vuole usarli per quegli interessi di fondo che, anche attraverso la mia costante consultazione del sito www.effedieffe.com, ho la fortuna di ben comprenderne la malvagità .
Ecco perché ora mi sento di appoggiare Putin.
Non solo per i suoi riferimenti alla tradizione storica di Franklin Delano Roosevelt, ma anche per quel “Ministero della contro-Rivoluzione” nato sotto la sua attuale presidenza che evidentemente ha diverse nonché buone ragioni di esistere.
La mia speranza?
Che venga rieletto alle elezioni presidenziali di fine anno.
Col “rischio” di essere un “comunista” o peggio per i tanti Vittorio Feltri di tutti i giorni?
Echissenefrega!!
Roberto P.
(Milano)
RISPOSTA
Sì, ho visto e gustato il servizio di Report; esso conferma ciò che abbiamo scritto volta per volta sulle “rivoluzioni colorate”.
Maurizio Blondet
05/06/2007 9.30 Spero moriate presto
Ho appena letto la schifezza nella quale il povero Blondet parla della trasmissione di Santoro.
Noto con piacere che ancora una volta l’ignoranza dell’autore lo spinge a ributtanti confusioni tra omosessuali e pedofili.
Non mi stupisce, spero solo che trovi un veloce sollievo alle sue pene, magari sepolto da nubi piroclastiche più reali di quelle che si è inventato tra le sciocchezze sull’ 11 settembre.
Lei Blondet è davvero un poveretto e se crede a quello che scrive è anche messo peggio.
Leverò il calice quando la natura benigna ci libererà di una logorrea tanto ignorante e marcia.
Queste righe sono la miglior dimostrazione di quel che dico: l’omosessuale è un malato mentale e morale.
Ciò che lo anima è stato confessato, anzi rivendicato da Aldo Busi: “E’ probabile che nella mia omosessualità ci sia una forma di attrazione non verso i maschi, ma verso l’odio che mi suscitano tutti gli uomini, odio che il fare sesso con loro non fa che aumentare…”.
L’odio per tutti gli uomini è uno stigma satanico inequivocabile.
Anche Busi dice ai suoi amanti di un’ora: “Spero che moriate presto”.
Busi inoltre sostiene che l’età giusta per i rapporto omosessuali è a partire dai 13 anni.
Nichi Vendola, governatore della Puglia, in una intervista del 1985 a Repubblica affermava: “Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad aere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti, e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia…”.
Ecco lì la identità fra finocchieria e pedofilia, confessata per bocca dei nostri più celebri invertiti.
Maurizio Blondet
04/06/2007 12.00 Lavoratori pubblici: non generalizzare
Egregio direttore,
sono un giovane lavoratore pubblico (comparto Sanità) del Veneto.
Pur essendo di impostazione ideologico-dottrinale non pienamente vicina alla sua, trovo di estremo interesse e di pregiate qualità intellettuali le sue lucide analisi sulla politica interna ed internazionale, nonchè le perspicaci osservazioni sulla società contemporanea.
Ritengo tuttavia ingrato, come si evince spesso in taluni suoi articoli, il suo livore verso i dipendenti pubblici, considerati da lei una schiera di fannulloni strapagati ed inefficienti.
Per meglio intendersi, non contesto tanto la legittima accusa rivolta verso quei gravi casi di malaffare, di ottusa burocrazia, di sconcio ladrocinio,di nauseante sciatteria, di intollerabile privilegio esistente in questo settore.
No.
Semplicemente non accetto la sbrigativa generalizzazione, il gettare discredito su di una intera categoria, senza una opportuna ed attenta disamina, nell’ individuare dove questo accade maggiormente: aree del Paese (Mezzogiorno); comparti specifici (politico-amministrativi); ceto funzionale (dirigenze, consulenze, apparati...).
Ad affermare il vero, lei non è l’unico ad intraprendere questa indiscriminata campagna; visionando i media,sembra che questo sia lo sport nazionale preferito dopo il calcio.
Si dimentica spesso (e volutamente), che i dipendenti pubblici non sono solo i politici opulenti e beoti, o i manager di Stato raccomandati e privilegiati.
Non è forse un pubblico dipendente anche il carabiniere o il vigile del fuoco che rischia la vita per la sicurezza della collettività?
E non mi si venga a dire che gli stipendi sono troppo alti.
Qualcuno ha mai esaminato la busta paga di un barelliere di un Pronto Soccorso, di un bidello scolastico, di un netturbino del Comune?
Non mi pare siano propriamente salari da Creso.
Guardi,io faccio l’infermiere in una ASL del Veneto.
Valutando i parametri nazionali ed esteri, e le valutazioni dell’utenza, si afferma che nella nostra Regione la sanità pubblica sia di livello discreto.
E questo nonostante il blocco delle assunzioni adottato dalla Giunta locale, per pretestuose questioni di bilancio (sì, proprio loro, i veri cialtroni e spreconi).
Già lavorare con i malati è una missione difficile, con turni feriali e festivi, diurni e notturni, figuriamoci farlo con carenza di organico: spesso capita di saltare i riposi o le ferie spettanti, sgravare orario extra per garantire il servizio, e tutto mi creda, per una retribuzione assai misera.
E non crediamo che la meritocrazia in questo settore sia la panacea di tutti i mali.
Accentrare eccessivo potere verso quella casta di dirigenti e coordinatori (che poi dovrebbero decidere sui nostri curriculum e sugli onorari), significherebbe solo incrementarne la autoreferenzialità e discrezionalità, basate sovente su logiche di favoritismo e clientelismo. Piuttosto lasciamo la valutazione al nostro vero padrone e sovrano: il cittadino utente.
Concludo, rincrescendomi per la istintiva asprezza della mia disapprovazione, ma la mia voleva essere solo una legittima esigenza di rispetto,verso una categoria indiscriminatamente e ripetutamente infangata.
Con rinnovata stima, le porgo i miei più cordiali saluti.
Michele C.
RISPOSTA
Le posso dar ragione.
O lei dà ragione a me.
Ci sono statali sacrificati, necessari alla società e non abbastanza pagati.
Il fatto è che, nell’insieme, fanno blocco politico con i privilegiati pubblici, e difendendo i loro piccoli stipendi, difendono i 500 mila euro annui dell’assessore siculo, lo spreco e lo scandalo permanente che ha triplicato i costi degli enti locali, aumentato del 66% i costi della province, fatto esplodere i bilanci delle Regioni, per non parlare degli emolumenti dei senatori a vita indegni (Colombo, a cui noi contribuenti paghiamo la coca).
Cosa avete in comune con loro, voi infermieri, carabinieri, pompieri?
Nulla.
Però il regime delle burocrazie parassitarie vi dà 101 euro d’aumento, che sarà poco, ma che i lavoratori del privato manco si sognano: evidentemente perché vi ritiene il “corpo sociale” da cui farsi proteggere.
Mi sono spiegato?
Maurizio Blondet
04/06/2007 10.00 Uno slavo replica
Zinovjev ha dimostrato nel suo “Collasso del comunismo russo” il funzionamento di congiura (colpo di Stato); sono cose arciote...
