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Giappone: fuga dal dollaro
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Gli investitori giapponesi si liberano in massa dei dollari (1).
Approfittando di un lieve rialzo della divisa USA contro lo yen, non solo uomini d’affari, ma pensionati e casalinghe si sono dati a vendere dollari al Tokyo Financial Exchange.
Ciò, perché ormai prevedono in USA una forte recessione.
«Evidentemente, non credono in una ripresa dell’economia americana verso fine anno», dice Yuji Kameoka, economista-capo al Daiwa Institute of Research: «Ci si aspetta che il dollaro crolli».

Il fatto è gravido di conseguenze, perché il Giappone ha enormi riserve in dollari, guadagni del suo export; ne ha più della Cina.
Gli investitori privati giapponesi hanno 1.536 trilioni di yen (14.2 trilioni di dollari) in attivi finanziari.
Benchè il dollaro si sia svalutato sullo yen del 13% da giugno 2007, molti investitori nipponici detengono dollari (anzi si indebitano per comprare dollari) perché i bond, titoli e Buoni del Tesoro USA fruttano tassi d’interesse più alti che i Buoni giapponesi, praticamente a tasso zero.

Ma ora il beneficio degli alti interessi si avvicina al punto di essere eroso dalla caduta del dollari
(la differenza tra il Treasury Bill USA a due anni e il pari titolo giapponese è arrivato a 1,28), sicchè ogni lieve rialzo del dollaro provoca una valanga di vendite opportuniste.
Anche perché ci si aspetta che i tassi americani scendano con il rallentamento dell’economia USA.

Il fiuto dei singoli giapponesi coincide con l’analisi di Europe 2020, il sito francese spesso da noi citato, il quale ha previsto da tempo una «Très grande Dépression USA», tale da «incidere direttamente sui fondamenti del sistema internazionale che sottende l’organizzazione planetaria da decenni».
In una parola, il tramonto traumatico della superpotenza (2).
Infatti «non sono l’Europa né l’Asia ad avere un tasso di risparmio negativo, una crisi immobiliare generale che getta sulla strada milioni di cittadini, una moneta in caduta libera, deficit pubblici e commerciali abissali, una economia in recessione e, per giunta, guerre in corso costose da finanziare».

Ciò non significa che Europa e Asia non soffriranno della crisi Made in USA: ci attendono anni di stagflation, stagnazione ed inflazione insieme.
Significa che «l’evoluzione dell’economia USA e delle altre regioni del mondo non sono più sincronizzate: Asia ed Europa evolveranno secondo traiettorie che non saranno più determinate da quelle dell’economia americana».

La fuga dal dollaro dei giapponesi è il primo segnale del «découplage».
Il fenomeno presenta lati paradossali.
Il fatto che le spese al dettaglio dei consumatori americani siano ancora cresciute (del 4%) ha fatto esultare Wall Street - dunque, la crisi non c’è - ma a torto.
In realtà, i consumatori americani spendono di più perché i generi di prima necessità costano di più (3).
Consumano come prima o meno, ma i prezzi del carburante sono cresciuti del 22% nell’ultimo anno, quelli alimentari del 6%.
Le vendite dei grandi magazzini sono calate del 3%; aumentano invece le vendite nei «discount».

L’Iran e il Venezuela hanno proposto in sede OPEC di prezzare greggio e gas in monete diverse
dal dollaro.
E benchè gli altri membri esitino a discutere la proposta apertamente (sono protettorati americani), il Katar ha annunciato che progetta di staccare la sua moneta dal dollaro a cui è agganciata, come ha già fatto il Kuweit.
La dipendenza dal dollaro non solo produce perdite a questi Paesi esportatori, ma fa loro imbarcare inflazione.

Gholam Reza Ansari, ambasciatore di Teheran a Mosca, ha detto in un’ntervista alla radio Echo Moscow: «tiamo provando a lanciare la nostra Borsa petrolifera in Iran, e cercando un sostituto al dollaro, che potrebbe essere il rublo».
Effettivamente Dimitri Medvedev, il futuro presidente ed oggi capo di Gazprom, ha espresso l’intenzione di prezzare il petrolio e gas russi in rubli.

Questo genere di proposte, fino a ieri, si scontrava con un dato di fatto: Paesi come la Cina e il Giappone, con le casseforti stracolme di dollari, non avevano alcun interesse ad accelerare il deprezzamento della divisa USA.
Ma se la situazione precipita da sé, queste proposte possono essere accettate di colpo e in massa.


