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Il simbolo perduto
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Protagonista  de «Il simbolo perduto» è Robert Langton, ormai noto professore di Harvard, protagonista del «Codice da Vinci» e di «Angeli e demoni», a Washington per una conferenza sulla Massoneria. Un oggetto antico contiene cinque simboli e sembra condurre in un altro mondo: porta d’acceso verso una realtà ignota. Peter Solomon, massone e filantropo, amico del professore, viene rapito; Langdon realizza che l’unica speranza di salvare Peter è di accettare l’invito dell’oggetto misterioso e seguirlo ovunque lo porti; si ritrova presto verso un mondo di segreti, appartenenti alla realtà massonica. La storia si svolge a Washington, nel giro dodici ore.

«Il simbolo perduto di Dan Brown ha al suo centro i segreti della Massoneria, che per lo scrittore statunitense custodirebbe i misteri più profondi della storia del mondo, gli stessi che faticosamente riscoprono gli scienziati moderni e che le oscure forze del “fondamentalismo” religioso vorrebbero tenere nascosti all’umanità. Il simbolo perduto - oltre, naturalmente, a un’avventura mozzafiato costruita per il successo nelle librerie -  è insieme un’apologia della Massoneria, uno sguardo alla storia delle società segrete che riprende diversi temi del precedente romanzo di Brown “Angeli e Demoni”, dedicato agli Illuminati, e una ricostruzione delle origini degli Stati Uniti che non sarebbero cristiane ma appunto massoniche e segretamente neo-pagane.

«Spesso impreciso e persino fazioso, il romanziere offre però almeno l’occasione per un dibattito serio: che cos’è la Massoneria? Chi sono i Rosacroce, i neo-templari, gli Illuminati, tutti evocati nei romanzi di Brown? Le società segrete dominano davvero gli Stati Uniti e la politica mondiale? Sono temi che possono fornire materia - e lo hanno fatto -  a innumerevoli romanzi e film. Ma che possono anche essere studiati seriamente. I romanzi e i miti in questo libro diventano così soltanto l’occasione per una grande indagine, da parte di uno dei maggiori specialisti internazionali, sulla massoneria, gli Illuminati, gli ordini occulti, il loro ruolo dietro le quinte della storia e della politica, negli Stati Uniti e altrove, e le ragioni per cui la Chiesa cattolica di Papa Benedetto XVI mantiene ferma la sua condanna delle società segrete e vieta in particolare ai cattolici di diventare massoni» (da http://www.cesnur.org/2010/mi_simbolo.htm).

Quello che inquieta di più non è tanto leggere Dan Brown che fa l’elogio della Massoneria, ma rilevare che ormai si tratta di una comune tendenza riabilitativa della Setta.

Hollywood non è nuova a produzioni cinematografiche finalizzate ad illustrare la bontà, il fascino misterioso e la magnanimità della «Squadra e Compasso». Valgano come esempio per tutti (ma non sono i soli) «Il Mistero dei Templari» ed «Il Mistero delle pagine perdute» (interpretati da Nicolas Cage). Del resto anche la perfettamente e politicamente corretta pletora di canali dedicati ai documentari su alcune delle TV a pagamento non si scosta da tale propensione: la Massoneria è un fenomeno di filantropia di alto profilo, ingiustamente condannata dall’oscurantismo cattolico, a lei ostile, perché timoroso della prometeica fiamma liberatoria che essa possa offrire all’umanità.

Ci troviamo di fronte ad una vera calata d’assi, che però non mette in campo le carte realmente possedute, ma quelle nascoste nella manica sinistra di imbrogli e sotterfugi. Più che un panegirico, si tratta di un attacco subdolo alla Chiesa cattolica.

Ai massoni non interessa più di tanto celebrare se stessi, loro vivono in un mondo che gli consente già una sorta di autoappagamento compensativo (in realtà falsamente fondato, ma più si è in alto e più difficilmente è possibile rendersene conto!); quello che davvero conta è aggredire direttamente o indirettamente la Chiesa cattolica, per screditarne la bontà e la fiducia nelle anime.

Riporto, di seguito, a salutare lettura, un passo della «Inimica Vis», enciclica di Leone XIII, che ben conosceva i meandri oscuri dell’occulto potere massonico e le sue finalità perverse e distruttive:

«Una setta che dopo diciannove secoli di cristiana civiltà si sforza di abbattere la Chiesa cattolica, e di reciderne le divine sorgenti; che, negatrice assoluta del soprannaturale, ripudia ogni rivelazione, e tutti i mezzi di salute che la rivelazione ci addita; che pei disegni e le opere sue fondasi unicamente e interamente sopra una natura inferma e corrotta come è la nostra; tale setta non può essere altro che il sommo dell’orgoglio, della cupidigia spoglia, la sensualità corrompe; e quando queste tre concupiscenze giungono al grado estremo, le oppressioni, gli spogliamenti, le corruttele seduttrici, via via allargandosi, prendono dimensioni smisurate, diventano oppressione, spogliamento, fomite corruttore di tutto un popolo. Lasciate dunque che, rivolgendo a voi la Nostra parola, vi additiamo la massoneria come nemica ad un tempo di Dio, della Chiesa e della nostra patria. Riconoscetela come tale praticamente una volta; e con tutte le armi, che ragione, coscienza e fede vi pongono in mano, schermitevi da sì fiero nemico. Niuno si lasci illudere dalle sue belle apparenze, niuno allettare dalle sue promesse, sedurre dalle sue lusinghe, atterrire dalle sue minacce. Ricordatevi che essenzialmente inconciliabili tra loro sono cristianesimo e massoneria; sì che aggregarsi a questa è un far divorzio da quello. Tale incompatibilità tra le due professioni di cattolico e di massone ormai, diletti figli, non potete ignorarla: ve ne avvertirono apertamente i Nostri Predecessori, e Noi per ugual modo ve ne ripetemmo altamente l’avviso».

Non è complottismo, è aprire gli occhi su ciò che ci circonda, cercando di vedere alla luce del santo Vangelo. Torneremo sull’argomento.

Stefano Maria Chiari


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