1. Lei dice che l’autocrazia imperiale asiatica possa funzionare con Putin ma i successori??
Come se dipendesse dall’ autocrate... e gli attentati ebraici contro gli zar?
E le trame, le società segrete, gli omicidi rituali e politici(vicepresidente della Banca Nazionale ed altri, ricordiamoci)?
Lei sa che hanno fatto brillare il grandioso monumento allo zar Nikolaj II, per ben due volte?
Ora c’è una guardia permanente...
Già la moglie di Lenin, Krupskaja, era tutta estasiata per “organizacija” dei gesuiti, le ONG in Russia e Serbia che cosa sono?
Chi li finanzia?
Purtroppo, serbi e russi sono in Europa, molto in Europa... forse troppo; mi dia una risposta a una domanda... i greci… il Socrate era si o no un pederasta, un pedofilo? un pagano?
“Togliete questa donna!” disse ai compari sul letto di morte...
Cristianesimo significo la fine dei “misteri” pagani, della magia satanica pagana, della prostituzione sacra e profezie varie , anche tra i tanto amati greci?
Sinceramente, l’Italia italiota odierna non le sembra un po’ antica Grecia, per certi versi?
Europa di Marx, Freud, Darwin, Nietzsche... ”L’Europa, una volontà unica, formidabile, capace di perseguire uno scopo per migliaia di anni”.
Saluti
S. N.
RISPOSTA
Va bene, andate avanti così.
A far finta di non capire cosa è Occidente, per assolvere i vostri difetti storici.
Sapete cosa succederà?
Ripeterete continuamente gli stessi errori e delitti.
A ciascun uomo e ciascun popolo, sono le virtù di cui mancano quelle di cui hanno bisogno.
E ovviamente questo vale anche per noi italioti.
Ma a lei sembra che io qui difenda i vizi italioti?
Allora legga altro, per favore.
Non abbiamo bisogno di lettori che non vogliono capire.
Maurizio Blondet
03/06/2007 Sionismo di Stato (Italiano)
Gentile Blondet,
Ho letto sulla testata Effedieffe numerosi articoli & interviste riguardanti Israele ed il sionismo ma, mi è parso, che nulla sia stato pubblicato circa la dichiarazione del presidente Napolitano che qualche mese addietro, ha equiparato tout-court l’antisionismo con l’antisemitismo.
Mi pare una dichiarazione quantomeno strana.
In senso storico, ad esempio, dovremmo considerare antisemiti individui come Einstein o la Harendt che il sionismo hanno pure convintamente avversato.
In senso politico tale affermazione, ovvero di un capo di Stato “altro” da Israele, ha francamente un carattere incompresibile.
Qual’è la sua opinione in proposito?
Cordialmente.
Ercole D. V.
RISPOSTA
Ne abbiamo accennato in vari pezzi.
Quale il senso dell’uscita di Napolitano?
Ordini della Massoneria internazionale di riferimento.
Si ricordi che Napolitano era il solo dirigente comunista che, negli anni ‘50, aveva il visto permanente per gli USA, dove era invitato a parlare nelle più prestigiose università.
Era il controllore messo dai “grembiulini” ebraici a controllare il PCI dall’interno.
Maurizio Blondet
03/06/2007 Strenua difesa della Chiesa Cattolica
Egregio Signor
Blondet,
spesso leggo le vostre spietate ed inquietanti analisi, che in genere condivido.
Spietate quando si tratta di smascherare le lobby ebraiche, fino a divulgare coraggiosamente le teorie revisioniste (definite da qualcuno, scorrettamente, “negazioniste”) o quando si tratta di mettere il dito sulla piaga dei falsi attentati e delle guerre pretestuose condotte da Washington.
Una controinformazione molto preziosa, allo stesso tempo controcanto e chiave di lettura privilegiata dell’informazione ufficiale, avvelenata dalla presenza dei mercenari della forza di Magdi Allam e Giuliano Ferrara.
Per questo motivo non riesco a capacitarmi della vostra strenua difesa nei confronti della Chiesa cattolica: entità dalle due nature palesemente inconciliabili tra loro (Stato - con conseguenti interessi, politiche, canali diplomatici - ma anche sedicente rappresentante di Gesù in terra e perpetuatrice della Sua carità e misericordia).
Troppe volte, non solo nell’antichità, ma anche evidentemente nei tempi moderni, la prima natura ha mostrato di essere quella reale.
Basta vedere la posizione del Vaticano verso gli ammirevoli uomini di Chiesa che in America Latina, evidentemente non paghi di elargire benedizioni ed assoluzioni a contadini in condizioni umane miserrime, cercano di dare alla carità cristiana una connotazione più concreta.
La posizione del Vaticano contro questi “disubbidienti” sta tutta nella recente frase di Ratzinger in Brasile: “La Chiesa non deve fare politica”.
Altro esempio del peso dell’interesse corporativo rispetto alla natura “misericordiosa” della Chiesa è proprio quello offerto in tutto il mondo dalle squallide storie di pedofilia, che a quanto si è visto hanno una ricorrenza inquietante nel tempo e in qualsivoglia angolo della Terra.
Anche in questo caso è abbastanza patetico negare l’orientamento universale degli alti prelati a nascondere le nefandezze compiute nei luoghi “sacri” da appartenenti al clero, non esitando ad isolare famiglie già vittime di violenze insopportabili ed a lasciare impuniti atti che per la legge dell’uomo meritano anni di carcere e per la legge di Dio meritano l’inferno.
Come è possibile da parte di chi dedica la sua vita a svelare le sopercherie e le menzogne continuare a difendere una Chiesa con misericordia di facciata, perlopiù invocandone una quanto mai anacronistica “infallibilità”?
Stefano A.
RISPOSTA
Confesso che la sua lettera mi ha rattristato.
In fondo, lei auspica l’abolizione nel mondo di ogni luce di sacro, di ogni canale di grazia.
Non è certamente il solo.
Ma il mondo come lo vorrebbero tanti come lei, dove fosse abolito ogni ricordo di Dio - la concreta presenza - e tutto chiuso nell’aldiquà, sarebbe insieme un macello di innocenti, un campo di concentramento e un formicaio zoologico.
Se ne è già avuta una esperienza, con il marxismo realizzato.
Il fatto che tanti la pensino come lei ci dice che, purtroppo, l’esperienza, in qualche nuova forma, sarà ripetuta.
Lo Stato-Chiesa è un piccolo scudo all’autonomia del sacro nel mondo: non ci fosse, sarebbe la dipendenza da uno zar, magari di nome Prodi o Berlusconi.
Sulla teologia della liberazione, il discorso sarebbe lungo, ma si riduce a quella sete di orizzontalità e chiusura al mondo superiore che lei sente come “liberazione”.
E’ il contrario.
L’uomo è fatto, radicalmente e dolorosamente, per il sacro, per il Pane di Vita.
Senza di esso, soffoca e si suicida, dopo aver sparso rovine e sangue.
Non mi parli dei preti pedofili come argomento contro il sacro, per favore.