In USA intanto avviene un fenomeno allarmante: non solo i debitori sub-prime sono in arretrato nel pagamento delle rate del mutuo, ma - in misura crescente - anche i debitori «prime», ossia le famiglie della classe media prima considerate solvibili.
In questa classe, i ritardi dei pagamenti sono saliti di colpo al 4%, una percentuale record.
E si pensi che se i mutui subprime «pesano» per un debito complessivo di 2 mila miliardi di dollari, i mutui «di prima qualità» valgono 8 mila miliardi.
Una crescita delle insolvenze in questo settore può provocare danni maggiori di quelli causati dai subprime.

Il rischio più imminente è che arrivino sul mercato una quantità eccessiva di immobili sequestrati, con vendite forzate (le banche pignoratrici hanno esse stesse urgente bisogno di liquidità), trascinando ancora più in basso i prezzi edilizi in America.
Che sono già calati del 7,7% in un anno.
Secondo gli analisti di Goldman Sachs, possono arrivare a perdere il 25%.
E lo stesso avviene dovunque: bancarotte sulle carte di credito, ratei dei prestiti agli studenti non pagati, insolvenze nelle rate per l’acquisto di auto.
I piazzali si riempiono di auto sequestrate (il tasso di insolvenze ha raggiunto il 7,1% nel settore). «Alla fine cominceranno a fallire le imprese», prevede Willem Sels, analista alla Dresdner Kleinwort: «Attualmente i fallimenti sono l’1,1 %, ma possono salire tra il 5 e il 9% nei prossimi dodici mesi» (4).

In questa situazione, va notato un fatto simbolico: la Grameen Bank, la «banca» caritativa nata in Bangladesh per fare micro-credito ai poveri e ai poverissimi, ha cominciato a fare micro-prestiti a New York (5).
E’ la prima volta che la Grameen entra in un mercato sviluppato, e comincia dagli Stati Uniti.
Offre aiuto a persone cui le banche, oggi, negano il credito, e si trovano a rivolgersi ad usurai che chiedono interessi esorbitanti.
Ormai il terzo mondo è sull’Atlantico.



1) Kosuke Goto, «Dollar Sales by Japanese Investors Reach Record High», Bloomberg, 15 febbraio 2008.
2) «Crise systémique globale, septembre 2008: Phase d’effondrement de l’economie réelle aux Etats-Unis», Europe2020, 15 febbraio 2008.
3) Floyd Norris, «U.S. retail sales show increase because necessities cost more», International Herald Tribune, 17 febbraio 2008.
4) Ambrose Evans-Pritchard, «US credit crisis escalates as defaults spread», Telegraph, 13 febbraio 2008.
5) Daniel Pimlott, «Bangladesh bank offers loans to US poor», Financial Times, 15 febbraio 2008.


