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Inconciliabilità radicale
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Riprendiamo il discorso del nostro precedente intervento.

Il pensiero cattolico, integralmente inteso e vissuto, comporta necessariamente una radicalità totale sulle questioni che possano concernere la verità della sua dottrina. Sulla Verità non esistono compromessi; essa per definizione è tale se è come si presenta, altrimenti, non v’è alternativa, si tratta di menzogna. Sui principi non si può negoziare. La carità deve supplire comunque la distanza ideologica per farsi vicino e prossimo al diverso, però nel rispetto dell’autenticità di rapporto, che non può prescindere dal ricordo di sé, della propria storia, della Verità che per grazia e non per merito ci viene donata.

Si obietta: i cristiani sono presuntuosi, perché pensano di essere gli unici detentori della verità!

Rispondiamo: la Verità supera chi la riceve. Cristo è la Verità, ed ha rivelato Se stesso e la relazione ed essenza intima della sua Vita Familiare. Il cristiano possiede la verità, perché ne partecipa e nella misura in cui ne partecipa, non in altra! La Chiesa – in quanto «prolungamento ed attualizzazione storica» del Mistero di Cristo – possiede in Sé tutta la pienezza della Verità. La questione quindi non concerne la presunzione del cristiano (che personalmente e nel corso dei secoli può avere avuto conseguenze anche drastiche in strumentalizzazioni a fini meramente egoistici, ma che, mai, ha toccato l’essenza della Chiesa santa di Dio), ma la coerenza a quel che si crede, ed in ultima analisi, e risalendo a ritroso il percorso logico del nostro ragionamento, la credibilità dell’oggetto della Fede. Il cristiano sa che quel che crede è ciò che Dio ha rivelato; la garanzia sulla giustezza dei contenuti viene dall’Autorità di Chi si rivela (ma affronteremo altrove questo ragionamento, che ora ci porterebbe un po’ lontano).

Tornando al tema in oggetto, salve le premesse, riportiamo uno stralcio di un’intervista del 2007 rilasciata dal professor Manuel Guerra, autore di venticinque libri sulle sette e su altre questioni che si è posto e a cui ha cercato di rispondere nel libro «La trama masónica».

Alcuni passaggi sono molto utili per comprendere cosa sia la Massoneria, o per lo meno, cosa risulti essere a chi ad essa si accosti per studiarla più o meno da lontano:

«Proprio il metodo massonico costituisce uno dei motivi per cui la massoneria risulta essere incompatibile con la dottrina cristiana. Il metodo massonico, strettamente legato alla concezione laicista, riflette il relativismo storico e conduce al relativismo socio culturale promuovendolo. Alain Gérard, uno dei dirigenti del Grande Oriente di Francia riconosce che ‘la Massoneria è solamente un metodo’. Secondo lui, un massone può avere ‘opinioni’, ovvero credenze proprie di una determinata religione, ma il metodo massonico lo obbliga a ‘porre in questione’ le sue opinioni e ad accettare la possibilità che vengano dichiarate false o superate in una sintesi di ragioni più solide e con l’appoggio della maggioranza. ‘Non esiste una vera discussione se prima si dichiara che, quale che sia il risultato della discussione, vi sono alcuni punti sui quali uno sarà sempre convinto di avere ragione’, afferma. Da qui l’allergia massonica ai dogmi e alle religioni dogmatiche e rivelate, specialmente a quella cristiana. Da ciò discende anche il fatto che i massoni tendano a considerare la democrazia come un’opera della Massoneria e il metodo democratico (l’approvazione a maggioranza dei voti) come qualcosa di connaturato alla Massoneria, la quale lo estende a tutte le realtà, compresa la stessa verità, il bene, ecc. L’attuale Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, Jean Michel Quillardet, in una dichiarazione a ‘La Voz de Asturias’ (20 gennaio 2007, Oviedo, Spagna) riconosce: ‘Si può pensare che esista una democrazia non laica (= non laicista, non massonica), ma a mio modo di vedere e secondo il mio pensiero, il laicismo è un progresso della democrazia’. Di conseguenza i democratici che non sono laicisti o massoni, se sono democratici, lo sono di serie b».
 
Come il lettore avrà notato, quel che viene radicalmente messo in discussione è proprio il riconoscimento di un’Autorità superiore: la verità è negoziabile tra gli interlocutori, come il prezzo della verdura al mercato. In realtà il presupposto assunto è talmente illogico, da poter sussistere neppure quando si tratta di discorrere di «cose umane»: gli argomenti determinano il peso e i contenuti della dialettica, non altro. Si può dire molto, ma se non si argomenta, è come non fosse! «quod gratis adfirmatur gratis negatur».

Operare un’automatica esclusione dell’esistenza seppur solo teorica del Vero, solo perché molteplici sono i punti di vista, le prospettive, le percezioni dell’uomo, solo perché si finge di ignorare l’oggettiva validità del «principio di non contraddizione», è un atto intellettualmente disonesto (oltre che, paradossalmente per il massone, antidemocratico!). Affermare che la democrazia si fondi obbligatoriamente sulla laicità postula appunto il rifiuto della trascendenza al tavolo di una «possibile trattativa dottrinale». Del resto, ancora non s’è ben capito chi o cosa debba essere considerato «laico». «Laicismo» non è forse fede nel nulla? Fede nel materialismo cieco e disperante?

Per concludere e tirando le somme, anche qualora non volessero affrontarsi discorsi facilmente etichettabili come «complottisti» (1), potremmo affermare con certezza: l’ideologia massonica possiede in sé una matrice assolutamente inconciliabile con la dottrina cristiana; di tale ideologia, volenti o nolenti, si è imperniata l’intera struttura della società moderna, che, proprio perché sposa ideali anticristiani, non può accettare il pensiero eterno della Chiesa; parecchi ecclesiastici strizzano l’occhio alla riflessione delle Logge e non ne sono immuni.

Di altro ancora in relazione a quanto esposto, a Dio piacendo, avremo modo di parlare.

Stefano Maria Chiari




1) Accezione spregiativa utilizzata per screditare qualunque argomento in materia di mondialismo. A tal proposito, mi ripropongo di approfondire la questione della «controinformazione» e di coloro che ne sono ritenuti vessilli… possono farsi sorprendenti scoperte in materia.


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