E’ ovvio che là dove sgorga la grazia, là le forze demoniache si accaniscano.
Quali che siano le colpe della Chiesa, essa - non per suo merito - dispensa il sacro pane.
Da ultimo, è questo che conta.
Maurizio Blondet
03/06/2007 L'Italia di Draghi
Egregio Direttore,
le invio un intervento di Carlo Gambescia che mi sembra molto interessante.
LItalia di Draghi: una società schiavistica
Il Manifesto di oggi, definisce, addirittura nei titoli, la relazione di Draghi “un’alta lezione di liberaldemocrazia”.
Non siamo d’accordo: preferiamo parlare di una dotta introduzione alla nuova società schiavistica.
Il lettore si chiederà perché usiamo parole così forti.
Presto detto: dietro il linguaggio “liberale” di Draghi si nasconde un disegno sostanzialmente antisociale: quello di favorire la nascita di una società piramidale; una società governata dal ristretto intreccio di interessi tra banche e imprese.
Una società schiavistica, come vedremo, da cui Draghi, vuole far fuori la politica, anche quella compiacente.
Non solo: il governatore pretende la cancellazione di qualsiasi diritto sociale, a cominciare dalle pensioni.
Ma entriamo nel merito della relazione.
Draghi non ha quasi parlato del processo di concentrazione bancaria in atto.
Ne ha evidenziato solo i futuri effetti benefici sulla capacità di concorrere, sul piano mondiale, delle banche italiane.
Il che significa, un sicuro aumento dei costi per i consumatori italiani.
Draghi ha taciuto sui fitti legami tra banche e imprese.
Ma, ha criticato, proprio per favorirne la crescita, qualsiasi intervento della politica in economia.
Draghi ha chiesto, alzando improvvisamente il tono di voce (come ci hanno riferito alcuni amici presenti) di procedere rapidamente all’aggiornamento dei coefficienti pensionistici.
Il che significa impoverire oggettivamente, di qui a qualche anno, i lavoratori che andranno in pensione.
Draghi ha reclamato maggiore produttività, flessibilità e liberalizzazioni.
In particolare nell’energia.
Per favorire, appunto - dopo aver liquidato la politica - una maggiore concentrazione economica.
E soprattutto la crescita esponenziale del pericoloso intreccio tra banche e imprese.
Infine, il suo accenno, alla riforma dell’istruzione, va interpretato, come volontà di frammentare ulteriormente il mercato del lavoro intellettuale e professionale, anche attraverso la privatizzazione dell’istruzione pubblica.
L’Italia auspicata da Draghi vede pochi eletti in cima e tanti lavoratori e pensionati poveri in basso. E in mezzo un ceto medio, più ridotto, tonico e legato ai poteri forti, in termini di prestazioni professionali a livelli di quadri medio-alti.
Mentre il ceto medio (-medio) e medio (-basso) di oggi, mescolandosi agli immigrati, dovrebbe andare a ingrossare le fila del lavoro servile (camerieri, guardie giurate, servizi alle persone) e dei lavoro flessibile (dipendenti dei call center, e di altri settori basati sui servizi non alle persone).
E tutti con paghe e pensioni al di sotto del minimo vitale.
Proprio come gli ultimi della classe: i lavoratori poveri (facchini, lavapiatti, custodi, eccetera) e i pensionati “coefficientizzati”.
E’ un “disegno” che potrebbe prendere corpo nei prossimi 15-20 anni.
Il progetto gioca, in termini di controllo sociale, sulle potenzialità delle tecnologie di sorveglianza, sul graduale svuotamento delle istituzioni democratiche (anche attraverso scandali pilotati e conseguenti campagne di stampa), sull’invecchiamento della popolazione (vecchi e anziani sono più facilmente controllabili), sull’arrendevolezza degli immigrati, e sulla paura generalizzata e opprimente, in una società flessibile, di perdere il posto di lavoro, anche se umile e sottopagato.
In conclusione, si tratta di una società schiavistica e non liberaldemocratica: governata dall’alto, da un ristretto gruppo di tecnocrati, alle dipendenze dirette dei più ricchi (di qui l’inutilità dei politici, come ceto sociale capace di mediare), e perciò priva di qualsiasi vera istituzione democratica.
Ovviamente, non è tutta farina di Draghi.
L’attuale governatore è lì, solo per garantire una “visione del mondo” e una politica del credito favorevoli agli interessi dei CdA di imprese e banche.
Il personaggio, non è assolutamente brillante, come lo descrivono i suoi ammiratori.
Tutt’altro.
E al minimo tentativo di alzare la testa, rischia di essere sostituito come Fazio.
Oggi scomparso dalla scena politica ed economica, e liquidato come populista.
Chissà perché?
Carlo Gambescia
http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/
02/06/2007 18.30 Preti Pedofili ed “Anno Zero”
Avevo già letto libri sul tema scottante della pedofilia nelle parrocchie (fra l’altro lontani ricordi mi hanno riportato alla mente alcuni sacerdoti “chiacchierati” nell’ambiente “Fratelli Delle Scuole Cristiane” in cui ho fatto quattro anni di elementari… ma, per fortuna solo “sentito dire”!) e ieri sera ho assistito alla trasmissione del famoso video ed al conseguente dibattito.
Mi ha colpito sfarevolmente l’atteggiamento di padre Fisichella (che poi è lo stesso della Curia la quale oggi rincara la dose gridando alla “sciacallaggio”, l’idea della libertà di espressione è proprio aliena per il Vaticano) che tentava di gettare tutto il fango sui singoli colpevoli “salvando la struttura”.. (e anche se stesso, quale pezzo da 90 di essa...).
Eh no, troppo semplice.
C’è di mezzo il fatto incontrovertibile e tristissimo (almeno per chi ha presente che, certamente, nella Chiesa esistono, per fortuna, sacerdoti integri e capaci) che da quanto diffuso mediaticamente appare assodato quanto segue.
E cioè: l’esito principale dell’atteggiamento assunto dalle autorità ecclesiastiche è stato non solo il “coprire” i colpevoli fino all’inverosimile ma addirittura propagare il morbo, trasferendo qua e là mostri posseduti dal vizio più turpe (che altro non sono).
Capito??
Le Autorità , perfettamente consapevoli di quali mostri fossero i pedofili hanno scientemente condannato degli innocenti a subire lo stesso “trattamento”, invece di scacciare i colpevoli, consegnandoli alla Giustizia civile , un po’ meno “segreta” in queste cose di quella ecclesiastica, mi pare.
Quindi non solo “coprire” i mostri con ben poca considerazione delle vittime, ma di fatto “sguinzagliarli” nel mondo per creare nuovi infelici!!
Non è una gran bella figura per quelli che si proclamano “unici eredi del Cristo” o giù di lì.
Anzi qui appaiono chiaramente collaboratori di ben altri Esseri...
Che poi pannelloidi et simili ci inzuppino il pane va anche da sè: ma temo che sia una sorta di aiuto occulto per “buttare tutto in caciara” non affrontando mai alla radice le cause da cui scaturiscono fatti così gravi.
Come sempre Behemoth dà la mano a Leviathan...