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Commenti  

 
# Tommaso 2008-02-18 17:10
\"Ormai il terzo mondo è sull
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# Tommaso 2008-02-18 17:11
Dimenticavo di congratularmi per il nuovo layout del sito e per le nuove funzioni: pratico, snello e ben leggibile. Complimenti. Avete considerato l'adozione di programmi come adSense, TradeDoubler etc per monetizzare le pageview? Potrebbe rivelarsi una scelta azzeccatissima.
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# Ospite 2008-02-18 18:21
Dottor Blondet gli inglesi nazionalizzano un banca di cui adesso non ricordo il nome... se non ricordo male in passati articoli accennava una possibile nazionalizzazio ne da parte degli amanti del liberismo puro.
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# Andrea 2008-02-18 18:49
Non sono un GRillino, ma sarò al Vday per laciare il nostro messaggio contro il sistema debito bancario. UNO SCRISCIONE PER UN GRANDE GIORNALISTA QUALE M.BLONDET
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# maurizio 2008-02-18 19:28
la banca è northern rock http://www.finanzaonline.com/forum/showthread.php?t=887916
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# Teo 2008-02-18 19:47
@ Andrea: Non credo che chi ascolta Grillo possa apprezzare quanto si dice (piú che giustamente) in questo sito. Grillo ha dietro strane societá massoniche che, come si sa, hanno come principale obiettivo di distruggere la Chiesa, ultima difesa della libertá individuale cosí scomoda al nuovo ordine mondiale... Condivido comunque il senso dello striscione.
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# Marco G 2008-02-18 19:51
mi complimento per il nuovo sito e Vi auguro un enorme successo, anche perchè un Vostro successo implica un vantaggio per tutti noi che Vi seguiamo!!!
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# Michele 2008-02-18 20:07
mi ricorda la storia dell'Impero Romano, tutto import, inflazione galoppante, barbari come soldati (mercenari di oggi) crisi agricola e formazione dei latifondi in italia e spagna ecc... L'impero americano tramonta ma mancano due speranze: - Una rigenerazione dei costumi e della morale (fatta dal primo cristianesimo) -Una rigenerazione fisica e mentale (fatta dai "barbari") Non stiamo esplodendo... stiamo implodendo perche devitalizzati. Ormai alberi senza radici... aspettiamo la tempesta che ci porterà a diventare concime (tossico) per nuove civiltà imprecisabili.
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# ANDREA 2008-02-18 20:14
TEO NON SONO UN GRILLINO..MA GRILLO CI DA QUESTA POSSIBILITà DI RIUNIRCI..IO MIEI STRISCIONI PUNTERANNO IL SISTEMA DEBITO, LE CRISI PIANIFICATE ECC.. SE SIAMO IN TANTI A COLPIRE IL VERO POTERE..L'OCCHIO AVRà LA SUA PARTE. GRILLO NON è LA SOLUZIONE è UNA POSSIBILITà SOLO PER TUTTI NOI. CMQ APPREZZO BLONDET, APPREZZO TUTTI I DISSIDENTI CHE CON GRANDE PROFESSIONALITà CI INFORMANO. GRILLO è SOLO UN MEZZO PER TRASMETTERE QUELLO CHE TANTI PROFESSIONISTI, SERVI DI NESSUNO AIUTANO IL POPOLINO A CAPIRE DOVE BIP CI STANNO PORTANDO.
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# Ivan 2008-02-18 20:19
Quello che non capisco è come questo sistema riesca ancora a reggersi in piedi. Faccio un esempio: il fallimento della Northen Rock e la richiesta di nazionalizzazio ne della stessa, pensavo avesse ripercussioni negative sulla borsa londinese. Invece questa è cresciuta oggi del 2,75%.
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# associazioneculturale vandea 2008-02-18 20:46
E' utile divulgare la Buona Novella, e dire alla gente la Verità, magari infondendo un po di speranza mediante la Fede. Divulgate queste preziose pagine di EFFEDIEFFE che sono davvero rare in giro... Grazie Maurizio e grazie a tutti quei anonimi che si rimboccano le maniche per questo sito... Diamo una mano, costruiamo o tratteniamo con le unghie e con i denti il katechon...
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# antonio 2008-02-18 21:19
Complimenti vivissimi per il nuovo sito... da oggi il miglior quotidiano italiano oltre che nella sostanza, anche nella forma... ad maiora
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# PERON 2008-02-18 22:13
Ottimo signor Maurizio, è stato il primo che ho letto e che mi ha convinto dell' 11/9 tenga sempre botta!
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# MASSIMO STELLA 2008-02-18 22:16
GRANDE BLONDET ........IL NUOVOSITO? BEH ERO ABITUATO AL VECCHIO COMUNQUE COMPLIMETI VOSTRO DEOTO E FEDELISSIMO LETTORE