Andrea Franco
RISPOSTA
La risposta è pubblicata come articolo (Santoro)
02/06/2007 16.45 Gay drogati e infettati con il virus HIV
Caro direttore,
senza commento.
Buona Domenica.
Luca G.
ANSA del 27 maggio
Gay drogati e infettati con il virus HIV
Bruxelles Drogati, violentati e infettati con il virus dell’Hiv, che provoca l’Aids: questa la sorte riservata a diversi gay olandesi che hanno raccolto l’invito, lanciato sul web, a partecipare a piccanti festini privati.
Teatro della vicenda la città universitaria di Groningen nel nord del Paese, un centro di meno di 200 mila abitanti, al confine con la Germania.
La polizia era stata allertata genericamente già circa un anno fa, nel giugno 2006, ma allora si era limitata ad avvertimenti pubblici per evitare che gli omosessuali raccogliessero inviti per droga-party.
Poi l’impennata del numero degli ammalati di AIDS, raddoppiati in città nel giro di un anno, e le prime denunce fino all’arresto di quattro uomini, tre considerati gli ideatori delle orge ed uno per aver fornito la droga.
Nel febbraio scorso quattro omosessuali, di età compresa tra i 25 e i 50 anni, hanno trovato il coraggio di raccontare alla polizia le violenze e i maltrattamenti.
Dopo la diffusione della notizia, se ne sono aggiunti già altri otto che hanno detto di aver subito lo stesso trattamento.
Molti altri, secondo i media olandesi, potrebbero ancora temere di manifestarsi, magari perchè hanno anche legami e affetti eterosessuali.
I tre finiti in carcere sono una coppia di omosessuali di 48 anni, tra cui un infermiere, ed un altro gay di 33 anni, tutti sieropositivi.
Messi alle strette, hanno confessato che anch’essi si sono iniettati a vicenda il loro sangue contaminato, che tutto questo li eccitava e che solo così, infettando i loro partner, potevano, durante i festini, avere dei rapporto sessuali considerati “puri”. “Più il cerchio dei sieropositivi era largo, più c’era la possibilità di avere rapporti non protetti, questa era la logica che animava il terzetto”, ha spiegato il capo della polizia ai giornalisti ieri in una conferenza stampa.
Con i tre omosessuali, il 13 maggio scorso, è stata arrestata anche una quarta persona accusata di aver fornito la droga per i festini.
Si parla di migliaia di pastiglie di ecstasy, ma anche di Ghm (Gamma-idrossibutirrato), definita droga da stupro, che rendeva le vittime prive di conoscenza dopo essere stata assunta, a loro insaputa, anche versata in una normale bevanda.
Una grande quantità di stupefacenti è stata poi sequestrata a casa degli arrestati.
La vicenda ha creato choc e costernazione in tutta l’Olanda, ma soprattutto nella popolazione omosessuale olandese, abituata a vivere in un Paese dove feste tra gay, anche condite dall’assunzione di stupefacenti, non sono considerate poi così stravaganti. “Ma da qui ad arrivare a drogare e violentare i propri partner è altra cosa, supera l’immaginabile”, affermano i rappresentanti delle associazioni per la difesa dei gay.
I tre arrestati sono accusati di gravi lesioni con l’aggiunta della premeditazione e ora rischiano almeno 16 anni di carcere.
RISPOSTA
Notizia utile per i tanti che mi scrivono che sono troppo duro coi gay, povera minoranza debole.
Qui si vede che cosa è il loro vizio: l’estremo nichilistico dell’odio per l’uomo (e per gli uomini precisamente con cui vanno), una satanica volontà omicida sotto specie di “sesso” insaziabile.
Maurizio Blondet
02/06/2007 14.30 Conflitto polacco-tedesco
Consiglierei alla lettrice Katerina Varutti, quando traccia la storia della Polonia, di analizzare anche quanto successo PRIMA dell’invasione nazionalsocialista.
E’ malattia comune dei polacchi (ma non solo loro), di analizzare la storia dalla nascita di Hitler in poi, come se prima di lui non esistesse alcun male in Europa e tutti avessero una sorta di “verginità”.
Costoro dimenticano (volutamente?) che il nazismo fu effetto, non causa... e questi polacchi che si stracciano le vesti spacciandosi per vittime, dovrebbero studiare i fatti antecedenti al 1939.
Saluti,
Fabio
RISPOSTA
D’accordo con lei.
Inoltre, la puntigliosa memoria delle ferite subite (con oblio selettivo di quelle inferte) è proprio ciò a cui ogni popolo e nazione deve rinunciare per “fare” l’Europa.
Questo vecchissimo continente è cosparso di ossa di guerre fratricide, il conto dei torti e delle ragioni non si chiuderebbe mai.
Dimenticare non solo è salute mentale, è giustizia: è non addossare le colpe delle generazioni passate alla generazione presente, che ne è innocente.
Maurizio Blondet
02/06/2007 12.00 Khazari
Buongiorno signor Blondet,
chiedo scusa in anticipo ma nel suo articolo relativo a Zoellick nuovo presidente della Banca Mondiale parla di “Khazzaro”, che significa?
La ringrazio se me lo potrà spiegare.
Cordiali saluti
Massimo F.
RISPOSTA
Si tratta di un popolo turco-mongolo che nell’ottavo secolo dopo Cristo si convertì in massa all’ebraismo.
Il 75% per cento degli “ebrei” d’oggi sono discendenti dai khazari.
Sono gli attuali “askenaziti”, e non hanno sangue di Abramo nelle vene.
I veri ebrei, i sefarditi, sono culturalmente, economicamente e politicamente soggetti dei primi.
Maurizio Blondet
02/06/2007 11.00 Democrazia
La democrazia è nella bocca di tutti ma nelle intenzioni di nessuno, la sua risposta a questo mio messaggio mi interessava moltissimo spero che voglia rispondermi nel blog.
Grazie comunque.
G. P.
RISPOSTA
Preferisco lasciare la parola a Massimo Fini, che ha pubblicato il seguente articolo il 25 maggio sul Gazzettino:
“Secondo sondaggi del sociologo Renato Manheimer il 70% degli italiani non ha fiducia nel Governo.
Il che è normale (piove, governo ladro).
Ma la stessa percentuale non ha fiducia nel Parlamento, cioè nel complesso dei partiti, compreso il proprio.
L’80% ritiene che gli uomini politici siano ‘interessati ai voti dei cittadini e non alle loro opinioni, che abbiano in mente soprattutto l’esigenza di essere rieletti e non i problemi della gente’.
Le reazioni sono diffidenza, disgusto, rabbia e noia, soprattutto noia.
E’ indubbiamente disarmante veder sfilare per anni in Parlamento e in quel suo sostituto che è la TV sempre le stesse facce, di politici, di conduttori, di giornalisti compiacenti (il presidente del Consiglio, Romano Prodi, è un ex boiardo di Stato, attivo nella Prima Repubblica, di 68 anni, il leader dell’opposizione ne ha 71 e fu il principale sodale di Craxi, il presidente della repubblica è un ex comunista di 80 anni in politica da sempre, il più ‘giovane’ Mastella lo è da un quarto di secolo, Giuliano Amato pure, eccetera).
Tuttavia la sfiducia dei cittadini non riguarda la politica in sè e nemmeno nei suoi esponenti a differenza di quanto accadde nei primi anni Novanta.
E’ una sfiducia molto più profonda e grave.
E’ una sfiducia nella democrazia rappresentativa in quanto tale che coinvolge, con gradazioni diverse, tutto il mondo occidentale.
Sia pur lentamente e faticosamente i cittadini stanno capendo che la democrazia rappresentativa non è la democrazia, è una truffa, un imbroglio molto ben congeniato o, se vogliamo esprimerci nel linguaggio più tecnico del giurista liberale Hans Kelsen, una serie di ‘fictio iurjs’, di finzioni giuridiche.
È un sistema di minoranze organizzate, di oligarchie, politiche ed economiche strettamente intrecciate fra loro, che, autotutelandosi, schiacciano e soffocano l’uomo libero, che non vuole assoggettarsi a questi umilianti infeudamenti, l’individuo singolo di cui il pensiero liberale voleva valorizzare capacità, meriti, potenzialità, che sarebbe il cittadino ideale di una democrazia, se esistesse davvero, e che invece ne diventa la vittima designata.
Del resto, senza tanti discorsi, lo vediamo tutti, lo sentiamo tutti, che non contiamo niente.
Non siamo che sudditi.
Di queste aristocrazie mascherate che però a differenza di quelle storiche non ne hanno gli obblighi ma solo i privilegi (in primis quello di non lavorare).
L’uomo politico democratico non ha alcuna qualità specifica, prepolitica, la sua legittimazione è data semplicemente, e tautologicamente, dal meccanismo che lo ha espresso.
E’ un uomo senza qualità.
La sua sola qualità è di non averne alcuna.
Ogni cinque anni costoro vengono a chiederci col cappello in mano il voto, per essere legittimati e a noi non resta che scegliere da quale oligarchia preferiamo essere calpestati.
Ma dai e ridai, elezione dopo elezione, questo edificio truffaldino mostra tutte le sue crepe e la gente ci crede sempre meno.
E’ il tema che ho sviluppato in ‘Sudditi. Manifesto contro la democrazia’ molto prima che D’Alema scoprisse l’acqua calda.
Ma c’è di più.
Destra e sinistra, le classiche categorie politiche nate con la Modernità, sono vecchie di due secoli e non sono più in grado di comprendere le esigenze più profonde dell’uomo contemporaneo.
Che non sono economiche.
Come dimostrano gli stessi sondaggi dove il 96% degli imprenditori si dice fiducioso sul futuro del l’economia.
Sono esigenze esistenziali.
Il disagio acutissimo è provocato proprio da un sistema economico, da un infernale meccanismo, produzione-consumo, che, come un bolide impazzito aumenta costantemente i propri giri, pretende sempre di più da noi e ha finito per sottomettere l’uomo alle sue esigenze.
La democrazia rappresentativa non è che l’involucro legittimante di questo meccanismo.
E cadrà, credo presto, con esso.
Perchè noi, sempre più stressati dalla sua feroce inutilità, non lo tollereremo più o, in ogni caso, perchè un sistema che si basa sulle crescite esponenziali, che esistono solo in matematica ma non in natura, è fatalmente destinato a implodere.
Noi non attendiamo la caduta di Prodi o, domani, di Berlusconi, o di chi per lui, perchè niente, come si è visto, cambierebbe dal punto di vista sostanziale.
Attendiamo, con speranza, il crollo del meccanismo economico-tecnologico che ci sta stritolando. Tutti”.
02/06/2007 10.00 Bilderberg
Buongiorno,
Le allego un file scaricato da rense.com relativo al Bildeberg 2007.
Presumo che sapesse già più o meno tutto di questi clan ma avere conferme da oltre oceano circa le frequentazioni dei nostri eroi può essere utile.
Ho evidenziato quelli che a una prima occhiata ci interessano più da vicino, non essendo io conoscitore dell’ambiente.
Cordiali saluti
A. M.
Segue elenco dei partecipanti al prossimo Bilderberg:
George Alogoskoufis, minister of Economy and Finance (Greece); Ali Babacan, minister of Economic Affairs (Turkey); Edward Balls, Economic Secretary to the Treasury (UK); Francisco Pinto Balsemão, Chairman and CEO, IMPRESA, S.G.P.S.; Former Prime Minister (Portugal) José M. Durão Barroso, President, European Commission (Portugal/International); Franco Bernabé, Vice Chariman, Rothschild Europe (Italy); Nicolas Beytout, Editor-in-Chief, Le Figaro (France); Carl Bildt, Former Prime Minister (Sweden); Hubert Burda, Publisher and CEO Hubert Burda Media Holding (Belgium); Philippe Camus, CEO, EADS (France); Henri de Castries, Chairman of the Management Board and CEO, AXA (France); Juan Luis Cebrian, Grupo PRISA media group (Spain); Kenneth Clark, member of Parliament (UK); Timothy C. Collins, Senior Managing Director and CEO, Ripplewood Holdings, LLC (USA); Bertrand Collomb, Chairman, Lafarge (France) George A. David, Chairman, Coca-Cola H.B.C. S.A. (USA); Kemal Dervis, Administrator, UNDP (Turkey); Anders Eldrup, President, DONG A/S (Denmark); John Elkann, Vice Chairman, Fiat S.p.A (Italy); Martin S. Feldstein, President and CEO, National Bureau of Economic Research (USA); Timothy F. Geithner, President and CEO, Federal Reserve Bank of New York (USA); Paul A. Gigot, Editor of the Editorial Page, The Wall Street Journal (USA); Dermot Gleeson, Chairman, AIB Group (Ireland); Donald E. Graham, Chairman and CEO, The Washington Post Company (USA); Victor Halberstadt, professor of Economics, Leiden University; Former Honorary Secretary General of Bilderberg Meetings (the Netherlands); Jean-Pierre Hansen, CEO, Suez-Tractebel S.A. (Belgium); Richard N. Haass, President, Council on Foreign Relations (USA); Richard C. Holbrooke, Vice Chairman, Perseus, LLC (USA); Jaap G. Hoop de Scheffer, Secretary General, NATO (the Netherlands/International); Allan B. Hubbard, Assistant to the President for Economic Policy, Director National Economic Council (USA); Josef Joffe, Publisher-Editor, Die Zeit (Germany); James A. Johnson, Vice Chairman, Perseus, LLC (USA); Vernon E. Jordan, Jr., Senior Managing Director, Lazard Frères & Co. LLC (USA); Anatole Kaletsky, Editor at Large, The Times (UK); John Kerr of Kinlochard, Deputy Chairman, Royal Dutch Shell plc (the Netherlands); Henry A. Kissinger, Chairman, Kissinger Associates (USA); Mustafa V. Koç, Chariman, Koç Holding A.S. (Turkey);M Fehmi Koru, Senior Writer, Yeni Safek (Turkey); Bernard Kouchner, minister of Foreign Affairs (France); Henry R. Kravis, Founding Partner, Kohlberg Kravis Roberts & Co. (USA); Marie-Josée Kravis, Senior Fellow, Hudson Institute, Inc. (USA); Neelie Kroes, Commissioner, European Commission (the Netherlands/International); Ed