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# ALDO 2008-02-18 22:21
Complimenti per il nuovo sito, anche se devo farci la mano. Auguri vivissimi di poter continuare su questa strada, visto che siete una delle poche voci fuori dal coro, una vera manna per chi vuol cercare di capire cosa succede.
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# Fabrizio 2008-02-18 23:03
Colgo l'occasione per fare i complimenti alla redazione per il nuovo sito (anche se a dir la verità mi ero affezionato al vecchio). Assicuro preghiere per il vostro lavoro.
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# GRX 2008-02-18 23:18
Posto qui anche se fuori tema Prima di tutto complimenti, Grillo dovrebbe fare qualcosa del genere senza fossilizzarsi su quel blog ormai orribile, ma che apprezziamo comunque, ma ormai Blondet ha fatto bingo con questa bella impostazione. State vedendo italia 1 questa sera ? C'è un bellissimo film dove degli aerei invisibili americani buttano giù un palazzo. Fin qui nulla di straordinario direte voi. Invece lo straordinario c'è eccome. Per farlo usano un missile ad implosione (spiegando bene perchè lo fanno, per evitare di uccidere le migliaia di persone che ci stanno attorno). Insomma un film americano afferma implicitamente che Blondet ha ragione, l'11 settembre per buttare giù due delle torri come quelle, e in quel modo c'è stato un abbattimento controllato, lo show è stato magnifico. Complimenti e avanti così, è un bel posto questo, ora bello non solo per le idee che ci sono dentro.
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# Giuliano 2008-02-18 23:51
Ottimo articolo Blondet.
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# Pierpaolo 2008-02-19 00:11
La Borsa iraniana del petrolio e dei prodotti petrolchimici è partita domenica. Non è noto, al momento, quale sia il volume degli scambi. P.S. Il nuovo formato sottolinea il fatto che state prendendo quota come diffusione. Auguri.
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# Alberto 2008-02-19 00:28
Un grosso in bocca in lupo per la nuova iniziativa e che nostro Signore possa sempre guidare i vostri passi in questa cosi difficile fase storica. A primo impatto mi sembra davvero molto bello il nuovo sito.
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# giuseppe 2008-02-19 19:52
Articolo interessante, ma che ha un punto di debolezza. (*) Il \"disaccoppiament o\" delle economie euro-asiatiche da quella americana è tutto da dimostrare. Il modello che le banche utilizzano non è più l'\"originate to hold\". Tutto viene cartolarizzato e solo il buon Dio sa dove il diavolo ha messo le cartolarizzazio ni con dentro i debiti delle famiglie americane sprecone (per non parlare di quelli delle corporatione)! Io vorrei far notare una cosa: gli americani stanno provando a fare pulizia, le banche svalutano gli attivi. In Europa nulla, le banche, nonostante i parecchi gridi di allarme dei banchieri centrali continuano a tenere la polvere sotto i tappeti. Quando non possono evitare di svalutare, inventano storie strampalate come quella dell'impiegato infedele di SocGen. Roba da pazzi. Tengo a precisare che sono d'accordo con lei sui motivi di fondo che hanno causato questa crisi: la folle ideologia (o religione) del \"libero mercato\". Infine, mi piacerebbe che lei, caro sig. Blondet, commentasse la puntata di \"porta a porta\" che ha visto ospiti Tremonti e D'Alema. Ad un certo punto, a tarda sera, Tremonti ha iniziato a parlare di che ha causato l'attuale disastro economico. Inutile riferirle le ironie di D'Alema e lo sgomento di Vespa: in una parola hanno preso Tremonti per pazzo visionario. Mi dica lei cosa ne pensa. Chiedo scusa a lei e a tutti gli altri utenti se il mio intervento è stato eccessivamente lungo, e approfitto per rinnovare i miei migliori auguri per il nuovo sito.
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# Xenia 2008-02-20 11:10
Complimenti per la nuova veste. Elegante, con buona \"usabilità\", semplicemente gradevole... Complimenti a Blondet che persevera nella difficile via di informazione alternativa. Leggo con l'interesse e un vero piacere EFFEDIEFFE, a volte sono d'accordo a volte meno con le analisi proposte. Non credo nella vera crisi americana per una semplice ragione - IL positivismo pragmatico intrinseco non permetterà il vero crollo del sistema. Anzi... permetterà nel momento opportuno di cambiare rotta. L'umanità è alle porte della nuova, ennesima revoluzione tecnologica (l'energia e nuovo concetto della medicina) - è gli USA ne sono all'avanguardia. Silenziosamente .
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# Gaspare B. 2008-02-20 14:25
Fuga dal dollaro ma per rifugiarsi dove? Come ci dobbiamo comportare nella tempesta che incombe?
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# Luciano D. 2008-02-22 08:08
Giusto ! Il nostro caro Maurizio, oltre che gridare \"al lupo al lupo\" potrebbe aggiungere qualche piccolo, piccolissimo consiglio su come comportarci in previsione del disastro che verrà. Ah..dimenticavo...il nuovo sito mi piace un sacco, complimenti !
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# Marco 2008-02-23 17:22
Sono in preda al panico. Artigiano con partita IVA, a malapena guadagno una media di 500 euro al mese. L'INPS mi ha inviato una cartella per i contributi (quasi 800 euro anche se non guadagno nulla!!) e l'INAIL mi ha inviato l'avviso per altri 650 euro. Da dove dovrei toglierli? Sono andato al patronato per il certificato ISEE 2006 per la borsa di studio di mia figlia e hanno sgranato gli occhi quando è saltato fuori che sono SOTTO LA SOGLIA DI POVERTA' (3.007,83 euro di reddito ANNUO). Il mutuo me lo paga mio padre già da due anni e spesso mi aiutano i suoceri a fare la spesa (loro godono di una LAUTA PENSIONE di 750 euro mensili ma sono proprietari dell'appartamento dove vivono). Nel 1999 ho ben pensato di SMETTERE DI FARE IL BAMBOCCIONE ed ora sono NELLA MERDA PIU' DENSA!! Stò seriamente pensando al suicidio. Buona giornata a tutti.
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# GiuseppeMarioGc 2008-02-24 05:13
La crisi è sistemica, cioè non si risolve nell'arco di una stagione, ma dovranno cambiare molte cose. Ovvero è in atto la cinesizzazione delle masse. La crisi in usa viene addossata ai subprime, ai prestiti concessi a persone insolventi. Ma se riflettiamo sui motivi per cui questa crisi nasce e perché in tutto l'occidente si sta avendo uno squilibrio nella distribuzione della ricchezza ci si rende conto della cruda realtà, ovvero questa crisi è conseguenza della globalizzazione . Gli Usa sono stati i primi a sfruttare i vantaggi della globalizzazione (deregulation, prodotti a basso costo,quindi vantaggi per imprese e consumatori inflazione bassa) e sono i primi a subirne le conseguenze negative, ovvero disoccupazione, nel senso di perdita di posti di lavoro nell'industria produttiva e qualificati(ind ustria auto licenzierà ulteriori 150000 persone e quelle che rimarranno dovranno accettare salari decurtati) mercato del lavoro al ribasso e per sostenere i consumi gli stessi standard di vita in Usa sono ricorsi al debito,alle carte di credito, alle rate, all'ipoteca delle case. Ma non si possono fare debiti all'infinito, arriva il momento che i debiti sono superiori alla disponibilità di farne fronte.Quindi il problema degli Usa non sono solo i debiti di stato e privati, MA NON HANNO LA POSSIBILITà DI PAGARE, stanno cercando di svalutare il dollaro, ma questo comporta squilibri in ambito globale perché il dollaro è valuta di riserva per tutte le banche centrali del mondo dato che i prodotti energetici vengono trattati in dollari. Ma a parte questo, il problema globale non è solo la crisi usa e del dollaro, ma ciò che ha determinato questa crisi e che investe tutto l'occidente:ovver o non riusciamo a reggere il confronto con le economie emergenti. I loro prodotti costano meno dei nostri, perché costa meno il lavoro, per cui in occidente o ci si adegua abbassando il costo del lavoro oppure si rimane disoccupati. (il settore servizi non crea valore aggiunto è solo un ripiego come dimostrato negli usa, senza prospettive per il futuro, la società va in decadenza). E' in atto la cinesizzazione. Anni fa si considerava che i cinesi avrebbero raggiunto i nostri standard, mentre sta succedendo il contrario, cioè che in occidente stiamo raggiungendo gli standard cinesi:pochi padroni ricchi, una casta burocratica cementata cioè la politica e lo stato che con le sue regole (e presto la sua polizia) fa da tramite tra i super ricchi padroni e la massa livellata tutti poveri e consumatori di prodotti a basso costo. Questo indispensabile per equilibrare il divario tra economie emergenti(india cina etc) e l'occidente che dovrà scordarsi il benessere e gli standard fin qui avuti. PURTROPPO QUESTO STA SUCCEDENDO E SUCCEDERà! Spiegarlo in poche parole è difficile, ma sono cose che studio da anni e quello che sta succedendo è solo un raffreddore rispetto alla polmonite che ci aspetta. In europa, per esempio, per livellare le masse e portare le retribuzioni al ribasso era stata studiata la bolkstein, la famigerata legge per cui se un lavoratore rumeno era occupato in Italia ma la sua ditta aveva sede in romania, il lavoratore avrebbe avuto lo stipendio secondo le tariffe rumene, per cui avrebbe significato una tendenza al ribasso delle retribuzioni. (Quindi una spinta legale alla cinesizzazione, tra l