Kronenburg, Director of the Private Office, NATO Headquarters (International); William J. Luti, Special Assistant to the President for Defense Policy and Strategy, National Security Council (USA); Jessica T. Mathews, President, Carnegie Endowment for International Peace (USA); Frank McKenna, Ambassador to the US, member Carlyle Group (Canada); Thierry de Montbrial, President, French Institute for International Relations (France); Mario Monti, President, Università Commerciale Luigi Bocconi (Italy); Craig J. Mundie, Chief Technical Officer Advanced Strategies and Policy, Microsoft Corporation (USA); Egil Myklebust, Chairman of the Board of Directors SAS, Norsk Hydro ASA (Norway); Matthias Nass, Deputy Editor, Die Zeit (Germany); Adnrzej Olechowski, Leader Civic Platform (Poland); Jorma Ollila, Chairman, Royal Dutch Shell plc/Nokia (Finland); George Osborne, Shadow Chancellor of the Exchequer (UK); Tommaso Padoa-Schioppa, minister of Finance (Italy); Richard N. Perle, Resident Fellow, American Enterprise Institute for Public Policy Research (USA); Heather Reisman, Chair and CEO, Indigo Books & Music Inc. (Canada); David Rockefeller (USA); Matías Rodriguez Inciarte, Executive Vice Chairman, Grupo Santander Bank, (Spain); Dennis B. Ross, Director, Washington Institute for Near East Policy (USA); Otto Schily, Former Minister of Interior Affairs; member of Parliament; member of the Committee on Foreign Affairs (Germany); Jürgen E. Schrempp, Former Chairman of the Board of Management, DaimlerChrysler AG (Germany); Tøger Seidenfaden, Executive Editor-in-Chief, Politiken (Denmark); Peter D. Sutherland, Chairman, BP plc and Chairman, Goldman Sachs International (Ireland); Giulio Tremonti, Vice President of the Chamber of Deputies (Italy); Jean-Claude Trichet, Governor, European Central Bank (France/International); John Vinocur, Senior Correspondent, International Herald Tribune (USA); Jacob Wallenberg, Chairman, Investor AB (Sweden); Martin H. Wolf, Associate Editor and Economics Commentator, The Financial Times (UK); James D. Wolfensohn, Special Envoy for the Gaza Disengagement (USA); Robert B. Zoellick, Deputy Secretary of State (USA); Klaus Zumwinkel, Chairman of the Board of Management, Deutsche Post AG (USA); Adrian D. Wooldridge, Foreign Correspondent, The Economist.
01/06/2007 20.00 Vampiro fiscale
Sono abbastanza sconcertato dalla modalità del prelievo fiscale coatto operato dai vampiri di Stato, quello che però vorrei gentilmente ricordarLe, è che nei recenti studi di settore, la categoria degli esercenti e proprietari di gioiellerie ha dichiarato all’incirca poco di più di 13.000 euro annui.
Credo sia giusto che ci sia del disgusto vero anche per questo tipo di Italioti, in quanto come al solito il saldo di queste aberrazioni ricade sempre sui dipendenti privati, i quali, sono i veri “proletari” del 21esimo secolo.
Andrea M.
RISPOSTA
Gli studi di settore, che io sappia, sono concordati tra il fisco e le diverse categorie.
Se dunque i gioiellieri dichiarano una media di 13 mila euro l’anno, come mai il fisco ha accettato? E’ corresponsabile dell’evasione, se evasione c’è.
Ma io penso che “la media” non sia lontana da quella cifra.
C’è gioielliere e gioielliere, centro e periferia, ricco e povero.
Lei, per esempio, quanti gioielli ha comprato dal suo gioielliere l’anno scorso?
Vagonate?
Non credo.
Maurizio Blondet
01/06/2007 19.10 “Sotto i vostri occhi”
“Queste uccisioni e devastazioni possono continuare a causa ‘del silenzio del mondo di fronte ai crimini commessi dagli israeliani’”.
Nel circo mediatico una eccezione veramente c’era: quella di Alan Johnston della BBC-World Service, residente a Gaza da 3 anni, con servizi a testimoniare la trasparente drammaticità del quotidiano da quelle parti e per quella gente.
Significativa la sua presenza, con i reportage, non meno della sua assenza: opportunamente “rapito” da ignoti, ovviamente presunti fanatici musulmani...
Tanto clamore per il nostro Mastro-scribacchino-giacomo, ma silenzio totale su questa sparizione.
E sì che mica è Pincopalla di Radiobugadera...
La stessa BBC tiene un basso profilo (chiagne e fotte), facendone rare e fugaci menzioni nei suoi “newshour”.
Sul sito mantiene aperta una raccolta di firme quale testimonianza di solidarietà ed appello al buon cuore (dei musulmani fetenti)… in pagina interna, senza che mai appaiano le più logiche domande:
-a chi la testimonianza di Johnston desse fastidio,
-cui prodest il suo silenzio,
-cui prodest attribuire il kidnapping ai palestinesi...
Nel sito-blog della BBC qualche ascoltatore-lettore ha provato a “postare” ingenuamente il busillis ma, stranamente, non è stato pubblicato.
Cordialmete,
Giancarlo M.
01/06/2007 18.15 Le loro priorità
Egregio direttore,
sono un suo giovane e assiduo lettore, ma in primis sono un figlio, un fratello e un amico, e ogni giorno cerco la mia strada per diventare vero uomo nella fede; per questo, quando leggo alcuni Suoi articoli (mi riferisco in questa missiva in particolare a “Le Loro Priorità” del 29/5) che non riguardino direttamente lo scenario storico-politico internazionale, rimango di tanto in tanto esterrefatto dalla veemenza con cui si scaglia contro certe persone, o categorie di persone, che non corrispondono ad un esemplare modello di vita.
Pur avendo compreso il senso ultimo del succitato articolo (e condividendone in buona parte gli argomenti) ho notato un certo compiacimento (mi corregga, la prego, se ho male interpretato) per i fatti accaduti a Mosca durante la pseudomanifestazione per i “nuovi diritti civili”, durante i quali, comunque la si pensi, sono accaduti avvenimenti di una certa gravità, tali da mettere in pregiudizio l’incolumità fisica di alcune persone; e su questo punto non riesco a seguirla: non è la difesa della vita e la protezione del più debole la prima priorità per un cristiano?
Conoscendo la sua profonda fede in Nostro Signore sono convinto che considererà questo mio breve appunto come un ulteriore stimolo per continuare il suo servizio, preziosissimo mi creda, di informazione dal suo privilegiato punto di vista.
La lascio con i miei saluti e con la speranza che possa leggere questa lettera e magari, se ne avrà voglia, dedicarci cinque minuti della sua giornata.
Con simpatia,
Emiliano
RISPOSTA
I fatti “di una certa gravità” avvengono in Italia ogni giorno, con lesioni gravissime dei diritti civili “vecchi”. Né capisco la sua idea che i gay e i trans siano “i più deboli”.
Sono una lobby potente.
In Italia non mancano veri deboli: vecchi, pensionati minimi alla fame, giovani che non trovano lavoro.
La “difesa e protezione della vita”, per un cristiano, è la difesa dei bambini abortiti, non la difesa di Luxuria.
E provi a immaginare se deputati russi fossero venuti in massa a Roma a protestare, in una manifestazione non autorizzata, esigendo provocatoriamente non so che dal governo italiano e sfidando la nostra opinione pubblica.
Come crede sarebbe andata?
Maurizio Blondet
01/06/2007 17.00 Domanda su Sarkozy
Salve direttore,
avrei una domanda da porle che mi è venuta in mente nel leggere i suoi articoli sul personaggio Sarkozy.
Lei infatti sostiene che si tratti di un “dunmeh” vicino alle posizioni dei neoconservatori.
Tuttavia sia in campagna elettorale che in questi giorni mi è capitato di leggere alcune dichiarazioni fortemente contrarie all’ingresso della Turchia in Europa.
Se dunque Sarkozy è realmente un “dunmeh” come si giustifica la sua opposizione ad un progetto politico caro ai suoi compari in Turchia e agli stesso neocon americani?
Solo manfrina politica?
Mi piacerebbe al riguardo conoscere la sua opinione.
Cordiali saluti e buon lavoro.
L. B.
RISPOSTA
Stiamo a vedere, Sarkozy è solo agli inizi.
Tuttavia sembra ascoltare più gli elettori che l’American Enterprise, per ora.
Maurizio Blondet
01/06/2007 15.20 USA-Cina
Mi scusi se la disturbo ancora ma volevo fare qualche considerazione sul vertice USA-Cina di cui ha scritto sulle email dei lettori.
Come lei sa perfettamente Cina e USA sono legate da filo doppio nel delicato equilibrio monetario-fianziario odierno.
Il fatto che la Cina alzi di poco il suo tasso di sconto significa solo accondiscendere almeno parzialmente ad una richiesta tipica che più volte le è stata fatta dagli americani.
La Cina è uno dei Paesi che inflaziona di più la propria moneta così come gli USA.
Entrambi infatti non danno più dati certi sulla massa monetaria in circolazione.
Significa che hanno deciso di risolvere i rispettivi problemi iniettando liquidità nel sistema nel tentativo (vano) di arginare gli squilibri sistemici in atto.
Il tasso di sconto è si una variabile importante, ma non una variabile fondamentale in termini monetari.
Molto più importante è il coefficiente di riserva obbligatoria di cui non si parla mai.
Se si vuole diminuire la liquidità infatti (e magari rivalutare la propria moneta), alzare il tasso di sconto non è la strategia giusta; in questo modo si appesantisce il carico del debito nel sistema Paese e si favorisce un drenaggio di ricchezza dai cittadini verso il centro (banche e Stato).
In questa situazione è impossibile creare una domanda interna (per la Cina) al fine di svincolarsi dalla dipendenza delle esportazioni.
Essenzialmente quindi ogni vertice sino-americano non può che riproporre la politica del fiat money sulla quale si regge l’intera politica estera americana e, almeno al momento, il sostentamento della classe dirigente cinese.
L’unica via che la Cina al momento sembra seguire è quella di rimpinguare le proprie riserve auree (evidentemente non si sente abbastanza forte per un confronto più ampio con l’America).
L’oro infatti evidenza appieno la reale inflazione monetaria in atto da decenni.
Ed è per questo che le principali Banche Centrali a turno vendono tonnellate d’oro... al fine di calmierarne il prezzo.
Finiscono però col ricomprarlo a prezzi crescenti perchè oramai è divenuto impossibile nascondere il bubbone (inflazione) e si può solo limitarne gli effetti.
Molto dell’oro “venduto” è in realtà prestato con contratti a termine a casse aurifere che cartolarizzano l’oro e lo cedono sui mercati.
Il problema è che nessuno garantisce realmente la restituzione di quell’oro.
Al momento i Paesi che hanno annunciato un deciso cambiamento della propria politica monetaria verso l’euro, altre valute alternative al dollaro e all’oro sono stati: Iraq, Iran, Siria, Venezuela, Russia e Cina (Paesi tutti produttori di materie prime).
Ricorda qualcosa questo?
Al momento, per riassumere, sembra che i centri finanziari riusciranno anche questa volta a riparare la critica situazione globale tramite iniezioni massicce di liquidità, rimandando la resa dei conti finali.
Lettera firmata
p.s.
l’euro forte in realtà è una moneta inflazionata proprio come il dollaro, lo yen o lo yuan; l’unica differenza è che è meno inflazionato al momento rispetto a queste altre valute.
Sta semplicemente aspettando il suo turno.
USA-Cina: Banche Potranno Emettere Carte Credito In Yuan
ANSA via Yahoo! Finanza 23 maggio 21:20
(ANSA) New York, 23 maggio - La Cina
apre le porte alle banche straniere che potranno emettere e offrire nel Paese carte di credito e di debito denominate in yuan.
USA-Cina: Paulson; Risultati Tangibili, Dialogo Va Avanti
ANSA via Yahoo! Finanza 24 maggio 00:13
(ANSA) - New York, 23 maggio - Stati
Uniti e Cina concludono la due giorni di incontri chiudendo importanti accordi su servizi finanziari, aviazione civile, energia e ambiente, non destinati a smorzare comunque quello che il segretario al Tesoro Henry Paulson ha definito “un diffuso senso anticinese”.
Commercio Cina-USA: Su Avanzo Pechino Non Vuole Pressioni
AGI via Yahoo! Finanza 23 maggio 09:17
Il segretario al Tesoro USA, Henry
Paulson è impaziente di vedere qualche segnale concreto della Cina sulla riduzione del suo avanzo commerciale, ma il vice premier Wu Yi, capo della delegazione cinese negli Stati Uniti, invita Washington a non mettere fretta a Pechino.
Cina-USA: Wu, Riforma Tassi Cambio Procede Con Gradualità
AGI via Yahoo! Finanza, 25 maggio 10:40
Il vice premier cinese, Wu Yi si mantiene prudente al termine della visita di tre giorni negli USA e si guarda bene dal cedere alle pressioni di Washington sullo yuan e sul surplus commerciale.
Cina: USA Preoccupati Per Corsa Agli Armamenti Pechino
AGI via Yahoo! Italia Notizie, 25 maggio 22:24
Gli Stati Uniti sono convinti che la Cina nasconda tra le pieghe del bilancio l’effettivo livello delle
spese militari e che queste stiano crescendo a un ritmo preoccupante.
01/06/2007 14.00 Parla il B’nai B’rith
Caro Direttore,
ti invio un articolo che ho letto oggi sul sito http://bnaibrith.org; è interessante il tono e la sicurezza con cui si minaccia il Vaticano.