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# Luca 2008-02-24 22:48
Gaspare B. aspetta un pochino e vedrai. Bastera` aspettare il grande crollo e vedere cosa sceglieranno i produttori di petrolio Forse il Rublo forse l'Euro forse la Sterilina Inglese o forse il Franco Svizzero, anche se mi sa che in ogni caso non si sbaglia..
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# mm 2008-02-26 16:12
Riflettiamo: cos'è un dollaro? Cos'è dopotutto quel foglietto di crispy money color verde con la faccina dello zio Sam sopra? Carta. Solo carta. Come il mio biglietto da visita. Con la differenza che io ne stampo 200 alla volta, e la Fed negli ultimi 50 anni ne ha stampati bastimenti interi per comperare -in tutti i sensi- il resto del mondo. Il sogno di qualsiasi falsario. La nascita dell'euro e la sconsiderata guerra in Irak hanno dimostrato che le due armi su cui si è retta finora l'egemonia americana (dollaro e potenza militare) ora non funzionano più. E questo significa necessariamente un punto di svolta nel potere economico e politico mondiale. Con tutto quanto -in positivo, ma anche in negativo- ne può conseguire per il resto del mondo. Certo, per molti americani abituati a campare alla grande sulle spalle di molti poveracci, la cosa non può fare piacere. Ma prima o poi anche loro dovranno darsi una regolata, in tutti i sensi. E così,da quanto ora sta accadendo, forse un giorno ci guadagneremo tutti. Loro compresi.
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# mario puccioni 2008-02-29 20:25
Saluto il dott. Blondet, che quotidianamente leggo con attenzione, e gli faccio le congratulazioni per i due nuovi siti; uno quello web, l'altro..abitativo, visto che si è spostato nella zona (molto bella) da cui proviene mia moglie. Caro Blondet, sono quel suo accanito lettore marzialista (Brazilian Jiu-Jitsu per l'esattezza) che ha citato in un suo libro, si ricorda? Dopo il matrimonio mi son messo in testa di dar retta a Lei, e mi sono imbarcato in un lavoro onesto e \"normale\", di tipo imprenditoriale . Maremma cane, accipicchia a me e quando l'ho fatto! L'economia loffia non fa il paio con l'incredibile voracità dello Stato e anche io, come il lettore Marco di Cagliari sono un digraziato che lavora gratis per pagare non si sa chi per non si sa cosa. Caro dott. Blondet, ha visto? Con il lavoro 'atipico' di prima facevo due lire ma vivevo umanamente ed ero soddisfatto, adesso sono precipitato nell'inferno burocratico del mondo lavorativo \"mainstream\" italiota, e ho perso il sonno... La saluto cordialmente.
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# Marco 2008-03-06 00:29
Caro Mario Puccioni, ho timore che siamo in tanti. Se lo stato (volutamente minuscolo) VORACE si limitasse ad esigere una percentuale sui GUADAGNI, andrebbe anche bene. Il problema è che troppo spesso i balzelli vanno BEN OLTRE la percentuale sul netto guadagnato, ma purtroppo devo confermare: è FORTE con i deboli e COLLUSO con i forti. Quanto desidero un nuovo Robespierre....
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# Mario 2008-03-07 10:53
Caro Marco. ti quoto in tutto TRANNE l'ultima frase. Si perché il Robespierrino era il capoccia di quelli più avidi e malvagi, coloro che ne fecero di cotte e di crude al fine di ingrassare la loro Casta dell'epoca (senza contare le immense implicazioni oltre questo). Ci vorrebbe semmai un Giulio Cesare, come dice Blondet. Un uomo senza pari che sia in grado di rimettere a posto uno Stato, con furbizia ma anche coraggio, abilità militare, preveggenza in economia, disciplina della vita religiosa nazionale etc etc...Un anti-Robespierre all'ennesima potenza insomma.
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# Marco 2008-03-07 19:22
Capisco.... .. ma almeno Robespierre, ha fatto un pò di pulizia SERIA. Oggi, dopo un bel ripulisti si tirerebbe una linea DAVVERO e non le le finte innovazioni che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.
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# angela 2008-03-11 23:15
xenia.......ma davvero credi che sia informazione alternativa? con tutti i salmi che finiscono in gloria? PER ME NO!è il solito fumo negli occhi!
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