Segue il minaccioso comunicato del B’nai B’rith, la Massoneria riservata agli eletti:
BBI Urges Vatican: Suspend Steps to Sainthood for Pius XII Until Holocaust Record is Studied
B’nai B’rith International has issued the following statement:
B’nai B’rith International has written to cardinal José Saraiva Martins, the prefect of the Congregation for the Causes of Saints, and to cardinal Walter Kasper, president of the Pontifical Council for Promoting Christian Unity and its Commission for Religious Relations with the Jews, to urge that the process toward declaring the World War II-era Pope Pius XII a saint be suspended until the Holy See’s secret archives from the period are opened, and scholars are able to settle the ongoing debate over whether he responded inadequately to the Holocaust.
A Vatican body has approved a decree in favor of recognizing Pius XII’s “heroic virtues”, a key step in the long journey toward sainthood, begun for Pius in 1967.
If Pope Benedict XVI accepts the decree, Pius would be bestowed the title “venerable”,"and efforts would be made to secure beatification by attributing miracles to the late pontiff.
The Jewish community has advocated for declassification of Pius’ record of action while European Jewry faced extermination.
Beatification could cause a disruption to Catholic-Jewish relations, which have improved dramatically in recent decades.
In the letter, BBI wrote: “[W]e would not, as representatives of the Jewish community, normally express opinions regarding religious and symbolic steps taken internally by the Church... At the same time, to proactively elevate Pius XII as a saint before scholars are allowed to carry out an appropriate accounting of actions during an era when six million European Jews were murdered – this made possible in large part by a long history of institutionalized Christian antisemitism, as has been acknowledged by virtually all major churches - would represent a real injustice, not least to Catholics who have nobly reached out to Jews, and who surely would want any sainthood to be founded upon truth and serve as a catalyst for harmony”.
Lettera firmata
01/06/2007 11.40 Zingari
Gentile Blondet,
stamane, 31 maggio, verso le 9, ero ancora a letto perchè faccio i turni, ma sveglio, sento aprire la porta di camera mia, immagino che sia mia madre, che invece scoprirò poi essere uscita con la macchina, e mi trovo davanti una zingara.
Esco dal letto urlando come un pazzo, la zingara terrorizzata scappa, la branco al piano di sotto, dove cercava di guadagnare l’uscita, ne sbuca un altra e urlando, spingendo e tirando per i capelli branco anche lei.
Ma a quel punto, dalla porta che avevano aperto per entrare, si affaccia il loro uomo e lo ammetto, mi ha fatto paura, sti bastardi hanno tutti il coltello, e lascio andare le due donne, che insieme all’uomo raggiungono una macchina poco distante dove c’è l’ultimo della banda ad aspettarli.
Alla fine scopro che hanno rubato soltanto una collanina di mia madre.
Ciò che mi ha colpito di più della vicenda è stata il terrore che ho fatto prendere alle 2 donne, che, per quanto piuttosto alte e robuste, e io sono molto magro, circa 60 chili su 1e 80 di statura, non hanno tentato in alcun modo di reagire, limitandosi a agitarsi e a piagnucolare.
Urlando come un pazzo, spintonando e tirandole per i capelli le ho letteralmente atterrite.
Se non fosse intervenuto l’uomo le avrei potute trattenere senza fatica.
Mi chiedo cosa subiscono queste donne dai loro uomini per essere così incapaci di reagire, chissà quante botte e violenze hanno subito da quelle bestie, che nelle case, a rischiare di prenderle, da bravi coraggiosi preferiscono mandare le donne.
Comunque, nel mio comune c’è una “sindaca” cattocomunista dura e pura, legatissima a don Giovanni Nicolini, uno degli eredi di Dossetti, che sembra essersi fatta un punto d’onore di distribuire case agli extracomunitari e che difende sempre a spada tratta gli immigrati.
E sì che sono andati a rubare parecchie volte anche a casa sua.
Mah.
Saluti pessimisti.
Francesco
01/06/2007 09.40 Conflitto polacco-tedesco
Caro dottor
Blondet!
Puntualizzo che i suoi articoli sono per me preziosissimi, ma a proposito di temi che conosco abbastanza bene (essendo una polacca ) devo proprio polemizzare con Lei.
Io penso che, siccome Lei parla al pubblico che non sa nulla del conflitto polacco-tedesco, non dovrebbe, secondo me, usare certe espressioni, che risultano devianti per quanto riguarda “lo spirito” della questione.
Mi riferisco all’ articolo “L’Ucraina, l’Est e il passato insepolto” e alla frase che cito: “A porre le basi della riconciliazione polacco-tedesca fu Helmuth Kohl, riconoscendo la frontiera Oder-Naisse - la frontiera fra i due Paesi segnata col sangue guerra mondiale, con pezzi di Germania rubati dalla Polonia”.
Questa frase suggerisce che la Polonia abbia rubato i terreni alla Germania in seguito ad un conflitto (“caduto dal cielo”).
Quindi povera, innocente Germania, derubata dai Polacchi!
La verità è invece che la Polonia non aveva alcuna voce in capitolo dopo la fine della guerra.
Lei sa bene che tutto hanno deciso le grandi potenza e principalmente Stalin.
Quindi alla Polonia sono stati tolti i terreni all’ Est ed assegnati quelli all’Ovest, nota bene già in passato appartenenti allo Stato polacco.
Questi cambiamenti non sono avvenuti poi a danno dei poveri tedeschi, bensì a danno degli spietati aggressori, che hanno procurato incalcolabili sofferenze e perdite umane al popolo polacco (Le ricordo che la Polonia ha avuto - in proporzione agli abitanti - più vittime di un qualsiasi altro Stato).
Quindi anche la sua seconda frase, cito : “Il sindaco di Varsavia Lech Kaczynski ha proclamato che la Germania (quella d’oggi) doveva alla Polonia un indennizzo per la distruzione di Varsavia” risulta fuorviante.
Infatti sembra suggerire che si possa distruggere un Paese, poi basta aspettare qualche decennio e si è liberi!
La Polonia, non essendo politicamente libera fino al 1989 (e forse, di fatto anche fino al 2005) non era presa in considerazione come Paese da indennizzare!
Per la Polonia decideva l’URSS, e quindi alle casse polacche non è arrivato mai nulla.
E ora si vuole anche, tramite Erika Steinbach, rovesciare la storia!
Spero non abbia voluto Lei contribuire a ciò!
In Germania si tenta di fare passare, alle generazioni future, sterili culturalmente, il messaggio che le grandi vittime della II guerra erano i tedeschi!
Si sta tentando di cambiare i ruoli e far passare i carnefici per le vittime e viceversa.
Solo di fronte a questa politica Kaczinski ha tirato fuori i vecchi conti, mai regolati.
Le sembra questa una cosa ingiusta, strana?
Non capisco.
Certo, invece, che il nostro governo attuale sbaglia enormemente, avvicinandosi agli USA, appoggiando le guerre di Bush, progettando le basi e i sistemi missilistici USA.
Questo è uno sbaglio imperdonabile, tanto più per una formazione che si dichiara cristiana per principio.
E’ ridicolo questo, come del resto è ridicolo il Vaticano e i poveretti che vedono Dio in faraoni là insediati.
Ma questa sarebbe già un altra storia.